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Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.


MacBook Air e MacBook pro, SpaceX IPO da record, Meta shopping AI


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.

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Ciao, sono Amir! Questa è la rassegna n. 478 ed è stata finalizzata alle 21:52, martedì 3 marzo. I lettori di Morning Tech sono attualmente 4,847.

Buon mercoledì,
Gli annunci di Apple continuano e oggi parleremo di MacBook Air e MacBook Pro. Vedremo poi l'IPO di SpaceX, pensata per giugno; parleremo del nuovo agente di shopping firmato Meta, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 274 - Mercoledì 4 Marzo
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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Apple annuncia i nuovi MacBook Air e MacBook Pro


Tecnologia
Apple ha aggiornato la linea dei portatili: il MacBook Air con un nuovo processore M5 (uscito adesso), più memoria interna di base a 512 GB e SSD più veloce, oltre a Wi‑Fi 7 e Bluetooth 6; costa 100 dollari in più rispetto al modello precedente. Debuttano anche i MacBook Pro con processore M5 Pro e M5 Max, GPU che arriva fino a 40 core e memoria base a 1 TB, con rincari da 100 a 400 dollari rispetto al modello precedente. Preordini dal 4 marzo, nei negozi dall’11.
~
Fonte: The Verge
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SpaceX ha iniziato a preparare l'IPO, attesa per giugno


Spazio
SpaceX ha intenzione di depositare in forma confidenziale la domanda per la sua offerta pubblica iniziale (IPO) già a marzo, con l'obiettivo di quotarsi a giugno. L'operazione potrebbe superare la cifra storica di 1.75mila miliardi di dollari di valutazione, rendendola la più grande di sempre — nel frattempo l'azienda sta anche raccogliendo 50 miliardi. L'IPO mira a finanziare lo sviluppo di Starship, dei data center spaziali e una base lunare.
~
Fonte: Bloomberg
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Perché è importante?

Perché ripetiamo, questo sarà l'anno delle IPO più grandi che l'umanità abbia mai visto, con SpaceX, Anthropic...
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Meta ha iniziato a testare un assistente di shopping AI


Intelligenza Artificiale
Meta ha avviato negli Stati Uniti i test di uno strumento sperimentale di “shopping research” integrato in Meta AI sul web, per ora visibile solo ad alcuni utenti da browser desktop. Dopo una richiesta di consigli, il chatbot mostra prodotti con immagini, prezzi e link ai siti di e-commerce, spiegando anche il motivo delle raccomandazioni e, se disponibili, personalizzandole in base a dati come genere e posizione. Non è possibile acquistare dentro l’interfaccia: si viene reindirizzati ai negozi online.
~
Fonte: Engadget
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Perché è importante?

Se l'IA agentica è un fenomeno che crescerà sempre di più e cambierà completamente il nostro modo di...
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Israele, Stati Uniti e Iran stanno combattendo una guerra parallela


Cybersecurity
Il gruppo hacker Islamic Cyber Resistance Axism (ICRA) ha rivendicato attacchi contro sistemi collegati all’azienda israeliana Rafael e contro un servizio di rilevamento droni chiamato VigilAir. Sempre lato Iran, Handala Hack, vicino all’intelligence iraniana, ha affermato di aver colpito obiettivi in Giordania e ha pubblicato online avvertimenti verso altri Paesi della regione. In Iran l’app religiosa BadeSaba, con oltre 5 milioni di download, sarebbe stata violata per inviare notifiche come “È l’ora della resa dei conti” e incitamenti alla rivolta. Le società di monitoraggio NetBlocks e Cloudflare hanno registrato nelle stesse ore un crollo quasi totale della connettività internet nel Paese. Analisti di cybersicurezza hanno segnalato il possibile uso di malware “wiper” (software che cancella dati) e attacchi DDoS, che sovraccaricano i siti fino a renderli irraggiungibili.
~
Fonte: Euronews

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Una nuova app avvisa se qualcuno nelle vicinanze indossa occhiali intelligenti


Privacy
Nearby Glasses è un’app Android che avvisa se nelle vicinanze sono presenti occhiali smart. Funziona scansionando in modo continuo i segnali Bluetooth dei dispositivi intorno e leggendo il codice che identifica il produttore: se rileva segnali associati a marchi come Meta (anche modelli Oakley) o Snap, mostra una notifica. L’autore, Yves Jeanrenaud, l’ha creata dopo casi di uso controverso degli smart glasses. Il sistema può generare falsi positivi perché distingue il marchio, non il tipo preciso di dispositivo.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Perché è importante?

Uno dei motivi per i quali i Google Glasses del lontano 2013 non funzionarono fu proprio la preoccupazione...
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Letture interessanti


In lingua inglese.

Investitori rivelano cosa non cercano più nelle aziende di SaaS AI


techcrunch.com (eng)

C'è esattamente un modo in cui il SaaS può essere salvato


x.com (eng)

Le subscription sopravviveranno esattamente in due luoghi


productics.substack.com (eng)

Sullo sbagliare


seangoedecke.com (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Apple fa trapelare accidentalmente il "MacBook Neo"


macrumors.com (eng)

Elon Musk delinea il piano per il primo tentativo di cattura dello stadio superiore di Starship


teslarati.com (eng)

Apple potrebbe utilizzare i server di Google per archiviare i dati di Siri AI


theverge.com (eng)

Motorola conferma che userà GrapheneOS per un futuro telefono


9to5google.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/GriXfu4tL30?…

Il nuovo MacBook Pro


Ecco il video ufficiale di presentazione del MacBook Pro, con i nuovissimi processori di punta M5 Pro e M5 Max.

Vedi video su youtube.com (eng - 1:40)

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SpaceX ha iniziato a preparare l'IPO, attesa per giugno


In breve:


SpaceX ha intenzione di depositare in forma confidenziale la domanda per la sua offerta pubblica iniziale (IPO) già a marzo, con l'obiettivo di quotarsi a giugno. L'operazione potrebbe superare la cifra storica di 1.75mila miliardi di dollari di valutazione, rendendola la più grande di sempre — nel frattempo l'azienda sta anche raccogliendo 50 miliardi. L'IPO mira a finanziare lo sviluppo di Starship, dei data center spaziali e una base lunare.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

SpaceX Weighs Confidential IPO Filing as Soon as March
SpaceX is targeting filing confidentially for an initial public offering as soon as next month, according to people familiar with the matter, as billionaire Elon Musk’s rocket and satellite company moves forward with plans for the biggest-ever listing.
BloombergBailey Lipschultz

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Una nuova app avvisa se qualcuno nelle vicinanze indossa occhiali intelligenti


Ma ha ancora molti limiti.

In breve:


Nearby Glasses è un’app Android che avvisa se nelle vicinanze sono presenti occhiali smart. Funziona scansionando in modo continuo i segnali Bluetooth dei dispositivi intorno e leggendo il codice che identifica il produttore: se rileva segnali associati a marchi come Meta (anche modelli Oakley) o Snap, mostra una notifica. L’autore, Yves Jeanrenaud, l’ha creata dopo casi di uso controverso degli smart glasses. Il sistema può generare falsi positivi perché distingue il marchio, non il tipo preciso di dispositivo.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

A new app alerts you if someone nearby is wearing smart glasses | TechCrunch
A hobbyist developer’s new app, which can detect nearby smart glasses, comes amid resistance to always-on recording and listening devices that invade people’s privacy.
TechCrunchZack Whittaker

Riassunto completo:


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Apple annuncia i nuovi MacBook Air e MacBook Pro


Entrambi hanno i nuovi processori M5.

In breve:


Apple ha aggiornato la linea dei portatili: il MacBook Air con un nuovo processore M5, più memoria interna di base a 512 GB e SSD più veloce, oltre a Wi‑Fi 7 e Bluetooth 6; costa 100 dollari in più rispetto al modello precedente. Debuttano anche i MacBook Pro con processore M5 Pro e M5 Max, GPU che arriva fino a 40 core e memoria base a 1 TB, con rincari da 100 a 400 dollari rispetto al modello precedente. Preordini dal 4 marzo, nei negozi dall’11.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Apple announces M5 MacBook Air and updated MacBook Pro
The new Macs will be available for preorder starting tomorrow.
The VergeStevie Bonifield

Riassunto completo:


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SpaceX ha iniziato a preparare l'IPO, attesa per giugno


A marzo depositerà la domanda.

In breve:


SpaceX ha intenzione di depositare in forma confidenziale la domanda per la sua offerta pubblica iniziale (IPO) già a marzo, con l'obiettivo di quotarsi a giugno. L'operazione potrebbe superare la cifra storica di 1.75mila miliardi di dollari di valutazione, rendendola la più grande di sempre — nel frattempo l'azienda sta anche raccogliendo 50 miliardi. L'IPO mira a finanziare lo sviluppo di Starship, dei data center spaziali e una base lunare.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

SpaceX Weighs Confidential IPO Filing as Soon as March
SpaceX is targeting filing confidentially for an initial public offering as soon as next month, according to people familiar with the matter, as billionaire Elon Musk’s rocket and satellite company moves forward with plans for the biggest-ever listing.
BloombergBailey Lipschultz

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Meta ha iniziato a testare un assistente di shopping AI


L'acquisto comunque viene effettuato sul sito esterno dell'e-commerce.

In breve:


Meta ha avviato negli Stati Uniti i test di uno strumento sperimentale di “shopping research” integrato in Meta AI sul web, per ora visibile solo ad alcuni utenti da browser desktop. Dopo una richiesta di consigli, il chatbot mostra prodotti con immagini, prezzi e link ai siti di e-commerce, spiegando anche il motivo delle raccomandazioni e, se disponibili, personalizzandole in base a dati come genere e posizione. Non è possibile acquistare dentro l’interfaccia: si viene reindirizzati ai negozi online.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Meta starts testing its AI shopping assistant
Meta has started rolling out an experimental AI shopping tool to some users in the US, according to Bloomberg.
YahooMariella Moon

Riassunto completo:


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Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.


L’azione dell’amministrazione Trump sta causando una perdita di capacità nell’impalcatura statale degli Stati Uniti. Tre punti utili per capire come, e relative fonti. La lezione che possiamo trarre: non dare per scontato che la macchina dello Stato sia indifferente a chi ne esercita la guida politica. Se vuole, può rottamarla con meno frizione di quanto si creda: open.substack.com/pub/ph4seshi…

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Uscito l'iPhone 17e, Nuovo chip Qualcomm per wearable, Claude supera ChatGPT


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Ciao, sono Amir! Questa è la rassegna n. 477 ed è stata finalizzata alle 19:29, lunedì 2 marzo 2026. I lettori di Morning Tech sono attualmente 4,837.

Buon martedì,
è iniziato ufficialmente il Mobile World Congress a Barcellona e oggi vedremo sia l'iPhone 17e che il nuovo chipset di Qualcomm. Poi parleremo dei problemi tra il Pentagono, OpenAI e Anthropic, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 273 - Martedì 3 Marzo
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/121.841791

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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Apple lancia l'iPhone 17e


Tecnologia
Apple ha inaugurato una settimana di annunci hardware con l’iPhone 17e, modello “entry-level” della nuova gamma: parte da 599 dollari e integra un chip A19 (il processore principale), un nuovo modem C1X per la connettività mobile, vetro più resistente, ricarica MagSafe e 256 GB di memoria di base. Aggiornato anche l’iPad Air, che mantiene prezzi e design ma passa al chip M4, fino al 30% più veloce.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Qualcomm presenta un nuovo chipset per dispositivi indossabili


Tecnologia
Al Mobile World Congress 2026, Qualcomm ha presentato Snapdragon Wear Elite, un chip pensato per smartwatch, occhiali smart e “AI pin”. Integra una NPU (processore dedicato all’intelligenza artificiale) per eseguire sul dispositivo modelli da miliardi di parametri e Wi‑Fi a bassissimo consumo. Offre più velocità, autonomia (migliorata del 30%) e ricarica rapida, rendendo possibili funzioni “agentiche” e di memoria digitale per wearable di Samsung, Google e altri.
~
Fonte: ZDNet
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Claude di Anthropic sorpassa ChatGPT nell'App Store


Big Tech
Claude, il chatbot di Anthropic, ha superato ChatGPT di OpenAI diventando l’app gratuita più scaricata negli Stati Uniti sull’App Store. Il sorpasso sembra essere legato alle critiche verso OpenAI che ha appena annunciato una collaborazione con il Dipartimento della Difesa USA (il Pentagono) per usare l’IA su reti riservate. Anthropic ha invece denunciato i rischi di sorveglianza di massa e armi autonome, che ha portato all'annullamento del contratto da parte dell’amministrazione Trump.
~
Fonte: Mashable
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Perché è importante?

La lotta su chi diventa player dominante, quando si parla di questi numeri, passa molto dall'opinione...
[solo per supporter]

Regno Unito fa partire dei test di ban dei social media per centinaia di teenager


Legge
Il governo britannico ha avviato una sessione di consultazione pubblica di tre mesi, definita “la più ambiziosa al mondo”, per valutare misure contro gli effetti negativi di social e smartphone sui minori; tra le possibilità: divieto delle piattaforme social sotto i 16 anni, limiti di tempo, coprifuoco notturno e stop a funzioni “addictive" come scroll infinito e autoplay. Partono anche test su circa 150 ragazzi (range 13-15 anni) per misurare impatti su sonno, umore e attività fisica.
~
Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Un approccio data-driven

È interessante come ha deciso di procedere il Regno Unito: se l'Australia è partita a bomba con il divieto, il...
[solo per supporter]

MyFitnessPal ha acquisito Cal AI


Startup
MyFitnessPal ha acquisito Cal AI, startup di conteggio calorie basata su IA che stima i valori nutrizionali a partire da una foto, sviluppata un gruppo di sedicenni e portata dai medesimi a 50 milioni di dollari in annual recurring revenue. Dopo quasi un anno di trattative (chiuse a dicembre), l’app resterà indipendente e il team di sette persone viene mantenuto. Cal AI è già stata collegata al vasto database alimentare di MyFitnessPal; l’azienda non prevede di fonderla nel prodotto principale perché le due app puntano a pubblici diversi: velocità vs precisione.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Perché è importante?

Ricordo il giorno in cui quest'app è uscita, ne parlavano tutti perché è stata sviluppata da dei sedicenni...
[solo per supporter]

Letture interessanti


In lingua inglese.

Come sono falliti i colloqui tra Anthropic e il Dipartimento della Difesa


nytimes.com (eng)

SaaS dentro, SaaS fuori: ecco cosa sta guidando la SaaSpocalypse


techcrunch.com (eng)

Parliamo del robot umanoide nella stanza


matthiasplappert.com (eng)

La terza era dello sviluppo dei software AI


x.com (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

AWS di Amazon segnala un'interruzione dopo che il data center degli Emirati Arabi Uniti è stato colpito da "oggetti"


reuters.com (eng)

Il ThinkBook modulare a due schermi di Lenovo è il laptop futuristico per cui faccio il tifo


pcmag.com (eng)

Leica Leitzphone: un telefono davvero speciale per i fotografi


petapixel.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/TiE2F1V841A?…

iPhone 17e


Ecco il breve video di presentazione del nuovo iPhone 17e, il modello più economico della linea.

Vedi video su youtube.com (eng - 1:12)

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Apple lancia l'iPhone 17e


In breve:


Apple ha inaugurato una settimana di annunci hardware con l’iPhone 17e, modello “entry-level” della nuova gamma: parte da 599 dollari e integra un chip A19 (il processore principale), un nuovo modem C1X per la connettività mobile, vetro più resistente, ricarica MagSafe e 256 GB di memoria di base. Aggiornato anche l’iPad Air, che mantiene prezzi e design ma passa al chip M4, fino al 30% più veloce.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Apple launches lower cost iPhone 17e and a new iPad Air powered by its M4 chip
Apple opens week of product launches with refreshed low-cost iPhone and a faster iPad Air, as it begins what looks to be a broader multi-day hardware push.
CNBCMacKenzie Sigalos

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MyFitnessPal ha acquisito Cal AI


Un'app multimilionaria sviluppata da sedicenni.

In breve:


MyFitnessPal ha acquisito Cal AI, startup di conteggio calorie basata su IA che stima i valori nutrizionali a partire da una foto, sviluppata un gruppo di sedicenni e portata dai medesimi a 50 milioni di dollari in annual recurring revenue. Dopo quasi un anno di trattative (chiuse a dicembre), l’app resterà indipendente e il team di sette persone viene mantenuto. Cal AI è già stata collegata al vasto database alimentare di MyFitnessPal; l’azienda non prevede di fonderla nel prodotto principale perché le due app puntano a pubblici diversi: velocità vs precisione.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

MyFitnessPal has acquired Cal AI, the viral calorie app built by teens | TechCrunch
After wooing Cal AI for months, MyFitnessPal has successfully acquired its up-and-coming rival, Cal AI, the app built by teens soaring on the apps stores.
TechCrunchJulie Bort

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Qualcomm presenta un nuovo chipset per dispositivi indossabili


Più veloce, efficiente, autonomo e veloce da cariare.

In breve:


Al Mobile World Congress 2026, Qualcomm ha presentato Snapdragon Wear Elite, un chip pensato per smartwatch, occhiali smart e “AI pin”. Integra una NPU (processore dedicato all’intelligenza artificiale) per eseguire sul dispositivo modelli da miliardi di parametri e Wi‑Fi a bassissimo consumo. Offre più velocità, autonomia (migliorata del 30%) e ricarica rapida, rendendo possibili funzioni “agentiche” e di memoria digitale per wearable di Samsung, Google e altri.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

How Qualcomm’s new wearables chipset could spell the end of smartphone dominance
The new Snapdragon Wear Elite chip could make a big impact on the future of personal computing, from glasses to watches.
ZDNETNina Raemont

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Claude di Anthropic sorpassa ChatGPT nell'App Store


Dopo le critiche dell'accordo tra OpenAI e il Pentagono.

In breve:


Claude, il chatbot di Anthropic, ha superato ChatGPT di OpenAI diventando l’app gratuita più scaricata negli Stati Uniti sull’App Store. Il sorpasso sembra essere legato alle critiche verso OpenAI che ha appena annunciato una collaborazione con il Dipartimento della Difesa USA (il Pentagono) per usare l’IA su reti riservate. Anthropic ha invece denunciato i rischi di sorveglianza di massa e armi autonome, che ha portato all'annullamento del contratto da parte dell’amministrazione Trump.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic’s Claude overtakes ChatGPT in App Store
Here’s why that happened and what it means for the future of AI.
MashableJack Dawes

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Regno Unito fa partire dei test di ban dei social media per centinaia di teenager


Disegnerà la legge in base ai dati raccolti.

In breve:


Il governo britannico ha avviato una sessione di consultazione pubblica di tre mesi, definita “la più ambiziosa al mondo”, per valutare misure contro gli effetti negativi di social e smartphone sui minori; tra le possibilità: divieto delle piattaforme social sotto i 16 anni, limiti di tempo, coprifuoco notturno e stop a funzioni “addictive" come scroll infinito e autoplay. Partono anche test su circa 150 ragazzi (range 13-15 anni) per misurare impatti su sonno, umore e attività fisica.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Hundreds of UK teenagers to pilot social media bans and restrictions
Trials to form part of three-month consultation on Keir Starmer’s plans to tackle negative effects of smartphone use
The GuardianRobert Booth

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Apple lancia l'iPhone 17e


Il più economico della linea.

In breve:


Apple ha inaugurato una settimana di annunci hardware con l’iPhone 17e, modello “entry-level” della nuova gamma: parte da 599 dollari e integra un chip A19 (il processore principale), un nuovo modem C1X per la connettività mobile, vetro più resistente, ricarica MagSafe e 256 GB di memoria di base. Aggiornato anche l’iPad Air, che mantiene prezzi e design ma passa al chip M4, fino al 30% più veloce.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Apple launches lower cost iPhone 17e and a new iPad Air powered by its M4 chip
Apple opens week of product launches with refreshed low-cost iPhone and a faster iPad Air, as it begins what looks to be a broader multi-day hardware push.
CNBCMacKenzie Sigalos

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Wild Areas


La pesca non si può limitare al piacere della cattura di un pesce fine a se stesso. L’autore descrive l’ambiente, le aspettative, l’eccitazione di immergersi in un contesto selvaggio, come parti essenziali di un’azione mai uguale ma sempre da inventare.

foto in alto: l’autore nel cuore della tempesta. Tra schiuma e rocce, una spigola maculata così bella e potente, fa mancare il respiro.

La penna fatica a imprimere ogni singola emozione che si prova davanti all’immensità della natura selvaggia: spiagge incontaminate dove la sabbia sfida i vulcani, onde maestose che esplodono in una nebbia salina, scogliere misteriose e sentieri che paiono portali verso mondi ignoti. In questo racconto la pesca è scoperta pura, un viaggio senza traguardi definiti, una sfida costante contro l'imprevedibile.

Preparativi - Sto chiudendo lo zaino. Mi aspettano ore di cammino tra scogliere impervie, pareti scoscese e chilometri di costa senza anima viva. Devo essere pronto a tutto, restare idratato e portare solo l’essenziale nel mio cammino oceanico verso l’avventura totale. Non conosco questi luoghi; sono terre inesplorate per chi pesca da riva, angoli che conservano una "verginità" primordiale. Il target? I grandi predatori che l’oceano cela lontano dalla civiltà. Scelgo un’attrezzatura all-around: canna da 2,70 metri con casting fino a 70 grammi e mulinello taglia 6000. Punto a pesci di mole spaziando tra varie tecniche, ma non potendo portare tutto, devo adattarmi. Nella scatola inserisco jerk, gomme, jig e minnow: i miei alleati contro l’ignoto. L'adrenalina è già in circolo e la fatica non mi spaventa; il desiderio di mare è tale da annullare ogni traccia di acido lattico.
Vasta, immensa, primordiale: Cofete. In basso: un passaggio difficile tra gli scogli, è la sfida della pesca wild dove l'oceano ruggisce.
Fuerteventura - Ci siamo, parcheggio, guardo l’orizzonte cercando risposte, con uno sguardo che è complicità e sfida insieme. Inizio a camminare con la mente già alienata dalla realtà: cosa accadrà? Quale gigante riuscirò a portare a riva? Un ultimo sguardo al mondo conosciuto e m’immergo tra sabbia e rocce per oltre tre chilometri. Sono a Fuerteventura, nell’estremo sud dell’isola. Qui la pesca è inventiva pura, uno sguardo che scruta ogni increspatura all'orizzonte e un'attenzione sempre rivolta alle onde giganti che flagellano la costa. Cammino nel silenzio, tanto che il tempo sembra fermo, interrotto solo dal respiro del mare e dal vento. Qualche mulinello di sabbia danza intorno a me mentre il cielo disegna nuvole spettacolari. Il sole picchia duro; a queste latitudini la protezione UV è vitale. Borraccia piena, sali minerali e acqua dosata con cura: la giornata è lunga e la disidratazione è un nemico invisibile. Dopo quarantacinque minuti arrivo al primo spot: una risacca protetta da costoni di roccia su un fondale misto, territorio di caccia delle grandi spigole maculate. All'improvviso il meteo cambia; le nuvole avvolgono le cime degli antichi vulcani alle mie spalle. Sono solo, immerso in un’atmosfera spettrale e fiabesca. Lancio un jig azzurro e argento, scagliandolo lontano per farlo lavorare negli avvallamenti creati dalle onde. Ed ecco... Bam! Una cacciata violenta piega la canna di colpo. Inizia il combattimento tra i flutti; il vento soffia alle spalle e devo recuperare contro corrente. Poi la vedo. "Oddio!" urlo al vento.

Una spigola maculata enorme mostra la sua livrea puntinata. Mi sposto rapido sulla sabbia per spiaggiarla in sicurezza. Dopo alcune ripartenze, eccola: è mia! Un urlo di gioia rompe il silenzio. Il target della giornata è lì a pochi centimetri da me, dopo pochissimi lanci. Incredibile! Qualche foto e poi il rilascio, sancendo la vittoria nella sfida e restituendole la libertà. Setto di nuovo l’attrezzatura e porto a riva qualche altro esemplare più piccolo. Il meteo è molto variabile; faccio mente locale, sento l'energia scorrere tra i muscoli e l'adrenalina a palla mi spinge a rimettermi in cammino. Un'altra mezz'ora di marcia, uno snack veloce e sono pronto per il nuovo obiettivo: la palamita.
Le sfumature blu mare e i riflessi intensi che accendono la livrea della palamita atlantica.
La marea sta montando, ho poco tempo e lo spot è un labirinto di rocce affioranti dove la canna è l’unico alleato e il mulinello deve reggere l'urto. Ho la pelle d’oca, sento che il predatore è vicino. Studio i varchi tra gli scogli, cercando un punto dove poter salpare un eventuale pesce senza rischi. Innesco un minnow da cm 10, con un nuoto tra 1,2 e 2 metri per evitare incagli. So che in questi posti ho poche chance: o ai primi lanci, o mai più. Intorno a me solo roccia e silenzio. Quel battito profondo del cuore che precede l'attacco... credo possiate capire. Il minnow buca l'acqua, inizio il recupero e... strike! Un missile sbobina il mulinello e pare volerlo incendiare! Faccio fatica, salto tra i massi con l'agilità di una capra selvatica, con la mente fusa al carbonio della canna.
Un artificiale di alta fattura artigianale, armato con ami robusti e affilati, progettato per resistere alla forza dei grandi predatori.
La potenza è inconfondibile: palamita! Dopo minuti di tensione estrema tra rocce infernali, finalmente la porto a riva. Una livrea blu oceano, striata, magnifica. Foto veloce e torna subito nel suo elemento. La pesca è un’esplosione di sensazioni pronte a fuoriuscire; quando la strategia trova conferma nella cattura, la soddisfazione travolge ogni fatica. È una vittoria totale, un equilibrio tra l'astuzia della mente e la forza del corpo.
Lo sciarrano dalla livrea spettacolare che sembra dipinta a mano dal mare.
Approccio Light - Ma l’avventura non finisce con i giganti. Esiste un modo ancora più intimo di vivere questi spot: l’approccio light. Per chi ama la leggerezza, il divertimento si trasforma in pura precisione. Un setup minimale, con canne da 10-30 grammi o perfino l’ultralight fino a 10 grammi, rende il cammino tra i sentieri impervi molto più agile, trasformando la giornata in un’esperienza sensoriale dove ogni minima vibrazione conta più della taglia estrema. In queste wild areas, la magia è garantita dall’ambientazione incontaminata. Il segreto sta nel viaggiare leggeri: piccole gomme e micro metal jig da recuperare energicamente tra i labirinti di roccia, lì dove si nascondono i colori degli sciarrani, la forza delle piccole cernie e l'eleganza di lecce, donzelle e saraghi di notevoli dimensioni. E quando il sole scotta, il paradiso è a portata di mano: pescare immersi nell'acqua cristallina mentre piccoli serra e lecce saettano tra le onde.
Piccole, cattive e divertentissime: le cernie di scoglio sanno bene come dare filo da torcere a un setup light!
Al primo riflesso metallico, al minimo movimento frenetico del jig, l’attacco è immediato e feroce, capace di dare "filo da torcere" ai trecciati sottili. È la pesca nella sua forma più pura: tu, il mare e un brivido che corre lungo il filo. Le coste di Fuerteventura mi hanno insegnato che l’ignoto non va temuto, ma cercato con rispetto. Che sia il combattimento con un gigante o il guizzo di un piccolo pesce nell'acqua cristallina, è questa l'essenza della nostra passione: l'attesa del colpo di scena. Preparate lo zaino, scegliete i vostri alleati migliori e immergetevi nel selvaggio. Il mare vi aspetta, pronto a regalarvi la prossima, indimenticabile storia da raccontare.


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I built an interactive simulation inspired by psychologist Tolman's 1948 cognitive map theory. A virtual sowbug explores a 2D space, builds spatial representations and internally simulates paths before committing to a location.

I am currently working on it, and supports these features:

- KDE density fields
- Cognitive map viz
- Stimuli and obstacles in the world
- Logging of accumulated knowledge over time

Public repo here:
github.com/andrea-dagostino/to…


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Tentacoli di Squadra


Ecco la Photogallery della bellissima gara di Eging che si è svolta sabato 21 febbraio. L'articolo completo sul numero di Aprile di Mondo Pesca.

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OpenAI raccoglie 110 miliardi di dollari: il più grande round privato nel settore tech


La valutazione toccherà gli 840 miliardi.

In breve:


OpenAI ha chiuso un aumento di capitale da 110 miliardi di dollari, il più grande mai visto nel tech privato, portando la valutazione a 840 miliardi. I fondi arrivano da Amazon, Nvidia e SoftBank. Oltre al denaro, l’accordo include enormi quantità di potenza di calcolo per addestrare e far funzionare i modelli, sia su chip Nvidia sia su quelli proprietari di Amazon. L’intesa non cambia i patti con Microsoft, che resta partner chiave per cloud e licenze. OpenAI giustifica il round con la forte crescita: 900 milioni di utenti settimanali e 50 milioni di abbonati.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

OpenAI raises $110 billion in largest-ever private tech funding round, Nvidia throws in $30 billion — AI startup now valued at $730 billion
The deal values OpenAI at $730 billion pre-money and locks in dedicated access to Nvidia’s next-gen Vera Rubin.
Tom's HardwareLuke James

Riassunto completo:


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Pentagono caccia Anthropic, OpenAI record finanziamento, Inizia il MWC a Barcellona


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.

La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Ciao, sono Amir! Questa è la rassegna n. 476 ed è stata finalizzata alle 03:51 del mattino, lunedì 2 marzo 2026. I lettori di Morning Tech sono attualmente 4,849.

Buon lunedì,
settimana scorsa abbiamo seguito l'ultimatum imposto dal Pentagono ad Anthropic per rimuovere i limiti di Claude su sorveglianza e armi autonome ma Amodei non ha ceduto e OpenAI ha preso il suo posto. Poi rimarremo in tema OpenAI per parlare della sua scalata verso l'IPO; vedremo l'inizio del Mobile World Congress di Barcellona, e tanto altro ancora. Buona lettura!

Sei nella versione free
Significa che non vedi il podcast, i commenti dell'autore, non hai accesso all'app, agli editoriali in anteprima e visualizzi la pubblicità.

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 272 - Lunedì 2 Marzo
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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Il Pentagono taglia fuori Anthropic e lo rimpiazza con OpenAI


Politica
Poche ore dopo l’ordine di Donald Trump alle agenzie federali di smettere di usare Claude (il modello di Anthropic), OpenAI ha annunciato un accordo con il Pentagono per portare i suoi modelli anche su reti militari “classificate”, cioè accessibili solo a personale autorizzato. Sam Altman dice che nel contratto ci sono limiti chiari: niente sorveglianza di massa negli USA e niente uso della forza senza un umano responsabile (quindi no armi letali completamente autonome). Il quadro è ancora poco chiaro perché questi due limiti sono stati la causa della rottura con Anthropic.
~
Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: Ansa

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OpenAI raccoglie 110 miliardi di dollari: il più grande round privato nel settore tech


Business
OpenAI ha chiuso un aumento di capitale da 110 miliardi di dollari, il più grande mai visto nel tech privato, portando la valutazione a 840 miliardi. I fondi arrivano da Amazon, Nvidia e SoftBank. Oltre al denaro, l’accordo include enormi quantità di potenza di calcolo per addestrare e far funzionare i modelli, sia su chip Nvidia sia su quelli proprietari di Amazon. L’intesa non cambia i patti con Microsoft, che resta partner chiave per cloud e licenze. OpenAI giustifica il round con la forte crescita: 900 milioni di utenti settimanali e 50 milioni di abbonati.
~
Fonte: Tom's Hardware
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Perché è importante?

Perché sarà l'anno più grande che la storia abbia mai visto per quello che riguarda le IPO. Quando abbiamo...
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Oggi inizia il Mobile World Congress 2026 a Barcellona


Tecnologia
Oggi si apre a Barcellona il Mobile World Congress 2026, fiera dedicata a smartphone e reti mobili. Honor presenta il pieghevole Magic V6, spesso 8,75 mm da chiuso e atteso in Europa nella seconda metà dell’anno. Xiaomi debutta con il Leica Leitzphone e mostra un tracker per oggetti simile ad AirTag. Tra gli accessori si vedono powerbank molto sottili e nuovi dispositivi rugged con batterie ad alta capacità. Samsung porta aggiornamenti su privacy e video per il Galaxy S26 Ultra.
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Fonte: CNET
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Il nuovo Copilot Tasks di Microsoft fa finalmente il lavoro per te


Intelligenza Artificiale
Microsoft ha presentato Copilot Tasks, una versione in anteprima che trasforma Copilot da semplice chatbot a strumento capace di eseguire azioni online. Usa un ambiente di navigazione dedicato per completare attività in più passaggi, come cancellare iscrizioni, monitorare annunci o preparare risposte alle email. Può anche creare materiali per studio e lavoro. Non opera in autonomia totale: chiede conferma prima di inviare messaggi o effettuare pagamenti. È disponibile per un numero limitato di utenti tramite lista d’attesa.
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Fonte: Digital Trends
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Perché è importante?

Perché se l'anno scorso è stato denominato da molti "l'anno dell'IA agentica", quest'anno corrente sarà invece...
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Grandi giornali si uniscono per uno standard su come l'IA deve usare i contenuti


Legge
BBC, Financial Times, The Guardian, Sky News e Telegraph Media Group hanno lanciato SPUR (Standards for Publisher Usage Rights), una coalizione per definire standard tecnici e regole di licenza sull’uso dei contenuti giornalistici da parte dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è ridurre lo “scraping” non autorizzato, garantire consenso, attribuzione e pagamenti equi, e aumentare trasparenza e fiducia.
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Fonte: The Guardian
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Perché è importante?

Perché è un passo importante verso una regolarizzazione la cui assenza ha visto una totale anarchia nel training...
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Letture interessanti


In lingua inglese.

L'algoritmo dietro a un post su X


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Decisioni di carriera se prendi sul serio l'AGI


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Aziende di software che acquistano software: una storia di ecosistemi e fornitori


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L'intelligenza artificiale e la mia crisi di significato


bearblog.dev (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Ultrahuman punta su un anello intelligente riprogettato per il mercato USA dopo la controversia legata all'Oura


techcrunch.com (eng)

Xiaomi lancia lo smartphone 17 Ultra, un clone dell'AirTag e un powerbank ultrasottile


techcrunch.com (eng)

Gli hacker hanno attaccato app e siti web iraniani dopo gli attacchi USA-Israele


reuters.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/MPTNHrq_4LU?…

Dario Amodei risponde


Ecco l'intervista integrale di CBS News con tutte le dichiarazioni ufficiali del CEO di Anthropic, Dario Amodei, dopo che la sua azienda è stata rimpiazzata da OpenAI per l'uso in ambito militare.

Vedi video su youtube.com (eng - 27:43)

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Il Pentagono taglia fuori Anthropic e lo rimpiazza con OpenAI


In breve:


Poche ore dopo l’ordine di Donald Trump alle agenzie federali di smettere di usare Claude (il modello di Anthropic), OpenAI ha annunciato un accordo con il Pentagono per portare i suoi modelli anche su reti militari “classificate”, cioè accessibili solo a personale autorizzato. Sam Altman dice che nel contratto ci sono limiti chiari: niente sorveglianza di massa negli USA e niente uso della forza senza un umano responsabile (quindi no armi letali completamente autonome). Il quadro è ancora poco chiaro perché questi due limiti sono stati la causa della rottura con Anthropic.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

OpenAI to work with Pentagon after Anthropic dropped by Trump over company’s ethics concerns
CEO Sam Altman claims military will not use AI product for autonomous killing systems or mass surveillance
The GuardianAdam Gabbatt

Riassunto completo:


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Grandi giornali si uniscono per uno standard su come l'IA deve usare i contenuti


Una nuova coalizione di nome "SPUR".

In breve:


BBC, Financial Times, The Guardian, Sky News e Telegraph Media Group hanno lanciato SPUR (Standards for Publisher Usage Rights), una coalizione per definire standard tecnici e regole di licenza sull’uso dei contenuti giornalistici da parte dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è ridurre lo “scraping” non autorizzato, garantire consenso, attribuzione e pagamenti equi, e aumentare trasparenza e fiducia.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Major news brands including the Guardian form new coalition to promote responsible AI licensing
The Guardian joins the BBC, Financial Times, Sky News, and Telegraph Media Group as a founding member of Spur - the Standards for Publisher Usage Rights coalition.
The GuardianThe Guardian

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Questa voce è stata modificata (2 giorni fa)

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Il Pentagono taglia fuori Anthropic e lo rimpiazza con OpenAI


Ma ci sono ancora delle cose che non tornano.

In breve:


Poche ore dopo l’ordine di Donald Trump alle agenzie federali di smettere di usare Claude (il modello di Anthropic), OpenAI ha annunciato un accordo con il Pentagono per portare i suoi modelli anche su reti militari “classificate”, cioè accessibili solo a personale autorizzato. Sam Altman dice che nel contratto ci sono limiti chiari: niente sorveglianza di massa negli USA e niente uso della forza senza un umano responsabile (quindi no armi letali completamente autonome). Il quadro è ancora poco chiaro perché questi due limiti sono stati la causa della rottura con Anthropic.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

OpenAI to work with Pentagon after Anthropic dropped by Trump over company’s ethics concerns
CEO Sam Altman claims military will not use AI product for autonomous killing systems or mass surveillance
The GuardianAdam Gabbatt

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Il nuovo Copilot Tasks di Microsoft fa finalmente il lavoro per te


Lo attendavamo da tempo.

In breve:


Microsoft ha presentato Copilot Tasks, una versione in anteprima che trasforma Copilot da semplice chatbot a strumento capace di eseguire azioni online. Usa un ambiente di navigazione dedicato per completare attività in più passaggi, come cancellare iscrizioni, monitorare annunci o preparare risposte alle email. Può anche creare materiali per studio e lavoro. Non opera in autonomia totale: chiede conferma prima di inviare messaggi o effettuare pagamenti. È disponibile per un numero limitato di utenti tramite lista d’attesa.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Microsoft’s new Copilot Tasks finally does the work for you
Microsoft’s Copilot Tasks shifts AI from chat to action, silently handling everything from apartment hunting to canceling subscriptions while you focus on other things.
Digital TrendsPaulo Vargas

Riassunto completo:


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Oggi inizia il Mobile World Congress 2026 a Barcellona


La fiera mobile più importante al mondo.

In breve:


Oggi si apre a Barcellona il Mobile World Congress 2026, fiera dedicata a smartphone e reti mobili ma ci sono già stati degli annunci: Honor ha presentato il pieghevole Magic V6, spesso 8,75 mm da chiuso e atteso in Europa nella seconda metà dell’anno corrente. Xiaomi debutta con il Leica Leitzphone (collaborazione con la tedesca Leica) e presenta un tracker per oggetti simile ad AirTag e un powerbank ultra sottile.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

MWC 2026 Updates: News, Updates and Product Announcements
The world’s most important mobile show kicks off on Monday and will show off wild phone concepts along with new devices launching later this year.
CNETSee full bio

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Di fronte alla mareggiata


La ragione senza forza è impotenza. E averci visto giusto non mi basta più.

Alla terza settimana di gennaio un ciclone di nome Harry ha spazzato il sud Italia.

La costa ionica catanzarese è stata una delle zone più colpite dalla tempesta. Si tratta dei luoghi in cui è nata la mia compagna e li frequento da quando stiamo insieme; Davoli, Soverato, Catanzaro Lido fanno ormai parte della mia geografia affettiva.

L’impeto della natura non ha risparmiato nessuna di queste località, che ormai mi sono famigliari. In quelle ore, circolando nel sistema nervoso digitale, decine e decine di immagini che testimoniavano la devastazione hanno lottato per ottenere la mia attenzione.

Negli stessi giorni, qualche migliaio di chilometri più a nord, a Davos, in Svizzera, i potenti del pianeta si sono ritrovati al World Economic Forum per celebrare la loro liturgia.

Ma quest'anno la messa non ha avuto il consueto tono giubilante; assomigliava più al de profundis del mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a oggi.

In un discorso lucido e potente, il primo ministro canadese Mark Carney ha affermato in modo chiaro e senza ambiguità che l'ordine globale basato sulle regole è sempre stato una finzione a cui abbiamo voluto credere.

Spazzata via dalla spietata franchezza con cui i nuovi autocrati globali esprimono la loro volontà di dominio e potenza, quella finzione non esiste più.

Frastagliata nel flusso senza sosta dell’informazione elettronica, la mia attenzione rimbalza tra Davos e la Calabria in modo così rapido da non dare al mio sguardo il tempo necessario per ricalibrare la forma con cui osserva gli eventi.

Mi trovo così a osservarli entrambi con la stessa postura: quella di chi pensa di trovarsi al sicuro di fronte alla mareggiata.

Sulla metafora del naufragio con spettatore, il filosofo tedesco Hans Blumenberg ha scritto un libro meraviglioso, che ha avuto un’influenza enorme sul mio modo di pensare.

Blumenberg parte da un’idea forte: che il senso complessivo di una vita, del mondo o della storia sfugga al concetto e vengano invece tenute insieme da immagini durevoli, che la cultura rielabora nel corso dei secoli.

Per il filosofo tedesco, la storia di una metafora è la lente attraverso cui è possibile osservare il tipo di rapporto che una civiltà intrattiene con la realtà che definisce il suo contesto.

La metafora del naufragio con spettatore disegna una tensione tra il polo del pericolo estremo - a cui è esposto chi è in mare - e quello della sicurezza - di cui gode chi osserva.

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È in questa tensione che, si fa strada una domanda , tanto moderna quanto velenosa: che cosa significa guardare la rovina altrui senza poter (o voler) intervenire?

La stessa domanda che ho sentito echeggiare leggendo, su X (Twitter, per i nostalgici) e altrove, il gongolare di alcuni influencer “di sinistra” davanti al discorso di Carney.

Un ritornello che recitava più o meno in questo modo: “vedete, adesso anche i potenti del mondo dicono quello che dicevamo noi prima che diventasse di moda. Avevamo ragione.”

Un compiacimento in cui fatico a non vedere la postura di chi, di fronte al disastro, si fa scudo della propria distanza di sicurezza dalle cose.

Perché rallegrarsi di aver avuto ragione quando le cose sono ormai evidenti anche a chi ha basato la sua intera ragion d’essere sulla menzogna, a me sembra solo un modo per nascondere il fatto di non aver avuto la forza necessaria per imporre alla Storia la direzione auspicata.

È una certificazione di sconfitta, di impotenza, da cui sento di dover uscire prima di tutto come individuo e poi come parte di qualcosa di più grande che la dimensione individuale la trascende.

È anche il motivo per cui, da qualche anno a questa parte, sono così ossessionato dalla questione del potere, di come ottenerlo e di come mantenerlo nel tempo.

Per quanto mi riguarda, la questione è capire come tornare a mettere la pelle in gioco e recuperare un senso di agentività davanti al disastro che vedo dispiegarsi davanti ai miei occhi.

Ho bisogno di fare un passo avanti e bagnarmi nel mare, per quanto spaventoso appaia ai miei occhi.

Non perché mi senta migliore di chi sta sulla riva, ma perché riconosco quella postura in me: l’istinto di restare asciutto, “al sicuro”, di trasformare tutto in analisi.

La lucidità che non cambia niente è solo un altro modo di avere paura.

Io vorrei smettere.

🌈 Ho un sogno 🌈


Mi piacerebbe che scrivere questo blog fosse la cosa a cui dedico la maggior parte del mio tempo e delle mie energie. Se ti piace quello che scrivo puoi donarmi 1€ e aiutarmi a realizzarlo. Per farlo non devi far altro che cliccare il pulsante e seguire le istruzioni.
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Come ho risolto il mio problema con il potere


Da qualche tempo ho la sensazione di avere qualcosa di irrisolto con il concetto di potere.

Se l’autoanalisi che ho fatto è corretta, credo abbia a che fare con la mia formazione. Da millennial sento di essere cresciuto con l’idea che il potere corrompa.

Sospetto che possa essere un dato generazionale, perché la stessa idea ce l’hanno anche alcuni amici con cui mi sono confrontato a proposito della mia sensazione, ma siccome vorrei evitare di generalizzare resto su di me.

Mi sono formato in un mondo in cui la musica si divideva in modo radicale tra “commerciale”, quella plasticosa e senz’anima ingegnerizzata dalle case discografiche, e “alternativa”, quella viscerale e diretta delle autoproduzioni.

It’s my job to keep punk rock elite, gridava Fat Mike in un pezzo dei NOFX; un inno alla purezza sottoculturale, che celebrava l’indipendenza dalle logiche mercificanti del mercato e dell’industria.

Sia il primo che la seconda erano incarnazioni di quel potere che stavo imparando a rifiutare a favore di un ethos diverso, lo stesso che nutriva il movimento no global e ritrovavo nelle pagine di No Logo di Naomi Klein, che usciva proprio in quegli anni.

Anni fondamentali per la mia formazione, in cui prima ho scavato un solco tra me e la politica istituzionale e poi, più tardi, tra me e il fare politica tout court. Una risposta disfunzionale all’imperativo di tenermi a distanza da ogni forma di potere, qualunque essa fosse.

Dico disfunzionale perché, a vent’anni di distanza da quel periodo, guardandomi intorno mi sono accorto che nella stanza dei bottoni erano entrati o stavano entrando i peggiori della mia generazione.

Oggi a poter prendere decisioni che hanno un impatto concreto sulla mia vita sono persone che, al liceo, se andava bene, venivano condannate a un’esistenza reietta o che, se andava male, si beccavano pure una certa quantità bullismo politico.

Come avevano fatto ad arrivare lì?

Ma, soprattutto, come mai non ci eravamo arrivati né io né nessun’altro di coloro che pensavo essere in qualche modo parte di un elite di persone politicamente avvedute?

L’istante in cui mi sono posto queste domande è stato anche quello in cui ho cominciato a interrogarmi e mettere in discussione il mio rapporto con il concetto di potere.

Da Lenin all’autonomia operaia, la sinistra - che è la parte politica a cui ancora sento di appartenere - non è mai stata timida nel fare della presa del potere il suo orizzonte.

Senza non si fa ciò che Marx chiede ai filosofi di fare, ovvero cambiare il mondo.

Tornare a questa consapevolezza mi ha permesso di avviare un processo di ricostruzione del mio rapporto con il potere, che ho iniziato dalla mia condizione professionale.

Lavorare come consulente indipendente significa navigare tra potere e status. In questo contesto, imparare a riconoscere, ottenere e usare il potere serve per raggiungere un risultato o un obiettivo. Farlo sul piano professionale non è molto diverso da farlo su quello politico.

O almeno così mi pare dopo aver letto Né verticale né orizzontale . Una teoria dell’organizzazione politica, il saggio di teoria dell’organizzazione scritto dal politologo Rodrigo Nunes.

Il libro prende le mosse dal fallimento del ciclo di lotte che si è aperto nel tra la crisi del 2007-2008 e le mobilitazioni globali del decennio successivo, evidenziando il limiti dell’approccio orizzontale alla politica che lo aveva caratterizzato e riproponendo in modo deciso la questione dell’organizzazione.

Come scrive Andrea Moresco su Il Tascabile, l’autore:

vuole offrire una terapia filosofica al cosiddetto trauma dell’organizzazione: se per Nunes tale paura dell’organizzazione è storicamente legata alla torsione autoritaria dei Paesi socialisti, l’inclinazione identitaria dei vari gruppi della sinistra radicale alle nostre latitudini ha perpetuato quel trauma anche tra le più giovani generazioni. Si può allora ripensare l’organizzazione non come la cristallizzazione di un’identità omogenea, da difendere dalle minacce esterne, ma come l’assemblaggio di parti molteplici in una potenza collettiva e la concentrazione di questa potenza su dei punti strategici condivisi.


Uno sforzo che si può fare solo riconoscendo che il potere si dà sempre all’interno di una tensione tra quello che esercitiamo sugli altri loro malgrado (potestas) e quello che ci mette in condizione di fare o ottenere qualcosa insieme a loro (potentia).

L’organizzazione è dunque il gesto - l’agire - che media la tensione tra questi due poli, così come media quella tra la verticalità e l’orizzontalità, l’unità e la diversità, la centralizzazione e la decentralizzazione.

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Tale mediazione è necessaria, perché un sistema non può essere del tutto spontaneo e privo di organizzazione; infatti, anche nelle espressioni politiche che appaiono meno strutturate e più spontanee esiste sempre una forma (magari implicita) di organizzazione.

Stigmatizzarla come il tentativo di imporre a queste espressioni una conformazione dall’esterno finisce per isolarle dal loro ambiente. E quando un sistema si isola, perde capacità di adattamento: tende a irrigidirsi, a dissipare energia, a scivolare verso il disordine.

L’organizzazione diventa così la capacità riunire e indirizzare le abilità collettive in un modo capace di produrre degli effetti sul piano politico.

Nella visione di Nunes, tale capacità si dà sempre in modo plurale e mai univoco. L’organizzazione è infatti una forma di ecologia al cui interno nuclei organizzativi diversi - il partito, il movimento, l’avanguardia - convivono e cooperano tra loro con approcci simbiotici (riformismo), intersezionali (costruzione dell’alternativa) o dirompenti (rivoluzione sociale), perché il cambiamento sistemico è sempre un processo di transizione non lineare, disomogeneo e conflittuale.

Descritta come un sistema ecologico, la teoria dell’organizzazione proposta da Nunes ha nella differenziazione delle funzioni uno dei suoi pilastri. Con questa espressione l’autore identifica il modo in cui una serie di funzioni fondamentali per l’azione politica possano essere svolte di volta in volta da attori diversi, con approcci e ruoli peculiari.

Finché queste funzioni vengono svolte da uno o più nuclei organizzativi, il sistema funziona e il principio di differenziazione fa sì che nessun nucleo sia costretto a integrare in modo verticale ognuna di esse.

Questa caratteristica permette di superare le posizioni estensive - come l’opposizione tra moderato e radicale - e rende l’isolamento possibile solo al costo di delegare ad altri, per intero e senza alcuno sforzo, il peso delle funzioni che uno specifico nucleo si rifiuta di eseguire.

Pensato in termini ecologici, il funzionamento dei nuclei organizzativi assomiglia a quello delle piattaforme digitali: offrono spazi di collaborazione che amplificano le possibilità senza determinarne le forme.

Nunes aggiorna così il lessico dell’azione politica a un’epoca in cui la società di massa è stata frantumata nelle nicchie e nei segmenti che il ciclo di produzione del dato digitale genera all’infinito e senza sosta.

In questo tempo in cui movimenti di massa nascono anche in assenza di organizzazioni di pari dimensioni, pensare in maniera ecologica all’organizzazione significa sviluppare la capacità di pensare e agire strategicamente per individuare e sfruttare le opportunità che un determinato contesto offre, rinunciando all’illusione di poter dare al corso della Storia un senso organico e teleologico.
Copertina del libro "Né verticale né orizzontale. Una teoria dell'organizzazione politica" di Rodrigo Nunes.

“Né verticale, né orizzontale. Un dialogo tra teoria e pratiche dell’organizzazione” - Trento, 16 gennaio, libreria due punti.


Venerdì 16 gennaio avrò il piacere di presentare Rodrigo Nunes e Né verticale né orizzontale a Trento, insieme a Federico Zappini che ci ospiterà alla libreria due punti (se ti serve: l’incontro è alle 18:00).

Quando ci si è presentata l’occasione di farlo, Federico e io siamo stati subito d’accordo su una cosa: volevamo che la presentazione fosse anche un modo per cogliere l’invito che il libro fa a pensare e agire in modo ecologico e strategico.

Scambiandoci idee e spunti su come condurre la presentazione siamo finiti a riflettere su quale fosse la funzione che un librario (lui) e uno scrittore (io) potessero assolvere nell’ecologia politica del territorio a cui entrambi apparteniamo.

Ci siamo detti che avremmo potuto provare ad agire come connettori, costruendo un momento che non si esaurisca nella presentazione dell’importante lavoro teorico che Nunes ha fatto con questo libro.

Abbiamo l’ambizione di provare a costruire, o almeno ad abbozzare, un quel “dialogo tra teoria e pratica dell’organizzazione” che dà il titolo all’evento che stiamo preparando.

Alla conversazione con Nunes proveremo a far seguire un confronto tra persone che appartengo a nuclei organizzativi diversi e, attraverso di essi, provano a incidere su tre temi chiave del tempo e del luogo in cui viviamo: adattamento al cambiamento climatico, accelerazione tecnologico e lavoro, diritto e accessibilità economica alla casa.

In questi giorni Federico e io stiamo lavorando per individuare e invitare le persone che vogliamo coinvolgere in questo dialogo.

Se sei un’attivista, fai parte di un’organizzazione e vorresti partecipare, ma non ti abbiamo ancora contattato prima di tutto: scusa, scrivimi alla mail che trovi nella pagina dei contatti e ti darò tutte le informazioni che ti servono.



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Dorothea Lange: le fotografie che l'America voleva nascondere al mondo


“Impounded” di Dorothea Lange ci mette di fronte ad una delle più grandi sconfitte morali dei popoli democratici


In una delle puntate cruciali dell'Uomo nell'Alto Castello, serie pluripremiata di Amazon Studios ispirata al romanzo "La svastica sul Sole" di Philip K. Dick, accade una cosa alquanto significativa per lo sviluppo della storia e dei suoi personaggi. Nel tentativo di sopprimere il possibile scoppio di una guerra civile, i Giapponesi, vincitori della II Guerra Mondiale insieme alla Germania, vengono espulsi dal territorio americano. I più ricchi, riescono a strappare un passaggio per il Giappone, via mare. Tutti gli altri, invece, vengono trasportati in campi di lavoro forzato.

La messa in scena ideata magistralmente da Frank Spotnitz è estremamente truculenta, tesa. Fino agli ultimi secondi, non sappiamo cosa accadrà ai nostri beniamini; quale destino li attenderà e cosa i Tedeschi, da quel momento in poi, avrebbero attuato per continuare a mantenere saldo il loro dominio mondiale.

Siamo messi di fronte ad un altro ribaltamento delle carte in tavola, l'ennesimo di una serie televisiva che per tensione, colpi di scena e brutalità espressa si è sempre contraddistinta positivamente nel palinsesto di Prime Video. Da quell'evento cruciale, la storia cambia, si sviluppa tutta in discesa, portandosi alla sua naturale conclusione (che non ti spoilero, ma è fuori di testa!) nelle puntate successive.

Quella ideata nella serie televisivaè ovviamente una montatura. I Tedeschi non hanno vinto la guerra mondiale e i Giapponesi, di conseguenza, non si sono divisi i territori con loro. La storia, sappiamo bene tutti, è andata in tutt'altra direzione. Tuttavia, come accade spesso nel mondo cinematografico, qualcosa di vero c'è:

I Giapponesi, nei campi di internamento, furono mandati per davvero. Non dai Tedeschi, però, ma da quegli stessi Americani chiamati liberatori oltre oceano.


Dorothea Lange, fotografa che credo non abbia bisogno di presentazioni, quella disumanizzazione di un popolo l'ha fotografata, realizzando un documento sociale, commissionato inizialmente dal Presidente Roosevelt (1942), e poi censurato dallo Stato. Le sue fotografie, raccolte recentemente nel volume "Impounded" (2008), ci mettono di fronte all'accaduto, mostrandoci un rovescio della medaglia che spesso contraddistingue le sconvolgenti incongruenze di ogni fazione militare: buona o cattiva che sia.


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Il frantumarsi del sogno americano


Dorothea Lange, questo lavoro, non voleva farlo.

Quandoil Presidente Roosevelt le commissionò la documentazione del ricollocamento dei Giapponesi nei campi di internamento, Dorotheafu assalita da un dilemma morale. Non poteva sopportare l'idea dell'approvazione di un provvedimento chiaramente ingiusto nei confronti di un popolo, ma altresì, da fotografa, riconosceva la possibilità di realizzare un "ritratto fedele delle operazioni che sarebbe stato utile in futuro". Alla fine cedette, ma non senza qualche remora.
California, su un autobus diretto al centro di internamento di Tanforan (1942), di © Dorothea Lange // U.S. National Archive
Il motivo che portò Roosevelt ad attuare il piano fu quello di documentare la gestione amministrativa di un problema di immigrazione che l'America stava fronteggiando da diversi decenni. Come racconta Ilaria Sala, nell'articolo "Dorothea Lange: l'internamento giapponese attraverso le sue foto", già a fine '800 «la cultura nativista alla base degli Stati Uniti, mista a forze economiche, sociali e pregiudizi di matrice razzista, portarono il governo a limitare il numero e la provenienza di migranti sul suolo nazionale».

Prima con il Chinese Exclusion Act, nel 1882, per poi giungere al Immigration Act, nel 1917, e successive riforme, l'America stava gestendo la questione dell'immigrazione di popoli provenienti dall'Asia con il chiaro intento di limitarne i numeri in entrata e la loro diffusione sul territorio americano. Dopo Pearl Harbor (1941), la situazione si aggravò. E da solo nemico economico, il Giappone si trasformò presto in minaccia interna. L'Executive Order 9066,approvato da Roosevelt,e fotografato da Dorothea Lange,fu così l'ultimo atto di un "crescente sentimento anti-giapponese". L'incrinarsi del sogno americano.
Hayward, California. I membri della famiglia Mochida in attesa del pullman di evacuazione (1942), di © Dorothea Lange // U.S. National Archive

La guerra non risparmia nessuno


La guerra non sembra risparmiare nessuno. Neanche chi, in America, ci è nato e cresciuto. Neanche chi, in fondo, si era impegnato a non fare troppo rumore per evitare di disturbare in una terra che rappresentava l'unica possibilità di salvezza.

Dorothea Lange ha assistito ad un'ingiustizia a cielo aperto. Dopo neanche un decennio da quello che era stato il piegarsi dello spirito americano, a causa di una Grande Depressione economica ancora percepibile nell'aria e nella gente, l'America tornava a mostrarsi debole, questa volta nei confronti del "diverso".

Nel volume Impounded lo vediamo chiaramente. La fotografa americana registra i momenti antecedenti all'internamento nelle dieci sedi preposte allo scopo - tutti luoghi aridi, incoltivabili e freddi, lontani dalla civiltà - e le condizioni di indigenza a cui il popolo giapponese fu costretto ad adattarsi, per sopravvivere.
Imparando a camminare (1942), di © Dorothea Lange // U.S. National Archive
Diverse testimonianze raccontano di stanze anguste, viaggi interminabili in treno e di situazioni di convivenza civile al limite della sopportazione umana. Si condivideva tutto, lì: dalle baracche ai bagni, dal cibo ai vestiti: in questi centri, non c'era l'obbligo di lavori forzati, ma la libertà di movimento era negata. Questo causò un enorme sconforto in molti Giapponesi educati alla riservatezza e l'onore.

Le fotografie di Dorothea ci lasciano sbigottiti. Il suo punto di vista è parallelo al terreno. Vuole mischiarsi tra la folla lasciando che siano le emozioni dei volti e il disordine dei pacchi sparsi per terra, gli stessi che provano ad incapsulare esistenze frenate sul nascere, piccole o grandi che siano, a saltare fuori dai sali d'argento. Ampie, come ampi sono i timori che adombrano gli occhi dei più giovani in braccio alle madri, Impounded ci mostra il consolidarsi della peggior ideologia: quella che esclude per il colore della pelle o per la provenienza geografica.

Intere generazioni, di fronte a noi, costrette ad adattarsi a spazi polverosi e alla straziante mancanza di legami con i ricordi, i volti e gli oggetti del proprio passato. Un cartellino attaccato ai vestiti come unico souvenir di un presente che non ci sarà più. Un quadro desolante, che sa di distopia, e che pure distopia non è.

Lo scontro tra le parti


Lo stile fotografico di Dorothea Lange è emotivo, empatico, tanto risolutivo in quello che ci mostra quanto semplice nell'approccio. Unendo fotografie colte in strada, nel bel mezzo della folla riunita in attesa di essere smistata nelle baracche, a ritratti di famiglia con alle spalle le maestose montagne americane, la fotografa costruisce un racconto complesso, che mostra al contempo l'evolversi delle relazioni umane in un ambiente brutale e le scelte scellerate di un governo di parte.

Le inquadrature sono didascaliche, eppure potentissime. La Lange compone utilizzando l'accecante sole dei deserti americani restituendo ombre nette e ambienti alienanti. I soggetti, quando non immersi nella natura, sono costretti dentro cubicoli creativamente riadattati per accogliere le famiglie. Poco spazio ai dettagli. Dorothea cerca di contestualizzare ogni fotografia, dandoci l'occasione di riflettere sul rapporto tra internati e controllori e sul futuro di chi verrà dopo.
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Un contributo fondamentale di Vox per comprendere l'accaduto, attraverso le immagini.

A sopravvenire, più di tutto, è questa straniante contrapposizione tra l'inconsapevolezza di quello che stava accadendo e la rassegnazione di un'esistenza che da lì in poi non sarebbe stata più la stessa (la Lange segnala il paradosso nelle didascalie delle sue fotografie, evidenziando "i giorni rimanenti all'internamento" di quei soggetti ritratti). Il prima e il dopo. La civiltà contro l'ingiustizia. La vecchia generazione spalla a spalla con quella "nativa americana". 120.000 anime rinchiuse in gabbia e ciononostante valorose nella loro resistenza alle avversità.

Loro volevano una testimonianza, ma non una pubblica testimonianza - Dorothea Lange


I campi chiusero definitivamente nel 1946. Su 700 fotografie scattate da Dorothea, 80 furono segnate come Impounded (sequestrate, impubblicabili) perché ritenute troppo emotive, fortemente ingannevoli, pericolose per la reputazione del governo. I Giapponesi, nell'idea del WRA, non dovevano apparire come vittime, ma come coscienti collaboratori. Dorothea lavorò per i soggetti, e questo non andò bene.

Il dilemma del fotografo documentarista


Dorothea Lange punta la sua fotocamera con l'intento di rendersi testimone di qualcosa che viene anche difficile da spiegare. Perché prendersela così tanto con un intero popolo che come unica colpa ha quella di essere nato nel punto "sbagliato" del Pianeta? Immagino quale angoscia possa aver provato una persona come lei, tanto sensibile alle ingiustizie e alle discriminazioni di ogni natura.

Tuttavia, il compito del fotografo documentarista è quello di fronteggiare il sopraggiungere di emozioni che potrebbero inquinare la verità. Quanto meno, trovare un equilibrio tra quella volontà oggettiva, che ci vuole neutrali di fronte ai fatti, e quella necessità del punto di vista soggettivo, imprescindibile per il racconto di un evento. Ma è sempre possibile farlo? Per usare le parole della Lange: «il fotografo documentarista dovrebbe conservare il documento senza farsi coinvolgere». Più si è convinti però di star facendo qualcosa di giusto - dice la stessa Lange - e più si è coinvolti in una narrazione che potrebbe scivolare nel fazioso. Ed è qui, in quel sensibilissimo scontro tra le parti, che si gioca un posto nella storia.




Fotografie sparse di "Impounded" (1942), di © Dorothea Lange // U.S. National Archive

Perché parliamoci chiaro. Dorothea non è stata l'unica a fotografare il ricollocamento dei Giapponesi nei campi di internamento. Il WRA (War Relocation Authority) diede il compito di documentare la gestione di questo provvedimento ad altri fotografi. Tra cui uno in particolare. Un nome che ai tempi muoveva molti più numeri della Lange. Un artigiano della fotografia: Ansel Adams, il maestro del bianco e nero. Rispetto a Dorothea, Adams costruì il suo racconto attorno all'idea di voler valorizzare lo stoicismo dei Giapponesi. Prevedere, in poco parole, un loro naturale rientro in società. Una visione positiva e profondamente propagandistica dell'evento, che poco ebbe successo al di fuori del contesto americano. Qualcosa, in quelle fotografie, nascondeva un "non detto". E anche lo stesso Adams, anni dopo, si accorse della sua "ingenuità".

Le sue fotografie, seppur tanto lontane da quelle di Dorothea, sono comunque utili alla causa. Ci raccontano quello che l'America tentava, e tenta tutt'oggi, di fare: liberarsi da qualsiasi critica che possa renderla ostile all'opinione pubblica. Un vano tentativo, il suo, perché la verità, in qualche modo, riesce sempre a venire a galla. Più sono le interpretazioni e più è facile scovarla. La ricerca delle differenze tra racconti dello stesso episodio ci permette di scovare i sottili meccanismi che muovono la politica, dandoci modo di ragionare sui concetti che la governano.
Tempesta di sabbia, Manzanar (1942) di © Dorothea Lange // U.S. National Archive
Impounded riesce a strappare il velo dell'ipocrisia mettendoci al corrente di un avvenimento di cui oggi si parla pochissimo, ma che tanto parla, al contempo, di un contesto attuale, quello occidentale, che si erge spesso come il bene assoluto.

Tutte le vittime sopravvissute agli anni successivi al ricollocamento - per fortuna questi internamenti non erano destinati alla soppressione ma solo al controllo - furono risarciti, e fu riconosciuta la colpa del governo americano. La frattura era però avvenuta e sarà irriducibile. Paradossalmente, da lì in poi, i Giapponesi apriranno le porte all'occidente come mai prima ad ora. Alle ingiustizie si risponde con l'amore. I Giapponesi, in questo, rimangono ancora oggi maestri incrollabili.


Impounded, di Dorothea Lange


205 pagine. Dimensioni 18.03 x 1.78 x 23.62 cm. Norton & Co Editore (2008). Costo 22 euro.
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Fonti utilizzate:


  1. Dorothea Lange's Visit to the Japanese Internment Camps (Google Art & Culture)
  2. Dorothea Lange: l'internamento giapponese attraverso le sue foto (Università di Bologna)
  3. Japanese American Incarceration (The National WWII Museum)
  4. History of the War Relocation Authority (WRA) Sites (National Japanese American Historical Society)
  5. Dorothea Lange’s Censored Photographs of FDR’s Japanese Concentration Camps (Anchor Editions)
  6. Controlling the Historical Record: Photographs of the Japanese American Incarceration (densho.org)
  7. Exposing Injustice: Incarceration of Japanese Americans (Dorothea Lange Digital Archive)




Cambiamo le prospettive 🔻


La cultura fotografica cambia la prospettiva sul mondo; e se sei qui a leggerne su queste pagine digitali è perché, in fondo, lo hai capito pure tu. Continuiamo allora insieme a rendere la materia fruibile a tutti senza abbassarci alle bieche logiche di mercato. Sostieni la nostra visione.
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Lavoro, come cambia nel 2026: dalla trasparenza retributiva alla "naked resignation", i 10 trend che rivoluzionano le imprese


Trasparenza salariale, AI integrata, settimana corta e naked resignation: nel 2026 il lavoro cambia profondamente. Ecco i 10 trend che stanno trasformando imprese, leadership e carriere

Prendersi una pausa dall’ufficio in un momento di stress psicologico o un congedo per prendersi cura del proprio amico a quattro zampe? Oggi non è più eresia. Il mondo del lavoro sta, del resto, cambiando rapidamente: intelligenza artificiale, Generazione Z, fattori culturali e smart working stanno trasformando le consuetudini in ufficio a ritmi sempre più serrati. Così, tra nuovi ruoli professionali, nuovi atteggiamenti e applicazioni tecnologiche, anche le imprese devono stare al passo con i tempi. Lo stesso vale per i lavoratori e le lavoratrici: il mercato con il quale si devono confrontare non è mai stato così volatile. Siamo, insomma, ormai ben oltre la retorica del “grande ritorno in ufficio” dopo l’onda lunga della pandemia Covid-19, e dentro una nuova stagione di invenzioni lessicali, fenomeni sociali e abitudini professionali che rischiano di stravolgere culture organizzative e metodi di gestione. Dal task pausing alla naked resignation, passando per la new collar workforce e le nuove leave policies, diverse sono le novità che, in tutto il mondo e secondo le più importanti testate internazionali, segneranno il 2026.

“Queste nuove tendenze raccontano un cambio profondo nel rapporto tra persone e lavoro: non è più solo una questione di flessibilità, della quale si discute ormai da anni, ma di significato, trasparenza, autonomia e fiducia. I modelli organizzativi tradizionali non funzionano più per tutti. Le aziende che sapranno rivedere cultura, leadership e sistemi di gestione avranno un vantaggio competitivo concreto. Non si tratta di inseguire le mode, ma di ripensare il lavoro in modo strutturale”, ha commenta Debora Moretti di Zeta Service.


Si tratta, dunque, di fenomeni che non sono solo una moda passeggera. Sono sintomi di un mercato in trasformazione accelerata, dove tecnologie, valori generazionali e nuove aspettative di senso stanno riscrivendo le regole della produzione, della presenza e dell’identità professionale. Chi saprà interpretare questi segnali crescerà. Anche e soprattutto nelle funzioni aziendali dedicate alla gestione del personale.

Video IA e crisi di fiducia: le nuove professioni
La diffusione dei video generati dall’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il panorama digitale. Se da un lato la produzione di contenuti è diventata più veloce e accessibile, dall’altro cresce il problema della fiducia: distinguere tra reale e sintetico è sempre più complesso
TechpertuttiGuglielmo Sbano


“Nel 2026 le dinamiche del lavoro sono sempre più complesse e richiedono risposte strategiche da parte delle imprese - ha aggiunto Moretti - in questo contesto, servizi integrati di Human Resources (HR) e Payroll diventano fondamentali per accompagnare le organizzazioni nella costruzione di modelli sostenibili ed equi”.

HR Executive Club: un network di esperti in Risorse Umane


Proprio per affrontare le tematiche del cambiamento nel mondo del lavoro, Zeta Service ha dato vita all’HR Executive Club, un network riservato a chi in Italia ricopre ruoli direttivi nell’ambito HR e orientato a consolidare, grazie al confronto con HR Director delle principali aziende italiane, una cultura italiana delle Risorse Umane aggiornata ai temi più attuali. Il club ha celebrato il 6 febbraio scorso, al Talent Garden Calabiana di Milano, il suo secondo anno di attività, contando già un network di oltre 200 HR Director, una partecipazione al World Business Forum e 13 tavole rotonde svolte con 70 partecipanti, intorno a temi di tendenza nel mondo del lavoro quali Data decision making, AI adoption, Change management e Leadership empatica. Il calendario dei prossimi eventi è già online e, al centro di essi, molti dei trend 2026.

Samsung Galaxy S26 ufficiale: novità, specifiche e Galaxy AI
Samsung alza l’asticella dell’intelligenza artificiale mobile con la nuova serie Galaxy S26. Più intuitivo, più intelligente e progettato per semplificare l’esperienza quotidiana grazie a Galaxy AI di nuova generazione
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Quali saranno i possibili trend del 2026


Se modi e tempi dell’attività lavorativa stanno cambiando giorno per giorno, secondo l’esperta Francesca Verderio, di Zeta Service, ecco i 10 trend globali per il 2026 che stanno già trasformando le imprese e le giornate lavorative, rilevati anche dalle principali testate internazionali:

  • Progressive leave policies: lasciare l’ufficio non solo per malattia o se in attesa di un figlio o una figlia, ma, per fare alcuni esempi, la cura di un animale domestico o un appuntamento. Le aziende, infatti, sperimentano politiche leave innovative che puntano dritte al benessere e all’ingaggio delle persone, mettendone al centro i bisogni specifici, ascoltandole. “Le politiche di congedo stanno evolvendo perché stanno evolvendo le vite delle persone – commenta ancora Francesca Verderio – quando abbiamo introdotto il congedo mestruale in Zeta Service, ad esempio, avevamo in mente proprio questo: tenere conto dei bisogni reali, non solo di quelli previsti dalla normativa”;
  • New-collar workforce: come crolla il mito del “pezzo di carta” come unica chiave di ingresso. Come ha spiegato anche l’Harvard Business Review, i new-collar worker conquistano posizioni di rilievo basandosi sulle competenze concrete, non sui titoli. È un cambio di paradigma che rivendica merito e abilità, non pedigree;
  • Hushed hybrid: nonostante la grande corsa alla riapertura degli uffici, non sono poche le figure manageriali e le imprese che agevolano il modello ibrido, soprattutto a fronte di necessità particolari dei lavoratori e delle lavoratrici. Una modalità che può mettere davvero al centro il benessere delle persone;
  • trasparenza retributiva: entro il 7 giugno 2026 anche l’Italia darà attuazione alla Direttiva UE 2023/970, introducendo importanti novità in materia di trasparenza retributiva. Negli annunci di lavoro e durante i colloqui diventerà obbligatorio indicare la fascia salariale prevista; non sarà più consentito chiedere ai candidati informazioni sulla retribuzione percepita in precedenza e verrà meno il vincolo di segretezza sugli stipendi. Inoltre, i lavoratori e le lavoratrici avranno il diritto di ottenere dati sulle retribuzioni medie, suddivisi per genere;
  • AI use hiding: in tutto il globo, secondo Globenewswire, il 50% di chi lavora utilizza (senza rivelarlo a chi supervisiona) strumenti di intelligenza artificiale – spesso non ufficiali – per svolgere attività quotidiane. L’AI non è più un optional strategico: è il supporto invisibile che potenzia produttività e creatività;
  • Task pausing: la produttività (ormai dovrebbe essere un dato acquisito) non si misura in ore dedicate a un singolo compito, ma in sequenze perfette. Il task pausing è l’opposto della frenesia: significa saper fermarsi, riorganizzare le priorità, scegliere il momento giusto per agire. Non è rimandare per evitare: è decidere con consapevolezza quando intervenire per essere più efficaci;
  • Calling-in-sick: la Gen Z non considera più la salute mentale un tema privato o un segnale di debolezza. Prendersi un giorno per un momento di forte stress non è più un tabù: è una richiesta implicita di riconoscimento del benessere psicologico come parte integrante del lavoro. Non è “fragilità”. È un cambio di paradigma. Per le aziende è un segnale forte: non basta parlare di wellbeing. Servono policy chiare, figure manageriali formate e una cultura che legittimi la vulnerabilità senza stigmatizzarla. Chi ignora questo trend rischia assenteismo silenzioso e disengagement strutturale;
  • Alone working: dopo anni di lavoro da remoto, per molte persone il rientro in ufficio non è solo logistico: è cognitivo ed emotivo. Rumore, open space, interruzioni continue: ciò che prima era “normalità” oggi può essere sovraccarico. Per questo sempre più aziende stanno ripensando gli spazi: aree di concentrazione, zone silenziose, possibilità di isolamento temporaneo. Il punto non è scegliere tra presenza e remoto, ma disegnare ambienti che permettano alle persone di alternare collaborazione e deep work. La produttività oggi passa anche dalla qualità dell’attenzione;
  • Remote spouse: il lavoro flessibile sta ridisegnando non solo le organizzazioni, ma le famiglie. Sempre più coppie riorganizzano carriere e geografie grazie al lavoro remoto: uno dei due sceglie di lavorare a distanza per sostenere la crescita professionale dell’altro. “La flessibilità – aggiunge Francesca Verderio - incide ormai sulle scelte familiari e di carriera - le aziende che offrono modelli realmente adattabili diventano più attrattive per talenti con percorsi dual career. Non è solo un tema HR: è strategia di competitività”;
  • Naked resignation: è una rottura netta con la logica della sicurezza a tutti i costi. È la risposta estrema a stress cronico, mancanza di senso e ambienti percepiti come tossici. Non è impulsività generazionale. È disallineamento profondo. Per le aziende è un alert: quando le persone preferiscono l’incertezza al contesto attuale, il problema non è il mercato del lavoro. È la cultura interna. Retention oggi significa: chiarezza di obiettivi, ascolto reale, crescita visibile, carichi sostenibili.

Video generati dall’IA ovunque: crolla la fiducia online e il mercato crea nuove professioni


La produzione di video non è mai stata così rapida. Template, automazioni e intelligenza artificiale permettono oggi alle aziende di creare contenuti in pochi minuti, adattarli a più piattaforme e moltiplicarne la diffusione. Secondo il report The AI Ad Gap Widens di IAB, oltre l’80% delle aziende utilizza strumenti di IA per la creazione di advertising e contenuti digitali, con una forte concentrazione proprio sui formati video.

Il problema: troppi contenuti, meno credibilità


Questa accelerazione ha però un effetto collaterale sempre più evidente: l’appiattimento dei linguaggi. I video si somigliano, seguono gli stessi schemi visivi, replicano format riconoscibili. Una parte crescente dei consumatori, in particolare tra Gen Z e Millennial, dichiara di riconoscere i contenuti generati artificialmente e di percepirli come meno credibili e meno coinvolgenti. In un flusso continuo di immagini costruite, acquistano valore i contenuti che restituiscono contesto, presenza e realtà.

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La questione riguarda direttamente le strategie di comunicazione delle aziende. Se l’intelligenza artificiale consente di aumentare la produzione, l’attenzione delle persone si concentra su ciò che appare reale, su video capaci di mostrare luoghi, persone e situazioni non standardizzate. Questa trasformazione non incide solo sul modo di comunicare dei brand, ma anche sul lavoro che ruota attorno al video digitale, favorendo la nascita di competenze e ruoli professionali orientati all’autenticità e alla produzione sul campo.

Dalla crisi alla trasformazione: il mercato reagisce


Proprio per questo si stanno affermando profili professionali che non provengono necessariamente da percorsi accademici tradizionali, ma che sviluppano competenze operative attraverso l’esperienza diretta e il lavoro sul campo. Si tratta di figure capaci di utilizzare linguaggi nativi dei social, strumenti semplici come lo smartphone e tempi di produzione rapidi, rispondendo alla domanda di contenuti autentici da parte delle aziende.

Nasce la figura dello Snapper


Snap Marketing, agenzia innovativa specializzata in short video, che dal 2026 è parte di CreationDose, gruppo Italiano sulla CreatorEconomy, ha strutturato una serie di iniziative - i Bootcamp - per formare giovani professionisti su queste competenze. Attraverso percorsi pratici e concentrati sull’esperienza diretta, nel 2025 oltre 100 ragazze e ragazzi hanno acquisito competenze immediatamente applicabili nella produzione di video brevi per piattaforme social. Da questi percorsi prende forma una nuova figura professionale, lo Snapper, un creator formato da Snap Marketing che realizza contenuti nativi per i social lavorando prevalentemente dietro la camera. I video vengono prodotti direttamente da smartphone, con un approccio rapido e operativo. La diffusione di questo ruolo riflette una trasformazione più ampia del mercato dei contenuti, sempre più orientato a formati autentici e replicabili su larga scala.

Durante i Bootcamp vediamo come molti giovani abbiano già familiarità con i linguaggi dei social e con la produzione di video brevi. Oggi questo formato è centrale nelle strategie delle imprese: secondo HubSpot, i contenuti short vengono condivisi oltre il 120% in più rispetto alle immagini statiche. Il ruolo dello Snapper nasce all’interno di questa evoluzione, come esito di competenze che i ragazzi sviluppano ogni giorno e che trovano spazio in percorsi formativi più pratici e immediati”, osserva Alessio Cinao, di Snap Marketing & Partner di CreationDose Group.


La crescita degli Snappers mostra come il lavoro nei contenuti digitali stia cambiando forma. Le competenze creative si orientano sempre più verso la rapidità, l’osservazione del territorio e la capacità di trasformare in contenuto ciò che accade nell’immediato, rispondendo a un’esigenza di autenticità che l’automazione, da sola, non riesce a soddisfare.

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I 10 consigli per diventare un creatore di contenuti secondo Snap Marketing


1. Cura le basi tecniche: luce, audio e inquadratura

Una buona luce, un audio comprensibile e inquadrature chiare valgono più dell’attrezzatura. La qualità nasce dalla semplicità.

2. Punta sull’autenticità

Le persone riconoscono ciò che è vero. Mostrare situazioni reali, spontanee e credibili crea molta più connessione dei contenuti costruiti.

3. Cattura l’attenzione fin dai primi secondi

Il gancio iniziale è fondamentale: un dettaglio, un movimento o una frase forte possono cambiare la performance di un contenuto.

4. Mantieni un ritmo dinamico

Alterna campi diversi, micro-azioni e cambi di prospettiva. Nei video brevi ogni pochi secondi deve succedere qualcosa.

5. Monta in modo pulito e leggibile

Tagli netti, sottotitoli chiari e niente effetti superflui. L’obiettivo è trasmettere un messaggio in modo diretto, non complicarlo.

6. Racconta, non limitarti a riprendere

Anche pochi secondi possono avere una struttura narrativa. Un creator efficace costruisce un mini-racconto con un inizio, un’idea centrale e una chiusura.

7. Sii rapido

La velocità è una skill: saper pensare, girare e consegnare rapidamente rende un creator competitivo e affidabile.

8. Valuta il contenuto “da spettatore”

Esci dalla tua bolla e chiediti: “Se fossi un utente qualsiasi, guarderei questo video fino alla fine?” Questo mindset aiuta a creare contenuti efficaci, chiari e realmente ingaggianti.

9. Divertiti e porta energia positiva

Quando chi crea si diverte, si vede. L’energia passa nel contenuto e lo rende più naturale, fresco e coinvolgente.

10. Mostra un’attitudine empatica e professionale

Un creator lavora a stretto contatto con il cliente per ore: ascolto, calma, problem solving e rispetto delle consegne sono fondamentali quanto la tecnica. È questa combinazione che trasforma un creator in un professionista.


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JLC a Cagliari con Bebo Fishing


Una serata, quella di venerdì 27 febbraio, a Cagliari, presso la ditta Nurchi Nautica di Cagliari, con Nicola Cocco, padrone di casa e veterano della pesca dalla barca, e Alberto Melis, in arte Bebo Fishing, ambassador e prostaff dell'azienda spagnola, ormai leader della pesca in verticale in tutti i continenti.

Lo scopo dell'incontro, partecipato fino alla massima capienza dei locali, e stato quello di illustrare la tecnica della pesca con le “gomme” e presentare tutta la serie delle canne JLC dedicate alla disciplina e in particolare la nuovissima BAELO, morbida in punta, studiata appositamente per la pesca col "manovrato" sia vivo che morto.

Altra chicca è la nuova colorazione delle gomme che riproducono la seppia, fatta con una speciale tecnologia 3D, che garantisce una naturalezza inconsueta e una resistenza ai fattori ambientali e di usura.

Immancabile la sezione tecnica, durante la quale Bebo ha ripreso gli errori più comuni proponendo soluzioni e trucchi da professionista. In particolare ha insistito sul fatto che esche di gomma e jercate sono in antitesi. L'esca, sottolinea il prostaff, deve lavorare con traiettorie regolari, senza brusche inversioni di rotta.

A chiudere la serata una sezione riservata alle domande e infine una ricca zeppolata.

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Skyscanner rivoluziona i viaggi: treni e voli insieme in un’unica ricerca


Skyscanner introduce la ricerca combinata di treni e voli in un’unica piattaforma. Ecco come funziona la novità che semplifica la pianificazione dei viaggi

Skyscanner amplia i propri servizi e introduce una novità destinata a semplificare la pianificazione dei viaggi: da oggi è possibile cercare treni e voli all’interno della stessa piattaforma, senza dover utilizzare siti diversi. Una mossa strategica che punta a rendere l’esperienza di viaggio più fluida, veloce e integrata, soprattutto per chi combina tratte ferroviarie e aeree nello stesso itinerario. La piattaforma ha, infatti, introdotto una nuova funzionalità che permette di confrontare treni e voli nello stesso risultato di ricerca. In pochi secondi si possono confrontare durata, prezzi e alternative, così che ogni viaggiatore possa scegliere la soluzione più adatta al proprio itinerario.

IA e PR: +129% entro il 2035 con la reputazione algoritmica
L’intelligenza artificiale sta ridefinendo le pubbliche relazioni. Con la reputazione algoritmica e l’analisi predittiva, il mercato delle PR potrebbe crescere del 129% entro il 2035. Ecco i 5 trend che stanno rivoluzionando il settore
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“In qualità di piattaforma globale di viaggi, il nostro obiettivo è offrire ai viaggiatori la massima libertà di scelta e soluzioni sempre più complete per i loro itinerari - ha affermato Catriona King di Skyscanner - integrando i treni nella ricerca voli, mettiamo a disposizione ancora più opzioni per raggiungere le principali destinazioni, consentendo di confrontare facilmente tutte le alternative in un’unica piattaforma”.


Skyscanner integra treni e voli: come funziona la nuova piattaforma unica


  • confronto immediato: tempi di percorrenza e prezzi sono mostrati fianco a fianco, senza cambiare sito;
  • logica di visualizzazione: le opzioni ferroviarie compaiono quando rappresentano una valida alternativa all’aereo (viaggi diretti fino a 8 ore o con una sola semplice coincidenza). Le partenze devono rientrare entro 90 giorni dalla ricerca;
  • disponibilità: già attiva su una selezione di tratte nazionali e transfrontaliere da Regno Unito, Spagna, Italia, Germania e Corea del Sud.


Cos’è cambiato su Skyscanner


Skyscanner continua a innovarsi per semplificare la pianificazione e ampliare le opzioni di viaggio verso le destinazioni scelte. Inoltre, le ricerche condotte per Skyscanner mostrano che, in media, 1 viaggiatore su 4 desidera vedere le opzioni in treno accanto ai voli, e il 21% sarebbe più propenso a prenotare il treno se potesse confrontarlo direttamente con l’aereo.

“Stiamo iniziando con una selezione iniziale di tratte e nei prossimi mesi continueremo a testare il servizio e ad ampliarne progressivamente la copertura - aggiunge King - abbiamo già registrato segnali incoraggianti sulla domanda di viaggi per il 2026 e, integrando i treni nella nostra offerta, potremo intercettare in modo ancora più efficace questa crescita, rispondendo in maniera sempre più completa alle esigenze dei nostri viaggiatori”.


Quali vantaggi offre ai viaggiatori


La nuova funzionalità rende più semplici queste decisioni. Mostrando chiaramente in un unico spazio la durata del viaggio e il prezzo - incluse le opzioni ferroviarie che in genere hanno emissioni inferiori rispetto al volo - i viaggiatori possono capire immediatamente cosa funziona meglio per il loro viaggio. L’integrazione dell’opzione treno rappresenta l’ultimo passo nella missione di Skyscanner di aiutare i viaggiatori a fare scelte sicure e informate su come raggiungere la propria destinazione.

Motorola Signature in Italia: miglior fotocamera DXOMARK
Motorola Signature debutta in Italia con DXOMARK Gold Label: smartphone ultrasottile con comparto fotografico di livello premium
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Un cambiamento che può ridisegnare il travel tech


L’integrazione tra treni e voli segna un passo importante nell’evoluzione delle piattaforme di comparazione viaggi. Con questa mossa, Skyscanner non si limita ad ampliare le opzioni di ricerca, ma punta a diventare un vero hub multimodale capace di semplificare l’intera esperienza di pianificazione. In un mercato sempre più orientato alla flessibilità e alla combinazione intelligente dei mezzi di trasporto, la possibilità di confrontare soluzioni ferroviarie e aeree in un’unica interfaccia potrebbe ridefinire le abitudini dei viaggiatori digitali e rafforzare la competizione nel settore travel tech nei prossimi mesi.


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.


Samsung Unpacked 2026, Netflix arretra, Ultimatum del pentagono, il meglio della settimana


Il meglio della settimana + un editoriale scritto da noi.

Ciao, sono Amir! Questa è la rassegna n. 475 ed è stata finalizzata alle 20:41, venerdì 27 febbraio 2026. I lettori di Morning Tech sono attualmente 4,830.

Buon sabato,
questa settimana si è tenuto il Samsung Unpacked 2026, di cui avete un video recap in fondo alla rassegna. Lato acquisizioni abbiamo Stripe interessata ad inglobare PayPal e Netflix che fa un passo indietro sull'offerta per Warner Bros. Discovery. È anche uscito Gemini 3.1 Pro, Nano Banana 2 e ci aspetta una settimana di annunci Apple a partire da lunedì. Questo e tanto altro, buona lettura!

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Editoriale del sabato


Ispirato alle notizie della settimana.

Ho condiviso notizie tech ogni giorno per due anni. Ecco le startup sulle quali investirei oggi. Pt.1


Solo nel 2024, in media è nata una startup AI ogni 4-5 ore (mentre di startup non specificatamente AI, ne nascono 90 al minuto), a livello globale. Indossare la tuta da founder non è mai stato così semplice come oggi: chiunque può vibe codare un prodotto, costruire una landing senza vedere una riga di codice, avviare le campagne su Meta, e se non ti riesce basta chiedere all'IA.

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Notizie della settimana


Una selezione delle notizie più rilevanti della settimana.

Tutto ciò che hanno annunciato al Samsung Unpacked 2026


Tecnologia
Samsung ha presentato i Galaxy S26, S26+ e S26 Ultra (in vendita dall’11 marzo) e i Galaxy Buds 4/4 Pro. Gli smartphone S26 e S26+ partono da 900 e 1.100 dollari (256 GB), +100$ rispetto al 2025: schermo da 6,3" sul modello base, batteria da 4.300 mAh e, in Nord America/Cina/Giappone, chip Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5. Fotocamere simili all’anno scorso ma con colori più accurati, video stabilizzati e selfie migliorati. S26 Ultra (1.300 dollari) ha display AMOLED 6,9" a 120 Hz, batteria 5.000 mAh e funzione Privacy Display per limitare la visione laterale. I Buds 4 (180$) e 4 Pro (250$) migliorano audio e cancellazione del rumore; sui Pro arrivano audio ad alta qualità, rilevamento sirene e comandi con movimenti della testa, oltre a nuove funzioni AI per ricerche e assistenza.
~
Fonte: Engadget
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Il Pentagono dà un ultimatum ad Anthropic sull'uso dell'IA


Intelligenza Artificiale
Il Segretario alla Difesa USA, ha dato al CEO di Anthropic, Dario Amodei, una scadenza fino a venerdì pomeriggio perché l’azienda conceda al Dipartimento della Difesa accesso completo e senza limiti a Claude, inclusi gli usi militari, oppure rischia serie conseguenze come la cancellazione del contratto da 200 milioni di dollari e la dichiarazione di Anthropic come “rischio per la catena di approvvigionamento” o persino l’invocazione del Defense Production Act, una legge che permetterebbe al governo di obbligare l’azienda ad adeguarsi alle esigenze militari. Claude è stato finora l’unico modello IA approvato per uso in reti classificate dall’esercito, ma Anthropic si è rifiutata di rimuovere le salvaguardie che vietano l’uso del suo modello per sorveglianza interna o armi completamente autonome.
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Fonte: The Wall Street Journal
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Perché è importante?

Perché la vicenda ci mette di fronte a due temi che ancora richiedono tanta attenzione: la sorveglianza e il "libero...
[solo per supporter]

Stripe starebbe valutando l'acquisizione di PayPal


Finanza
Il titolo PayPal è salito di quasi il 7% dopo indiscrezioni su un possibile interesse di Stripe per un’acquisizione, totale o parziale, secondo Bloomberg. PayPal arriva da un periodo difficile: -19% da inizio anno e circa -33% nel 2025, complice una crescita più lenta e previsioni sugli utili deludenti; a marzo entrerà il nuovo CEO Enrique Lores. Stripe, società privata valutata 159 miliardi di dollari, sta diversificando oltre i pagamenti e non prevede per ora la quotazione in Borsa.
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Fonte: CNBC
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L'offerta di Paramount è superiore: Netflix si ferma qui


Business
Netflix ha rinunciato ad aumentare l'offerta per l'acquisto degli asset di studio e streaming di Warner Bros. Discovery (WBD) dopo che il consiglio di amministrazione di WBD ha giudicato migliore l’offerta rivista di Paramount Skydance: 31 dollari per azione, in contanti, per comprare l’intero gruppo (inclusi i canali tv come CNN, TBS e TNT). Netflix aveva pochi giorni per rilanciare, ma ha scelto di non farlo perché, a quelle cifre, "l’affare non è più economicamente attraente."
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Fonte: CNBC
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Google lancia Nano Banana 2


Intelligenza Artificiale
Google ha presentato Nano Banana 2, nuova versione del suo modello di generazione immagini (Gemini 3.1 Flash Image): produce risultati più realistici e più rapidi e diventa l’impostazione predefinita nell’app Gemini, oltre che nella ricerca tramite Lens e AI Mode e all'interno dello strumento video Flow. Può generare output da 512 pixel a 4K, mantiene coerenza fino ad un massimo di cinque personaggi e fino a 14 oggetti. Applica un watermark SynthID, compatibile con lo standard di tracciabilità C2PA.
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Fonte: TechCrunch
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La settimana di lancio dei nuovi prodotti Apple inizia lunedì


Big Tech
Apple avvierà lunedì 2 marzo una settimana di annunci hardware: lo ha confermato l’amministratore delegato (CEO) Tim Cook con un teaser che suggerisce più comunicati in giorni diversi. Mercoledì 4 marzo è prevista una “experience” dal vivo a New York, Londra e Shanghai. Attesi iPhone 17e, nuovi iPad e un MacBook più economico.
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Fonte: 9to5Mac
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Anthropic accusa tre aziende cinesi di aver rubato i suoi dati


Intelligenza Artificiale
Anthropic ha accusato DeepSeek, Moonshot e MiniMax, tre aziende cinesi, di aver raccolto illegalmente milioni di conversazioni dal suo chatbot Claude per addestrare i propri sistemi. Le aziende cinesi avrebbero usato circa 24.000 account fraudolenti per generare oltre 16 milioni di conversazioni. La pratica, vietata dai termini di servizio e considerata un rischio per la sicurezza nazionale, è simile a quelle denunciate anche da OpenAI l'anno scorso, che le descrive come tentativi di "free-ride".
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Fonte: The New York Times
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Il paradosso

Di chi sono i dati? Perché Anthropic li ha rubati a milioni di autori online, e la stessa cosa ha fatto OpenAI, che nell'estate...
[solo per supporter]

Toyota acquisisce sette robot umanoidi per uno stabilimento in Canada


Robotica
Toyota Motor Manufacturing Canada introdurrà sette robot umanoidi Digit nel suo stabilimento che produce il Toyota RAV4, dopo un anno di test. I robot, sviluppati da Agility Robotics, non vengono acquistati ma usati come servizio ("Robots as a Service"), con assistenza continua. Per ora lavoreranno senza persone accanto, occupandosi di spostare contenitori di componenti tra magazzino e linea produttiva. Il punto non è solo il robot in sé, ma l’integrazione concreta in fabbrica: gestione, ricarica e coordinamento sono le vere sfide da risolvere.
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Fonte: TechCrunch
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Robots as a Service

Questo è un termine che poteva nascere soltanto in questi mesi: "Robots as a Service (RaaS)", perché è adesso...
[solo per supporter]

Apple sta puntando sulla Visual Intelligence


Big tech
Apple si sta preparando a lanciare una nuova categoria di dispositivi indossabili che avranno come fondamento la "Visual Intelligence". Questa tecnologia è apparsa per la prima volta su iPhone 16 Pro, dove permette di analizzare immagini e screenshot o fare ricerche visive. In futuro dovrebbe arrivare su occhiali smart, AirPods (versione evoluta) e altri accessori, offrendo funzioni come riconoscere oggetti, dare indicazioni contestuali o creare promemoria legati a ciò che si vede.
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Fonte: Bloomberg
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Perché è importante?

Perché comprendere le direzioni che prendono le principali big tech ci permette di ricostruire il futuro...
[solo per supporter]

Google annuncia Gemini 3.1 Pro


Intelligenza Artificiale
Google ha presentato Gemini 3.1 Pro, nuova versione del suo modello di intelligenza artificiale, disponibile in anteprima. Migliorate le capacità di ragionare e di risolvere problemi complessi. Nei test interni i progressi sono visibili ma non rivoluzionari: supera le versioni precedenti e, in alcune prove logiche con quesiti mai visti prima, è cresciuto molto. Tuttavia non è primo nelle classifiche pubbliche (quelle dove gli utenti votano le risposte preferite), che misurano più il gradimento che l’accuratezza reale.
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Fonte: Ars Technica
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Il metaverso di Meta diventa mobile-first


Tecnologia
Meta ha separato Horizon Worlds, il suo “mondo virtuale”, dalla piattaforma Quest per VR (realtà virtuale). Quest resterà focalizzata su giochi e sviluppatori, mentre Worlds diventerà quasi solo mobile, per competere con Roblox e Fortnite e crescere sfruttando i social del gruppo. La mossa segue i tagli in Reality Labs (più di mille licenziamenti) e il pivot verso hardware legato all’IA, come gli occhiali smart, che stanno facendo tutte le big tech.
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Fonte: Engadget
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Cos'è Horizon Worlds?

È la piattaforma di mondi virtuali sociali di Meta, una sorta di metaverso dove gli utenti, tramite avatar, possono...
[solo per supporter]

Letture interessanti


Della settimana, in lingua inglese.

Può OpenAI costruire Alexa prima che Amazon costruisca ChatGPT?


spyglass.org (eng)

Tutti hanno amato la bolla del "dot com". La bolla IA? Non tanto.


nytimes.com (eng)

Scrivere codice è economico adesso


simonwillison.net (eng)

Le big tech non stanno incoraggiando i lavoratori a usare l'IA, li stanno forzando


wsj.com (eng)

Notizie veloci


Della settimana, in lingua inglese.

Phil Spencer, capo di Xbox, lascia Microsoft


engadget.com (eng)

I data center AI passano ai superconduttori ad alta temperatura


ieee.org (eng)

Gli Emirati Arabi Uniti hanno sventato un mega attacco informatico al governo


timesofindia.com (eng)

Apple starebbe considerando il rosso come il prossimo colore premium per i suoi iPhone


engadget.com (eng)

WhatsApp sta finalmente rilasciando i messaggi schedulabili


9to5mac.com (eng)

Panasonic, ex re del plasma, non produrrà più televisori proprietari


arstechnica.com

Svelati i dettagli del nuovo MacBook Pro M6, tra cui Dynamic Island, touch e altro ancora


9to5mac.com (eng)

eBay sta per licenziare 800 persone


techcrunch.com (eng)

Video della settimana

youtube.com/embed/0ZTRxqVhXJo?…

Samsung Unpacked in 12 minuti


Ecco il canonico recap di The Verge su uno degli eventi tecnologici più importanti dell'anno.

Vedi video su youtube.com (eng - 12:12)


Ho condiviso notizie tech ogni giorno per due anni. Ecco le startup sulle quali investirei oggi. Pt.1


Il disclaimer qui è che non sono un consulente finanziario e se scrivo questo testo è solo per condividere con voi cosa ho capito ad oggi del panorama delle startup tecnologiche. Penso che tutta la community sappia bene che non vendo corsi né consulenze quindi il mio unico interesse è scrivere un bell'editoriale e stimolare una conversazione.

Ho dovuto dividere questo articolo in due perché stava venendo troppo lungo e in realtà in questa prima parte parlo un pochino di più delle startup sulle quali non investirei, ma con qualche riferimento anche a settori invece interessanti.

Solo nel 2024, in media è nata una startup AI ogni 4-5 ore (mentre di startup non specificatamente AI, ne nascono 90 al minuto), a livello globale. Indossare la tuta da founder non è mai stato così semplice come oggi: chiunque può vibe codare un prodotto, costruire una landing senza vedere una riga di codice, avviare le campagne su Meta, e se non ti riesce basta chiedere all'IA.

Ma facciamo un passo indietro perché qualcuno potrebbe chiedersi cosa c'entro con il mondo startup: in realtà la mia carriera tech è sempre ruotata intorno al settore, a partire dal 2013, quando sono entrato per la prima volta nell'incubatore fiorentino di Nana Bianca e ho lavorato come designer a numerosi progetti. Poco dopo ho fatto da advisor a centinaia di startup e anche da mentor presso l'incubatore del polo universitario di Sesto Fiorentino. Ho scritto retrospettive qui e qui specializzandomi nella metodologia Lean UX, studiata a fianco al suo fondatore Jeff Gothelf, che ha anche ripubblicato e commentato i miei articoli.

Detto ciò, finiti i convenevoli sull'autorevolezza, iniziamo.

Partiamo dalle parole di Darren Mowry, vicepresidente dell'organizzazione che gestisce le startup di Google a livello globale insieme a Cloud, DeepMind e Alphabet: ci sono due tipi di startup AI che "hanno la spia del motore accesa" — una parabola per indicare che presto smetteranno di correre.

Le due startup alle quali si riferisce sono gli aggregatori e i wrapper — quest'ultimi per intendersi sono i "ChatGPT + interfaccia carina sopra". Attenzione però, Darren parla dei wrapper "generalisti" quindi quelli che ti ottimizzano le email, o ti gestiscono i task della giornata, ti aiutano con la tesi, ti riempiono il calendario, ecc. — ma che di fatto lo fanno fare agli LLM dietro — mentre non si pronuncia contro i wrapper verticali sulle nicchie: ad esempio "ChatGPT addestrato per gli avvocati + interfaccia carina + data moat." Con "data moat" si intendono quei servizi che raccolgono dati degli utenti e li memorizzano in maniera intelligente, in modo da riutilizzarli successivamente o addestrarci un'IA.

Quindi se hai un wrapper AI che non è abbastanza verticale su una specifica nicchia di professionisti o utenti, potresti essere contento perché hai venduto delle licenze ma i grandi LLM sfornano nuove funzionalità a velocità impareggiabili e presto sforneranno anche la tua — come farai a combattere contro un OpenAI che non solo potrebbe fare meglio di te quello che stai facendo, ma offre anche un'ecosistema enorme di servizi interconnessi fra loro? Invece, un wrapper che si occupa di semplificare la vita agli (sparo a caso) avvocati in Italia con uno studio e che si occupano di un certo tipo di casi, ecco questo è un esempio di nicchia che può sopravvivere.

Il confine tra wrapper AI e non è sottile: di fatto diventi "wrapper" se l'80/90% (stima indicativa) del valore che fornisci proviene da un LLM, mentre puoi essere un software che si integra con l'IA (e non un wrapper) se di base fornisci una struttura — ad esempio un SaaS — con tante funzionalità, alcune AI, alcune no, e fai data moat. Detto ciò, io personalmente non investirei in nessun wrapper AI: sono troppi e troppo rischiosi.

Per quanto riguarda gli aggregatori, cioè tutti quei tool conversazionali che uniscono vari LLM diversi insieme per selezionarti la risposta migliore del momento, la situazione è simile. Tu quindi da utente vedi un chatbot che in realtà dietro nasconde GPT, Gemini, Claude, DeepSeek, ecc. e ti fornisce la risposta migliore scegliendo fra questi. Questo "format" non può funzionare a lungo, perché risponde a un'esigenza nata in un periodo in cui gli LLM hanno ancora carenze o difetti, ma non sarà così per sempre. Mowry paragona il fenomeno al boom del cloud che c'è stato tra il 2000 e il 2010: sono nate tantissime startup che volevano intermediare l'accesso ad AWS, facilitarlo, ma poi proprio lei ha iniziato a migliorare quell'aspetto e tutti quei founder hanno chiuso baracca e burattini e scritto post mortem. Secondo Mowry gli aggregatori oggi fanno fatica a fare margine e le grandi aziende di LLM stanno puntando tantissimo sul lavoro con le enterprise, emarginando ulteriormente prodotti di quel tipo.

Uscendo dal mero software digitale, ci sono settori che seguo con ossessione e che, se esplodono, esplodono bene, ma ancora il rischio è troppo alto. Mi riferisco ai robot umanoidi, ai robotaxi, ai data center spaziali e alla fusione nucleare. Credo fortemente nel successo di questi campi, fatta eccezione per i data center spaziali che ancora hanno pochissimi dati (ad oggi abbiamo solo un esperimento che ha visto Gemma, la versione light e non-cloud di Gemini, runnata su un satellite con successo, ma nient'altro). Le sfide sono ancora troppe e le conferme troppo poche.

Chiaro è che questi settori hanno dei problemi da risolvere: ad esempio i robot umanoidi fanno fatica con la destrezza delle mani e con un'IA che funzioni bene in contesti nuovi; e i robotaxi fanno fatica con l'apprendimento tramite sensori dallo spazio circostante. È chiaro che se nascono startup promettenti che risolvono questi problemi sarebbe un investimento interessante ma non aspettiamoci dei round da pochi milioni di dollari perché sono tecnologie che hanno grosse esigenze — per fare un esempio, la britannica Wayze, che risolve proprio l'apprendimento dei robotaxi tramite software AI, ha appena raccolto 1.5 miliardi di dollari con investitori come Uber e Nvidia.

Altri settori generalisti che stanno facendo fatica e su cui stanno mettendo la croce in molti sono i tool AI di creatività legati a scrittura e produttività in generale. Torniamo sempre allo stesso punto dei servizi troppo "generalisti": se non ti verticalizzi su una nicchia gli LLM ti schiacceranno. Solo i big player consolidati possono permettersi di procedere per una via generalista, oppure realtà come Lovable o Replit che hanno cavalcato il momento giusto, ma quella finestra temporale per quanto mi riguarda è chiusa.

Facciamo un recap: non investirei in AI wrapper e aggregatori perché condivido il pensiero di Darren Mowry. Poi, sono piuttosto sicuro che i robot umanoidi destinati all'uso industriale avranno successo, il problema è che non sappiamo chi e non sappiamo quando. Non è come per l'IA che la vediamo già funzionare allora è facile dire "investo in tutto ciò che può aiutarla a funzionare meglio, come addestramento, cybersecurity, indicizzazione, ecc."; i robot umanoidi sono ancora un settore pieno di sfide. Stessa cosa vale per i robotaxi, i data center spaziali e l'energia a fusione nucleare.

Nella prossima parte vorrei parlare delle startup sulle quali invece investirei. Parleremo di smart glasses, world models, AI training, e tanto altro ancora.



Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.


Ho condiviso notizie tech ogni giorno per due anni. Ecco le startup sulle quali investirei oggi. Pt.1


In questa prima parte parlerò prima di ciò sul quale non investirei.

Il disclaimer qui è che non sono un consulente finanziario e se scrivo questo testo è solo per condividere con voi cosa ho capito ad oggi del panorama delle startup tecnologiche. Penso che tutta la community sappia bene che non vendo corsi né consulenze quindi il mio unico interesse è scrivere un bell'editoriale e stimolare una conversazione.

Ho dovuto dividere questo articolo in due perché stava venendo troppo lungo e in realtà in questa prima parte parlo un pochino di più delle startup sulle quali non investirei, ma con qualche riferimento anche a settori invece interessanti.

Solo nel 2024, in media è nata una startup AI ogni 4-5 ore (mentre di startup non specificatamente AI, ne nascono 90 al minuto), a livello globale. Indossare la tuta da founder non è mai stato così semplice come oggi: chiunque può vibe codare un prodotto, costruire una landing senza vedere una riga di codice, avviare le campagne su Meta, e se non ti riesce basta chiedere all'IA.

Ma facciamo un passo indietro perché qualcuno potrebbe chiedersi cosa c'entro con il mondo startup: in realtà la mia carriera tech è sempre ruotata intorno al settore, a partire dal 2013, quando sono entrato per la prima volta nell'incubatore fiorentino di Nana Bianca e ho lavorato come designer a numerosi progetti. Poco dopo ho fatto da advisor a centinaia di startup e anche da mentor presso l'incubatore del polo universitario di Sesto Fiorentino. Ho scritto retrospettive qui e qui specializzandomi nella metodologia Lean UX, studiata a fianco al suo fondatore Jeff Gothelf, che ha anche ripubblicato e commentato i miei articoli.

Detto ciò, finiti i convenevoli sull'autorevolezza, iniziamo.

Partiamo dalle parole di Darren Mowry, vicepresidente dell'organizzazione che gestisce le startup di Google a livello globale insieme a Cloud, DeepMind e Alphabet: ci sono due tipi di startup AI che "hanno la spia del motore accesa" — una parabola per indicare che presto smetteranno di correre.

Le due startup alle quali si riferisce sono gli aggregatori e i wrapper — quest'ultimi per intendersi sono i "ChatGPT + interfaccia carina sopra". Attenzione però, Darren parla dei wrapper "generalisti" quindi quelli che ti ottimizzano le email, o ti gestiscono i task della giornata, ti aiutano con la tesi, ti riempiono il calendario, ecc. — ma che di fatto lo fanno fare agli LLM dietro — mentre non si pronuncia contro i wrapper verticali sulle nicchie: ad esempio "ChatGPT addestrato per gli avvocati + interfaccia carina + data moat." Con "data moat" si intendono quei servizi che raccolgono dati degli utenti e li memorizzano in maniera intelligente, in modo da riutilizzarli successivamente o addestrarci un'IA.

Quindi se hai un wrapper AI che non è abbastanza verticale su una specifica nicchia di professionisti o utenti, potresti essere contento perché hai venduto delle licenze ma i grandi LLM sfornano nuove funzionalità a velocità impareggiabili e presto sforneranno anche la tua — come farai a combattere contro un OpenAI che non solo potrebbe fare meglio di te quello che stai facendo, ma offre anche un'ecosistema enorme di servizi interconnessi fra loro? Invece, un wrapper che si occupa di semplificare la vita agli (sparo a caso) avvocati in Italia con uno studio e che si occupano di un certo tipo di casi, ecco questo è un esempio di nicchia che può sopravvivere.

Il confine tra wrapper AI e non è sottile: di fatto diventi "wrapper" se l'80/90% (stima indicativa) del valore che fornisci proviene da un LLM, mentre puoi essere un software che si integra con l'IA (e non un wrapper) se di base fornisci una struttura — ad esempio un SaaS — con tante funzionalità, alcune AI, alcune no, e fai data moat. Detto ciò, io personalmente non investirei in nessun wrapper AI: sono troppi e troppo rischiosi.

Per quanto riguarda gli aggregatori, cioè tutti quei tool conversazionali che uniscono vari LLM diversi insieme per selezionarti la risposta migliore del momento, la situazione è simile. Tu quindi da utente vedi un chatbot che in realtà dietro nasconde GPT, Gemini, Claude, DeepSeek, ecc. e ti fornisce la risposta migliore scegliendo fra questi. Questo "format" non può funzionare a lungo, perché risponde a un'esigenza nata in un periodo in cui gli LLM hanno ancora carenze o difetti, ma non sarà così per sempre. Mowry paragona il fenomeno al boom del cloud che c'è stato tra il 2000 e il 2010: sono nate tantissime startup che volevano intermediare l'accesso ad AWS, facilitarlo, ma poi proprio lei ha iniziato a migliorare quell'aspetto e tutti quei founder hanno chiuso baracca e burattini e scritto post mortem. Secondo Mowry gli aggregatori oggi fanno fatica a fare margine e le grandi aziende di LLM stanno puntando tantissimo sul lavoro con le enterprise, emarginando ulteriormente prodotti di quel tipo.

Uscendo dal mero software digitale, ci sono settori che seguo con ossessione e che, se esplodono, esplodono bene, ma ancora il rischio è troppo alto. Mi riferisco ai robot umanoidi, ai robotaxi, ai data center spaziali e alla fusione nucleare. Credo fortemente nel successo di questi campi, fatta eccezione per i data center spaziali che ancora hanno pochissimi dati (ad oggi abbiamo solo un esperimento che ha visto Gemma, la versione light e non-cloud di Gemini, runnata su un satellite con successo, ma nient'altro). Le sfide sono ancora troppe e le conferme troppo poche.

Chiaro è che questi settori hanno dei problemi da risolvere: ad esempio i robot umanoidi fanno fatica con la destrezza delle mani e con un'IA che funzioni bene in contesti nuovi; e i robotaxi fanno fatica con l'apprendimento tramite sensori dallo spazio circostante. È chiaro che se nascono startup promettenti che risolvono questi problemi sarebbe un investimento interessante ma non aspettiamoci dei round da pochi milioni di dollari perché sono tecnologie che hanno grosse esigenze — per fare un esempio, la britannica Wayze, che risolve proprio l'apprendimento dei robotaxi tramite software AI, ha appena raccolto 1.5 miliardi di dollari con investitori come Uber e Nvidia.

Altri settori generalisti che stanno facendo fatica e su cui stanno mettendo la croce in molti sono i tool AI di creatività legati a scrittura e produttività in generale. Torniamo sempre allo stesso punto dei servizi troppo "generalisti": se non ti verticalizzi su una nicchia gli LLM ti schiacceranno. Solo i big player consolidati possono permettersi di procedere per una via generalista, oppure realtà come Lovable o Replit che hanno cavalcato il momento giusto, ma quella finestra temporale per quanto mi riguarda è chiusa.

Facciamo un recap: non investirei in AI wrapper e aggregatori perché condivido il pensiero di Darren Mowry. Poi, sono piuttosto sicuro che i robot umanoidi destinati all'uso industriale avranno successo, il problema è che non sappiamo chi e non sappiamo quando. Non è come per l'IA che la vediamo già funzionare allora è facile dire "investo in tutto ciò che può aiutarla a funzionare meglio, come addestramento, cybersecurity, indicizzazione, ecc."; i robot umanoidi sono ancora un settore pieno di sfide. Stessa cosa vale per i robotaxi, i data center spaziali e l'energia a fusione nucleare.

Nella prossima parte vorrei parlare delle startup sulle quali invece investirei. Parleremo di smart glasses, world models, AI training, e tanto altro ancora.

Questa voce è stata modificata (2 giorni fa)

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Video generati dall’IA ovunque: crolla la fiducia online e il mercato crea nuove professioni


La diffusione dei video generati dall’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il panorama digitale. Se da un lato la produzione di contenuti è diventata più veloce e accessibile, dall’altro cresce il problema della fiducia: distinguere tra rea

La produzione di video non è mai stata così rapida. Template, automazioni e intelligenza artificiale permettono oggi alle aziende di creare contenuti in pochi minuti, adattarli a più piattaforme e moltiplicarne la diffusione. Secondo il report The AI Ad Gap Widens di IAB, oltre l’80% delle aziende utilizza strumenti di IA per la creazione di advertising e contenuti digitali, con una forte concentrazione proprio sui formati video.

Il problema: troppi contenuti, meno credibilità


Questa accelerazione ha però un effetto collaterale sempre più evidente: l’appiattimento dei linguaggi. I video si somigliano, seguono gli stessi schemi visivi, replicano format riconoscibili. Una parte crescente dei consumatori, in particolare tra Gen Z e Millennial, dichiara di riconoscere i contenuti generati artificialmente e di percepirli come meno credibili e meno coinvolgenti. In un flusso continuo di immagini costruite, acquistano valore i contenuti che restituiscono contesto, presenza e realtà.

Motorola Signature in Italia: miglior fotocamera DXOMARK
Motorola Signature debutta in Italia con DXOMARK Gold Label: smartphone ultrasottile con comparto fotografico di livello premium
TechpertuttiGuglielmo Sbano


La questione riguarda direttamente le strategie di comunicazione delle aziende. Se l’intelligenza artificiale consente di aumentare la produzione, l’attenzione delle persone si concentra su ciò che appare reale, su video capaci di mostrare luoghi, persone e situazioni non standardizzate. Questa trasformazione non incide solo sul modo di comunicare dei brand, ma anche sul lavoro che ruota attorno al video digitale, favorendo la nascita di competenze e ruoli professionali orientati all’autenticità e alla produzione sul campo.

Dalla crisi alla trasformazione: il mercato reagisce


Proprio per questo si stanno affermando profili professionali che non provengono necessariamente da percorsi accademici tradizionali, ma che sviluppano competenze operative attraverso l’esperienza diretta e il lavoro sul campo. Si tratta di figure capaci di utilizzare linguaggi nativi dei social, strumenti semplici come lo smartphone e tempi di produzione rapidi, rispondendo alla domanda di contenuti autentici da parte delle aziende.

Nasce la figura dello Snapper


Snap Marketing, agenzia innovativa specializzata in short video, che dal 2026 è parte di CreationDose, gruppo Italiano sulla CreatorEconomy, ha strutturato una serie di iniziative - i Bootcamp - per formare giovani professionisti su queste competenze. Attraverso percorsi pratici e concentrati sull’esperienza diretta, nel 2025 oltre 100 ragazze e ragazzi hanno acquisito competenze immediatamente applicabili nella produzione di video brevi per piattaforme social. Da questi percorsi prende forma una nuova figura professionale, lo Snapper, un creator formato da Snap Marketing che realizza contenuti nativi per i social lavorando prevalentemente dietro la camera. I video vengono prodotti direttamente da smartphone, con un approccio rapido e operativo. La diffusione di questo ruolo riflette una trasformazione più ampia del mercato dei contenuti, sempre più orientato a formati autentici e replicabili su larga scala.

Durante i Bootcamp vediamo come molti giovani abbiano già familiarità con i linguaggi dei social e con la produzione di video brevi. Oggi questo formato è centrale nelle strategie delle imprese: secondo HubSpot, i contenuti short vengono condivisi oltre il 120% in più rispetto alle immagini statiche. Il ruolo dello Snapper nasce all’interno di questa evoluzione, come esito di competenze che i ragazzi sviluppano ogni giorno e che trovano spazio in percorsi formativi più pratici e immediati”, osserva Alessio Cinao, di Snap Marketing & Partner di CreationDose Group.


La crescita degli Snappers mostra come il lavoro nei contenuti digitali stia cambiando forma. Le competenze creative si orientano sempre più verso la rapidità, l’osservazione del territorio e la capacità di trasformare in contenuto ciò che accade nell’immediato, rispondendo a un’esigenza di autenticità che l’automazione, da sola, non riesce a soddisfare.

OPPO Watch S: smartwatch ultrasottile in acciaio
OPPO presenta Watch S, smartwatch dal design ultrasottile in acciaio inossidabile che combina eleganza, comfort e funzionalità smart evolute
TechpertuttiGuglielmo Sbano

I 10 consigli per diventare un creatore di contenuti secondo Snap Marketing


1. Cura le basi tecniche: luce, audio e inquadratura

Una buona luce, un audio comprensibile e inquadrature chiare valgono più dell’attrezzatura. La qualità nasce dalla semplicità.

2. Punta sull’autenticità

Le persone riconoscono ciò che è vero. Mostrare situazioni reali, spontanee e credibili crea molta più connessione dei contenuti costruiti.

3. Cattura l’attenzione fin dai primi secondi

Il gancio iniziale è fondamentale: un dettaglio, un movimento o una frase forte possono cambiare la performance di un contenuto.

4. Mantieni un ritmo dinamico

Alterna campi diversi, micro-azioni e cambi di prospettiva. Nei video brevi ogni pochi secondi deve succedere qualcosa.

5. Monta in modo pulito e leggibile

Tagli netti, sottotitoli chiari e niente effetti superflui. L’obiettivo è trasmettere un messaggio in modo diretto, non complicarlo.

6. Racconta, non limitarti a riprendere

Anche pochi secondi possono avere una struttura narrativa. Un creator efficace costruisce un mini-racconto con un inizio, un’idea centrale e una chiusura.

7. Sii rapido

La velocità è una skill: saper pensare, girare e consegnare rapidamente rende un creator competitivo e affidabile.

8. Valuta il contenuto “da spettatore”

Esci dalla tua bolla e chiediti: “Se fossi un utente qualsiasi, guarderei questo video fino alla fine?” Questo mindset aiuta a creare contenuti efficaci, chiari e realmente ingaggianti.

9. Divertiti e porta energia positiva

Quando chi crea si diverte, si vede. L’energia passa nel contenuto e lo rende più naturale, fresco e coinvolgente.

10. Mostra un’attitudine empatica e professionale

Un creator lavora a stretto contatto con il cliente per ore: ascolto, calma, problem solving e rispetto delle consegne sono fondamentali quanto la tecnica. È questa combinazione che trasforma un creator in un professionista.


OPPO Watch S ufficiale: smartwatch ultrasottile in acciaio che punta su stile e comfort


Oppo ha annunciato il suo ultimo smartwatch, denominato Watch S. Lo smartwatch è caratterizzato da un design ultrasottile, in acciaio inossidabile, che unisce comfort e stile. Grazie al monitoraggio avanzato per gli sport più comuni e a un display ultra-luminoso da 3000 nit, Watch S è un potente compagno di fitness quotidiano, mentre funzionalità come la 60s Wellness Overview, il monitoraggio avanzato del sonno e la valutazione del benessere di mente e corpo aiutano chi lo indossa a rimanere in forma 24 ore su 24.

Cyberattacchi in Italia: +14,9% rispetto al mondo
Check Point Research rileva 2.403 attacchi informatici a settimana a gennaio, con un aumento dell’attività ransomware e l’uso crescente di GenAI per l’esfiltrazione dei dati
TechpertuttiGuglielmo Sbano

OPPO Watch S ufficiale: smartwatch ultrasottile in acciaio


Grazie alla sua struttura leggera, compatta e di alta qualità, il Watch S garantisce una eccellente indossabilità per tutta la giornata. Grazie all'avanzata tecnologia di impilamento dei componenti, che ottimizza l'uso dello spazio all'interno dell'orologio, il corpo ultrasottile in acciaio inossidabile misura 8,9 mm di spessore e pesa 35 g, rendendolo comodo da indossare, sia durante l'allenamento in campo sia durante un buon riposo notturno a letto. Lo stesso design, sottile e confortevole, si estende anche alle due diverse opzioni di cinturino dell'orologio. Per gli amanti dello sport alla moda, il cinturino in nylon intrecciato del modello Silver Gleam è leggero, traspirante e antibatterico. Questo presenta una colorazione giallo-verde a contrasto che si abbina perfettamente alla cassa argentata dell'orologio, creando un look fluido e dinamico. In alternativa, il cinturino in fluoroelastomero nero del modello Phantom Blackè realizzato ergonomicamente per seguire la curva del polso, garantendo una vestibilità morbida e confortevole.

Design ultrasottile in acciaio: eleganza e comfort


A completare le colorazioni di tendenza, una selezione di quadranti raffinati e flessibili per la personalizzazione. Il Watch S offre agli utenti oltre 350 quadranti personalizzati e una varietà di widget per adattarsi al loro umore, al loro stile e al loro outfit. A rendere questo stile brillante è uno schermo AMOLED da 1,46 pollici con una luminosità massima fino a 3000 nit, un rapporto schermo-corpo del 75% e una cornice sottile da 2,8 mm per un'ottima esperienza visiva.

Funzioni salute e fitness


OPPO Watch S amplia il suo supporto agli sport più popolari con dati completi che approfondiscono la comprensione delle attività consentendo a tutti, dai runner occasionali agli atleti agonisti, di migliorare le proprie prestazioni in modo sicuro ed efficace. Con oltre 100 modalità di allenamento e monitoraggio avanzato di 12 sport popolari, inclusi corsa, badminton, tennis e nuoto, il watch fornisce informazioni scientificamente comprovate che guidano movimenti più intelligenti e allenamenti più efficaci.

In particolare, per gli sport basati sulla corsa il Watch S è dotato della stessa dual-band GPS dei modelli flagship, assicurando un rilevamento della posizione preciso anche nelle condizioni più complicate. L’orologio offre diverse opzioni di monitoraggio della corsa: outdoor, indoor e corsa per bruciare grassi, e misura statistiche quali il tempo complessivo di corsa, le calorie bruciate e il battito cardiaco. Il wearable, inoltre, traccia le metriche di corsa come il tempo di contatto del piede con il suolo (GCT), l’oscillazione verticale, e il numero di battiti al minuto (LTHR), aiutando a ottimizzare la qualità della corsa, prevenire infortuni e gestire allenamenti intesi con una maggiore precisione.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Display e interfaccia: esperienza visiva premium


Watch S è dotato di sensori di livello flagship che forniscono controlli e analisi sanitarie di prima categoria. Questi includono un sensore della frequenza cardiaca, un sensore che misura l’ossigeno nel sangue a 16 canali, e un sensore per la temperatura del polso. Questi componenti lavorano insieme per raccogliere dati corporei precisi, supportando ogni aspetto, dal monitoraggio quotidiano accurato alle analisi continue e approfondite sul benessere. Un punto di forza è la 60s Wellness Overview, che consolida nove indicatori chiave della salute in una valutazione con un unico tocco.

In un solo minuto è possibile acquisire parametri completi, tra cui frequenza cardiaca, saturazione dell'ossigeno nel sangue, livello del sonno e livello di stress psico-fisico, per ottenere una panoramica rapida ma dettagliata del proprio benessere fisico e mentale. Inoltre, la funzione Sleep Health Analysis traccia metriche come la frequenza cardiaca durante il sonno, e cambiamenti negli indicatori fisici anche durante brevi pisolini di 20 minuti. Grazie a queste letture, l'orologio genera report personali sul sonno che aiutano gli utenti a comprendere meglio i propri schemi di sonno individuali.

Autonomia e connettività


OPPO Watch S supporta sia dispositivi Android sia iOS e può essere associato fino a due smartphones contemporaneamente. La connettività con lo smartphone principale permette anche di sincronizzare i contatti, fare chiamate rapide, e accedere al controllo remoto della fotocamera direttamente dall'orologio per un'esperienza quotidiana più semplice. Nonostante la sua forma ultra sottile, lo smartwatch di OPPO non scende a compromessi quando si tratta dell'autonomia: la batteria da 330mAh consente fino a 10 giorni di utilizzo, mentre una rapida ricarica da 10 minuti dura tutto il giorno (dichiara il Brand), permettendo una maggiore tranquillità quando siamo fuori casa.

L'orologio è realizzato con una copertura in vetro curvo 2.5D dotata di bordo resistente agli urti e corpo in acciaio inossidabile. Questa combinazione assicura una maggior forza e resistenza alla corrosione, offrendo protezione che va ben oltre gli urti e i graffi di tutti i giorni. Grazie alla resistenza alla polvere e all'acqua IP68 e alla resistenza all'acqua fino a 5 ATM, l'orologio monitora in modo affidabile gli allenamenti durante il nuoto e altre comuni attività acquatiche in acqua dolce.

Prezzi e disponibilità


OPPO Watch S è disponibile da oggi in Silver Gleam e Phantom Black su OPPO Store al prezzo di 199,99 e nelle prossime settimane anche presso la distribuzione specializzata. In occasione del lancio, aggiungendo solamente 1,99 euro, sarà possibile acquistare un caricabatterie da 33W.



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L’inclusione non Bafta


Un attivista con la Tourette ripete la “n-word” davanti a milioni di persone: e adesso?

La storia di cui mi occupo questa settimana, detto per sdrammatizzare con una punta di cinismo, sembra uscita dritta da una puntata di The Office o South Park.

E allora cominciamo dalla sinossi: alla cerimonia di premiazione di un importante evento del mondo dello spettacolo internazionale viene invitato un attivista per i diritti delle persone affette da sindrome di Tourette, già soggetto ispiratore di un film che porta in scena la sua complicatissima vita.

Questo lungometraggio viene accolto e celebrato come una conquista sul piano della rappresentazione di chi è affetto da disturbi neurologici, senonché a un certo punto sul palco, a presentare il prossimo premio, ci sono due attori neri. E l’attivista con la Tourette... si mette a urlare, ripetutamente, il peggior insulto possibile che si possa urlare a una persona nera.

È successo davvero, anche se in Italia se ne è parlato poco o nulla. La vita di John Davidson, attivista scozzese cinquantenne con la Tourette, ha ispirato il film di Kirk Jones I Swear («Impreco», ma anche «Giuro»), che ricostruisce la vita di Davidson fin dall’adolescenza, quando il suo disturbo lo rendeva una facile preda di bullismo e violenza.

Ai Bafta – la cerimonia di cui parliamo – dello scorso weekend, I Swear ha vinto in tre categorie di nomination, e la British Academy of Film and Television Arts ha deciso di suggellare la sua ottima accoglienza estendendo l’invito a prendere parte al gala di premiazione allo stesso Davidson.

Quando l’attore britannico Delroy Lindo e il collega statunitense Michael B. Jordan – entrambi neri – si trovavano sul palco, Davidson ha urlato ripetutamente la famigerata parola con la n, l’epiteto più offensivo della società odierna. Ne è nato un momento di comprensibile impasse, poi lo stesso Davidson ha scelto di abbandonare la sala e continuare a seguire la serata in tv, mentre il duo ha proseguito con la premiazione.

L’attivista, in un secondo momento, si è scusato parlando col magazine Variety, a cui ha spiegato:

Voglio che le persone sappiano e capiscano che i miei tic non hanno assolutamente nulla a che fare con ciò che penso, sento o credo. Sono una reazione neurologica involontaria. I miei tic non sono il prodotto di un’intenzione, non sono una scelta e non riflettono i miei valori.


Durante la serata, peraltro, Davidson aveva usato anche altre parole grandemente offensive (tra le altre cose, in un momento in cui sul palco il presentatore della serata Alan Cumming si era soffermato a fare battute sulla sua omosessualità, a lui era uscito ripetutamente: «Pedofilo!»).

Ciononostante, l’attenzione del pubblico si è concentrata sulla n-word: il contesto in cui è stata pronunciata, il tempismo, la percettibilità di quella specifica parola proveniente dalla platea sono stati tali da aver causato la tempesta perfetta: BBC – che ha trasmesso la cerimonia con due ore di differita e non ha coperto gli insulti razzisti – e i Bafta stessi si sono scusati a più riprese, il giurato del premio Jonte Richardson si è dimesso e sono giunte anche le lamentele di Warner Bros.

"Guy with Tourette's shouts the n word" is like a Category A Bioweapon designed for internet discourse
— The okayest poster there is (@ok_post_guy) February 23, 2026


Fin da subito, sui social media centinaia di profili hanno iniziato a suggerire, con vari gradi di certezza, che John Davidson avrebbe pronunciato quell’insulto volontariamente: l’ha fatto anche l’attore Jamie Foxx, scrivendo in un commento su Instagram: «Di tutte le parole che puoi dire, la sindrome di Tourette ti fa dire proprio quella? Nah, ha scelto di dirla».

Ovviamente la Tourette non funziona come dice Foxx: per quanto la coprolalia – cioè la pronuncia incontrollata di parole oscene o socialmente inaccettabili – riguardi solo un malato su dieci, quando compare non lascia spazio alla scelta; poter dire cose tabù di fronte a un palcoscenico globale è precisamente la condizione che innesca i tic verbali incontrollati.

Lo stesso Davidson nel 2019 è stato insignito di un’onorificenza pubblica dalla regina d’Inghilterra, e non ha potuto evitare di sentirsi gridare un «fuck the Queen!» a pochi metri da Elisabetta. Però quella volta un funzionario reale gli aveva messo una mano sulla spalla per consolarlo («Non si preoccupi, la regina comprende»), mentre ai Bafta è scoppiato il finimondo: lo stesso Michael B. Jordan, uno dei due attori sul palco nel momento incriminato, si sarebbe detto «disgustato» da quanto successo, e lo stesso Variety, nel titolo del pezzo in cui ha intervistato Davidson, ha messo la parola «involontari», riferita ai tic, tra virgolette.

Con un ribaltamento crudele e rivelatorio, quello che doveva essere un momento inclusivo – di consacrazione di un film che mostra cosa significa convivere con un disturbo che impone di dire cose indicibili nel peggior momento possibile – si è tramutato in un’altra scena di I Swear: la folla che fino a un secondo prima si diceva aperta e tollerante, ora chiede in coro che alle persone affette da Tourette vengano chiuse le porte di kermesse come i Bafta.

Naturalmente, Delroy Lindo e Michael B. Jordan avevano e hanno ogni diritto di sentirsi offesi e di pretendere le dovute scuse non tanto da Davidson, quanto soprattutto da BBC e Bafta: la parola che gli è stata rivolta, anche quando viene usata senza intento malevolo come in questo caso limite, ha comunque un portato con cui può essere difficile avere a che fare.

Ma non si può far finta che un certo discorso culturale anzitutto statunitense sulle identità razziali, coi suoi schemi monodimensionali – nonché ormai francamente un po’ fuori dalla storia – si riveli inadeguato in situazioni come questa: non si tratta di privilegiare il «white comfort» a discapito del «Black respect», come ha scritto un’attivista su X, ma di sforzarsi di comprendere l’umanità in modo prismatico, allontanandosi da assi univoci che, quando va bene, funzionano solo sui social.

a lot of slaveowners were disabled
— BlackRedGuard ☭ 🇵🇸🔻⛓️‍💥 (@OGBlackRedGuard) February 23, 2026


Forse la cosa più lucida sull’accaduto l’ha scritta il commentatore Freddie deBoer: uno dei problemi del liberal-progressismo mainstream di marca statunitense risiede nel non accorgersi che esistono conflitti di interessi anche tra le identità oppresse, e che questi conflitti a volte, semplicemente, non hanno una risoluzione che non passa da un approccio estremamente comprensivo e caritatevole agli altri, che muove dalla nostra irriducibile umanità condivisa.

Come si dice in questi casi: la sinistra riparta da qui, se possibile.

  • La versione statunitense di Wired ha pubblicato una copertina, in effetti abbastanza incredibile (specie per Wired: ma sono cambiati i tempi), sulla «gay tech mafia» della Silicon Valley, e ne è nato un caso;

  • La Francia ha il suo Charlie Kirk: l’attivista di estrema destra 23enne Quentin Deranque è stato ucciso in un pestaggio da parte di avversari politici a Lione, e ora la sua morte ha infiammato il Paese;

  • Finire segnalati ai servizi sociali per aver partecipato a una manifestazione sindacale è una cosa grave.



🫰
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Musk perde la causa contro OpenAI, Netflix potrebbe perdere Warner Bros, Uscito Nano Banana 2


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.

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Ciao, sono Amir! Questa è la rassegna n. 474 ed è stata finalizzata alle 02:22 del mattino, venerdì 27 febbraio 2026. I lettori di Morning Tech sono attualmente 4,825.

Buon venerdì,
oggi parleremo della causa che Musk ha avviato contro OpenAI e di come il giudice ha deciso a favore di Altman. Poi parleremo di questa trattativa infinita per l'acquisizione di Warner Bros. Discovery, che potrebbe vedere la favorita Netflix fuori dall'affare; vedremo insieme Nano Banana 2, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 271 - Venerdì 27 febbraio
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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

La causa di Musk contro OpenAI è stata respinta dal giudice


Legge
xAI ha accusato OpenAI di aver ottenuto segreti industriali assumendo ex dipendenti, ma il giudice ha ritenuto che le prove che violerebbero la legge federale USA sui segreti commerciali (Defend Trade Secrets Act) siano ancora troppo deboli. Il caso ruota attorno a un ex ingegnere, accusato di aver copiato codice prima di cambiare lavoro; dopo quattro ore dalla copia e upload del codice su un account collegato a OpenAI ha ricevuto un messaggio su Signal da parte del recruiter con scritto "nw!". Per l'accusa significa "no way!" e per la difesa significa "no worries!" indicando nessun legame con la copia del codice.
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Fonte: Ars Technica
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L'offerta di Paramount è superiore: Netflix si ferma qui


Business
Netflix ha rinunciato ad aumentare l'offerta per l'acquisto degli asset di studio e streaming di Warner Bros. Discovery (WBD) dopo che il consiglio di amministrazione di WBD ha giudicato migliore l’offerta rivista di Paramount Skydance: 31 dollari per azione, in contanti, per comprare l’intero gruppo (inclusi i canali tv come CNN, TBS e TNT). Netflix aveva pochi giorni per rilanciare, ma ha scelto di non farlo perché, a quelle cifre, "l’affare non è più economicamente attraente."
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Fonte: CNBC
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Google lancia Nano Banana 2


Intelligenza Artificiale
Google ha presentato Nano Banana 2, nuova versione del suo modello di generazione immagini (Gemini 3.1 Flash Image): produce risultati più realistici e più rapidi e diventa l’impostazione predefinita nell’app Gemini, oltre che nella ricerca tramite Lens e AI Mode e all'interno dello strumento video Flow. Può generare output da 512 pixel a 4K, mantiene coerenza fino ad un massimo di cinque personaggi e fino a 14 oggetti. Applica un watermark SynthID, compatibile con lo standard di tracciabilità C2PA.
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Fonte: TechCrunch
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La settimana di lancio dei nuovi prodotti Apple inizia lunedì


Big Tech
Apple avvierà lunedì 2 marzo una settimana di annunci hardware: lo ha confermato l’amministratore delegato (CEO) Tim Cook con un teaser che suggerisce più comunicati in giorni diversi. Mercoledì 4 marzo è prevista una “experience” dal vivo a New York, Londra e Shanghai. Attesi iPhone 17e, nuovi iPad e un MacBook più economico.
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Fonte: 9to5Mac
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La britannica Wayve raccoglie 1,2 miliardi di dollari: vende software per veicoli senza conducente


Startup
La britannica Wayve ha raccolto 1,2 miliardi di dollari (fino a 1,5 con un impegno aggiuntivo di Uber in vista del lancio di robotaxi a Londra) e ora vale 8,6 miliardi. Fondata nel 2017 nel Regno Unito, sviluppa un sistema di guida basato su una rete neurale che impara dai dati dei sensori delle auto e non dipende da mappe geografiche. Offre sia assistenza con conducente vigile sia guida autonoma in aree specifiche. Non gestisce flotte proprie: concede la tecnologia in licenza a case auto come Nissan e a piattaforme come Uber.
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Fonte: TechCrunch
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Perché è importante?

Perché in Europa il settore del Full-Self Driving sta andando a rilento e non ha alcuna chance di competere...
[solo per supporter]

Letture interessanti


In lingua inglese.

Spiego agli umani come gioca a scacchi l'IA


andys.blog (eng)

Le big tech non stanno incoraggiando i lavoratori a usare l'IA, li stanno forzando


wsj.com (eng)

L'IPO di SpaceX, OpenAI e Anthropic: uno stress test da 3mila miliardi di dollari


tomtunguz.com (eng)

Che cosa stanno vibe codando i cinesi?


chinatalk.media (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

eBay sta per licenziare 800 persone


techcrunch.com (eng)

Intrinsic, azienda di software per la robotica di proprietà di Alphabet, entra a far parte di Google


techcrunch.com (eng)

Le autorità russe stanno valutando il blocco di Telegram dall'inizio di aprile, riferisce RBC


reuters.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/FRI78tq9Eik?…

Impressioni sul Samsung Galaxy S26


Condividiamo subito la video recensione di uno dei nostri tech reviewer preferiti, Marques Brownlee, ad un giorno dalla presentazione del nuovo Galaxy S26.

Vedi video su youtube.com (eng - 09:09)

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La causa di Musk contro OpenAI è stata respinta dal giudice


In breve:


xAI ha accusato OpenAI di aver ottenuto segreti industriali assumendo ex dipendenti, ma il giudice ha ritenuto che le prove che violerebbero la legge federale USA sui segreti commerciali (Defend Trade Secrets Act) siano ancora troppo deboli. Il caso ruota attorno a un ex ingegnere, accusato di aver copiato codice prima di cambiare lavoro; dopo quattro ore dalla copia e upload del codice su un account collegato a OpenAI ha ricevuto un messaggio su Signal da parte del recruiter con scritto "nw!". Per l'accusa significa "no way!" e per la difesa significa "no worries!" indicando nessun legame con la copia del codice.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Musk has no proof OpenAI stole xAI trade secrets, judge rules, tossing lawsuit
Even twisting an ex-employee’s text to favor xAI’s reading fails to sway judge.
Ars TechnicaAshley Belanger

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L'offerta di Paramount è superiore: Netflix si ferma qui


"L'affare non è più economicamente attraente".

In breve:


Netflix ha rinunciato ad aumentare l'offerta per l'acquisto degli asset di studio e streaming di Warner Bros. Discovery (WBD) dopo che il consiglio di amministrazione di WBD ha giudicato migliore l’offerta rivista di Paramount Skydance: 31 dollari per azione, in contanti, per comprare l’intero gruppo (inclusi i canali tv come CNN, TBS e TNT). Netflix aveva pochi giorni per rilanciare, ma ha scelto di non farlo perché, a quelle cifre, "l’affare non è più economicamente attraente."

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Netflix ditches deal for Warner Bros. Discovery after Paramount’s offer is deemed superior
Netflix is ditching a deal to buy Warner Bros. Discovery’s studio and streaming assets after the WBD board deemed a revised bid by Paramount to be superior.
CNBCLillian Rizzo,Alex Sherman

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Google lancia Nano Banana 2


È più preciso con i volti e gli oggetti, ed è più veloce.

In breve:


Google ha presentato Nano Banana 2, nuova versione del suo modello di generazione immagini (Gemini 3.1 Flash Image): produce risultati più realistici e più rapidi e diventa l’impostazione predefinita nell’app Gemini, oltre che nella ricerca tramite Lens e AI Mode e all'interno dello strumento video Flow. Può generare output da 512 pixel a 4K, mantiene coerenza fino ad un massimo di cinque personaggi e fino a 14 oggetti. Applica un watermark SynthID, compatibile con lo standard di tracciabilità C2PA.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google launches Nano Banana 2 model with faster image generation | TechCrunch
Google is making Nano Banana 2 a default model in Gemini app and in AI mode.
TechCrunchIvan Mehta

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Questa voce è stata modificata (5 giorni fa)

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La settimana di lancio dei nuovi prodotti Apple inizia lunedì


Con un incontro dal vivo il 4 marzo.

In breve:


Apple avvierà lunedì 2 marzo una settimana di annunci hardware: lo ha confermato l’amministratore delegato (CEO) Tim Cook con un teaser che suggerisce più comunicati in giorni diversi. Mercoledì 4 marzo è prevista una “experience” dal vivo a New York, Londra e Shanghai. Attesi iPhone 17e, nuovi iPad e un MacBook più economico.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

New Apple product launch week starts Monday, Tim Cook confirms - 9to5Mac
Apple CEO Tim Cook just confirmed that the company will announce new products starting “Monday morning.” This will be the…
9to5MacZac Hall

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La causa di Musk contro OpenAI è stata respinta dal giudice


Un ingegnere avrebbe copiato e caricato il codice su un cloud legato a OpenAI.

In breve:


xAI ha accusato OpenAI di aver ottenuto segreti industriali assumendo ex dipendenti, ma il giudice ha ritenuto che le prove che violerebbero la legge federale USA sui segreti commerciali (Defend Trade Secrets Act) siano ancora troppo deboli. Il caso ruota attorno a un ex ingegnere, accusato di aver copiato codice prima di cambiare lavoro; dopo quattro ore dalla copia e upload del codice su un account collegato a OpenAI ha ricevuto un messaggio su Signal da parte del recruiter con scritto "nw!". Per l'accusa significa "no way!" e per la difesa significa "no worries!" indicando nessun legame con la copia del codice.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Musk has no proof OpenAI stole xAI trade secrets, judge rules, tossing lawsuit
Even twisting an ex-employee’s text to favor xAI’s reading fails to sway judge.
Ars TechnicaAshley Belanger

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La britannica Wayve raccoglie 1,2 miliardi di dollari: vende software per veicoli senza conducente


Dietro ha colossi come Uber e Nvidia.

In breve:


La britannica Wayve ha raccolto 1,2 miliardi di dollari (fino a 1,5 con un impegno aggiuntivo di Uber in vista del lancio di robotaxi a Londra) e ora vale 8,6 miliardi. Fondata nel 2017 nel Regno Unito, sviluppa un sistema di guida basato su una rete neurale che impara dai dati dei sensori delle auto e non dipende da mappe geografiche. Offre sia assistenza con conducente vigile sia guida autonoma in aree specifiche. Non gestisce flotte proprie: concede la tecnologia in licenza a case auto come Nissan e a piattaforme come Uber.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Self-driving tech startup Wayve raises $1.2B from Nvidia, Uber, and three automakers | TechCrunch
Major automakers, tech giants, AI companies, and chipmakers are all trying to get a piece of Wayve.
TechCrunchKirsten Korosec

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Caccia Grossa


La traina col vivo è una tecnica costiera da praticare sulle secche e sulle cigliate rocciose, ma su batimetriche più profonde si può insidiare i grandi pelagici del Mediterraneo, come il tonno.

foto sopra: Il tonno è da sempre l’avversario più impegnativo che si possa incontrare nel Mediterraneo, insidiarlo a traina col vivo aumenta di gran lunga le emozioni che può regalare e ben lo sa Salvatore che stringe a sé un magnifico esemplare.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria invasione di tonni intermedi, che, alla luce dei fatti, sembrano divenuti stanziali. Questa presenza massiccia ha dato vita a nuove idee, soprattutto grazie ai continui attacchi di questi pesci sulle esche vive trainate a mezz’acqua. Che il tonno abboccasse occasionalmente alle esche vive, soprattutto se trainate a mezz’acqua per le ricciole, non è certo una novità. Nelle ultime stagioni i tonni abboccano spessissimo alle esche vive, sbobinando i piccoli mulinelli usati per la traina con il vivo o ingaggiando combattimenti al limite di tenuta dell’attrezzatura. Con questi presupposti si è sviluppata una tecnica che unisce il fascino della traina con il vivo, all’emozione di confrontarsi con un grosso pelagico, abbinando i due elementi più significativi della pesca nelle nostre acque.

L’attrezzatura - Gli effetti dell’abboccata di un tonno o di un grosso spada su un’attrezzatura leggera da traina con il vivo, sono sempre poco piacevoli. In genere si ha il multifibre in bobina, che con la sua rigidità stenta a stancare un pesce tenace come il tonno, inoltre le canne da vivo, leggere e flessibili, poco si prestano a sollevare il pesce quando s’impunta sotto la barca e per finire, terminali e girelle risultano spesso sotto dimensionati. Ciò non toglie che moltissimi grossi pesci sono stati combattuti e portati a bordo anche con attrezzature leggere, ma per impostare una battuta a traina col vivo mirata a questi pesci, bisogna rivedere tutto il complesso pescante. In base alle informazioni sulla taglia dei tonni in zona, si può scegliere tra canne da 20-30 o 30-50 libbre, le prime abbinate a lenze da 30-40 libbre, le seconde con lenza da 50. Conviene orientarsi su stand-up corte (max cm 190), più adatte come azione a pompare grossi pesci in verticale. La scelta dei mulinelli è quasi obbligata su prodotti di altissima qualità, dimensionati alle canne e preferibilmente doppia velocità. Anche le canne acide abbinate a mulinelli piccoli e potenti imbobinati con trecciato da 65-80 libbre, possono essere una valida e divertente alternativa. Generalmente si usano terminali da 0,70-0,80 lunghi circa 10 metri e collegati alla lenza in bobina con nodo PR. A questo si lega una girella piccola, ma con carico di rottura di almeno 150 libbre e 2 metri di fluorcarbon 0,70 al quale sarà fissato l’amo singolo o doppio.
Le esche gradite ai grandi pelagici sono le più disparate, ma bisogna ragionare in termini della mangianza presente in zona e alla resistenza all’innesco. In genere pescando su fondali di fango, su batimetriche tra i m 80 e 100, sugherelli, piccole palamite, lanzardi e sgombri sono le esche più indicate.
Esche ed inneschi - L’innesco classico per la traina al tonno prevede l’uso di un amo singolo: circle o J a seconda delle preferenze personali. Le esche gradite ai grandi pelagici sono le più disparate, ma bisogna ragionare in termini della mangianza presen-te in zona e alla resistenza all’innesco. In genere pescando su fondali di fango, su batimetriche tra gli 80 e i 100 metri, sugherelli, piccole palamite, sgombri e lanzardi sono le esche più indicate. Spesso anche il cefalo di buone dimensioni, specialmente su fondali limitrofi a grandi porti o foci di fiumi importanti, può essere vincente. Pescando in prossimità di secche e fondali rocciosi, il calamaro è sempre un’esca validissima, ma in mancanza del cefalopode si possono innescare anche occhiate e lecce stella. Pescando in mare aperto sulle mangianze si possono innescare piccoli tunnidi catturati in loco, anche se in questo caso l’innesco va eseguito appena catturata l’esca. Le alacce sono esche eccellenti, purtroppo durano pochissimo innescate vive e quindi sono da prendere in considerazione soltanto se innescate dove si vedono i tonni saltare.
L’autore, impassibile, aspetta che il tonno rallenti la corsa prima di far lavorare canna, gambe, busto e braccia.
L’azione di pesca - La traina con il vivo ai pelagici va razionalizzata coprendo con le esche la fascia d’acqua che va dai 10 ai 40-50 metri di profondità. In genere è questa la porzione di mare in cui questi predatori cacciano. Per la scelta dei fondali bisogna prendere in esame sia quelli limitrofi alle secche, specialmente se scendono a profondità di ol-tre 100 metri, che quelli classici dove si pratica il drifting. In relazione al drifting c’è da dire una cosa molto importante. Se si decide di trainare in mezzo alle barche che pasturano bisogna considerare in primis che “levare“ un tonno a chi pastura da ore è un’azione molto scorretta, in secundis che i pesci impegnati a seguire la scia di sarde, difficilmente decidono di attaccare un’esca viva, quindi tale pratica è da prendere in considerazione soltanto se si pesca al di fuori del raggio d’azione della pastura, senza dar fastidio alle barche in pesca. In genere l’assetto standard prevede un’esca affondata con piombi frazionati e un’altra con piombo singolo.

Calate le esche e sistemate distanze e piombature, si regola il freno a un valore massimo del 50-60% e un valore intermedio sul 20-30% del carico di rottura della lenza. In pesca si pone la leva della frizione appena sopra il free-spool, un’ottima soluzione è quella di fermare le lenza con delle pinze di sgancio che le tengono in tensione. Il valore intermedio (20-30%) sarà il punto su cui portare la leva al momento della ferrata, mentre il valore massimo (50-60%) si raggiunge quan-do il pesce ha terminato le sue fughe e si è piantato sulla verticale della barca. La pesca si effettua a velocità variabile tra 1,5 e 2,5 nodi, a seconda dell’esca utilizzata e a quanto questa sopporti la velocità di traina. La strada da far percorrere alle esche deve essere circolare con larghissime virate fuori dalle secche o in linea retta lungo le batimetriche su cui di solito camminano e cacciano i grandi pelagici. Pescando invece su batimetriche senza la presenza di secche si procede dritti effettuando qualche virata di tanto in tanto per far affondare le esche.

Grazie alle leggi introdotte dall’ICCAT sua maestà il tonno rosso è tornato a coprire il suo ruolo dominante nella catena alimentare del nostro mare.


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II Trofeo San Teodoro


Grande partecipazione alla seconda edizione del trofeo organizzato dai ragazzi di San Teodoro. E alla fine l’ha spuntata la coppia Leori - Loi, del Nautilus club di Nuoro.
L’Aps San Teodoro è una giovanissima realtà nel panorama agonistico sardo del surfcasting, ma si è già messa più volte in mostra per quanto riguarda l’organizzazione di eventi importanti. Nell’anno appena concluso può vantare una selettiva provinciale, un trofeo di acque interne, un Trabucco Day di surfcasting e la prima edizione del proprio trofeo a campo libero. Il 7 febbraio è stata l’occasione per confermare la verve di questo sodalizio capitanato da Filippo Serra che insieme alla sua “ciurma” ha messo su la seconda edizione del trofeo APS San Teodoro. Come detto si tratta di una gara con formula rally, con un campo gara distribuito sulla costa nord est della nostra isola, fra Palau e Orosei. I 116 atleti iscritti alla competizione hanno così formato 29 equipaggi da 4 garisti, che si sono spartiti le 16 spiagge “autorizzate” ad ospitare la gara. Purtroppo le condizioni meteomarine non erano sicuramente quelle ideali per un pescato abbondante. Infatti per tutta la durata della competizione ha imperversato un vento di WSW che non ha di certo creato il giusto “movimento” ondoso per favorire l’attività dei pesci. Ci sono volute, come in tutte le gare a campo libero, una profonda conoscenza degli spot, qualità tecniche, ma anche e soprattutto un po’ di azzardo nella scelta dello spot in cui bagnare la lenza e la forte tenacia che contraddistingue l’appassionato di surfcasting. I concorrenti si sono distribuiti in maniera abbastanza omogenea fra le spiagge di Olbia, quelle della Baronia e le più lontane della zona di Orosei, alla ricerca delle prede che avrebbero poi “disegnato” la classifica finale.
Foto di gruppo per i ragazzi dell’Aps San Teodoro, insieme ai 6 bravissimi pescatori che hanno conquistato il podio.
Proprio da Orosei le due “vecchie volpi” Pier Paolo Loi e G.M Leori del Nautilus Nuoro hanno portato al peso ben 14 mormore di bella taglia, il pescato con il maggior numero di catture che gli ha permesso anche di mettere le mani sul trofeo. Dalla zona di Olbia è arrivato il carniere di Mirko Fresi e Tony Petta, che con un solo pesce in meno, si sono dovuti “accontentare” del secondo posto, precedendo i fratelli Simone e Riccardo Arrus ( Gli Amici e il Mare) che a Siniscola hanno inanellato 10 catture di tutto rispetto. Come previsto il mare si è rivelato un po’ tirchio e pochissime coppie sono riuscite a realizzare carnieri “a doppia cifra”. Al di là del risultato finale tutti hanno comunque dato il massimo, e durante la cena ristoratrice al raduno nella bella e accogliente struttura di Straulas non c’è stato posto per rimpianti e malumori, ma solo per amicizia, risate e convivialità. Il merito va soprattutto ai ragazzi di San Teodoro che con un’ospitalità genuina e un’organizzazione impeccabile hanno fatto centro anche questa volta. Nonostante le tante difficoltà che le società che hanno il coraggio di organizzare un proprio trofeo devono affrontare ogni volta. Fondamentale è stato l’aiuto di tutti gli sponsor intervenuti, in primis la Trabucco che ha firmato una bellissima premiazione, con tanta attrezzatura per le prime 15 coppie classificate, le tre migliori società (a primeggiare è stata il Terranoa Olbia), il maggior numero di prede, come detto ad appannaggio dei vincitori della gara e la preda più grossa che è risultata essere l’orata di oltre 300 grammi catturata da Pietro Tumminiello del Fishing Team Sardegna.
La vittoria nella speciale classifica per società è andata al Terranoa Olbia che ha preceduto l’Oltremare Nuoro e il Larus Sassari.
In conclusione una gara ben riuscita, grazie anche al contributo del Comune di San Teodoro e che siamo certi anche il prossimo anno farà il pienone di irriducibili patiti di surfcasting. Noi ci saremo! E voi?

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Samsung Galaxy S26 ufficiali: tutte le novità, dal Privacy Display ai prezzi italiani


Samsung Galaxy S26, S26+ e Ultra ufficiali con design rinnovato, Privacy Display, AI avanzata e promo raddoppio storage fino al 10 marzo.

Samsung ha svelato la nuova serie Galaxy S26 durante l’evento Unpacked di San Francisco, puntando su design unificato, AI intuitiva e privacy potenziata.​
I tre modelli condividono un’estetica omogenea con un’isola fotografica unica ispirata al Galaxy Z Fold 7, scocche più sottili e leggere in Armor Aluminum 3, vetro Gorilla Armor 2 anti-riflesso e materiali riciclati inclusi litio e tantalio.​

Galaxy S26 Ultra introduce il Privacy Display, che restringe il campo visivo laterale per proteggere i contenuti sensibili, regolabile su due livelli e attivabile per app o notifiche, senza penalizzare risoluzione o luminosità.​
Le prestazioni sono spinte dallo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy sull’Ultra (+40% NPU AI, +19% CPU, +24% GPU) e dall'Exynos 2600 2nm sugli altri, con vapor chamber e grafene per termiche ridotte del 20%.​
Sul fronte delle fotocamere, l’Ultra brilla con la principale da 200 MP f/1.4 (47% più luminosa), tele 50 MP 5x f/2.9 (37% più luminosa), nightography potenziata e blocco orizzonte per video stabili fino a 8K@30fps con codec APV.​
Galaxy S26 e S26+, invece, montano sensori da 50 MP principali con zoom ottico 3x.​
L'autonomia è sostenuta da batterie da 4300 mAh (S26), 4900 mAh (S26+) e 5000 mAh (Ultra), con supporto alla ricarica cablata fino a 60W (75% in 30 min su Ultra) e wireless a 25W.​

Lato software, Galaxy AI si evolve con Creative Studio per l'editing foto/video (crea oggetti da prompt, modifica outfit), Regola Audio estesa, scanner documenti AI, Now Nudge/Brief contestuali, Cerchia e Cerca migliorato, supporto Perplexity/Bixby e Call Screening.​ La sicurezza è affidata a Knox Matrix e sono garantiti 7 anni di update.​

Prezzi consigliati per l'Italia (preordini dal 25 febbraio, vendite dall'11 marzo):

  • Galaxy S26 12/256 GB: 1.029 euro
  • Galaxy S26 12/512 GB: 1.229 euro
  • Galaxy S26+ 12/256 GB: 1.289 euro
  • Galaxy S26+ 12/512 GB: 1.489 euro
  • S26 Ultra 12/256 GB: 1.499 euro
  • S26 Ultra 12/512 GB: 1.699 euro
  • S26 Ultra 16/1 TB: 1.999 euro​

C'è anche un'interessante promo lancio (da 25 febbraio al 10 marzo) che prevede il raddoppio della memoria sui tagli da 512 GB al prezzo del 256 GB per tutti e tre i modelli. L'Ultra da 1 TB, invece, sarà in promo preorder a 1.799 euro.
I colori disponibili sono Cobalt Violet, Black, White e Sky Blue, oltre alle esclusive online Pink Gold e Silver Shadow.

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Dopo tanto lavoro, Ghost ha finalmente attivato la federazione Activitypub (e non solo). Ma quali sono le newsletter e i blog italiani basati su #Ghost?

@Discussioni sul Fediverso italiano

Al momento questi sono quelli che abbiamo censito e che ricondividiamo per tutti gli interessati:

1) oradecima by Martino Wong: @oradecima by Martino Wong
2) Dungeonauta: @Dungeonauta
3) Monryse: @MonRyse
4) Mindthechart Intelligence: @MindTheChart Intelligence
5) Restworld: @Restworld Blog
6) Il Blog di Davide Benesso: @Davide Benesso: curiosità e automiglioramento
7) Gaming Review: @GamingReview.it
8) WPC Tech: @WPC Tech
9) The Submarine: @The Submarine
10) Manolo Macchetta: @Manolo Macchetta
11) Flavio Pintarelli: @Flavio Pintarelli | Writer & Strategist
12) Giovanni Bertagna: @Giovanni Bertagna - Blog

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in reply to Ghost: blog e newsletter italiane

Sarei molto curioso di provare Ghost, ma il mio hosting (vhosting) non supporta node.js e quindi sono fermo su WordPress (ho provato a passare su Drupal, ma mi si complicava inutilmente la vita). 😥
in reply to Salvatore Noschese 🇮🇹

Peccato, è davvero magnifico. E l'impatto dopo Wordpress è disarmante. Prendi un Vps, e fai tutto da lì.
E' più semplice a farsi che a dirsi.
in reply to Zone di Transizione

sinceramente avrò poco più di 100 utenti al giorno e WordPress lo conosco abbastanza bene ormai (ci ho sviluppato anche qualche plugin). Ricominciare da zero, passare ad una vps, vuol dire spendere di più e dover re-imparare tutto da zero 😅
Questa voce è stata modificata (4 mesi fa)