## Uno zero locale non descrive tutta la rete

Trasparenza: sviluppo Mailshade, un’estensione per browser. Nella versione 1.0.7 ho cambiato una frase del report perché un risultato apparentemente semplice poteva suggerire una conclusione troppo forte.

Se, in un intervallo e per una sorgente selezionata, il report mostra zero eventi osservati, la conclusione corretta è limitata: **nel perimetro disponibile all’estensione non sono stati registrati eventi che soddisfano quei filtri**. Non equivale a dire che il messaggio non contenesse tracker.

Il motivo è architetturale. Un’estensione vede ciò che arriva al browser e ciò che il client di posta rende osservabile. Alcuni provider possono però caricare immagini attraverso un proxy prima che la pagina le esponga. Proton Mail è un caso rilevante: l’assenza di un evento nel DOM non dimostra l’assenza di una richiesta a monte.

Per leggere correttamente una misura locale conviene separare almeno quattro domande:

1. la casella era abilitata nell’estensione?
2. il profilo aveva ancora il permesso host necessario?
3. il client ha esposto la risorsa al livello osservabile?
4. l’intervallo e il filtro del report includevano quell’evento?

Solo dopo queste verifiche uno zero diventa un dato interpretabile. Rimane comunque un dato sul confine misurato, non un verdetto sull’intera rete del provider.

La stessa distinzione vale per il filtro “eventi da”: seleziona la sorgente degli eventi storici visualizzati; non abilita né disabilita oggi una casella e non riscrive il passato. Separare stato corrente, permessi e storico evita di trasformare l’interfaccia in una promessa che il sistema non può verificare.

Figura 1 — interfaccia italiana reale della release 1.0.7 con dati dimostrativi deterministici; non sono dati di una casella reale.

Figura 2 — diagramma editoriale del confine tra rete del provider, DOM osservabile e report locale.

Testo e verifica tecnica preparati con assistenza IA.

#privacy #informatica #accessibilità

in reply to Danila Pryadko

Aggiornamento — 19 agosto 2026

Ho pubblicato Mailshade 1.1.0. La modifica più importante per il confine descritto sopra non è uno slogan: il report ora distingue esplicitamente evidenceKind, confidence e outcome, così un evento osservato non viene presentato come prova di ciò che è successo nell’intera rete del provider.

La protezione usa 87 regole documentate e delimitate per percorso nei sei webmail attivati separatamente. Nella matrice sintetica di rete datata, la versione 1.1.0 ha bloccato 43/43 richieste di immagini di tracking e consentito 59/59 controlli benigni. È un risultato limitato alle richieste di immagini e alla precisione di rete, non una promessa di protezione totale né una classifica generale.

Lascio il testo storico sulla 1.0.7 invariato: questo commento registra il cambiamento successivo.