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Guardando il video di @matz su #Raimbautgts.matteozenatti.net/@matz/st… — mi sono sorti un po' di interrogativi sull'epoca (inizio 1200, ½ secolo prima di Dante).

— come si spargeva la fama dei trovatori, senza TikTok o Rete4?

— com'era il clima?

— come ci si spostava e quanto tempo ci voleva?

— che si mangiava (e beveva), e a che ora?

— come si sapeva che ora era quando non c'era il sole?

E mando un caro saluto alle Pro Loco che offrono pranzi medievali con patate :blobfacepalm:


Tra i link nella pagina di Espaci Occitan, c'è quello della tavola rotonda che feci con due filologi, me la sto guardando e rido da solo youtube.com/watch?v=RPMhuhQSVH…

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in reply to rag. Gustavino Bevilacqua

son domande gigantesche e non ti posso rispondere così a caldo, anche perché a certe cose non saprei rispondere con sicurezza 😀
Ce le teniamo lì come temi di discussione da tirar fuori quando la conversazione langue (mai)?

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in reply to rag. Gustavino Bevilacqua

— come si sapeva che ora era quando non c'era il sole?

candele con delle tacche a intervalli regolari, per esempio

@matz

@matz

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in reply to Ju

leggo qui, edatlas.it/it/contenuti-digita… e mi pare plausibile

"L’uso ecclesiastico aveva raggruppato le ore a tre per tre, e il passaggio da un gruppo all’altro era segnato dal suono delle campane
delle chiese e dei conventi, dove – basandosi sulle
indicazioni di clessidre, di meridiane, di orologi ad
acqua, di candele graduate – si riusciva a calcolare il tempo con una certa approssimazione"

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in reply to matz

e quindi (aggiorno il parco risposte)

— come si spargeva la fama dei trovatori, senza TikTok o Rete4?

— com'era il clima? -> gts.matteozenatti.net/@matz/st…

— come ci si spostava e quanto tempo ci voleva?
-> livellosegreto.it/@LaVi/115905…

— che si mangiava (e beveva), e a che ora? -> livellosegreto.it/@LaVi/115905…

— come si sapeva che ora era quando non c'era il sole? -> gts.matteozenatti.net/@matz/st…


leggo qui, edatlas.it/it/contenuti-digita… e mi pare plausibile

"L’uso ecclesiastico aveva raggruppato le ore a tre per tre, e il passaggio da un gruppo all’altro era segnato dal suono delle campane
delle chiese e dei conventi, dove – basandosi sulle
indicazioni di clessidre, di meridiane, di orologi ad
acqua, di candele graduate – si riusciva a calcolare il tempo con una certa approssimazione"


Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)

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in reply to matz

mi ricordo di aver studiato che dopo un periodo molto freddo e piovoso coincidente con il crollo dell'impero romano e un paio di secoli successivi, un periodo di clima mite intorno al 1200 innescò, assieme con alcune invenzioni importanti (per esempio l'aratro a lama lunga, il giogo per i buoi...) un periodo di benessere che portò quel surplus di ricchezza che fece rinascere i commerci e foraggiò la rinascita delle città portando al periodo dei comuni, signorie e poi al rinascimento.

Ma...come sempre essendo una roba che esce dal cassetto dei ricordi potrebbe essere una scemenza.

@GustavinoBevilacqua

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in reply to matz

- Come ci si spostava e quanto tempo ci voleva? A piedi o a cavallo, o con carri e carrozze. Non dimentichiamo che nel medioevo andavano alla grandissima i pellegrinaggi, dunque lungo le vie si trovavano molte strutture per l'ospitalità, sia in termini di taverne sia in termini di *ospitali* da cui derivarono, in seguito, gli odierni ospedali e ospizi (stessa radice etimologica). Erano previste stazioni di posta (statio posta) in cui ->
Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)

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-> cambiare i cavalli, così da poter proseguire subito il viaggio, senza dover attendere che gli animali si riprendessero dalla fatica (queste venivano usate principalmente dai corrieri, che si muovevano sulla linea postale del tempo).
I tempi non erano certo paragonabili a quelli di oggi, tuttavia non bisogna pensare al medioevo come a un periodo di immobilismo: i mercanti e i traffici, commerciali quanto culturali, erano molto vivaci.

@matz @ju @GustavinoBevilacqua

Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)
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e a questo punto è d'obbligo citare la Tabula Peutingeriana, per chi volesse avere un'idea della viabilità(¹) antica.

en.wikipedia.org/wiki/Tabula_P…

(¹) ipotetica, non sempre la realtà corrispondeva alla cartina, non era proprio aggiornata in tempo reale.

@matz @GustavinoBevilacqua

Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)

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in reply to Ju

@ju @LaVi
Se non ricordo male c'è un sito con la Tabula Peutingeriana tipo Google Maps.
@LaVi @Ju
in reply to matz

mi è venuto in mente che ne Il Nome della Rosa è spiegata bene la divisione della giornata a seconda dei momenti di preghiera: mattutino, vespri eccetera... (nel monastero, ma immagino fosse la divisione normale)
@GustavinoBevilacqua

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in reply to Ju

vado un po’ per la tangente ma la suddivisione delle ore nel passato è spiegate qui:

youtu.be/TK-8gfqmFNo

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in reply to rag. Gustavino Bevilacqua

- Che si mangiava (e beveva), e a che ora? Nel medioevo si consumavano principalmente due pasti: un pranzo, più abbondante, e una cena, più leggera; solitamente il primo attorno a mezzogiorno e la seconda tra le 19 e le 21, a seconda della stagione e dell'area geografica. A fare grandissima differenza era il ceto sociale: mentre i nobili indulgevano spesso in banchetti con ampia disponibilità di carne, contadini e popolani avevano un'alimentazione basata più ->

@GustavinoBevilacqua @matz

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-> su legumi, cereali, verdure ed erbe spontanee. Di enorme importanza, per ogni fascia della popolazione, era il calendario liturgico, che scandiva i "giorni di magro" e i "giorni di grasso" (avevo trovato, in Archivio, e forse anche postato, una dispensa concessa a un signore locale, affinché potesse mangiare carne in Quaresima, perché debilitato). Descrizioni anche molto accurate di banchetti si trovano sia nel Novellino sia in diverse cronache di nozze ->
@GustavinoBevilacqua @matz
in reply to LaVi

-> reali. Per quanto riguarda il bere, nel XII secolo vi fu una notevole ripresa del settore vinicolo, a partire dal Sud Italia, e in seguito fu grazie ai monaci benedettini che molti vitigni si diffusero e vennero selezionati nei vari conventi d'Europa. Allo stesso modo, ma stavolta da nord verso sud, la birra, la cui produzione era affidata ai monaci che ne sfruttavano le virtù terapeutiche, si diffuse dalla Baviera al sud Europa. E dobbiamo a suor ->
@GustavinoBevilacqua @matz
in reply to LaVi

-> Hildegarda di Bingen l'idea di aggiungere bacche ed erbe aromatiche al luppolo, creando il gruyt.
C'erano poi, diffusi fin da epoca romana grazie a Giulio Cesare e alle sue campagne in Gallia e Bretagna, sidro e idromele.
In pratica, se oggi ci sbronziamo lo dobbiamo a monaci, frati, suore e militari.
@GustavinoBevilacqua @matz
in reply to LaVi

@LaVi
Lessi da qualche parte che, in certi momenti storici, la richiesta di cuoio in alcuni ambienti urbani fosse tale che alla fine il sottoprodotto era la carne (ovviamente non i tagli pregiati).
@LaVi
in reply to rag. Gustavino Bevilacqua

non lo so, ma non lo escluderei a priori, così come è probabile che la richiesta di pergamena avesse portato alla macellazione di molti capi, da un lato, e alla ricerca di materiali più facilmente ottenibili e a basso costo, dall'altra, fino a giungere alla lavorazione di stracci e cellulosa.

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@LaVi
Mi pare che il libro che lessi sulla cucina del medioevo fosse edito da Laterza, ma al volo non riesco a trovarlo.
@LaVi
in reply to rag. Gustavino Bevilacqua

invece io non ricordo se pubblicasse co Laterza o meno, ma Le Goff è stato uno dei più noti autori in ambito di studi sul medioevo. Possibile fosse lui l'autore?
in reply to LaVi

@LaVi
Wikipedia mi propone
La cucina e la tavola, presentazione di e con Jean Ferniot, Dedalo, Bari 1987. ISBN 88-220-0520-1
che potrebbe essere.
@LaVi