La stretta sull'immigrazione di Trump sta danneggiando l'economia americana
Dall'inizio del 2026 la forza lavoro americana si è ridotta di oltre un milione di persone. È l'effetto più diretto della stretta sull'immigrazione voluta dal presidente Donald Trump, che secondo un'analisi pubblicata sull'Economist sta già pesando sulla crescita degli Stati Uniti: meno lavoratori disponibili, assunzioni quasi ferme e un'economia che rallenta.
Dal ritorno di Trump alla Casa Bianca il confine meridionale è stato di fatto chiuso ai migranti irregolari, l'accesso all'asilo è stato ridotto drasticamente, i canali di ingresso per motivi umanitari sono stati quasi tutti chiusi e le protezioni temporanee ritirate. Anche l'immigrazione qualificata è sotto pressione, per via di regole più rigide e delle restrizioni proposte sui visti per studenti e sulle carte verdi ottenute tramite il lavoro. L'ICE, l'agenzia federale che si occupa dell'applicazione delle leggi sull'immigrazione, ha moltiplicato gli arresti per strada, fermando molte persone senza condanne penali alle spalle.
L'Amministrazione sostiene di aver espulso un milione di persone e afferma che altri 2,2 milioni se ne sono andati volontariamente. Sono cifre probabilmente gonfiate. Ma all'inizio del 2026 le espulsioni dall'interno del paese viaggiavano a un ritmo circa cinque volte superiore a quello precedente al ritorno di Trump, secondo il Deportation Data Project delle università della California a Berkeley e a Los Angeles.
Tra il 2022 e il 2024 l'immigrazione netta superava i due milioni di persone all'anno, per effetto del rimbalzo post-pandemico. Nel 2025 è stata pressoché nulla o perfino negativa, secondo le stime della Brookings Institution, un centro studi di Washington. In un paese costruito dagli immigrati si tratta di un'inversione storica e il deflusso sta probabilmente accelerando.
Il Congressional Budget Office, l'ufficio studi indipendente del Congresso che valuta i conti pubblici, stima che nel 2026 gli Stati Uniti avranno 2,3 milioni di residenti tra i 18 e i 64 anni in meno rispetto a quanto previsto all'inizio del 2025. Per gli economisti della Federal Reserve la popolazione complessiva quest'anno potrebbe crescere meno dello 0,2%, il ritmo più lento dal 1951, quando la guerra di Corea tolse i giovani uomini dal conteggio dei civili. Il colpo alla forza lavoro è ancora più forte, perché gli immigrati lavorano in proporzione maggiore rispetto ai nati negli Stati Uniti.
Tra il 2022 e il 2024 le imprese americane creavano in media più di 230.000 posti di lavoro al mese. Nell'ultimo anno e mezzo la media è scesa a 30.000. Il numero dei disoccupati, poco sotto i sette milioni, è però rimasto quasi invariato. Con l'immigrazione crollata e la popolazione che invecchia, la crescita dell'occupazione è limitata alla radice.
Wendy Edelberg della Brookings Institution e i suoi coautori stimano che il numero di posti di lavoro necessari ogni mese per tenere ferma la disoccupazione, il cosiddetto punto di pareggio, sia sceso tra 20.000 e 50.000 nella seconda metà del 2025. Per la Federal Reserve di Dallas era vicino a zero a fine anno. "Penso che questa sia la nostra versione di un mercato del lavoro sano, considerato quello che sta succedendo alla popolazione", ha detto Edelberg all'Economist, che si aspetta un punto di pareggio pari a zero anche per quest'anno.
Perdite nette di posti di lavoro spingeranno la Federal Reserve, la banca centrale americana, a tagliare i tassi di interesse anche quando quelle perdite sono compatibili con la piena occupazione. Il rischio vale però anche nella direzione opposta: con una forza lavoro che si assottiglia, perfino aumenti modesti dell'occupazione possono surriscaldare il mercato del lavoro e alimentare l'inflazione. Per Kevin Warsh, presidente della banca centrale, è una posizione scomoda.
Una forza lavoro in crescita ha contribuito in passato per circa 1,4 punti percentuali all'anno al PIL potenziale, cioè alla velocità di crescita che l'economia può mantenere nel tempo senza surriscaldarsi, secondo i calcoli di Seth Murray e Ivan Vidangos, due economisti della Federal Reserve. Nel 2026 quel contributo potrebbe azzerarsi, lasciando alla produttività il compito di fare quasi tutto il lavoro.
Nella prima metà del 2026 la produttività del lavoro è cresciuta dell'1,1% su base annua, un ritmo modesto. Le tecnologie paragonabili del passato hanno impiegato decenni prima di dispiegare tutti i loro effetti e chiedere all'intelligenza artificiale di colmare il vuoto in tempi brevi è molto. Nel lungo periodo la scarsità di manodopera può spingere le imprese ad adottarla più in fretta. Nell'immediato però la costruzione dei data center assorbe lavoratori e può peggiorare la carenza in altri settori.
Tra gennaio 2025 e giugno 2026 l'ICE ha effettuato circa 500.000 arresti all'interno del paese finiti con una detenzione. L'effetto dissuasivo è andato ben oltre le persone fermate: in un sondaggio condotto lo scorso anno tra gli immigrati da KFF, un centro studi sulla sanità, e dal New York Times, due intervistati su cinque tra quelli probabilmente privi di documenti hanno detto di aver evitato di andare al lavoro.
Per misurare l'effetto della stretta l'Economist ha usato i dati della Current Population Survey, l'indagine mensile sulle famiglie americane, costruendo un indicatore approssimativo dei lavoratori probabilmente irregolari (stranieri tra i 18 e i 64 anni, nati all'estero, senza titoli di studio superiori al diploma). L'occupazione in questo gruppo è calata di circa 900.000 persone da quando Trump è tornato alla Casa Bianca. I campioni ridotti rendono la stima volatile, ma la dimensione del calo è difficile da ignorare.
L'edilizia è il settore più colpito. Il comparto impiega circa 11 milioni di persone, di cui il 30% circa è nato all'estero e in mestieri come la posa dei cartongessi, la carpenteria e la copertura dei tetti gli immigrati sono la maggioranza. "In alcuni mestieri la nostra forza lavoro locale si è ridotta del 70-75%", ha detto all'Economist Scott Brannock, presidente dell'associazione dei costruttori della Florida nordorientale. In Texas Johnny Vasquez, della Rio Grande Valley Builders Association, ricorda che dopo l'inasprimento dei controlli nel giugno 2025 i cantieri erano diventati "città fantasma". L'occupazione degli immigrati sta calando rapidamente anche nella ristorazione e negli alberghi, nell'industria alimentare, nei supermercati e nei servizi di assistenza alla persona.
Alcuni datori di lavoro hanno risposto aumentando le paghe. La crescita annua dei salari degli operai edili senza responsabilità di supervisione è del 5,2%, circa 1,4 punti percentuali in più rispetto al gennaio 2025. Nemmeno aumenti consistenti sono però bastati ad attirare abbastanza lavoratori nati negli Stati Uniti verso mestieri fisicamente pesanti. La loro occupazione è spesso scesa insieme a quella degli immigrati, invece di sostituirla, perché i due gruppi si completano a vicenda: se sparisce una squadra di carpentieri, c'è meno lavoro anche per elettricisti e capicantiere.
Il danno più duraturo rischia però di arrivare dal rallentamento dell'immigrazione qualificata. I visti per studenti sono calati di un terzo nell'ultimo anno e sono state irrigidite le regole sui visti H-1B per i lavoratori specializzati e sulle carte verdi. Alla frontiera tecnologica gli Stati Uniti dipendono molto dagli stranieri: i lavoratori nati all'estero e formati nelle università americane sono il 35% di chi ha un dottorato nelle discipline scientifiche e tecniche. Michael Clemens del Peterson Institute for International Economics, un altro centro studi, e i suoi coautori stimano che una stretta prolungata sui visti per studenti ridurrebbe dell'11,5% questo bacino di lavoratori altamente qualificati e potrebbe far perdere quasi 500 miliardi di dollari di PIL reale all'anno entro dieci anni (l'1,6% del prodotto dell'anno scorso).
Il 24 agosto l'Amministrazione ha proposto una tassa di 103.265 dollari per i nuovi visti H-1B, che sostituisce un precedente prelievo bocciato da un tribunale. I concorrenti degli Stati Uniti si stanno muovendo nella direzione opposta. La Cina ha introdotto l'anno scorso il visto K per attirare giovani scienziati e tecnologi, mentre Canada e Unione Europea hanno ampliato i canali di ingresso per i lavoratori altamente qualificati.
Per decenni gli Stati Uniti hanno trasformato la capacità di attirare i migliori talenti del mondo in un vantaggio economico. La stretta sull'immigrazione lascia oggi al paese meno lavoratori e mette a rischio la sua capacità di produrre innovazione domani.
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oradecima by Martino Wong
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Ma con 3bmeteo qui iniziano ad arrivare i VIPs sul fediverso!
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in reply to lgsp • •@lgsp i cosiddetti VIP che decideranno di aprirsi alla federazione saranno benvenuti e starà a loro portare con sé un progetto comunicativo compatibile con le dinamiche del fediverso libero. In questo senso gli strumenti federati di Wordpress e Ghost sono perfetti per gli account professionali che vogliono affacciarsi alla federazione
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Flavio Pintarelli | Writer & Strategist
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Giovanni Bertagna - Blog personale di Fotografia
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Morning Tech
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Sarebbe fantastico vedere la community italiana di Ghost crescere, se posso fare qualcosa dimmelo!
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Salvatore Noschese 🇮🇹
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Zone di Transizione
in reply to Salvatore Noschese 🇮🇹 • • •E' più semplice a farsi che a dirsi.
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Salvatore Noschese 🇮🇹
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Culture Wars. La newsletter
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