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Rientrato da un Meraviglioso @devconf

La Conferenza Biennale dedicato allo Sviluppo Open Source!

Le Emozioni sono state tante, i colleghi, il calore delle persone, le bellissime idee condivise, lo spirito partecipativo, il pubblico incredibile!

È stato un momento di ritrovo magico e stimolante come mai ho avuto modo di sperimentare prima.

Inoltre è stata una emozione incredibile riuscire ad avere tra il pubblico il personale docente e tecnico dell'università di Pavia (università davvero incredibile per spazi e competenze tecniche).

Non posso fare altro che ringraziarvi infinitamente per avermi regalato emozioni costanti e momenti di coinvolgimento davvero incredibili.

Un Grazie anche a @BoostMediaAPS e a tutti i suoi soci presenti presenti assieme a me, per averci dato la possibilità di realizzare qualcosa di davvero bello e unico in Italia. Abbiamo finalmente dimostrato che possiamo avere una conferenza di livello senza importarla dall'estero!

Presto vi farò avere lo spezzone del mio intervento, nel frattempo vi invito a recuperare l'intera diretta sul canale YouTube dell'Associazione:"BoostMedia APS"

Adesso ci avanti tutta per l'organizzazione del @fossday pronti per un'altra incredibile avventura.

Grazie ancora 🙏🏻 siete tutti incredibilmente meravigliosi!

#DevConf #Linux #FOSS #OpenSource

in reply to Lorenzo DM

solo a pensare a come mi é venuta in mente l’idea rabbrividisco perché so che sognare ed osare sono possibili ma che altri soci sono probabilmente folli quanto me ed oggi questa follia ci ha portato a concludere un evento pronto per essere ripetuto tra 2 anni.

La diversità di pensiero è un tema che mi appassiona e proprio da questo ed altre motivazioni sono stato spinto a riflettere su come poteva essere il @devconf nel nostro paese: non talk di Max 13 min, non solo chiacchiere ma progetti reali già operativi e funzionanti e funzionali come ha detto anche @stefano nel suo intervento per la comunità.

Oggi lasciamo in eredità al popolo sano dell’open source un altro pezzo di storia e di codice, ma domani saremo già proiettati su altro, sempre per coloro che credono sia possibile utilizzare prodotti open💪

Solo un folle, anticonformista, va contro le masse e continuerò a farlo nonostante i miei bei gufi che adoro.

In punta di piedi, passo dopo passo, continueremo ad avanzare certi di riuscire nel nostro intento: far appassionare più persone all’open 😎.

Il treno va verso la prossima fermata e voi ci sarete?

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Gravissimo: per colpire le fake news di Russia Today, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea vieta a tutti i cittadini di diffondere i contenuti dal proprio blog

@Politica interna, europea e internazionale

Una recentissima e importante sentenza emessa dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (causa C-67/25), pubblicata proprio nei primi giorni di luglio 2026 affronta l'applicazione e l'estensione delle sanzioni europee contro i media statali russi nel contesto del conflitto in Ucraina, in particolare la rete Russia Today (RT).

Il caso d'origine


- Il procedimento nasce da una vicenda avvenuta in Germania, dove tre individui erano stati accusati penalmente per aver caricato e diffuso ripetutamente e gratuitamente video provenienti dal canale sanzionato RT Germany su un sito internet ad accesso libero, finanziato solo da donazioni.

Il fulcro legale (chi sono gli "operatori"?)


- I difensori sostenevano che il divieto europeo di diffusione si applicasse solo ai grandi operatori commerciali o televisivi, e non a privati cittadini senza scopo di lucro. Il giudice tedesco ha quindi chiesto il parere vincolante della Corte UE.

La decisione della Corte di Giustizia


- La Corte ha stabilito che il divieto è totale e si applica a chiunque. Il termine "operatore" comprende qualsiasi persona (fisica o giuridica) che metta a disposizione i contenuti vietati, indipendentemente dal fatto che lo faccia gratis, a pagamento, per hobby o in modo amatoriale.

La motivazione strategica


- La Corte ha praticamente blindato le sanzioni per evitare "scappatoie". Se si fosse consentito ai singoli siti gratuiti di ridistribuire la propaganda russa, l'efficacia delle sanzioni dell'Unione Europea volte a tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale sarebbe stata completamente vanificata.

Le ricadute sugli utenti dei social


- Estendendo la definizione di "operatore" a chiunque metta a disposizione i contenuti sanzionati, la Corte ha di fatto cancellato la distinzione tra grandi media e utenti privati.

Responsabilità penale o amministrativa individuale


- Fino ad oggi, molti utenti pensavano che il divieto di trasmettere i canali di Stato russi (come Russia Today o Sputnik) riguardasse solo le compagnie televisive, i provider Internet (ISP) o le grandi piattaforme. Con questa sentenza, se un privato cittadino scarica un video di RT e lo ricarica sul proprio profilo Facebook, su X, su un canale Telegram o su un blog amatoriale, commette un illecito. A seconda delle leggi del proprio Stato membro (come il caso della Germania che ha dato origine alla sentenza), l'utente rischia procedimenti penali o pesanti sanzioni amministrative.

Fine dell'esimente del "No-Profit" o del "Piccolo Canale"


- La Corte ha esplicitamente chiarito non sono fattori esimenti né l'assenza di lucro (non importa se il video viene condiviso gratuitamente, per hobby o senza monetizzazione), né la portata della diffusione (si è perseguibili anche se il video viene visto da poche decine di persone e non si è un "influencer") né la durata) anche una condivisione temporanea o di breve durata rientra nella violazione)

La fine della libertà di espressione


- La libertà di condivisione sui social incontra un limite legale rigidissimo. Per l'utente comune diventa tassativo evitare tassativamente di ripubblicare, caricare o redistribuire materiali video, audio o articoli provenienti direttamente dalle emittenti governative russe colpite dalle sanzioni UE

curia.europa.eu/site/upload/do…

in reply to The Pirate Post

Che pila di cazzari che siete. Non e' stato distrutto il diritto alla liberta' di espressione , si e' stabilito un limite a quello che puoi farci.

Ovvio che, a chi viene pagato dai russi, qusta cosa non piace.

--
Uriel Fanelli
Using Aktor: git.keinpfusch.net/loweel/Akto…
XMPP: uriel@keinpfusch.net
old blog: blog.keinpfusch.net
new blog: keinpfusch.net

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#Chatcontrol: l'epifania dell'Unione europea.
Epifania significa "manifestazione" - in questo caso non della natura divina di Gesù ma della natura profana, e autoritaria, della suddetta unione.

Però qui sotto si può vedere anche la fotografia della Befana che a Mark Zuckerberg porta doni e a tutti gli altri porta via diritti costituzionalmente protetti.


Ecco perché sono contento che l’Europa abbia approvato Chatcontrol

Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova
informapirata.it/2026/07/10/ec…


Ecco perché sono contento che l’Europa abbia approvato Chatcontrol


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Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova


informapirata.it/2026/07/10/ec…


Ecco perché sono contento che l’Europa abbia approvato Chatcontrol

Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova
informapirata.it/2026/07/10/ec…


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Ecco perché sono contento che l’Europa abbia approvato Chatcontrol

Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova
informapirata.it/2026/07/10/ec…

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Ecco perché sono contento che l'Europa abbia approvato #Chatcontrol

Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova

informapirata.it/2026/07/10/ec…

@privacypride

in reply to informapirata ⁂

ovviamente anche loro e relativa famiglia saranno soggetti a chat control da loro proposta e approvata nevvero!?🤑🤮💩🤡(vero a condizione che da domani all'alba canti la gallina e il gallo faccia le uova) poi mi stamperò tutte queste facce di folla come promemoria( di chi ha votato a favore)e ad imperitura memoria,

informapirata ⁂ reshared this.

in reply to informapirata ⁂

hai ragione nel vedere che qui non si tratta più solo di privacy, ma di democrazia e autoritarismo a confronto. Con una bella dose di ipocrisia da parte della UE.
Ma, temo, tu sia ottimista nel pensare che almeno i più svegli della nidiata (non penso agli italiani purtroppo) si attiveranno rendendosi conto di quanto accaduto. La stampa farà la sua parte da lacchè ovviamente. Spero di sbagliarmi.

informapirata ⁂ reshared this.

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l’ #Europarlamento ha dato il via libera al #ChatControl 1.0, legalizzando di fatto la scansione di massa e senza sospetti della nostra corrispondenza privata.

La parte migliore? NON hanno avuto bisogno della #maggioranza.

Possiamo ancora chiamarla #democrazia?

youtube.com/watch?v=COFwTCOtEA…

in reply to morrolinux

leggo di sfuggita questa roba (non ho verificato niente) , quindi ?

lanotiziagiornale.it/chat-cont…

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Xiamen Empress Information Technology: come Pechino ha affittato account LINE per spiare giornalisti e attivisti a Taiwan


Le autorità taiwanesi hanno incriminato due imprenditori per aver affittato account LINE a Xiamen Empress Information Technology, usati da operatori legati a Pechino per impersonare giornalisti e colpire funzionari, accademici e attivisti. Il caso conferma le inchieste di ICIJ e Citizen Lab sulla repressione transnazionale cinese.
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Non un attacco informatico nel senso classico del termine, ma l’incastro giudiziario di un tassello dell’infrastruttura umana che rende possibile lo spionaggio digitale su scala industriale. L’Investigation Bureau del Ministero della Giustizia di Taiwan ha incriminato due imprenditori accusati di aver affittato a un’azienda cinese migliaia di account dell’app di messaggistica LINE, usati poi da operatori legati all’esercito informatico di Pechino per impersonare giornalisti e colpire funzionari, accademici e attivisti taiwanesi. Il caso conferma, con prove giudiziarie, quanto già documentato mesi prima da ICIJ e Citizen Lab.

Gli imputati e lo schema


Dopo una perquisizione negli uffici della società taiwanese Abigail, l’Ufficio investigativo di Taipei ha emesso ordini di sospensione condizionata del procedimento (deferred prosecution) nei confronti di Li Hualun e Chen Mengsen, per violazione della legge sulla protezione dei dati personali e altri reati. Secondo gli inquirenti, i due avrebbero raccolto numeri di account LINE registrati con SIM taiwanesi per poi rivenderli a Xiamen Empress Information Technology Co. Ltd., azienda cinese che le autorità di Taipei collegano direttamente alla cyber-forza di Pechino, per circa 161 dollari ad account. Gli imputati, si legge nella nota del bureau, avrebbero “agito sotto la direzione dell’unità cyber del Partito Comunista Cinese”.

Il modus operandi: giornalisti finti, malware vero


Gli account LINE acquisiti venivano usati per impersonare reporter internazionali, inclusi giornalisti affiliati all’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), con l’obiettivo di costruire un rapporto di fiducia con i bersagli. Il pretesto, tanto semplice quanto efficace, sfruttava un’abitudine reale del settore: poiché i giornalisti investigativi usano di frequente strumenti di comunicazione cifrata per proteggere le fonti, gli operatori inviavano alle vittime software di “comunicazione cifrata” in realtà infetto, convincendole a scaricarlo e installarlo. Il risultato era la compromissione del dispositivo e l’esfiltrazione dei dati.

Le vittime designate non erano solo giornalisti: la campagna, secondo l’inchiesta taiwanese, ha colpito funzionari pubblici, accademici e membri di organizzazioni non governative, un pattern coerente con le più ampie operazioni di sorveglianza transnazionale che Pechino conduce contro la diaspora e la società civile.

Il collegamento con l’inchiesta “China Targets” di ICIJ e Citizen Lab


L’operazione della magistratura taiwanese arriva a valle di un’indagine giornalistica: ICIJ, insieme ai ricercatori del Citizen Lab dell’Università di Toronto, aveva già individuato email sospette che impersonavano reporter ICIJ e presunti whistleblower cinesi, inviate a giornalisti del consorzio come parte di una strategia offensiva sofisticata per sottrarre informazioni riservate a soggetti di interesse per il governo cinese. Tra i bersagli identificati da quell’inchiesta, pubblicata nell’aprile 2026 come seguito del progetto “China Targets” del 2025, figuravano attivisti uiguri, tibetani, taiwanesi e della diaspora di Hong Kong, oltre a giornalisti dello stesso ICIJ e di altre testate.

Citizen Lab aveva notato diversi errori nelle email malevole, un dettaglio che suggerisce un’operazione ad alto volume, verosimilmente automatizzata tramite intelligenza artificiale per identificare i bersagli e generare i messaggi con supervisione umana limitata. Il report dell’Investigation Bureau taiwanese conferma questo scenario, descrivendo esplicitamente la tattica del “pretesto della comunicazione cifrata” usata per veicolare il malware.

Un filone parallelo della stessa campagna, documentato sempre da ICIJ, ha visto giornalisti ricevere messaggi LinkedIn e “lettere di invito alla collaborazione” da società di consulenza che offrivano compensi per articoli su temi di commercio e difesa: intelligence occidentali hanno collegato queste società di facciata ai servizi di intelligence militare cinesi, interessati a reclutare o compromettere persone con accesso a informazioni sensibili.

Una condanna leggera per un’infrastruttura pesante


Sul piano giudiziario l’esito appare modesto: agli imputati sono state comminate sanzioni pecuniarie di 120.000 e 50.000 dollari taiwanesi (circa 3.700 e 1.600 dollari USA) a favore dell’erario, nell’ambito di una sospensione condizionata della pena. Ma il valore del caso non sta nell’entità della sanzione, bensì nella conferma giudiziaria di un modello operativo: gli apparati di intelligence cinesi non hanno bisogno di sviluppare exploit sofisticati quando possono affittare, a poche centinaia di dollari, l’identità digitale necessaria a bypassare la fiducia della vittima. È lo stesso principio dell’access broker nel cybercrime finanziario, applicato allo spionaggio politico transnazionale.

Implicazioni per chi lavora con fonti sensibili


  • Verificare sempre l’identità di un presunto giornalista attraverso un canale indipendente prima di installare qualsiasi software da lui suggerito, anche se dichiarato “per comunicazioni sicure”
  • Diffidare di offerte di collaborazione editoriale o retribuzione per articoli arrivate via LinkedIn o messaggistica istantanea da contatti non verificabili
  • Preferire strumenti di comunicazione cifrata open source e verificati (Signal, PGP) scaricati esclusivamente dagli store ufficiali, mai da link ricevuti in chat
  • Le organizzazioni che lavorano con fonti, attivisti o dissidenti dovrebbero adottare policy di verifica dell’identità a più fattori per ogni nuovo contatto giornalistico
  • Segnalare a ICIJ, Citizen Lab o CERT nazionali eventuali tentativi di contatto sospetti che ricalcano questo schema


Indicatori e riferimenti operativi

Procedimento: Taipei City Investigation Office (Ministry of Justice Investigation Bureau, Taiwan)
Imputati: Li Hualun, Chen Mengsen (deferred prosecution)
Società taiwanese coinvolta: Abigail
Società cinese destinataria: Xiamen Empress Information Technology Co. Ltd.
Prezzo per account LINE: ~161 USD
Vettore sociale: impersonificazione di giornalisti (incl. rete ICIJ) via LINE
Payload: software di "comunicazione cifrata" trojanizzato
Target: funzionari pubblici, accademici, ONG, giornalisti, diaspora uigura/tibetana/HK
Indagini correlate: ICIJ + Citizen Lab (University of Toronto), progetto "China Targets" (2025-2026)

Fonti: The Record (Recorded Future News), International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), Ministry of Justice Investigation Bureau di Taiwan.
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Dario ha fatto un lavoro ECCEZIONALE e utile. Grazie!


Il dettaglio italiano della votazione odierna sulla Proposta di rifiuto di Chat Control.

Dovremo ricordarci sempre di tutte le persone che ci rappresentano a favore di questa porcheria (quindi contrarie al rifiuto)

dariofadda.it/chat-control/202…

#stopchatcontrol


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È possibile essere più fascisti di Vannacci? Popolari e parte dei socialisti europei ci sono riusciti. La democrazia dell'Unione europea è, peraltro, una democrazia finta, con un parlamento che si chiama parlamento ma non ha potere di iniziativa legislativa.


Il dettaglio italiano della votazione odierna sulla Proposta di rifiuto di Chat Control.

Dovremo ricordarci sempre di tutte le persone che ci rappresentano a favore di questa porcheria (quindi contrarie al rifiuto)

dariofadda.it/chat-control/202…

#stopchatcontrol


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Il dettaglio italiano della votazione odierna sulla Proposta di rifiuto di Chat Control.

Dovremo ricordarci sempre di tutte le persone che ci rappresentano a favore di questa porcheria (quindi contrarie al rifiuto)

dariofadda.it/chat-control/202…

#stopchatcontrol

EU Parliament greenlights Chat Control 1.0 – Breyer: “Our children lose out”


Today, the European Parliament allowed the suspicionless mass scanning of private communications (“Chat Control 1.0”) to pass, a measure it had rejected twice in March. Although a majority of voting Members of the European Parliament (MEPs) actually opposed the regulation (314 against, 276 in favor, 17 abstentions), the motion to reject it failed to secure the required absolute majority of 361 votes. As a result, mass scanning is now permitted again until 2028.

A symbolic exemption was adopted for encrypted communications—though in practice, service providers do not scan these anyway. Furthermore, while a majority of voting MEPs wanted to restrict the scanning of private communications strictly to suspects identified by the judiciary (322 to 255 votes), this amendment likewise fell short of the required absolute majority.

Dr. Patrick Breyer, civil rights activist and former Member of the European Parliament (MEP), warns of the consequences:

“The fact that Chat Control is moving forward against the will of the majority of voting MEPs is a farce and damages democracy. Our children are the real losers in this undemocratic process. The passage of a genuine, permanent child protection regulation is now in serious jeopardy. The Council will never agree to a desperately needed paradigm shift as long as they can simply stick to the old approach of suspicionless scanning at the whim of the tech industry.”

Despite the legislative defeat, Breyer remains defiant regarding the upcoming negotiations:

“Today’s vote on the interim regulation was a setback, but the political battle over the permanent ‘Chat Control 2.0’ is just getting started. The resistance we saw in Parliament today was so strong that finding a majority for permanent, suspicionless mass scanning in future negotiations is a complete pipe dream.”

Breyer fundamentally rejects the mass surveillance approach:

“Trying to protect children with suspicionless mass surveillance is like frantically mopping the floor while the faucet is still running. Blanket chat control is just as unacceptable as indiscriminately opening everyone’s physical mail. For five years, this failed system has served as a smokescreen to delay real action, all while overwhelming the police with false alarms. We need more child protection, not less—but we need effective protection, not the illusion of security.”

What happens next?
The interim regulation passed today will remain in effect until 2028, or until an agreement on a permanent regulation is reached. Negotiations for the permanent law will resume in September. The core dispute between the EU Parliament, member state governments, and the EU Commission remains the scanning of private chats: should it be indiscriminate, or targeted at criminal suspects?

What changes with the return of Chat Control 1.0—and what stays the same:

  • What is coming back: US tech companies are once again allowed to scan private messages without a warrant or prior suspicion. This affects direct messages on platforms like Instagram, Discord, Snapchat, Skype, and Xbox, as well as emails via Google’s Gmail and Apple’s iCloud.
  • What remains unchanged: Public social media posts and files hosted in cloud storage could already be scanned without this law. Furthermore, private messages can always be reported by users, or monitored by authorities using targeted, court-ordered wiretapping.
  • What is still NOT being scanned: End-to-end encrypted chats, such as those on WhatsApp, have always been exempt from these scans. Additionally, European providers of messaging and email services have never implemented chat control measures.

Why Chat Control is the wrong approach:

  • Since 2022, the volume of suspected abuse reports from the US has already dropped by 50 percent due to the growing use of message encryption.
  • According to EU Commission figures, mass scanning of private chats accounted for only 36 percent of all abuse reports in 2024 (the majority came from public posts and cloud storage).
  • The German Federal Criminal Police Office (BKA) reports that 48 percent of all incoming alerts are not criminally relevant in the first place.
  • Crime statistics reveal that 40 percent of the resulting investigations actually target minors themselves.
  • Under the chat control system, an estimated 99 percent of reports generated by Meta consist of previously known material, which generally does little to stop ongoing, active abuse.
  • The EU Commission admits there is no evidence that suspicionless scanning of private communications has led to an increase in criminal convictions or in rescued children.

Talk of averting a “protection gap” is therefore highly misleading. The most effective law enforcement tools—court-ordered wiretaps, user reports, and the scanning of public platforms and cloud storage—were never at risk and remain fully intact. The only practice that was temporarily banned since April was the indiscriminate, warrantless searching of private, unencrypted messages of innocent people on a handful of US platforms.

Background: The deadlock over a permanent solution
In parallel, negotiations are ongoing for a permanent regulation to protect children from sexualized online violence (the “CSAM Regulation” or “Chat Control 2.0”). In these talks, the EU Parliament is pushing for a paradigm shift in how we approach online child safety, demanding:

  • Mandatory, targeted detection orders against actual criminal suspects, rather than blanket mass scanning left to the tech industry’s discretion.
  • An EU Child Protection Centre tasked with the systematic removal of known abuse material from the public internet.
  • Strict security standards for messaging apps (“Security by Design”) to prevent cyber grooming.

This permanent legislation has stalled because EU member states insist on maintaining the outdated approach of voluntary, suspicionless scanning of private communications. Critics warn that repeatedly extending the interim rules removes the political pressure needed to reach a viable, permanent agreement. Ultimately, clinging to the status quo threatens to derail real progress on child protection.

Patrick Breyer sums up the problem:
“As long as EU governments can use procedural loopholes to continually extend their comfortable status quo of voluntary, indiscriminate mass scanning, they have zero incentive to engage with the Parliament’s targeted, legally sound, and far more effective child protection strategy.”The Voices of Survivors: “We need privacy to bring abusers to justice”

Survivors of sexual violence explicitly emphasize that untargeted Chat Control did not help victims:

Alexander Hanff, survivor of child sexual abuse and privacy advocate, clarifies:
“As a survivor I relied on confidential communications to tell my story and find justice for 28 schoolboys—myself included—resulting in the conviction of multiple offenders. We survivors need privacy, because without it we lose our voice. Chat Control was not created to protect children. It was about Big Tech companies like Meta or Google wanting access to our data for profiteering, and states attempting to expand mass surveillance. The EU Commission has wasted five years and millions of euros on algorithms that cannot protect children and were never meant to. This money should have been diverted to real policing, causal research, and support for survivors, millions of whom have never received any support at all.”

Marcel Schneider* (name changed), a survivor who has been suing Meta in court over its voluntary Chat Control, adds:
“Anyone mourning the end of Chat Control has not understood what actually helps survivors of sexual violence. Mass surveillance by corporations like Meta does not prevent abuse. Genuine protection means: deleting material at the source, proactive police work on the Darknet, and apps that are safe by design for children from the very start.”

Dorothée Hahne, founding member and vice-chair of the survivors’ initiative MOGiS e.V. (A Voice for Survivors), emphasizes the danger mass surveillance poses to victims themselves:
“As survivors, we see our ‘safe spaces’, our protected areas and communication channels, endangered or destroyed by this. For survivors, this need is existential, if not vital.


patrick-breyer.de/en/eu-parlia…

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Querele. Lo Sportello Legale Ossigeno aiuta il giornalista Francesco Pesante
@giornalismo
ossigeno.info/querele-lo-sport…
9 lug 2026 - Un contributo in denaro al giornalista di Foggia per contribuire alle spese legali di un procedimento in cui è accusato di diffamazione a mezzo stampa
L'articolo Querele. Lo Sportello Legale Ossigeno aiuta il giornalista Francesco Pesante proviene da Ossigeno per l'informazione.

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Organic Maps supera 6 milioni di download: l'alternativa a Google va anche offline

Sono ormai arrivati a 6 milioni i download che Organic Maps ha raggiunto a fine 2025, nonostante la concorrenza spietata di giganti come Google Maps. Un numero sensazionale per un'app nata con lo scopo di offrire mappe e navigazione senza rendere ogni spostamento dell'utente un concentrato di dati da analizzare e su cui monetizzare.

hdblog.it/google/articoli/n663…

@openstreetmap_it

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🚨 URGENTE

L'ultima edizione di #NINAsec arriva come Call to Action, perchè oggi si vota il Chat Control.

La situazione è grave per tutti i diritti di libertà di Internet, facciamo in modo che non si trasformi in un pericoloso sistema di controllo
ninasec.substack.com/p/lultimo…

@politica

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Un incendio in un magazzino dell’azienda BRT nella zona nord di Milano ha causato una grossa colonna di fumo

L’incendio nella zona nord di Milano, in via Don Minzoni, fra i quartieri Bovisa e Dergano coinvolge una superficie di 8mila metri quadri, un po’ più di un campo da calcio, e ha provocato una grossa colonna di fumo nero visibile da diverse zone della città. L’origine dell’incendio non è chiara, e al momento non sembra ci siano feriti.

ilpost.it/2026/07/08/incendio-…

@news

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🇪🇺 Your #privacy & #freedoms are at risk.
📢 Send a clear message:
❌ NO to #MassSurveillance 👀
✅ YES to #DigitalPrivacy🔒
🔔 Take Action Now:
👉 FightChatControl.eu

@chatcontrol
@echo_pbreyer

#ChatControl #ChatKontrolle #CSAM #FightChatControl #StopChatControl⁩ #DigitalRights #HumanRights #Freedom #FreedomOfSpeech #SpeechFreedom

in reply to ViaCampesinaBE ⁂⏚

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🇪🇺 Your #privacy & #freedoms are at risk.
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✅ YES to #DigitalPrivacy🔒
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Xbox annuncia il taglio di 3.200 posti di lavoro e la cessione di quattro studi


Microsoft ha annunciato il taglio di 3.200 posti di lavoro nella divisione Xbox e la cessione di quattro studi.

Microsoft ha confermato l'intenzione di tagliare circa 3.200 posti di lavoro nella divisione Xbox nel corso del prossimo anno, una ristrutturazione che dimezzerà immediatamente l'organico di 1.600 unità e vedrà la cessione di quattro importanti studi di sviluppo. Secondo quanto riportato da Engadget, la riorganizzazione fa parte di un piano di riduzione del personale più ampio di Microsoft, che prevede il licenziamento complessivo di 4.800 dipendenti a livello globale.

La divisione gaming di Microsoft taglierà 3.200 posti di lavoro, con 1.600 licenziamenti immediati che colpiranno Activision, Bethesda, Blizzard, King, Mojang e Xbox Game Studios.Quattro studi lasceranno Microsoft: Compulsion Games e Double Fine Productions tornano indipendenti, mentre Ninja Theory e Undead Labs passeranno a nuovi proprietari.La ristrutturazione è guidata da margini di profitto insostenibili e da una grave crisi hardware del settore videoludico.


I dettagli del piano di ristrutturazione di Xbox


La decisione, comunicata dalla CEO di Xbox Asha Sharma in una nota interna, risponde alla necessità di aumentare i margini di profitto e l'efficienza operativa dell'unità gaming. I tagli interesseranno trasversalmente Activision, Bethesda/ZeniMax, Blizzard, King, Mojang e Xbox Game Studios. La manovra si inserisce in un contesto di ridimensionamento globale di Microsoft, che sta eliminando il 2,1% della sua forza lavoro totale.

Oltre ai licenziamenti, la ristrutturazione prevede un drastico cambio di rotta nella gestione dei team interni. "Nel corso di un anno tipo, abbiamo perso 64 centesimi per ogni dollaro investito", ha ammesso Sharma, sottolineando come l'espansione aggressiva del portfolio avviata nel 2018 non abbia generato i risultati sperati. Nonostante il ridimensionamento, Xbox ha confermato che non verranno cancellati i progetti first-party già annunciati, ma gli investimenti saranno riallocati sui titoli a priorità più elevata.

Quattro studi lasciano il gruppo: chi diventa indipendente e chi cambia proprietà


La riorganizzazione comporta la cessione di quattro studi di sviluppo, con il trasferimento di circa 350 dipendenti a nuove proprietà:

  • Compulsion Games (autori di South of Midnight) e Double Fine Productions torneranno a essere studi indipendenti, mantenendo la proprietà intellettuale dei propri giochi e il catalogo esistente.
  • Ninja Theory e Undead Labs passeranno sotto una nuova proprietà, non ancora rivelata, che garantirà i fondi necessari per completare e supportare lo sviluppo di Senua e State of Decay 3.


An important update from Compulsion Games. pic.twitter.com/V4yRkpshuk
— Compulsion Games (@CompulsionGames) July 6, 2026


Per quanto riguarda Arkane Studios (con sede a Lione, in Francia), la dirigenza ha avviato le consultazioni obbligatorie con il comitato aziendale locale per valutare le opzioni strategiche, in conformità con la legislazione sul lavoro francese. Secondo indiscrezioni, lo sviluppo del gioco dedicato a Blade avrebbe subito un rinvio interno, puntando ora a una finestra di lancio a fine 2027.

Crisi dell'hardware e riorganizzazione interna


Asha Sharma ha descritto lo stato di salute finanziaria di Xbox in termini netti: i margini operativi della divisione sono da tre a dieci volte inferiori rispetto a quelli dei concorrenti diretti. "Siamo entrati nella nona generazione di console con una base installata ridotta e una struttura di costi elevata", ha spiegato la CEO. Le scommesse strategiche su Xbox Game Pass, sulla distribuzione multipiattaforma e sull'ampliamento del catalogo non hanno registrato la crescita prevista, mentre l'intero settore si trova ad affrontare una profonda crisi hardware. Questa situazione di mercato sta spingendo anche altri player a rivedere i propri modelli distributivi, come nel caso di Sony che valuta la transizione al solo digitale per PlayStation entro il 2028 (maggiori dettagli nell'approfondimento su PlayStation solo digitale dal 2028).

Per semplificare i processi decisionali, la struttura organizzativa verrà snellita: Mojang e King riferiranno direttamente a Sharma. Inoltre, Dave McCarthy, attuale Chief Operating Officer (COO), lascerà l'azienda per andare in pensione. Il suo ruolo verrà assunto da Helen Chiang, già alla guida del franchise di Minecraft, che assumerà la responsabilità diretta dei profitti e delle perdite per hardware, software, servizi e piattaforme.

Fonte: Engadget


Microsoft scuote Xbox: si ritira Phil Spencer, Sarah Bond si dimette, l’AI-exec Asha Sharma diventa CEO


Dopo quasi quattro decenni, Phil Spencer ha annunciato il proprio ritiro scatenando un terremoto ai vertici di Microsoft Gaming, aprendo di fatto una nuova fase per l’ecosistema Xbox, che chiude così un capitolo iniziato con il lancio della prima Xbox nel 2001 e culminato nell’acquisizione di Activision Blizzard.
A sorpresa, non sarà la presidente Sarah Bond a raccoglierne l’eredità: anche lei lascerà Microsoft, smentendo le previsioni che la vedevano come naturale erede alla guida del marchio.

La nuova regia della divisione gaming passa ad Asha Sharma, manager con un background profondo nell’AI, già presidente del product per la divisione Core AI di Microsoft ed ex COO di Instacart.
Sharma assume il ruolo di Executive Vice President e CEO di Microsoft Gaming, con il compito di guidare Xbox in una fase cruciale, tra la concorrenza serrata di PlayStation, l’evoluzione del cloud gaming e l’integrazione sempre più spinta dell’intelligenza artificiale nelle esperienze interattive.

Nel nuovo assetto, Matt Booty viene promosso a Chief Content Officer, responsabile di un portafoglio di quasi 40 studi tra Xbox Game Studios, Bethesda e Activision Blizzard, che custodiscono franchise come Halo, Call of Duty, Minecraft e World of Warcraft.
Il messaggio che arriva da Satya Nadella è chiaro: Microsoft intende rilanciare il proprio impegno sul fronte console, senza però rinunciare all’espansione su PC, cloud e mobile, puntando su una combinazione di contenuti forti e servizi AI-driven per differenziare l’offerta Xbox.

Fonte: WCCFTech


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La rappresentazione mediatica dell’IA in Italia, nell'ultimo report di Hermes Center

Dallo studio emerge un quadro chiaro: prevale una narrazione tecno-ottimista, che presenta l’IA come una trasformazione inevitabile e soprattutto come un’opportunità economica. Il punto di vista dominante è quello di imprese, startup e big tech, mentre trovano poco spazio lavoratori, società civile e persone colpite dalle applicazioni più invasive e nocive dei sistemi IA

hermescenter.org/iniziative/la…

@eticadigitale

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L'EDPB, il Consiglio Europeo dei #GarantePrivacy, ha adottato le linee guida sull’anonimizzazione e quelle sul web scraping nel contesto dell’IA generativa.

Il Comitato europeo ha inoltre adottato la versione definitiva delle sue linee guida sul trattamento dei dati personali tramite tecnologie blockchain

edpb.europa.eu/news/edpb-sheds…

@aitech

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#DevConf si è chiuso poco fa: ecco come rivedere le registrazioni delle quattro sessioni del 7 e dell'8 luglio del @devconf


Ci auguriamo che abbiate apprezzato la #MastoDiretta che abbiamo fatto ieri su @informapirata e oggi sul nostro account.

Chi si fosse perso gli interventi, potrà rivederli ai link seguenti:

Grazie a tutti i partecipanti e gli organizzatori: @redflegias @lorenzodm @adriano_morselli @signorina37 @inmarvinwetrust Leonardo Tamiano @storiespettinate @skariko Fabrizio Balliano @stefano Chiara Masci @giuseppe_aceto @fabio Gianluca Aurelio @alternativalinux @iusondemand @italovignoli DNDG Srl @macfranc & @akesiseli @kenobit @BoostMediaAPS e @ufficiozero

@devconf@citiverse.it

youtube.com/@BoostMediaAPS/str…

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Solo coinvolgendo le persone vere, di tutte le età, di tutte le estrazioni potremmo portare al successo il nostro assalto alle piattaforme! Fabio Bortolotti aka @kenobit al @devconf


"Da quando ho iniziato a promuovere il libro ho iniziato a spostare la mia vita dallo streaming al #Fediverso. Con la nostra nuova band abbiamo deciso di non creare una pagina sulle piattaforme ma stiamo esplorando tutte le possibili alternative promozionali. Ebbene, malgrado il timore di ridurre la "portata", abbiamo notato una crescita delle relazioni vere, le persone che poi possiamo incontrare davvero ai concerti. Una presenza concreta e reale che mi ha portato una maggiore felicità personale e una maggiore felicità artistica"


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Assalto alle piattaforme. Volete mettere in discussione il rapporto che avete con le piattaforme? Fabio Bortolotti aka @kenobit al @devconf


"La più grande sorpresa è stato l’effetto dirompente della riconquista del mio tempo. Ho risparmiato centinaia di ore, che fino a poco tempo fa dovevo investire per appagare le esigenze degli algoritmi. Libero dalle catene del content, ho ritrovato spazi di creatività che credevo perduti per sempre. Senza tirarmi il collo, sono riuscito a fare molto di più, e meglio. Ho avuto la serenità e la concentrazione per scrivere e autoprodurre un piccolo saggio, Liberare il mio smartphone per liberare me stesso, ho composto un disco di cui sono molto felice e ho potuto coltivare gli studi che hanno portato alla nascita del libro che avete tra le mani. Il tutto, tengo a sottolinearlo, con una serenità che non provavo dal fatidico giorno in cui decisi di tentare la fortuna come content creator. La libertà digitale mi ha restituito il piacere di fare ciò che amo."


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Assalto alle piattaforme. Riprendiamoci internet: Fabio Bortolotti aka @kenobit al @devconf


"Possiamo evadere? Possiamo ribellarci? Possiamo rivendicare una dimensione online libera e rispettosa del nostro tempo?"


Analizzare i meccanismi oppressivi del capitalismo sul web e proporre un percorso concreto per neutralizzarli. Focalizzando lo sguardo critico sul concetto di content creation qui si tenta di svelare le trappole che si nascondono dietro il “successo” online e le dinamiche che trasformano le nostre passioni in catene.

il libro di Kenobit è una delle cose migliori sul tema dell'autonomia digitale che ho letto in questi ultimi tempi, perché l'autore fa quello che dice e dice quello che fa - a differenza di certi miei colleghi che criticano accademicamente il tecnofeudalesimo salvo privatizzare i loro testi con Elsevier e condividere documenti su Google Drive ("sì, è vero, ma lo faccio per pigrizia"),
Ci sono libri che sono soltanto libri: questo, invece, non lo è.
Maria Chiara Pievatolo @mcp, docente di filosofia politica all'università di Pisa


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La comunicazione resistente alla censura e la sovranità finanziaria: Gianluca Aurelio al @devconf


  • NOSTR: PROTOCOLLO VS CENSURA
  • BITCHAT: COMUNICAZIONE MESH
  • ESCLUSIONE FINANZIARIA E BITCOIN COME SCUDO

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Raccoon: la lezione di Lemmy e Friendica e la forza del software libero: @akesiseli di #RaccoonForFriendica al @devconf


Il percorso:

  • Da Raccoon for Lemmy: i gruppi visti come topic
  • Dare un telaio sportivo al motore di Friendica
  • Proseguire l’impresa, provando a potenziare l’interfaccia standard di Mastodon in senso “federato”
  • Sfruttare la configurabilità delle piattaforme federate per offrire nuove esperienze d’uso

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L'open source come strumento per i diritti umani: Gianluca Aurelio al @devconf


Quando il codice diventa l'ultima difesa contro l'oppressione, la censura e l'esclusione.

SOFTWARE LIBERO E LIBERTÀ CIVILI

  • Verificabilità: Possibilità di auditare il codice per escludere backdoor o sorveglianza di Stato.
  • Inalienabilità: Nessuna licenza revocabile da remoto. Il software appartiene a chi lo esegue.
  • Indipendenza: Zero dipendenza da infrastrutture o autorizzazioni di governi ostili

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Raccoon: ergonomia e funzionalità oltre i limiti di Mastodon: @akesiseli di #RaccoonForFriendica al @devconf


Caratteristiche distintive rispetto a tutte le altre app

  • Modalità “ospite”
  • Navigazione tradizionale e “swipe”
  • Traduzione
  • Barra di formattazione
  • Visualizzazione in modalità “forum”

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Raccoon: come dare il forumverso agli utenti Mastodon. Un client multi-piattaforma, multi-account, multi-istanza: @akesiseli di #RaccoonForFriendica al @devconf


Originariamente pensato per Friendica, ma supporta anche Mastodon (vanilla, glitch-soc, Hometown), GoToSocial, Pleroma, ecc. è basato su diverse tecnologie:

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Un solo tipo di gruppo ma tanti modi di gestirlo quanti sono i software del Fediverso: @macfranc di @informapirata al @devconf


I gruppi sono uno strumento versatile che apre a grandi potenzialità del Fediverso, ma oggi la vera sfida è l'utilizzo dei gruppi per l'utente del microblogging

L'UTENTE MASTODON


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Il Fediverso e i gruppi tematici. Le opportunità per la comunità, il peccato originale di Mastodon e le soluzioni applicative: @macfranc di @informapirata al @devconf


Cos’è un gruppo Activitypub? Come funziona? A cosa serve? Perché sembra un oggetto diverso in base al punto di osservazione?

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La progettazione UX/UI diventa open con Penpot: Fabrizio Trovato e Sara Graceffa di DNDG srl al @devconf


"Crediamo nel software libero: rilasciamo librerie, strumenti e conoscenza come parte di una cultura del codice aperta, orientata alla qualità, alla trasparenza e alla riusabilità."


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L’incontro di DNDG con Penpot: il design tool aperto: Fabrizio Trovato e Sara Graceffa al @devconf


Penpot è il primo strumento di design e prototipazione open source.
Permette di progettare interfacce, costruire design system e lavorare in modo trasparente, senza legarsi ad una piattaforma.

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Il documento digitale è un software. Con tutte le conseguenze del caso: @italovignoli al @devconf


  • In realtà, un documento digitale è un programma software, che viene eseguito dalla suite per ufficio
  • Per questo motivo, può essere usato per il lock-in degli utenti, modificando le caratteristiche con un banale aggiornamento silenzioso (se controllato da un’unica azienda)
  • Inoltre, più il codice è complesso e più è soggetto a problemi di sicurezza e conservazione nel tempo

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Dopo il software, liberate i documenti: @italovignoli al @devconf


Perché migrare a LibreOffice

  • Per ottemperare alle disposizioni del Codice dell’Amministrazione Digitale (Art. 68)
  • Per utilizzare in modo nativo, e quindi completo, l’unico formato dei documenti ammesso dal CAD: Open Document Format o ODF
  • Per avere i vantaggi di un software libero, ovvero la possibilità di migliorare il software sviluppando le personalizzazioni necessarie

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Tutti a tavola. Uno per tutti o tutti per uno?: @iusondemand al @devconf


Quando possiamo fare mangiare a tutti lo stesso piatto, e quando no? e, soprattutto, sei pronto a gustare qualcosa di nuovo ?


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Indipendenza informatica in azienda con l'open source e l'AI, partendo da Windows: @iusondemand al @devconf


“Ci stiamo legando troppo a un solo fornitore?”
Il tema del lock‑in e della dipendenza su Windows

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Dario Dieci, Linux alla riscossa: l'intervento di @alternativalinux al @devconf


Dario Dieci ha dedicato al popolare sistema operativo Linux Mint il blog alternativalinux.it e l'omonimo canale YouTube; inoltre offre consulenze per l'impiego di Linux in azienda

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LA VIA DELLA RICONQUISTA: Gianluca Aurelio al @devconf


L'ALTERNATIVA OPEN SOURCE
AI LOCALE PROJECT N.O.M.A.D.
LA FABBRICA DISTRIBUITA
DEMOCRATIZZARE L'HARDWARE

...e...

SPOSTARE LA FIDUCIA
Dalle Multinazionali Centralizzate...
...a piccole realtà locali fidate.
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You've Been Owned. Not Own. Dal floppy disk al cloud: come abbiamo ceduto la nostra sovranità digitale… e come ce la stiamo riprendendo: Gianluca Aurelio al @devconf


Dal software in scatola alla trappola del cloud: quando il software risiedeva sul tuo hard disk. Potevi usarlo offline, prestarlo o rivenderlo. Oggi non compriamo: affittiamo licenze d'uso e i nostri dati vivono sul "computer di qualcun altro", in mano a poche grandi aziende

Siamo passati dall'essere proprietari all'essere inquilini digitali.


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