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"Il pozzo gravitazionale" di Google.


Google sta costruendo un monopolio cognitivo grazie a distribuzione, integrazione e assenza di frizione. Gemini è un layer che esternalizza il pensiero. Il rischio non è tecnologico ma cognitivo: perdere la capacità di pensare in profondità. L’unica difes

Pozzo gravitazionale è un termine preso dalla fisica: è un modo di mostare graficamente il modo in cui un corpo massiccio come un pianeta o buco nero curva lo spaziotempo: più un oggetto è massiccio (o più ti avvicini a esso), più “profondo” diventa il pozzo, cioè più forte è la gravità.

Sul suo canale youtube, Sabine Hossenfelder ne ha parlato recentemente, e questo mi ha fatto venire in mente che è una perfetta metafora per il momento pre-monopolio di Google che stiamo vivendo.

Il Monopolio si esplicita in due modi:

  • Dominazione tecnica sui concorrenti.
  • Monopolio Cognitivo.

Entrambi molto pericolosi: stiamo vivendo in questo istante il momento in cui Google sta prendendo abbastanza massa critica per attirare tutto a sè.

Gemini 3 non deve essere per forza l’AI migliore: è l’ultima tessera di un mosaico gigantesco, iniziato 20 anni fa.

Se queste sono bad news per le altre aziende tecnologiche, lo sono anche per la nostra capacità cognitiva.

Vediamo in dettaglio:

Strada per il Monopolio.


Un anno fa in molti davano Google per spacciata, la stessa Big G aveva scritto un memo: "Non abbiamo il fossato". Semplificare una realtà complessa è sempre un errore.

Gemini non è (più) semplicemente l'ennesimo prodotto


Quando parliamo di Google e AI, continuiamo a fare un errore concettuale: trattiamo Gemini come un prodotto, l'ennesimo di Google. Uno dei tanti che potrebbe finire nel cimitero.

Ci ricordiamo la mission aziendale di Google? Fornire informazioni e strumenti per catalogare e rendere accessibile la conoscienza. (qui trovi tutto).

Gemini non è da vedere quindi solo come un chatbot, al pari degli altri LLM.

L'AI di google è un layer cognitivo che si stende sopra - dentro - un ecosistema che già controlla attenzione, intenzione, movimento e lavoro quotidiano.

Search. Maps. YouTube. Gmail. Docs. Android.

Fino a un anno fa erano applicativi che ti ciucciavano informazioni, nel presente AI-enabled si sono trasformati: sono diventati degli organi collegati a un cervello.

Nel futuro?

Penseranno per te. Organizzeranno per te, parleranno per te. Avranno persino un corpo.

Vediamo (alcuni dei) campi in cui Google gioca
Tecnologia


Alphabet ha:

  • Modelli di frontiera AI,
  • Sistemi Operativi,
  • Hardware,
  • Generatori di immagini e di video,
  • Algoritmi che registrano e influenzano le azioni umane

Dal punto di vista tecnologico è Google quella che setta il passo: OpenAI, Anthropic, & xAI dovranno specializzarsi.

Nel 2026 è probabile che vedremo la fine della competizione in ogni campo AI e le aziende inizieranno la verticalizzazione (Anthropic già ha iniziato).

Attention Economy


Ne parlavo sull'articolo su Sora: i social di Meta hanno smesso di essere social è stanno convergendo verso il modello "TV" e la guerra per l'attenzione è nel vivo. Youtube riesce a palleggiarsi tra le due anime:

  • i long content di documentari e Storytelling
  • gli short

Gemini ha accesso al cuore dei dati... chi visita cosa, quanto tempo, quali parole dicono nei momenti più caldi di un video, quale hook cattura?

Pensa se Nano Banana facesse immagini anteprima usando questo suo database di informazioni?

Pensa se si utilizzasero i modelli conversazioni dello storytelling che apprezzi di più su youtube?

Risultato: Google che con G+ ha perso la partita dei social, si è ritrovato a essere ben posizionato in quella dell'attenzione, con tantissimo potenziale non espresso anche se al momento non sembra giocare direttamente in questo campo.

Il ponte con il mondo reale.


Occhialini per la Realtà Aumentata, Robot Umanoidi (io continuo a chiamarli Androidi), Smartphones, Robo Taxi, persino la dettatura a voce degli LLM.

Tutte le Aziende stanno cercando di rendere reale quello che è nato virtuale.

Anche in questo caso Google ha già il ponte: Maps

Maps è un altro asset strategico.


Maps è il gemello del mondo fisico: spostamenti, abitudini, luoghi cool, densità, orari, come si comportano i bovini che prendono i mezzi per spostarsi la mattina...

Maps significa suggerimenti situazionali: ti piace ascoltare l'italo-disco anni 80? "Vai nel locale X, in via y adesso. Questo è il percorso più veloce".

Waymo sta macinando milioni di km di strada per i propri robotaxi.

Qui non c’è concorrenza. Nessuno ha un dataset equivalente. Qualcuno ha le auto a guida autonoma, qualcuno i device, qualcuno le informazioni di quello che ti piace. Nessuno ha tutto questo integrato in questa maniera.

Integrazione: Dati + Contesto + Azione


Google possiede qualcosa di più raro dei semplici dati: Google possiede dei dati con un contesto di utilizzo. Tutto nello stesso ecosistema.

  • Analytics sa tutti i siti che visiti, cosa clicchi, cosa compri. Conosce i tuoi pattern di navigazione prima che tu te ne posssa persino accorgere.
  • Search suggerisce cosa vuole una persona adesso.
  • Con Gemini approfondisci l'argomento
  • Maps (e Android) suggeriscono come ti muovi nel mondo.
  • YouTube ci dice cosa ti appassiona.
  • Gli short cosa cattura la tua attenzione.
  • Gmail e Calendar sono tesori di relazioni e cicli di vita.
  • Docs e Drive sono parte del tuo "secondo cervello" a disposizione.

Google non deve indovinare il contesto. Non ha nemmeno bisogno che glielo spieghi nel prompt: lo conosce già!

Qui google è il leader indiscusso nel mondo occidentale.

Come l'attrazione verso la massa di Google sta diventando ineluttabile.
Digressione: Behavior Model di Bj Fogg


ovvero: Come far compiere un'azione a una persona?

  • sulle ascisse la capacità di fare un'azione
  • sulle ordinate la motivazione a farla.

Viene da se che se sei molto motivato puoi fare una cosa molto complessa, se la cosa è semplice si riesce a portare a termine anche senza essere super convinti.

Ma Bj Fogg aggiunge una terza variabile: il trigger.

Il trigger è la spintarella che fa prendere l'azione. Potrebbe essere qualcosa che motiva, qualcosa che rende più facile o banalmente un segnale che ci ricorda di compierla.

Sul perchè di questa digressione ci torniamo tra qualche capoverso.

Distribuzione: il vero fossato


Ti ho descritto alcuni campi in cui Google ha preso la posizione di controllo, ti ho parlato del livello di integrazione.

Se torniamo a inizio articolo... Google in pieno codice rosso ha dichiarato "non abbiamo il fossato" per i nuovi modelli di AI. Ma era vero?

Il fossato c'era, lì sotto il naso, ma noi nerd cercavamo un fossato tecnologico.

Il fossato che ha Google è quello della distribuzione.

Google può infatti:

  • fare affidamento su centinaia di migliaia di utenti
  • testare feature AI su milioni di noi
  • iterare in silenzio miglioramenti
  • ritirare ciò che non funziona
  • spingere ciò che funziona come default

Non deve convincere nessuno a comprare. Se hai un accesso ai servizi Google sei già con un piede dentro la porta. Non esiste frizione all'uso.

Annullamento frizioni


Quando riduci abbastanza l’attrito, le alternative smettono di sembrare strade percorribili: diventano deviazioni dalla retta via.

Il che è comodo quando cerchi delle cose, è pauroso se però ti fermi a pensare il buco nero che sta diventando.

il che ci porta:

Il problema generalizzato della monetizzazione non è un problema di Google.


Adesso ci torna utile il modello comportamentale di Bj Fogg sopra descritto.

Google non deve farsi la punta al cervello pensando come monetizzare con l’AI. Non ha il problema dei concorrenti.
Google deve solo vendere di più a chi già utilizza i propri servizi (upselling)

Ads più pertinenti, Suite che diventano ancora più appetibili, creatività fatte da Nano Banana, Audience Matching estremo. Basta pochissimo per dare la una ragione per far aprire il portafoglio a chi ancora sta aspettando una ragione per farlo.

Non c'è praticamente nessuna frizione all'utilizzo, e il rilascio di Gemini 3 ha dato quella spintarella in più per convincere e far diventare clienti quella massa di persone che erano alla finestra. Quelli che fino al momento prima pagavano "solo" coi propri dati si stanno chiedendo "sono solo pochi euro in più al mese, why not?"

Non ho trovato i numeri di iscritti paganti a Google dopo il rilascio Gemini 3 + Nano Banana 3 ma immagino essere mostruosi.

Al contrario, uscirne è una frizione importante


Uscire dall'ecosistema Google costa fatica mentale, non solo migrazione tecnica.

Al momento uso principalmente OpenAI, se mi spostassi su Gemini dovrei prima generare il mio sciame di GPT personalizzati, salvare un po' di conversazioni interessanti e copiare le modalità di ingaggio.

E' un fastidio, certamente, ma nulla di impossibile. Se dovessi pensare di muovermi dall'ecosistema di Google a uno simile dovrei prendere un mese di ferie.

Se a quello dovessi aggiungere un'AI con cui ho interagito per qualche anno e che mi conosce alla perfezione sarebbe praticamente impossibile.

Siamo all'orizzonte degli eventi: un passo ancora e non torniamo più indietro.

Un passo però che è molto allettante...

Devastazione della nostra capacità cognitiva


Potrei finire l'articolo così; ha una sua coerenza - ho espresso la mia tesi, l'ho difesa con alcuni esempi e ha anche una conclusione. Se il mio obiettivo fosse spammare su linkedin basterebbe.

Ma lascierei fuori una parte importante: "E Cosa ci posso fare io?". Non voglio chiudere l'articolo con un senso di impotenza di fronte ai giganti Tech.

Finora abbiamo parlato solo di come funzionino le cose fuori dal nostro controllo.

Serve il legislatore per rompere questa struttura, ma ogni volta che si pensa di spezzettare un monopolista basta tirare un calcio a un cassonetto e di critici più o meno sensati ne compaiono a decine...

MA

In questa newsletter ci siete voi, miei amati iscritti, e vorrei fare un passo avanti nell'affrontare la questione.

Se fino a qui ho parlato di strutture, parliamo adesso di effetti cognitivi.

E lo facciamo rispondendo a un'altra domanda:

Cosa succede alla nostra capacità di prendere delle decisioni in questo scenario?


In tempi non sospetti (2011), avevo scritto un articolo chiamato "Obbedire a un pezzo di plasticaccia", seguito da un altro "Come sopravvivo senza uno smartphone?"

La Tesi era che il fare affidamento ai device (in quel caso parlavo persino dei navigatori) "rende spesso la vita più lieve, ma abbiamo davvero bisogno di una vita ancora più facile di così?"

Le lusinghe all'uso di una AI sono sotto il naso di tutti, si parte facendogli fare le cose noiose e si passa velocemente a esternalizzare il pensiero. Devo citare Gialuca Mauro, che nei suoi video sul prompt engineering (sono notevoli, li trovi qui) lo ripete più volte.

Non esercitando pensieri lunghi e profondi, perdiamo progressivamente la capacità di sostenerli.

E se è vero che non scompare l’intelligenza, è anche vero si atrofizzano le funzioni che rendono possibile il pensiero profondo: diventiamo a tutti gli effetti più stupidi.

Deep Work: cosa è & come praticarlo (i miei appunti dal libro di Cal Newport) - Cocooa.com

Cocooa.comTogo


Nessuno di noi può fuggire a questo monopolio cognitivo: le barriere per utilizzare alternative sono così alte che sono quasi invalicabili: prima o poi verremo tutti risucchiati nel pozzo gravitazionale.

Ineluttibile.


Il problema non è se Google diventerà un monopolio cognitivo. Il problema è che lo stiamo chiedendo noi (lo dico senza giudizio - io sono uno dei richiedenti)
Ogni volta che abbiamo accettato una scorciatoia, ogni volta che lasciamo decidere a un sistema “perché è più comodo”, stiamo aggiungendo massa al pozzo.

Dando per certo un monopolio tecnologico, e dando per molto probabile la possibiltà di essere risucchiati dentro... Come impatterà sulla nostra capacità cognitiva?

Credo che la tecnologia NON ci aiuterà a pensare meglio: attenzione non sto sostenendo che l’AI ci renda stupidi per definizione, ma che cambia l’economia dell’attenzione necessaria al pensiero.

Il vero rischio dell’intelligenza artificiale non è che pensi al posto nostro.
È che lo faccia così bene da farci dimenticare perché pensare fosse importante.

Cosa intendo per pensare meglio?


  • Capacità di concentrazione prolungata su un problema singolo
  • tollerare ambiguità senza risoluzione immediata
  • Capacità di costruire modelli mentali per navigare nel mondo
  • costruire catene causali lunghe
  • decidere senza feedback immediato
  • Spezzare il meccanismo della gratificazione istantanea


Cosa fare per preservare la capacità di pensare.


Ecco una lista di cose che studiosi dell'argomento suggeriscono.

  • Non guardare nessun tipo di short (installa un plugin che te lo impedisce)
  • Leggi più libri (organizza dei momenti della giornata, al pari del mangiare e andare in palestra)
  • Dedicare del tempo ad una e una cosa soltanto: c'è un album di musica che mi piace? lo metto su e non faccio altro che ascoltare la musica.
  • Avere degli hobby che non abbiano nessun secondo fine se non la pratica fine a se stesso: non per diventare il più bravo, non diventare un esperto per vendere le proprie abilità, ma godere dell'atto.


Conclusione


Un monopolio tecnologico della portata futura di Google & Gemini attrarrà a se buona parte delle persone che ne utilizzeranno i servizi. Le lusinghe ad esternalizzare il pensiero saranno sempre maggiori.

Le capacità cognitive non allenate, perdono di forza e in breve smettono di essere economicamente necessarie.

Se non possiamo fare nulla per impedire il monopolio tecnologico, possiamo fare qualcosa per preservare la nostra capacità di pensiero.

Chiusura


Dopo un anno bello positivo a crescita esponenziale un bel monografico morte e distruzione per chiudere ci voleva 😀

Ringraziami che non ho postato la review di If Anyone Builds It, Everyone Dies di Eliezer Yudkowsky e Nate Soares...

Abrazo

Manolo


Sora - l'ultima App di OpenAI ha un feed. La nuova generazione di Social Network: cosa succederà alla nostra capacità di prestare attenzione?


Questo articolo nasce da alcune miei elucubrazioni che hanno trovato il giusto canale di sfogo a seguito di un seminario di Meta sull'uso delle AI generative.

Ovviamente questi pensieri non nascono nel vuoto, si parla di attention economy da tantissimo tempo, ma l'arrivo di SoraAPP ha esacerbato la questione molto più di quanto abbia fatto TikTok.

TL;DR:


Il testo descrive il passaggio dai social basati su relazioni all’attention economy, enfatizzato da TikTok e poi imitato da Meta. L’arrivo di SoraAPP e dei contenuti generati da AI intensifica la produzione di materiale povero ma altamente coinvolgente. OpenAI potrebbe trarne vantaggio strategico. Chiude con pratiche per difendere attenzione e focus.

La nascita dei Social network


Facebook non è il primo social network in assoluto, è però quello che è riuscito per primo a fare dell'effetto network il suo posizionamento.

Avere un posto dove tutti i miei amici, ormai sparsi per il mondo, postano e io posso rimanere aggiornato, commentare e condividere le foto era una cosa MAGICA. Quello che diamo per scontato adesso ai tempi era una cosa incredibile.
L'essere anziano si vede dalle piccole cose.

Il grafo sociale di Facebook era una barriera invalicabile per ogni competitor. Se non eri in grado di costruire un effetto network come Facebook chiudevi, indipendentemente da quanto avevi le spalle larghe (vedi il puro ottimo GooglePlus)

Quando Facebook conosce il grado di connessione che hai con una persona, gli amici in comune, quanto interagite sa benissimo quando proporti i contenuti creati da suddetta persona.

Ti fa piacere fare il curiosone, scoprire che il tuo compagno di banco di liceo si è sposato e che lavora come Apicultore (ciao Andrea!)

Tendenzialmente su un social ci vai per rimanere informato della tua bolla (nel bene e nel male).

Poi qualcosa è cambiato


Facebook ha deciso che conoscere tutto di te non gli bastava. Ha iniziato a proporti gruppi non correlati, contenuti non correlati, nascondere le cose che ti interessano per darti quelle che creano commenti indignati. Più l'algoritmo conosce come reagisci agli stimoli più è facile proporti delle pubblicità.

Il traffico è aumentato, i racavi pure ma anche la sensazione che sia un social per boomer incazzati col mondo.

Arriva TikTok


TikTok, grazie a un algoritmo strepitoso che forniva alle persone contenuti che non sapevano nemmeno di voler vedere, è stato in grado di imporsi.

Considerato da tutti un Social è però un qualcosa di un po' diverso: non si interagisce più con gli amici, ma con i follower: le interazioni sono 1:n. Una persona crea contenuti, in mille commentano.

Più i contenuti sono divisivi (RageBait) più interazioni hai.

Se questa persona scompare, dopo 30 secondi di smarrimanto la vita va avanti con qualcun altro che ne prende il posto (qui era stato profetico il film Truman Show).

TikTok ha dalla sua un algoritmo fortissimo, ma manca del grafo sociale.

Poi cambia anche Meta


Con una mossa comprensibile per qualche manager che viene pagato sui risultati di breve termine ma assolutamente sciocca per Meta come azienda, decidono di abbandonare il fortino del grafo sociale e iniziano a giocare nell'arena dell'attention economy pura.
Immagine presa durante un corso recentissimo sulle Meta Ads

Attention Economy


L’attention economy è un l'idea sistema economico in cui la tua attenzione diventa la risorsa scambiata, monetizzata e contesa.

Non paghi con soldi, paghi con la tua vita: minuti, click, scroll, permanenza.
Le piattaforme competono per trattenerti perché l’attenzione è una risorsa scarsa, tutti la vogliono, e chi riesce a catturarne di più genera valore.

Lo fa tramite:

  • pubblicità venduta a CPM più alti.
  • dati comportamentali più ricchi.
  • aumento del potere algoritmico.
  • lock-in nell’ecosistema della piattaforma.

In un circolo vizioso infinito.

È un mercato dove tu non sei il cliente (quello è l’inserzionista)
e forse non sei nemmeno il prodotto: sei la materia prima.

Le sue 3 premesse fondamentali


  1. L’attenzione è limitata
    24 ore, di cui 8 dormi. fine. Non esiste “scalabilità infinita”.
  2. Gli stimoli crescono più della capacità cognitiva
    Notifiche, feed infiniti, autoplay: tutto è progettato per generare micro-fratture nella concentrazione.
  3. Chi controlla la distribuzione, controlla il valore
    Netflix contro TikTok contro YouTube contro la palestra contro la lettura... Nessuna di esse compete per i contenuti: competono per ore-uomo. Choose your poison!


Attention Economy: Il punto che sfugge a molti


L’attention economy non premia la qualità, ma la predicibilità del comportamento.
Il contenuto vincente è quello che ti fa restare, non quello che ti fa crescere.

Da qui l'esplosione degli influencer trash e dei BrainRot

Italian BrainRot


Ultimo inciso poi passiamo alla tesi di come SoraAPP sarà distruttiva.

Nella seconda metà del 2024, con la diffusione dei nuovi sistemi di Intelligenza artificiale generativa, si ebbe una forte diffusione di meme AI Slop, ovvero immagini e filmati di scarsa qualità con contenuti grotteschi o provocatori.

L'Italian brainrot è una serie di meme di Internet, emersi all'inizio del 2025, caratterizzati da brevi video di personaggi surreali generati tramite intelligenza artificiale a cui vengono dati nomi pseudo-italiani. Il fenomeno si è diffuso rapidamente su piattaforme come TikTok e Instagram.



Unpopular Opinion: Se guardi la Zanzara per rilassarti non puoi lamentarti che tuo figlio guardi i brainrot

Il termine "Brainrot" ("Marciscenza del cervello") si riferisce invece all'effetto deteriorante sullo stato mentale di una persona quando consuma eccessivamente contenuti banali o poco stimolanti online, elemento che caratterizzerebbe anche gli Italian brainrot.

Chiudo l'inciso, sperando che i semi piantati lascino le radici.

Sora APP, aperte le porte dell'inferno di AI Slop.


come punizione ti faccio vedere il mondo prossimo venturo:

Abbiamo visto come Facebook sia nata con una particolarità inespugnabile: il grafo sociale, abbiamo visto che l'arrivo di TikTok ha accelerato la crisi che stava già vivendo e di come Meta abbia deciso di giocare la partita dell'attention Economy.

Abbiamo parlato di AI Slop e Meme: contenuti generati da Ai, di qualità bassissima ma che hanno engagement pazzeschi.

SoraAPP permette di creare video e condividerli al volo, senza sbattimenti extra di esportazione, importazione, commenti, segnalazioni strane.

SoraAPP è anche un Piattaforma Social vergine in cui tutti gli sconfitti degli altri social vorranno la terza possibilità di rivalsa.

Cosa potrà succedere quindi quando ci sono dei social che premiano la creazione di contenuti di bassissima qualità che sono dannosi alla nostra capacità di concentrazione? E se la creazione di questi contenuti non ha praticamente barriere all'ingresso?

Esatto... la corsa al ribasso è partita.

Connecting Dots - OpenAI ha il piede in mille scarpe: Agenti, chatbot, Social


OpenAI è la più grande scommessa di questo secolo. Capitali enormi, partnership con i maggiori player mondiali, molte start up utilizzano i suoi modelli come wrapper e generalmente ha una porta aperta in ogni mercato potenzialmente interessante nel futuro.

SoraAPP gli offre la possibilità di creare un social dove le barriere all'ingresso per la creazione di contenuti virali sono bassissime. Un social che nel peggiore dei casi diventa un canale di vendita per ChatGpt e nel migliore diventare l'alternativa a TikTok dei GenAlpha. Potrebbe diventare una fonte di entrate importante in pochi anni.

Ovviamente SoraAPP è stato il primo, ma mi aspetto mille altri social simili... Con Qwen, Midjourney, Veo, tutte in grado di generare video cosa ferma la creazione di mille competitor?

Cosa ne penso di Meta?


Per Meta entrare in un campo del genere è stato un errore mostruoso.

Era perfettamente posizionata con:

  • Facebook - Piattaforma Social (target boomer & Gen X)
  • Instagram - Piattaforma Influencer (target GenX & Millenials)
  • WhatsApp - Messaggistica (trasversale)
  • Threads - Piattaforma microblogging (Gen Z)

Snaturare TUTTE le piattaforme per competere con TikTok è stato davvero saggio? Forse aveva più senso riposizionare Threads (che ha perso il treno del Microblogging) in quella direzione ?

Aggiungiamo la generazione di grafica è mediocre (indietro di 3 generazioni rispetto ai concorrenti) tanto che ha dovuto appoggiarsi a Midjourney per rimanere in gara.

Come può pensare di gareggiare con OpenAI, Google e l'ondata cinese?

Della collaborazione ne parlavo già a settembre 2025 qui:

Episodio 60: Il re è nudo!
In questo episodio dei Mak’s file, parlo di politica più di quanto vorrei e dovrei: non è il mio campo e siamo anche OT rispetto ai temi del blog. PERO’ .…
Manolo MacchettaManolo Macchetta

Cosa potrebbe succedere


Parliamo di fanta-business

  • Non mi stupirei se tra qualche anno Meta cercherà di recuperare la funzione Social di facebook.
  • Non mi stupirei se mettesse a disposizione di Midjouney la capacità di calcolo per sviluppare nuove versione Immagini e Video.
  • Non mi stupirei nemmeno se comprasse Midjourney per l'expertise. Midjourney tra l'altro è un nome figo per un social.
  • Non ha ancora modelli che creano Audio, ma dalla velocità con cui Suno e ElevenLabs vengono aggiornati credo che sia piuttosto facile chiudere il gap tramite forza bruta.


Riassuntone


SoraAPP è molto più di un software di video brevi, ma una piattaforma Social che potrebbe comptere e vincere la battaglia per la nostra attenzione.

Meta, secondo me, ha errato trasformando tutte le sue piattforme in cloni di TikTok, quando erano già ben posizionate (NON ho ovviamente la pretesa di aver avuto l'idea geniale che nessuno ha avuto in Meta, è pieno di gente con un testone 4 volte il mio)

Un sottoprodotti della guerra verso il basso è che abbiamo la merda nel cervello seguiamo la Zanzara e i BrainRot e che i nostri problemi di concentrazione saranno sempre peggio - La comprensione di messaggi complessi sarà merce rara.

"Mannaja Manolo, mi hai buttato addosso l'ansia, cosa posso fare?"


Stiamo uscendo la campo della Digital Transformatione Future Tech e stiamo entrando nel campo della sociologia.

Ma non ti preoccupare, dall'alto delle mie due lauree in Tuttologia posso parlarvi anche di questo.

Essendo io molto sensibile ai meme e avendo due figli Gen Alpha la guerra alla distrazione è stata una priorità. Uno dei podcast che ascolto di più è quello di Cal Newport: dice sempre le stesse cose, ma avere una voce costante mi aiuta

Guida breve di autodifesa


  • Pianifica slot di Deep Work sul calendario. Teoricamente puoi arrivare a 120 minuti al giorno. In pratica se inizi e riesci a praticare la pomodoro technique (ovvero attenzione continua per 25 minuti, senza interruzioni) è già ottimo.
  • Ogni blocco ha una sola intenzione. Decidi cosa prima di inizare.
  • Parlando di blocchi, programmare la giornata in anticipo, usando la metodologia che preferisci, ma dividendola in blocchi da 25 minuti aiuta molto sia nel tenere traccia di quello che fai (time tracking) sia nel chiudere i progetti.
  • Prenditi un quaderno fisico su cui scrivi tutto quello che riguarda il pensiero profondo.
  • Usa anche un sistema digitale che usi come deposito di tutto. (vedi questo articolo sul Personal Knowledge Managment): io uso ObsidianMD molti altri usano Notion, altri un banale Google Doc.
  • Questo vale anche per le email /slack Organizza 2 momenti della giornata in cui puoi leggere e rispondere.
  • Difendi i tuoi spazi mentali: istruisci chi ti sta intorno che non puoi essere disturbato per la durta di pomodoro.
  • Creati una routine di accensione e di spegnimento delle attività complesse
  • Per prima cosa installa qualche estensione per il browser che impedisce di vedere short & reels.
  • Metti il cellulare in un'altra stanza, disattive i vari ping.
  • La lettura di libri lunghi e complessi è per definizione un'attività non semplice: allenati a sostenere il peso di testi di siffatta guisa.
  • La noia - ogni tanto - è OK. lascia il tempo alla mente di vagare.
  • Prenditi dei momenti per ponderare sulla tua vita
  • Usa browser diversi per funzioni diverse... e chiudi i tab a fine giornaa (impossibile 😀
  • Evita l'obesità informativa (giornali, podcast, newsletter, social, we, chatgpt...)
  • Tutto ciò che è ricorrente può essere riportato su qualche sistema esterno.
  • Tutto ciò che è standard, mettilo in una routine.
  • Riduci la quantità di decisioni anche piccole che prendi in una giornata.


Concludiamo.


I social sono passati dalle relazioni alla cattura dell’attenzione. SoraAPP amplifica contenuti AI di bassa qualità, accelerando la crisi cognitiva. Il mio consiglio? è resistenza e coltivazione dell'attenzione.


in reply to Manolo Macchetta

"Il fossato che ha Google è quello della distribuzione"


questo è il punto focale di tutto il discorso

Grazie @manolo per la tua riflessione