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Cittadinanza a punti e Stato etico, da Roma a Bologna


Gli incentivi funzionano. Ecco perchè bisogna averne paura e rigettarli con forza, prima di diventare animali sacrificali in un esperimento pavloviano di massa.

In questi giorni hanno fatto notizia le dichiarazioni del Sindaco di Bologna Matteo Lepore e dell’assessore al digitale Massimo Bugani sul piano d’innovazione digitale di Bologna 2022-2024 che prevede un nuovo sistema di “cittadinanza a punti”.

Con la newsletter di questa settimana vorrei fare un approfondimento sul tema, che in realtà nasce da ben prima del progetto di Bologna ed è già attivo a Roma.

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Smart Citizen Wallet, da Roma a Bologna


Il progetto di Bologna, lo “Smart Citizen Wallet”, è stato brevemente descritto dall’’assessore Bugani:

«Il cittadino avrà un riconoscimento se differenzia i rifiuti, se usa i mezzi pubblici, se gestisce bene l’energia, se non prende sanzioni dalla municipale, se risulta attivo con la Card cultura». Comportamenti virtuosi che corrisponderanno a un punteggio che i bolognesi potranno poi «spendere» in premi in via di definizione: «Scontistiche Tper, Hera, attività culturali e così via»


L’idea dello Smart Citizen Wallet non è però nuova.

Nasce a Roma nel 2019 e inizia a essere sviluppata dal 2020, grazie all’integrazione degli strumenti di identità digitale (SPID, CIE, CNS) per l’accesso ai servizi pubblici della Capitale.

Il progetto venne presentato al FORUM PA 2019 con il nome “Eco Citizen Wallet”:

Un sistema incentivante basato su tecnologia “blockchain” che consenta di premiare i comportamenti virtuosi dei “city user” che contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi di uno sviluppo sostenibile della Agenda 2030.

I “city user” potranno visualizzare all’interno della piattaforma dedicata tutte le informazioni utili relative alle diverse tipologie di servizi smart offerti da Roma Capitale. Prima di utilizzare il servizio il “city user” dovrà identificarsi tramite SPID consentendo così all’Amministrazione Capitolina di identificare il city-user e di attribuirgli i crediti “ecobonus” in funzione dei comportamenti agiti.

I crediti ottenuti potranno essere utilizzati per accedere a numerose iniziative per la fruizione di beni e servizi.

Fonte: forumpachallenge.it/soluzioni/…

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In pratica, nasceva come sistema focalizzato sull’ecosostenibilità della città di Roma, con alcuni meccanismi di incentivo per “ridurre gli impatti negativi sul Pianeta”.

Nel corso del tempo l’idea si è allargata anche alla sostenibilità “sociale ed economica” della città (qualsiasi cosa voglia dire), prendendo così il nome di Smart Citizen Wallet.

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Oggi il sistema è già attivo a Roma. Si può accedere tramite la Casa Digitale del Cittadino – My Rhome, previa autenticazione con SPID, CIE o CNS.

Dalla pagina dedicata del Comune di Roma:

Il Citizen Wallet è una piattaforma di premialità che incentiva i comportamenti virtuosi messi in atto dai city user, volti a migliorare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della Città, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.


Per il momento il Comune ha individuato solo due tipologie di comportamento “virtuoso”:

  • la compilazione del questionario sui servizi online di Roma Capitale
  • l’utilizzo del servizio tap&go® di ATAC

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Lo stesso progetto ora vuole essere esportato anche a Bologna, dallo stesso assessore che ci aveva lavorato a Roma.

Le ambizioni della città di Bologna sono però già molto alte, considerando che si parla anche di attività come la raccolta differenziata, l’uso della carta cultura, o la gestione dell’energia - qualsiasi cosa voglia dire. Il progetto, anche qui in fase sperimentale, partirà dopo l’estate.

Già a gennaio l’assessore Bugani raccontava così il progetto:

"Sarà un sistema premiante per i cittadini virtuosi, che potranno avere punteggi in base alle azioni di tutti i giorni. Dall’utilizzo del trasporto pubblico fino al corretto conferimento della differenziata, tutto sarà valutato e attraverso un calcolo farà accumulare dei vantaggi al cittadino. […]

Un sistema di questo tipo potrà incentivare la partecipazione attiva alla vita della città. C’è da capire bene come profilare i dati e metterli insieme.”

Fonte: ilrestodelcarlino.it/bologna/p…


Cittadinanza a punti e Stato Etico


L’idea di usare incentivi (“nudge”) per plasmare il comportamento degli individui - e quindi della società, non è nuova.

I primi a ipotizzare di introdurre questo strumento nell’arsenale politico statale furono probabilmente i cinesi, con un paper scritto da Lin Junyue nel 1999.

Secondo Lin Junyue era impossibile correggere il comportamento della collettività senza agire direttamente sugli individui. Fortunatamente, questa idea fu messa per lungo tempo in un cassetto. Mancavano gli strumenti informativi per realizzarla.

Oggi però questi strumenti ci sono: si chiamano Big Data e algoritmi. I nostri politici sono consapevoli del potere di questo patrimonio informativo, e sarà inevitabile assistere alla diffusione sempre più veloce ed estesa di sistemi come lo Smart Citizen Wallet.

Quello di cui non parla mai nessuno sono i due corollari dei sistemi di punteggio sociale:

  • Le persone non sanno cosa è meglio per loro, quindi devono essere incentivate ad assumere comportamenti virtuosi
  • Le persone al potere sanno esattamente cosa è meglio per gli altri e per la società

Se sembrano in contraddizione, è perché lo sono.

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