[2026-02-11] 41bis @ COX18


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41bis

COX18 - Via Conchetta 18, Milano
(mercoledì, 11 febbraio 19:00)
41bis
11 febbraio 2026 > CSOA Cox 18 > via Conchetta 18 > ore 20,30

41bis

Alfredo Cospito è rinchiuso in regime di 41bis dal maggio 2022. Dall’ottobre di quell’anno all’aprile successivo, portò avanti uno sciopero della fame contro il 41bis e l’ergastolo, sciopero ch’ebbe una grossa eco e contribuì a squarciare il velo sulle condizioni di non-vita imposte da quel regime.

Oggi, dopo quattro anni in 41bis Alfredo si trova di fronte alla prospettiva di vedersi affibbiare una proroga per altri due anni; per questo riproponiamo Pensare l’impensabile tentare l’impossibile, un libro apparso proprio alla fine del suo sciopero della fame e contenente vari interventi di approfondimento sul carcere, le sue politiche e i suoi regimi.

Sarà presente Maria Teresa Pintus, avvocata, per aggiornarci sulla situazione di Alfredo, su quanto è avvenuto in questi anni circa il 41bis, sulle storie di non-vita e sui tanti ricorsi fatti contro il regime.

Durante lo sciopero della fame condotto da Alfredo innumerevoli furono le iniziative di solidarietà, tra queste il corteo a Milano dell’11 febbraio 2023. Ci saranno quindi aggiornamenti sul processo a carico dei compagni inquisiti e già giudicati in primo grado per quella manifestazione.

A seguire: confronto su come riprendere parola sul 41bis e rilanciare la mobilitazione.

Prima: aperitivo benefit > ore 19,00.

CSOA Cox 18 – Archivio Primo Moroni – Calusca City Lights


puntello.org/event/41bis

[2026-02-12] Aperiitivo in poesia a più voci @ Quasilocanda


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Aperiitivo in poesia a più voci

Quasilocanda - Piazza Villapizzone 3 Milano
(giovedì, 12 febbraio 19:00)
Aperiitivo in poesia a più voci
Aperitivo e reading di poesie,

iniziativa benefit al'interno della campagna 100x100 Gaza

Chiamaci allo 0228092209 per avvisare che verrai anche tu!


puntello.org/event/aperiitivo-…

[2026-02-14] Yoga e solidarità @ la via del respiro


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Yoga e solidarità

la via del respiro - via paolo mantegazza 33
(sabato, 14 febbraio 11:00)
Yoga e solidarità
Pratica di asana e meditazione, partecipazione con contributo minimo di 10 euro interamente destinato alla campagna !00x100 Gaza


puntello.org/event/yoga-e-soli…

[2026-02-09] Campagna di primavera per difendere la città pubblica, per difendere Casale Garibaldi. @ Municipio V


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Campagna di primavera per difendere la città pubblica, per difendere Casale Garibaldi.

Municipio V - via Giorgio Perlasca 35
(lunedì, 9 febbraio 10:00)
Campagna di primavera per difendere la città pubblica, per difendere Casale Garibaldi.
LUNEDI 9 FEBBRAIO, ALLE 1O

busseremo alle porte del CONSIGLIO MUNICIPALE (via Giorgio Perlasca 35, zona Collatino/Palmiro Togliatti), per segnalare le responsabilità politiche e amministrative del colpo di mano che vorrebbe cancellare 40 anni di storia, violando il senso, lo spirito, la lettera della Delibera 104, che regolamenta l'utilizzo del patrimonio pubblico.

Saremo presenti con una delegazione rappresentativa delle attività sociali, politiche, culturali, mutualistiche che animano il Casale e le sue reti. Invitiamo gli spazi autogestiti e le reti territoriali a sostenere questa battaglia per il diritto alla città.


roma.convoca.la/event/campagna…

[2026-02-07] Presidio contro la militarizzazione @ Piazza Montano


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Presidio contro la militarizzazione

Piazza Montano - Piazza Nicolò Montano, Sampierdarena, Centro Ovest, Genova, Liguria, 16151, Italia
(sabato, 7 febbraio 16:00)
Presidio contro la militarizzazione
Mentre i venti di guerra si fanno sempre più forti, anche nel quartiere di Sampierdarena si investono soldi per trasformare la ferrovia ad uso militare.

Parliamone in piazza e organizziamoci


gancio.invegendo.org/event/pre…

[2026-02-07] Divinazione e politica @ Libera Collina di Castello


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Divinazione e politica

Libera Collina di Castello - Piazza Santa Maria in Passione
(sabato, 7 febbraio 18:30)
Divinazione e politica
Racconti etnografici dal Benin.

Marco Leotta, antropologo culturale, racconta delle sue esperienze in Benin dove conduce ricerche etnografiche sul culto divinatorio di ifa.

Introduce Stefania Consigliere, articolando delle riflessioni su:

Pluralità delle forme di conoscenza, rapporto fra politica e reincanto, decolonizzazione dei saperi.


gancio.invegendo.org/event/div…

[2026-02-06] Niko Deejay Karaoke @ Zumaglia - Cavaiasca


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Niko Deejay Karaoke

Zumaglia - Cavaiasca - Via Roma 19, Zumaglia, BI
(venerdì, 6 febbraio 21:00)
Niko Deejay Karaoke
START ORE 21 INGRESSO LIBERO DALLE ORE 19 MENU PIZZA €12 compreso di •pizza a scelta • bibita o birra piccola • caffè e coperto! Vi aspettiamo per la cena é consigliata la prenotazione!


caosbi.eu/event/niko-deejay-ka…

[2026-02-06] Circus Punk + Medusa LIVE @ Biella - spazio Hydro


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Circus Punk + Medusa LIVE

Biella - spazio Hydro - via Cernaia 46 Biella
(venerdì, 6 febbraio 22:00)
Circus Punk + Medusa LIVE
Venerdì 06 Febbraio h22
CIRCUS PUNK (trio) live + Medusa
Ingresso intero 10€, ridotto con tessera Arci 8€
Inizio concerti h 22:30

CIRCUS PUNK
I @circuspunk_official sono un duo di Seregno (MB) in attivo dal 2019, formato da Antonio Squillante (batteria) e Arianna Muttoni (chitarra e voce). La loro musica è caratterizzata da una penna tagliente e influenze che spaziano tra il blues e l'hardcore. C'è sperimentazione e una vena cantautorale, il tutto condito da un'attitudine garage, nelle canzoni della band, che vogliono essere un grido di ribellione nei confronti di una società corrotta e fagocitante. I Circus Punk non amano definirsi in un genere, e rivendicano anzi la libertà di sperimentare e spaziare tra l'uso ed abuso di fuzz e distorsioni, ritmiche serrate e potenti e momenti più introspettivi, accompagnati solamente da accordi suonati al pianoforte e dalla voce di Arianna. Arrivano a Hydro in versione trio, con Marcello Aloe al sax

MEDUSA
I @medusa_torino nascono nei primi anni '90. Dopo aver vinto diversi concorsi musicali e registrato molte demo-tapes, incidono nel 1994 il loro primo album. Dopo quasi 10 anni di inattività, senza mai essersi sciolti ufficialmente, la band ha ripreso l'attività live nel 2024 e da poco pubblicato il nuovo album Menocinque. Dieci tracce, un unico respiro: Menocinque è la sensazione che manchi poco a qualcosa di decisivo.
Un segnale d’allarme sul presente su una società che rischia di trasformare i diritti in privilegi per pochi. Siamo ancora in tempo per invertire la rotta ma le lancette scorrono veloci. I Medusa sono:
Diego Perrone: voce, chitarra
Fabrizio Porro: basso
Fabio Zompa: basso
Andrea Ferrari: batteria


caosbi.eu/event/circus-punk-me…

[2026-02-06] Black Sabbath (1970-1978) LIVE TRIBUTE @ Australian Pub Ned Kelly


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Black Sabbath (1970-1978) LIVE TRIBUTE

Australian Pub Ned Kelly - via Milano 226 Vigliano Biellese
(venerdì, 6 febbraio 22:30)
Black Sabbath (1970-1978) LIVE TRIBUTE
primo Live di Febbraio con i Back To The Sabbath e il loro Tributo al primo periodo dei Black Sabbath (con Ozzy) '70/'78 !!!... Venerdì 6/02 ore 22,30 puntuali !!!..

Fabrizio Zortea: voce

Riccardo Stura: chitarra

Lucas Valadao: basso

AlessioFiorese: batteria


caosbi.eu/event/black-sabbath-…

[2026-02-06] Malvada Party - Dj Set @ Gaglianico - New Wood


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Malvada Party - Dj Set

Gaglianico - New Wood - Via giacomo matteotti 129 Gaglianico
(venerdì, 6 febbraio 23:00)
Malvada Party - Dj Set
MALVADA
New Vision · New Concept

📅 Venerdì 6 Febbraio

Noche latina. Estilo. Energía.

📍 New Wood
Via Giacomo Matteotti 129/G,
Gaglianico (BI)

🎟 Evento +16
• Lista: 5€ - link in bio
• Fuori lista: 10€

Music by @_dj_fredi @deejay_ale
Animation by @dembowpicante

Malvada.
Stesso spirito. Nuova visione.


caosbi.eu/event/malvada-party-…

[2026-02-07] Incontro: Nutrizione dopo l'anno di età @ Biella - Biblioteca Civica


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Incontro: Nutrizione dopo l'anno di età

Biella - Biblioteca Civica - Piazza Eugenio Curiel, 13, 13900 Biella BI, Italia
(sabato, 7 febbraio 10:00)
Incontro: Nutrizione dopo l'anno di età


caosbi.eu/event/incontro-nutri…

[2026-02-26] Kill Win - conoscere Linux @ Hacking Labs APS


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Kill Win - conoscere Linux

Hacking Labs APS - via Piaggiori Basso 212, Segromigno in Monte (LU)
(giovedì, 26 febbraio 20:30)
Kill Win - conoscere Linux
Serata di presentazione del sistema operativo Linux Mint in alternativa ai sistemi Windows per un uso più sicuro e libero del computer.


eventiterzopianeta.it/event/ki…

[2026-02-06] ALCUNE BANALITÀ DI BASE SUL CORTEO DEL 31 GENNAIO @ Torino


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ALCUNE BANALITÀ DI BASE SUL CORTEO DEL 31 GENNAIO

Torino -
(venerdì, 6 febbraio 19:00)
ALCUNE BANALITÀ DI BASE SUL CORTEO DEL 31 GENNAIO
doc.cisti.org/s/4J-G4uN2P

ALCUNE BANALITÀ DI BASE SUL CORTEO DEL 31 GENNAIO

1. La migliore eredità che la tradizione dei centri sociali poteva lasciare ai più giovani, è una rabbiosa celebrazione del suo funerale.

Il 31 gennaio è stato diverse cose allo stesso tempo. Un corteo massivo e trasversale, la ricomposizione tardiva dei vari pezzi di una sinistra antagonista in crisi, schiacciata dalla morsa tra l’avanzare della destra reazionaria e l’imbecillità politica assoluta del fronte progressista, un colpo di coda della lunga esperienza dei centri sociali che è ormai in procinto di chiudersi. Colpo di coda di una traiettoria che nel centro sociale torinese ha conosciuto certamente una delle sue espressioni più conflittuali, ma che appare presa da tempo in una parabola di declino inarrestabile. Non stiamo scrivendo queste righe per scagliarci contro i cascami di quell’entità che viene definita Movimento, per rilevarne limiti o errori. Piuttosto, ci preme dire con nettezza quello che abbiamo visto nella giornata del 31 oltre allo svolgimento prevedibile di un corteo nazionale dei centri sociali, della sinistra diffusa, di quell’area sociale che si è raccolta intorno alla battaglia per la difesa della Sumud Flottilla.
In piazza a Torino c’erano migliaia di giovani che non appartengono a collettivi, strutture o realtà militanti. C’erano ragazze e ragazzi appena ventenni, in molti casi ancora più giovani, che alla fine di Corso San Maurizio, all’avvicinarsi della svolta verso gli sbarramenti di polizia, si sono travisati, hanno formato con decisione un blocco nero, si sono preparati a combattere. Hanno attaccato la polizia, hanno resistito alle cariche, le hanno respinte avanzando e retrocedendo, metro per metro, per ben due ore. Non sono cose che si vedono tutti i giorni. Queste compagne e questi compagni gravitano nel mondo della politica radicale, si sono forse affacciati in strada per la prima volta con le proteste per la Palestina, e hanno sentito un richiamo irresistibile a venire a Torino.
Perché? In molti casi si tratta di persone che per ragioni anagrafiche non hanno neppure vissuto in prima persona la storia dell’Askatasuna o di qualche altro centro sociale, ma hanno comunque risposto a un appello che non è quello dell’opposizione al governo, di un preciso discorso politico sull’economia di guerra o i tagli ai servizi pubblici, ma la promessa di un’esplosione di rabbia, di una rivolta, di un evento che ribalti i rapporti di forza almeno per la durata di un giorno.
Dall’esperienza dello scontro si esce trasformati e aperti a nuove possibilità: quello che la politica di movimento può fare è lasciare il campo libero perché tali possibilità prendano corpo e spazio.

2. Il vittimismo non serve a nulla, bisogna esprimere una narrazione dei fatti che ne restituisca la potenza.

Basta vergognarsi di esistere. I fascisti esprimono le proprie idee con una virulenza senza freni, sono all’offensiva scatenata in tutti i campi e a tutte le latitudini. Dall’altra parte la sinistra è l’espressione più pura di un moralismo impotente che costituisce l’altra faccia dei rigurgiti fascisti, quella che per decenni ha ceduto loro terreno, per vigliaccheria e stupidità, preparandone la vittoria. Alla sinistra però non basta essere sconfitta, vuole trascinarsi tutti gli altri nel suo amore morboso per la sconfitta e l’impotenza. Per questa ragione al primo accenno di rabbia e di insorgenza si abbandona a condanne isteriche e incoerenti: o rimuove la realtà della sollevazione, o lancia anatemi furiosi. Di fronte a questo bombardamento di menzogne, bisogna conservare un po’ di lucidità.
Chi è sceso in piazza non è una vittima della violenza della polizia, che è una realtà costante e spietata, ma ha deciso con coraggio di affrontare questa violenza, di prepararsi per farlo, di restituirla al mittente per quanto possibile. Cerchiamo di rendere dignità a questa condotta, quella della ribellione aperta, che è l’atto politico per eccellenza, da cui nasce tutto. Le ragioni per la sommossa sono innumerevoli: si accumulano sul lavoro, per strada, in famiglia, all’università, durante un controllo di documenti. Sono nelle condizioni insopportabili che viviamo tutti giorni, in un futuro catastrofico che viene propinato con cinismo alle nuove generazioni. In Corso Regina sono iniziati gli scontri senza che le prime linee del corteo, difese da scudi e caschi, fossero neppure ancora arrivate. In molti, per strizzare l’occhio a sinistra, faranno leva sul vittimismo, sottolineeranno la violenza della polizia in piazza, si spingeranno fino a distorcere i fatti raccontando di un corteo inerme che all’improvviso e senza motivo è stato caricato a freddo dalle forze dell’ordine.
A chi c’era tutto questo non può che suonare ridicolo. Quello che abbiamo provato vedendo i celerini di spalle, vedendo i loro mezzi in fiamme, non può essere rappresentato nella celebrazione della sconfitta, e forse non può essere rappresentato affatto. Dalla volontà di reagire e dall’intensità della sommossa, può nascere una potenza politica all’altezza del presente.

3. La frattura tra chi difende questa società e chi si rivolta, è una guerra di mondi. Non c’è nessun linguaggio o logica comune.

“Ora parlano di lui e scrivono di lui, lo psicologo, il sociologo, il cretino. E parlano di lui e scrivono di lui, ma lui rimane sempre clandestino”
G.Manfredi, Dagli appennini alle bande

“Il silenzio è minaccioso, è estraneità che si accumula, non dà segni comprensibili, alla fine esplode […] Vogliono farci parlare. Ma noi non abbiamo nulla da dire nei loro luoghi delegati. La loro politica, la loro cultura, sono autodelazioni. Noi facciamo silenzio. Silenzio minaccioso dell’estraneità, dell’assenteismo, del rifiuto, dell’appropriazione spontanea, latenza di una nuova esplosione che si prepara”
Collettivo A/Traverso, Alice è il diavolo


Non è possibile ricomporre la cesura tra chi era in piazza in modo offensivo e chi, appartenendo ai mondi dell’opinione pubblica, culturale e della classe politica ha dato semplicemente prova di impotenza, servilismo e demenza (senile). L’alterità dell’esperienza dei primi, nei confronti delle viltà dei secondi è troppo profonda perché possa esserci un qualche tipo di comprensione, inutile tentare di dibattere, le giustificazioni girerebbero soltanto a vuoto. Non c’è uno stesso linguaggio ma non c’è neppure una stessa realtà. Ciò che fa infuriare tremendamente il mondo progressista di un establishment che non ha più alcun residuo di credito morale, intellettuale, ma neppure un banale senso della decenza, è l’indisponibilità di questa generazione al dialogo, a intendersi, a sprecare parole inutili. Si tratta di un silenzio minaccioso che contraddistingue i movimenti sovversivi, ciclicamente, da molto tempo, ma che ritorna oggi con prepotenza. Un’opacità e un silenzio minaccioso che fanno saltare la macchina neutralizzante del riformismo consegnandola alla sua natura fascista, costringendola ad abbracciare apertamente i toni isterici della peggiore retorica poliziesca: manganelli, ordine, condanne unanimi e santa inquisizione.
Eppure, come si fa a parlare con chi permette un genocidio in mondovisione, con chi nega l’evidenza del collasso etico ed esistenziale, prima che biofisico, di questa civilizzazione, con chi copre di smalto colorato un disastro che si approfondisce ogni giorno di più? Come si fa a parlare con chi falsifica il significato delle parole fino a cancellarlo del tutto? La verità è che questa società non ha nulla da offrire e che, prima di tutto, non ha da offrire alcun senso che renda la vita degna, non ha risorse soggettive che non siano quelle della rapacità, del privilegio, del nichilismo più immorale e più vigliacco. Allora lo spaccato di affetti, emozioni, solidarietà e forza collettiva che si sprigiona in una giornata come quella del 31, è bene che non la capiate. Continuate pure a ricamarci sopra racconti inverosimili e classificazioni talmente stupide a cui solo voi riuscite a credere. Cercheremo di essere sempre da un’altra parte rispetto a dove ci cercate.

3 bis. L’identikit di chi si ribella, la catalogazione dei soggetti in campo, è un lavoro di polizia che va rifiutato, da chiunque provenga. Allontanarsi da questa logica è un’elementare misura di igiene, e di strategia.

“Lo sforzo di identificarci secondo le logiche collaudate di due secoli di controrivoluzione si ritorce risibilmente e ignobilmente su chiunque vorrebbe imprigionarci in una formula, per consegnarci più agevolmente alle mura del carcere”
Provocazione, 1974


Se i maldestri tentativi di stampa, politica, autoproclamati intellettuali da cortile, tendono tutti a dare un profilo, fissare un soggetto responsabile degli scontri, approfittiamo della loro scemenza e custodiamo l’opacità che questa ci garantisce. Giornalisti e opinionisti vari fonderanno i pochi neuroni che hanno in testa nel tentativo di “capire questi ragazzi”, di “isolare i violenti dal resto del corteo” o di lanciarsi in stantie e maldigerite letture sulla psicologia della folla. Saremo anche stretti tra chi proverà ad attaccarci addosso etichette altrettanto fastidiose e, sopratutto, figlie dello stesso modo di intendere il mondo: “in piazza c’era il grande fronte contro il governo meloni”, “ecco finalmente manifestarsi il nuovo e vero soggetto politico (dopo i maranza, la Gen Z, gli ecologisti, la convergenza delle lotte, gli operai della conoscenza, gli operai della logistica, i giovani, il precariato…)” tuoneranno dall’alto dei loro palazzi occupati che puzzano di vecchio. Non fa differenza che questo alacre e ridicolo lavoro di identikit sia teso a reprimere, rinchiudere e demonizzare, oppure comprendere le ragioni, spiegare, recuperare e – perché no? – curare. Respingiamolo. Chi insorge è parte di un popolo che manca, di una potenza anonima e non classificabile che si definirà solo per la strategia politica e la consistenza etica che saremo capaci di organizzare. Quando e come sono solo affari nostri.

4. Il ritorno delle sommosse è sempre il ritorno dell’organizzazione autonoma per bande

Qualche amico si parla, gruppuscoli si creano e si rendono anonimi. La polizia viene attaccata ben prima che la testa con gli scudi giunga in prossimità delle prime camionette. Per due ore si continua ad attaccare a gruppi, ci si sposta, si prova ad aggirare gli ostacoli, a prendere alla sprovvista. Dinamica inusuale in questo paese ma che si è già presentata in altri occasioni. Anzi, si potrebbe quasi azzardare che quando qualcosa succede, accade proprio in queste forme. Bande appaiono e scompaiono, le abbiamo viste nell’autonomia post 68, a Genova all’inizio di questo millennio, e poi ancora il 15 ottobre a Roma e nelle piazze contro il lockdown. Più il tempo passa più le bande rimangono orfane di una tradizione politica pesante come un macigno, figlia di quel Movimento Operaio sconfitto già 50 anni fa, che rende il terreno dopo le cariche simile alle sabbie mobili. Per qualcuno questo è un lutto, una sventura caduta dal cielo durante la marcia gloriosa e secolare verso il socialismo, per noi è aria pura.
Mentre il viale centrale di Corso Regina era molto affollato, le vie laterali sgombre offrivano interessanti prospettive di attacco. Sicuramente dal punto di vista tattico molto è migliorabile. Ma non importa, il tempo è dalla nostra parte. Impareremo dai nostri errori.

4. bis Non ci sono agitatori esterni ma la consapevolezza di una posta in gioco internazionale

“C’erano i francesi, spagnoli e greci”. “I violenti vengono da mezza Europa”. Per tanti tra politici e giornalisti uno dei punti centrali della vicenda è proprio questo: le presenze non italiane ai cortei. Un misto confuso di dietrologia (gli infiltrati), di deliri su modelli organizzativi para-militari, usato per spiegare un dato tutto sommato semplice. L’accumulo di esperienze dei cicli di sollevazioni passate, in giro per il mondo, contribuisce spontaneamente a tessere una rete di contatti e amicizie che supera i confini nazionali. È qualcosa di così strano? Una delle recriminazioni che va per la maggiore contro i protagonisti delle rivolte, è quella di cercare uno sfogo effimero e istintivo alle proprie frustrazioni esistenziali, senza preoccuparsi di costruire una prospettiva politica.
Ma l’opportunità che momenti simili si trasformino in forza politica solida e durevole, dipende proprio dalla sedimentazione strategica di esperienze, relazioni e tecniche. Il fatto che l’internazionalismo sia diventato anche per la sinistra una parolaccia o un’accusa criminalizzante, è solo un’altra spia del suo stato di sclerosi avanzata. Sarebbe ridicolo denunciare la catastrofe in corso se non si ha l’ambizione di organizzarsi come forza mondiale.

5. La rivolta fa saltare il tavolo perché inceppa la macchina infernale di sinistra e destra, il dispositivo controrivoluzionario che sta portando al potere i fascisti in tutto l’Occidente.

Viviamo in un’epoca storica di controrivoluzione scatenata. Chiusa una lunga sequenza di sommovimenti e insurrezioni che hanno scosso il mondo a più riprese, almeno fino al 2019, lo spettacolo che ci si presenta è piuttosto desolante. Una sudditanza assoluta della sinistra all’agenda del capitalismo cibernetico e ultra-liberale, condita dal disprezzo ostentato verso chiunque non si pieghi alle ragioni del progresso, del mercato o della ragione democratica, ha preparato inesorabilmente la vittoria a mani basse della peggiore destra fascista. Il disprezzo per l’arretratezza e l’irrazionalità di chi si rivolta, che si tratti di automobilisti con il gilet giallo, di agricoltori o di renitenti alla sorveglianza sanitaria, è stato un ingrediente decisivo nel preparare questa vittoria. Al punto che la destra - oggi al governo - è riuscita a vestirsi, nel corso dei decenni, delle bandiere dell’alternativa, della protesta, appropriandosi perfino della parola “rivoluzione”.
A forza di voler incarnare il fronte del Bene e dell’Ordine, la sinistra è l’unica responsabile delle derive fasciste in corso e del loro costante rafforzamento. Non solo: il richiamo a compattarsi in un campo antifascista ben allineato e ragionevole, in nome dell’argine alla peste bruna e al pericolo autoritario, alimenta ancor più un circolo vizioso in cui sinistra e destra si sostengono mutuamente nella propria funzione controrivoluzionaria.
Non è nulla di storicamente inedito: la destra avanza spavalda, la sinistra esprime la sua natura di difesa conformista nell’ordine e di normalizzazione istituzionale. Il risultato è che qualsiasi discorso politico che voglia intervenire nella sfera pubblica, presa dentro questa macchina controrivoluzionario viene immediatamente schiacciato, reso incomprensibile. Oppure viene riassorbito in uno dei due poli. In tal senso le forme di ribellione di strada, attaccate da tutti i fronti e da tutte le parti, sono un gesto che serve a mostrare in superficie l’ovvia solidarietà tra tutte le componenti della macchina di governo e di propaganda, tra tutte le versioni della sfera pubblica. Portando alla luce del sole la falsa alternativa tra fascisti e progressisti, che le piazze per la Palestina avevano evidenziato solo in parte, le rivolte mostrano la possibilità di un’opposizione politica effettiva, di pratiche e comportamenti che, sebbene ancora embrionali, liberano lo spazio per qualcosa di meglio. Qualcosa di più serio e di più entusiasmante, che ci ostiniamo a chiamare possibilità rivoluzionaria.

5. bis. Solo la rivolta di piazza ha una qualche forza di risposta ai fascisti.

Abbiamo detto che la sinistra ha costruito il consenso dei fascisti per decenni. Ora ci troviamo di fronte alla situazione paradossale in cui questi personaggi indicano nell’attacco alla polizia e nel disordine di piazza un favore oggettivo alla repressione, che loro stessi sostengono a gran voce. Inutile sprecare fiato per replicare a questi miserabili. Sottolineiamo solamente alcune costanti storiche che sono sotto gli occhi di chiunque non sia del tutto accecato. Nel 2020, in seguito all’omicidio di George Floyd, abbiamo visto un’esplosione di rabbia violenta scuotere la città di Minneapolis e gli USA di Trump. Ciò ha portato all’incendio di commissariati, mezzi della polizia, all’attacco e al saccheggio diffusi. Il mondo democratico e progressista, in America e a tutte le latitudini, si è affannato a far passare per un “movimento pacifico” quello che, secondo qualsiasi testimonianza credibile, è stato a tutti gli effetti un moto insurrezionale. Neutralizzazione, rimozione e repressione si bilanciano nell’impresa di cancellare la possibilità sovversiva che balena in questi momenti.
L’esito politico della cancellazione e del recupero della sommossa è oggi sotto gli occhi di tutti. Mascherarla da opposizione pacifica non ha impedito al trumpismo di ritornare con ancora più forza: addomesticare la rottura non è solo controproducente, ma pericoloso. Tuttavia i fatti del 2020 non sono stati inutili, perché è piuttosto chiaro che la memoria della rivolta non è estranea alle forme di resistenza che appaiono oggi contro l’occupazione militare di molte città e i rastrellamenti fascisti dell’ICE. Proprio a Minneapolis lo scenario di guerra civile, sempre più aperto, ha portato già ad alcune uccisioni a sangue freddo. Persone che hanno ostacolato in prima linea gli arresti, cercando di intralciare le operazioni di polizia e violando la legge, hanno dato l’esempio di una resistenza coraggiosa ed efficace. In un contesto di irrigidimento della violenza repressiva e della reazione, è tanto più palese che il coro democratico non serve a nulla.
Lasciamo al lettore soltanto due domande: chi scende in strada a rischio della propria vita nella strade di Minneapolis, assomiglia di più alle ragazze e ai ragazzi che hanno avuto il coraggio di affrontare la polizia a Torino, o ai commentatori perbenisti che li condannano da casa? Se la rete di organizzazione e solidarietà che si struttura intorno alle rivolte, invece di cedere al ricatto di un ritorno alla normalità, perfezionasse i propri mezzi e si organizzasse per durare, siamo sicuri che un processo di trasformazione più radicale e profondo sarebbe un’opzione così assurda? Noi, dal nostro, sappiamo che quando il fascismo ha avuto battute di arresto è stato proprio quando le rivolte sono esplose, quando invece è intervenuta la sinistra il fascismo ha trionfato. Weimar docet. Sempre nella storia e ancora oggi, il contrario di destra non è sinistra, ma rivoluzione.

5. ter. La teoria del complotto degli infiltrati è un’operazione di polizia all’altezza dei tempi, quindi del tutto inverosimile e di pessima fattura.

Ovviamente gli infiltrai esistono, i gruppi rivoluzionari ne hanno scoperti e allontanati in un’infinità di occasioni e si potrebbero citare moltissimi episodi. In nessun caso, è davvero avvilente ribadirlo, gli “infiltrati” possono determinare l’esito di un corteo, raggrupparsi in alcune centinaia con una chiara ed evidente disposizione allo scontro, prendere con naturalezza le prime linee e costringere tramite strumenti di controllo psichico molto sofisticati il resto del corteo a seguirli, supportarli, non abbandonare la piazza. Questo era ovvio nel 2001 a Genova, lo era nel 2011 a Roma, lo è ne 2026 a Torino. Peraltro il 31 gennaio è stata una di quelle occasioni in cui lo scollamento tra chi ha praticato in prima persona lo scontro e il resto dei manifestanti era minima, quasi nessuno è scappato, quasi tutti hanno capito le ragioni di quanto avveniva. Chi pensa che dinamiche del genere siano imputabili all’infiltrazione ha il cervello devastato dalla perenne esposizione all’istupidimento mediatico e alle tecnologie digitali, e fin qui si potrebbe affrontare la cosa con una compassionevole tolleranza. Invecchiare bene non è dato a tutti.
Il problema è che la denuncia degli infiltrati, quando attecchisce, crea fantasmi collettivi che hanno favorito in molti casi il lavoro poliziesco, portando ad atteggiamenti di sospetto e delazione. Sarebbe bene che per senso del ridicolo e per prudenza, se non per lucidità, la si smettesse con queste scempiaggini.

6. Precisazione terminologica sul significato del coraggio e della vigliaccheria.

Una tra le espressioni più odiose dello stravolgimento linguistico spudorato ed orwelliano che caratterizza il discorso pubblico, è quella che evoca per bocca di molti politici e giornalisti la questione del coraggio. Siamo abituati a un uso del vocabolario in cui ogni parola è usata per significare il suo opposto: la pace è il regno dell’economia di guerra, l’economia verde intossica il pianeta e la civiltà consiste nella sottomissione, nell’indifferenza alle sofferenze altrui, nel camminare dritti mentre ogni tipo di ingiustizia e violenza viene perpetrata ad un passo da noi. Se non fossimo così regolarmente educati a un simile uso del linguaggio, ci sarebbe da rimanere attoniti a sentire pennivendoli da quattro soldi e ministri che dall’alto dei loro scranni definiscono vigliacchi i ragazzi che erano in piazza sabato. Fa ribollire il sangue. Proviamo a rendere l’immagine: qualcuno che affronta per ore, tra lacrimogeni sparati ad altezza uomo e cariche continue, a rischio della sua incolumità e di finire in prigione, le forze di polizia armate e iper-equipaggiate di uno Stato, si può chiamare codardo. I mercenari che agiscono nell’impunità assoluta per difendere l’ordine sono invece un esempio di coraggio, ugualmente lo sono gli imbrattacarte e i politicanti che dispensano sentenze morali senza aver mai affrontato un rischio in vita loro. Basterebbe soffermarsi su questo paragone e riflettere sui termini, per dare la misura di quanto non capiate un cazzo.

6. bis Chiamare l’episodio dello sbirro a terra un esempio di “violenza selvaggia” vuol dire non sapere cosa sia la violenza.

Un celerino finisce a terra mentre cerca di strafare durante una carica. Il resto del plotone lo lascia indietro senza pensarci due volte. Alcuni manifestanti lo prendono a calci per pochi secondi e nella concitazione riceve anche un colpo di martello sulla schiena, del tutto calibrato. Un gesto di autodifesa elementare, misurato, giusto e salutare. Due giorni dopo è già dimesso, quasi incolume, come non sarebbe di certo accaduto se fosse stato preso “a martellate”. Tuttavia questa è la versione dei giornali e della narrazione ufficiale: un’aggressione furiosa, ferina, di una violenza spietata che fa inorridire.
La mistificazione è talmente plateale che parla da sé, ma val la pena dire poche cose. La prima è che a forza di subire, la voglia di vendicarsi e di rendere i colpi è il sintomo di un istinto vitale più che comprensibile. Chi ha colpito l’agente a terra, intralciandolo mentre si lanciava con trasporto nel pestaggio dei manifestanti, ha difeso sé stesso e gli altri. E va ringraziato. Alla pari di tutti coloro che hanno distribuito maalox, aiutato chi avevano accanto, protetto in ogni modo il resto del corteo. Il cittadino qualunque che si indigna per le poche bastonate ricevute dallo sbirro è vittima di un’identificazione masochistica con il proprio carnefice, il suo problema è psicopatologico prima che politico.
In un momento storico in cui si usa la parola “rivoluzione” per riferirsi alle cose più bislacche, al punto che persino il capo del governo ha apostrofato i manifestanti di sabato come “pseudo-rivoluzionari”, ci spiegherete in quale rivoluzione i tutori dell’ordine non hanno ricevuto, come minimo, una buona dose di bastonate.

Cosa si può fare dopo una giornata come quella del 31? Una volta che l’evento si è chiuso, ci sono almeno due atteggiamenti possibili verso il suo lascito.
Si potrebbe dire “abbiamo scherzato”, cercare di rendere più digeribile l’intensità e la violenza di qualcosa che ci scavalca, che è pericoloso e potrebbe comportare delle conseguenze impreviste. Conseguenze non soltanto in termini penali o repressivi, ma anche di scompaginamento o crisi di forme organizzative note, di impossibilità a riprodurre i modi di azione politica che abbiamo seguito fino al giorno prima. Le alleanze politiche all’insegna dell’unanimismo si incrinano, la propaganda nemica fende il consenso grazie alla demonizzazione delle pratiche più offensive, ci si trova in una condizione scomoda. La prima opzione comporta il tentativo di ricomporre questo consenso nella ricostruzione di un’unica grande famiglia, di riportare l’esperienza dello scontro – in quanto ha di più disturbante – a una narrazione edulcorata e rassicurante che vada bene per tutti i palati. La tattica della ricomposizione ex post, cercando di ricucire gli strappi, tenta di ridimensionare l’attacco alla polizia, di enfatizzare le violenze verso i manifestanti, di rioccupare il ruolo dei “buoni” nella battaglia comune dell’opposizione alle politiche governative. È una tattica che troverà - a fatica - qualche sostegno in una parte del mondo intellettuale e politico, ma dubitiamo che possa andare molto lontano. Le immagini del disordine sono ancora troppo vivide negli occhi di tutti. Il peggio è che un atteggiamento del genere crea uno scollamento paralizzante in chi quel momento lo ha vissuto, e si ricorda bene quanto poco ci sia stato di “difensivo” nell’esplodere della rabbia collettiva.
Un secondo modo di reagire corrisponde invece a una scommessa: più rischiosa, perché avere contro tutte le voci, tutte le opinioni, non è mai una posizione comoda. Ma anche più autentica e appassionante. Dire alle ragazze e ai ragazzi che hanno combattuto in strada che quel che è accaduto è una cosa seria, che la distruzione ha una sua razionalità politica, che si può credere nell’intensità di quell’esperienza e organizzarla in possibilità concreta e generale. Abbiamo parlato della resistenza contro l’ICE in America, che rappresenta almeno in parte un’immagine del nostro futuro più prossimo, all’insegna di guerra civile e crudeltà fascista. L’incontro tra i gesti di opposizione di strada, in aperta sfida alla polizia, le reti di supporto e organizzazione popolare, e un possibile intensificarsi del conflitto, rappresentano un’indicazione seminale dei nostri compiti futuri.
Chi ha vissuto la piazza del 31, chi si rende conto dello stato del mondo in cui vive e della portata del suo disastro, sa che non può aspettarsi nulla da alleanze politiche istituzionali, tutele giuridiche, movimenti d’opinione. Solo credendo fino in fondo all’impatto della sommossa, alle amicizie che vi si intrecciano, alla chance che si trasformi in un potenza rivoluzionaria, ci si può rendere immuni all’epidemia di stupidità e di cinismo che sembra aver contagiato i nostri contemporanei.

“…di fronte a questa facciata di marmo, se continuiamo a picconare, forse si trova un filone d’oro. Forse è questa la rivoluzione”

gancio.cisti.org/event/alcune-…

[2026-02-11] Assemblea Aperta Food Not Bombs @ Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito


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Assemblea Aperta Food Not Bombs

Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito - Largo Maurizio Vitale 113, Torino
(mercoledì, 11 febbraio 19:00)
Assemblea Aperta Food Not Bombs
PLENARIA DI FNB 🥕
Mercoledì 11 febbraio dalle 19:00 ci troverete a @labmanituana per assemblea aperta di Food Not Bombs! Vieni a conoscerci, ti aspettiamo!
🥦🍅💚


gancio.cisti.org/event/assembl…

[2026-02-06] 11° compleanno del circolo @ https://arcibrescia.it/2026/02/06/11-compleanno-del-circolo/


11° compleanno del circolo

arcibrescia.it/2026/02/06/11-c… - arcibrescia.it/2026/02/06/11-c…
(venerdì, 6 febbraio 10:39)
11° compleanno del circolo Sabato 7 Febbraio 11° Compleanno del Circolo Dalle 18,30 in poi aperitivi-a-go-go e concerto di Cek Franceschetti sul palcovia s andrea 32 malegnofacebook


lasitua.org/event/11degree-com…

[2026-02-06] Letture condivise per bambini 0-6 anni e famiglie @ Viverone - Biblioteca di Viverone


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Letture condivise per bambini 0-6 anni e famiglie

Viverone - Biblioteca di Viverone - Viverone, Via Umberto I 107
(venerdì, 6 febbraio 16:30)
Letture condivise per bambini 0-6 anni e famiglie


caosbi.eu/event/letture-condiv…

[2026-02-06] Concerto "88 porte per entrare nel tempo" @ Biella - Sala concerti, primo piano, Accademia Perosi


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Concerto "88 porte per entrare nel tempo"

Biella - Sala concerti, primo piano, Accademia Perosi - Biella, Corso del Piazzo, 24, 13900 Biella BI
(venerdì, 6 febbraio 20:45)
Concerto "88 porte per entrare nel tempo"

Biella

Sala Concerti I Piano - Accademia Perosi


Lovro Pogorelich (Pianoforte)

Lovro Pogorelich (1970), ha ricevuto le prime lezioni di pianoforte dal padre Ivan e, dall’età di dodici anni, ha studiato con il pianista e pedagogo russo Konstantin Bogino. A diciassette anni ha iniziato un’intensa carriera concertistica internazionale che lo ha portato a esibirsi come solista e con orchestra nelle principali sale del mondo.

Pianista di forte personalità e grande rigore interpretativo, Pogorelich è riconosciuto per la solidità tecnica, la profondità espressiva e l’individualità del suo linguaggio musicale. La critica internazionale ne sottolinea la precisione stilistica, la potenza del suono e la capacità di dare forma chiara e convincente alle grandi architetture musicali, evitando ogni effetto superficiale.

Le sue interpretazioni di autori come Liszt, Mussorgskij, Prokof’ev, Brahms e Chopin sono state spesso definite “travolgenti” e “visionarie”, capaci di evocare un’orchestra attraverso il solo pianoforte e di guidare l’ascoltatore all’interno della struttura profonda delle opere.

Lovro Pogorelich è professore ordinario di pianoforte presso l’Accademia di Musica dell’Università di Zagabria. Ha inciso DVD e CD per etichette internazionali ed è fondatore e direttore artistico del PagArtFestival. È considerato uno dei punti di riferimento del pianismo croato contemporaneo.


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[2026-02-07] 7° GRAN TOUR DELLE FIABE @ Biella - Spazio Teatrando


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7° GRAN TOUR DELLE FIABE

Biella - Spazio Teatrando - Via Ogliaro,5 - Biella
(sabato, 7 febbraio 15:00)
7° GRAN TOUR DELLE FIABE
Tra Gennaio e Febbraio ritorna il viaggio nel mondo delle fiabe e dei racconti, letti e sceneggiati, che la compagnia Teatrando propone ai piccoli spettatori.
Il “7° Gran Tour delle fiabe” si svolge a Biella, allo Spazio Teatrando in Via Ogliaro 5, e offre un percorso semi-itinerante con due diversi viaggi, articolati su quattro fine settimana.
Pensato per bambini a partire dai 4 anni, ogni “tour” inizia con l’esplorazione dello spazio che fa da sede alla compagnia, un luogo pieno di sorprese e bizzarrie. Questo breve percorso conduce i partecipanti nella sala teatrale riscaldata, dove hanno inizio le vere e proprie letture sceneggiate.
Per i due itinerari di quest’anno (ciascuno dei quali viene riproposto per due fine settimana consecutivi) si è scelto di volgere lo sguardo verso terre lontane.
Nel primo, previsto sabato 24 e domenica 25 Gennaio e ancora sabato 31 Gennaio e domenica 1 Febbraio, si ascolteranno “Storie dal Sud del mondo”. Scelte e dirette da Simona Romagnoli, sono tratte dai racconti tradizionali delle terre al di sotto dell’Equatore: il Sud Africa, ma anche l’America del Sud con il Perù e la Bolivia. I protagonisti sono Re protetti da oggetti magici, stregoni e improvvidi ladri, ma anche semplici pastori e divinità protettrici. Non mancano gli animali: tra rane, caprette, grilli e canarini ci sarà persino qualcosa di più esotico come lama e armadilli.
Nel secondo itinerario, previsto a Febbraio (sabato 7, domenica 8, sabato 14 e domenica 15), si ascolteranno “Storie dall’Oriente”, con cui idealmente si viaggerà dalla Persia al Giappone passando per India e Vietnam. Scelte e dirette da Claudio Nicolai, le fiabe raccontano di personaggi che, grazie a virtù come l’intelligenza e la perseveranza, riescono ad avere la meglio sulla prepotenza e sull’arroganza.
Per ciascun appuntamento sono previsti due diversi ingressi a gruppi alle 15.00 e alle 16.15. L’intero percorso dura circa un’ora.
Biglietto: 6 euro per grandi e piccini (gratuito per i minori di 4 anni).
Acquisto online sul sito www.teatrandobiella.it.
Prenotazione telefonica al 333.5283350.
Solo info con messaggio WhatsApp: 331.7473960.

dal 07 feb 2026

al 08 feb 2026

Orario: dalle 15 alle 17.30

Biella, Spazio Teatrando, via Ogliaro 5


caosbi.eu/event/7degree-gran-t…

[2026-02-06] Presentazione e dibattito sul libro "Abitare in Affitto. Le nuove frontiere dell'estrattivismo immobiliare" @ LOA Acrobax


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Presentazione e dibattito sul libro "Abitare in Affitto. Le nuove frontiere dell'estrattivismo immobiliare"

LOA Acrobax - Via della Vasca Navale 6, Rome, Metro B San Paolo
(venerdì, 6 febbraio 18:30)
Presentazione e dibattito sul libro "Abitare in Affitto. Le nuove frontiere dell'estrattivismo immobiliare"
📍Vi aspettiamo domani sera dalle 18:30 in Lunfarda

📍Prenotate il vostro tagliere speciale

“ Negli ultimi decenni, l’ affitto ha cessato di essere una scelta abitativa residuale per diventare uno dei principali terreni di estrazione di valore. In Abitare in affitto, Chiara Davoli e Stefano Portelli offrono un’analisi lucida e approfondita della crisi abitativa in corso, descrivendola come una dei problemi sociali più trascurati del nostro tempo.”

Nella nostra metropoli, in cui l’estrazione del valore avviene sfruttando i quartieri e la loro gentrificazione, presentiamo questo testo in cui un’accurata analisi si affianca a una prospettiva politica radicale.

Lo faremo insieme agli autori Chiara Davoli e Stefano Portelli.

Vi aspettiamo Venerdì 6 Febbraio alle ore 18.30 in @la_lunfarda2.0 ad Acrobax.

A seguire i taglieri speciali, vini e birre artigianali.


roma.convoca.la/event/presenta…


Presentazione e dibattito sul libro "Abitare in Affitto. Le nuove frontiere dell'estrattivismo immobiliare"
Inizia: Venerdì Febbraio 06, 2026 @ 6:30 PM GMT+01:00 (Europe/Rome)

📍Vi aspettiamo domani sera dalle 18:30 in Lunfarda

📍Prenotate il vostro tagliere speciale

“ Negli ultimi decenni, l’ affitto ha cessato di essere una scelta abitativa residuale per diventare uno dei principali terreni di estrazione di valore. In Abitare in affitto, Chiara Davoli e Stefano Portelli offrono un’analisi lucida e approfondita della crisi abitativa in corso, descrivendola come una dei problemi sociali più trascurati del nostro tempo.”

Nella nostra metropoli, in cui l’estrazione del valore avviene sfruttando i quartieri e la loro gentrificazione, presentiamo questo testo in cui un’accurata analisi si affianca a una prospettiva politica radicale.

Lo faremo insieme agli autori Chiara Davoli e Stefano Portelli.

Vi aspettiamo Venerdì 6 Febbraio alle ore 18.30 in @la_lunfarda2.0 ad Acrobax.

A seguire i taglieri speciali, vini e birre artigianali.


[2026-02-07] Workshop Danza afrocontemporanea @ spazioAltrove


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Workshop Danza afrocontemporanea

spazioAltrove - viale pepoli 62/a
(sabato, 7 febbraio 10:30)
Workshop Danza afrocontemporanea
Entra dentro

Sabato 7 febbraio dalle 10.30 alle 13

Con Flaminia Adami

Quanto il tuo stesso muoverti può sorprenderti e farti del bene?

Attraverso pratiche di danza afro contemporanea e improvvisazione daremo spazio alla parola presente dentro di noi.

Non è richiesta nessuna esperienza previa, solo curiosità e disponibilità all'ascolto.

Vuoi esserci?

Prenota subito

Ker aps 3465735907


balotta.org/event/workshop-dan…

[2026-02-14] BENEFIT INGUAIATI: BARLUME + MY BICYCLE KEYS @ collettivo anarchico Bandiera Nera


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BENEFIT INGUAIATI: BARLUME + MY BICYCLE KEYS

collettivo anarchico Bandiera Nera - viale Monza 255
(sabato, 14 febbraio 21:30)
BENEFIT INGUAIATI: BARLUME + MY BICYCLE KEYS


puntello.org/event/benefit-ing…

[2026-02-14] Assemblea pubblica sull'abitare collettivo @ Café de la Paix Circolo Arci


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Assemblea pubblica sull'abitare collettivo

Café de la Paix Circolo Arci - Passaggio Teatro Osele, 8, 38122 Trento TN
(Saturday, 14 February 06:00)
Assemblea pubblica sull'abitare collettivo
La casa non è solo un indirizzo, è uno spazio di vita, di relazioni e di sogni. Ma oggi, risponde davvero ai nostri bisogni?

💘 Questo San Valentino ripensiamo insieme le nostre case.

Con chi ci piacerebbe vivere? Con quante persone vorremmo condividere la cucina? Come possiamo permettercelo?

L’abitare collettivo è una risposta a tanti bisogni intergenerazionali:

alla solitudine degli anziani, alla precarietà abitativa dei giovani, al desiderio culturale e politico di fare comunità, e alla necessità concreta di avere un tetto sopra la testa.

Esistono alternative al modello abitativo della famiglia biologica: un modello che non possiamo più permetterci, e che per tante ragioni non vogliamo più permetterci. Co-housing, comunità intenzionali e modelli alternativi: parliamone e organizziamoci!

L’assemblea sull’abitare collettivo è uno spazio aperto per condividere riflessioni, progetti ma anche preoccupazioni, sfide e ingiustizie legate alla casa. Sarà soprattutto un'opportunità per fare rete ed esplorare nuove soluzioni abitative a Trento e in collina.

Ti aspettiamo il 14 alle 18.00 al Cafè de la Paix. La tua voce è il primo mattone per decostruire la vecchia idea di casa e costruirne insieme di nuove!🏘️


gancio.daghe.org/event/assembl…

[2026-02-15] Quando Gaza entra nella tua vita? Spettacolo teatro forum @ salone Vila Sant Ignazio


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Quando Gaza entra nella tua vita? Spettacolo teatro forum

salone Vila Sant Ignazio - Via delle Laste, 22, 38121 Trento TN
(Sunday, 15 February 06:00)
Quando Gaza entra nella tua vita? Spettacolo teatro forum


gancio.daghe.org/event/quando-…

[2026-02-21] Presentazione del Bollettino HUB - Mappare la militarizzazione in Toscana @ sms rifredi


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Presentazione del Bollettino HUB - Mappare la militarizzazione in Toscana

sms rifredi - via vittorio emanuele II 303 firenze
(sabato, 21 febbraio 15:30)
Presentazione del Bollettino HUB - Mappare la militarizzazione in Toscana
Sabato 21 febbraio, ore 15:30, alla Società di Mutuo Soccorso di Rifredi arriva la presentazione del bollettino HUB, nato dal Movimento NO BASE – Né a Coltano né altrove insieme a lavoratori e lavoratrici di ferrovie e porti e ai movimenti per la difesa del territorio tosco-ligure dalla militarizzazione.

Il bollettino mappa i nodi strategici della rete di trasporto e produzione bellica tra Toscana e Liguria: dai porti di Livorno e La Spezia a Camp Darby, il più grande arsenale USA in Europa. Partecipano ferrovieri, portuali, insegnanti e movimenti locali.

In una fase in cui la repressione prova a sterilizzare il movimento, rafforzare il coordinamento è vitale per opporsi alle politiche di guerra e ribaltare i rapporti di forza.


lapunta.org/event/presentazion…

[2026-02-08] Carnevale Sociale - Venti di festa nella tempesta @ Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito (Largo Vitale 113), Piazza Foroni


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Carnevale Sociale - Venti di festa nella tempesta

Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito (Largo Vitale 113), Piazza Foroni - Largo vitale 113 e Piazza foroni
(domenica, 8 febbraio 14:00)
Carnevale Sociale - Venti di festa nella tempesta
PRATICHE DI RESISTENZA ALLEGRA IN TEMPI DI GUERRA

Quando la realtà è brutale, l'ultima speranza è ribaltarla, con gesti di allegria là dove vige l'odio, con pratiche di festa per fronteggiare la violenza.

Il Carnevale sociale va all'arrembaggio di questi tempi bui, in cui le guerre imperversano, i diritti si rimpiccioliscono, i genocidi si normalizzano, gli sfruttamenti aumentano - tutto come se non ci fosse alternativa. E rovescia la prospettiva: a Torino non c'è il mare eppure c'è un mare di gente, pronta a ballare quando soffiano venti violenti, a cantare e far festa per rigettare indietro nuovi e vecchi fascismi, per capovolgere l'impotenza.

Amare è l'arma per disarmare chi vuole fare la guerra e chi vuole prevaricare senza rispetto per la vita e per la dignità altrui..

Praticare resistenza allegra, a Carnevale e tutti i giorni

PARTENZA DA MANITUANA (Largo Maurizio Vitale 113) e da PIAZZA FORONI ORE 14:00.

ARRIVO AI GIARDINI MARIA TERESA DI CALCUTTA.


gancio.cisti.org/event/carneva…

[2026-02-08] TORNIAMO SOTTO LE MURA DEL CPR @ CPR Torino


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TORNIAMO SOTTO LE MURA DEL CPR

CPR Torino - C.so Brunelleschi /V. Monginevro
(domenica, 8 febbraio 15:00)
TORNIAMO SOTTO LE MURA DEL CPR
Ritorniamo sotto le mura del cpr di corso Brunelleschi per rompere l'isolamento imposto da questo lager e portare un po' di calore a chi si trova ingiustamente privato della libertà!

La violenza razzista dello stato dentro i CPR, che si manifesta ogni giorno sui corpi delle persone recluse, non può e non deve essere normalizzata. Una violenza su più livelli, ciascuno con un ruolo nel mantenere in funzione la macchina razzista delle espulsioni: dalle Asl che operano sul territorio e che convalidano l'idoneità per queste prigioni, dall'ente gestore Sanitalia che accresce i suoi guadagni sulla pelle delle persone razzializzate, fino alla violenza della polizia che, tramite retate e pestaggi, riempie i centri di detenzione.

La quotidianità nel CPR di Torino è come sempre scandita da soprusi: somministrazione coatta di psicofarmaci nella colazione, ostacoli all'accesso un avvocato, deportazioni in particolare verso la Tunisia - individuali su voli di linea - con cadenza pressochè regolare, in cui almeno una persona a settimana viene prelevata e trasferita con l’uso della forza o dell’inganno. Di fronte alla brutalità di chi opera dentro e attorno a questo centro di tortura, le persone recluse rispondono con atti di insubordinazione e rabbia, come lunedì pomeriggio, quando dopo una rissa una stanza è stata data alle fiamme ed è ora completamente inagibile e chiusa.

In un mondo sempre più militarizzato e razzista, in cui da due anni è in corso un genocidio in Palestina, legittimato e sostenuto dallo stato, la violenza istituzionale e le leggi repressive si accaniscono sempre di più nelle piazze e contro chi lotta. Il “nemico interno” viene costruito e rafforzato giorno dopo giorno: contro le persone razzializzate, senza il giusto documento e contro chiunque scelga di lottare e resistere. Le forme della repressione si avvicinano e si intrecciano sempre di più: dal caso di Mohamed Shain, privato del permesso di soggiorno e rinchiuso per oltre un mese nel CPR di Caltanissetta, alle operazioni antiterrorismo della DNAA contro i palestinesi dell’API, fino all3 giovani arrestate e tutt’ora reclusi al minorile, in comunità o ai domiciliari per aver partecipato alle manifestazioni per la Palestina. Di fronte a tutto questo, sta a noi costruire lotte e pratiche di solidarietà contro il razzismo e la violenza di Stato, in tutte le loro molteplici forme.

Sempre complici e solidali con chi lotta e resiste dentro i CPR!


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[2026-02-09] Sanità pubblica e autodeterminazione - Assemblea tavolo salute verso lo sciopero de L8M @ Comala


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Sanità pubblica e autodeterminazione - Assemblea tavolo salute verso lo sciopero de L8M

Comala - corso Francesco Ferrucci 65/a, 10137 Torino
(lunedì, 9 febbraio 19:00)
Sanità pubblica e autodeterminazione - Assemblea tavolo salute verso lo sciopero de L8M
Continuiamo a parlare insieme di salute sessuale e riproduttiva, sanità pubblica e autodeterminazione!

Verso lo sciopero transfemminista!

Ci troviamo nella piccola biblioteca di Comala.


gancio.cisti.org/event/sanita-…

[2026-02-12] Laboratorio Aperto @ Matrici Aperte


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Laboratorio Aperto

Matrici Aperte - Via Elia Capriolo 41C, Brescia
(giovedì, 12 febbraio 15:00)
Laboratorio Aperto
LABORATORIO APERTO

Tutti i Martedì (14:00-23:00) e i Giovedì (14:00-21:00) Matrici apre il laboratorio per chi ha bisogno di stampare ma anche per chi vuole solo bere un bicchiere in compagnia!
Potete venire a fare serigrafia, incisione calcografica, xilografia e tecniche grafiche sperimentali.
Per l'utilizzo del laboratorio chiediamo un contributo libero a supporto del progetto. Portate carta e matrici da casa, noi mettiamo a disposizione strumenti e spazio per i vostri lavori.
Ci sono due postazioni serigrafiche, due torchi calcografici, sala acidi e piani da inchiostrazione.
Dalle 18.00 (ma anche dalle 14.00 per lx ubriaconx) apre il baretto con vino, birre, pirli e gin tonic di pessima qualità! -c'è pure il pinkanello!-Chi suona strumenti è ben accettx.
Sarà aperto e consultabile anche l'archivio con libri serigrafici, fanzine e distro a supporto di movimenti e collettivi!


lasitua.org/event/laboratorio-…

[2026-02-20] SPAZI SOCIALI: UNA GIORNATA PER RACCONTARE LE ESPERIENZE DI RESISTENZA @ Teatro Coppola - il teatro dei cittadini


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SPAZI SOCIALI: UNA GIORNATA PER RACCONTARE LE ESPERIENZE DI RESISTENZA

Teatro Coppola - il teatro dei cittadini - Via del vecchio bastione 9, Catania
(venerdì, 20 febbraio 21:00)
SPAZI SOCIALI: UNA GIORNATA PER RACCONTARE LE ESPERIENZE DI RESISTENZA
In Italia il clima è sempre piu' repressivo, il Governo Meloni, per legittimare le proprie politiche di guerra e repressione, prepara una nuova ondata di leggi repressive e pianifica lo sgombero di tutti i centri sociali italiani. In questo contesto abbiamo pensato fosse un atto dovuto e necessario indire una giornata di riflessione, aggregazione e musica sul tema. E questo anche nella memoria di Giampiero, il "Bad Professor" storico attivista degli spazi sociali catanesi che ci ha recentemente lasciato

PROGRAMMA DELLA SERATA:


  • Ore 19:00 inaugurazione videoproiezione fotografica e mostra a cura di Giordano Pennisi “Spazi liberati: politica, arte e cultura della resistenza”
  • Ore 19:00 Assemblea “Contro ogni sgombero! Il valore degli spazi sociali e delle autogestioni”
  • Ore 20:30 cena sociale a cura di Officina Rebelde
  • A seguire “Tributo a Bad Professor” Musica Live e Dj set con Bronx, Ciaka Ciaka, Ciuriddia, Zu Lucianu

attoppa.it/event/spazi-sociali…


SPAZI SOCIALI: UNA GIORNATA PER RACCONTARE LE ESPERIENZE DI RESISTENZA
Inizia: Venerdì Febbraio 20, 2026 @ 9:00 PM GMT+01:00 (Europe/Rome)
Finisce: Venerdì Febbraio 20, 2026 @ 11:30 PM GMT+01:00 (Europe/Rome)

In Italia il clima è sempre piu' repressivo, il Governo Meloni, per legittimare le proprie politiche di guerra e repressione, prepara una nuova ondata di leggi repressive e pianifica lo sgombero di tutti i centri sociali italiani. In questo contesto abbiamo pensato fosse un atto dovuto e necessario indire una giornata di riflessione, aggregazione e musica sul tema. E questo anche nella memoria di Giampiero, il "Bad Professor" storico attivista degli spazi sociali catanesi che ci ha recentemente lasciato

PROGRAMMA DELLA SERATA:


  • Ore 19:00 inaugurazione videoproiezione fotografica e mostra a cura di Giordano Pennisi “Spazi liberati: politica, arte e cultura della resistenza”
  • Ore 19:00 Assemblea “Contro ogni sgombero! Il valore degli spazi sociali e delle autogestioni”
  • Ore 20:30 cena sociale a cura di Officina Rebelde
  • A seguire “Tributo a Bad Professor” Musica Live e Dj set con Bronx, Ciaka Ciaka, Ciuriddia, Zu Lucianu

[2026-02-11] CineGuernelli @ Circolo Arci Guernelli


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CineGuernelli

Circolo Arci Guernelli - Via Antonio Gandusio 6
(mercoledì, 11 febbraio 20:00)
CineGuernelli
Secondo appuntamento con il CineGuernelli!
11 febbraio
The Ashes of Moria
Il film ripercorre la storia di quello che è stato il simbolo del fallimento europeo in tema di “accoglienza” e “protezione”, sull’isola greca di Lesbo. A cinque dall’incendio che lo ha distrutto, il documentario porta nel cuore del campo, tra odori, rumori, paure e violenze. Allo stesso tempo offre le coordinate per capire i meccanismi attuali delle brutali politiche europee.
Ne parleremo con il regista!
Registi: Davide Marchesi e Majid Bakhshi

25 febbraio
Sindrome Italia
Nel 2005 due psichiatri ucraini iniziarono a osservare ricorrenti sintomi di disagio psichico in moltissime donne dell’Est Europa di ritorno dall’Italia: insonnia, ansia, depressione, attacchi di panico e nei casi più gravi allucinazioni e istinti suicidari.
Queste donne avevano una caratteristica in comune: lavoravano tutte come badanti.
I due psichiatri chiamarono questa condizione Sindrome Italia.
Il documentario seguirà le vite di Corina e di Natalia, due donne che si riflettono continuamente l’una nell’altra e che lottano con tutte loro stesse per un futuro diverso.
Ne parleremo con il regista!
Regista: Ettore Mengozzi


balotta.org/event/cineguernell…

[2026-02-08] Mestruo Riot – 2° incontro @ Spazio sociale occupato 100celle Aperte


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Mestruo Riot – 2° incontro

Spazio sociale occupato 100celle Aperte - Via delle Resede, 5, 00171 Roma
(domenica, 8 febbraio 17:00)
Mestruo Riot – 2° incontro
🔥​⚧️​Mestruo Riot 2 ⚧️​🔥

👉🏽​Domenica 8 febbraio h 17:00 – ingresso libero

COME FUNZIONANO LE MESTRUAZIONI?

Lo scopriremo insieme in questo secondo incontro, durante il quale verranno condivise le informazioni di base necessarie per iniziare a orientarsi tra le diverse fasi del ciclo, avviare un percorso di auto-osservazione e acquisire gli strumenti utili per accompagnare in modo adeguato chi sta iniziando a mestruare.

Vedremo questo e molto altro domenica 8 febbraio presso lo spazio sociale occupato 100celle Aperte.

⚠️Lo spazio sarà separato e dedicato a donne, persone trans, non binarie e queer.

L’evento è a sottoscrizione libera per supportare il progetto.

Puoi portare snakkini vegani da condividere.

Ci vediamo alle 17:00 🌞


roma.convoca.la/event/mestruo-…

[2026-02-08] presentazione di "Natura contro natura. Estetica Ecoqueer" @ CSOA Forte Prenestino


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presentazione di "Natura contro natura. Estetica Ecoqueer"

CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy
(domenica, 8 febbraio 19:00)
presentazione di "Natura contro natura. Estetica Ecoqueer"
CSOA Forte Prenestino
DOMENICA 8 FEBBRAIO 2026
all'aperitivo dalle 19:00

Forte infoshop e Sala da the Intherferenze
presentano il libro

"NATURA CONTRO NATURA. Estetica Ecoqueer" (Meltemi 2025)

insieme agli autori Dario Ali e Vincenzo Grasso

...
Nella cultura occidentale, la natura assume volti contrastanti: entità pura e benevola, da un lato; forza selvaggia e mostruosa, dall’altro. Si tratta di rappresentazioni che rivelano uno sguardo teso fra il desiderio di controllo e il riconoscimento di ciò che sfugge a ogni dominio.
Da sempre, questa ambivalenza ha permesso di utilizzare la natura come riferimento per tracciare il confine tra ciò che è ritenuto normale e ciò che, al contrario, viene respinto, negato ed escluso: il contronatura. Mostri, prodigi e corpi indisciplinati sono alcune delle figure che popolano i margini di una natura concepita come pura, sana e binaria.
Ovunque emerge, il contronatura apre uno spazio di resistenza e offre una prospettiva privilegiata sulla complessità dei viventi nei regni animale e vegetale, portando alla luce comportamenti che mettono in crisi il dogma della riproduzione e la lotta per la supremazia, in favore del desiderio e della cooperazione.
Esaminando i meccanismi di oppressione che l’umanità ha imposto sull’ambiente e sui corpi che lo attraversano, ecologia e teo-ria queer diventano alleate nel sovvertire l’immaginario econormativo. Insieme alle arti contemporanee – cinema, musica, arti visive e performative – esplorano una pluralità di nature contronatura, invitandoci a immaginare nuovi modi di rappresentare le alterità nell’Antropocene.
www.meltemieditore.it/catalogo/natura-contronatura/

...
Dario Alì è un ricercatore indipendente e svolge attività di formazione rivolta a docenti e studenti. Nei suoi studi esplora i legami tra questioni di genere e tematiche ambientali nell’arte contemporanea. È co-fondatore e membro del board curatoriale di “Kabul”, rivista di arti e culture contemporanee e casa editrice indipendente attiva dal 2016.

Vincenzo Grasso è dottorando in Estetica e collabora come traduttore per la rivista “Kabul”. Suoi contributi saggistici e narrativi sono apparsi online.

...
forteprenestino.net/attivita/s…


roma.convoca.la/event/presenta…

[2026-02-07] Presidio solidale sotto al carcere di Marassi @ Carcere di Marassi


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Presidio solidale sotto al carcere di Marassi

Carcere di Marassi - Piazzale Marassi 2
(sabato, 7 febbraio 10:00)
Presidio solidale sotto al carcere di Marassi
Solidali con Anan, Hannoun e con chi lotta dietro le sbarre contro galere e cpr


gancio.invegendo.org/event/pre…

[2026-02-08] Cinemaccio: Ancora un giorno @ AutAut357


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Cinemaccio: Ancora un giorno

AutAut357 - 5 rosso, Via delle Fontane, Prè, Centro Est, Genova, Liguria, 16124, Italia
(domenica, 8 febbraio 19:00)
Cinemaccio: Ancora un giorno
🔴 DOMENICA 8 FEBBRAIO 🔴
👉 Presso AUTAUT357 - via delle Fontane - GENOVA

Il CINEMACCIO del Laboratorio Scirocco presenta :

"ANCORA UN GIORNO" di Raúl de la Fuente e Damian Nenow (Polonia 2018)

Dalle ore 19: Pastasciutta e birrette 🍝🍻

Ore 20.30: Proiezione del film 🎬


gancio.invegendo.org/event/cin…

[2026-02-06] Call x poets - Voci libere poetry slam @ Pianeta Milk


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Call x poets - Voci libere poetry slam

Pianeta Milk - Via Scuderlando, 137 - Verona
(venerdì, 6 febbraio 21:00)
Call x poets - Voci libere poetry slam
Call x poets - Voci libere poetry slam

Questa è una chiamata alle ARTI

Per lə amichə di penna

Per chi ha parole che portano luce, che portano fiamme.

Per chi ha scelto di prendersi tutto lo spazio.

Perché il 6 febbraio 2026, dopo un lungo attendere, a Verona torna la poesia che in tantissimə stavate aspettando.

Grazie all’unione di Catarsi poetry, Amnesty Verona e Arcigay Verona nasce “Voci Libere” poetry slam, signorə.

E c’è bisogno di te.

Se nel cassetto hai versi tema diritti, identità e inclusione, che aspettano solo uno spazio sicuro in cui poter librarsi e brillare, questo è il tuo momento.

Pianeta Milk, Verona

Ore 21.00

Vuoi essere dellə nostrə?

Scrivi a: verona@arcigay.it


rebaltela.org/event/call-x-poe…

[2026-03-04] Proiezione del docufilm "Portuali" e dibattito @ Sobilla


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Proiezione del docufilm "Portuali" e dibattito

Sobilla - Salita Santo Sepolcro 6B
(mercoledì, 4 marzo 20:30)
Proiezione del docufilm "Portuali"
La proiezione del docufilm “Portuali” di Perla Sardella sarà la seconda anteprima della sesta edizione del Festival del Giornalismo di Verona.

Un gruppo di lavoratori del porto di Genova raccolti sotto la sigla autonoma C.A.L.P. (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) si riunisce in assemblea per discutere sulle difficoltà nel rapportarsi con il sindacato, per denunciare il passaggio delle navi che trasportano armamenti ed esplosivi destinati ai teatri di guerra, per ragionare sulla necessità di fare rete e includere un approccio intersezionale nel loro agire politico. Portuali è un film che racconta il lavoro e il mondo sindacale dall’interno, così come le diverse declinazioni della militanza, ponendo le basi per una nuova narrazione della lotta di classe. La regista Perla Sardella costruisce il film intorno alla dimensione collettiva, utilizzando il linguaggio cinematografico al servizio dell’ascolto: i primi piani delle sequenze girate nelle assemblee, che rievocano certi momenti del cinema di Ken Loach, e l’utilizzo dell’archivio rimettono al centro il lavoro e il conflitto come primo motore di cambiamento nella Storia.

📆 Mercoledì 4 marzo dalle 20.30 (apertura alle 19.30)
📍 La Sobilla (Salita San Sepolcro 6)
🎬 Proiezione del docufilm “Portuali” (2024)

Al termine della proiezione:
🎙 Incontro con la regista Perla Sardella (collegamento streaming) e il giornalista e sindacalista Emiliano Galati
Modera la giornalista Jessica Cugini

Evento in collaborazione con l’associazione Veronetta129


rebaltela.org/event/proiezione…