Carlo Calenda, le Brigate Rosse e il Movimento 5 Stelle
Il 3 agosto 1981 venne trovato alla periferia di Roma il corpo del venticinquenne Roberto Peci, ucciso dalla formazione combattente irregolare delle Brigate Rosse per motivi che in questa sede non è né necessario né utile descrivere nel dettaglio.
Circolarono alcune foto raffiguranti la "fucilazione del traditore Roberto Peci" in cui si assicurava che "l'unico rapporto della rivoluzione con i traditori è l'annientamento".
Il 29 marzo 2025 si tenne a Roma un congresso di partito. Vi sono intervenuti vari ben vestiti nutriti più o meno bene, per motivi che in questa sede non è né necessario né utile descrivere nel dettaglio.
Circolarono alcune dichiarazioni di un certo Carlo Calenda in cui si assicurava che "l'unico modo per avere a che fare con il Movimento 5 Stelle è cancellarlo".
Carlo Calenda non è propriamente un Machiavelli e sul suo conto esistono molti scritti sprezzanti. Vive in un mondo in cui vigono comportamenti di consumo già eccepibili per conto proprio.
Solo per fare un esempio, alcuni anni fa in un "paese" in cui l'ascensore sociale sta portando allo sprofondo milioni di sudditi e con i redditi in picchiata da decenni, non trovò di meglio che affidare un lavoretto di ramazzamento voti a un certo Roman Pastore, che credette bene svolgere l'incombenza con al polso un pezzo di metallo che segna le ore ma che costa quanto un appartamento.
Il "partito" di questo Calenda gioca nel democratismo rappresentativo. E quelli del democratismo rappresentativo tacciano da decenni di terrorista chiunque non procuri loro un reddito, così come considerano comunismo qualsiasi cosa non gli piaccia. Se intende davvero farsi largo in quel contesto, magari a spese di un Movimento 5 Stelle che ha l'unica colpa oggettiva di essersi rivolto ai sudditi in modo più efficace, sarà il caso che prenda in considerazione un registro linguistico diverso.