Reggio Emilia. La Lega, Tommaso Fiazza e Laura Cavandoli sull'assassinio di Raffaele Stipa


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Reggio Emilia, 30 giugno 2026.
Raffaele Stipa, dicono, per trent'anni ha passato le giornate stendendo un impasto di farina e acqua, mettendoci sopra del pomodoro e altre cose, cacciando poi tutto in forno caldissimo per qualche minuto e vendendo il risultato a un sacco di gente.
A un certo punto una mattina arriva, nemmeno per la prima volta, un tale che vuole da Raffaele una delle sue cose cotte.
Ma senza pagarla.
L'iniziativa non piace; càpita che alle persone serie non piaccia lavorare gratis. Uno di quei dinieghi davanti ai quali chi non sia uso a condotte esecrabili ripiega in buon ordine, magari facendosi vivo quando può esibire la pur miserabile somma necessaria.
Invece dopo molto tempo, diciamo pure una giornata intera, il tale contrariato si presenta di nuovo.
E ammazza Raffaele Stipa come un cane.
Tommaso Fiazza (quello coi capelli biondi) e Laura Cavandoli (quella con la cravatta) sono della Lega e partono all'istante con i comunicati stampa. In cui auspicano a carico del colpevole una di quelle iniziative all'insegna della cacciata che nel sottobosco dei buoni a nulla del web va da qualche mese per la maggiore, e che qui non si ripeterà per non farsi dettare l'agenda da compagini del genere.
Solo che l'assassino si chiama Andrea Pellati. Non è dato sapere quanti Pellati ci siano nella Repubblica del Senegal o nel Regno del Marocco, ma è ragionevole pensare che siano pochi.
Se davvero il diniego di un'ulteriore somministrazione a titolo gratuito risale a mezzogiorno, e che l'omicidio è invece avvenuto la notte seguente, il signor Pellati ha avuto anche il tempo di pensarci su bene e si beccherà anche la premeditazione.
Il che vuol dire che la prossima pizza la mangerà, forse, tra una ventina d'anni.
Tocca ringraziare "Il Resto del Carlino" per aver amplificato la figuraccia che Tommaso Fiazza e Laura Cavandoli avevano già alacremente messo in cantiere per conto proprio; il mondo è bello perché è vario e non si sa mai da chi potrebbe venire un piccolo aiuto.