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GAZA. Boxe contro l’assedio. Il pugilato come occasione di riscatto ed emancipazione


Un gruppo di ragazze tra i 10 e 16 anni si allena tutti i giorni in una piccola palestra di pugilato sotto la guida tecnica di Osama Ayoub, grazie ad un progetto italiano coordinato dalla Ong CISS e dalle palestre romane del Quarticciolo e del Tufello. L

testo e foto di Daniele Napolitano

Pagine Esteri, 30 settembre 2022 – La Striscia di Gaza è lunga 347km quadrati e con i suoi 2 milioni di abitanti, ha la densità abitativa più alta al mondo. Può contare su poche ore di elettricità al giorno, ha enormi problemi ambientali, scarsa acqua potabile. Secondo le Nazioni unite dal 2020 è una “terra invivibile”. Senza dimenticare le conseguenze che hanno causato, oltre a migliaia di morti e feriti, le ampie offensive militari lanciate da Israele dal 2008 allo scorso agosto.

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Ed è in questo contesto che un gruppo di ragazze tra i 10 e 16 anni si allena tutti i giorni in una piccola palestra di pugilato allestita con sacchi e corde di fortuna.

Capitanate da Osama Ayoub, giovane tecnico locale, grazie ad un progetto italiano coordinato dalla Ong CISS e dalle palestre romane del Quarticciolo e del Tufello, le ragazze sognano di poter competere con atlete di altri paesi, cosa che non è concessa visto lo stato di occupazione che Gaza subisce.

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Boxe contro L’assedio è un progetto di scambio e condivisione sportiva nato nel 2018, che utilizza lo sport come strumento di miglioramento e riscatto personale e sociale, ma anche come modo per arrivare oltre il muro di Gaza, il carcere a cielo aperto più grande al mondo.

Grazie a questo progetto, in 4 anni, abbiamo costruito diverse occasioni di scambio con gli atleti e le atlete romane e palestinesi, consegnato decine di guanti e attrezzatura, aperto una piccola palestra di pugilato e molto altro ancora.

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Nonostante lo stop dovuto alla pandemia, In questi lunghi mesi siamo rimasti in contatto con la federazione di pugilato palestinese, ma soprattutto con Coach Osama, che ogni giorno allena un gruppo di ragazze giovanissime all’interno della piccola palestra popolare che abbiamo aperto con lui.

Il pugilato come occasione di riscatto, strumento di condivisione ed emancipazione, che è soprattutto un modo per raccontare una Gaza diversa da quella che la vede soccombere sotto le macerie, una Gaza che vuole rimanere viva, che lotta grazie allo sport, linguaggio universale che da sempre unisce e supera barriere.

Le foto sono realizzate nel periodo tra il 9 e il 15 settembre 2022.

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