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anexo del congreso, miércoles, 26 de agosto, 17:00 GMT-3 Primero hay mic abierto y luego la clasica ronda al congreso 😎 a las 17 durante el verano ¡Sumate, difundí, movilizá!
Ago 26
Miercoles de lxs jubiladxs
Mer 22:00 - 0:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Primero hay mic abierto y luego la clasica ronda al congreso 😎

a las 17 durante el verano

¡Sumate, difundí, movilizá!

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Plaza Congreso, miércoles, 26 de agosto, 17:00 GMT-3 MARCHA DE JUBILADOS EN CONGRESO
Ago 26
Jubilados/as Insurgentes
Mer 22:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato
MARCHA DE JUBILADOS EN CONGRESO

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Puerto Pirata, miércoles, 26 de agosto, 18:00 GMT-3 [h1][strong]🍿🎥🎬[/strong]SEXTO ENCUENTRO DEL CICLO DE CINE ARGENTINO: DEBATES SOBRE LA REVOLUCIÓN, LA DEMOCRACIA Y LA POSDICTADURA[strong]🎬🎥🍿[/strong] [/h1] Nos reunimos el miércoles [strong]26 de agosto a las 18hs[/strong] para el sexto encuentro del [strong]ciclo de cine argentino: debates sobre la revolución, la democracia y la posdictadura[/strong]. En este encuentro vamos a ver y debatir [em]Invasión[/em] (1969) de Hugo Santiago. A 50 añ
Ago 26
🍿🎥🎬SEXTO ENCUENTRO DEL CICLO DE CINE ARGENTINO: DEBATES SOBRE LA REVOLUCIÓN, LA DEMOCRACIA Y LA POSDICTADURA🎬🎥🍿
Mer 23:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

🍿🎥🎬SEXTO ENCUENTRO DEL CICLO DE CINE ARGENTINO: DEBATES SOBRE LA REVOLUCIÓN, LA DEMOCRACIA Y LA POSDICTADURA🎬🎥🍿


Nos reunimos el miércoles 26 de agosto a las 18hs para el sexto encuentro del ciclo de cine argentino: debates sobre la revolución, la democracia y la posdictadura. En este encuentro vamos a ver y debatir Invasión (1969) de Hugo Santiago.

A 50 años del golpe y a 25 años del 2001, proponemos juntarnos a revisitar el pasado reciente argentino a través de su cine para debatir sobre las formas de representar, vivir y pensar este bloque histórico. ¿Qué lecturas del presente y del pasado se desprenden de estas películas? ¿Cuáles son los derroteros del capitalismo tardío en Argentina?

Dirección por privado o por medio de le ciborg de telegram @renemontes_bot

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I Five Eyes hanno una portata globale, così come i loro oppositori.

Le coalizioni internazionali stanno contestando la sorveglianza dei Five Eyes attraverso i tribunali, i parlamenti e le campagne di opinione pubblica

le organizzazioni per i diritti digitali di diversi paesi stanno cercando di coordinare la loro opposizione ai poteri di sorveglianza che i governi esercitano attraverso le aziende tecnologiche.

fpif.org/the-five-eyes-have-gl…

@Informatica (Italy e non Italy)

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Igiene civica: evitare di costruire tecnologie che potrebbero essere utilizzate da uno stato di polizia

Immaginiamo, solo per un momento, che il governo volesse tenere un registro dell'orientamento sessuale di ogni persona. Hanno bisogno di conoscere questi dati demografici dettagliati perché saranno estremamente utili per la pianificazione urbana. Li aiuteranno a capire quali servizi di salute sessuale sono necessari, quanti bambini nasceranno, quante scuole costruire, e così via.

Ti fidi del governo, lo hai votato, tu e i tuoi amici non avete nulla da nascondere riguardo alla vostra sessualità.

Ma! Che orrore! Dopo aver creato il database, il governo perde le elezioni e gli omofobi dell'UKIP salgono al potere!

Ora hanno un database di tutti gli omosessuali del villaggio e possono molestarli, cercare di "curarli" o rendere le loro vite un inferno.

Assurdo? Non proprio.

shkspr.mobi/blog/2013/11/civic…

@privacypride

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CISA Sounds Alarm on Medusa Ransomware After 500+ Critical Infrastructure Hits
#CyberSecurity
securebulletin.com/cisa-sounds…
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Fake CAPTCHA Prompts on Hacked WordPress Sites Fuel Global StopAndProtect Malware Botnet
#CyberSecurity
securebulletin.com/fake-captch…
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Breach at France’s Tax Authority Exposes Financial Records of Nearly 680,000 People
#CyberSecurity
securebulletin.com/breach-at-f…
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5 controlli infrastrutturali per mettere in sicurezza gli agenti AI (oltre il prompt)
#tech
spcnet.it/5-controlli-infrastr…
@informatica


5 controlli infrastrutturali per mettere in sicurezza gli agenti AI (oltre il prompt)


Quanti team stanno collegando agenti AI a Slack, a un’interfaccia web o a server MCP proteggendo l’accesso solo con un prompt di sistema ben scritto? Secondo un’analisi pubblicata su DZone e basata su findings del Red Team di NVIDIA, è proprio questo l’errore architetturale più diffuso nelle implementazioni enterprise di agenti AI: “i guardrail basati sul prompt falliscono sotto pressione avversaria”. Un attaccante sufficientemente motivato può camuffare attività malevole da comportamenti legittimi, scalare privilegi gradualmente o nascondere esecuzione di codice dentro interazioni apparentemente normali.

Il punto chiave, riassunto efficacemente dall’articolo originale, è questo: il modello non è il punto di applicazione della sicurezza, è la cosa che va difesa. Va trattato come qualsiasi altro componente non fidato della vostra infrastruttura — proprio come fareste con un processo che esegue codice arbitrario ricevuto da input esterni. In questo articolo ripercorriamo i cinque controlli infrastrutturali proposti, con esempi pratici applicabili su Kubernetes e nello stack Microsoft.

1. Identità e propagazione dell’autenticazione


Il primo errore comune è usare credenziali condivise per l’agente, indipendentemente da chi lo stia effettivamente invocando (via Slack, web UI o endpoint MCP). Questo rende impossibile distinguere un’azione legittima da un abuso e complica ogni audit successivo.

La soluzione è propagare l’identità dell’utente umano fino ai sistemi a valle, invece di far agire l’agente con un account di servizio onnipotente. Lo standard di riferimento è OAuth 2.0 Token Exchange (RFC 8693), che permette di scambiare il token dell’utente con un token downstream a scope ridotto e vita breve:

POST /oauth2/token HTTP/1.1
Host: identity.contoso.com
Content-Type: application/x-www-form-urlencoded

grant_type=urn:ietf:params:oauth:grant-type:token-exchange
&subject_token={USER_TOKEN}
&subject_token_type=urn:ietf:params:oauth:token-type:access_token
&requested_token_type=urn:ietf:params:oauth:token-type:access_token
&audience=ticketing-api
&scope=tickets.read tickets.comment

Il token risultante è specifico per l’audience richiesta (in questo caso l’API di ticketing), ha uno scope minimo e una scadenza breve. Ogni chiamata a valle porta con sé l’identità originale dell’utente, non quella generica dell’agente: questo è ciò che rende possibile un audit trail affidabile.

2. Presupporre l’esecuzione di codice e limitarne gli effetti


Un agente con accesso a strumenti di code execution va trattato esattamente come un processo che esegue input non fidato, perché di fatto è quello che è. I controlli minimi da applicare a livello di container:

  • filesystem di root read-only;
  • noexec su tutti i mount scrivibili, per impedire l’esecuzione di binari scaricati a runtime;
  • drop di tutte le capability Linux non strettamente necessarie;
  • configurazione dell’agente montata come read-only da un mount point separato, così che l’agente stesso non possa alterare la propria configurazione;
  • allowlist esplicita dei binari eseguibili.

Un esempio di `securityContext` Kubernetes coerente con questi principi:

securityContext:
  readOnlyRootFilesystem: true
  runAsNonRoot: true
  allowPrivilegeEscalation: false
  capabilities:
    drop:
      - ALL
volumeMounts:
  - name: tmp
    mountPath: /tmp
    # mount separato per lo storage scrivibile, con noexec applicato a livello di nodo
  - name: agent-config
    mountPath: /etc/agent
    readOnly: true

3. Egress default-deny


Un agente compromesso o manipolato tramite prompt injection che possa raggiungere qualunque host su Internet è un rischio enorme: esfiltrazione dati, comando e controllo, o accesso agli endpoint di metadata del cloud provider (il classico 169.254.169.254, spesso usato per rubare credenziali IAM). La difesa è una NetworkPolicy Kubernetes default-deny in uscita, con eccezioni esplicite solo verso ciò che serve realmente:

apiVersion: networking.k8s.io/v1
kind: NetworkPolicy
metadata:
  name: ai-agent-default-deny-egress
  namespace: agents
spec:
  podSelector:
    matchLabels:
      app: ai-agent
  policyTypes:
    - Egress
  egress:
    # consente solo DNS e il proxy autenticato interno
    - to:
        - namespaceSelector: {}
      ports:
        - protocol: UDP
          port: 53
    - to:
        - podSelector:
            matchLabels:
              app: egress-proxy
      ports:
        - protocol: TCP
          port: 8080
---
apiVersion: networking.k8s.io/v1
kind: NetworkPolicy
metadata:
  name: block-cloud-metadata
  namespace: agents
spec:
  podSelector:
    matchLabels:
      app: ai-agent
  policyTypes:
    - Egress
  egress:
    - to:
        - ipBlock:
            cidr: 0.0.0.0/0
            except:
              - 169.254.169.254/32

Le connessioni realmente necessarie devono passare attraverso un proxy autenticante con allowlist basata su FQDN, con logging completo di ogni richiesta e dell’identità utente associata: in questo modo ogni chiamata in uscita è tracciabile e limitata a destinazioni note.

4. Nessun segreto persistente


Iniettare segreti tramite variabili d’ambiente, file di configurazione o, peggio, direttamente nel context window del modello è una pratica rischiosa: un agente che legge il proprio ambiente, o che viene indotto a farlo tramite prompt injection, può esfiltrare quei segreti con facilità.

L’approccio consigliato è il token brokering per singolo task, con TTL molto brevi (minuti, non ore) e revoca esplicita al completamento del task, non solo alla scadenza naturale:

  • ogni task riceve un token appena sufficiente per l’operazione richiesta;
  • il token viene revocato non appena il task termina, indipendentemente dalla sua scadenza nominale;
  • ogni emissione di segreto viene registrata con l’identità dell’utente umano che ha originato la richiesta.

Strumenti come Azure Key Vault (con identità gestite e token a vita breve) o soluzioni dedicate di secret brokering per workload agentic vanno preferiti rispetto a qualunque forma di credential injection statica.

5. Controllo della supply chain dei pacchetti


Un agente con capacità di installare pacchetti (npm, pip, NuGet) durante l’esecuzione è una superficie di attacco enorme, soprattutto se può installare da repository VCS arbitrari o eseguire script di post-install non controllati. I controlli minimi:

  • uso di repository proxy interni (Artifactory o equivalente) come unica fonte consentita;
  • blocco esplicito delle installazioni da URL o VCS diretti (es. pip install git+https://...);
  • abilitazione di ignore-scripts=true per prevenire l’esecuzione di script post-install, un vettore di attacco noto nell’ecosistema npm;
  • verifica dell’hash dei pacchetti installati.


# .npmrc per l'ambiente dell'agente
registry=https://artifactory.contoso.com/api/npm/npm-proxy/
ignore-scripts=true
audit=true

Validare i controlli con test automatici, non con documentazione


Il consiglio più pratico dell’articolo è forse questo: questi cinque controlli vanno implementati come test case automatici nella pipeline CI/CD, non lasciati a una checklist di sicurezza scritta a mano. Alcuni esempi di assertion da includere:

  • un chiamante non autenticato deve essere rifiutato;
  • un tentativo di scrittura su file di configurazione nascosti (dotfile) deve fallire;
  • ogni connessione in uscita non allowlisted deve essere bloccata e loggata;
  • nessun segreto deve essere presente nelle variabili d’ambiente del processo agente;
  • l’endpoint di metadata cloud deve risultare irraggiungibile;
  • un’installazione di pacchetto da VCS diretto deve essere bloccata dal proxy.


Conclusione


Gli agenti AI non introducono nuovi principi di sicurezza: richiedono di applicare con rigore quelli che già conosciamo — least privilege, isolamento, gestione dei segreti a vita breve, egress controllato — a un tipo di workload che, per sua natura, esegue codice e prende decisioni sulla base di input non completamente prevedibili. Chi gestisce infrastrutture Kubernetes o Azure ha già gli strumenti per implementare questi controlli; il passo mancante, spesso, è semplicemente la decisione di applicarli con la stessa serietà riservata a qualunque altro workload che esegue codice non fidato.

Fonte originale: “5 Infrastructure Controls for Securing AI Agents” su DZone.


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Critical MLflow Flaw Lets Attackers Steal Cloud Credentials via Webhook Redirects
#CyberSecurity
securebulletin.com/critical-ml…
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Se tua madre è russa, adesso devi chiedere scusa per Putin
#PoliticalNotes

ilglobale.it/2026/08/se-tua-ma…
@politica

in reply to N_{Dario Fadda}

hai ragione, ma io personalmente faccio fatica. Guardo la persona di fronte a me e penso che potrebbe essere uno di loro. Se poi è un turista penso che mentre i suoi concittadini vengono ammazzati (o ammazzano) lui è in giro a spassarsela. Insomma, so che probabilmente non ha colpe, ma non riesco a essere razionale.
Mi è capitato con degli ucraini in vacanza, non riuscivo a capire come potessero divertirsi mentre i loro compatrioti morivano in guerra. Che schifo la guerra.
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Un agente AI è un sistema distribuito, non un chatbot: pattern di durable orchestration in .NET
#tech
spcnet.it/un-agente-ai-e-un-si…
@informatica


Un agente AI è un sistema distribuito, non un chatbot: pattern di durable orchestration in .NET


Negli ultimi mesi molti team hanno scoperto a proprie spese che il problema più grande di un agente AI in produzione non è la qualità del prompt, ma la sua affidabilità operativa. Un articolo recente su DZone, “Your AI Agent Is a Distributed System, Not a Chatbot”, mette a fuoco un punto che chi progetta sistemi backend conosce bene da anni: se un componente deve sopravvivere a crash, timeout, retry e attese umane di ore, non puoi trattarlo come una semplice chiamata sincrona a un modello. Devi trattarlo come un sistema distribuito, con tutto ciò che questo comporta: stato persistente, checkpoint, idempotenza e recovery.

In questo articolo riprendiamo quei concetti e li caliamo nella pratica con .NET, mostrando come Azure Durable Functions (o alternative come Temporal) permettano di costruire agenti AI multi-step che non perdono lo stato quando qualcosa va storto — cosa che, in produzione, prima o poi succede sempre.

Perché un chatbot stateless non basta


Un chatbot classico è un ciclo request/response: l’utente scrive, il modello risponde, fine. Un agente AI enterprise, invece, tipicamente deve:

  • orchestrare più chiamate a modelli e strumenti in sequenza o in parallelo;
  • interrogare sistemi esterni (CRM, ticketing, knowledge base, database);
  • attendere l’approvazione di un umano, che può richiedere minuti oppure ore;
  • gestire fallimenti parziali senza dover ripartire da zero;
  • garantire che un’azione con effetti collaterali (un rimborso, un invio email, una scrittura su un sistema esterno) non venga eseguita due volte per colpa di un retry.

Nessuno di questi requisiti è nuovo: sono gli stessi problemi che i sistemi distribuiti risolvono da decenni con pattern come saga, checkpointing e idempotency key. La differenza è che oggi il “servizio downstream” spesso è un LLM, e la latenza dominante non è più quella di rete, ma quella dell’attesa umana.

Durable orchestration: lo stato che sopravvive al crash


Il pattern architetturale proposto è un runtime di orchestrazione durevole, che mantiene lo stato del workflow indipendentemente dal ciclo di vita del processo che lo esegue. In .NET, l’implementazione più diretta è Azure Durable Functions, che introduce tre concetti chiave:

  • Orchestrator function: decide “cosa succede dopo”, applica le retry policy e coordina le chiamate, ma non esegue lavoro con effetti collaterali direttamente;
  • Activity function: esegue il lavoro reale (chiamata al modello, query, side effect) ed è il livello dove si applica l’idempotenza;
  • Checkpointing automatico: dopo ogni `await`, il runtime salva lo stato dell’orchestrazione, così un crash del processo non fa perdere il progresso già fatto.

Un’alternativa nota, citata anche nell’articolo originale, è Temporal, che applica lo stesso principio con un modello di programmazione simile ma un runtime a sé stante, spesso preferito in contesti multi-linguaggio o Kubernetes-native.

Il pattern fan-out/fan-in per agenti multipli


Quando un task richiede il contributo di più agenti specializzati (per esempio: un agente diagnostico, uno di ricerca sulla knowledge base, uno che consulta lo storico dei casi e uno che verifica le policy aziendali), il pattern corretto è il fan-out/fan-in: l’orchestratore lancia tutte le attività in parallelo e aggrega i risultati solo quando sono tutte terminate.

Ecco un esempio realistico in C# con il modello isolato di Azure Functions, ispirato agli esempi ufficiali Microsoft:

[Function("SupportInvestigationOrchestrator")]
public static async Task<InvestigationResult> Run(
    [OrchestrationTrigger] TaskOrchestrationContext context)
{
    var caseId = context.GetInput<string>();

    // Fan-out: 4 agenti specializzati lanciati in parallelo
    var diagnosticTask = context.CallActivityAsync<AgentFinding>(
        "RunDiagnosticAgent", caseId);
    var knowledgeTask = context.CallActivityAsync<AgentFinding>(
        "RunKnowledgeSearchAgent", caseId);
    var historyTask = context.CallActivityAsync<AgentFinding>(
        "RunHistoricalCaseAgent", caseId);
    var policyTask = context.CallActivityAsync<AgentFinding>(
        "RunPolicyAgent", caseId);

    // Fan-in: si attende che tutti i task completino
    AgentFinding[] findings = await Task.WhenAll(
        diagnosticTask, knowledgeTask, historyTask, policyTask);

    // Sintesi della raccomandazione finale
    var recommendation = await context.CallActivityAsync<Recommendation>(
        "SynthesizeRecommendation", findings);

    return new InvestigationResult(caseId, findings, recommendation);
}

Il vantaggio rispetto a un semplice `Task.WhenAll` in un servizio stateless è che, se il processo host crasha mentre due agenti su quattro hanno già risposto, l’orchestrazione riparte dal checkpoint e non richiama gli agenti già completati.

Human-in-the-loop senza tenere aperta la compute


Il collo di bottiglia più comune non è il modello, ma l’attesa di un’approvazione umana. Un workflow che tenesse una funzione serverless “in ascolto” per ore sarebbe insostenibile in termini di costo e di timeout. Il pattern corretto è sospendere l’orchestrazione in attesa di un evento esterno:

[Function("SupportInvestigationOrchestrator")]
public static async Task<InvestigationResult> Run(
    [OrchestrationTrigger] TaskOrchestrationContext context)
{
    // ... fan-out/fan-in come sopra ...

    await context.CallActivityAsync("NotifyHumanReviewer", recommendation);

    // Il workflow si sospende senza consumare risorse compute
    // fino a quando l'evento non arriva, anche dopo diverse ore
    var decision = await context.WaitForExternalEvent<HumanReviewDecision>(
        "HumanReviewCompleted");

    if (decision.Approved)
    {
        await context.CallActivityAsync("ApplyResolution", recommendation);
    }

    return new InvestigationResult(caseId, findings, recommendation, decision);
}

L’evento viene “consegnato” all’orchestrazione in pausa tramite una chiamata separata (per esempio da una Function HTTP-triggered collegata a un pulsante “Approva” nella UI), e il runtime si occupa di riprendere l’esecuzione esattamente dal punto in cui era stata sospesa.

Idempotenza: il vero rischio nascosto


Un runtime durevole garantisce tipicamente semantica at-least-once: dopo un crash, un’attività può essere rieseguita. Questo va benissimo per operazioni pure (una query di lettura), ma è pericoloso per operazioni con side effect (un rimborso, un invio email, una scrittura irreversibile). Il momento critico è il cosiddetto crash window: l’intervallo tra il completamento effettivo di un’azione e il salvataggio del suo checkpoint.

La soluzione è associare a ogni operazione critica una idempotency key deterministica, così che una riesecuzione accidentale venga riconosciuta e ignorata a livello applicativo:

[Function("ApplyGoodwillRefund")]
public static async Task ApplyGoodwillRefund(
    [ActivityTrigger] RefundRequest request)
{
    string idempotencyKey = $"{request.CaseId}:goodwill-refund";

    if (await _paymentService.WasAlreadyProcessedAsync(idempotencyKey))
    {
        return; // operazione già eseguita, nessun effetto collaterale duplicato
    }

    await _paymentService.ProcessRefundAsync(request, idempotencyKey);
}

Questo pattern, ben noto a chi lavora con gateway di pagamento, va applicato sistematicamente a ogni activity che tocchi sistemi esterni non idempotenti per natura.

Successo parziale, non tutto-o-niente


Se uno dei quattro agenti fallisce (per esempio, il servizio di knowledge search va in timeout), il sistema non dovrebbe far fallire l’intera indagine. Meglio trattare i risultati come esiti strutturati, distinguendo tra “successo”, “fallito” e “degradato”, e permettere che la sintesi finale proceda comunque, segnalando esplicitamente quali fonti mancano:

public record AgentFinding(
    string AgentName,
    AgentStatus Status,   // Success, Failed, Degraded
    string? Result,
    string? FailureReason);

Questo approccio “graceful degradation” è preferibile a un fallimento totale che obbliga a rieseguire da capo un’indagine costosa in termini di tempo e token consumati.

Osservabilità come requisito di prodotto


In un sistema dove un’indagine può durare ore e coinvolgere quattro o più agenti, la tracciabilità non è un dettaglio tecnico: è parte dell’esperienza utente e, in molti contesti regolamentati, un requisito di audit. Vale la pena tracciare sistematicamente:

  • workflow instance ID, correlation ID e case ID;
  • lo stage corrente e la durata di ogni singolo agente;
  • il numero di retry e il motivo di ogni fallimento;
  • la latenza di revisione umana (spesso il fattore dominante);
  • la tracciabilità delle evidenze usate per la raccomandazione finale, per scopi di audit.


Conclusione


Il messaggio di fondo è semplice ma spesso trascurato: il workflow conta più del prompt. Un agente AI ben progettato non è quello con il prompt più raffinato, ma quello costruito su un runtime capace di sopravvivere a crash, gestire attese umane di ore senza sprecare risorse, ed evitare effetti collaterali duplicati. Per chi lavora nello stack .NET, Azure Durable Functions offre oggi gli strumenti necessari per applicare questi pattern senza dover reinventare un motore di orchestrazione da zero; per contesti poliglotta o già containerizzati, Temporal resta un’alternativa solida con la stessa filosofia.

Fonte originale: “Your AI Agent Is a Distributed System, Not a Chatbot” su DZone.


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✨ Handala: lo spionaggio iraniano del MOIS che si finge amico dei giornalisti su WhatsApp
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/handal…

@informatica


Handala: lo spionaggio iraniano del MOIS che si finge amico dei giornalisti su WhatsApp


Si parla di:
Toggle

Da due anni si spacciava per movimento hacktivista filo-palestinese. Il Dipartimento di Giustizia americano ha invece confermato ciò che gli analisti sospettavano da tempo: dietro il collettivo “Handala” opera il Ministero dell’Intelligence iraniano (MOIS), e il suo bersaglio attuale sono i giornalisti israeliani, contattati su WhatsApp e Telegram con la stessa cura con cui si costruisce una fonte, per rubare loro le credenziali e, in alcuni casi, l’intero telefono.

Lo Shin Bet e l’Autorità nazionale per la cybersicurezza israeliana hanno diffuso il 16 agosto 2026 un avviso congiunto, raro per esplicitezza, in cui si afferma che “gli operativi dell’intelligence iraniana stanno tentando di raccogliere informazioni sensibili su sviluppi politici e di sicurezza, ottenere accesso a fonti giornalistiche, materiali di lavoro e corrispondenza”. Non è un’allerta generica: arriva dopo mesi di segnalazioni da parte di redazioni come Haaretz, i cui cronisti sono stati impersonati per avvicinare colleghi e contatti.

Chi è davvero Handala


Il nome richiama la celebre vignetta del fumettista palestinese Naji al-Ali, e per due anni il brand “Handala Hack Team” ha coltivato un’immagine da collettivo hacktivista indipendente, rivendicando data breach e defacement contro obiettivi israeliani sui propri canali Telegram. È la stessa tattica di copertura vista in altri cluster iraniani — un layer “civile” che permette a Teheran di condurre operazioni offensive negando plausibilmente il coinvolgimento statale, mentre online si costruisce consenso e narrativa a supporto della causa filo-palestinese.

A marzo 2026 il Dipartimento di Giustizia USA ha reso pubblica un’incriminazione che collega individui operanti sotto l’ombrello Handala al MOIS, inquadrando le loro attività in un più ampio programma di “operazioni psicologiche cyber-abilitate” — disinformazione, intimidazione e raccolta di intelligence combinate nello stesso apparato. Lo stesso ecosistema di attori legati a Teheran è stato osservato a marzo colpire con un wiper l’azienda Stryker e violare la casella di posta personale del direttore dell’FBI, segno di un’operatività che spazia dal sabotaggio industriale allo spionaggio mirato su singole persone.

Come funziona l’avvicinamento


La campagna descritta da Shin Bet non punta a exploit zero-day, ma a ingegneria sociale paziente e su misura, costruita specificamente attorno al mestiere del giornalista. Gli operatori contattano il bersaglio fingendosi conoscenti, colleghi o addirittura firme note — tra i nomi usati come esca, secondo le ricostruzioni giornalistiche, anche quello del noto reporter Barak Ravid — con proposte di collaborazione, richieste di intervista o l’offerta di materiale esclusivo su sviluppi politici e militari, l’esca perfetta per chi vive di scoop.

Da lì si dipartono tre vettori distinti, spesso combinati nella stessa conversazione:

  • Link a pagine di login contraffatte che imitano Google, per catturare credenziali dell’account principale e, con esso, l’accesso a mail, contatti e cronologia dei documenti condivisi;
  • Link a Google Drive falsificati che rimandano a documenti “esclusivi” ma in realtà instradano verso pagine di raccolta credenziali identiche a quelle originali;
  • File malevoli inviati come allegati — presunti dossier, registrazioni o documenti di interesse — che una volta aperti concedono accesso completo al dispositivo mobile, inclusi messaggistica, microfono e geolocalizzazione.

L’obiettivo dichiarato dalle autorità israeliane non è solo la singola casella di posta: è la ricostruzione della rete di fonti del giornalista, l’accesso a materiali di lavoro non ancora pubblicati e, in prospettiva, la possibilità di alimentare operazioni di influenza usando conversazioni sottratte, come già avvenuto in altri episodi in cui gruppi legati a Teheran hanno pubblicato messaggi privati rubati per screditare bersagli israeliani.

Perché conta per chi si occupa di difesa


Il caso Handala è un promemoria scomodo per chi lavora in redazioni, ONG e uffici stampa che trattano materiale sensibile su Medio Oriente: l’anello debole non è quasi mai l’infrastruttura tecnica, ma la fiducia interpersonale che il mestiere stesso richiede di concedere a sconosciuti. Un attaccante di livello statale che parla la lingua del settore — propone uno scoop, cita eventi reali, imita lo stile di un collega — supera in un colpo solo gran parte delle difese tecniche standard, perché la vittima interagisce volontariamente con il contenuto malevolo.

Per i team di sicurezza che proteggono realtà editoriali o organizzazioni esposte, le raccomandazioni diffuse da Shin Bet restano il primo presidio praticabile:

  • Verificare l’identità di chi propone collaborazioni o interviste tramite un canale separato da quello di primo contatto, prima di aprire qualunque link o allegato;
  • Non inserire mai credenziali dopo aver seguito un link ricevuto in chat, per quanto il mittente sembri legittimo — meglio digitare manualmente l’indirizzo del servizio;
  • Attivare l’autenticazione a due fattori tramite app authenticator (non SMS) su tutti gli account di posta e cloud storage;
  • Impostare indirizzi di recupero account separati e monitorati;
  • Segmentare i dispositivi usati per il lavoro giornalistico da quelli personali, quando possibile, e mantenere aggiornati i sistemi operativi mobili.

Handala dimostra ancora una volta come i confini tra hacktivismo, spionaggio statale e guerra dell’informazione si siano ormai dissolti: lo stesso gruppo che rivendica breach “per la causa” su Telegram può, il giorno dopo, star raccogliendo materiale per un dossier destinato ai servizi. Per i difensori, l’unica postura sensata è trattare ogni contatto non sollecitato — anche il più credibile — come potenzialmente ostile.

Indicatori e riferimenti

Attore: Handala (Handala Hack Team) — collegato al MOIS iraniano
Vettori: WhatsApp, Telegram
TTP: impersonificazione di giornalisti/contatti noti, phishing credenziali Google,
     Google Drive link contraffatti, allegati malevoli per compromissione mobile
Target: giornalisti e figure pubbliche israeliane (es. redazioni come Haaretz)
Incriminazione USA: marzo 2026 (Dipartimento di Giustizia, MOIS)
Allerta ufficiale: Shin Bet + National Cyber Directorate, 16 agosto 2026
Canale di segnalazione IL: hotline 119 (National Cyber Directorate)

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Escuelita Tecnopolítica


Fundación Rosa Luxemburgo, jueves, 17 de septiembre, 17:00 GMT-3 👾 VENITE A LA ESCUELITA TECNOPOLÍTICA 👾 📣 Durante septiembre, desde el Polo Técnico de Izquierda, el Partido Interdimensional Pirata (@piratas.caba) y Sutty (@sutty.web), vamos a estar desarrollando una serie de encuentros en la Fundación Rosa Luxemburgo para formarnos colectivamente en torno las transformaciones tecnológicas del capitalismo y luchas que se abren para la clase trabajadora y los sectores populares 🦾🫀 🧑🏻‍💻 La prim
Set 17
Escuelita Tecnopolítica
Gio 22:00 - Mar 23:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

👾 VENITE A LA ESCUELITA TECNOPOLÍTICA 👾

📣 Durante septiembre, desde el Polo Técnico de Izquierda, el Partido Interdimensional Pirata (@piratas.caba) y Sutty (@sutty.web), vamos a estar desarrollando una serie de encuentros en la Fundación Rosa Luxemburgo para formarnos colectivamente en torno las transformaciones tecnológicas del capitalismo y luchas que se abren para la clase trabajadora y los sectores populares 🦾🫀

🧑🏻‍💻 La primer semana (1 y 3/9), a cargo del Polo Técnico, tendrá que ver con la prefiguación tecnológica como un modo de hacer antagónico a la tecnovigilancia capitalista, y con las posibilidades de que haya un control obrero/popular del desarrollo tecnológico.

🤖 La segunda semana (15 y 17/9), siguiendo con este marco, el Partido Pirata va a propiciar un taller de autodefensas digitales y una propuesta de investigación alrededor de la lucha cognitiva y las campañas de desinformación extendidas en las redes sociales.

🦿 Finalmente, la última semana (29/9 y 1/10), la cooperativa Sutty cerrará con la apuesta programática con la invitación a desarrollar nuestros propios servidores y a construir redes sociales libres y descentralizadas.

✍🏽 Todos los encuentros son de 17 a 20hs en la sede de la Fundación: Santiago del Estero 1148, CABA.

🖥 Link a la página con toda la información y formulario de inscripción.

¡Te esperamos!

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Für eine Recherche suche ich nach Menschen, die heimlich mit Smart Glasses gefilmt wurden. Falls euch das passiert ist oder ihr Menschen kennt, die damit Erfahrungen gemacht haben, meldet euch gerne per DM oder Mail bei mir. 🕶️
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Kann man KI-Brillen wie die von Meta in Deutschland verbieten?

⚖️ Spoiler: Ja, könnte man.

🎪 Aber die Bundesnetzagentur, die das könnte, sieht dafür keinen Anlass.

💡 In der Hauptrolle bei dieser Posse: Ein Lämpchen.

Mehr zu den Hintergründen und dem aktuellen Stand:

netzpolitik.org/2026/heimliche…

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In Deutschland mehren sich die Stimmen, die wegen der heimlichen Überwachung ein Verbot der KI-Brillen fordern. Doch vorerst wird der Vormarsch von Metas Brille wohl nicht von Behörden gestoppt.

netzpolitik.org/2026/heimliche…

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Argentina: la diffusione incontrollata della sorveglianza basata sull'intelligenza artificiale rafforza un'infrastruttura tecno-autoritaria di controllo sociale.

L'uso sempre più diffuso delle tecnologie di sorveglianza in Argentina durante i primi due anni dell'amministrazione di Javier #Milei ha contribuito ad ampliare le capacità di sorveglianza statale, la profilazione e le rappresaglie nel Paese, creando un effetto dissuasivo sui diritti alla privacy e alla libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione, ha affermato #Amnesty International in un nuovo rapporto pubblicato oggi.

amnesty.org/en/latest/news/202…

@eticadigitale

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☕ CYBERBRIEFING — Mercoledì 19 agosto 2026

👉 Leggi tutti gli aggiornamenti delle ultime 24 ore:
ilpuntocyber.rfeed.it/article.…

#newsletter #cybersecurity
@informatica

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Die Überwachung hat bereits Einfluss auf die Mode.

digitalcamouflage.org/

Hintergrund sind Adversarial Attacks. Wer gegen einen Algorithmus trainieren kann, kann ein Bild so verändern, dass der Score maximal wird. Geht auch mit kleinen Änderungen.

de.wikipedia.org/wiki/Adversar…

Statt in Kameras hätte Berlin besser in die Sicherheit seiner Netze investiert.

#ai #uberwachung #surveillance #digitaleselbstbestimmung #Berlin

Questa voce è stata modificata (20 ore fa)
in reply to Thomas Fricke (he/his)

Ist von @dlvr und es gab auch einen Artikel bei @netzpolitik_feed

netzpolitik.org/2026/protest-k…

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Das jüngst in Frankreich beschlossene Social-Media-Verbot für Minderjährige ist aus mehreren Gründen verfassungswidrig. Hier erklären Jurist*innen, welche Spielräume Präsident Emmanuel Macron noch hat – und was das für Deutschland heißt.

netzpolitik.org/2026/verfassun…

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Auf den letzten Metern hat der Verfassungsrat das französische Social-Media-Verbot gestoppt.

🌰 Wo liegt das Problem?
🔭 Ist das Vorhaben vom Tisch?
🥔 Was heißt das für die Debatte in Deutschland?

Hier kommt der Explainer mit Einschätzungen von zwei Jurist*innen.

netzpolitik.org/2026/verfassun…

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Ein geplantes Gesetz soll mehr Automatisierung in #BAMF, Ausländerbehörden und Co. bringen. Die Integrationsbeauftragte begrüßt den #KI-Einsatz in der Migrationsverwaltung. Doch Menschenrechtsorganisationen warnen vor Diskriminierung und Entscheidungen über Menschenleben.

netzpolitik.org/2026/ki-in-der…

#ki #bamf
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Argentinien baut unter Präsident Milei die Massenüberwachung aus – sowohl politisch wie technisch. Ein neuer Bericht von Amnesty International beklagt deswegen erhebliche Gefahren für Meinungs- und Versammlungsfreiheit in dem südamerikanischen Land.

netzpolitik.org/2026/argentini…

in reply to netzpolitik.org

»Palantir-Gründer Thiel steigt bei argentinischem Ölkonzern ein«

derstandard.de/story/300000033…

»Was macht Tech-Autokrat Peter Thiel in Argentinien?«

fr.de/politik/peter-thiel-in-a…

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Meshtastic, comunicación libre y comunitaria. Charla - taller. Coordina: Daniel


Biblioteca Popular aime paine, sábado, 29 de agosto, 18:30 GMT-3 # Meshtastic ## Temas - Introducción a Meshtastic - Qué es Meshtastic y para qué sirve - Origen e historia del proyecto - Redes Mesh y comunicación descentralizada - Tecnología LoRa - Bandas ISM y regulación de 915 MHz - Diferencias entre LoRa y LoRaWAN - Parámetros de radio (SF, BW y CR) - Modem Presets y elección según el escenario - Arquitectura de red Meshtastic - Flooding, retransmisión y Hop Limit - Roles de los
Ago 29
Meshtastic, comunicación libre y comunitaria. Charla - taller. Coordina: Daniel
Sab 23:30 - 1:30 Europe/Rome
Vagancio Pirato

# Meshtastic

## Temas

- Introducción a Meshtastic

- Qué es Meshtastic y para qué sirve

- Origen e historia del proyecto

- Redes Mesh y comunicación descentralizada

- Tecnología LoRa

- Bandas ISM y regulación de 915 MHz

- Diferencias entre LoRa y LoRaWAN

- Parámetros de radio (SF, BW y CR)

- Modem Presets y elección según el escenario

- Arquitectura de red Meshtastic

- Flooding, retransmisión y Hop Limit

- Roles de los nodos (Client, Router, Repeater, Tracker, etc.)

- Hardware compatible

- Comparativa de placas populares (Heltec, T-Beam, RAK, T-Echo)

- Chips LoRa SX1276 y SX1262

- Alimentación y baterías (LiPo, Li-Ion, LiFePO₄, 18650)

- Consumo energético y autonomía

- Energía solar para nodos fijos

- Cases, cajas estancas y kits

- Firmware Meshtastic (Instalación y configuración)

- Recomendaciones prácticas para desplegar una primera red Meshtastic

- Espacio para preguntas.

Questa voce è stata modificata (1 giorno fa)

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Kasa La Gomera, martes, 25 de agosto, 16:00 GMT-3 Porque la revolucion es mirarnos a los ojos,es intercambiar ideas,es enriquecernos el unx al otrx mediante la voz,la palabra,la lectura y la complicidad.por eso nunca perdamos el Encuentro y el Trabajo Colectivo! Lxs esperamos!! Salud!!!
Ago 25
Leyendo el Kaos
Mar 21:00 - 0:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato
Porque la revolucion es mirarnos a los ojos,es intercambiar ideas,es enriquecernos el unx al otrx mediante la voz,la palabra,la lectura y la complicidad.por eso nunca perdamos el Encuentro y el Trabajo Colectivo!
Lxs esperamos!!
Salud!!!

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Casa Socialista de Almagro, sábado, 22 de agosto, 17:00 GMT-3 Organizan: @[url=http://cybercirujas.club]cybercirujas.club[/url] @tecsoro @elsovietista @izquierdadiario @sutty.web RLab Twitter @_rlab <CONVERSATORIOS> 18:00 -- "Bases para la creación de contenido vertical para redes sociales" (Lissandro) 19.00 -- "Mapeo de alternativas al capitalismo de plataformas: potencias, límites y algunas pistas para la imaginación política" (Angela Menchón y Daniel Brailovsky) 20.00 -- "Sutty. Plataforma
Ago 22
TERTULIA HACKTIVISTA - Debates sobre tecnologías digitales
Sab 22:00 - Dom 15:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Organizan: @cybercirujas.club @tecsoro @elsovietista @izquierdadiario @sutty.web RLab Twitter @_rlab

<CONVERSATORIOS>
18:00 -- "Bases para la creación de contenido vertical para redes sociales" (Lissandro)
19.00 -- "Mapeo de alternativas al capitalismo de plataformas: potencias, límites y algunas pistas para la imaginación política" (Angela Menchón y Daniel Brailovsky)
20.00 -- "Sutty. Plataforma para sitios web seguros orientada a organizaciones y colectivos" (Sutty)
21:00 -- "Peter Thiel y el gemelo digital. Las nuevas derechas y las tecnologías digitales, cuál es su plan y cómo los enfrentamos" (LID -La Izquierda Diario)

<MÚSICA EN VIVO>
22:00 - Dead Guy
22:30 - Uctumi @uctumiok
23:00 - Montsrl @montsrl
00:00 - Geikha @geikha_

<FERIAS>
Tecsoro @tecsoro
Regina Azteca @regina_azteca

<POSTAS/STANDS>
Cybercirujas @cybercirujas.club
Rlab
Ediciones IPS @edicionesips
Sutty @sutty.web

<VISUALES>
GlitchAndro @glitchandro
Maca Bicha @maca.bicha

Lxs esperamos
Entrada: bono contribución (no excluyente) $5.000

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Un Lugar Aparte Club Cultural, viernes, 4 de septiembre, 21:00 GMT-3 MUERE MONSTRUO MUERE 2026 Volver a las bases: Mostros, FX y Gore! Proyectamos: Maniac Cop 2 (1990) dirigida por William Lustig. Porque las segundas partes siempre son mejores que las primeras y peores que las terceras! "15 minutos de"... Dónde invitaremos a amigos a curar 15 minutos de material audiovisual, en esta ocasión contaremos con la presencia del gran amigo del alma: @hernanpanessi Torneo de Cicus Charlie! 🎪 Qu
Set 5
MUERE MONSTRUO MUERE 2026
Sab 2:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

MUERE MONSTRUO MUERE 2026

Volver a las bases: Mostros, FX y Gore!

Proyectamos: Maniac Cop 2 (1990) dirigida por William Lustig.

Porque las segundas partes siempre son mejores que las primeras y peores que las terceras!

"15 minutos de"...

Dónde invitaremos a amigos a curar 15 minutos de material audiovisual, en esta ocasión contaremos con la presencia del gran amigo del alma:

@hernanpanessi

Torneo de Cicus Charlie! 🎪

Quien sobreviva a los temibles aros de fuego montado a un león pintado como payaso se llevará los laureles.

Y como siempre locuras audiovisuales.

Tendremos nuestra clásica FERIA con los puesto s más ñoños del condado!

¿Cuándo? 📅 04/09 a las 21:00hs

¿Dónde? 📍 @unlugaraparte Un lugar Aparte Juan Ramírez de Velasco 710 CABA

¿Cuánto sale? 💰

Anticipadas $8.000

En puerta $10.000

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Centro Cultural Recoleta, jueves, 20 de agosto, 19:00 GMT-3 Este Jueves 20/8 lxs invitamos a nuestro retorno a Buenos Aires junto a @stellan_veloce en el @elrecoleta Nos emociona muchísimo traerles este concierto que venimos preparando hace muchos meses y será un gran honor compartirlo con ustedes en el Laboratorio de Investigación y Producción Musical del Centro Cultural Recoleta. Enormes agradecimientos a @alemaniaenargentina @[url=http://minz.gmbh]minz.gmbh[/url] @youngeuroclassic @elrecol
Ago 21
ni_va ensable + Stellan Veloce: impro electrónica y violoncello
Ven 0:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Este Jueves 20/8 lxs invitamos a nuestro retorno a Buenos Aires junto a @stellan_veloce en el @elrecoleta

Nos emociona muchísimo traerles este concierto que venimos preparando hace muchos meses y será un gran honor compartirlo con ustedes en el Laboratorio de Investigación y Producción Musical del Centro Cultural Recoleta.

Enormes agradecimientos a @alemaniaenargentina @minz.gmbh @youngeuroclassic @elrecoleta al LIPM y @artesmusicales.una por el apoyo para hacer posible los conciertos 🙏

📆 Jueves 20 de Agosto, 19hs

📍 Laboratorio de Investigación y Producción Musical (LIPM), Centro Cultural Recoleta, Junín 1930

🎟️ Entrada gratuita!

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La Cigale Bar, viernes, 21 de agosto, 23:55 GMT-3 BAUHAUS #38 VIERNES 21 DE AGOSTO @lacigalebar 25 de Mayo 597, CABA nos encontramos a bailar para hacerle frente a estos días nublados y fríos, juntándonos a crear nuestro propio clima cálido alrededor de un fuego de sonidos, pantallas y cuerpos en movimiento 🔥 ★ en vivo ★ Fraxu @fraxufraxu Jugo de Basura @gujodesabura El Fraude Maldiva @elfraudemaldiva ★ visuales analógicas con teles ★ Yugoslavia TV @[url=http://yugoslavia.tv]yugosla
Ago 22
BAUHAUS #38
Sab 4:55 Europe/Rome
Vagancio Pirato

BAUHAUS #38

VIERNES 21 DE AGOSTO

@lacigalebar 25 de Mayo 597, CABA

nos encontramos a bailar para hacerle frente a estos días nublados y fríos, juntándonos a crear nuestro propio clima cálido alrededor de un fuego de sonidos, pantallas y cuerpos en movimiento 🔥

★ en vivo ★

Fraxu @fraxufraxu

Jugo de Basura @gujodesabura

El Fraude Maldiva @elfraudemaldiva

★ visuales analógicas con teles ★

Yugoslavia TV @yugoslavia.tv

★ feria ★

Fix @yosoyfix

Escarabajo Azul @escarabajoazul.cosmetica

Pancites @pancites.tienda

★ host y producción ★

Sofía Zeta @sofiazetaediciones

★ ambienta ★

Radio Bauhaus @radio_bauhaus

anticipadas 10mil o promo 2x15mil al alias CICLOBAUHAUS

nos vemos ahí ❤️

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Multiespacio pasco, lunes, 24 de agosto, 20:00 GMT-3 ¡Lunes de locura, ensayo y diversión! ✨❤️‍🔥 Ensaya con Locxs es una nuestra propuesta de roles libres y para todos los niveles, para que nutras tu tango: ¡principiantes bienvenidxs! Te invitamos a jugar y bailar sin preocuparnos por repetir pasos o secuencias, relajadxs y disfrutando. Con Gon entramos en calor: nos aflojamos, jugamos, probamos el movimiento sin exigencia. Con Ariel bajamos a tierra: técnica, detalle, eso que te viene inqu
Ago 25
Ensaya con Locxs: laboratorio de tango
Mar 1:00 - Mar 1:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

¡Lunes de locura, ensayo y diversión! ✨❤️‍🔥

Ensaya con Locxs es una nuestra propuesta de roles libres y para todos los niveles, para que nutras tu tango: ¡principiantes bienvenidxs!

Te invitamos a jugar y bailar sin preocuparnos por repetir pasos o secuencias, relajadxs y disfrutando.

Con Gon entramos en calor: nos aflojamos, jugamos, probamos el movimiento sin exigencia.

Con Ariel bajamos a tierra: técnica, detalle, eso que te viene inquietando hace rato y todavía no sabías cómo nombrar.

Quien nunca bailó tango se sorprende: de repente se encuentra bailando, sin rigidez, desde el juego y la conexión consigo y con el resto. Quien ya baila encuentra otras formas de llegar al abrazo, de proponer e interpretar en un diálogo continuo, de investigar el movimiento desde otro lado.

Contribución a voluntad, valor sugerido $5.000. El 30% va a la olla popular Nora Cortiñas, y si querés podés traer también un alimento no perecedero. Si no podés contribuir, no importa: ¡tu presencia suma un montón!

📅 Todos los lunes · arrancamos el 10 de agosto

🕘 20 a 22 hs

📍 Multiespacio Pasco — Pasco 689 @elmultipasco

🎟 A la gorra · sugerido $5.000 · el 30% se dona a la Olla Nora Cortiñas

Vení como sos, probá como quieras.

#EnsayaConLocxs #EnsayoTango #PracticaDeTango

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Clean-Up on Aisle Three: New Jersey Becomes Third State to Regulate Data-Driven Pricing This Year
fpf.org/blog/clean-up-on-aisle…
@privacy
Few areas of privacy and technology policy have attracted as much legislative attention this year as data-driven pricing or “surveillance pricing.” On August 4, the Senate Judiciary Committee held a hearing—“Your Data, Their Profit: The Consumer Cost of AI

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Av. Don Pedro de Mendoza 1667, La Boca, sábado, 22 de agosto, 15:00 GMT-3 Taller de primeros auxilios para herrerxs y afines‼️ Les invitamos a esta jornada sobre el cuidado de nuestra salud, algo tan importante que muchas veces no sabemos cómo actuar. 👉🏻 ¿Qué vamos a aprender?: • Prevención: Elementos de protección personal, posturas, teléfonos útiles, confección de botiquín, vacuna antitetánica. Cómo actuar ante: • Traumatismos en manos y pies (golpes, objetos incrustados, amputaciones). •
Ago 22
Taller de primeros auxilios para herrerxs y afines
Sab 20:00 - 23:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Taller de primeros auxilios para herrerxs y afines‼️

Les invitamos a esta jornada sobre el cuidado de nuestra salud, algo tan importante que muchas veces no sabemos cómo actuar.

👉🏻 ¿Qué vamos a aprender?:

• Prevención: Elementos de protección personal, posturas, teléfonos útiles, confección de botiquín, vacuna antitetánica.

Cómo actuar ante:
• Traumatismos en manos y pies (golpes, objetos incrustados, amputaciones).
• Quemaduras.
• Hemorragias.
•Traumatismos oculares (golpes, objetos incrustados, lesiones por radiación).

También:
• Descontaminación (productos químicos en la piel).
• RCP

🫂 Valor del taller: Acopio solidario para las ollas comunes y para presxs.
👇🏻
¿Qué podes traer?
🍲 legumbres - aceite - condimentos - arroz - yerba - azucar
🧼 Articulos de limpieza e higiene:
lavandina - jabon - pasta dental - shampoo - papel higienico.

🍎🥐 Invitamos a traer merienda para compartir (preferentemente vegana).

La duración del taller es de aproximadamente 3 horas, venite comodx y no te olvides de traer un cuaderno para tomar apuntes ✍🏻
También podes traer venda/gasa de algodon de 5/7cm para practicar.

Lxs esperamos!

📍Av Don Pedro de Mendoza 1667 (frente a la ribera, al lado de la terminal del 152).

IG: instagram.com/p/Db33QU4IwzN/

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Chinese APT Group Deploys Signed Kernel Rootkit to Hide ‘CoolClient’ Backdoor on Government Networks
#CyberSecurity
securebulletin.com/chinese-apt…
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Four Chained Flaws in Microsoft SCCM Let Any Domain User Seize Full Server Control
#CyberSecurity
securebulletin.com/four-chaine…
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Il filesystem /proc su Linux: la guida completa per il troubleshooting da sistemista
#tech
spcnet.it/il-filesystem-proc-s…
@informatica


Il filesystem /proc su Linux: la guida completa per il troubleshooting da sistemista


Ogni sistemista Linux, prima o poi, si trova davanti a una domanda che top o free non riescono a risolvere del tutto: perché questo processo consuma tanta memoria? Perché una porta risulta occupata ma netstat non mostra nulla? Perché un servizio continua a scrivere su un file che, in teoria, è stato cancellato? La risposta, quasi sempre, si trova in un posto che molti amministratori conoscono solo superficialmente: /proc.

/proc non è una directory come le altre. È un filesystem virtuale, di tipo procfs, generato e mantenuto interamente dal kernel in memoria: non un singolo byte dei suoi contenuti risiede su disco. È, di fatto, una finestra live sullo stato interno del kernel, esposta attraverso strumenti che ogni sistemista già conosce: cat, grep, awk. Comandi come free, ps, top e iostat non fanno altro che leggere e formattare i dati che /proc mette a disposizione: imparare a leggerlo direttamente significa avere accesso alle stesse informazioni, ma senza filtri, e con la possibilità di combinarle in modi che nessun tool preconfezionato offre.

La struttura: due mondi in una directory


/proc contiene sostanzialmente due categorie di contenuti. Da un lato le directory numerate, una per ogni processo in esecuzione (/proc/1234/, dove 1234 è il PID), che espongono lo stato specifico di quel processo. Dall’altro i file di sistema globali, come /proc/meminfo o /proc/cpuinfo, che riflettono lo stato del kernel nel suo complesso, indipendentemente da quale processo li legga.

I file di sistema che contano davvero

/proc/cpuinfo e /proc/stat


/proc/cpuinfo elenca i core logici della CPU con modello, velocità di clock, dimensione della cache e i flag di supporto per estensioni come vmx (virtualizzazione hardware), aes e avx2. Un one-liner molto usato per contare le CPU logiche disponibili è:

grep -c '^processor' /proc/cpuinfo

/proc/stat, invece, espone i contatori di tempo CPU aggregati e per singolo core, suddivisi in colonne: user, nice, system, idle, iowait, irq, softirq. Su un server sotto carico I/O-intensivo, tenere d’occhio la colonna iowait nel tempo è spesso più diagnostico di qualunque dashboard grafica, perché permette di isolare il momento esatto in cui la CPU comincia ad attendere lo storage invece di lavorare.

/proc/meminfo: oltre a “free”


/proc/meminfo è la fonte dati grezza dietro al comando free, ma contiene molti più campi di quelli che free mostra normalmente. Due meritano attenzione particolare: MemAvailable, che indica la memoria realmente disponibile per nuovi processi tenendo conto della cache riclamabile (a differenza di MemFree, che è quasi sempre un numero fuorviante), e Dirty, che riporta quanta memoria contiene dati modificati ancora in attesa di essere scritti su disco — un valore che cresce pericolosamente su sistemi con storage lento e scritture intense.

Per un monitoraggio in tempo reale della pressione di memoria, questo comando è estremamente utile in fase di troubleshooting:

watch -n1 'grep -E "MemAvailable|Dirty|Writeback|SwapFree" /proc/meminfo'

/proc/diskstats, /proc/loadavg, /proc/net/


/proc/diskstats fornisce le statistiche I/O per dispositivo — letture, scritture, settori trasferiti, tempo speso in operazioni — ed è la fonte dietro iostat. /proc/loadavg espone le tre celebri medie di carico a 1, 5 e 15 minuti, mentre /proc/uptime riporta i secondi trascorsi dal boot e il tempo cumulativo di inattività della CPU.

La sottodirectory /proc/net/ merita un capitolo a sé: /proc/net/dev contiene i contatori di byte e pacchetti per ogni interfaccia di rete, /proc/net/tcp e tcp6 elencano tutte le connessioni TCP attive in formato esadecimale, /proc/net/sockstat riassume l’utilizzo dei socket a livello di sistema, e /proc/net/snmp espone contatori SNMP utili per individuare retransmit e fallimenti di connessione anomali.

Il mondo per-processo: /proc/PID/


Qui si trova la parte più preziosa per il debugging quotidiano. Alcuni file chiave:

  • /proc/PID/cmdline — il comando esatto con cui il processo è stato lanciato, con gli argomenti delimitati da byte null.
  • /proc/PID/status — un riepilogo leggibile con UID, GID, utilizzo di memoria e numero di thread. Il campo VmRSS indica la memoria residente effettivamente occupata, mentre VmSwap segnala se (e quanto) il processo è finito in swap.
  • /proc/PID/fd/ — una directory di symlink, uno per ogni file descriptor aperto dal processo. È la base dati su cui si appoggia lsof. Contare i descrittori aperti è semplice: ls /proc/12345/fd | wc -l.
  • /proc/PID/io — la contabilità I/O del processo, con read_bytes e write_bytes che riflettono i dati effettivamente passati al layer di storage.
  • /proc/PID/maps e /proc/PID/smaps — le regioni di memoria mappate dal processo (codice, stack, heap, librerie condivise). smaps va oltre e fornisce, per ogni regione, i dettagli su RSS, PSS e swap.
  • /proc/PID/environ — le variabili d’ambiente al momento del lancio, anch’esse delimitate da byte null.
  • /proc/PID/cwd e /proc/PID/exe — symlink rispettivamente alla directory di lavoro corrente e all’eseguibile su disco. Sono fondamentali per identificare binari che sono stati cancellati o sostituiti mentre il processo era ancora in esecuzione (un classico segnale da cercare dopo un aggiornamento di sicurezza mal gestito).
  • /proc/PID/oom_score e oom_score_adj — il punteggio che l’OOM killer del kernel usa per decidere quale processo terminare per primo in caso di esaurimento memoria. oom_score_adj, con un range da -1000 a 1000, permette di proteggere o “sacrificare” volontariamente un processo specifico.

Due scorciatoie tornano utili spesso: /proc/self/ punta sempre al processo che sta effettuando la lettura, mentre /proc/$$/ punta alla shell corrente all’interno di uno script.

Casi pratici di troubleshooting


Trovare quale processo ha in ascolto una determinata porta (qui la porta 443/0x01BB su IPv6), senza usare ss o lsof:

inode=$(awk '$2 ~ /:01BB$/ {print $10; exit}' /proc/net/tcp6)
ls -l /proc/*/fd/ 2>/dev/null | grep "socket:[$inode]"

Individuare processi che tengono aperti file già cancellati — una causa classica di dischi che risultano pieni pur senza file visibili, perché lo spazio non viene liberato finché il file descriptor resta aperto:
find /proc/*/fd -ls 2>/dev/null | grep '(deleted)'

Ispezionare i contatori di interrupt per CPU, utile per diagnosticare squilibri di IRQ affinity su macchine multi-core:
cat /proc/interrupts | head -20

/proc/sys e il tuning via sysctl


Sotto /proc/sys/ si trovano i file scrivibili che espongono i tunable del kernel — la stessa interfaccia usata da sysctl. Ad esempio, per modificare a caldo la propensione del kernel allo swap:

echo 10 | sudo tee /proc/sys/vm/swappiness

Tra i tunable più comuni: vm.swappiness (0-200, propensione allo swap), net.ipv4.ip_forward (abilitazione dell’IP forwarding), net.core.somaxconn (backlog massimo per i socket in ascolto) e fs.file-max (limite di file descriptor a livello di sistema). Ricordiamo che le modifiche fatte così sono volatili: per renderle permanenti serve intervenire su /etc/sysctl.conf o su un file in /etc/sysctl.d/.

/proc dentro i container


Un punto che genera spesso confusione: /proc è namespace-aware. Dentro un container Docker, la directory mostra il namespace PID del container, non quello dell’host — il PID 1 visto dall’interno è l’entrypoint del container, non l’init dell’host. Attenzione però: campi come quelli di /proc/meminfo o /proc/stat spesso riflettono ancora i totali dell’host e non i limiti imposti dai cgroup al container, un dettaglio che ha tratto in inganno più di un tool di monitoring scritto ingenuamente.

/proc contro /sys: quando usare cosa


/sys (sysfs) è il filesystem virtuale complementare a /proc, ma orientato al modello dei dispositivi del kernel: driver, bus, block device, gestione dell’energia. Un esempio tipico è /sys/devices/system/cpu/cpu0/cpufreq/, che espone i parametri di scaling della frequenza per singolo core. La regola pratica: /proc per processi e stato del kernel a livello di sistema, /sys per configurazione e stato dei dispositivi hardware.

Conclusione


Conoscere /proc non è un esercizio accademico: è uno degli strumenti diagnostici più potenti a disposizione di un sistemista Linux, proprio perché sta sotto ogni tool di monitoring che si finisce per usare quotidianamente. Quando top, free o netstat non bastano — o semplicemente non sono installati sulla macchina compromessa o minimale su cui ci si trova a lavorare — sapere leggere direttamente /proc/meminfo, /proc/PID/status o /proc/net/tcp fa la differenza tra un troubleshooting rapido e ore perse a indovinare. Vale la pena tenere a portata di mano, come riferimento minimo, i file /proc/meminfo, /proc/cpuinfo, /proc/stat, /proc/net/dev e la struttura di /proc/PID/: coprono la stragrande maggioranza dei casi reali di debugging su sistemi in produzione.

Fonte originale: A Guide to Linux /proc Filesystem, LinuxBlog.io


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Crittografia post-quantistica: perché il threat modeling non può più aspettare (con esempi in .NET 10)
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Crittografia post-quantistica: perché il threat modeling non può più aspettare (con esempi in .NET 10)


C’è una minaccia alla crittografia moderna che non richiede un computer quantistico funzionante oggi per essere reale oggi: si chiama “harvest now, decrypt later” (raccogli ora, decifra dopo). Un attaccante con risorse sufficienti — uno stato-nazione, tipicamente — può intercettare e archiviare traffico cifrato con RSA o ECC adesso, per poi decifrarlo tra qualche anno, quando computer quantistici sufficientemente potenti saranno disponibili. Per dati con un ciclo di vita lungo — segreti industriali, cartelle cliniche, comunicazioni diplomatiche, chiavi di firma di lungo periodo — la finestra di esposizione è già aperta, anche se il computer quantistico “rompi-RSA” non esiste ancora.

È in questo contesto che Microsoft ha recentemente pubblicato una guida al threat modeling applicato specificamente alla migrazione verso la crittografia post-quantistica (PQC), invitando organizzazioni e team di sviluppo a non aspettare la disponibilità degli algoritmi per cominciare a muoversi.

Perché serve il threat modeling, e non solo un elenco di algoritmi


Il problema centrale che Microsoft evidenzia non è tecnico in senso stretto, è organizzativo: la maggior parte delle aziende non ha un inventario completo di dove e come viene usata la crittografia nei propri sistemi. Certificati TLS, librerie di firma incorporate in applicazioni legacy, hardware embedded con chiavi hard-coded, protocolli proprietari che usano RSA “perché si è sempre fatto così” — sono tutte dipendenze crittografiche nascoste che un aggiornamento generico non intercetta.

Il threat modeling applicato alla PQC serve esattamente a questo: mappare asset, flussi di dati, confini di fiducia (trust boundary) e controlli di sicurezza esistenti per far emergere queste dipendenze prima che diventino un problema urgente sotto pressione regolatoria o, peggio, sotto attacco. Concretamente, significa rispondere a domande come: quali sistemi cifrano dati che devono restare confidenziali per più di 5-10 anni? Quali certificati di firma del codice hanno una validità che si estende oltre il 2030? Quali protocolli interni non supportano l’agilità crittografica, cioè non permettono di sostituire un algoritmo senza riscrivere l’applicazione?

Gli algoritmi: da NIST a nomi che iniziano a essere familiari


Dopo anni di standardizzazione, il NIST ha pubblicato tre standard che è ormai il momento di conoscere, perché stanno entrando nei prodotti che usiamo quotidianamente:

  • ML-KEM (Module-Lattice Key Encapsulation Mechanism, FIPS 203) — sostituisce lo scambio di chiavi basato su RSA o curve ellittiche (ECDH). È l’algoritmo che entra in gioco nell’handshake TLS per stabilire un segreto condiviso.
  • ML-DSA (Module-Lattice Digital Signature Algorithm, FIPS 204) — l’algoritmo di firma digitale post-quantistico, pensato come sostituto di RSA e ECDSA per firmare certificati, codice e messaggi.
  • SLH-DSA (Stateless Hash-Based Digital Signature Algorithm, FIPS 205) — un algoritmo di firma alternativo, basato su funzioni hash anziché su reticoli, pensato come backup conservativo nel caso in cui in futuro emergano debolezze crittanalitiche nei problemi su reticolo.

Sul fronte delle raccomandazioni pratiche, Microsoft insiste su un punto spesso sottovalutato: la migrazione a TLS 1.3 è il prerequisito, non un dettaglio. TLS 1.2 non supporta i meccanismi ibridi necessari per introdurre ML-KEM accanto agli algoritmi classici, e restare su TLS 1.2 significa restare bloccati fuori dalla transizione PQC anche quando gli algoritmi saranno pronti. In parallelo, si consiglia di alzare l’asticella anche sulla crittografia simmetrica e sulle funzioni hash, adottando AES-256 e SHA-384 come standard, per mantenere margini di sicurezza adeguati anche in scenari quantistici (dove alcuni attacchi, come Grover, dimezzano di fatto la sicurezza effettiva degli algoritmi simmetrici).

La timeline che Microsoft si è data per la transizione dei propri prodotti e servizi critici è il 2029 — una data che vale la pena tenere a mente come riferimento di settore, anche per pianificare le proprie migrazioni interne con lo stesso ordine di grandezza.

Cosa c’è già oggi: le API disponibili


La parte più interessante per chi scrive codice è che la PQC non è più solo teoria da paper accademico: le API sono già disponibili e generalmente disponibili (GA) sulle piattaforme Microsoft.

Windows: CNG


Su Windows, il supporto arriva a livello di CNG (Cryptography API: Next Generation), con identificatori di algoritmo dedicati per ML-KEM e ML-DSA utilizzabili tramite le funzioni BCryptGenerateKeyPair e le relative API di key exchange e firma. Il supporto nativo è arrivato a partire da Windows 11 con gli aggiornamenti di novembre 2025: chi gestisce flotte Windows dovrebbe verificare di essere allineato con le patch più recenti prima di pianificare qualunque test.

.NET 10: MLKem e MLDsa in System.Security.Cryptography


Per chi sviluppa in C#, la notizia più concreta è l’arrivo delle classi MLKem e MLDsa direttamente in System.Security.Cryptography con .NET 10. Ecco un esempio minimo di key encapsulation:

using System.Security.Cryptography;

if (!MLKem.IsSupported)
{
    Console.WriteLine("ML-KEM non è supportato su questa piattaforma");
    return;
}

MLKemAlgorithm alg = MLKemAlgorithm.MLKem768;

using (MLKem privateKey = MLKem.GenerateKey(alg))
using (MLKem publicKey = MLKem.ImportEncapsulationKey(
    alg, privateKey.ExportEncapsulationKey()))
{
    publicKey.Encapsulate(out byte[] ciphertext, out byte[] sharedSecret1);
    byte[] sharedSecret2 = privateKey.Decapsulate(ciphertext);

    bool match = sharedSecret1.AsSpan().SequenceEqual(sharedSecret2);
    Console.WriteLine($"I segreti condivisi coincidono: {match}");
}

E un esempio di firma con ML-DSA:
MLDsaAlgorithm alg = MLDsaAlgorithm.MLDsa65;

using (MLDsa key = MLDsa.GenerateKey(alg))
{
    byte[] data = "Messaggio da firmare"u8.ToArray();
    byte[] signature = new byte[alg.SignatureSizeInBytes];

    key.SignData(data, signature);
    bool verified = key.VerifyData(data, signature);

    Console.WriteLine($"Firma verificata: {verified}");
}

Entrambe le famiglie di algoritmi sono disponibili in più varianti — MLKem512, MLKem768, MLKem1024 per il key encapsulation, e MLDsa44, MLDsa65, MLDsa87 per la firma — con un compromesso crescente tra sicurezza e dimensione delle chiavi. Ad esempio, per MLDsa65 la chiave pubblica occupa 1952 byte, quella privata 4032 byte e la firma 3309 byte: numeri sensibilmente più grandi rispetto a ECDSA, un dettaglio da tenere presente quando si progettano protocolli o formati di messaggio con vincoli di banda o storage.

Un paio di note pratiche per chi vuole sperimentare da subito: su Linux serve OpenSSL 3.5 o superiore, mentre chi è ancora su .NET Standard 2.0 può accedere alle stesse API tramite il pacchetto NuGet Microsoft.Bcl.Cryptography. Per il supporto lato TLS 1.3, certificati basati su ML-DSA e SLH-DSA funzionano già in scenari di autenticazione quando sia il sistema operativo sia la controparte della connessione supportano i nuovi algoritmi — un altro motivo per cui la coordinazione tra client e server nella transizione non è opzionale.

Da dove cominciare, in pratica


Per un team che affronta questo tema per la prima volta, un percorso ragionevole è: primo, effettuare un inventario reale di certificati, librerie crittografiche e protocolli in uso, distinguendo per criticità e durata di vita dei dati protetti; secondo, verificare che l’infrastruttura TLS sia già su 1.3 ovunque possibile, perché è il prerequisito tecnico per tutto il resto; terzo, iniziare a sperimentare le nuove API — su .NET 10 il costo di ingresso è basso, si tratta di poche righe di codice — in ambienti non di produzione, per capire l’impatto su dimensioni di chiavi, firme e tempi di calcolo prima che diventi un requisito con scadenza stretta.

La crittografia post-quantistica non è ancora un’emergenza operativa per la maggior parte delle organizzazioni, ma il messaggio di Microsoft è chiaro: il momento di mappare le proprie dipendenze crittografiche e cominciare a testare gli algoritmi è adesso, non quando arriverà l’obbligo normativo o il primo incidente.

Fonte originale: Microsoft Urges Threat Modeling to Prepare for Post-Quantum Cryptography Migration, Petri IT Knowledgebase


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