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IL PRIVACY PRIDE INCONTRA IL GARANTE


📜 Oggi 26 novembre una piccola delegazione del comitato Privacy Bene Comune, ha portato presso la sede dell'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali il manifesto del Privacy Pride.

🤝 La nostra delegazione, costituita da Andrea Laisa (amreo), Francesco Macchia (macfranc) ed Enrico Nardelli, ha consegnato nelle mani del dott. Guido Scorza, membro del collegio del Garante, e del dottor Baldo Meo, direttore della comunicazione, la copia originale del Manifesto corredata delle dediche apposte da alcuni dei manifestanti intervenuti durante il presidio del 13 novembre.

💡 Durante l'incontro abbiamo avuto modo di confrontarci su come promuovere la cultura della privacy semplificando i processi che consentono ai cittadini di comprendere il valore della privacy e della sua protezione, attraverso la promozione dell'educazione a una vera e propria difesa personale digitale e attraverso la sensibilizzazione delle pubbliche amministrazioni centrali e locali nel portare la propria comunicazione istituzionale anche su piattaforme e protocolli che non compromettano la privacy delle persone, come per esempio quelli del fediverso.

🙋🏻‍♂️ Abbiamo infine auspicato la possibilità di organizzare insieme alla Autorità un nuovo incontro in videoconferenza per presentare le proposte che l'intera comunità del Privacy Pride elaborerà per promuovere una cultura attiva della protezione dei dati personali.

🗣 Chi volesse entrare nella comunità del Privacy Pride, potrà unirsi alla nostra chat, raggiungibile sia tramite Telegram, sia tramite Matrix! 👇

Telegram: https://t.me/PrivacyBeneComune
Matrix: https://matrix.to/#/#privacybenecomune:matrix.org

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Il comunicato del Privacy Pride sull'approvazione del DL Capienze


Il comunicato del Privacy Pride sull'approvazione del DL Capienze e sulle importanti modifiche operate dal Senato

🙂 Il fatto che un decreto legge presentato d'urgenza con la formula del Prendere o lasciare sia stato modificato in Senato anche nelle parti relative alla privacy, che erano passate sottotraccia, è un risultato importante.

☹️ Non siamo comunque soddisfatti perché le modifiche apportate sono insufficienti e in alcuni casi rendono il quadro generale più confuso e forse peggiore. 

⚠️ Sappiamo che questo non sarà né il primo né l'ultimo degli attacchi alla privacy che verranno condotti contro il cittadino: questi attacchi proverranno con sempre maggiore frequenza dal governo nazionale, dalla Commissione Europea o da altri organismi sovranazionali

⚔️ La lotta per la privacy è lotta per la democrazia, ma sarà lunga, continua e meriterà l'attenzione dei cittadini oltre che necessitare un risveglio da parte degli organi di informazione. 

💎 Oggi però abbiamo estratto una gemma preziosa: la mobilitazione di un pubblico di soggetti interessati che per la prima volta è sceso in piazza, che per la prima volta ha fatto sentire la propria voce nelle aule parlamentari, che per la prima volta è riuscito a far emergere la propria voce fuori dai forum nei quali queste discussioni erano finora relegate. 

🗃️ Oggi abbiamo un’evidenza documentale del tentativo del governo di ridurre i diritti individuali, degli atti parlamentari del dibattito in commissione e di quello in aula e dell'indifferenza di quasi tutta la stampa nazionale che si disinteressa sempre di questi temi.

🔮 Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, ma sappiamo che quel futuro dobbiamo essere in grado di cambiarlo. 

Il testo completo del comunicato:
https://privacypride.org/comunicato-sullapprovazione-dl-capienze/


Qual è la situazione nelle scuole italiane quando si parla di privacy?


❓ Qual è la situazione nelle scuole italiane quando si parla di privacy?

Da quando è iniziata la pandemia e si è corsi ai ripari con le lezioni in remoto, l'utilizzo di piattaforme non rispettose della privacy degli studenti e del corpo docenti è aumentato vertiginosamente (Zoom, Teams, Meet). Se questo poteva essere giustificato nel primo periodo di disorientamento generale, non è invece più tollerabile a distanza di due anni.

👩‍⚖️ Prima di tutto perché l'Unione Europea ha sancito il 16 luglio 2020 con la sentenza Schrems II l'illiceità dei trasferimenti di dati in Paesi come gli Stati Uniti; Paese al quale appartengono queste aziende

🔧 Secondo perché esistono da altrettanto tempo alternative rispettose come iorestoacasa.work, che usano esclusivamente programmi liberi che non risultano invasivi dell'intimità della persona

Nonostante il susseguirsi di due governi e le numerose lettere aperte - anche da parte di illustri docenti universitari -, la situazione di oggi è pressoché uguale a quella del primo giorno, con una politica insensibile sull'argomento, e con studenti e studentesse costretti a scegliere tra diritto all'istruzione e diritto alla privacy.

Per approfondire👇
https://eticadigitale.org/2020/12/30/2020-odissea-nello-spaccio-di-dati/


Il #GarantePrivacy norvegese e le pagine Facebook


«Quali sono i rischi per la privacy associati alla comunicazione tramite una Pagina su Facebook? E che tipo di responsabilità per il trattamento dei dati personali possiamo avere in qualità di titolare di una Pagina? Abbiamo effettuato una valutazione dei rischi e una DPIA di Facebook, sulla base degli obblighi che derivano dalle normative sulla protezione dei dati.»

L'autorità norvegese per la protezione dei dati sceglie di non utilizzare Facebook

https://www.datatilsynet.no/en/news/2021/norwegian-data-protection-authority-choose-not-to-use-facebook/