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Aggiornamento sugli arrestati del 16 giugno. Revocate le misure cautelari per otto di loro Apprendiamo che, in seguito all’udienza presso il Tribunale del Riesame, sono state revocate le misure cautelari in carcere e ai domiciliari per Arnau, Bibi,
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Antonio Vigilante
in reply to L'Anarchiversitario • • •Vediamo.
Sulla strage di Odessa del 2 maggio 2014: definirla un massacro "di sindacalisti" è una forzatura. Le vittime non furono colpite in quanto iscritti a sindacati, ma in quanto attivisti filorussi coinvolti negli scontri di piazza; la Casa dei Sindacati era semplicemente il luogo in cui si erano rifugiati.
Sui giornalisti uccisi o scomparsi dal 2014. Non ho trovato alcun riscontro per la cifra di "oltre 80" non trova riscontro nelle fonti. I conteggi disponibili parlano di numeri più bassi e soprattutto di natura diversa da quella suggerita dall'articolo: si tratta in gran parte di giornalisti (ucraini, russi e stranieri) morti mentre documentavano i combattimenti nel Donbass dal 2014 o l'invasione su vasta scala dal 2022, colpiti da mortai, bombardamenti o cecchini durante la guerra, non vittime di un'azione repressiva mirata e sistematica dello stato ucraino contro la stampa in quanto tale.
Dev'essere terribile non poter importare libri in russo in un Paese che dalla Russia è invaso. Pensa un po' quanto sono fascisti questi ucraini.
L'articolo parla di equidistanza tra le due parti. E dunque mette sullo stesso piano non solo l'aggressore e l'aggredito, ma anche uno Stato democratico, con le limitazioni inevitabili in un paese invaso, con un paese fascista in cui sono state introdotte pene fino a quindici anni di carcere per la diffusione di "informazioni false" sulle forze armate, il che ha reso di fatto illegale qualsiasi critica alla guerra, persino l'uso della parola "guerra" al posto di "operazione speciale". In Russia circa trecento testate sono state bloccate, otto dichiarate "indesiderabili", e testate storiche come Novaja Gazeta (il cui ex direttore Dmitrij Muratov aveva vinto il Nobel per la pace nel 2021) e Echo Moskvy hanno cessato le pubblicazioni; Novaja Gazeta è stata perquisita di nuovo nell'aprile di quest'anno. Meduza, Radio Svoboda (Radio Liberty), TV Dožd' e i servizi in russo di BBC, Voice of America e Deutsche Welle sono stati oscurati o dichiarati "agenti stranieri". Memorial, l'organizzazione dedicata alla memoria delle vittime del regime sovietico e anch'essa insignita del Nobel per la pace nel 2022, è stata sciolta dalla Corte Suprema e dichiarata "organizzazione estremista".
Secondo stime di osservatori indipendenti, circa mille giornalisti hanno lasciato il paese nel solo 2022, e la Russia si colloca al 164° posto su 180 nella classifica di Reporters Without Borders sulla libertà di stampa. Sul fronte dei giornalisti perseguitati o uccisi, i conteggi indipendenti (Committee to Protect Journalists, database PolitPress) parlano di decine di casi accertati dal 2000 a oggi, oltre a casi eclatanti come la detenzione di Evan Gershkovich del Wall Street Journal con accuse di spionaggio o la condanna a ventidue anni di Ivan Safronov per aver aggregato informazioni già pubblicamente disponibili online.
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