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Negli Stati Uniti chi si astiene ha opinioni diverse da chi vota


Un sondaggio della Marquette mostra che l'approvazione di Trump passa dal 38% tra tutti gli adulti al 44% tra gli elettori probabili. Tra chi non voterà scende intorno al 20%.
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Negli Stati Uniti la stessa domanda posta in un sondaggio può dare risultati molto diversi a seconda di chi viene intervistato. Il presidente Donald Trump ha un'approvazione del 44% tra gli elettori probabili, del 41% tra gli elettori registrati e del 38% tra tutti gli adulti maggiorenni, secondo l'ultimo sondaggio nazionale della Marquette Law School, condotto tra il 20 e il 26 maggio 2026. Tra chi probabilmente non andrà a votare, invece, l'approvazione del presidente scende intorno al 20%.

Negli Stati Uniti gli istituti demoscopici distinguono tre universi: tutti gli adulti, gli elettori registrati e gli elettori probabili. Per votare alle elezioni un cittadino americano deve infatti iscriversi preventivamente alle liste elettorali, una procedura che da sola esclude milioni di persone. Tra gli iscritti, poi, i sondaggisti stimano quanti voteranno effettivamente in base alla storia di voto, all'interesse dichiarato e ad altri indicatori. Nella rilevazione della Marquette gli adulti corrispondono al 100% del campione, gli elettori registrati al 78% e gli elettori probabili al 67%.

I numeri di Trump cambiano a seconda dell'universo, ma il dato più sorprendente riguarda la valutazione complessiva del paese. Alla domanda se gli Stati Uniti stiano andando nella direzione giusta o sbagliata, il 38% degli elettori probabili risponde direzione giusta, contro il 31% di tutti gli adulti. Tra gli elettori improbabili e i non-elettori la quota di chi indica la direzione giusta crolli sotto il 20%, mentre quella di chi pensa che il paese sia sulla strada sbagliata salga all'83%. È la divergenza più ampia in tutto il sondaggio.

Sulle valutazioni dei partiti, invece, le differenze sono più contenute. L'approvazione dei democratici al Congresso è ferma al 30% nei tre universi. L'approvazione dei repubblicani al Congresso oscilla tra il 37% degli adulti e il 40% degli elettori probabili. Anche il giudizio favorevole sui due partiti varia poco: per il Partito Repubblicano va dal 38% degli adulti al 41% degli elettori probabili, per il Partito Democratico dal 36% al 38%.

Sondaggio · Stati Uniti
Quanto cambia un sondaggio a seconda di chi viene intervistato
20-26 maggio 2026 · 1.001 adulti, 857 registrati, 576 probabili · Marquette Law School Poll
Focus America
Trump Direzione Voto al Congresso Partiti Economia personale Temi prioritari Identità
Tutti gli adulti Elettori registrati Elettori probabili

Approva l'operato del presidente

Adulti

38%
Registrati

41%
Probabili

44%

Disapprova

Adulti

62%
Registrati

59%
Probabili

56%

Il paese sta andando nella direzione giusta

Adulti

31%
Registrati

35%
Probabili

38%

Il paese è sulla strada sbagliata

Adulti

69%
Registrati

65%
Probabili

62%

Voterebbe il candidato democratico

Adulti

45%
Registrati

46%
Probabili

49%

Voterebbe il candidato repubblicano

Adulti

41%
Registrati

45%
Probabili

48%

Nessuno dei due

Adulti

9%
Registrati

7%
Probabili

4%

Approva i repubblicani al Congresso

Adulti

37%
Registrati

39%
Probabili

40%

Approva i democratici al Congresso

Adulti

30%
Registrati

30%
Probabili

30%

Giudizio favorevole sul Partito Repubblicano

Adulti

38%
Registrati

41%
Probabili

41%

Giudizio favorevole sul Partito Democratico

Adulti

36%
Registrati

36%
Probabili

38%

Sto meglio di un anno fa

Adulti

19%
Registrati

20%
Probabili

22%

Sto più o meno uguale

Adulti

39%
Registrati

39%
Probabili

36%

Sto peggio

Adulti

41%
Registrati

41%
Probabili

42%

Inflazione e costo della vita

Adulti

37%
Registrati

37%
Probabili

37%

L'economia in generale

Adulti

19%
Registrati

17%
Probabili

15%

Guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti

Adulti

16%
Registrati

17%
Probabili

19%

Medicare e Social Security

Adulti

7%
Registrati

7%
Probabili

9%

Immigrazione e sicurezza dei confini

Adulti

6%
Registrati

5%
Probabili

5%

Sanità

Adulti

5%
Registrati

5%
Probabili

4%

Deficit federale

Adulti

2%
Registrati

3%
Probabili

3%

Criminalità

Adulti

2%
Registrati

2%
Probabili

2%

Aborto

Adulti

2%
Registrati

2%
Probabili

2%

Si dichiarano repubblicani MAGA

Adulti

30%
Registrati

34%
Probabili

39%

Repubblicani non-MAGA

Adulti

12%
Registrati

11%
Probabili

8%

Indipendenti

Adulti

15%
Registrati

11%
Probabili

6%

Democratici

Adulti

43%
Registrati

44%
Probabili

47%

Elaborazione di Focus America su dati di Marquette Law School Poll, sondaggio nazionale del 20-26 maggio 2026 (1.001 adulti, 857 elettori registrati, 576 elettori probabili).

Un sentimento di scontento generico verso il paese non si traduce automaticamente in un voto contro chi governa. Gli elettori improbabili sono per definizione meno partigiani: per loro indossare la maglietta rossa repubblicana o quella blu democratica è uno scoglio più alto rispetto al semplice giudizio negativo sull'andamento del paese. L'approvazione di Trump si colloca a metà strada, in parte sentimento partigiano e in parte misura del malcontento generale.

Cambia anche la classifica dei problemi prioritari. L'inflazione e il costo della vita restano la prima preoccupazione per il 37% degli intervistati nei tre universi. Sulla guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti, però, gli elettori probabili sono più sensibili (19%) rispetto al totale degli adulti (16%). Sull'economia in generale è il contrario: tra gli adulti è la seconda preoccupazione per il 19%, tra gli elettori probabili scende al 15%.

La chiave per capire questi scarti è la differenza tra repubblicani MAGA e repubblicani non-MAGA, cioè tra quanti aderiscono al movimento "Make America Great Again" del presidente e quanti restano nel partito senza sposarne la linea. I primi sono il 72% dell'elettorato repubblicano, i secondi il 28%. I repubblicani MAGA approvano l'operato di Trump al 93%, contro il 36% dei non-MAGA. Ritengono che il paese stia andando nella direzione giusta al 78%, contro il 29% dei non-MAGA. Soprattutto dichiarano di essere certi di andare a votare al 67%, contro il 43% dei non-MAGA.

Sono questi numeri a spiegare due fenomeni. Da un lato il successo dei candidati appoggiati da Trump nelle primarie repubblicane, che selezionano un elettorato molto più MAGA della media del partito. Dall'altro la sovrarappresentazione dei MAGA nei sondaggi degli elettori probabili, che fa apparire Trump più popolare di quanto sia tra tutti gli adulti americani. Nella rilevazione della Marquette i repubblicani MAGA passano infatti dal 30% del campione di tutti gli adulti al 39% degli elettori probabili.

Il quadro che ne emerge è un'inversione rispetto al 2024. Allora Trump aveva tratto vantaggio dalla mobilitazione di elettori a bassa partecipazione, che si erano spostati a destra rispetto agli elettori abituali. Oggi gli elettori improbabili sono nettamente più ostili al presidente e ai repubblicani al Congresso, e una parte di loro entrerà nell'elettorato delle elezioni di metà mandato del novembre 2026. Tra chi tornerà a votare dopo aver saltato qualche elezione gli indipendenti e gli elettori in bilico saranno sovrarappresentati.

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La famiglia Biden cerca di salvare l'eredità di Joe Biden


Tra le memorie di Jill, il ritorno di Hunter e i comizi dell'ex presidente, i Biden provano a riabilitarne l'immagine. Ma la sua presenza ricorda anche la sconfitta del 2024

La famiglia Biden ha avviato una campagna intensa per riabilitare l'immagine di Joe Biden e salvarne l'eredità politica, dopo la sconfitta del 2024. Tra le memorie della moglie Jill, il ritorno sui social del figlio Hunter e i comizi dell'ex presidente, l'obiettivo è ricordare agli americani che Biden non è solo l'uomo che ha perso contro Donald Trump. Lo racconta un lungo reportage di Ben Terris sul New York Magazine.

Il 5 giugno Biden ha parlato a Sioux Falls, in South Dakota, davanti a circa 1.200 democratici riuniti in un albergo della catena Best Western. Ha parlato a voce bassa, con improvvisi scatti di tono, perdendo a tratti il filo del discorso, ma la platea ha accolto con entusiasmo i suoi attacchi a Trump, definito "il presidente più corrotto della storia degli Stati Uniti". Ha ricevuto una standing ovation, accolto non come l'uomo che ha consegnato il Paese a Trump ma come una specie di eroe.

Il viaggio è arrivato durante la tempesta mediatica scatenata dal libro di memorie di Jill Biden, "View From the East Wing". L'ex first lady ha detto nelle interviste che il marito avrebbe battuto Trump se non fosse stato spinto fuori dalla corsa. Nel libro scrive di essersi chiesta se il marito fosse stato drogato prima del disastroso dibattito televisivo dell'estate 2024 e di aver pensato che avesse avuto un ictus. Il 3 giugno, alla sinagoga storica Sixth & I di Washington, le è stato chiesto dell'ex portavoce Andrew Bates, che sul New York Post si era domandato perché quella conversazione dolorosa per il partito andasse riaperta proprio adesso. La risposta di Jill Biden: "Voglio dire ad Andrew di chiamarmi e dirmelo in faccia".

Anche il figlio Hunter, fonte di guai per tutta la presidenza, è tornato a farsi sentire. Sul social X ha scritto della propria sobrietà e ha alimentato le voci di una possibile corsa alla presidenza nel 2028. Ha detto all'autore del reportage che gli ambienti di Washington non hanno mai capito davvero suo padre, e che chi lo descrive come parte dell'élite della capitale non sa nulla dei suoi cinquant'anni di servizio pubblico.

Biden, 83 anni, ha iniziato la sua vita da ex presidente con un tumore alla prostata che si è già esteso alle ossa. "Stiamo bene", ha detto Jill Biden alla sinagoga Sixth & I, "ma stiamo benissimo? No, non stiamo benissimo". Convivrà con la malattia per il resto della vita, un punto fermo a sostegno di chi diceva che era troppo anziano per fare il presidente.

Nonostante l'uscita ingloriosa dalla scena, circa l'80% degli elettori democratici lo considerava positivamente al momento dell'addio. "Ogni giorno c'è meno postumi della sbornia del 2024", ha detto Rufus Gifford, ex responsabile della raccolta fondi della campagna e oggi presidente del consiglio della futura biblioteca presidenziale di Biden, riferendosi alla nostalgia crescente per tempi più normali. Il governatore della California Gavin Newsom, possibile candidato per il 2028, lo ha definito "uno dei presidenti di maggior successo dell'ultimo secolo". Biden ha ricevuto applausi quando è stato avvistato a cena con il senatore Alex Padilla e di nuovo a cena con il senatore Chris Coons. "Ci sono stati letteralmente sospiri di sorpresa", ha detto Coons.

A Washington alcuni centri studi vicini ai democratici, come il Roosevelt Institute, stanno provando a rilanciare le parti più popolari del suo programma economico cambiando nome. Fuori il termine "Bidenomics", dentro "The Good Life Agenda", l'agenda della vita buona. Vengono ripresi molti punti del piano Build Back Better rimasti fuori dalle trattative parlamentari, come i sussidi per l'infanzia e le misure favorevoli ai sindacati.

Biden ha appoggiato due ex membri della sua amministrazione oggi candidati. Dan Koh, in corsa per un seggio alla Camera in Massachusetts, ha detto che la risposta all'endorsement è stata positiva. L'appoggio è risultato utile anche a Keisha Lance Bottoms, candidata governatrice in Georgia: i suoi sondaggi interni un mese prima delle primarie, le consultazioni con cui i partiti scelgono i propri candidati, la davano al 43% con molti indecisi, e dopo l'intervento di Biden ha vinto con quasi il 57% dei voti.

La sua presenza fisica, però, richiama anche il suo errore più grande. "Metterlo in prima fila ricorderà alla gente perché è stato costretto a lasciare la scena", ha detto David Axelrod, storico stratega di Barack Obama. Tommy Vietor, ex portavoce di Obama e conduttore del podcast Pod Save America, ha definito alcuni dettagli del libro di Jill "esasperanti". "Joe Biden è solo una vittima di ciò che gli altri gli hanno fatto", ha detto Vietor al New York Magazine. "Non vede mai il Paese come vittima di ciò che lui ha fatto a noi."

Il ritorno dei Biden alimenta anche nuovi racconti sulle sue condizioni di salute durante il mandato. Il deputato repubblicano Mike Lawler ha ricordato una visita di Biden nel suo distretto nel maggio 2023, durante le trattative sul tetto del debito pubblico. In un incontro privato, ha raccontato Lawler, Biden non riusciva a sostenere una conversazione sulle politiche di confine senza leggere da un foglietto estratto dalla tasca, perdendo il filo e confondendosi.

La fondazione che dovrà costruire la biblioteca presidenziale fatica a decollare. Alla fine dell'anno scorso il New York Times ha rivelato che la fondazione aveva raccolto solo una piccola parte di ciò che serviva, al punto da mettere in dubbio la possibilità stessa di una biblioteca autonoma. Secondo quel resoconto il gruppo aveva comunicato al fisco di aspettarsi appena 11,3 milioni di dollari entro la fine del 2027. Gifford parla di progressi lenti ma reali e cita una colazione di giugno in cui due donatori hanno annunciato impegni per un totale di 10 milioni. La fondazione di Obama, al contrario, dispone di risorse enormi, con un imponente centro a Chicago soprannominato "the Obamalisk".

Alcune delle persone più vicine ai Biden vivono in uno stato di rancore permanente. Mike Donilon, il responsabile della campagna che avrebbe incassato un bonus da 4 milioni di dollari in caso di rielezione, l'anno scorso ha attaccato il partito per aver spinto Biden fuori dalla corsa, dicendo di aver pensato che i democratici avessero "perso la testa" e sostenendo che Biden avrebbe potuto vincere restando in gara. "Mike Donilon ama davvero Biden", ha commentato Axelrod. "È in gamba quanto chiunque altro abbia conosciuto in politica, ma non è riuscito a guardare oltre quella devozione."

Il ritorno di Hunter Biden, paradossalmente, sembra piacere. Ospite del podcast della commentatrice conservatrice Candace Owens, è riuscito a farle chiedere scusa per i commenti del passato sulla sua dipendenza dalla droga. Sul social X scherza sul proprio passato e sulle foto compromettenti trovate sul suo computer. A un giornalista di Playboy che gli chiedeva un'intervista ha risposto: "Non poso nudo, quei giorni sono finiti". Al telefono con l'autore del reportage ha paragonato Trump al leader della setta Heaven's Gate, che negli anni Novanta promise ai seguaci di essere teletrasportati su un'astronave: "Non succede, ma la parte folle è che in una setta la gente raddoppia la posta e trova una giustificazione". Anche Hunter è convinto che il padre avrebbe battuto Trump se solo ne avesse avuto la possibilità.

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Superinteressante #10 — Il mare non lo attraversi guardandolo


Ero in macchina, di ritorno da un appuntamento di lavoro, quando ho visto il numero: centomila. Ho chiamato Arianna, le ho detto che c'eravamo arrivati, e ho continuato a guidare.

Nessuna scena. Nessun momento da film, niente lacrime al volante.

E credo sia questo il problema del successo in generale: te lo immagini come un istante preciso, e quell'istante non arriva mai. Quando raggiungi un traguardo è già passato — è "successo", participio passato, roba andata. Lo guardi un secondo e stai già misurando quanto manca al prossimo. La soglia che insegui diventa il pavimento da cui riparti.

L'emozione vera è arrivata il giorno dopo, quando è arrivata la targa. Lì sì, mi sono emozionato. E poi i messaggi, le persone che non sentivo da anni. Non il grande momento — le cose piccole, quelle che vengono dopo. Forse i grandi momenti non esistono. Esistono i giorni dopo, e va benissimo così.


Centomila è solo un numero. Quello che conta è ciò che c'è stato sotto, e non è stato il lavoro — quello, in qualche modo, lo sapevo fare. È stata la paura. La paura di espormi: mettere faccia, voce e idee in pubblico e lasciare che parenti, amici, colleghi le vedessero. Non il rischio di fallire, quello lo metti in conto. Il rischio di essere guardato. "Ma chi te lo fa fare." "Un avvocato che fa i video." Ogni volta che premevo pubblica, premevo contro quella voce.

E qui c'è il paradosso: viviamo in un'epoca in cui se non ti esponi, non esisti. Puoi essere bravissimo a porte chiuse e non contare niente. Eppure esporsi resta la cosa più difficile, perché vuol dire rinunciare alla comodità di non essere giudicato. Il mare non lo attraversi guardandolo. E non lo attraversi nemmeno pensandoci: io ci ho pensato per mesi, ho rimandato, ho aspettato di sentirmi pronto. Pronto non lo sei mai. Si entra in acqua con la paura addosso, e si scopre nuotando.

Per questo non sono cresciuto grazie ai centomila. Sono cresciuto ogni singola volta che ho pubblicato con lo stomaco stretto e l'ho fatto lo stesso. Il numero è solo la somma di quelle volte. E la paura non è sparita: ho solo smesso di darle ragione. Continua a parlarmi prima di ogni cosa nuova — solo che adesso so che mente.


"With enough exposure, you can adapt out those perfectly ordinary, even innate, fears that are bred mostly from unfamiliarity."

— Ryan Holiday, The Obstacle Is the Way


L'ho letta che avevo già iniziato, e mi ha spiegato una cosa che mi era successa senza che me ne accorgessi. La paura di espormi non se n'è andata perché sono diventato coraggioso. Se n'è andata perché l'ho fatto così tante volte che ha smesso di essere una cosa sconosciuta. Funziona con quasi tutto: la cosa che temi smette di spaventarti nel momento esatto in cui diventa familiare. La maggior parte delle nostre paure non chiede coraggio. Chiede solo ripetizione.


Visto che parlavo di espormi: ho appena aperto Instagram. Lì butto le cose più piccole, giorno per giorno — quelle che non finiscono in un video. Se ti va, mi trovi qui: @giu.castagna.


Qual è la cosa che rimandi da tempo solo perché hai paura di quello che penserebbero gli altri?

Rispondimi — leggo tutto.

G.

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WWDC 2026, tutte le novità Apple: Apple Intelligence più potente, Siri AI evoluta e nuove funzioni per iPhone, iPad e Mac


Apple annuncia al WWDC 2026 una Siri più intelligente, nuove funzioni di Apple Intelligence e aggiornamenti software per iPhone, iPad e Mac
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In occasione della recente edizione della Worldwide Developers Conference, Apple ha presentato in anteprima le release software in arrivo. Esse includeranno l’ultima generazione di Apple Intelligence e introdurranno Siri AI, una versione completamente nuova di Siri profondamente più intelligente, capace e con conoscenze più vaste. Queste release introducono anche nuove funzioni di sicurezza per i bambini, insieme a miglioramenti che danno una marcia in più al design e alle prestazioni dei prodotti Apple.
La ricerca tra le foto migliora ulteriormente con risultati ancora più accuratiLa ricerca tra le foto migliora ulteriormente con risultati ancora più accurati

Apple Intelligence e Siri rinnovati


L’ultima generazione di Apple Intelligence rende possibile Siri AI e nuove funzioni utili nelle app che l’utente usa ogni giorno. In particolare, Siri AI è una versione completamente nuova di Siri, profondamente integrata in iPhone, iPad, Mac, Apple Watch e Apple Vision Pro. Essa può attingere alla comprensione del contesto personale per fare ricerche ancora più approfondite, può rispondere a domande relative ai contenuti sullo schermo o cercare online informazioni aggiornate. Oltre ad Siri AI, l'ultima generazione di Apple Intelligence rende altesì possibili nuove funzioni nelle app di tutto il sistema per semplificare le azioni di ogni giorno, come modificare le immagini in Foto, spostarsi fra i pannelli di Safari e molto altro ancora.

Nuovi controlli parentali e aggiornamenti per Tempo di utilizzo


Nuove funzioni potenti, intuitive e facili da usare aiutano i genitori a gestire i contenuti che i loro figli possono vedere, le persone con cui possono interagire e i momenti in cui possono accedere alle app. Configurando un account per minori, possono immediatamente attivare protezioni specifiche a seconda della fascia di età in tutto il sistema e con Setup Assistant possono scegliere esattamente quali app rendere disponibili e tenere sotto controllo quelle aggiunte nel corso del tempo. Grazie alle funzioni per la sicurezza delle comunicazioni, i genitori possono richiedere l’approvazione per ogni nuovo contatto aggiunto dai propri figli e impostare interventi automatici se vengono condivisi contenuti espliciti o violenti. Nuovi strumenti aiutano ad adottare abitudini più sane per il tempo che si trascorre davanti allo schermo, consentendo di impostare facilmente i limiti di utilizzo giornaliero delle app per Intrattenimento, Giochi e Social network. Con questo aggiornamento, è più intuitivo per i genitori vedere a colpo d’occhio l’utilizzo medio del dispositivo e delle app principali da parte dei figli.
Con Image Playground è possibile di creare immagini di alta qualità con uno stile fotorealisticoCon Image Playground è possibile di creare immagini di alta qualità con uno stile fotorealistico

Le piattaforme dell'ecosistema più reattive, affidabili e piacevoli


Le nuove release rendono i prodotti Apple ancora più reattivi, affidabili e piacevoli da usare grazie ad un design più curato, a prestazioni superiori e a miglioramenti nel modo di lavorare, comunicare, condividere ricordi e ascoltare la musica. I miglioramenti rendendo le attività quotidiane più veloci, fluide e piacevoli: ad esempio, le app per iPhone e iPad si aprono più veloce. mente, le foto si caricano più rapidamente dopo essere state scattate e i trasferimenti via AirDrop sono più veloci. Quando si cambia rete, passare dalla connettività cellulare alle reti Wi-Fi risulta più fluido che mai. Anche l’esperienza di ricerca in Spotlight, Foto e Mail è stata riprogettata, in modo da risultare più stabile ed efficiente e aiutare l’utente a trovare esattamente ciò che sta cercando. Inoltre, in Mail, un sistema di classificazione completamente nuovo mostra risultati ancora più pertinenti in Risultati migliori.

Ricerche online: l’AI cambia le abitudini degli italiani
Sempre più utenti utilizzano chatbot e assistenti AI per trovare negozi, ristoranti e servizi attraverso domande naturali e conversazioni, segnando il passaggio dalle tradizionali keyword a un’esperienza di ricerca più intuitiva e personalizzata
TechpertuttiGuglielmo Sbano


I miglioramenti al design del software offrono un’esperienza ancora più mirata e accessibile su app e piattaforme. Un nuovo cursore in Impostazioni offre la possibilità di personalizzare l’aspetto di Liquid Glass scegliendo fra ultra-trasparente e completamente colorato; inoltre, le icone delle app sono state aggiornate in modo da risultare più nitide e definite. Su Mac sono stati aggiornati anche alcuni aspetti caratteristici del design di macOS; tra questi, una barra degli strumenti più uniforme nella parte superiore delle app, barre laterali da bordo a bordo, icone colorate della barra laterale e altri elementi. Tante le novità che arriveranno anche il prossimo autunno; tra queste la condivisione in alta risoluzione fra diverse piattaforme delle foto in iCloud, il supporto per la perimenopausa e la menopausa nell'App Salute, un equalizzatore personalizzato per gli AirPods e ancora, nuove funzioni per gli Apple Watch, Vision Pro e Mappe di Apple, che di arricchisce di un’esperienza Flyover migliorata.

Disponibilità


Le nuove funzioni software saranno disponibili in autunno come aggiornamento software gratuito. In particolare, da questo autunno, esse saranno disponibili con iOS 27, iPadOS 27, macOS 27, watchOS 27 e visionOS 27 per chiunque abiliti Apple Intelligence su un dispositivo compatibile.


La Worldwide Developers Conference di Apple torna la settimana dell’8 giugno


Apple ha annunciato le date ufficiali della prossima edizione della Worldwide Developers Conference (WWDC): dall’8 al 12 giugno. L'evento, che Apple organizza annualmente, riunisce sviluppatori e sviluppatrici di tutto il mondo per una settimana all’insegna del confronto, della scoperta e dell’innovazione. Oltre a seguire l’esperienza online, developer e studenti avranno anche l’opportunità di celebrarne l’inizio di persona l’8 giugno, durante un evento speciale di apertura all'Apple Park.

Mobilità digitale in Italia: pagamenti smart e nuovi servizi
L’Italia accelera verso una mobilità sempre più digitale. Dai pagamenti contactless alle app integrate per trasporti e sharing, nuove tecnologie e servizi stanno ridisegnando il modo in cui cittadini e viaggiatori si muovono ogni giorno
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Grandi novità in arrivo


La WWDC26 punterà i riflettori sugli aggiornamenti per le piattaforme Apple, tra cui progressi nel campo dell’AI ed entusiasmanti novità in termini di software e strumenti di sviluppo. In linea con il costante impegno dell’azienda nel sostenere chi sviluppa la WWDC offrirà, inoltre, anche accesso esclusivo ai team di ingegneria e design di Apple, oltre a fornire informazioni approfondite su nuovi strumenti, framework e funzioni.
Apple wwdc edizione 2025Apple wwdc edizione 2025

Dove seguire l'evento


La WWDC inizierà lunedì 8 giugno con il Keynote e il Platforms State of the Union. Proseguirà quindi online per tutta la settimana con oltre 100 sessioni video, laboratori di gruppo interattivi e appuntamenti, durante i quali sviluppatori e sviluppatrici potranno interagire direttamente con i team di ingegneria e design per approfondire le ultime novità. Sarà possibile seguire la conferenza nell’app Apple Developer, sul sito web Apple Developer, sul canale YouTube Apple Developer e, in Cina, sul canale bilibili Apple Developer.

“La WWDC è uno dei momenti più emozionanti per Apple, perché offre alla nostra straordinaria comunità globale di developer un’occasione per riunirsi e vivere una settimana elettrizzante all’insegna della tecnologia, dell’innovazione e della collaborazione - ha dichiarato Susan Prescott di Apple - non vediamo l’ora di incontrare la nostra community online e di persona per quella che sarà certamente una delle migliori WWDC di sempre.”



E-commerce Italia 2026: trend e abitudini nel report Idealo
Il report Idealo 2026 analizza l’evoluzione dell’e-commerce in Italia: consumatori sempre più attenti alle offerte, ai prezzi e a scelte di acquisto più consapevoli
TechpertuttiGuglielmo Sbano


L’8 giugno, lo speciale evento in presenza all'Apple Park permetterà a developer e studenti di guardare il Keynote e il Platforms State of the Union, incontrare ingegneri e designer Apple, partecipare a laboratori e attività speciali, ed entrare in contatto con la community di sviluppo globale. Apple sostiene studenti e studentesse attraverso la Swift Student Challenge, uno dei tanti programmi pensati per promuovere la prossima generazione di imprenditori e imprenditrici, developer e designer. I 50 Distinguished Winner, riconosciuti per l’eccellenza delle loro proposte, saranno invitati a un’esperienza di tre giorni a Cupertino.


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Un tesoro piccolo piccolo


Il tramonto del terzo polo bancario: tra veti politici e manovre finanziarie, vince l'asse Unipol-MPS. E i territori restano senza difesa

Alla fine il capolavoro è riuscito.

Per mesi ci hanno spiegato che bisognava difendere i territori, preservare il pluralismo bancario, evitare concentrazioni eccessive, costruire un terzo polo capace di competere con i grandi gruppi nazionali.

Poi, come spesso accade in Italia, si è fatto esattamente il contrario.

La vicenda Banco BPM rappresenta probabilmente il caso più emblematico della politica economica italiana degli ultimi anni: nel tentativo di difendere una parte della Lombardia, si è finito per condannare Banco BPM a diventare una preda.

Il paradosso è che il progetto industriale più coerente era sotto gli occhi di tutti. Una fusione tra MPS e BPM avrebbe dato vita a un gruppo di dimensioni rilevanti, radicato nei territori, capace di competere con Intesa Sanpaolo e UniCredit senza alterare gli equilibri del sistema.

Non era necessariamente il progetto migliore per tutti gli azionisti. Ma era certamente quello che più si avvicinava all'idea di un vero terzo polo bancario.

Invece si è scelta un'altra strada.

Due soggetti privati, perseguendo legittimamente i propri interessi, hanno orientato il mercato verso altre destinazioni. Nulla di scandaloso: fanno il loro mestiere.

Più sorprendente è stata la politica.

Una politica che prima ha evocato il patriottismo economico, poi ha rivendicato la difesa dei territori, infine si è rifugiata nell'arte tutta italiana della mimesi: non scegliere, non decidere, non assumere una linea riconoscibile.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Da una parte si rafforza ulteriormente l'italianità di Intesa Sanpaolo, già dominatore del mercato nazionale.

Dall'altra prende forma un asse che ruota attorno a Monte dei Paschi e all'universo finanziario gravitante attorno a Unipol.

In mezzo scompare il terzo polo.

Scompare cioè proprio quell'elemento di concorrenza che avrebbe potuto garantire maggiore equilibrio tra Nord e Centro, tra territori e capitale finanziario, tra economia reale e grandi conglomerati.

Così, nel nome della difesa dei territori, si riduce il numero dei soggetti realmente in grado di rappresentarli.

È un vecchio vizio italiano.

Si parla di pluralismo e si produce concentrazione.

Si parla di autonomia e si costruiscono dipendenze.

Si parla di mercato e si consolidano oligopoli.

Alla fine il vero vincitore non è né il territorio né il risparmio diffuso.

Il vero vincitore è l'intesa.

Non quella scritta negli statuti.

Quella sostanziale.

L'intesa tra la grande finanza e ciò che resta della tradizione della sinistra bancaria.

Una convergenza che attraversa salotti, fondazioni, assicurazioni, reti relazionali e centri decisionali.

Una convergenza che negli anni ha cambiato nomi, protagonisti e bandiere ma che continua a perseguire lo stesso obiettivo: governare il sistema senza dichiarare apertamente di volerlo governare.

Ed è forse qui il punto più interessante.

Per mesi si è raccontata la favola della difesa dei territori.

Oggi quei territori rischiano di trovarsi meno rappresentati di prima.

Per anni ci hanno spiegato che il problema italiano erano le concentrazioni bancarie. Oggi, nel momento in cui poteva nascere un vero terzo polo, tutti coloro che predicavano il pluralismo si sono improvvisamente scoperti tifosi dell'esistente.

Alla fine il capolavoro è riuscito.

Banco BPM rischia di diventare una preda.

Il terzo polo non nasce.

La concorrenza si riduce.

I territori contano meno di prima.

Ma qualcuno potrà comunque stappare una bottiglia.

Perché, dopo anni di traversata nel deserto, la sinistra bancaria potrà finalmente affacciarsi alla finestra e gridare:

“Abbiamo una banca.”

E il governo?

Potrà continuare a raccontare di aver difeso i territori.

Come quei generali che, dopo aver perso la battaglia, rivendicano di aver salvato la bandiera.

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Carlson accusa Trump di aver bloccato le indagini sull'attentato di Butler


L'ex conduttore di Fox News dice che Dan Bongino, ai tempi all'FBI, gli avrebbe rivelato che a chiudere l'inchiesta sul tentato omicidio del 2024 fu il presidente. Bongino smentisce.

Tucker Carlson, ex conduttore di Fox News diventato uno dei critici più aspri di Donald Trump, ha accusato il presidente di aver bloccato di persona le indagini sull'attentato di cui fu bersaglio durante un comizio del 2024 a Butler, in Pennsylvania. A rivelarglielo, sostiene, sarebbe stato Dan Bongino, all'epoca all'FBI, la polizia federale statunitense, in una versione che lo stesso Bongino ha già smentito.

Carlson ne ha parlato giovedì 11 giugno in un'intervista con Mario Nawfal, come riportato da Mediaite, sito statunitense di notizie sui media. Un tempo tra i sostenitori più convinti del presidente, negli ultimi mesi è diventato uno dei suoi critici più assidui, attaccandolo sul conflitto in corso con l'Iran e sui documenti relativi al caso Epstein.

L'attentatore, Thomas Crooks, 20 anni, fu ucciso sulla sua postazione. Il fatto che non avesse lasciato un manifesto programmatico né tracce evidenti sui social media ha alimentato numerose teorie del complotto sul movente del gesto.

Secondo il suo racconto, Carlson sarebbe entrato in possesso di una serie di post pubblicati da Crooks sui social media nei mesi e negli anni precedenti alla sparatoria, messaggi che, gli era stato riferito, non esistevano. Convinto che l'FBI avesse mentito sulla loro esistenza, avrebbe chiamato prima il direttore dell'agenzia, Kash Patel, e poi Bongino per chiedere spiegazioni. In quelle conversazioni, ha precisato, non intendeva attaccare l'attuale dirigenza dell'FBI ma quella precedente, guidata da Chris Wray.

Carlson ha raccontato di conoscere Bongino da molti anni e di aver sempre avuto buoni rapporti con lui, fino a quando non ha sollevato la questione. A quel punto, ha detto, Bongino sarebbe diventato "una persona diversa", isterico e terrorizzato. Dopo numerosi messaggi, che ha detto di conservare ancora, e diverse telefonate, Bongino gli avrebbe detto di rivolgersi a Trump, indicandolo come colui che aveva fermato le indagini. Carlson ha collocato lo scambio all'inizio della seconda settimana di dicembre.

Per Carlson non esiste una spiegazione plausibile per la chiusura di un'indagine su un proprio tentato omicidio. È in quel momento, ha detto, che ha smesso di credere alla versione ufficiale dei fatti, convinto che la vicenda sia diversa da come è stata raccontata.

Nel suo programma Carlson ha collegato l'attentato a una svolta nelle posizioni del presidente, sostenendo che dopo quell'episodio Trump è diventato uno "strumento entusiasta" del governo israeliano. Pur avendo costruito la campagna del 2024 sull'opposizione alle guerre per il cambio di regime e avendo attaccato chi le sosteneva, ne ha poi avviata una, ha aggiunto.

Bongino ha respinto le accuse con un messaggio su X venerdì 12 giugno, accusando a sua volta Carlson di mentire e annunciando che in giornata, nel suo programma, avrebbe mostrato nuove prove delle sue menzogne. Carlson e Bongino offrono così due ricostruzioni opposte di quanto sarebbe accaduto a dicembre, senza che al momento sia possibile verificarle in modo indipendente.

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Trump vuole usare l'evento di UFC per riavvicinarsi alla base elettorale


Domenica sera sette incontri di arti marziali miste sul prato sud, per i 250 anni degli Stati Uniti e l'ottantesimo compleanno del presidente. Costo stimato: 60 milioni di dollari

Questa sera il prato sud della Casa Bianca si trasformerà in un'arena per sette incontri di arti marziali miste della UFC, la principale organizzazione di combattimento degli Stati Uniti. L'evento celebra i 250 anni del paese e l'ottantesimo compleanno del presidente Donald Trump, e segna una fusione senza precedenti tra la presidenza americana e uno sport da combattimento estremo.

Lo spazio verde più noto per la tradizionale caccia alle uova di Pasqua e per i ricevimenti ai capi di Stato è stato riconvertito nelle ultime settimane in un teatro per uno spettacolo violento. Secondo il Wall Street Journal, l'iniziativa punta ad aggirare le consuetudini istituzionali e a riavvicinare Trump a una base elettorale che si sente trascurata da Washington.

L'appuntamento arriva in un momento difficile per il presidente. Il suo indice di gradimento è vicino al minimo della carriera. Trump fatica a chiudere la guerra con l'Iran e deve gestire i prezzi in forte aumento della benzina e dei generi alimentari alla vigilia delle elezioni di metà mandato. Ha incassato una serie di sconfitte nei tribunali e i repubblicani al Congresso hanno iniziato a sfidarlo. I sondaggi mostrano un calo del sostegno tra i giovani uomini, una fascia chiave del pubblico della UFC che aveva contribuito alla sua vittoria nel 2024.

"Alcune persone sanno incassare un pugno e altre no", ha detto Trump il mese scorso dallo Studio Ovale, circondato da alcuni dei combattenti di domenica. "E nella vita è sempre utile saperlo fare".

Per la UFC e per il suo amministratore delegato Dana White, alleato di lunga data di Trump, è un momento decisivo. White ha costruito un impero da 20 miliardi di dollari. La società madre della lega, la TKO Group Holdings, è al primo anno di un accordo da 7,7 miliardi di dollari con la Paramount di Skydance. L'evento sarà trasmesso in esclusiva da Paramount+ e può portare nuovi abbonati e nuovi appassionati alla piattaforma.

"Lo considero una grande operazione di immagine, ed è per questo che sto spendendo questi soldi", ha detto White in un'intervista la settimana scorsa, dopo un incontro con Trump che a suo dire era "completamente entusiasta" della costruzione del palco. La UFC stima che l'evento costerà 60 milioni di dollari, metà dei quali sarà recuperata con le sponsorizzazioni pubblicitarie, tra cui Ram Trucks e Crypto.com.

David Ellison, amministratore delegato di Paramount Skydance, dovrebbe essere presente. Venerdì il Dipartimento di Giustizia, il ministero che negli Stati Uniti si occupa anche dell'antitrust, ha dato il via libera all'acquisto da parte di Paramount della Warner Bros. Discovery per 81 miliardi di dollari.

Trump, appassionato di UFC da molti anni, propose l'idea dell'evento a White durante un incontro pochi giorni dopo le elezioni del 2024. Ha seguito da vicino l'organizzazione, ha aggiunto al programma uno dei suoi combattenti preferiti e ha controllato personalmente la lista degli ospiti vip, telefonando ad amici per offrire biglietti. Ha vigilato sulla costruzione di un arco d'acciaio alto 92 piedi, quasi 28 metri, e pesante 600 tonnellate, soprannominato the claw, l'artiglio, che sovrasta la gabbia ottagonale. Un primo progetto prevedeva 2.500 posti, ma Trump ne ha chiesti di più.

Sono in programma sette incontri davanti a 4.300 spettatori, molti dei quali militari, ma anche parlamentari, lobbisti, dirigenti d'azienda e magnati della tecnologia. I combattenti si scalderanno nell'Eisenhower Executive Office Building, l'edificio degli uffici presidenziali accanto alla Casa Bianca, e alcuni dovrebbero uscire direttamente dallo Studio Ovale. Altri 65.000 tifosi seguiranno l'evento sui maxischermi all'Ellipse, il parco poco distante, al termine di tre giorni di iniziative nella capitale, tra cui una conferenza stampa venerdì sui gradini del Lincoln Memorial.

La UFC ne trae vantaggio anche su altri fronti. Giovedì il Dipartimento di Stato, che gestisce la diplomazia americana, ha firmato un accordo con la lega per iniziative di "diplomazia sportiva" all'estero, con l'obiettivo di usare le arti marziali miste per "coltivare valori americani come la disciplina, la sportività e l'eccellenza". Il segretario di Stato Marco Rubio ha paragonato l'ascesa della UFC ad altri momenti audaci della storia degli Stati Uniti, compreso lo sbarco sulla Luna.

White ha cercato di ridimensionare la lettura politica dell'evento, insistendo sull'anniversario del paese e sull'aspetto atletico. "Questo è il paese del combattimento. Questo paese è stato costruito con una lotta", ha detto.

Le critiche sono arrivate anche dall'interno del mondo della UFC. Il campione dei pesi medi Sean Strickland ha detto che Trump è "di proprietà" del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Strickland non è stato invitato.

White e Trump si conoscono dai primi anni Duemila, quando il Trump Taj Mahal di Atlantic City ospitava gli eventi della UFC, un sostegno per un'organizzazione allora poco gradita in molti luoghi. Il defunto senatore repubblicano John McCain definì quel tipo di incontri "combattimenti tra galli tra esseri umani", e le sue critiche portarono a riforme che secondo lo stesso White hanno migliorato lo sport. White parlò alla convention repubblicana del 2016 e fu un sostenitore importante nel ritorno politico di Trump.

La sola vista dell'arena ha indignato i critici del presidente, che la considerano un affronto alla dignità della Casa Bianca, la cui ala est è stata demolita da Trump per fare spazio a una sala da ballo da 400 milioni di dollari. Trump è finito sotto accusa anche per aver investito tra i 15.000 e i 50.000 dollari nella società madre della UFC a marzo, all'interno di una serie di operazioni in borsa compiute da quando è tornato in carica. La Trump Organization, gestita dai figli del presidente, ha iniziato questa settimana a vendere monete commemorative legate all'incontro a un prezzo fino a 12.000 dollari.

La Casa Bianca ha fatto sapere che i beni di Trump sono in un trust gestito dai figli e che gli investimenti sono amministrati in modo indipendente, senza alcun intervento del presidente o della famiglia.

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Amazon ha consumato 10 miliardi di litri d'acqua per i data center nel 2025


Amazon pubblica i dati sui consumi idrici dei suoi data center, dichiarando una maggiore efficienza rispetto a Microsoft, Google e Meta.

Amazon ha recentemente reso noti i dati relativi al consumo idrico dei suoi data center per l'anno 2025, un'iniziativa che segna un momento di trasparenza inedito per l'azienda di Seattle. In un contesto globale dove la sostenibilità ambientale dei giganti tecnologici è costantemente sotto i riflettori, il colosso dell'e-commerce ha dichiarato che le sue operazioni globali nel settore data center hanno consumato complessivamente 2,5 miliardi di galloni d'acqua, ovvero poco meno di 10 miliardi di litri. Nonostante la continua espansione delle infrastrutture fisiche necessarie per supportare i servizi cloud e l'intelligenza artificiale, Amazon ha registrato una diminuzione del 2% nel consumo idrico totale rispetto al 2024. Questo risultato è stato ottenuto mantenendo un tasso di efficienza pari a 0,12 litri per chilowattora di elettricità consumata, un parametro fondamentale che l'azienda utilizza per sottolineare il proprio impegno verso una gestione più oculata delle risorse naturali.

La pubblicazione di questi dati non è priva di una componente competitiva, poiché Amazon ha scelto di confrontare apertamente le proprie prestazioni con quelle dei principali rivali del settore Big Tech, tra cui Microsoft, Google e Meta. Secondo le analisi fornite nel rapporto, la propria efficienza idrica risulterebbe superiore a quella della concorrenza. Tuttavia, gli esperti sottolineano la necessità di analizzare questi confronti con cautela metodologica. Ad esempio, i dati citati riguardo a Google sembrano concentrarsi specificamente sui data center dedicati all'intelligenza artificiale Gemini, mentre Amazon ha presentato un dato aggregato che copre la totalità delle sue operazioni globali. Un altro elemento di attenzione riguarda ciò che non viene conteggiato: il report di Amazon non include infatti l'uso indiretto dell'acqua presso le centrali elettriche né i consumi legati alle fasi di costruzione dei nuovi impianti.

Il segreto dietro questi numeri risiede principalmente nelle strategie di raffreddamento. Amazon ha spiegato che per circa il 90% del tempo i suoi data center si affidano a sistemi di raffreddamento ad aria, ricorrendo al raffreddamento evaporativo basato sull'acqua solo durante le ore più critiche delle giornate più calde. Parallelamente, l'azienda ha incrementato la tolleranza al calore dei propri server, permettendo loro di operare stabilmente anche a temperature elevate. Grazie a tali innovazioni, Amazon sostiene che i propri impianti siano sette volte più efficienti rispetto alla media del settore. Questa dichiarazione giunge in un momento cruciale, subito dopo che la città di Seattle ha approvato una moratoria di un anno sulla costruzione di nuovi data center, una misura sostenuta attivamente anche da una parte dei dipendenti della stessa Amazon preoccupati per l'impatto ambientale sul territorio.

Fonte: www.theverge.com

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Xbox, conti in rosso: la nuova CEO Asha Sharma annuncia tagli e riforme


Il management di Xbox ammette perdite miliardarie e un modello di business insostenibile, mentre si profilano nuovi licenziamenti per luglio.

Al termine della Summer Game Fest, l'industria videoludica torna a riflettere sul paradosso del settore, diviso tra una carica di nuovi titoli di fascia alta e una crisi strutturale che ormai pare irrisolvibile. In questo scenario, Asha Sharma, nuova CEO di Xbox, e Matt Booty, Chief Content Officer dell'azienda, hanno diffuso un promemoria pubblico rivolto ai dipendenti per tracciare un bilancio dei primi cento giorni del nuovo mandato. I dati emersi sono preoccupanti e delineano una situazione finanziaria che, secondo i vertici, non può più essere tollerata nel lungo periodo. Escludendo l'impatto di Activision-Blizzard e King, negli ultimi cinque anni Microsoft ha investito oltre 20 miliardi di dollari in contenuti e hardware, subendo tuttavia un calo dei ricavi annuali di quasi mezzo miliardo di dollari. Questa emorragia finanziaria impone un cambio di rotta drastico. Oltre ai problemi di fatturato, Xbox deve affrontare le sfide legate alla produzione di hardware. La carenza di componenti, definita internamente come una crisi produttiva di vasta portata, impedisce all'azienda di produrre un numero di console sufficiente a soddisfare la domanda dei consumatori. Di conseguenza, il management sta valutando nuovi modelli di business e partnership, pur confermando l'impegno verso Project Helix, il nome in codice della prossima console.

Il problema non riguarda però solo le macchine, ma anche la gestione dei contenuti: i vertici hanno ammesso di essersi estesi eccessivamente con le acquisizioni degli studi effettuate alla fine della scorsa decade, faticando ora a supportare una struttura così vasta in un mercato dove la competizione principale è diventata la conquista dell'attenzione degli utenti. Sebbene il documento ufficiale non parli esplicitamente di riduzioni del personale, le indiscrezioni riportate dalla stampa americana suggeriscono uno scenario molto più cupo. Si prevedono infatti tagli sostanziali a partire dal mese di luglio, in coincidenza con l'inizio del nuovo anno fiscale di Microsoft. Si tratterebbe dell'ennesima ondata di licenziamenti dopo quelle già avvenute nel corso del 2024 e del 2025. La crisi di Xbox sembra essere il risultato di anni di decisioni sbagliate e della difficile convivenza tra l'ambizione di creare videogiochi d'eccellenza e la necessità di soddisfare le rigide aspettative di rendimento degli azionisti. Uscire da questo stallo richiederà tempo, una strategia estremamente sostenibile e una gestione più oculata delle risorse creative.

Fonte: www.engadget.com

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SpaceX debutta sul Nasdaq: l'IPO più grande della storia a 135 dollari per azione


Con una IPO da 1,77 trilioni di dollari, SpaceX, il colosso di Musk, apre agli investitori tra entusiasmo per l'IA e dubbi degli analisti.

SpaceX ha ufficialmente fatto il suo debutto sul Nasdaq, fissando il prezzo della sua offerta pubblica iniziale a 135 dollari per azione: è l'atto finale di un lungo percorso per portare in borsa il conglomerato spaziale e di intelligenza artificiale di Elon Musk. La società, che controlla anche il social network X, ha iniziato le contrattazioni questo venerdì sul Nasdaq con una valutazione complessiva di ben 1,77 trilioni di dollari. Si tratta di un'operazione senza precedenti, tre volte più grande di qualsiasi altra IPO registrata finora nella storia dei mercati finanziari. Il debutto è stato un banco di prova fondamentale non solo per la solidità meccanica del mercato, memore dei disguidi tecnici avvenuti durante il lancio di Facebook nel 2012, ma anche per misurare la reale entità della domanda legata al boom dell'intelligenza artificiale, che sembra aver retto le cifre-monstre richieste da Musk e soci.

Per anni SpaceX è stata accessibile quasi esclusivamente a fondi di venture capital, investitori istituzionali e una ristretta cerchia di azionisti privati. Ora, per la prima volta, gli investitori ordinari avranno la possibilità di entrare nel capitale di una delle aziende più seguite al mondo. Tuttavia, acquistare azioni SpaceX significa inevitabilmente investire per procura nella figura di Elon Musk, azionista di controllo e uomo più ricco del pianeta, diventato il primo trilionario della storia proprio con l'IPO di SpaceX. Musk rimane un personaggio profondamente divisivo, noto per le sue alleanze politiche e per l'uso spregiudicato della piattaforma X per promuovere agende controverse. Nonostante le polemiche sui social e le tensioni legate al suo attivismo politico, la comunità finanziaria sembra al momento disposta a guardare oltre la politica per concentrarsi sul potenziale tecnologico e sulla crescita dell'azienda.

Non tutti gli analisti condividono però l'ottimismo che circonda questa quotazione. Morningstar, ad esempio, ha espresso forti dubbi, definendo la società "sopravvalutata" e stimando il suo valore reale intorno ai 780 miliardi di dollari, meno della metà della valutazione di mercato fissata per l'IPO. Nonostante un fatturato di circa 19 miliardi di dollari lo scorso anno, SpaceX non ha ancora generato profitti e continua a operare con un elevato consumo di cassa. Tuttavia, la fame degli investitori per le infrastrutture legate all'intelligenza artificiale e la rapida inclusione del titolo nell'indice Nasdaq 100 potrebbero sostenere il prezzo delle azioni nel breve periodo. Gli esperti sottolineano come questa IPO sia estremamente sbilanciata: da sola, SpaceX ha raccolto più capitali di tutte le altre quotazioni statunitensi del 2024 e 2025 messe insieme.

Un elemento distintivo di questa operazione è l'elevata partecipazione prevista per i piccoli investitori retail. SpaceX punta infatti a riservare loro circa il 30% delle azioni, una quota insolitamente alta rispetto al consueto 10% delle IPO tradizionali. Molti risparmiatori sono attratti dal misticismo che circonda la figura di Musk e desiderano partecipare attivamente alla sua visione del futuro. Al contempo, le nuove dinamiche dei mercati azionari permetteranno l'inserimento quasi immediato della società nei fondi indicizzati passivi. Ciò significa che trilioni di dollari provenienti dai risparmi previdenziali e dalle pensioni confluiranno indirettamente in SpaceX, esponendo milioni di risparmiatori a un titolo potenzialmente volatile in un settore, quello dell'IA e dell'aerospazio, ancora in piena evoluzione.

Fonte: www.nbcnews.com

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Tomb Raider Legacy of Atlantis: Crystal Dynamics spiega come ha usato l'IA generativa


Crystal Dynamics ha chiarito quanto è profondo l'utilizzo dell'IA generativa nello sviluppo di Tomb Raider: Legacy of Atlantis.

L'ultimo trailer di Tomb Raider: Legacy of Atlantis, pubblicato durante lo State of Play di giugno, ha attirato l'attenzione non solo per il ritorno dell'iconica Lara Croft, ma anche per una rivelazione tecnica apparsa sulla pagina Steam del gioco. Gli utenti hanno infatti notato una dichiarazione obbligatoria riguardante l'uso dell'intelligenza artificiale generativa, scatenando un immediato dibattito tra gli appassionati del franchise. Per fare chiarezza sulla questione, Jeff Adams, Experience Director di Crystal Dynamics, è intervenuto spiegando come lo studio stia integrando questa tecnologia all'interno del proprio flusso di lavoro creativo. Secondo Adams, l'IA non deve essere considerata un sostituto del talento umano, bensì uno strumento avanzato capace di aiutare il team a trovare le risposte giuste in tempi più brevi.

Entrando nel dettaglio operativo, l'uso dell'IA da parte di Crystal Dynamics si concentra principalmente nelle fasi preliminari dello sviluppo dei livelli. L'obiettivo è quello di visualizzare rapidamente oggetti o asset senza dover investire ore di lavoro manuale nella creazione di asset che potrebbero poi essere scartati. Adams ha citato l'esempio pratico di un oggetto di scena: invece di modellarlo da zero per un semplice test, il team utilizza l'IA generativa per vederlo inserito nel mondo di gioco e valutarne l'impatto visivo. Se l'idea funziona e si integra bene con la visione artistica complessiva, allora il processo passa alla pipeline tradizionale, dove artisti e designer umani prendono in mano il progetto per modellarlo e rifinirlo secondo gli standard qualitativi richiesti da un titolo di fascia alta.

Nonostante le rassicurazioni, il tema resta estremamente delicato e non privo di zone d'ombra. Durante un'intervista rilasciata a Game Informer, la discussione ha preso una piega più cauta quando si è cercato di approfondire quanto dell'asset iniziale generato dall'IA rimanga effettivamente nel codice finale del gioco. In quel momento, un rappresentante delle pubbliche relazioni dello studio è intervenuto per interrompere l'approfondimento, dichiarando che Crystal Dynamics preferisce non aggiungere altro per il momento, rimandando ulteriori dettagli al periodo del lancio del titolo. Questa prudenza suggerisce che, nonostante la trasparenza iniziale, il confine tra il supporto dell'algoritmo e la creazione manuale sia ancora un terreno scivoloso per l'industria videoludica. Nonostante le polemiche che circondano l'intelligenza artificiale generativa, la posizione di Crystal Dynamics riflette una tendenza sempre più comune tra i grandi studi di sviluppo. L'azienda ha sottolineato che tutto il contenuto finale visibile in Tomb Raider: Legacy of Atlantis sarà realizzato da mani umane, garantendo che l'esperienza dei fan rimanga di altissimo livello. Resta da vedere come il pubblico accoglierà il risultato finale, considerando che, finora, le critiche della community non si sono ancora tradotte in un rifiuto commerciale significativo verso i titoli che fanno uso dell'IA generativa. La sfida per lo studio sarà dimostrare che l'IA può effettivamente servire la qualità senza compromettere l'integrità artistica della saga.

Fonte: wccftech.com

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Macbook touchscreen in arrivo? Le nuove indiscrezioni parlano di un laptop "touch-friendly"


Il leaker Instant Digital conferma i piani di Apple: i nuovi MacBook Ultra avranno display touch OLED e un design sottile con chip M6.

Il primo Macbook con schermo touch di Apple sarebbe praticamente dietro l'angolo. A dirlo è il noto leaker cinese Instant Digital su Weibo: l'informatore, celebre per la sua affidabilità e per i suoi contatti con la catena di approvvigionamento di Cupertino, suggerisce che l'azienda sia finalmente pronta a integrare una tecnologia a lungo evitata sui propri laptop di punta. Il report si allinea a diverse analisi recenti che indicano che lo sviluppo di questa nuova tipologia di dispositivi è a uno stadio ormai avanzato. Questa decisione rappresenterebbe un cambio di rotta radicale rispetto alla filosofia storica del brand.

Per oltre un decennio, Apple ha respinto l'idea di un Mac con touchscreen: nel 2010, Steve Jobs aveva infatti dichiarato che le superfici tattili verticali non erano ergonomiche, causando un rapido affaticamento del braccio. Recentemente, anche il CEO in pectore John Ternus ha ribadito che il Mac è ottimizzato esclusivamente per l'input tramite tastiera e mouse (o trackpad). Tuttavia, la nuova strategia sembra orientata verso un approccio definito "touch-friendly" piuttosto che "touch-first". L'obiettivo non è sostituire l'interazione classica con mouse e tastiera, ma permettere agli utenti di alternare i gesti naturali con la precisione dei cursori, rendendo l'interfaccia di macOS più versatile senza snaturarne l'identità.

Sotto il profilo tecnico, le innovazioni non si fermeranno al solo schermo. Le indiscrezioni parlano dei prossimi modelli di MacBook Pro da 14 e 16 pollici, che potrebbero essere rinominati "MacBook Ultra". Questi dispositivi dovrebbero essere equipaggiati con i potenti chip M6 Pro e M6 Max, display OLED ad alta efficienza e un design più sottile che include la Dynamic Island, eliminando il notch. Un ruolo fondamentale sarà giocato dalla produzione dei pannelli per lo schermo: Samsung Display avrebbe infatti già superato ostacoli produttivi emersi negli scorsi anni, raggiungendo rendimenti eccellenti tali da giustificare la produzione di massa dei notebook di nuova generazione.

Anche il software sta già preparando il terreno per questa evoluzione. Si prevede che macOS 27 Golden Gate introdurrà elementi grafici più adatti al tocco, capitalizzando l'esperienza già maturata con la funzione Sidecar che permette l'interazione con l'interfaccia Mac tramite iPad. Per quanto riguarda le tempistiche di lancio, sebbene i primi piani indicassero il 2025, le proiezioni più recenti di analisti come Ming-Chi Kuo e Mark Gurman suggeriscono che la produzione di massa inizierà nel 2026. Il debutto ufficiale sul mercato è quindi atteso tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027, con la carenza globale di chip che potrebbe far slittare la commercializzazione definitiva verso la parte finale dell'anno prossimo.

Fonte: www.macrumors.com

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Il Mondiale di calcio si scontra con la stretta sull'immigrazione


L'espulsione di un arbitro somalo e i problemi di visto per giocatori, staff e tifosi mostrano come la politica migratoria del presidente stia complicando il Mondiale di calcio

Il presidente Donald Trump aveva presentato il Mondiale di calcio del 2026 come un'occasione storica per mostrare al mondo la "bellezza e la grandezza" dell'America e per dare una spinta agli introiti turistici. La partita inaugurale di venerdì sul suolo statunitense è invece coincisa con detenzioni in aeroporto, dinieghi di visto e critiche internazionali sull'effetto della sua linea dura in materia di immigrazione sull'evento sportivo più atteso dell'anno.

Secondo un'inchiesta del Wall Street Journal, oltre venti tra giocatori, membri dello staff e ufficiali del torneo hanno avuto problemi di visto o di ingresso negli Stati Uniti. Il caso più clamoroso è quello dell'arbitro somalo selezionato dalla FIFA, fermato per più di dieci ore all'aeroporto di Miami, messo in una cella di trattenimento e rimpatriato. Le autorità statunitensi hanno poi sostenuto di aver individuato sospetti legami con membri di un gruppo terroristico.

Il torneo ha già portato folle di tifosi internazionali nelle città americane che lo ospitano, da Boston a Miami fino a Kansas City. Altri tifosi raccontano però di aver speso migliaia di dollari per biglietti, voli e alberghi e di essersi visti negare il visto. L'amministrazione aveva provato a mettere al riparo l'evento, promosso con lo slogan "America Welcomes the World", dalla stretta migratoria, creando un canale prioritario per gli appuntamenti consolari dei possessori di biglietto e specifiche deroghe per gli atleti.

I mesi di attenzione mondiale sulla stretta del secondo mandato di Trump, con arresti di massa, controlli più severi e detenzioni di viaggiatori in aeroporti e valichi di confine, hanno avuto un effetto negativo. Diversi paesi europei hanno aggiornato i propri avvisi di viaggio per gli Stati Uniti dopo che alcuni loro cittadini erano stati fermati alla frontiera. Gli arrivi internazionali negli Stati Uniti sono calati del 5,5% nel 2025 secondo dati del Department of Commerce, il ministero del Commercio, e gli Stati Uniti sono l'unica grande destinazione turistica ad aver perso visitatori.

Alla vigilia del Mondiale, riviste francesi e tedesche hanno pubblicato copertine con Trump e agenti dell'ICE, l'agenzia federale per l'immigrazione, con le scritte "Welcome to America" e "Spoilsport". In Argentina un'azienda ha offerto televisori gratis ai primi cento clienti in grado di mostrare documenti che attestassero di essersi visti negare il visto per gli Stati Uniti.

Le previsioni indicavano circa 1,2 milioni di visitatori internazionali nel mese di torneo e fino a 17,2 miliardi di dollari di contributo al PIL statunitense, secondo uno studio congiunto della FIFA e dell'Organizzazione mondiale del commercio pubblicato l'anno scorso. Un sondaggio della American Hotel and Lodging Association, l'associazione degli operatori alberghieri americani, ha però rilevato che quasi l'80% degli albergatori nelle città ospitanti registra prenotazioni inferiori alle previsioni iniziali, mentre il 70% indica le barriere ai visti e le tensioni geopolitiche come fattori che stanno comprimendo in modo significativo la domanda internazionale per il Mondiale.

I funzionari dell'amministrazione hanno difeso le difficoltà come il prezzo necessario per la sicurezza nazionale. "Ci stiamo lavorando in modo molto attento per assicurarci che siano le persone giuste a entrare nel nostro paese", ha detto Trump mercoledì rispondendo a domande sui problemi degli spettatori del Mondiale. Più diretto è stato Rodney Scott, commissario della Customs and Border Protection, l'agenzia doganale e di controllo delle frontiere: "Non m'importa cosa fate nella vita. Non vi facciamo entrare solo perché vogliamo che arbitriate una partita".

"La notizia, nel giorno in cui inizia il Mondiale, non è come le persone si stanno unendo, ma come Trump e il suo team stanno rendendo così difficile per atleti, tifosi e per il mondo intero partecipare a questo evento", ha detto al Wall Street Journal Brett Bruen, ex diplomatico statunitense ora a capo della società di consulenza Global Situation Room. "In questo momento non stiamo stendendo il tappeto rosso, stiamo mettendo cartelli ovunque che dicono di stare alla larga, ed è questo il messaggio che arriva a tifosi e giocatori".

Gli Stati Uniti ospitano il Mondiale insieme a Canada e Messico, con 78 delle 104 partite previste in città americane. Trump ha detto di voler offrire al mondo "il più grande, il più sicuro e il più straordinario torneo di calcio della storia".

Anche al ghanese Thomas Partey è stato negato il visto, in questo caso dal Canada, e non potrà giocare la partita inaugurale della sua nazionale nel paese, hanno annunciato venerdì funzionari della FIFA. Partey è accusato nel Regno Unito di sette capi di imputazione per stupro e uno per violenza sessuale, e si è dichiarato non colpevole.

La nazionale dell'Iran ha dovuto spostare il proprio ritiro dall'Arizona a Tijuana, in Messico, dopo i problemi di visto e le tensioni legate alla guerra tra Stati Uniti e Iran. Il Department of Homeland Security, il ministero per la Sicurezza interna, ha fatto sapere che i giocatori iraniani potranno entrare negli Stati Uniti il giorno prima di ciascuna delle loro partite, ma a diversi membri della squadra e dello staff federale è stato negato il visto o non è stato consegnato in tempo.

Un giocatore iracheno è stato interrogato per quasi sette ore a Chicago e si è visto controllare il telefono prima di poter entrare nel paese, mentre al fotografo della squadra è stato negato l'ingresso. Problemi di visto hanno rallentato fino all'ultimo anche giocatori e staff di Haiti, Svizzera e Marocco.

I funzionari dell'amministrazione hanno detto che gli Stati Uniti stanno lavorando per accogliere milioni di viaggiatori mantenendo standard elevati di sicurezza nazionale e ordine pubblico. "Gli Stati Uniti sono ben preparati per accogliere i viaggiatori legittimi da tutto il mondo per il più grande Mondiale FIFA della storia", ha detto Tommy Pigott, portavoce del Department of State, il dipartimento degli Esteri americano.

Il volto delle tensioni è diventato Omar Abdulkadir Artan, il somalo che si apprestava a diventare il primo arbitro del suo paese a dirigere una partita di un Mondiale. Pur essendo arrivato a Miami da Istanbul con un visto americano valido e le credenziali della FIFA, Artan è stato interrogato per dieci ore dalle autorità statunitensi su questioni politiche somale e su al-Shabaab, il gruppo terroristico affiliato ad al Qaeda attivo nel Corno d'Africa.

Telefono, computer portatile e altri dispositivi gli sono stati sequestrati, secondo quanto riferito da funzionari della federazione calcistica somala. Le autorità americane hanno detto di aver trovato presunti legami con sospetti membri di organizzazioni terroristiche durante un controllo aggiuntivo in aeroporto. "Abbiamo avuto sue notizie solo dopo che è tornato a Istanbul e ha comprato un nuovo telefono", ha detto Hassan "Wiish" Yabarow, responsabile degli arbitri della federazione calcistica somala, che ha aggiunto come gli Stati Uniti non abbiano ancora fornito una spiegazione. "Non c'è alcun modo per fare ricorso". Yabarow ha detto che il paese sta chiedendo chiarimenti e che "ogni accusa dovrebbe essere valutata sulla base di fatti verificati, prove credibili e procedure di garanzia".

Governo e federazione somali hanno detto di essere perplessi perché Artan era stato controllato dai funzionari consolari americani e aveva ottenuto un visto prima di partire, viaggiando con passaporto diplomatico e una lettera di accompagnamento del ministro somalo della Gioventù e dello sport.

Dopo essere stato rimpatriato, Artan è stato accolto da più di cento sostenitori all'aeroporto di Mogadiscio mercoledì mattina, avvolto nella bandiera del paese. "Sarò al prossimo Mondiale e continuerò a rendere orgogliosa la Somalia", ha detto in aeroporto. "Nonostante quello che mi è successo, non sono scoraggiato". Poco dopo, l'Unione delle federazioni calcistiche europee lo ha designato come arbitro della Supercoppa UEFA del 12 agosto.

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Trump perde consensi tra gli indipendenti, soprattutto tra chi non ha la laurea


Un'analisi che aggrega quasi venti sondaggi AP-NORC mostra un calo costante del gradimento di Trump tra gli indipendenti durante il secondo mandato, più forte tra chi non ha la laurea.

Gli elettori indipendenti americani sono sempre più scontenti del presidente Donald Trump nel suo secondo mandato, e il calo del gradimento è più forte tra chi non ha una laurea. Lo mostra un'analisi che aggrega quasi venti sondaggi condotti dall'AP-NORC Center for Public Affairs Research, un centro di ricerca sull'opinione pubblica nato dalla collaborazione tra l'agenzia di stampa Associated Press e l'università di Chicago.

Intorno alle elezioni del 2024 circa la metà degli indipendenti senza laurea aveva un'opinione positiva di Trump. Questa primavera la quota è scesa a circa un quarto. Il crollo ha cancellato il forte divario per livello di istruzione che esisteva tra gli indipendenti prima dell'insediamento. Oggi questi elettori hanno opinioni altrettanto negative del presidente, laureati o no.

L'analisi mette insieme quasi venti sondaggi AP-NORC realizzati tra luglio 2024 e aprile 2026, e permette di osservare come il sostegno a Trump sia cambiato in diversi momenti: gli ultimi sei mesi del 2024, i primi cento giorni della presidenza, l'estate del 2025 in cui è passata la cosiddetta Big Beautiful Bill, la grande legge di bilancio voluta dal presidente, il blocco delle attività federali dell'autunno scorso dovuto alla mancanza di fondi e l'inizio della guerra con l'Iran.

Il quadro che emerge è quello di un calo costante tra gli indipendenti per tutto il secondo mandato. Il gradimento di Trump è sceso anche tra alcuni gruppi piccoli ma importanti che si erano avvicinati a lui nel voto presidenziale del 2024, compresi gli indipendenti afroamericani e ispanici. Gli indipendenti, peraltro, sono oggi più numerosi che mai negli Stati Uniti, e un'erosione del loro sostegno può creare problemi a Trump e ai repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato, le consultazioni che a metà del quadriennio presidenziale rinnovano parte del Congresso e vengono lette come un giudizio sul partito al governo.

Tafari Torres, ricercatore senior del NORC e co-autore dell'analisi, ha detto che mentre le opinioni di democratici e repubblicani su Trump sono rimaste sostanzialmente stabili, quelle degli indipendenti continuano a muoversi. "Gli indipendenti sono, in generale, le persone che reagiscono agli eventi e fanno calare il loro sostegno", ha dichiarato.

Il ritorno di Trump alla Casa Bianca è stato alimentato in parte proprio dagli indipendenti, che lo consideravano il candidato più solido su temi chiave come l'economia. L'analisi, che misura sia il giudizio sul presidente sia l'approvazione del suo operato, mostra che il consenso è calato in fretta una volta arrivato l'insediamento.

Tra gli indipendenti senza laurea le opinioni positive su Trump sono scese dal 48% dei mesi precedenti il ritorno alla Casa Bianca al 31% nei primi cento giorni di mandato, fino a circa un quarto durante il blocco federale e nei primi mesi del 2026. Tra gli indipendenti laureati, che già prima dell'insediamento lo vedevano positivamente solo in circa 3 casi su 10, la discesa verso circa un quarto è stata molto meno marcata.

"Il calo tra gli indipendenti senza laurea è stato più ripido e più ampio della lieve flessione tra quelli laureati", ha detto Sean Collins, ricercatore del NORC e co-autore dell'analisi. "È stato sorprendente, soprattutto se si pensa che, tra le diverse componenti della coalizione di Trump, quella senza laurea è di solito una di quelle che spicca".

Gli americani senza laurea sono da tempo una parte centrale dell'elettorato di Trump. Ma nel 2024 il presidente aveva vinto anche guadagnando consensi tra gruppi che tendono a sostenere i democratici, compresi gli adulti ispanici. Il 42% degli indipendenti aveva votato per lui, in crescita rispetto al 37% del 2020, e secondo AP VoteCast, l'ampio sondaggio sugli elettori realizzato dall'AP, gli indipendenti ispanici si erano divisi quasi a metà tra Trump e l'ex vicepresidente Kamala Harris.

Adesso il quadro è molto più negativo per il presidente. Tra gli indipendenti ispanici la quota di chi lo vedeva favorevolmente era vicina alla metà, il 46%, nei sondaggi condotti attorno al voto presidenziale. Nel secondo mandato è crollata in fretta, scendendo fino al 15% durante il blocco federale dell'autunno scorso, per poi attestarsi attorno a un quarto in primavera.

Anche gli indipendenti più giovani sono diventati meno favorevoli al presidente, mentre quelli dai 60 anni in su sono rimasti perlopiù stabili. Altri sondaggi AP-NORC indicano che Trump sta perdendo terreno tra i repubblicani più giovani per via dell'inflazione e tra gli ispanici, sempre più insoddisfatti.

"I guadagni che Trump sembrava aver ottenuto durante le elezioni, non so se stiano reggendo. Ha registrato alcuni spostamenti significativi tra queste persone", ha detto Torres. "Dalla nostra ricerca, non sembrano guadagni permanenti".

Alla radice di molte frustrazioni degli americani verso Trump, indipendenti compresi, c'è l'economia. Circa la metà degli indipendenti che lo avevano sostenuto nel 2024 indicava l'inflazione come il fattore più importante per il proprio voto, secondo AP VoteCast, e la maggior parte si diceva molto preoccupata per il costo del cibo e della benzina.

A oltre un anno dall'inizio del secondo mandato l'inflazione resta alta, sospinta da prezzi della benzina che rimangono elevati mentre prosegue la guerra con l'Iran. Un sondaggio AP-NORC di aprile ha rilevato che circa 3 indipendenti su 10 erano "estremamente" o "molto" preoccupati di riuscire a pagare la spesa alimentare negli ultimi mesi, e una quota simile temeva di non potersi permettere la benzina. Circa 8 indipendenti su 10 hanno definito cattiva la situazione economica del Paese in primavera.

I giudizi sull'economia tendono ad allinearsi a quelli sul presidente: chi vede male l'economia tende a vedere male anche Trump. L'ultima rilevazione AP-NORC di maggio mostra che solo circa 3 indipendenti su 10 approvano la gestione dell'economia da parte del presidente, una quota in linea con quella registrata all'inizio del mandato. Il sondaggio di aprile aveva trovato che appena 1 indipendente su 10, il 12%, approvava il modo in cui Trump stava affrontando il costo della vita.

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Trump è ovunque, dalle finali di basket agli incontri di arti marziali


Per Bloomberg il presidente è diventato una forza culturale come pochi prima di lui: crea eventi, impone la sua idea di cultura e accetta anche i fischi pur di restare al centro della scena.

Donald Trump è ovunque. Va alle finali del campionato di basket, la Nba, ospita gli incontri di arti marziali miste della Ufc sul prato della Casa Bianca, prepara una manifestazione con sé stesso protagonista per i festeggiamenti dei 250 anni degli Stati Uniti e con le sue politiche sui confini pesa sul Mondiale di calcio. Secondo un'analisi di Bloomberg Government, il presidente è diventato una "forza culturale" come pochi suoi predecessori prima di lui.

Trump non è solo il capo dell'esecutivo o il comandante in capo delle forze armate. Ha ospitato i Kennedy Center Honors, i premi del prestigioso centro per le arti di Washington, è comparso agli US Open di tennis, è stato il primo presidente in carica ad assistere al Super Bowl, la finale del football americano, e ha quasi da solo riportato in auge il cantante Kid Rock. Anche la trasferta alle finali di basket è stata una prima volta per un presidente.

Altri presidenti e first lady hanno avuto un peso culturale, ricorda nell'analisi Barbara Perry, storica della presidenza americana: gli Obama e i Kennedy, Ronald Reagan, Bill Clinton, perfino Andrew Jackson e James Madison con la moglie Dolley hanno esercitato un'influenza che andava oltre il loro lavoro formale alla Casa Bianca. Per Trump, però, non è un elemento secondario ma una parte "centrale" della sua presidenza.

I suoi sostenitori, comprese diverse star, indossano i cappellini rossi del presidente. Alcuni atleti imitano il suo balletto, il suo tormentone televisivo è entrato nell'immaginario collettivo e le donne del suo entourage hanno ispirato una moda di bellezza così riconoscibile da avere un nome proprio.

Trump non si limita a partecipare agli eventi, li crea, assumendo il ruolo che si è dato da solo di "organizzatore mondano" d'America, anche se, riferisce l'analisi, non dovrebbe presentarsi al Mondiale. Era una star della cultura pop molto prima di diventare un politico: ha posseduto una squadra di football, è apparso nel film "Mamma, ho riperso l'aereo" e i suoi casinò ospitavano grandi incontri di pugilato. Ama stare in mezzo alla scena.

Il presidente ha provato a far cancellare i comici dei programmi di seconda serata, ha attaccato le star che gli si oppongono, tra cui la cantante Taylor Swift, ha criticato le regole della Nfl, la lega del football americano, e rimproverato gli atleti che si inginocchiano durante l'inno in segno di protesta. Mentre altri presidenti temevano la sovraesposizione, dice Perry, lui non ha mai avuto quel timore.

Trump usa la sua presenza enorme per imporre la sua idea di cosa debba essere la cultura americana, secondo l'analisi: di solito "iper-mascolina", retrò e diretta. È una risposta a ciò che molti suoi alleati del movimento Maga, dallo slogan "Make America Great Again" con cui ha conquistato la Casa Bianca, considerano una cultura diventata troppo morbida e troppo "woke", cioè attenta in modo eccessivo ai temi dell'identità e dei diritti delle minoranze. Sotto Joe Biden, scrive in tono ironico l'analisi, anche un po' troppo "addormentata".

Questa presenza continua provoca anche reazioni contrarie da parte di chi vorrebbe vedere meno il presidente. Alla partita dei New York Knicks di questa settimana il pubblico lo ha fischiato, e lui ha continuato a sorridere. Lo sport, la musica e l'arte possono unire le persone, ma la presenza di Trump può trasformarli in motivo di divisione. Il presidente non sembra farci caso, finché resta sotto i riflettori.

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Abruzzo unito per vincere la sfida dello sviluppo: il piano FI al congresso


Santangelo punta su logistica, innovazione e stop ai campanilismi per rilanciare l'economia e frenare lo spopolamento delle aree interne

Un Abruzzo più integrato, capace di valorizzare in maniera coordinata le proprie infrastrutture, il sistema produttivo, il mondo della ricerca e le risorse territoriali. È il quadro delineato da Roberto Santangelo, assessore regionale e vicesegretario vicario di Forza Italia Abruzzo, intervenuto nel corso del primo congresso regionale del partito.

Nel suo intervento, Santangelo ha posto l'accento sulla necessità di rafforzare la collaborazione tra i diversi territori della regione, indicando nella coesione istituzionale e territoriale uno degli elementi fondamentali per affrontare le sfide economiche e sociali dei prossimi anni.

Secondo l'esponente azzurro, il superamento delle tradizionali divisioni tra le quattro province rappresenta un passaggio strategico per costruire un modello di crescita condiviso. In questa prospettiva, ha evidenziato come le opportunità di sviluppo di una singola area possano tradursi in benefici per l'intero sistema regionale.

Tra i temi affrontati anche il ruolo delle infrastrutture e della logistica. Santangelo ha richiamato l'importanza di una programmazione capace di mettere in rete asset strategici quali il porto di Ortona, l'aeroporto d'Abruzzo, l'interporto di Manoppello, le aree industriali e le principali eccellenze produttive regionali, all'interno di una visione unitaria orientata alla crescita economica e all'occupazione.

Nel corso del congresso è stato inoltre evidenziato il contributo che università, centri di ricerca e imprese possono offrire alla competitività del territorio. Per Santangelo, lo sviluppo regionale passa attraverso una maggiore integrazione tra formazione, innovazione e tessuto produttivo, con l'obiettivo di favorire investimenti e rafforzare la capacità attrattiva dell'Abruzzo.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alle politiche per le aree interne e alle dinamiche demografiche. Il vicesegretario vicario di Forza Italia Abruzzo ha indicato come prioritaria la necessità di creare opportunità occupazionali e servizi in grado di trattenere i giovani e contrastare il progressivo spopolamento di alcune zone della regione.

Nel suo intervento, Santangelo ha inoltre sottolineato il valore strategico del patrimonio ambientale e culturale abruzzese, individuando nei parchi naturali, nei borghi storici e nelle aree montane elementi in grado di sostenere percorsi di sviluppo legati al turismo e alla valorizzazione del territorio.

Le tematiche emerse durante il congresso hanno delineato una riflessione sulle prospettive di crescita della regione, con particolare riferimento all'integrazione tra sviluppo economico, sostenibilità, innovazione e coesione sociale. Un percorso che, nelle intenzioni espresse durante i lavori congressuali, punta a rafforzare la competitività dell'Abruzzo e a ridurre i divari tra le diverse aree del territorio regionale.

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Trump compie 80 anni e si vedono i segni dell'età


Per il presidente più anziano della storia americana i collaboratori puntano sull'esposizione continua: apparizioni, social e telefonate mostrano la sua energia ma anche i segni dell'età.

Donald Trump compie 80 anni domenica ed è l'uomo più anziano a essere diventato presidente degli Stati Uniti. In vista di questo traguardo, lui e i suoi collaboratori hanno scelto di trasformarlo in una presenza costante nella vita pubblica americana, una strategia che mostra agli elettori sia la sua energia sia i segni dell'età e che segna un contrasto netto con il predecessore Joe Biden.

Come spiega una ricostruzione del Wall Street Journal, il presidente tiene lunghe apparizioni nello Studio Ovale, risponde alle telefonate dei cronisti che lo chiamano sul cellulare e scrive sui social a ogni ora del giorno e della notte. Nelle sessioni di domande e risposte, che a volte durano più di mezz'ora, lancia battute che rimbalzano sui canali televisivi e su internet. Il risultato è che gli americani vedono sempre di più sia il lato migliore sia quello peggiore di un presidente che invecchia.

Questa settimana a New York, durante una partita delle finali della NBA, il campionato professionistico di basket americano, il presidente ha chiuso gli occhi ed è sembrato appisolarsi mentre le telecamere lo riprendevano intento a mangiare patatine fritte e pizza. È rientrato alla Casa Bianca dopo le 2 di notte, le 8 del mattino in Italia. Alle 10 del mattino successivo, le 16 in Italia, ha risposto alla telefonata di un giornalista e si è lanciato in una lunga critica di un editoriale del Wall Street Journal, dicendo che l'abbattimento di un elicottero americano Apache vicino allo Stretto di Hormuz non era un grosso problema. Poche ore dopo ha ordinato attacchi contro l'Iran come rappresaglia.

Le telecamere però inquadrano spesso le mani coperte di lividi, la postura curva e gli occhi chiusi del presidente. A volte inciampa nelle parole e confonde i dettagli: ha chiamato la Groenlandia Islanda, ha definito lo Stretto di Hormuz Stretto dell'Iran e ha confuso conflitti recenti in Sud America e in Medio Oriente. La Casa Bianca ha smentito che si fosse addormentato durante la partita e ha attribuito quell'immagine a un'angolazione ingannevole delle telecamere. I lividi sulle mani, ha spiegato, sono dovuti alle frequenti strette di mano.

Trump ha prestato giuramento per la seconda volta a 78 anni e sette mesi, cinque mesi più vecchio di quanto fosse Biden al suo insediamento. Lo stesso giornale aveva riferito che l'udito del presidente è peggiorato, che la sua pelle è diventata delicata e che ha rifiutato le cure più comuni per il gonfiore alle gambe. Tra le ultime due visite mediche annuali ha messo su circa sei chili.

Il deputato repubblicano Ryan Zinke ha ammesso che il presidente ha rallentato e che "questo lavoro ti invecchia". Il suo passo non è più quello di un tempo, ha detto, ma resta "veloce rispetto a ogni essere umano sulla Terra".

Trump è nato nel 1946, tra i più anziani della generazione del baby boom cresciuta nel dopoguerra. Quell'anno è stato speciale per la politica americana: anche George W. Bush, che compie 80 anni a luglio, e Bill Clinton, che li compie ad agosto, sono nati nel 1946. Bush lasciò la presidenza a 62 anni e da allora ha subito due protesi parziali al ginocchio e l'impianto di uno stent vicino al cuore. Clinton ne aveva 54 a fine mandato e qualche anno dopo si è sottoposto a un quadruplo bypass. Ha parlato spesso dell'età: negli ultimi trent'anni ha detto più volte di avere "più ieri che domani" e al congresso del Partito Democratico del 2024, a 78 anni, ha ricordato di essere comunque un po' più giovane di Trump.

Nato nel 1942, Biden puntava a un secondo mandato che l'avrebbe tenuto alla Casa Bianca fino a 86 anni. Lui e il suo staff negarono ogni segno di declino legato all'età, fino al ritiro dalla corsa nel 2024 dopo un disastroso dibattito televisivo a giugno. Poco dopo aver lasciato l'incarico, gli è stato diagnosticato un tumore alla prostata in forma avanzata. Riferendosi al predecessore, il presidente ha detto di recente che Biden è "la cosa peggiore che sia mai capitata agli anziani".

La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha detto che il presidente dimostra di essere all'altezza dell'incarico proprio prendendo domande dai giornalisti e mantenendo un'agenda fittissima. Ha diffuso l'elenco degli impegni delle ultime due settimane: in media più di due decine di voci in calendario per ogni giorno feriale, tra telefonate e incontri con manager, consiglieri e membri del governo. Per il compleanno Trump vuole proiettare l'immagine di gioventù e vigore a cui tiene e domenica sera ospiterà sul prato della Casa Bianca un incontro di arti marziali miste dell'Ultimate Fighting Championship, il primo del suo genere.

A uno dei suoi principali consiglieri sanitari ha confidato questa settimana di non essere felice per il traguardo: "Non dovete augurarmi buon compleanno, perché non sono contento del compleanno che sto per fare. Non è un numero che mi piace, ma sono qui nonostante tutto". Già due anni fa, durante un comizio in Nevada, aveva interrotto la folla che gli cantava "Happy Birthday".

Per parlare dell'età il presidente alterna sincerità e negazione. A Davos ha detto: "Una volta dicevo di essere il più giovane nella stanza. Ora sono tra i più vecchi. Mi dispiace dirlo. Non mi sento vecchio". Davanti a una platea di pensionati nella Florida centrale, il mese scorso, ha detto di non essere un anziano e di sentirsi "molto, molto più giovane" dei presenti, anche se è ufficialmente cittadino anziano da quando ha compiuto 65 anni durante la presidenza di Barack Obama.

Il presidente parla apertamente del timore di mostrarsi fragile. "Sto molto attento quando cammino, perché se mai dovessi cadere quel titolo andrebbe avanti per anni", ha detto in un evento al Giardino delle Rose della Casa Bianca. Quel timore è emerso durante il recente viaggio a Pechino, quando il leader cinese Xi Jinping lo ha accolto al Grande Salone del Popolo, l'edificio del governo cinese, raggiungibile da una scalinata di circa quaranta gradini senza corrimano. Trump e Xi, che ha 72 anni, sono saliti per circa due terzi prima che il leader cinese si fermasse su un pianerottolo per far ammirare piazza Tiananmen. Hanno raggiunto la cima senza inciampare.

Alcuni democratici puntano l'attenzione sui segni dell'età del presidente, in particolare sui video che lo mostrano con gli occhi chiusi durante le riunioni. Il deputato Ted Lieu ha detto che non è una cosa normale e che la Casa Bianca deve spiegare agli americani cosa sta succedendo. In un'audizione al Congresso con il segretario di Stato Marco Rubio, il responsabile della diplomazia americana, Lieu ha mostrato un video di una riunione di gabinetto in cui Trump sembra addormentarsi mentre parla Rubio: "Immaginate com'è quando le telecamere non ci sono", ha detto.

Rubio ha respinto le accuse, definendole "assurde e ridicole", e ha detto che il presidente lavora giorno e notte, tutti i giorni. La Casa Bianca ha aggiunto che i democratici non hanno la credibilità per criticare un leader anziano dopo aver sostenuto Biden per gran parte del mandato nonostante il suo declino. "L'insabbiamento del declino di Joe Biden da parte dei democratici resta uno dei peggiori scandali politici della storia americana recente", ha detto Leavitt. "Il presidente Trump e la Casa Bianca non hanno nulla da nascondere".

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Solo l'11% degli europei considera ora gli Usa come un alleato, il minimo storico


Il sondaggio ECFR condotto in 15 Paesi fotografa il crollo della fiducia in Washington: la maggioranza degli intervistati dubita che gli Usa difenderebbero l'Europa da un attacco. Solo l'Italia resta contraria ad aumentare le spese militari.

Solo l'11% degli europei considera gli Stati Uniti un alleato. È il minimo storico registrato dal sondaggio dello European Council on Foreign Relations (ECFR), pubblicato mercoledì e condotto in 15 Paesi del Vecchio Continente. Sei mesi fa la quota era al 16%, mentre a novembre 2024, quando Donald Trump vinse le elezioni presidenziali, era al 22%. In un anno e mezzo, quindi, la fiducia europea in Washington si è pressoché dimezzata.

I dati, diffusi alla vigilia dei vertici del G7 e della Nato, descrivono un'Europa che non crede più nella protezione americana. In tutti i Paesi esaminati la maggioranza degli intervistati dubita ormai apertamente del fatto che gli Stati Uniti interverrebbero in difesa dell'Europa in caso di attacco. Metà degli europei considera ormai gli Usa come un "partner necessario", un quarto li ritiene invece un rivale o un avversario. Il think tank parla di un "crollo della fiducia europea negli Stati Uniti".

Sondaggio ECFR · 15 Paesi

L'alleato perduto: la fiducia europea negli Usa scende al minimo storico


Solo l'11% degli europei considera ancora gli Stati Uniti un alleato. In tutti i 15 Paesi esaminati la maggioranza dubita che Washington difenderebbe l'Europa da un attacco.

European Council on Foreign Relations Campione: 19.481 intervistati · Maggio 2026

Quota di europei che considera gli Usa un alleato

22%

Nov 2024

16%

Nov 2025

11%

Mag 2026

Dall'elezione di Trump la fiducia si è dimezzata in un anno e mezzo

Esplora i dati
1 Percezione 2 Autonomia 3 Italia 4 Dopo Trump

Come gli europei considerano Washington

Per metà degli europei gli Stati Uniti sono solo un «partner necessario»


Un quarto degli intervistati definisce ormai gli Stati Uniti come un rivale o un avversario diretto. Gli alleati convinti restano solo una piccola minoranza.

Su 100 europei, gli Usa sono…

Un alleatoCondivide interessi e valori dell'Europa 11%
Un partner necessarioCon cui collaborare per interesse 50%
Un rivale 13%
Un avversario 12%
Non si esprime 14%

15/15
In 15 Paesi su 15 del sondaggio la maggioranza degli intervistati dubita che gli Stati Uniti interverrebbero in difesa dell'Europa in caso di attacco.

La risposta europea

Fare da soli: gli europei vogliono una difesa autonoma


Quasi metà degli intervistati appoggia la creazione di un debito comune europeo per finanziare la difesa, e nella maggior parte dei Paesi prevale chi vuole sostituire le armi americane con alternative europee.

Favorevoli a un debito comune europeo per la difesa
I tre Paesi con il consenso più alto, contro il 35% di contrari a livello europeo

Portogallo

59%

Danimarca

56%

Paesi Bassi

55%

Media dei 15 Paesi

47%

Vogliono dipendere meno dalle armi americane
I Paesi in testa al fronte del «comprare europeo». L'eccezione è la Polonia, dove la maggioranza vuole più armi statunitensi

Danimarca

75%

Paesi Bassi

72%

Svezia

70%

+4 punti
Crescita in un anno del sostegno all'aumento delle spese militari nazionali

44%
Contrario a riprendere le importazioni di petrolio e gas dalla Russia

L'anomalia

L'Italia è l'unico Paese che non vuole spendere di più per la difesa

58%
Gli italiani contrari ad aumentare le spese militari nazionali: l'unica chiara maggioranza contraria tra i 15 Paesi del sondaggio.

Contrari a tagliare la spesa pubblica per finanziare la difesa
L'Italia guida anche la resistenza a sacrificare welfare e servizi per i bilanci militari

Italia

63%

Austria

59%

Germania

56%

Un Paese che non vuole aumentare le spese militari e che conta sull'aiuto dei partner europei in caso di necessità: è il ritratto unico dell'Italia che emerge dal sondaggio.

Lo sguardo al futuro

Una rottura che non sembra definitiva


In 14 Paesi su 15 la maggioranza ritiene che i rapporti tra Stati Uniti ed Europa miglioreranno quando Trump lascerà la Casa Bianca.

Austria

Bulgaria

Danimarca

Estonia

Francia

Germania

Italia

Paesi Bassi

Polonia

Portogallo

Regno Unito

Spagna

Svezia

Svizzera

Ungheria

La maggioranza crede in un miglioramento dopo Trump
L'unica eccezione

Il quadro

Gli europei non danno la relazione transatlantica per persa: scommettono su un dopo-Trump con relazioni migliori tra le due sponde dell'Atlantico. Ma intanto, scrive l'ECFR, la sfiducia ha aperto ai leader una finestra per accelerare la corsa all'autonomia strategica.

Fonte ECFR, «Home alone: Europeans are ready to defend themselves» — sondaggio Mandate Research/YouGov condotto a maggio 2026 in 15 Paesi europei su 19.481 intervistati dai 18 anni in su. Pubblicato il 10 giugno 2026.

La spinta verso l'autonomia


La risposta degli europei a questa situazione è chiara: fare da soli. Rispetto allo scorso anno, il sostegno all'aumento delle spese nazionali per la difesa è cresciuto in media di 4 punti percentuali. L'Italia è l'unico Paese dove una chiara maggioranza di elettori resta contraria all'aumento delle spese militari. Il 47% degli intervistati appoggia invece la creazione di un debito comune europeo per finanziare la difesa, con i consensi più alti in Portogallo (59%), Danimarca (56%) e Paesi Bassi (55%).

La maggior parte degli intervistati vorrebbe anche dipendere meno dalle armi americane e puntare su alternative europee. Danimarca, Paesi Bassi e Svezia guidano il fronte del "comprare europeo". La Polonia è l'unica eccezione: è l'unico Paese in cui la maggioranza degli intervistati vuole aumentare gli acquisti di armi statunitensi, mentre Germania, Italia e Ungheria appaiono divise.

Resta però forte la resistenza a tagliare la spesa pubblica interna per finanziare i bilanci militari, soprattutto in Italia (63%), Austria (59%) e Germania (56%). Quanto all'energia, il 44% degli europei si oppone alla ripresa delle importazioni di petrolio e gas dalla Russia, nonostante l'aumento dei costi legati alla guerra in Iran. La maggioranza degli intervistati continua a sostenere l'Ucraina come alleato o partner strategico, anche se il consenso cala quando si parla di inviare truppe di pace nel Paese dopo la guerra o di allargare l'Unione Europea verso est.

Gli europei non considerano però la relazione transatlantica completamente per persa. In tutti i Paesi esaminati, con la sola eccezione della Bulgaria, la maggioranza ritiene che i rapporti tra Stati Uniti ed Europa miglioreranno quando Trump lascerà la Casa Bianca.

Il sondaggio è stato condotto a maggio 2026 su 19.481 persone dai 18 anni in su da istituti come Mandate Research e YouGov in 15 Paesi, tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Regno Unito.

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Vannacci all'assemblea costituente di Futuro Nazionale: "Siamo i figli di nessuno"


Il leader del movimento rivendica a Roma la natura antisistema della sua forza politica, posizionandosi fuori dai blocchi tradizionali

Ha preso ufficialmente il via a Roma l’assemblea costituente di Futuro Nazionale, il movimento politico guidato da Roberto Vannacci. Nel corso del suo intervento dal palco, l'eurodeputato ha tracciato la linea identitaria della neonata formazione con parole destinate a far discutere, rivendicando con forza una posizione di netta rottura rispetto alle dinamiche tradizionali della politica parlamentare.

“Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo", ha dichiarato il leader del movimento davanti alla platea dei sostenitori. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa ANSA, l’esponente politico ha poi rincarato la dose focalizzandosi sulla rappresentanza istituzionale del gruppo: “In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo”.

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Trump pensa a un piano per cancellare i due impeachment del primo mandato


Una risoluzione repubblicana punta ad annullare gli impeachment del 2019 e del 2021, ma non avrebbe valore legale: la Costituzione non prevede come cancellarli.

Il presidente Donald Trump e i suoi alleati stanno discutendo un piano per spingere il Congresso ad approvare una risoluzione che annulli i due impeachment subiti durante il suo primo mandato. Lo ha rivelato il Wall Street Journal, a cui lo stesso presidente ha confermato di volerlo fare. "Andrebbe fatto perché non ho fatto nulla di sbagliato", ha detto in una telefonata al giornale. "Era un imbroglio, tutta una situazione truccata".

La risoluzione avrebbe però un valore soltanto simbolico, perché la Costituzione americana non prevede alcuna procedura per annullare un impeachment già votato, come spiegano i giuristi. Per Trump sarebbe comunque una vittoria d'immagine e un tassello di un'operazione più ampia per ripulire la propria eredità presidenziale. Difficilmente la misura arriverà in aula prima delle elezioni di metà mandato di novembre, le consultazioni che a metà del mandato presidenziale rinnovano il Congresso, e anche in seguito raccogliere i voti necessari resterebbe complicato.

L'impeachment è la procedura con cui la Camera dei rappresentanti, una delle due aule del Congresso, mette in stato d'accusa il presidente, mentre il Senato fa da giudice. Trump è l'unico presidente nella storia americana a esserne stato colpito due volte. Nel dicembre 2019 la Camera, allora a maggioranza democratica, lo accusò per le pressioni esercitate sull'Ucraina affinché aprisse un'indagine su Joe Biden, all'epoca tra i suoi possibili rivali alle presidenziali. Nel gennaio 2021, pochi giorni prima della fine del mandato, approvò un secondo capo d'accusa per "istigazione all'insurrezione", in relazione all'assalto al Campidoglio da parte dei suoi sostenitori. In entrambi i casi il Senato lo assolse.

Sul fatto che un impeachment possa davvero essere cancellato gli esperti non concordano. Michael Gerhardt, docente di diritto all'università del North Carolina a Chapel Hill, ha definito l'ipotesi "un'idea assurda" e ha spiegato al giornale che storicamente nessuno ha mai pensato che il Congresso avesse questo potere, perché non ce l'ha. I processi di impeachment, ha aggiunto, sono atti ormai chiusi e definitivi.

Più possibilista è Alan Dershowitz, professore emerito di diritto a Harvard e tra i consiglieri legali del presidente. In un processo ordinario, ha spiegato al giornale, un'accusa può cadere se la pubblica accusa non fornisce informazioni decisive. Secondo Dershowitz si starebbe tentando qualcosa di simile per gli impeachment di Trump, anche se lui stesso ha ammesso di non sapere se uno di essi possa essere annullato: "Nessuno conosce la risposta".

Il tentativo di cancellare gli impeachment rientra in una campagna più ampia del presidente per eliminare le macchie dal suo passato giudiziario. I suoi avvocati cercano di ribaltare la condanna penale per aver falsificato documenti contabili allo scopo di nascondere una somma pagata per il silenzio di un'attrice di film per adulti e puntano a rovesciare alcune sentenze civili a lui sfavorevoli.

Il presidente della Camera, il repubblicano Mike Johnson, ha detto di aver discusso la risoluzione direttamente con Trump e di aver avuto colloqui più dettagliati con alcuni suoi consiglieri legali, tra cui lo stesso Dershowitz e Jay Sekulow, l'avvocato conservatore che difese Trump nel primo processo di impeachment. Le conversazioni si sono intensificate circa un mese fa. "Penso abbia molto senso: più emergono le prove, più sappiamo che furono davvero degli impeachment farsa", ha dichiarato Johnson, parlando di "un attacco iperpartitico". La questione, ha precisato, non è la sua priorità assoluta, ma resta nella sua agenda: "È una priorità e qualcosa a cui il Congresso dovrebbe porre rimedio".

L'idea di cancellare gli impeachment circola a Washington da alcuni anni. Nel 2023 l'allora deputata della Georgia Marjorie Taylor Greene e la deputata Elise Stefanik, dello Stato di New York, avevano spinto per annullarli con un atto del Congresso, ma il tentativo si arenò. La proposta ha ripreso forza ad aprile, dopo che l'amministrazione Trump ha tolto il segreto su alcuni materiali relativi all'indagine sul primo impeachment, che secondo i sostenitori del presidente metterebbero in dubbio la credibilità di testimoni importanti. Su quei documenti ha scritto il giornalista conservatore John Solomon e a metà aprile Trump ne ha rilanciato il lavoro su Truth Social, il social network di sua proprietà.

Ad aprile il deputato della California Darrell Issa ha presentato una proposta per cancellare i due impeachment, raccogliendo 23 firme di sostegno, tutte di repubblicani. Il testo chiede che entrambi vengano "cancellati, come se quegli articoli non fossero mai stati approvati dalla Camera". La parte sul primo impeachment si fonda sul lavoro di Solomon contro l'attendibilità dei testimoni, mentre quella sul secondo, legato all'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, sostiene che la procedura fu troppo affrettata.

Il presidente ha intanto ridimensionato il proprio ruolo nell'operazione. "Se vogliono farlo, ne sono onorato", ha detto. Trump non sta spingendo il Congresso a votare prima delle elezioni di metà mandato. Pur sotto la pressione dei consiglieri che lo vorrebbero concentrato sull'economia, dedica attenzione ad altri temi per lasciare un segno prima della fine del mandato. Alla Casa Bianca è in costruzione una sala da ballo e il presidente ha annunciato il progetto di un arco di trionfo alto circa 76 metri.

Trump ha un indice di gradimento debole e il suo partito si prepara a perdere consensi alle elezioni di metà mandato, soprattutto alla Camera. Gli elettori sono preoccupati per il prezzo elevato della benzina e per l'impopolare guerra in Iran, due fronti di cui ritengono responsabile il partito del presidente. Dopo una lunga fase di compattezza attorno a Trump, tra i repubblicani sono emersi nelle ultime settimane segnali di malumore.

Don Bacon, deputato centrista del Nebraska che non si ricandiderà, ha criticato l'iniziativa. "È una sciocchezza. Quel che è successo è storia", ha detto al giornale, chiedendosi se i repubblicani non abbiano ormai rinunciato a difendere la maggioranza.

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Colpo di scena nell’IA: Trump blocca l’accesso al modello più avanzato di Claude


Gli Stati Uniti impongono lo stop per presunti rischi alla sicurezza nazionale. L’azienda accusa la Casa Bianca di aver preso una decisione sproporzionata e priva di basi tecniche sufficienti ed afferma di star lavorando per ripristinare l’accesso.

Il governo degli Stati Uniti ha ordinato ad Anthropic di sospendere immediatamente l’accesso ai modelli Fable 5 e Mythos 5 per tutti i cittadini stranieri, sia all’interno sia all’esterno degli Stati Uniti, compresi i dipendenti stranieri della stessa Anthropic. Per rispettare la direttiva, in assenza di strumenti in grado di discriminare la nazionalità dei clienti, l’azienda ha deciso di disattivare completamente i due modelli per tutti i suoi clienti. Gli altri modelli Anthropic continueranno invece a funzionare normalmente.

Secondo Anthropic, l’ordine è arrivato alle 17:21 (ora della costa orientale americana) e non contiene dettagli specifici sulle preoccupazioni di sicurezza nazionale che hanno motivato il provvedimento. L’azienda ritiene che il governo sia venuto a conoscenza di una tecnica di “jailbreak”, cioè un metodo per aggirare le protezioni di sicurezza del modello. Dopo aver esaminato una dimostrazione di questa tecnica, Anthropic sostiene che essa permetta soltanto di individuare alcune vulnerabilità minori già note e che risultati simili possano essere ottenuti anche con altri modelli disponibili pubblicamente.

Anthropic difende il sistema di sicurezza implementato su Fable 5, ricordando di aver sottoposto il modello a migliaia di ore di test insieme al governo statunitense, all’istituto britannico per la sicurezza dell’intelligenza artificiale, a organizzazioni private e a team interni. Secondo questi test, le protezioni di Fable sarebbero significativamente più efficaci rispetto a quelle dei modelli precedenti e nessuno sarebbe ancora riuscito a trovare un “jailbreak universale”, cioè una tecnica capace di aggirare in modo ampio e sistematico tutte le difese del modello.

L’azienda riconosce che una resistenza perfetta ai jailbreak probabilmente non è possibile per nessun produttore di IA. Per questo ha adottato una strategia di “difesa in profondità”: rendere i jailbreak limitati o molto costosi da sviluppare, monitorare costantemente gli utilizzi e intervenire rapidamente in caso di abuso. In quest’ottica Anthropic ha anche introdotto una conservazione dei dati degli utenti per 30 giorni, proprio per facilitare l’individuazione e la mitigazione di eventuali tentativi di aggiramento delle protezioni.

Anthropic afferma inoltre di non aver ricevuto alcuna segnalazione di un jailbreak che abbia causato danni concreti. L’unica prova mostrata verbalmente dal governo riguarderebbe un metodo molto specifico che consiste nel chiedere al modello di analizzare un codice sorgente e correggerne eventuali vulnerabilità software. Secondo l’azienda, il livello di capacità dimostrato da questo test è ampiamente disponibile anche in altri modelli avanzati, compreso GPT-5.5 della rivale OpenAI, ed è utilizzato quotidianamente da professionisti della cybersicurezza per difendere i sistemi informatici.

Pur dichiarando di rispettare l’ordine governativo, Anthropic contesta la decisione. A suo avviso, la scoperta di un possibile jailbreak limitato non giustifica il ritiro di un modello commerciale utilizzato da centinaia di milioni di persone. Se questo criterio fosse applicato a tutta l’industria, sostiene l’azienda, finirebbe per bloccare di fatto il lancio di nuovi modelli di frontiera da parte di tutti i principali sviluppatori di intelligenza artificiale.

Anthropic conclude affermando di essere favorevole a un sistema in cui il governo possa bloccare modelli ritenuti realmente pericolosi, ma solo attraverso procedure trasparenti, chiare, basate su fatti tecnici verificabili e previste dalla legge. Secondo l’azienda, l’azione intrapresa in questo caso non rispetta tali principi. Per questo ritiene che si tratti di un malinteso e dichiara di stare lavorando per ripristinare l’accesso a Fable 5 e Mythos 5 il prima possibile.

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MOVA Z70 Ultra Roller Complete ufficiale: il robot aspirapolvere che garantisce una pulizia costante nel tempo


Grazie a tecnologie avanzate, manutenzione semplificata e prestazioni elevate, il nuovo Z70 Ultra Roller Complete di Mova punta a migliorare l'esperienza di pulizia automatica in casa
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Mova ha presentato Z70 Ultra Roller Complete, il nuovo prodotto di punta della sua gamma di robot aspirapolvere a rullo. Il cuore smart robot è la rinnovata filosofia “Deep Cleaning Endurance”: l’idea che la vera pulizia non consista nel pulire più velocemente, ma nel mantenere costanti le prestazioni dal primo minuto fino all’ultimo metro quadrato. Questo, si traduce in tre vantaggi fondamentali per gli utenti: pulizia con acqua corrente, copertura completa della casa e minore necessità di manutenzione.

Anker Soundcore Liberty 5 Pro e Pro Max con chip AI Anker Thus
Le nuove soluzioni audio promettono un’esperienza d’ascolto più intelligente grazie a funzionalità avanzate basate sull’intelligenza artificiale, miglioramenti nella cancellazione del rumore e una qualità sonora di livello premium
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Infatti, progettato a partire dalla tecnologia consolidata di Z60 Ultra Roller Complete, Z70 introduce miglioramenti significativi a livello di efficienza nella pulizia, superamento degli ostacoli e automazione della manutenzione. Inoltre, il prodotto è disponibile in due finiture distintive: Natural Stone Design, che presenta un resistente pannello con texture in pietra ispirata all’erosione naturale, e Brushed Metallic Design, caratterizzato da una raffinata finitura metallica dall’estetica pulita e minimalista.
Z70 Ultra Roller Complete nella versione Brushed Metallic DesignZ70 Ultra Roller Complete nella versione Brushed Metallic Design

Freschezza continua ad ogni passaggio


Uno dei principali limiti dei tradizionali robot con rullo o con mocio rotante è il calo delle prestazioni man mano che il panno si sporca durante il funzionamento. Per risolvere questo problema, Z70 Ultra Roller Complete potenzia il sistema a rullo HydroForce di MOVA con un ciclo di pulizia continuo in quattro fasi: spruzzo, lavaggio, raschiatura e recupero. L’acqua pulita viene erogata in modo costante sul rullo, mentre l’acqua sporca e i detriti vengono rimossi in tempo reale, contribuendo a prevenire la contaminazione incrociata tra le stanze. Anche la pressione verso il basso è potenziata per migliorare la rimozione di macchie secche, impronte e schizzi ostinati.

Inoltre, un sistema di sollevamento delle fibre del rullo ad alta velocità, che raggiunge gli 800 giri al minuto, contribuisce a mantenere le fibre del mocio sollevate e attive, riducendo l’aggrovigliamento e garantendo un contatto costante con la superficie del pavimento per tutta la durata del ciclo di lavaggio. Il risultato è una pulizia stabile dall’inizio alla fine, senza alcun calo delle prestazioni nel tempo.

Copertura estesa e capillare


Z70 Ultra Roller Complete amplia la copertura combinando aggiornamenti hardware e di navigazione. La pulizia adattiva dei bordi basata sull’intelligenza artificiale migliora le prestazioni lungo le pareti e i battiscopa, mentre una spazzola laterale estensibile raggiunge gli angoli più remoti e gli spazi più ristretti. In presenza di spazi ristretti, il sistema di navigazione FlexScope ritrae il modulo LiDAR, consentendo la pulizia sotto letti, divani e mobili con uno spazio libero pari o superiore a 10 cm. Il robot è inoltre in grado di superare ostacoli alti fino a 9 cm, e di attivare una copertura protettiva per il mocio, permettendo di passare dalla pulizia a umido a quella a secco senza trasferire umidità.
Quando vengono rilevati dei tappeti, il rullo e la spazzola laterale si sollevano automaticamenteQuando vengono rilevati dei tappeti, il rullo e la spazzola laterale si sollevano automaticamente
Questi sistemi, promette Mova, permettono a Z70 di mantenere una pulizia ininterrotta anche in case con disposizioni complesse.

Viaggi 2026: 1 italiano su 2 rinuncia o cambia vacanza | TechPerTutti
Dall’inizio del 2026, un italiano su due ha rinunciato o modificato almeno un viaggio a causa dell’aumento dei costi, dell’incertezza economica e di nuove esigenze personali. Un dato che evidenzia una trasformazione significativa nelle abitudini di vacanza e negli spostamenti
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Manutenzione a lungo termine


Oltre al miglioramento delle prestazioni, Z70 Ultra Roller Complete è progettato per ridurre al minimo gli interventi di manutenzione nel lungo periodo. La nuova versione della stazione base si collega all’impianto idraulico, introducendo un sistema idrico modulare che semplifica l’installazione, consente il riempimento e lo scarico automatici dell’acqua, per un costo e un utilizzo più accessibile. Per ridurre ulteriormente i costi di gestione, Z70 ha in dotazione un pacchetto omaggio di accessori della durata di un anno (dal valore di circa 140 €), che include componenti di ricambio essenziali quali filtri, spazzole laterali, spazzole a rullo e soluzione detergente. Il prodotto è inoltre coperto da una garanzia di tre anni, che offre un’ulteriore sicurezza a lungo termine.

Disponibilità


Z70 Ultra Roller Complete è disponibile al prezzo consigliato di 1.399 euro, sul sito ufficiale di MOVA, Amazon, Mediaworld e Unieuro. Inoltre, dal 15 al 26 giugno 2026, MOVA offre uno sconto promozionale di 200 euro.


Anker presenta Soundcore Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max: le prime cuffie con chip AI Anker Thus


Soundcore ha annunciato oggi il lancio di Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max, i primi due prodotti a utilizzare il chip AI THUS sviluppato congiuntamente da Anker, che offre chiamate cristalline. Grazie a una matrice di 10 sensori che combina otto microfoni per catturare il rumore ambientale e due sensori a conduzione ossea per rilevare le vibrazioni del cranio, insieme al chip AI THUS, i nuovi auricolari garantiscono una chiara acquisizione della voce anche in ambienti rumorosi.
I sensori a conduzione ossea presenti nella matrice rilevano le vibrazioni fisiche della voce dell’utente
I nuovi Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max migliorano inoltre le prestazioni ANC rispetto alle generazioni precedenti, offrendo una cancellazione del rumore fino a 2 volte più profonda rispetto ai Liberty 4 Pro.

Chiamate nitide in ambienti molto rumorosi


Alimentati dal chip AI THUS, Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max utilizzano un modello AI basato su rete neurale insieme alla matrice di 10 sensori per separare la voce dell’utente dal rumore circostante, assicurando che l’interlocutore possa sentire chiaramente anche in ambienti complessi e dinamici.

Chiamate chiarissime anche parlando a bassa voce


I sensori a conduzione ossea presenti nella matrice rilevano le vibrazioni fisiche della voce dell’utente, consentendo al sistema di acquisire e trasmettere chiaramente la voce anche a volumi più bassi in ambienti moderatamente silenziosi. In questo modo anche frasi bisbigliate vengono percepite chiaramente dall’interlocutore, garantendo la massima privacy.

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Il dispositivo si presenta come uno degli smartwatch più interessanti della sua fascia di prezzo, grazie a un design curato, un display AMOLED luminoso, funzioni avanzate per il monitoraggio della salute e un’autonomia superiore alla media
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Adaptive ANC 4.0 in ambienti in continuo cambiamento


La tecnologia Adaptive ANC 4.0 di Soundcore utilizza una matrice di otto microfoni, elaborando dati audio fino a 384.000 volte al secondo, per monitorare continuamente sia il rumore esterno sia quello residuo all’interno dell’orecchio e regolare in tempo reale la curva di cancellazione del rumore al variare delle condizioni.
L’algoritmo per la cancellazione del rumore (ANC) gestisce un’ampia gamma di rumori, garantendo una riduzione del rumore costante negli scenari di ascolto quotidianiL’algoritmo per la cancellazione del rumore (ANC) gestisce un’ampia gamma di rumori, garantendo una riduzione del rumore costante negli scenari di ascolto quotidiani
L’algoritmo gestisce un’ampia gamma di rumori, inclusi il rombo a bassa frequenza dei motori, le conversazioni da ufficio a frequenze medio-alte e le voci ambientali, garantendo una riduzione del rumore costante negli scenari di ascolto quotidiani.

HearID 5.0 per un suono personalizzato


Per un ascolto personalizzato, entrambi gli auricolari includono HearID 5.0, che crea un profilo EQ personale tramite un test dell’udito e lo applica a ogni brano riprodotto. Un sistema integrato AI Sound Enhancement utilizza inoltre una rete neurale AI per ricostruire i dettagli audio persi nella compressione Bluetooth, ripristinando fino al 65% della qualità generalmente ridotta nell’audio wireless.
Anker Liberty 5 Pro BluAnker Liberty 5 Pro Blu

Controllo vocale senza ritardi


Grazie al chip AI THUS, l’interazione vocale supporta 20 comandi integrati con un tempo di risposta di 0,91 secondi, consentendo agli utenti di regolare il volume, cambiare traccia, rispondere o terminare una chiamata e modificare la modalità ANC. - Funzionalità disponibile solo per lingue Inglese, Cinese, Giapponese e Tedesco. La modalità Trasparenza consente di non isolarsi del tutto dall’ambiente circostante, insieme alla funzione Easy Chat che permette di interagire con chi ti circonda pur mantenendo gli auricolari indossati.

Smart Case con Display Touch


Gli auricolari Liberty 5 Pro includono una custodia di ricarica con mini touchscreen TFT da 0,96 pollici. I Liberty 5 Pro Max, invece, sono i primi auricolari al mondo con smart display e trascrittore AI controllati tramite un display AMOLED da 1,78 pollici.

Basta premere due volte il pulsante sul retro della custodia di ricarica; al termine della sessione, l’app Soundcore genera trascrizioni, identifica gli interlocutori e riassume automaticamente le attività da svolgere. La traduzione AI è disponibile su entrambi i modelli: tramite gli auricolari su Liberty 5 Pro e tramite custodia o auricolari su Liberty 5 Pro Max.
I Liberty 5 Pro Max introducono inoltre AI Note-Taker, che consente di registrare riunioni direttamente dalla custodia senza dover utilizzare il telefonoI Liberty 5 Pro Max introducono inoltre AI Note-Taker, che consente di registrare riunioni direttamente dalla custodia senza dover utilizzare il telefono

Funzionalità aggiuntive e riconoscimenti


Entrambi i modelli offrono fino a 6,5 ore di riproduzione con ANC attivo e fino a 28 ore complessive utilizzando la custodia di ricarica. Tra le altre funzionalità figurano la connettività Multipoint, che consente di collegare simultaneamente fino a tre dispositivi, il supporto per Apple Find My, Google Fast Pair, certificazione IP55 contro polvere e acqua su entrambi i modelli e Bluetooth 6.1 per una connessione ancora più stabile. Infine, i Liberty 5 Pro hanno stabilito un Guinness World Record per la chiarezza delle chiamate. I Liberty 5 Pro Max utilizzano le stesse unità auricolari e offrono prestazioni di chiamata identiche, dimostrando di essere gli auricolari TWS con le chiamate più nitide al mondo (dati Anker).

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Prezzi e disponibilità


Gli auricolari Liberty 5 Pro sono disponibili in quattro colori: azzurro , bianco, nero e rosa al prezzo di 179,99 euro su amazon e sul Sito ankeritaly.com. I Liberty 5 Pro Max sono anch'essi disponibili, in due colorazioni: Oro Titanio e Nero, al prezzo di 249,99 euro su amazon e sul Sito ankeritaly.com


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Gli Stati Uniti riducono aerei e navi a disposizione della NATO in Europa


Washington ha comunicato ai Paesi alleati il taglio di caccia, aerei da ricognizione, bombardieri e di una portaerei a disposizione della NATO. La decisione, rivelata dal New York Times, limiterà la capacità di deterrenza europea contro la Russia.

Gli Stati Uniti ridurranno in modo significativo gli aerei e le navi da guerra messi a disposizione delle operazioni della NATO in Europa. Lo riporta il New York Times, citando due alti funzionari europei informati sulla decisione. La decisione accelera il disimpegno degli Stati Uniti dal sistema di protezione garantito agli alleati per quasi ottant’anni e rischia di ridurre la capacità della NATO di condurre attacchi a lungo raggio e operazioni di sorveglianza.

I tagli sono rilevanti. I caccia F-16 e F-15E passeranno da circa 150 a 100, gli aerei da ricognizione marittima da 26 a 15, mentre saranno ritirati tutti gli 8 aerei cisterna per il rifornimento in volo finora destinati all’Europa. Lasceranno il continente europeo anche un sottomarino lanciamissili, una portaerei con le navi del suo gruppo d’attacco e le decine di jet imbarcati, oltre a uno dei due gruppi di bombardieri assegnati alla difesa europea.

NATO · La svolta americana

Il grande disimpegno: quanti mezzi americani lasceranno l'Europa


Un caccia su tre, quasi metà degli aerei da ricognizione, tutti gli aerei cisterna per il rifornimento in volo, una portaerei e un sottomarino lanciamissili. Il piano rivelato dal New York Times rivela per la prima volta in modo ampio e strutturale la riduzione del sostegno militare di Washington all'Alleanza Atlantica.

Fonte: New York Times 12 giugno 2026

Caccia F-16 e F-15E per le operazioni NATO

Oggi
150

Dopo i tagli
100

Velivoli assegnati alla difesa europea prima del piano
Un caccia su tre lascerà il continente europeo

E con loro partiranno tutti gli 8 aerei cisterna, una portaerei con il suo gruppo d'attacco e un sottomarino lanciamissili

Esplora il piano
1 I tagli 2 Le partenze 3 I rischi 4 Il contesto

Flotta per flotta

Quanti aerei restano e quanti se ne vanno


Ogni punto rappresenta i velivoli americani messi a disposizione delle operazioni NATO in Europa. I cerchi vuoti sono quelli che lasceranno il continente.

Restano in Europa
Partono con il ritiro

Il Pentagono non commenta le cifre, ma secondo i funzionari americani il ritiro scatterà molto presto — ben prima di quanto gli europei si aspettassero.

Oltre i caccia

I mezzi militari che gli Stati Uniti ritireranno dall’Europa


Tocca ogni voce per capire che cosa significa la loro partenza per la difesa europea.

Una portaerei con il suo gruppo d'attacco
Navi di scorta e decine di jet imbarcati

La portaerei è la piattaforma più visibile della presenza militare americana: con la sua partenza l'Europa perde in un colpo solo decine di velivoli da combattimento e la capacità di proiettare potenza aerea dal mare.

Un sottomarino lanciamissili
Piattaforma per attacchi in profondità

Senza il sottomarino si riduce la capacità di lanciare missili Tomahawk in profondità nel territorio russo. Gli europei hanno missili simili, ma secondo molti esperti la deterrenza è più credibile per Mosca quando le armi sono in mano americana.

Un gruppo di bombardieri su due
Resta una sola unità assegnata alla difesa europea

I bombardieri sono lo strumento principale per gli attacchi a lungo raggio. Dimezzare i gruppi assegnati all'Europa riduce la capacità dell'Alleanza di colpire obiettivi lontani in caso di conflitto.

Tutti gli 8 aerei cisterna
Il rifornimento in volo non sarà più garantito

Le cisterne moltiplicano il raggio d'azione di caccia e bombardieri. È l'unico taglio totale del piano: senza rifornimento in volo da parte americana, le missioni a lunga distanza dipenderanno dalle limitate capacità europee.

Le capacità a rischio

Che cosa perde la deterrenza europea

Sebbene ciascuno di questi tagli possa essere gestito singolarmente, nel loro insieme rappresentano un cambiamento significativo della postura militare americana e pongono nuove sfide alla prontezza della deterrenza europea in tutti gli ambiti.
Giuseppe Spatafora · Istituto dell'Unione Europea per gli Studi sulla Sicurezza

1

Sorvegliare i sottomarini russi
Con 11 aerei da ricognizione marittima in meno, la Nato avrà una capacità ridotta di monitorare ciò che si muove sotto la superficie degli oceani.
Ricognizione −42%

2

Colpire in profondità il territorio russo
I missili Tomahawk americani hanno un peso deterrente maggiore di quelli europei: dal punto di vista russo, gli alleati europei potrebbero essere più cauti nel ricorrere a un loro impiego.
Deterrenza più debole

3

Far volare lontano caccia e bombardieri
Il ritiro di tutte le cisterne americane toglie all'Alleanza Atlantica capacità chiave di rifornimento in volo che estendono il raggio delle missioni aeree.
Aerei cisterna −100%

4

Contare davvero su Washington
"Finché Trump è presidente, non c'è più alcuna certezza che gli Stati Uniti verrebbero in aiuto degli europei in caso di emergenza", afferma il parlamentare tedesco Anton Hofreiter.
La garanzia politica

Una settimana difficile

Il ritiro arriva mentre l'Europa fatica a riarmarsi


Tocca un evento per i dettagli.

Fine maggio
Un drone russo colpisce un condominio in Romania

È il primo attacco di questo tipo in una grande area urbana in territorio NATO. Insieme ad altre intrusioni di droni russi, alimenta i timori che l'aggressione di Mosca possa estendersi oltre l'Ucraina.

Questa settimana
Germania e Francia abbandonano il progetto di costruzione di un caccia di sesta generazione

Il progetto, che coinvolgeva anche la Spagna, doveva essere il simbolo dell'autonomia industriale europea nella difesa. Il suo fallimento mostra quanto sia difficile per gli europei sostituire le capacità americane.

Giovedì 11 giugno
Si dimette il Ministro della Difesa britannico

Lascia accusando il governo Starmer di spendere troppo poco per le Forze Armate: un segnale delle tensioni che attraversano il riarmo europeo, avviato proprio per dipendere meno da Washington.

12 giugno
Il New York Times rivela il nuovo piano dei tagli americani alla NATO

Per la prima volta un documento ufficiale descrive una riduzione ampia e strutturale del sostegno americano alla NATO, non più annunci isolati riferiti a singoli Paesi. Secondo i funzionari americani, il ritiro scatterà molto presto.

Le truppe americane resteranno comunque tra le più grandi forze NATO in Europa. Ma dopo quasi ottant'anni, la protezione di Washington non è più una certezza.

Fonte New York Times, sulla base di due alti funzionari europei informati sulla decisione. Il Pentagono non ha commentato le cifre. Dati al 12 giugno 2026.

Il Pentagono non ha voluto commentare ufficialmente le cifre e ha rinviato a una dichiarazione del suo Comando europeo, che la settimana scorsa aveva parlato in termini generali di una riduzione degli impegni in Europa. I tempi non sono stati resi pubblici, ma secondo funzionari americani il ritiro scatterà molto presto, ben prima di quanto gli europei si aspettassero.

Il taglio improvviso peserà, per esempio, sulla capacità della NATO di monitorare il traffico dei sottomarini russi o di lanciare missili Tomahawk in profondità nel territorio russo. Gli europei dispongono di capacità missilistiche simili, ma secondo gli esperti questi missili scoraggiano di più la Russia quando sono in mano americana, perché gli europei potrebbero essere più cauti nell'usarli.

"Sebbene ciascuno di questi tagli possa essere gestito singolarmente, nel loro insieme rappresentano un cambiamento significativo della postura militare americana e pongono nuove sfide alla prontezza della deterrenza europea in tutti gli ambiti", ha dichiarato al New York Times Giuseppe Spatafora, dell'Istituto dell'Unione Europea per gli Studi sulla Sicurezza, centro di ricerca con sede a Parigi.

Il presidente statunitense Donald Trump critica da anni il peso sostenuto dagli Stati Uniti all'interno della NATO. Ha più volte chiesto all’Europa di provvedere da sola alla propria difesa e ha minacciato persino di far uscire gli Stati Uniti dall’Alleanza Atlantica. Finora, però, la sua Amministrazione si era limitata ad annunci isolati su ritiri relativamente contenuti da singoli Paesi. Il documento in questione descrive invece, per la prima volta, una riduzione ampia e strutturale del sostegno americano alla NATO nel suo complesso.

Le truppe americane in Europa resteranno comunque una delle più grandi forze NATO sul continente e i leader europei, consapevoli di dover dipendere sempre meno in futuro da Washington, avevano già avviato il riarmo dei loro Paesi. Il riarmo procede però tra le difficoltà: giovedì il Ministro della Difesa britannico si è dimesso accusando il governo di spendere troppo poco per le proprie Forze Armate, mentre questa settimana Germania e Francia hanno deciso di abbandonare il progetto comune per la costruzione di un nuovo caccia di sesta generazione, che coinvolgeva anche la Spagna.

Per alcuni Paesi europei, il punto non è solo quanti mezzi americani resteranno sul continente, ma se Trump sia davvero disposto a impiegarli in combattimento. "Il problema principale della NATO è che, finché Trump è presidente, non c'è più alcuna certezza che gli Stati Uniti verrebbero in aiuto degli europei in caso di emergenza", ha detto il parlamentare tedesco Anton Hofreiter.

Il ridimensionamento arriva ad ogni modo in un momento di forte tensione. A fine maggio un drone russo ha colpito un condominio in Romania, il primo attacco di questo tipo in una grande area urbana in territorio NATO. Insieme ad altre intrusioni di droni russi nello spazio aereo dell'Alleanza Atlantica, l'episodio ha alimentato i timori che la Russia possa estendere la sua aggressione oltre l'Ucraina.

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La torta svizzera


Dire che l'immigrazione fa bene non è di moda, ma va detto perché è la verità

Durante l'ultimo banchetto di sabato 30 maggio, mi sono sentito dire da molta gente che aveva già votato per l'iniziativa caos dell'UDC. Andare a fare i banchetti a Bellinzona fa bene all'anima perché ti rendi conto che la gente non è come i commentatori degli articoli. C'è gente normale là fuori, gente con la quale puoi parlare, anche se si è in disaccordo.

Gli ultimi sondaggi dicono che il no è in vantaggio, anche se di poco. Comunque vada, penso che sia comunque una sconfitta che più o meno metà degli svizzeri ritenga che non ci sia niente di male nel mettere un tetto alla popolazione residente. Questa forma mentis è il risultato di decenni di propaganda anti-stranieri, non nasce dal nulla. Domani sapremo il risultato ma, comunque vada, non sarà una vittoria per la società svizzera. La xenofobia mascherata da sostenibilità fa presa anche a sinistra, mentre a destra si parla apertamente di perdità di identità. Comunque vada, c'è un enorme lavoro da fare per mantenere aperta la Svizzera. L'apertura è quello che ha reso ricco questo paese, non la paura dell'altro.

Mio articolo pubblicato nell'edizione del 2 giugno de La Regione:

A volte leggo i commenti agli articoli dei portali web (errore mio, lo so) e mi colpisce sempre molto negativamente l’astio e la violenza contro i rifugiati. Il tema ricorrente è sempre quello: a “loro” danno tutto, noi svizzeri invece siamo abbandonati. Se tu, svizzero, sussidiato, con un tetto sopra la testa e cittadino di uno dei paesi più ricchi al mondo, arrivi a invidiare un rifugiato, cioè uno che è lontano da casa sua, sradicato e che ha perso tutto, vuol dire che la propaganda anti-stranieri che alimenta paura e isterismo ha avuto successo.
La propaganda xenofoba riesce a mettere tutti nello stesso calderone, che siano rifugiati o semplici immigrati, e additarli sempre e comunque come quelli che ci rubano le risorse. Tutti quelli che vengono qui, per definizione, ci rubano una fettina di torta: è un gioco a somma zero, la ricchezza (torta) è immutabile, mors tua vita mea. È una visione che non corrisponde alla realtà ma che, ripetendola allo sfinimento, fa presa. L’iniziativa caos dell’Udc per mettere un tetto massimo alla popolazione (il solo scriverlo mi crea ancora incredulità per la follia della proposta) fa leva anche su questa paura: non facciamo entrare altre persone perché altrimenti le fette di torta per noi diventano più piccole. Una visione estremamente semplicistica, falsa e, soprattutto, controproducente. L’immigrazione infatti è fondamentale per un Paese come la Svizzera, l’immigrato dottore in ospedale o muratore in cantiere o impiegato in ufficio aiutano a far crescere la torta che poi può essere distribuita anche agli svizzeri in difficoltà.
L’iniziativa caos dell’Udc è l’ennesimo tentativo di provare a far diventare la Svizzera un’isola povera, di risorse e di prospettive per il futuro. Decenni di propaganda contro chi viene da fuori ci hanno portato a questo: a votare per mettere un tetto massimo alla popolazione (eccola ancora, quell’incredulità). Nel frattempo, in questi decenni le persone da fuori sono arrivate, hanno contribuito alla società, sono diventate svizzere, e la Svizzera è rimasta la Svizzera.
Non è lo Zeitgeist corrente ma è la verità: l’immigrazione fa bene alla Svizzera. Misure puntuali per migliorare la sostenibilità si devono prendere, isolare la Svizzera invece sarebbe un danno enorme.



L'ingegneria sociale della destra


L'UDC è il partito di maggioranza relativa in Svizzera (circa 30%), la sua sigla vuol dire Unione Democratica di Centro ma del centro non ha niente: è un partito di destra, spesso populista, spesso con un retrogusto xenofobo, spesso che sbraita di neutralità quando, guarda caso, questa avvantaggia i regimi autoritari. Nel governo federale, seguendo la nuova formula magica, ha due ministri su sette e si diverte a raccogliere firme per iniziative e referendum che hanno lo scopo di isolare la Svizzera dal resto del mondo, soprattutto dalla UE; i regimi autoritari di cui sopra invece vanno bene. E così, periodicamente, dobbiamo contrastare i tentativi dell'UDC di alzare muri attorno alla Svizzera e di compromettere quindi la sua società e il suo benessere; un lavoraccio.

L'ultima trovata dell'UDC è quella di farci votare per la sostenibilità, che secondo l'agenda UDC vuol dire semplicemente no stranieri. È il loro marchio di fabbrica declinato in mille modi diversi, ma alla fine il succo è sempre quello: no stranieri. Con la scusa della sostenibilità, vogliono mettere un limite massimo al numero di residenti. Sì, avete letto bene, vogliono fare il numero chiuso alla Svizzera. Sarebbe una prima mondiale e farebbe decadere gli accordi bilaterali con la UE, che per noi in Svizzera sono fondamentali. La libera circolazione, il mercato estero più importante, le tonnellate di collaborazioni scientifiche, i cervelli che vengono qui; niente, non importa: no stranieri. Per l'UDC la sostenibilità non è incentivare il trasporto pubblico ed elettrico, ripensare le soluzioni abitative e la pianificazione del territorio, etc etc, no, la sostenibilità insostenibile e asfittica dell'UDC è no stranieri.

A poco più di un mese dalla votazione, i sondaggi dicono che il SÌ è in lieve vantaggio. Di norma, le iniziative tendono a perdere favorevoli più ci si avvicina al voto, e comunque si dovrebbe avere la doppia maggioranza (popolo e cantoni), dato che si modifica la Costituzione. Questo non vuol dire che si debba prendere la faccenda sotto gamba, il risultato è aperto ma sono ottimista sulla capacità degli svizzeri di capire le conseguenze nefaste in caso di approvazione.

Mio articolo pubblicato il 27 su La Regione:

Il 14 giugno saremo chiamati a votare sull’iniziativa caos che vuole porre un limite massimo di abitanti alla Svizzera. Ossia, l’ennesima iniziativa dell’UDC che cerca di minare la prosperità della Svizzera. Francamente, la cocciutaggine di questo partito nel cercare di sabotare il futuro degli svizzeri sta iniziando a essere una scocciatura.

In caso di approvazione, oltre a distruggere la credibilità internazionale della Svizzera e i suoi rapporti vitali con l’UE, farebbe cadere il nostro Paese in un incubo burocratico-statalista simile alla fu politica del figlio unico della Repubblica Popolare Cinese. Quando lo stato cerca di regolare dall’alto la popolazione, la catastrofe è dietro l’angolo. Per un partito che si vanta di essere dalla parte della deregolamentazione, proporre di regolamentare addirittura il numero permesso degli abitanti…farebbe ridere, se non mettesse in pericolo la società svizzera.
Particolarmente odiosa poi è la patina di ecologismo che si vuole dare. L’iniziativa si chiama “per la sostenibilità” perché, a detta degli iniziativisti, vuole proteggere l’ambiente e la conservazione delle risorse naturali. La si vuole far passare per un’iniziativa ambientalista ma noi sappiamo bene che le attenzioni degli appartenenti all’UDC non sono per l’ambiente ma per la presenza a loro indigesta di persone di origine straniera. Noi del PVL, come dice il nome, siamo liberali e abbiamo una coscienza ambientale. Non neghiamo che ci siano delle criticità ma la risposta non è un salto nel buio con un’iniziativa spropositata ma con soluzioni puntuali, fattibili e concrete, come sfruttare il potenziale della manodopera locale (per esempio migliorando la conciliazione tra vita familiare e professionale) per dipendere meno dall’immigrazione o utilizzare in modo più efficiente lo spazio abitativo e creare alloggi per la classe media e per le persone a basso reddito o migliorare l’uso intelligente e sostenibile delle infrastrutture. Tutte proposte che sono concrete e non pericolose iniziative di ingegneria sociale sulla pelle degli svizzeri.

Infine, c’è da tenere anche in considerazione che, in caso di approvazione, qui nel nostro Ticino potrebbe esserci il paradossale risultato di avere più frontalieri. Se non ammettiamo più residenti stranieri, è ragionevole pensare che aumenteranno le persone che vivono in Italia e lavorano in Ticino, dato che il numero di nuovi residenti è stato portato a zero.
Dobbiamo dire no a questa iniziativa caos, l’ennesimo salto nel buio proposto dall’UDC, e invece impegnarci con soluzioni fattibili per migliorare davvero e in concreto la nostra società.



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Tante IPO, il WWDC26, Fable 5, il meglio della settimana


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Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.

Buon sabato,
questa settimana sono successe tante cose: l'IPO di OpenAI e Bending Spoons, il nuovo Claude Fable 5, tutto ciò che è stato annunciato al WWDC26 di Apple e che ha ispirato l'editoriale di oggi, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Editoriale del sabato


Ispirato alle notizie della settimana.

Perché Siri AI non arriva in Europa?


C'è un gesto che chi ha un iPhone e degli AirPods conosce a memoria: apri la custodia, e sullo schermo compare quella card animata che ti chiede se vuoi connetterli. Due secondi, un tap, fatto. Poi c'è l'altro gesto, quello di quando hai un paio di cuffie non-Apple comprate a un terzo del prezzo: Impostazioni, Bluetooth, tieni premuto il tasto sulla cuffia finché non lampeggia, cerchi il nome nella lista, aspetti, incroci le dita.

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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

WWDC 2026: tutto ciò che è stato annunciato


Big Tech
La novità più attesa è stata il nuovo Siri AI: dialoghi più naturali, possibilità di comprendere informazioni visive, un'app stand alone dedicata, e integrazione con Gemini di Google. Apple Intelligence è distribuito orizzontalmente in Safari, Messaggi, Telefono, Foto, Mail, Spotlight e Shortcuts. La dettatura diventa disponibile a livello di sistema e può correggersi da sola mentre parli. L'app Foto riceve strumenti AI per estendere immagini, cambiare prospettiva e rimuovere elementi indesiderati; Image Playground viene aggiornato e Apple ribadisce che le immagini degli utenti non vengono usate per addestrare i modelli. Arrivano anche controlli più rigidi per i minori, novità sull’app Salute e miglioramenti di velocità. È stata l’ultima WWDC di Tim Cook da CEO: dal 1° settembre il ruolo passerà a John Ternus.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

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OpenAI ha presentato in modo confidenziale la domanda di IPO


Intelligenza Artificiale
OpenAI ha presentato in via confidenziale i documenti preliminari per un'IPO negli Stati Uniti, ma non sta rendendo pubblici i dati finanziari. La società, valutata 852 miliardi di dollari, non ha ancora deciso i tempi e sta preparando anche una tender offer per permettere ai dipendenti di vendere parte delle azioni. Il dossier sarebbe seguito da Goldman Sachs e Morgan Stanley. OpenAI dichiara oltre 900 milioni di utenti attivi settimanali, ma continua a bruciare molta cassa per comprare capacità di calcolo e costruire infrastrutture AI. Il deposito arriva mentre anche Anthropic prepara la quotazione e SpaceX ha già avviato gli incontri con gli investitori.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: Forbes Italia

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Il trio è pronto

Adesso OpenAI, Anthropic e SpaceX hanno depositato la domanda: la Borsa non ha mai visto una combo di ingressi così imponente. Ricordiamo che quella di SpaceX, ad una valutazione di 1.720 miliardi di dollari, sarà la più grande della storia.

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Il prezzo è un'offerta lancio per i soli spot prenotati fino al 7 di agosto.

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Anthropic rilascia Claude Fable 5


Intelligenza Artificiale
Anthropic ha rilasciato Claude Fable 5, primo modello pubblico derivato da Mythos, finora limitato a pochi partner per ragioni di sicurezza. Il modello è pensato per sviluppo software, analisi di immagini e lavoro tecnico, ma nelle aree considerate più rischiose, come cybersicurezza, biologia e chimica, blocca la risposta e rimanda a Claude Opus 4.8. L’accesso passa da Claude API e piani Enterprise a consumo: fino al 22 giugno sarà incluso in alcuni abbonamenti, poi serviranno crediti. Anthropic dice di aver testato i guardrails per oltre 1.000 ore contro tentativi di aggiramento. Il prezzo è di 10 dollari per milione di token in ingresso e 50 in uscita, circa il doppio di Opus 4.8.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: Wired Italia

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Bending Spoons ha presentato la documentazione per l’IPO


Business
Bending Spoons ha presentato alla SEC la documentazione per quotarsi al Nasdaq. Il gruppo italiano, fondato nel 2013, è cresciuto comprando piattaforme digitali già esistenti come Evernote, Meetup, WeTransfer, Vimeo, Eventbrite e AOL, per riorganizzarle e aumentarne ricavi e redditività. Nel primo trimestre 2026 ha registrato 601 milioni di dollari di ricavi e 27,5 milioni di utile netto, contro 259 milioni di ricavi e una perdita di 112,2 milioni nello stesso periodo del 2025. Una parte rilevante delle entrate arriva da abbonamenti ricorrenti, elemento che rende più prevedibili gli incassi futuri agli occhi degli investitori.
~
Fonte: Wired Italia

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Il primo data center sottomarino alimentato a vento è entrato in funzione in Cina


Tecnologia
In Cina è entrato in funzione il primo data center sottomarino alimentato da energia eolica marina. L’impianto si trova a oltre 10 chilometri dalla costa di Shanghai, 10 metri sotto il mare, e ha una capacità di 24 megawatt. Usa l’elettricità di un parco eolico offshore vicino a Lingang e sfrutta l’acqua di mare per raffreddare i server, riducendo di oltre un quinto i consumi rispetto a un centro dati tradizionale e limitando l’uso di acqua dolce. Il progetto vale 236 milioni di dollari.
~
Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: QualEnergia

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WWDC 2026: tutto ciò che è stato annunciato


Big Tech
La novità più attesa è stata il nuovo Siri AI: dialoghi più naturali, possibilità di comprendere informazioni visive, un'app stand alone dedicata, e integrazione con Gemini di Google. Apple Intelligence è distribuito orizzontalmente in Safari, Messaggi, Telefono, Foto, Mail, Spotlight e Shortcuts. La dettatura diventa disponibile a livello di sistema e può correggersi da sola mentre parli. L'app Foto riceve strumenti AI per estendere immagini, cambiare prospettiva e rimuovere elementi indesiderati; Image Playground viene aggiornato e Apple ribadisce che le immagini degli utenti non vengono usate per addestrare i modelli. Arrivano anche controlli più rigidi per i minori, novità sull’app Salute e miglioramenti di velocità. È stata l’ultima WWDC di Tim Cook da CEO: dal 1° settembre il ruolo passerà a John Ternus.
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Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Lovable raggiunge un fatturato annuo di 500 milioni di dollari


Startup
Lovable dichiara di aver superato i 500 milioni di dollari di ricavo annuale ricorrente, secondo i dati comunicati a TechCrunch. La startup europea, fondata alla fine del 2023, permette di creare applicazioni partendo da istruzioni scritte in linguaggio naturale e dice di aver generato oltre 50 milioni di progetti, con circa un milione di nuovi progetti alla settimana. La crescita mostra quanto il vibe coding stia entrando anche tra utenti non tecnici, come founder, designer e team commerciali, che usano questi strumenti per siti, e-commerce e software interni. Il limite resta la durata reale dei progetti: creare un’app è più semplice, mantenerla funzionante nel tempo dipende da servizi esterni, infrastrutture e componenti che cambiano continuamente.
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Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: Spazioitech

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Gli ordini per le azioni di SpaceX sono già quattro volte oltre la disponibilità


Finanza
L'IPO di SpaceX ha già raccolto ordini per oltre quattro volte le azioni disponibili, secondo fonti vicine all'operazione. La raccolta ordini per gli investitori istituzionali si chiude mercoledì dopo la chiusura di Wall Street; il prezzo è fissato a 135 dollari per azione, per un totale di 555,6 milioni di azioni e una raccolta attesa di circa 75 miliardi di dollari. La valutazione implicita è di 1.800 miliardi di dollari. Il pricing è previsto per l'11 giugno, con le negoziazioni che partono il giorno successivo su Nasdaq e Nasdaq Texas con il simbolo SPCX. Se confermata, si tratterebbe della più grande IPO della storia, superando quella di Saudi Aramco del 2019 da 29,4 miliardi di dollari.
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Fonte: bloomberg.com
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Letture interessanti


In lingua inglese.

Dentro il meeting segreto di Apple che l'ha portata a prendere seriamente l'IA


bloomberg.com (eng)

Apple vince l'IA lato consumer di default


spyglass.org (eng)

Quando l'AI non avrà più bisogno di noi?


asteriskmag.substack.com (eng)

In azienda tutto viene registrato


www.a16z.news (eng)

(eng)

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Notizie veloci


In lingua inglese.

Il MacBook Neo è così popolare che, secondo alcune fonti, Apple ne ha raddoppiato la produzione


macrumors.com (eng)

Blue Origin promette di riprendere i voli per New Glenn entro la fine dell'anno


spaceflightnow.com (eng)

Apple approva Poke come primo agente AI sulla sua piattaforma "Messages for Business"


techcrunch.com (eng)

Sam Bankman-Fried, fondatore di FTX e condannato, ha presentato una richiesta formale di grazia a Trump


cnbc.com (eng)

Le azioni Apple crollano dopo la presentazione di Siri AI


cnbc.com (eng)

La Cina approva il primo impianto cerebrale commerciale al mondo, battendo Neuralink


thenextweb.com (eng)

Stack Overflow lancia Stack Overflow for Agents per la condivisione tra AI


stackoverflow.blog (eng)

SpaceX punta a testare data center orbitali con AI entro il 2027


www.reuters.com (eng)

Video della settimana

youtube.com/embed/QONgJurkigk?…

Artemis III


Ecco il video di presentazione della missione Artemis III: il terzo astronauta a partire da sinistra è il nostro connazionale Luca Parmitano.

Vedi video su youtube.com (eng - 1:26)

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Ringraziamo i nostri mecenati: Dario Di Lascio, Pietro Bodecchi e Simone Falcini.


Perché Siri AI non arriva in Europa?


C'è un gesto che chi ha un iPhone e degli AirPods conosce a memoria: apri la custodia, e sullo schermo compare quella card animata che ti chiede se vuoi connetterli. Due secondi, un tap, fatto. Poi c'è l'altro gesto, quello di quando hai un paio di cuffie non-Apple comprate a un terzo del prezzo: Impostazioni, Bluetooth, tieni premuto il tasto sulla cuffia finché non lampeggia, cerchi il nome nella lista, aspetti, incroci le dita.

Per anni ho pensato che quella differenza fosse magia. Ingegneria superiore. Il famoso "ecosistema".

Non era magia. Era una porta chiusa a chiave, e la chiave ce l'aveva solo Apple. Ma da dicembre 2025, con iOS 26.3, il "proximity pairing" — quell'esperienza istantanea da AirPods — è stato aperto anche agli auricolari di terze parti. Non per generosità di Cupertino: per obbligo di Bruxelles, che ad Apple aveva imposto esattamente questo con due decisioni del 19 marzo 2025, il primo grande noto caso di "imposizione" sotto il Digital Markets Act. Notifiche complete sugli smartwatch non-Apple, Wi-Fi peer-to-peer per trasferire dati, associazione semplificata dei dispositivi: tutto ciò che l'iPhone faceva solo con i prodotti di famiglia, ora deve farlo con tutti, gratuitamente e con la stessa efficacia.

Ed eccoci alla settimana appena passata, dove la stessa identica logica si è giocata su una posta molto più alta: Siri AI.

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Perché Siri AI non arriva in Europa?


Perché tutto arriva dopo?

C'è un gesto che chi ha un iPhone e degli AirPods conosce a memoria: apri la custodia, e sullo schermo compare quella card animata che ti chiede se vuoi connetterli. Due secondi, un tap, fatto. Poi c'è l'altro gesto, quello di quando hai un paio di cuffie non-Apple comprate a un terzo del prezzo: Impostazioni, Bluetooth, tieni premuto il tasto sulla cuffia finché non lampeggia, cerchi il nome nella lista, aspetti, incroci le dita.

Per anni ho pensato che quella differenza fosse magia. Ingegneria superiore. Il famoso "ecosistema".

Non era magia. Era una porta chiusa a chiave, e la chiave ce l'aveva solo Apple. Ma da dicembre 2025, con iOS 26.3, il "proximity pairing" — quell'esperienza istantanea da AirPods — è stato aperto anche agli auricolari di terze parti. Non per generosità di Cupertino: per obbligo di Bruxelles, che ad Apple aveva imposto esattamente questo con due decisioni del 19 marzo 2025, il primo grande noto caso di "imposizione" sotto il Digital Markets Act. Notifiche complete sugli smartwatch non-Apple, Wi-Fi peer-to-peer per trasferire dati, associazione semplificata dei dispositivi: tutto ciò che l'iPhone faceva solo con i prodotti di famiglia, ora deve farlo con tutti, gratuitamente e con la stessa efficacia.

Ed eccoci alla settimana appena passata, dove la stessa identica logica si è giocata su una posta molto più alta: Siri AI.

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Strike e Dennis Friel


Dennis Friel è un artista originario della Florida, autore di molti lavori commissionati dall’Igfa. E Strike, oltre a condividere con la più grande associazione di pesca sportiva i principi di massima ecologia e sostenibilità, ha in comune anche le opere di questo formidabile artista. Con Friel, Strike ha creato un packaging per le scarpe, unico nel suo genere. Le confezioni sono avvolte da alcuni spettacolari disegni di mare, tutti stampati direttamente su cartone. Nella sezione Journal del sito Strike è stata pubblicata un’interessante intervista all’artista americano dove Friel, rispondendo a 7 domande a bruciapelo, espone in modo chiaro la sua arte e filosofia.

strike-footwear.com

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SpaceX debutta con il botto a Wall Street e Musk diventa il primo trilionario della storia


L'Ipo più grande di sempre ha raccolto 75 miliardi di dollari, superando il record di Saudi Aramco. Il patrimonio di Musk sale a 1.100 miliardi, ma per Morningstar il titolo è sopravvalutato.

SpaceX ha debuttato a Wall Street chiudendo la prima seduta in rialzo di oltre il 19%, al termine della più grande offerta pubblica iniziale della storia. Il rally del titolo ha fatto di Elon Musk, fondatore e amministratore delegato della società, il primo trilionario di sempre: secondo Forbes il suo patrimonio ha raggiunto 1.100 miliardi di dollari.

Le azioni del produttore di razzi, quotate al Nasdaq con il simbolo SPCX, hanno aperto a 150 dollari e sono salite fino a un massimo di 176,52 dollari, per poi chiudere a 161,11 dollari, il 19,34% sopra il prezzo di collocamento. A questo valore la società capitalizza oltre 2.000 miliardi di dollari ed è già la sesta quotata americana per dimensioni. Investitori istituzionali e piccoli risparmiatori si sono contesi i 555,6 milioni di titoli offerti a 135 dollari l'uno. L'operazione ha raccolto 75 miliardi di dollari e ha battuto con ampio margine il record precedente, stabilito nel 2019 dal colosso petrolifero Saudi Aramco.

Mercati · L'Ipo dei record

SpaceX conquista Wall Street e incorona Musk come il primo trilionario della storia


Il debutto al Nasdaq permette alla società di raccogliere 75 miliardi di dollari di capitale, più del doppio del record di Saudi Aramco. Il titolo chiude la prima seduta in rialzo del 19,3% e porta il patrimonio di Elon Musk a quota 1.100 miliardi.

Nasdaq · Simbolo SPCX Prezzo di collocamento: 135 dollari

Capitali raccolti
0mld $

vs

Prima seduta
+0%

La più grande offerta pubblica iniziale della storia
Rialzo alla chiusura rispetto al prezzo di collocamento

Il rally porta il patrimonio di Musk a 1.100 miliardi di dollari: diventa così il primo trilionario di sempre

Esplora il debutto
1La seduta 2Il record 3Musk 4I dubbi

L'andamento del titolo

Dal collocamento a 135 dollari alla chiusura a 161,11 dollari


Il titolo apre subito a 150 dollari, tocca un massimo di 176,52 a metà giornata e chiude poi a quota 161,11 dollari, il 19,3% sopra il prezzo di collocamento.

Tocca il grafico o passa il cursore per esplorare i prezzi

135 $
Collocamento

150 $
Apertura

176,52 $
Massimo

161,11 $
Chiusura
+19,34%

Ai prezzi di chiusura SpaceX capitalizza oltre 2.000 miliardi di dollari: è già la sesta società quotata americana per dimensioni.

Il confronto storico

Più del doppio di Saudi Aramco: nessuna Ipo aveva mai raccolto tanto


Investitori istituzionali e piccoli risparmiatori si sono contesi 555,6 milioni di azioni offerte a 135 dollari l'una. Capitali raccolti dalle maggiori offerte pubbliche iniziali, in miliardi di dollari.

SpaceX
Nasdaq · 2026

75,0

Saudi Aramco
Tadawul · 2019

29,4

Alibaba
NYSE · 2014

25,0

SoftBank Corp
Tokyo · 2018

23,5

AIA Group
Hong Kong · 2010

20,5

Valori comprensivi dell'opzione di sovrallocazione, dove esercitata. Dopo SpaceX sono attese quest'anno anche le quotazioni dei giganti dell'intelligenza artificiale: Anthropic e OpenAI.

Il Nasdaq ha modificato le proprie regole per far entrare il titolo di SpaceX nei fondi legati ai suoi indici entro soli 15 giorni dal debutto.

Il primo trilionario della storia

Da 200 milioni a 1.100 miliardi: la traiettoria del patrimonio personale di Musk

Patrimonio stimato da Forbes
0 mld $
Nessuno aveva mai superato fino ad ora la soglia dei mille miliardi di dollari

2002

Il capitale iniziale
Dalla vendita di Zip2 (1999) e PayPal (2002) ricava circa 200 milioni di dollari, poi reinvestiti in SpaceX e Tesla.

~200 mln $

2010

Tesla debutta in Borsa
Da allora il titolo ha reso il 20.000% agli azionisti, oltre 1.200 miliardi di dollari di valore creato.

+20.000%

2026

L'Ipo di SpaceX lo rende il primo trilionario della storia
Il rally del primo giorno porta il suo patrimonio a 1.100 miliardi di dollari, secondo Forbes.

1.100 mld $

Stando all'offerta, i capitali raccolti serviranno a mettere nell'orbita terrestre data center grandi come campi da calcio, sfidare Anthropic e OpenAI nel campo dell'intelligenza artificiale e persino a fondare una colonia da un milione di persone su Marte.

L'altra faccia del rally

Per Morningstar SpaceX vale meno della metà del suo attuale prezzo di mercato


Gli analisti della società di ricerca, che non guadagna commissioni dai collocamenti, giudicano l'Ipo «significativamente sopravvalutata» per le tecnologie non ancora collaudate e gli enormi fabbisogni di capitale.

2.000+ mld $
Capitalizzazione di mercato alla chiusura

780 mld $
Valore stimato dagli analisti di Morningstar

−8,7 mld $
Perdite tra inizio 2025 e il 31 marzo 2026

−61%
Divario tra la stima di Morningstar e il valore di mercato

Le clausole contestate dai fondi pensione

Azioni a voto multiplo — il controllo resta concentrato nelle mani di Musk anche dopo la quotazione.
Arbitrato obbligatorio — gli azionisti rinunciano alla possibilità di fare causa alla società in tribunale.
Poteri straordinari — i fondi pensione di California e New York contestano l'ampiezza dei poteri che manterrà Musk anche dopo la quotazione.

Fonti Associated Press, Forbes, Morningstar, Nasdaq. Dati di chiusura della prima seduta di contrattazioni, giugno 2026.
Nota L'andamento intraday è una ricostruzione indicativa basata sui valori certi della seduta: apertura, massimo e chiusura.

Musk ha celebrato l'avvio delle contrattazioni partecipando alla cerimonia della campanella in collegamento da Starbase, la base della società nel sud del Texas, e ha ribadito il suo obiettivo di "rendere la vita multiplanetaria". "Non solo qualche astronauta, intendo letteralmente voi", ha detto. "Chiunque voi siate, SpaceX vuole potervi portare sulla Luna, su Marte e oltre".

La quotazione serve proprio a finanziare questi progetti. Musk ha spiegato che la società ha bisogno di capitali per mettere in orbita satelliti e data center grandi come campi da calcio, per superare Anthropic e OpenAI nella corsa ai profitti dell'intelligenza artificiale e, in prospettiva, per fondare una colonia di un milione di persone su Marte. I ricavi di missili e satelliti non bastano a coprire ambizioni simili: tra l'inizio del 2025 e il 31 marzo 2026 SpaceX ha perso 8,7 miliardi di dollari.

Non tutti però ritengono giustificato il prezzo del titolo. Gli analisti di Morningstar, società di ricerca che non guadagna commissioni dai collocamenti, hanno scritto che l'Ipo è "significativamente sopravvalutata" per le tecnologie non ancora collaudate e gli enormi fabbisogni di capitale. La loro stima si ferma a 780 miliardi di dollari, meno della metà del valore espresso dal mercato.

Sta di fatto che Musk ha già in passato realizzato imprese che sembravano impossibili. Ha costruito la sua fortuna con Zip2 e PayPal, ricavandone circa 200 milioni di dollari, poi reinvestiti in SpaceX e Tesla. Dal debutto in Borsa nel 2010, Tesla ha reso il 20.000% agli azionisti, oltre 1.200 miliardi di dollari di valore creato.

SpaceX è la prima di tre quotazioni gigantesche attese quest'anno: seguiranno ben presto i due giganti dell'intelligenza artificiale, Anthropic e OpenAI. Il Nasdaq ha anche modificato le sue regole per far entrare il titolo nei fondi legati ai suoi indici entro 15 giorni. Una prospettiva che però non entusiasma tutti: il mese scorso i fondi pensione di vigili del fuoco, insegnanti e altri lavoratori di California e New York hanno inviato una lettera alla società per contestare alcune clausole dell'Ipo, tra cui le azioni a voto multiplo, l'arbitrato obbligatorio al posto delle cause legali e l'ampiezza dei poteri che Musk manterrà sulla società dopo la quotazione.

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Ocasio-Cortez cerca consensi oltre la sinistra per il 2028


La deputata di New York, 36 anni, non ha ancora deciso se puntare alla Casa Bianca, al Senato o alla Camera, ma lavora per allargare il consenso e non restare soltanto una voce di protesta.

Alexandria Ocasio-Cortez, 36 anni, sta preparando il terreno per una possibile candidatura alla presidenza nel 2028, ma resta indecisa sul da farsi. A riportarlo è la CNN. La deputata di New York potrebbe puntare alla Casa Bianca, correre per il seggio al Senato oggi occupato da Chuck Schumer, il leader dei democratici al Senato, oppure semplicemente ricandidarsi alla Camera in un collegio dove la sua rielezione è scontata. Qualunque strada scelga, ha fatto capire in privato di non voler essere soltanto una candidata di protesta e di puntare a vincere.

Il suo obiettivo è allargare il consenso oltre le aree più solidamente democratiche e parlare anche agli indipendenti e a una parte degli elettori repubblicani. Secondo le persone a lei vicine si sta aprendo uno spazio tra gli elettori in bilico e perfino tra alcuni repubblicani, che non condividono tutto ciò che dice ma la considerano onesta. I suoi collaboratori stanno preparando un calendario di appuntamenti per l'autunno pensato per mettere alla prova la sua capacità di attrarre voti fuori dalla base che già la adora e in gran parte al di fuori dell'organizzazione del senatore Bernie Sanders, con cui ha condiviso diverse tappe della sua campagna itinerante contro l'oligarchia, chiamata Fighting Oligarchy. Quel giro servirà anche a capire se lei stessa ha voglia di affrontare ciò che una corsa presidenziale comporterebbe.

Negli ultimi mesi Ocasio-Cortez ha costruito un solido elenco di appoggi nelle primarie: tre candidati da lei sostenuti hanno vinto o sono avanzati in New Jersey, California e Montana solo la settimana scorsa. È anche attenta a non esporsi ovunque. Non ha appoggiato Graham Platner nella corsa al Senato in Maine, anche se per lui si erano spesi sia Sanders sia la senatrice Elizabeth Warren. Ha preso le distanze da Saikat Chakrabarti, un suo ex capo di gabinetto arrivato terzo nel collegio di San Francisco di Nancy Pelosi. Ha mantenuto le proprie posizioni anche a costo di attirarsi attacchi da sinistra, continuando a criticare l'ex deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene e una candidata democratica del Texas che aveva invocato "una prigione per i sionisti americani".

Il momento a cui lei stessa continua a tornare è la Conferenza sulla sicurezza di Monaco dello scorso febbraio, quello che doveva essere il suo debutto sulla scena internazionale. Invece di parlare di come i ricchi manipolano la classe lavoratrice nel mondo, si trovò spiazzata da una domanda sull'eventualità che gli Stati Uniti inviino le proprie truppe a difendere Taiwan in caso di una futura invasione da parte della Cina. È un nodo centrale dei rapporti tra Washington e Pechino, che i presidenti americani di entrambi i partiti hanno sempre gestito con la cosiddetta "ambiguità strategica", cioè rifiutando di dire in anticipo se interverrebbero. Ocasio-Cortez rispose in modo confuso e si limitò a definire la questione "una politica di lunghissima data degli Stati Uniti", aggiungendo di sperare che a quel punto non si arrivi mai.

Vedere i video rilanciati sui social e i commenti accumularsi è stato un brutto momento, hanno raccontato alla CNN persone vicine a lei. Diversi critici, pur non ostili nei suoi confronti, hanno detto alla rete di vedere un problema più profondo: non solo non si era preparata abbastanza, ma non sapeva come farlo. Questo l'ha lasciata impreparata davanti ai riflettori in un momento non costruito a tavolino, lontano dalle dirette su Instagram. Dopo giorni passati a limitare i danni, ha confidato ai più vicini di essersi convinta che non esiste un modello politico per la posizione in cui si trova e che tanto vale dire ciò che pensa e continuare a modo suo.

Anche tra i suoi sostenitori c'è chi si chiede se abbia la struttura per reggere una campagna nazionale. Dopo essersi appoggiata a lungo alla macchina di Sanders, Ocasio-Cortez si ritrova a ripartire quasi da sola pochi mesi prima dell'inizio ufficiale delle manovre per il 2028, con uno staff più piccolo di quello di molti altri possibili candidati. Resta comunque la favorita a sinistra: ogni volta che il gruppo Our Revolution, nato dall'esperienza di Sanders, chiede ai propri iscritti i nomi preferiti per il 2028, lei è in cima alla lista.

Sanders compirà 87 anni poche settimane prima del voto del 2028 e ha ammesso che non si candiderà di nuovo alla presidenza, pur volendo continuare a pesare. Ocasio-Cortez, con cui parla più volte alla settimana, è la sua erede naturale. Non a caso, quando Sanders ha cercato qualcuno che portasse alla Camera la sua proposta di legge per regolare i nuovi centri dati, convinto che l'intelligenza artificiale sia una minaccia, si è rivolto a lei. Il suo ex responsabile della campagna Faiz Shakir è entrato nella cerchia ristretta dei suoi consiglieri e il suo ex responsabile della comunicazione Mike Casca è oggi il suo capo di gabinetto. Nello stesso spazio politico l'unica vera concorrenza, per ora, è il deputato Ro Khanna, copresidente della campagna di Sanders nel 2020, molto meno noto ma più attivo nel coltivare le proprie ambizioni presidenziali.

Gli strateghi dei suoi potenziali avversari calcolano che in una corsa presidenziale Ocasio-Cortez bloccherebbe per sé il 25-30% dell'elettorato di sinistra. La sua maggiore notorietà le porta anche un giudizio negativo più diffuso rispetto a molti altri possibili candidati. Ma in un campo che si annuncia frammentato, con una decina o più di contendenti competitivi, quella quota la metterebbe comunque in una buona posizione per conquistare la candidatura del partito, soprattutto se sarà una delle poche donne e una delle poche persone non bianche in corsa.

Il leader della minoranza democratica alla Camera Hakeem Jeffries ha appena nominato Ocasio-Cortez co-responsabile del gruppo di lavoro sulla sanità per l'agenda del partito in vista delle elezioni di metà mandato del 2026. Poche settimane prima il gruppo dei deputati progressisti aveva messo al centro del proprio programma la sua proposta di legge per mettere un tetto ai costi dell'assistenza all'infanzia, su cui collabora con Warren dopo averla ereditata da Mikie Sherrill, deputata più moderata che si è dimessa per diventare governatrice del New Jersey. È il segno che a Washington la deputata sta costruendo consenso anche oltre l'ala sinistra. Un modo per capire quali colleghi le hanno davvero parlato, nota la CNN, è vedere chi la chiama "Alex" e chi "AOC".

A chi le chiede se nel 2028 correrà per la presidenza o per il Senato, lo scorso maggio Ocasio-Cortez ha risposto che molti "danno per scontato che la mia ambizione sia un titolo o un seggio". "La mia ambizione è cambiare questo Paese", ha detto, indicando come obiettivi un sistema sanitario pubblico a pagatore unico, in cui lo Stato copre le spese mediche di tutti, e un salario dignitoso. "I presidenti vanno e vengono. Il Senato, i seggi alla Camera, le cariche elettive vanno e vengono."

Durante un intenso giro di tre giorni in Georgia, Ocasio-Cortez ha mostrato la stessa strategia di rivolgersi anche a chi vive lontano dalle roccaforti democratiche. Saputo che si sarebbe trovata lì nei giorni successivi alla decisione con cui la Corte Suprema aveva svuotato il Voting Rights Act, la legge che dal 1965 protegge il diritto di voto delle minoranze, ha voluto aggiungere una tappa domenicale alla Ebenezer Baptist Church di Atlanta, la chiesa un tempo guidata da Martin Luther King e oggi dal senatore Raphael Warnock. Presentata da Warnock come "voce di coscienza nazionale", ha tenuto una breve predica di quattro minuti, microfono in mano, richiamando l'eredità di King e invitando i presenti a restare uniti.

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Netanyahu: "Con Trump piena intesa per impedire a Teheran di ottenere armi nucleari"


Sul tavolo un'intesa in fase di definizione: focus su nucleare, missili e influenza iraniana nel Medio Oriente

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che lui e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump condividono una posizione comune volta a impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Le affermazioni sono state diffuse venerdì attraverso un comunicato ufficiale dell'ufficio del premier israeliano.

Secondo quanto riportato da Xinhua News Agency, Netanyahu ha ribadito che Israele continuerà a considerare la questione nucleare iraniana una priorità strategica. "Finché sarò il Primo Ministro di Israele, l'Iran non avrà armi nucleari", ha affermato il leader israeliano nella nota diffusa alla stampa.

L'ufficio di Netanyahu ha inoltre reso noto che il giorno precedente il premier israeliano e il presidente statunitense Donald Trump hanno avuto un colloquio telefonico nel corso del quale avrebbero discusso del memorandum d'intesa (MoU) attualmente in fase di elaborazione tra Washington e Teheran per l'avvio di nuovi negoziati.

Pur non essendo parte dell'intesa in discussione, Israele ha espresso interesse per i contenuti dell'eventuale accordo finale. Nel comunicato, Netanyahu ha ringraziato Trump per il suo impegno affinché qualsiasi intesa conclusiva preveda la rimozione del materiale nucleare arricchito detenuto dall'Iran, lo smantellamento delle infrastrutture per l'arricchimento dell'uranio, restrizioni al programma missilistico iraniano e la cessazione del sostegno ai gruppi armati alleati di Teheran nella regione.

Sul fronte iraniano, il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato in un'intervista trasmessa giovedì dall'emittente statale Press TV che le principali sezioni del possibile memorandum d'intesa sarebbero ormai prossime al completamento.

Nelle ultime settimane, secondo diverse ricostruzioni circolate sui media internazionali, Stati Uniti e Iran avrebbero scambiato una serie di proposte volte a definire le condizioni per una de-escalation delle tensioni. I contatti diplomatici, che vedrebbero il coinvolgimento di mediatori regionali, sarebbero orientati alla finalizzazione di un memorandum d'intesa destinato a creare le basi per un futuro accordo più ampio tra le parti.

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Usa e Iran vicini alla firma dell'accordo di pace, ma sui dettagli è ancora scontro


Il testo del memorandum è sostanzialmente stato concordato e la firma potrebbe arrivare a Ginevra nel fine settimana. Restano da risolvere dettagli su uranio arricchito, fondi congelati e Stretto di Hormuz, mentre Teheran e Washington si accusano a vicenda di mentire sul contenuto dell'accordo.

Stati Uniti e Iran hanno sostanzialmente concordato il testo di un memorandum per estendere il cessate il fuoco e aprire la strada a nuovi negoziati sul programma nucleare iraniano. Lo riferisce Axios, citando un diplomatico di uno dei Paesi mediatori e un funzionario americano. Allo stesso tempo, anche il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha annunciato su X che "è stato raggiunto un testo finale e concordato dell'accordo di pace". L'intesa, mediata da Qatar e Pakistan, dovrebbe essere intitolata "Memorandum di Islamabad", come riconoscimento per il ruolo chiave del Paese asiatico nel processo negoziale.

Amid ongoing intense mediation efforts by Pakistan, we are fully aware of incessant misinformation campaign being waged by those who want to sabotage the peace deal. Setting aside the noise, we can confirm that a final, agreed upon text of the peace deal has been reached and…
— Shehbaz Sharif (@CMShehbaz) June 12, 2026


Il presidente statunitense Donald Trump punta ora a una cerimonia di firma già nel fine settimana. Intanto, 4 aerei C-17 dell'aeronautica americana sono partiti verso l'Europa per preparare un possibile viaggio del vicepresidente JD Vance a Ginevra, dove la firma potrebbe avvenire nei prossimi giorni.

Teheran, però, frena ancora: il Ministero degli Esteri ha fatto sapere che l'Iran "non ha ancora preso una decisione definitiva". Secondo due fonti citate da Axios, il testo sarebbe stato approvato ad alti livelli, ma probabilmente non avrebbe ancora ricevuto il via libera definitivo della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Intanto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo una fonte americana citata sempre da Axios, sarebbe stato colto totalmente di sorpresa dall'annuncio di Trump di un accordo imminente e nei giorni scorsi avrebbe contattato alleati vicini alla Casa Bianca per raccogliere maggiori informazioni sul suo contenuto.

Cosa prevede il memorandum?


Secondo Axios, il memorandum prevede di estendere di 60 giorni il cessate il fuoco annunciato a inizio aprile, estendendolo anche al Libano, dove è in corso una guerra tra Israele ed Hebzollah. In questa finestra di tempo si dovranno tenere i negoziati sul futuro del programma nucleare, mentre lo Stretto di Hormuz, di fatto chiuso dall'Iran dall'inizio della guerra, dovrebbe riaprire subito e senza pedaggi, con un ritorno ai volumi di traffico precedenti al conflitto entro 30 giorni. In cambio, gli Stati Uniti si impegnano a revocare il blocco navale imposto ai porti iraniani.

Per quanto riguarda il nucleare, l'Iran dovrebbe nuovamente impegnarsi per iscritto a non acquisire mai un'arma atomica e ad affrontare la questione dell'uranio arricchito attualmente in suo possesso nel corso dei negoziati. Un alto funzionario americano ha spiegato che una delle opzioni sul tavolo è la diluizione dell'uranio altamente arricchito all'interno del Paese, sotto la supervisione degli ispettori delle Nazioni Unite. Ogni passo concreto dipenderà però dall'accordo, più dettagliato, che dovrà essere trovato sul programma nucleare.

Il Memorandum prevede anche che le sanzioni imposte contro l'Iran vengano alleggerite gradualmente: Teheran dovrebbe ricevere anche esenzioni temporanee per vendere petrolio per 60 giorni, con benefici crescenti legati al rispetto degli impegni previsti dal Memorandum. "Non c'è una data fissata per l'allentamento delle sanzioni, sarà tutto legato all'attuazione dell'accordo", ha detto una fonte diplomatica ad Axios.

Il nodo più delicato riguarda però i miliardi di dollari iraniani congelati all'estero. Teheran insiste per ricevere subito alla firma dell'accordo una parte dei fondi in oggetto, mentre Washington vuole sbloccarli a tranche, man mano che l'Iran rispetterà i patti. Secondo Axios, Stati Uniti, Iran e Qatar hanno già discusso un meccanismo che consentirebbe a Teheran di accedere subito a una parte dei fondi congelati in Qatar per acquistare beni umanitari.

Ma il vicepresidente Vance è intervenuto su X per smentire le voci circolate tra i repubblicani: "Gli iraniani non riceveranno alcun contante e nessun fondo sarà sbloccato solo per aver firmato un accordo o partecipato a una riunione". L'Amministrazione Trump vuole, infatti, evitare ogni paragone con l'accordo nucleare dell'era Obama, duramente criticato dai repubblicani a suo tempo anche per il rilascio di miliardi di asset congelati a Teheran.

Guerra Usa-Iran · La svolta diplomatica?

Il Memorandum di Islamabad: l'intesa che può fermare la guerra in Iran
Stati Uniti e Iran hanno concordato il testo di un memorandum che estende il cessate il fuoco di 60 giorni e permetterebbe di riaprire lo Stretto di Hormuz alla navigazione. Trump punta alla firma a Ginevra già nel fine settimana, ma Teheran frena e fa circolare una versione diversa dell'accordo.
Mediazione di Qatar e Pakistan Ricostruzione basata su Axios e IRNA

Cessate il fuoco
0giorni

e

Riapertura di Hormuz
0giorni

La tregua viene estesa di due mesi e allargata anche al Libano
Tempo previsto per tornare ai volumi di traffico precedenti alla guerra

In questa finestra si negozierà il futuro del programma nucleare iraniano

Esplora la possibile intesa
1 I termini 2 Le tappe 3 Le versioni 4 I nodi

I termini del Memorandum
Che cosa dà Teheran e che cosa offre Washington
Secondo la versione riportata da Axios, l'intesa si regge su uno scambio di impegni paralleli tra i due Paesi.

L'Iran si impegna a

Riaprire subito lo Stretto di Hormuz, senza pedaggi, chiuso dall'inizio della guerra

Rinunciare per iscritto all'arma atomica, rinnovando l'impegno a non acquisirla mai

Negoziare sull'uranio arricchito in suo possesso: tra le opzioni, la diluizione sotto la supervisione degli ispettori Onu

Gli Stati Uniti si impegnano a

Revocare il blocco navale imposto ai porti iraniani

Alleggerire gradualmente le sanzioni, con benefici crescenti legati al rispetto da parte iraniana dei patti

Concedere esenzioni di 60 giorni per la vendita di petrolio iraniano

Nessuna data fissata per l'allentamento delle sanzioni: ogni passo concreto, spiega una fonte diplomatica, sarà legato all'attuazione concreta dell'accordo.

Il calendario dell'intesa
Dalla firma a Ginevra ai negoziati sul nucleare: le scadenze previste
I giorni si contano a partire dall'entrata in vigore del Memorandum.

Giorno
0

Firma, riapertura di Hormuz e revoca del blocco navale
Trump punta a una cerimonia a Ginevra già nel fine settimana: 4 aerei C-17 sono partiti verso l'Europa per un possibile viaggio del vicepresidente Vance a questo scopo. Lo Stretto riaprirebbe subito e senza pedaggi.

Entro il giorno
30

Il traffico nello Stretto dovrà tornare ai livelli precedenti alla guerra
Da Hormuz transitava circa un quinto del greggio mondiale: il ritorno ai volumi pre-conflitto è la condizione chiave per far tornare alla normalità i mercati energetici mondiali.

Entro il giorno
60

Si chiude la finestra negoziale sul programma nucleare
Nei due mesi di tregua — estesa anche al Libano — si dovrà trovare l'accordo di dettaglio sul futuro del programma nucleare iraniano. Per lo stesso periodo l'Iran riceverà esenzioni temporanee per vendere il proprio petrolio.

L'accordo conteso
La bozza fatta circolare da Teheran racconta un accordo diverso
L'agenzia di Stato iraniana IRNA ha diffuso una versione con termini alquanto distanti da quelli riportati da Axios. Trump l'ha respinta: "Non hanno nulla a che vedere con quelli concordati per iscritto".

Versione Axios — fonti Usa e dei mediatori
Bozza IRNA — media di Stato iraniani

Stretto di Hormuz

Versione Axios
Riapertura immediata e senza pedaggi, con ritorno ai volumi pre-guerra entro 30 giorni

Bozza IRNA
Nessun impegno: resta "una questione regionale" da gestire con un'intesa tra Iran e Oman

Programma missilistico e proxy

Versione Axios
Il Memorandum non li menziona: il negoziato dei 60 giorni riguarda solo il programma nucleare

Bozza IRNA
Missili e sostegno a Hezbollah e Houthi esplicitamente esclusi da ogni futuro negoziato

Fondi iraniani congelati

Versione Axios
Sblocco a tranche, legato al rispetto dei patti. Allo studio un accesso limitato ai fondi in Qatar per beni umanitari

Bozza IRNA
Rilascio immediato di una parte dei fondi subito dopo la firma dell'accordo

Gli ostacoli alla firma
Quattro incognite che pesano ancora sul destino dell'accordo
Tocca ogni voce per leggere i dettagli.

1

Il via libera della Guida Suprema
Teheran: "Nessuna decisione definitiva"

Il testo sarebbe stato approvato ad alti livelli, ma secondo le fonti di Axios mancherebbe ancora il via libera definitivo della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Il Ministero degli Esteri conferma che la decisione finale non è stata presa, anche se il ministro Araghchi assicura che l'accordo "non è mai stato così vicino".

2

I miliardi congelati all'estero
Subito alla firma o a tranche?

È il punto più delicato dell'intesa: Teheran vuole una parte dei fondi sbloccata immediatamente alla firma, Washington intende invece sbloccarli man mano che l'Iran rispetterà i patti. L'Amministrazione Trump vuole evitare ogni paragone con l'accordo dell'era Obama, criticato dai repubblicani anche per il rilascio di fondi congelati iraniani.
"Gli iraniani non riceveranno alcun soldo e nessun fondo sarà sbloccato solo per aver firmato un accordo"JD Vance, vicepresidente Usa

3

La sorpresa di Netanyahu
Israele non era informata dell'accordo

Secondo una fonte americana citata da Axios, il premier israeliano sarebbe stato colto totalmente di sorpresa dall'annuncio di Trump e avrebbe contattato alleati vicini alla Casa Bianca per raccogliere informazioni sul contenuto dell'intesa — che estende la tregua anche al Libano, dove Israele combatte contro Hezbollah.

4

Le tensioni nello Stretto
Droni contro navi indiane e prove di forza

Trump ha definito "totalmente inaccettabile" un attacco con droni iraniani, respinto, contro navi indiane in uscita dallo Stretto. Da Teheran, intanto, i vertici militari rivendicano il controllo dell'area.
"Oggi la nostra potenza è dominante nella regione di Hormuz, nessuna nave può più entrare nel Golfo senza il nostro permesso"Habibollah Sayyari, capo di Stato Maggiore iraniano

Fonti Axios, IRNA, dichiarazioni ufficiali su X e Truth Social. I termini dell'accordo non sono ancora stati pubblicati ufficialmente: la ricostruzione riflette le versioni circolate al 12 giugno 2026.

Le due versioni divergenti e la reazione di Trump


Sul contenuto dell'accordo sono circolate oggi diverse versioni. L'agenzia di Stato iraniana IRNA ha, infatti, diffuso quella che descrive come una bozza dell'accordo, con termini alquanto diversi da quelli riportati da Axios: nella versione iraniana non sarebbe previsto nessun impegno da parte di Teheran sullo sblocco dello Stretto di Hormuz, che resterebbe "una questione regionale" da gestire con un accordo tra Iran e Oman. Inoltre il programma missilistico iraniano sarebbe escluso dai negoziati, così come il supporto iraniano ai proxy regionali (come Hezbollah e gli Houthi) e sarebbe previsto anche il rilascio immediato di una parte dei fondi iraniani attualmente congelati subito dopo la firma.

Trump ha reagito duramente su Truth Social alle indiscrezioni lasciate trapelare dai media statali iraniani: "I termini che l'Iran ha fatto trapelare alle Fake News non hanno NULLA a che vedere con quelli concordati per iscritto", ha detto, prima di accusare l'Iran di essere sleale e di non star negoziando in buona fede. Il presidente ha anche definito "totalmente inaccettabile" quello che descrive come un attacco con droni iraniani, respinto, contro navi indiane in uscita dallo Stretto.

Da Teheran, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto alle polemiche confermando che l'accordo "non è mai stato così vicino", ed invitando i media a non speculare sui contenuti. Allo stesso tempo l'ammiraglio Habibollah Sayyari, capo di Stato Maggiore dell'esercito iraniano, ha rivendicato il controllo militare iraniano sullo Stretto: "Oggi la nostra potenza è dominante nella regione di Hormuz, nessuna nave può più entrare nel Golfo senza il nostro permesso".

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Papa Leone XIV alle Canarie: “Siamo tutti migranti”. Appello per integrazione e accoglienza


Dal centro di accoglienza di Tenerife il Pontefice richiama migranti e società ospitanti a un percorso condiviso di inclusione

Papa Leone XIV ha rinnovato il proprio sostegno ai migranti durante l'ultima giornata della sua visita pastorale in Spagna, scegliendo le Isole Canarie come luogo simbolico per un nuovo appello all'accoglienza e all'integrazione. La notizia è stata riportata da France24, che ha seguito le tappe del viaggio del Pontefice nell'arcipelago spagnolo, uno dei principali punti di approdo in Europa per i flussi migratori provenienti dall'Africa.

Nel corso di un incontro con migranti ospitati in un centro di accoglienza a Tenerife, Leone XIV ha affermato che "siamo tutti, in un certo senso, migranti", sottolineando come il fenomeno della mobilità umana rappresenti una realtà che accomuna popoli e generazioni.

Il Pontefice ha evidenziato l'importanza di un percorso di integrazione fondato sulla reciprocità. Rivolgendosi ai migranti, ha invitato a conservare la propria identità culturale senza rinunciare all'impegno di inserirsi nella società di accoglienza attraverso l'apprendimento della lingua, il rispetto delle leggi e la conoscenza delle tradizioni locali. Parallelamente, ha ricordato alle comunità ospitanti la responsabilità di favorire processi di inclusione che consentano ai nuovi arrivati di sentirsi parte integrante del tessuto sociale.

Secondo Leone XIV, tale approccio è essenziale per evitare la nascita di "mondi paralleli", nei quali gruppi diversi convivono nello stesso territorio senza sviluppare relazioni autentiche o un reale senso di appartenenza reciproca. L'obiettivo, ha spiegato, è costruire comunità capaci di trasformare la convivenza in partecipazione e dialogo.

Uno dei passaggi più significativi dell'intervento è stato dedicato alle tragedie che continuano a verificarsi lungo le rotte migratorie. "Integrare significa prevenire un secondo naufragio", ha dichiarato il Papa, riferendosi non solo ai rischi affrontati durante il viaggio verso l'Europa, ma anche alla possibilità che isolamento ed esclusione compromettano il futuro di chi riesce a raggiungere il continente.

Leone XIV ha inoltre espresso cordoglio per le vite perdute nel tentativo di raggiungere le Canarie attraverso l'Atlantico, definendo ogni morte lungo le rotte migratorie "un fallimento per la famiglia umana". Le sue parole hanno richiamato l'attenzione sulle difficoltà che continuano a caratterizzare uno dei principali corridoi migratori verso l'Europa.

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Retroscena: panico della Casa Bianca sui file Epstein, riunioni e duri scontri nel team di Trump


Un nuovo libro in uscita, il cui estratto è stato pubblicato in esclusiva dal New York Times svela mesi di crisi interna, finora nascosta al grande pubblico, alla Casa Bianca sui file Epstein: lo scontro Bongino-Bondi, i timori di Vance e i tentativi di Trump di fermare le rivelazioni.

Lo scandalo dei file Epstein ha paralizzato la Casa Bianca molto più di quanto finora si sapesse. Lo rivela in esclusiva un estratto pubblicato del New York Times firmato da Maggie Haberman e Jonathan Swan, tratto dal loro libro in uscita Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump. Nell'estate del 2025 i più stretti consiglieri di Donald Trump si riunirono più volte nella Situation Room, il bunker riservato alle crisi di sicurezza nazionale, per contenere lo scandalo che rischiava di minacciare il presidente in persona.

La riunione nel bunker


La prima riunione raccontata nell'estratto del nuovo esplosivo libro dei due giornalisti americani risale al 17 luglio 2025. Dieci giorni prima, il Dipartimento di Giustizia e l'Fbi avevano pubblicato un memo in cui affermavano che non esisteva alcuna "lista di clienti" di Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per crimini sessuali e morto in carcere nel 2019. Il documento doveva chiudere il caso, ma ottenne invece l'effetto opposto: scatenò infatti la rivolta di una parte della base MAGA, convinta da anni che quella lista nascondesse una cospirazione ai vertici del potere. A peggiorare le cose, il video di sorveglianza del carcere dove era rinchiuso Epstein diffuso insieme al memo presentava un minuto mancante, un salto nel contatore orario che per molti sostenitori di Trump divenne la prova di un insabbiamento.

Al tavolo, senza la presenza di Trump, sedevano tra gli altri il vicepresidente JD Vance, il capo dello staff della Casa Bianca Susie Wiles e l'allora vice Procuratore Generale, ed oggi Procuratore Generale ad interim, Todd Blanche. Vance, apparso ai presenti in preda al panico per le divisioni nella coalizione MAGA, spingeva per pubblicare tutti i file, comprese le accuse non verificate contro il presidente: il Congresso, sosteneva il vicepresidente, avrebbe comunque forzato la mano alla Casa Bianca. Per questo punto proponeva anche di far intervistare in carcere (da Tucker Carlson) Ghislaine Maxwell, la ex compagna e complice di Epstein, nella speranza che potesse scagionare Trump. Alla fine è prevalsa però l'opzione di Blanche: chiedere ai tribunali di desecretare le testimonianze del gran giurì. Una richiesta destinata quasi certamente a essere respinta, così che fossero i giudici, e non la Casa Bianca, a prendersi la responsabilità di negare i documenti.

Ironicamente, a fine luglio è stato lo stesso Blanche a interrogare Maxwell per due giorni, per alcuni interrogatori nel corso dei quali la donna gli ha detto di non aver mai assistito a comportamenti scorretti da parte di Trump. Poco dopo Maxwell è stata trasferita senza spiegazioni in un carcere federale di minima sicurezza in Texas, una mossa che ha alimentato ulteriormente l'indignazione pubblica. In una riunione successiva, tenutasi ad agosto, Vance ha proposto di andare di persona a farsi intervistare da Joe Rogan per difendere la linea dell'Amministrazione, dopo che Rogan aveva rifiutato di ospitare Blanche. Quell'intervista, però, non si è fatta mai.

Proprio durante la riunione del 17 luglio il Wall Street Journal aveva pubblicato l'articolo esplosivo sul biglietto di auguri attribuito a Trump per il compleanno di Epstein nel 2003, con il disegno di una donna nuda e un dialogo immaginario su un "meraviglioso segreto" tra i due uomini. Nei giorni precedenti il presidente aveva telefonato a Rupert Murdoch e alla direttrice del giornale Emma Tucker per bloccare il pezzo, arrivando a dirle che così facendo dimostrava di "odiare l'America", ma senza alcun successo.

Esclusiva NYT · Estratto di "Regime Change"

File Epstein, la crisi che la Casa Bianca ha gestito dal bunker
Nell'estate del 2025 i più stretti consiglieri di Trump si riunirono più volte nella Situation Room per cercare di contenere lo scandalo. Le rivelazioni del nuovo esplosivo libro di Maggie Haberman e Jonathan Swan.
"Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump" In uscita il 23 giugno 2026

Lo scandalo in un numero
0+
Le volte in cui Trump, la sua famiglia e i luoghi che frequenta compaiono nei file pubblicati, secondo un'analisi del New York Times

8 voli
Di Trump sul jet privato di Epstein tra il 1993 e il 1996

1 minuto
Mancante nel video del carcere diffuso con il memo

2+ riunioni
Nella Situation Room per contenere lo scandalo, estate 2025

Esplora la ricostruzione
1 Il bunker 2 I protagonisti 3 I numeri 4 Le tappe

La riunione decisiva
Le tre opzioni discusse nella Situation Room, senza il presidente
Dieci giorni dopo il memo che negava l'esistenza di una "lista di clienti" di Epstein, i vertici dell'Amministrazione Trump si chiusero nel bunker della Situation Room per decidere come placare la rivolta della base MAGA.

17
Luglio 2025

Situation Room, Casa Bianca
Al tavolo, tra gli altri: il vicepresidente JD Vance, il capo dello staff Susie Wiles e il vice Procuratore Generale Todd Blanche. Trump è assente.

Le opzioni discusse

Proposta di Vance Scartata
Pubblicare tutti i file
Comprese le accuse non verificate contro il presidente. Il Congresso, sostiene il vicepresidente, forzerà comunque la mano alla Casa Bianca.

Proposta di Vance Scartata
Far intervistare Maxwell in carcere da Tucker Carlson
Nella speranza che la ex complice di Epstein scagioni Trump davanti al pubblico conservatore.

Proposta di Blanche La linea scelta
Chiedere ai tribunali di desecretare gli atti dei grand jury
Una richiesta destinata quasi certamente al rifiuto: così sarebbero stati i giudici, e non la Casa Bianca, a prendersi la responsabilità di negare i documenti.

Intanto
Lo stesso giorno il Wall Street Journal ha pubblicato l'articolo sul biglietto di auguri attribuito a Trump per il compleanno di Epstein nel 2003. Nei giorni precedenti il presidente aveva telefonato a Rupert Murdoch e alla direttrice Emma Tucker per bloccare il pezzo, senza successo.

Dentro la Casa Bianca
Chi ha gestito la crisi, e come: tocca un nome per i dettagli

JD

JD Vance
Vicepresidente

Appare ai presenti in preda al panico per le divisioni nella coalizione MAGA. Spinge per pubblicare tutto e propone le interviste a Maxwell (con Carlson) e a sé stesso (con Joe Rogan, che aveva rifiutato di ospitare Blanche). Nessuna delle due si farà mai.

TB

Todd Blanche
Allora vice Procuratore Generale, oggi Procuratore Generale ad interim

La sua linea prevale: chiedere ai giudici un desecretamento destinato al rifiuto. A fine luglio è lui a interrogare Maxwell per 2 giorni: la donna gli dice di non aver mai assistito a comportamenti scorretti di Trump. Poco dopo viene trasferita senza spiegazioni in un carcere di minima sicurezza in Texas.

DB

Dan Bongino
Ex vicedirettore dell'Fbi

Esplode contro Bondi il giorno del memo: "Hai rovinato tutto fin dall'inizio". Accusato da Wiles di una fuga di notizie ad ABC News, offre 100mila dollari in contanti a chi dimostri che è stato lui, poi abbandona la riunione. Predice che il caso diventerà "lo scandalo Iran-Contra di Trump".

PB

Pam Bondi
Ex Procuratrice Generale

Aveva promesso in tv la pubblicazione della lista ("è sulla mia scrivania") e distribuito agli influencer di destra raccoglitori presentati come "i file Epstein", rivelatisi in realtà pieni di materiale già noto. Bongino e il direttore dell'Fbi Kash Patel ne hanno chiesto ripetutamente le dimissioni.

DT

Donald Trump
Presidente — assente dal bunker

Non vuole alcuna trasparenza sui file. Telefona a Murdoch per bloccare l'articolo del WSJ, rimprovera Charlie Kirk dopo un evento ostile a Bondi e definisce "deboli" ed "ex sostenitori MAGA" chi chiede la pubblicazione. A novembre 2025 sarà però costretto a firmare la legge che la impone.

Il bilancio dello scandalo
Quanto pesa il caso Epstein sulla presidenza, in sei dati

38.000+
Riferimenti a Trump, famiglia e luoghi nei file (analisi NYT)

8+
Voli di Trump sul jet di Epstein nel 1993-96, sempre negati

1 min
Il salto nel video del carcere che riaccende i sospetti

2 giorni
L'interrogatorio di Maxwell condotto da Blanche a fine luglio

100mila $
Offerti in contanti da Bongino a chi provi che la talpa è stata lui


Tema più citato dagli elettori indecisi nei focus group (memo Fabrizio, marzo 2026)

Hai rovinato tutto fin dall'inizio.

Dan Bongino a Pam Bondi, il giorno della pubblicazione del memo, secondo la ricostruzione di Haberman e Swan

Un anno di crisi
Dal memo che doveva chiudere il caso alla legge che lo ha riaperto
Tocca un evento per i dettagli.

7 luglio 2025
Il memo Dip. Giustizia-Fbi: "Non esiste una lista di clienti"

Il documento doveva chiudere il caso, ma scatena la rivolta di una parte della base MAGA. Il video di sorveglianza del carcere, diffuso insieme al memo, presenta un minuto mancante.

17 luglio 2025
Prima riunione di emergenza nella Situation Room, assente Trump

Prevale la linea Blanche: chiedere ai tribunali il desecretamento degli atti dei grand jury, richiesta destinata al rifiuto. Lo stesso giorno, però, il WSJ pubblica l'articolo sul biglietto di auguri di Trump ad Epstein del 2003.

Fine luglio 2025
Blanche interroga Maxwell per 2 giorni

La donna dice di non aver mai assistito a comportamenti scorretti di Trump. Poco dopo viene trasferita senza spiegazioni in un carcere federale di minima sicurezza in Texas.

Agosto 2025
Seconda riunione: Vance si propone per il podcast di Rogan

Rogan aveva rifiutato di ospitare Blanche. L'intervista del vicepresidente in difesa dell'Amministrazione Trump non si terrà mai.

Novembre 2025
Trump costretto a firmare l'Epstein Files Transparency Act

La pressione bipartisan al Congresso diventa inarrestabile. La legge approvata a larga maggioranza impone all'Amministrazione Trump la pubblicazione di migliaia di pagine fino ad allora riservate.

Dic 2025 — Feb 2026
I file escono: oltre 38mila riferimenti a Trump

Secondo una analisi del New York Times. Tra i documenti, i registri di volo con almeno 8 viaggi del presidente sul jet privato di Epstein tra il 1993 e il 1996, fino a quel momento sempre negati.

Marzo 2026
Il memo di Tony Fabrizio: lo scandalo pesa ancora sugli indecisi

Il sondaggista preferito del presidente indica i file Epstein come sesto tema più citato nei focus group con gli elettori indecisi: "un reale elemento negativo" per il presidente.

Fonte M. Haberman, J. Swan, "Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump" (Simon & Schuster, 23 giugno 2026), estratto pubblicato dal New York Times · Analisi NYT sui file pubblicati dal Dipartimento di Giustizia · Giugno 2026

La furia di Bongino


L'estratto del libro documenta anche la rabbia di Dan Bongino, allora vicedirettore dell'Fbi. Il giorno della pubblicazione del memo Bongino ha urlato davanti ai colleghi prendendosela con l'allora Procuratrice Generale Pam Bondi: "Hai rovinato tutto fin dall'inizio", le ha detto, accusandola per le promesse fatte in tv sulla pubblicazione della lista che si trova "sulla mia scrivania". Mesi prima, Bondi aveva anche distribuito a un gruppo di influencer di destra dei raccoglitori presentati come "i file Epstein", che si rivelarono invece pieni di materiale già noto: un fiasco che aveva trasformato persino i sostenitori più fedeli dell'Amministrazione in feroci critici.

Due giorni dopo lo scontro sul memo, accusato da Wiles di aver passato notizie riservate ad ABC News, Bongino aveva offerto centomila dollari in contanti a chiunque fosse in grado di dimostrare che fosse stato lui responsabile della fuga di notizie e poi aveva abbandonato la riunione. Proprio in quel periodo aveva predetto che il caso Epstein sarebbe diventato "lo scandalo Iran-Contra di Trump" e sia lui sia il direttore dell'Fbi Kash Patel avevano chiesto le dimissioni di Bondi.

Da parte sua, il presidente Trump non voleva alcuna trasparenza sui file di Epstein. Aveva persino rimproverato al telefono Charlie Kirk dopo un evento di Turning Point USA trasformatosi in un processo pubblico a Bondi per la mancata pubblicazione dei file di Epstein e ha definito più volte "deboli" ed "ex sostenitori MAGA" coloro che chiedevano la pubblicazione di questi documenti.

La legge che Trump non voleva firmare


Con l'andare del tempo, però, la pressione bipartisan al Congresso è diventata inarrestabile. A novembre 2025 il presidente è stato così costretto a firmare l'Epstein Files Transparency Act, la legge che ha imposto la pubblicazione di migliaia di pagine dei file Epstein fino a quel momento riservati. Secondo un'analisi del New York Times, Trump, la sua famiglia e luoghi da lui frequentati spesso come il suo club a Mar-a-Lago vi compaiono più di 38mila volte. Tra i documenti ci sono i registri di volo che mostrano almeno otto viaggi dell'attuale presidente sul jet privato di Epstein tra il 1993 e il 1996, nonostante Trump avesse più volte dichiarato di non esserci mai salito.

Lo scandalo pesa ancora oggi. In un memo interno risalente a marzo 2026, il sondaggista preferito del presidente Tony Fabrizio ha indicato i file Epstein come sesto tema più citato nei focus group con gli elettori indecisi, definendoli "un reale elemento negativo". La Casa Bianca, interpellata dal New York Times, ha replicato che Trump "ha fatto per le vittime di Epstein più di chiunque altro prima di lui".

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Estate 2026: il vademecum Roborock per accogliere ospiti all’ultimo minuto con una casa sempre perfetta


L’estate è sinonimo di visite improvvise e momenti da condividere. Con il vademecum Roborock scopri come mantenere la casa sempre pulita e accogliente grazie alle più moderne tecnologie per la pulizia domestica
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Con l'arrivo della bella stagione, quando le giornate si allungano e le temperature diventano gradevoli, si riscopre il piacere della convivialità che si traduce in inviti last-minute agli amici. Un aperitivo improvvisato dopo il lavoro, una cena sul terrazzo organizzata all'ultimo minuto o un caffè con i vicini che si prolunga fino a sera: ogni occasione, seppur piacevole, porta con sé anche la necessità di una casa sempre pulita. Per non rinunciare alla bellezza di questi momenti, Roborock ha raccolto una serie di suggerimenti per organizzare l'accoglienza in modo semplice e rilassato, affidando parte della gestione della casa alla tecnologia.

Anker Soundcore Liberty 5 Pro e Pro Max con chip AI Anker Thus
Le nuove soluzioni audio promettono un’esperienza d’ascolto più intelligente grazie a funzionalità avanzate basate sull’intelligenza artificiale, miglioramenti nella cancellazione del rumore e una qualità sonora di livello premium
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il vademecum di Roborock per l’arte dell’accoglienza estiva


1. Piedi scalzi e atmosfera rilassata: il segreto di un’accoglienza informale: in estate l’ospitalità è spesso sinonimo di semplicità. Una playlist di sottofondo, qualche punto luce soffuso e ambienti ordinati contribuiscono a mettere gli ospiti a proprio agio fin dal loro arrivo. Anche la libertà di togliersi le scarpe e camminare a piedi scalzi può contribuire a creare un’atmosfera più informale e accogliente, facendo sentire tutti immediatamente a casa. Per arrivare a casa trovando già i pavimenti in ordine, può essere utile programmare in anticipo le attività di pulizia.
Roborock QR598: tramite app è possibile avviare una sessione di pulizia anche da remotoRoborock QR598: tramite app è possibile avviare una sessione di pulizia anche da remoto
In questo contesto, il robot aspirapolvere QR598 può intervenire in autonomia durante l’assenza dei proprietari, evitando gli ostacoli presenti sul percorso e completando le operazioni di pulizia prima dell’arrivo degli ospiti. Tramite app, infatti, è possibile avviare una sessione di pulizia anche da remoto o personalizzare temporaneamente le aree da trattare in base alle esigenze del momento; in questo modo, mentre ci si dedica agli ultimi preparativi o semplicemente al rientro a casa, i pavimenti possono essere già pronti ad accogliere amici e familiari, lasciando più spazio al piacere della convivialità.

2. Cibo da condividere e zero stress: la ricetta della convivialità: addio ai menù elaborati che costringono a trascorrere ore ai fornelli. L'estate celebra la semplicità e invita a privilegiare preparazioni fresche, facili da condividere e capaci di favorire la convivialità. Tra i protagonisti delle serate estive non possono mancare bevande rinfrescanti e cocktail da servire in bicchieri colorati, piatti leggeri a base di frutta e verdura di stagione e taglieri da portare al centro della tavola, pensati per essere gustati insieme, in un'atmosfera informale e rilassata. Anche la disposizione degli spazi può contribuire al successo della serata: organizzare cibo e bevande in modalità buffet incoraggia il movimento, facilita gli incontri tra gli ospiti e rende la conversazione più spontanea. Una soluzione pratica che permette ai padroni di casa di vivere il momento con maggiore leggerezza, dedicando meno tempo alla gestione della tavola e più tempo alla compagnia.

3. Gestire gli imprevisti senza interrompere la serata: durante un aperitivo o una cena in piedi, l'imprevisto è parte del divertimento: un brindisi troppo caloroso che fa cadere un goccio di vino, qualche patatina che scivola sotto il divano o le impronte bagnate di chi fa avanti e indietro dal terrazzo o dal giardino. Il segreto dell'ospite perfetto? Non scomporsi e non interrompere la conversazione. Avere a disposizione uno strumento rapido da utilizzare può aiutare a risolvere il problema in pochi istanti:
Lavapavimenti wet&dry F25 RT GEN 2: il design reclinabile gli raggiunge gli spazi anche sotto i mobili bassiLavapavimenti wet&dry F25 RT GEN 2: il design reclinabile gli raggiunge gli spazi anche sotto i mobili bassi
la lavapavimenti wet&dry F25 RT GEN 2 di Roborock aspira e lava contemporaneamente sporco secco e liquidi, consentendo di intervenire rapidamente sulle piccole emergenze domestiche. Grazie al design reclinabile, raggiunge gli spazi anche sotto i mobili bassi risolvendo tutto in pochi secondi e senza spezzare il ritmo della serata. Una volta collocato nella stazione di ricarica, grazie all'asciugatura rapida del rullo, tutto torna in ordine in pochi secondi e i padroni di casa non si preoccupano nemmeno della manutenzione del dispositivo.

4. Rimandare il riordino al giorno dopo: quando la serata termina, non sempre si ha voglia di dedicarsi immediatamente alle pulizie. L’estate invita a godersi il momento fino all’ultimo, senza la necessità di riordinare tutto prima di andare a dormire. Per questo può essere utile programmare una nuova sessione di pulizia automatica una volta concluso l’evento.
Roborock QR598 consente di programmare le sessioni di puliziaRoborock QR598 consente di programmare le sessioni di pulizia
Roborock QR598 può occuparsi dei pavimenti e dei tappeti in autonomia, mentre la stazione multifunzione gestisce operazioni come svuotamento della polvere, lavaggio e asciugatura dei mop, contribuendo a mantenere il sistema pronto per gli utilizzi successivi.

Ricerche online: l’AI cambia le abitudini degli italiani
Sempre più utenti utilizzano chatbot e assistenti AI per trovare negozi, ristoranti e servizi attraverso domande naturali e conversazioni, segnando il passaggio dalle tradizionali keyword a un’esperienza di ricerca più intuitiva e personalizzata
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Con qualche accorgimento organizzativo e il supporto della tecnologia, preparare la casa per un invito improvvisato può diventare più semplice, lasciando più spazio al relax e alla convivialità che caratterizzano la stagione estiva.


Anker presenta Soundcore Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max: le prime cuffie con chip AI Anker Thus


Soundcore ha annunciato oggi il lancio di Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max, i primi due prodotti a utilizzare il chip AI THUS sviluppato congiuntamente da Anker, che offre chiamate cristalline. Grazie a una matrice di 10 sensori che combina otto microfoni per catturare il rumore ambientale e due sensori a conduzione ossea per rilevare le vibrazioni del cranio, insieme al chip AI THUS, i nuovi auricolari garantiscono una chiara acquisizione della voce anche in ambienti rumorosi.
I sensori a conduzione ossea presenti nella matrice rilevano le vibrazioni fisiche della voce dell’utente
I nuovi Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max migliorano inoltre le prestazioni ANC rispetto alle generazioni precedenti, offrendo una cancellazione del rumore fino a 2 volte più profonda rispetto ai Liberty 4 Pro.

Chiamate nitide in ambienti molto rumorosi


Alimentati dal chip AI THUS, Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max utilizzano un modello AI basato su rete neurale insieme alla matrice di 10 sensori per separare la voce dell’utente dal rumore circostante, assicurando che l’interlocutore possa sentire chiaramente anche in ambienti complessi e dinamici.

Chiamate chiarissime anche parlando a bassa voce


I sensori a conduzione ossea presenti nella matrice rilevano le vibrazioni fisiche della voce dell’utente, consentendo al sistema di acquisire e trasmettere chiaramente la voce anche a volumi più bassi in ambienti moderatamente silenziosi. In questo modo anche frasi bisbigliate vengono percepite chiaramente dall’interlocutore, garantendo la massima privacy.

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Il dispositivo si presenta come uno degli smartwatch più interessanti della sua fascia di prezzo, grazie a un design curato, un display AMOLED luminoso, funzioni avanzate per il monitoraggio della salute e un’autonomia superiore alla media
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Adaptive ANC 4.0 in ambienti in continuo cambiamento


La tecnologia Adaptive ANC 4.0 di Soundcore utilizza una matrice di otto microfoni, elaborando dati audio fino a 384.000 volte al secondo, per monitorare continuamente sia il rumore esterno sia quello residuo all’interno dell’orecchio e regolare in tempo reale la curva di cancellazione del rumore al variare delle condizioni.
L’algoritmo per la cancellazione del rumore (ANC) gestisce un’ampia gamma di rumori, garantendo una riduzione del rumore costante negli scenari di ascolto quotidianiL’algoritmo per la cancellazione del rumore (ANC) gestisce un’ampia gamma di rumori, garantendo una riduzione del rumore costante negli scenari di ascolto quotidiani
L’algoritmo gestisce un’ampia gamma di rumori, inclusi il rombo a bassa frequenza dei motori, le conversazioni da ufficio a frequenze medio-alte e le voci ambientali, garantendo una riduzione del rumore costante negli scenari di ascolto quotidiani.

HearID 5.0 per un suono personalizzato


Per un ascolto personalizzato, entrambi gli auricolari includono HearID 5.0, che crea un profilo EQ personale tramite un test dell’udito e lo applica a ogni brano riprodotto. Un sistema integrato AI Sound Enhancement utilizza inoltre una rete neurale AI per ricostruire i dettagli audio persi nella compressione Bluetooth, ripristinando fino al 65% della qualità generalmente ridotta nell’audio wireless.
Anker Liberty 5 Pro BluAnker Liberty 5 Pro Blu

Controllo vocale senza ritardi


Grazie al chip AI THUS, l’interazione vocale supporta 20 comandi integrati con un tempo di risposta di 0,91 secondi, consentendo agli utenti di regolare il volume, cambiare traccia, rispondere o terminare una chiamata e modificare la modalità ANC. - Funzionalità disponibile solo per lingue Inglese, Cinese, Giapponese e Tedesco. La modalità Trasparenza consente di non isolarsi del tutto dall’ambiente circostante, insieme alla funzione Easy Chat che permette di interagire con chi ti circonda pur mantenendo gli auricolari indossati.

Smart Case con Display Touch


Gli auricolari Liberty 5 Pro includono una custodia di ricarica con mini touchscreen TFT da 0,96 pollici. I Liberty 5 Pro Max, invece, sono i primi auricolari al mondo con smart display e trascrittore AI controllati tramite un display AMOLED da 1,78 pollici.

Basta premere due volte il pulsante sul retro della custodia di ricarica; al termine della sessione, l’app Soundcore genera trascrizioni, identifica gli interlocutori e riassume automaticamente le attività da svolgere. La traduzione AI è disponibile su entrambi i modelli: tramite gli auricolari su Liberty 5 Pro e tramite custodia o auricolari su Liberty 5 Pro Max.
I Liberty 5 Pro Max introducono inoltre AI Note-Taker, che consente di registrare riunioni direttamente dalla custodia senza dover utilizzare il telefonoI Liberty 5 Pro Max introducono inoltre AI Note-Taker, che consente di registrare riunioni direttamente dalla custodia senza dover utilizzare il telefono

Funzionalità aggiuntive e riconoscimenti


Entrambi i modelli offrono fino a 6,5 ore di riproduzione con ANC attivo e fino a 28 ore complessive utilizzando la custodia di ricarica. Tra le altre funzionalità figurano la connettività Multipoint, che consente di collegare simultaneamente fino a tre dispositivi, il supporto per Apple Find My, Google Fast Pair, certificazione IP55 contro polvere e acqua su entrambi i modelli e Bluetooth 6.1 per una connessione ancora più stabile. Infine, i Liberty 5 Pro hanno stabilito un Guinness World Record per la chiarezza delle chiamate. I Liberty 5 Pro Max utilizzano le stesse unità auricolari e offrono prestazioni di chiamata identiche, dimostrando di essere gli auricolari TWS con le chiamate più nitide al mondo (dati Anker).

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Prezzi e disponibilità


Gli auricolari Liberty 5 Pro sono disponibili in quattro colori: azzurro , bianco, nero e rosa al prezzo di 179,99 euro su amazon e sul Sito ankeritaly.com. I Liberty 5 Pro Max sono anch'essi disponibili, in due colorazioni: Oro Titanio e Nero, al prezzo di 249,99 euro su amazon e sul Sito ankeritaly.com


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Ucraina, preoccupazione per le nuove quote UE sull'acciaio: a rischio uno dei principali settori export


Timori nel settore siderurgico ucraino: le nuove regole europee potrebbero ridurre drasticamente l’accesso al mercato UE e i ricavi export

Le nuove restrizioni dell'Unione Europea sulle importazioni di acciaio potrebbero avere un impatto significativo sull'industria siderurgica ucraina, uno dei comparti chiave dell'economia nazionale e una delle principali fonti di entrate in valuta estera per il Paese impegnato nella guerra contro la Russia.

A rilanciare l'allarme è stato il canale informativo Insider UA, che ha riportato le preoccupazioni espresse dai rappresentanti del settore in merito alle misure che Bruxelles intende introdurre a partire dal prossimo 1° luglio.

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian, l'Unione Europea ridurrà le quote di importazione di acciaio esenti da dazi e aumenterà fino al 50% le tariffe applicate alle forniture che superano i limiti assegnati ai singoli Paesi esportatori. Le misure rientrano nella strategia europea volta a proteggere il mercato interno dalla persistente sovraccapacità produttiva globale nel settore siderurgico.

Per l'Ucraina, tuttavia, la questione assume una rilevanza particolare. Dopo l'inizio dell'invasione russa nel febbraio 2022, molte delle tradizionali destinazioni commerciali dell'acciaio ucraino sono diventate difficilmente accessibili, spingendo le aziende del comparto a orientarsi sempre più verso il mercato europeo.

Secondo i dati citati da Insider UA, nel 2024 il settore metallurgico ha contribuito per il 7,2% al prodotto interno lordo dell'Ucraina, generando esportazioni per circa 6,4 miliardi di dollari, pari al 15,4% delle esportazioni complessive del Paese. Il comparto avrebbe inoltre assicurato circa un miliardo di dollari di entrate fiscali.

Alle nuove quote si aggiunge inoltre il progressivo impatto del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), il sistema europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere che mira a ridurre le emissioni associate ai prodotti importati e che potrebbe comportare ulteriori costi per i produttori che utilizzano processi industriali ad alta intensità energetica.

Tra le voci più critiche figura quella di Yuriy Ryzhenkov, amministratore delegato di Metinvest Group, il maggiore produttore siderurgico ucraino. In dichiarazioni riportate dal Guardian, il manager ha sostenuto che l'industria nazionale non rappresenta una minaccia significativa per i produttori europei.

"L'Ucraina non rappresenta una minaccia significativa per l'industria metallurgica dell'UE. I nostri volumi non sono sufficientemente elevati. Distruggere una delle poche industrie che continua a operare durante la guerra non può essere considerata una decisione saggia", ha affermato Ryzhenkov.

Le autorità europee non hanno finora annunciato eventuali deroghe specifiche per l'Ucraina. La questione resta al centro del confronto tra Bruxelles e Kyiv, in un contesto in cui l'Unione Europea continua a rappresentare il principale partner economico e politico del Paese.

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Gli Stati Uniti hanno già rimborsato quasi 22 miliardi di dollari di dazi


Il Tesoro americano ha restituito agli importatori una cifra pari ai dazi incassati a maggio: le entrate doganali nette sono risultate negative per la prima volta almeno dal 2015.

Il Tesoro degli Stati Uniti ha rimborsato a maggio quasi 22 miliardi di dollari di dazi alle aziende importatrici. Sono le prime restituzioni da quando la Corte Suprema ha bocciato una parte centrale della politica commerciale del presidente Donald Trump. Secondo i dati mensili pubblicati mercoledì dal dipartimento del Tesoro, la cifra equivale più o meno ai dazi incassati nello stesso mese e i rimborsi hanno quindi di fatto azzerato le entrate doganali del governo federale.

Le entrate nette dai dazi sono anzi risultate leggermente negative, per circa 42 milioni di dollari: il governo ha cioè restituito agli importatori più di quanto ha incassato alle dogane. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, che partono dal 2015, non era mai successo prima.

Effetto dei dazi sui conti pubblici Usa

Il mese in cui i dazi rimborsati sono stati più alti di quelli incassati
Dopo la bocciatura della Corte Suprema, nel maggio 2026 il Dipartimento del Tesoro americano ha restituito agli importatori quasi 22 miliardi di dollari di dazi già versati: poco più di quanto incassato nello stesso mese. Per la prima volta dall’inizio della serie, il saldo netto è finito sotto zero.
Dipartimento del Tesoro Usa · Rapporto mensile Maggio 2026

Dazi incassati
0,00mld $

vs

Dazi rimborsati
0,00mld $

Entrate doganali lorde di maggio
Restituiti alle aziende importatrici nello stesso mese

Il saldo netto dell'Agenzia delle Dogane è −42 milioni di dollari. Non era mai accaduto prima nei dati raccolti da Bloomberg, che partono dal 2015

Esplora i dati
1 Il saldo 2 I rimborsi 3 I conti 4 Le stime

Maggio 2026
I rimborsi hanno superato le entrate doganali
I rimborsi elaborati a maggio hanno superato di poco gli incassi del mese: il governo ha restituito agli importatori più di quanto ha riscosso di dazi.

Dazi incassati a maggio
21,93 mld $

Dazi rimborsati a maggio
21,97 mld $

−42 mln $
È il saldo netto a maggio: per la prima volta in almeno un decennio, una voce di entrata del bilancio federale è diventata una voce di spesa.

31,3 mld $
Picco mensile delle entrate dai dazi, toccato a ottobre 2025

32,1 mld $
Rimborsi di dazi complessivi dall'inizio dell'anno fiscale 2026

La posta in gioco
Restituiti finora 22 dei 166 miliardi incassati con i poteri d'emergenza
Un tribunale federale ha ordinato di rimborsare tutti gli importatori che hanno pagato dazi imposti con l'International Emergency Economic Powers Act. L'Amministrazione Trump ha presentato appello.

~22 mld $ già rimborsati entro maggio
144 mld $ rimborsi ìancora in attesa dell'appello

L'iter giudiziario

La sentenza
La Corte Suprema ha stabilito che Trump non aveva l'autorità di imporre dazi ricorrendo alla legge sui poteri economici d'emergenza (Ieepa).

Aprile 2026
Il governo inizia a elaborare i rimborsi alle aziende importatrici.

In sospeso
L'Amministrazione Trump fa appello contro l'ordine di rimborsare tutti i 166 miliardi di dazi incassati tramite Ieepa: l'entità finale dei imborsi resta, al momento, incerta.

Interrogato al Congresso, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha assicurato che i soldi torneranno alle aziende che hanno importato i beni colpiti dai dazi. Audizione al Congresso, giugno 2026

Il bilancio federale
Senza le entrate dei dazi, i conti di maggio si reggono solo su tasse sui redditi delle persone fisiche e contributi
Le altre voci del dato mensile del Tesoro: il costo del debito vola, il gettito delle imprese crolla.

133 mld $
+44% in un anno
Interessi pagati sul debito pubblico a maggio: mai così alti in un solo mese

−67%
Crollo del gettito fiscale
Calo delle imposte sulle società rispetto a maggio 2025

286 mld $
Da 247 mld un anno fa
Ritenute sui redditi individuali più contributi per Social Security e Medicare

1.250 mld $
−9% sull'anno scorso
Deficit federale nei primi otto mesi dell'anno fiscale 2026

La traiettoria del deficit
Il disavanzo è destinato comunque ad allargarsi
Dopo il deficit più basso degli ultimi tre anni nel 2025, le previsioni del Congressional Budget Office indicano una nuova crescita del disavanzo. Valori in miliardi di dollari previsti per anno fiscale.

1.700

1.850

1.890

2025
Consuntivo

2026
Stima Cbo

2027
Stima Cbo

Consuntivo — dato chiuso del Dip. del Tesoro
Previsione — stime Cbo di febbraio 2026

Il punto
Bessent assicura che i dazi imposti con altre basi giuridiche porteranno nel 2026 entrate dello stesso ammontare, ma alcune di quelle misure non sono ancora pienamente in vigore. Nel frattempo il bilancio federale ha perso, almeno per un mese, una delle sue fonti di entrata più citate dall'Amministrazione Trump.

Fonti Dipartimento del Tesoro Usa, dato mensile di maggio 2026 · Bloomberg · Reuters · Congressional Budget Office, stime di febbraio 2026 · Stima sulla base dei dati disponibili al 10 giugno 2026.

La Corte Suprema ha stabilito che Trump non aveva l'autorità di imporre dazi ricorrendo all'International Emergency Economic Powers Act, la legge che concede al presidente poteri economici straordinari nelle emergenze e su cui l'amministrazione aveva basato gran parte dei suoi dazi. Dopo la sentenza il governo ha iniziato ad aprile a elaborare i rimborsi. L'entità finale delle restituzioni resta però incerta: l'amministrazione ha presentato appello contro l'ordine di un tribunale che impone di rimborsare tutti gli importatori che hanno pagato dazi sotto quella legge, per un totale di 166 miliardi di dollari, una cifra molto superiore a quella restituita finora.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent, interrogato sulla vicenda in un'audizione al Congresso la settimana scorsa, ha detto che i soldi torneranno alle aziende che hanno importato i beni colpiti dai dazi.

Nei primi otto mesi dell'anno fiscale, che negli Stati Uniti inizia il 1° ottobre, il deficit si è ridotto a 1.250 miliardi di dollari, il 9% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le entrate dai dazi, che avevano toccato il picco a ottobre, avevano dato un contributo significativo ai conti pubblici nell'anno fiscale 2025, chiuso con un deficit di 1.700 miliardi di dollari, il più basso degli ultimi tre anni. Bessent ha detto che i dazi imposti con altre basi giuridiche porteranno nel 2026 entrate dello stesso ammontare, ma alcune di quelle misure non sono ancora pienamente in vigore.

A maggio gli Stati Uniti hanno pagato 133 miliardi di dollari di interessi sul debito pubblico, il 44% in più rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Le ritenute sui redditi individuali, insieme ai contributi per Social Security e Medicare, i programmi pubblici di previdenza e di assistenza sanitaria, sono salite a 286 miliardi di dollari dai 247 dell'anno precedente, mentre il gettito delle imposte sulle società è calato del 67%.

Per l'intero anno fiscale il deficit è comunque destinato ad allargarsi. Il Congressional Budget Office, l'ufficio indipendente del Congresso che fa le stime sui conti pubblici, ha previsto a febbraio che il disavanzo raggiungerà i 1.850 miliardi di dollari nell'anno fiscale 2026 per poi salire a 1.890 miliardi nel 2027.

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Preparatevi all'impatto


Più IA, ma anche più iniziativa indipendente, Amazon vuole James Bond tutto per sé e forse vedremo Steam Machine prima della fine dell'anno
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I licenziamenti alla Ubisoft di questa settimana sono solo l'antipasto (470 posti persi), a luglio arriverà un bel taglio a Xbox che si prepara a un anno difficilissimo per colpa dei prezzi di ram e memoria. Doppia recensione anche questa settimana (anche se uno dei due titoli è in early access) e raccomandazioni tendenti al cozy, con un'importante eccezione.


News index


+ Xbox si prepara a grossi tagli
- Comprate un pc asap o ve ne pentirete
+ Ubisoft chiude due studi e licenzia 380 persone
- I dati di Pokémon GO al Pentagono
+ Roblox continua a scappare dalla legge
- Chi ha vinto gli Italian videogame awards?

Xbox si prepara a grossi tagli - Xbox ha reso pubblico un memo per i suoi dipendenti in cui la neo nominata amministratrice delegata Asha Sharma elenca i problemi dell'azienda e dice ai suoi di prepararsi a un "Reset di Xbox". Fonti di Bloomberg affermano che "importanti tagli al personale" faranno parte di questo piano, che sarà attuato a partire dal prossimo anno fiscale che inizierà il 1° luglio 2026. Il memo cita come ragioni dei tagli margini di profitto al di sotto del 3%, un ecosistema di fornitori hardware in crisi (vedi la prossima news) e un'infrastruttura aziendale "eccessivamente complessa".

Comprate un pc asap o ve ne pentirete - “Quando sono arrivata a Xbox a febbraio pagavamo per la memoria delle console il doppio rispetto all’anno prima. Entro la fine dell’anno pagheremo il triplo e l’autunno 2027 vedrà prezzi per spazio di archiviazione e RAM cinque volte superiori rispetto a quelli dell’autunno 2025”. Queste parole di Asha Sharma dovrebbero convincere i più scettici a mobilitarsi il più presto possibile: se avete in programma di farvi un pc o di acquistare una console o qualunque altro dispositivo per videogiocare, fatelo ora perché i prezzi non faranno che salire.

Ubisoft chiude due studi e licenzia 470 persone - Ubisoft chiuderà i suoi studi di Winnipeg, in Canada, e Belgrado, in Serbia, licenziando 380 persone. Anche lo studio di Ubisoft a Barcellona, ​​in Spagna, verrà ristrutturato (con una riduzione dell'organico) per concentrare i propri sforzi su Rainbow Six. Ubisoft San Francisco, invece, avrà 93 licenzimenti entro agosto. Queste misure rappresentano solo l'ultimo tassello di una riorganizzazione aziendale che ha già comportato la chiusura di diversi sotto-studi di Ubisoft e la perdita di migliaia di posti di lavoro.

I dati di Pokémon GO al Pentagono - Un modello di navigazione visiva (quindi non GPS ma basato sulle foto) sviluppato da Niantic Spatial (sussidiaria della Niantic che ha sviluppato Pokémon GO) viene ora utilizzato da un'azienda di intelligence attivamente sotto contratto da parte dei servizi segreti statunitensi. Niantic ha utilizzato le scansioni effettuate in Pokémon Go per sviluppare un modello di posizionamento visivo a supporto della navigazione in aree con scarsa copertura GPS. A dicembre l'azienda ha annunciato una partnership con Vantor, un fornitore di intelligence, che ha recentemente ricevuto un contratto dal governo degli Stati Uniti per supportare "missioni critiche di sicurezza nazionale".

Roblox continua a scappare dalla legge - Secondo alcune indiscrezioni, Roblox starebbe cercando di trasferire i casi di abuso sessuale su minori che lo riguardano negli Stati Uniti al di fuori dei tribunali. I genitori degli utenti minorenni vittime di abusi sulla piattaforma chiedono 40 miliardi di dollari di risarcimenti, accusando l'azienda di non aver applicato adeguatamente le misure di sicurezza. Le battaglie legali, però, si stanno protraendo a lungo, con alcuni casi che di fatto rimangono in sospeso. A febbraio, circa 800 genitori hanno firmato una lettera indirizzata a Roblox chiedendo all'azienda di interrompere i tentativi di tenere i casi fuori dai tribunali e lontano dagli occhi del pubblico attraverso l'utilizzo della clausola arbitrale. Questo stratagemma legale, incluso nei termini di servizio, consente all' azienda di risolvere le controversie legali con gli utenti tramite arbitrato privato anziché in tribunale. L'arbitrato è un processo legale privato che sostituisce i tradizionali procedimenti giudiziari. È vincolante per gli utenti residenti negli Stati Uniti e prevede che le controversie vengano esaminate da un arbitro terzo neutrale, il quale emette una decisione legalmente vincolante al di fuori di un'aula di tribunale pubblica. Il processo manca notoriamente di trasparenza e non ha le garanzie procedurali del sistema giudiziario, cosa che tutela Roblox e non protegge le vittime.

Chi ha vinto gli Italian videogame awards?

Best Italian Game


The Lonesome Guild - Tiny Bull Studios (Vincitore)
Bye Sweet Carole - Little Sewing Machine
Dino Path Trail - Void Pointer
HORSES - Andrea Lucco Borlera / Santa Ragione
Simon the Sorcerer Origins - Smallthing Studios

Best Italian debut Game


Dino Path Trail - Void Pointer (Vincitore)
Bye Sweet Carole - Little Sewing Machine
Loan Shark - Studio Ortica
Necrologium - Bob's Cult Studio
The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles - Fix-a-Bug

Outstanding Art


Bye Sweet Carole - Little Sewing Machine (Vincitore)
Steel Seed - Storm in a Teacup
The Lonesome Guild - Tiny Bull Studios

Outstanding Experience


HORSES - Andrea Lucco Borlera / Santa Ragione (Vincitore)
The Bench - Voxel Studios
The Lonesome Guild - Tiny Bull Studios

Outstanding Audio


Bye Sweet Carole - Little Sewing Machine (Vincitore)
Steel Seed - Storm in a Teacup
The Lonesome Guild - Tiny Bull Studios

Community Spotlight Award


The Lonesome Guild - Tiny Bull Studios (Vincitore)
Bye Sweet Carole - Little Sewing Machine
HORSES - Andrea Lucco Borlera / Santa Ragione
Simon the Sorcerer Origins - Smallthing Studios
Star Overdrive - Caracal Games


Cosa giocare questo weekend


Demo e titoli da provare per scoprire qualcosa di nuovo

Siete alla ricerca di cose nuove? Emozioni forti? Storie strappalacrime? Questa lista di raccomandazioni ha qualcosa per tutti i palati tra nuove uscite, titoli in early access e demo di videogiochi ancora lontani.

Crashout Crew - Gli sviluppatori di Peak, Aggro Crab, hanno fatto uscire un nuovo titolo cooperativo per gruppi di amici, questa volta ambientato in un magazzino. L’obiettivo è mettere le scatole al posto giusto, sbagliare fa salire lo stress e quando questo è al massimo il giocatore perde il controllo del personaggio che inizia a sbandare per tutto il magazzino. É per divertirsi con gli amici e ha uno spessore sorprendente, provatelo se volete una serata alternativa.

Map Map: A Game About Maps - Questo è per i nerd veri: avete mai sognato di essere voi a realizzare le mappe del tesoro che useranno i pirati del futuro? Map Map è la cosa che più ci si avvicina. Tramite enigmi e puzzle ambientali da risolvere dovrete realizzare mappe e carte dei luoghi che visitate. I controlli sono fatti bene, il gioco è profondo e c’è veramente tanto da fare.

Gothic 1 Remake - CD Projekt Red ha ammesso più volte che senza Gothic non ci sarebbe stato The Witcher e il remake di questo classico assoluto del 2001 (uno dei pochi fatti in Europa al tempo) è appena uscito e ha recensioni stellari. Open World, GDR puro e gameplay action. Tornare alle radici della cultura dei videogiochi di ruolo europei non è mai stato così semplice.

Starseeker: Astroneer Expedition - La cooperazione spaziale è dolcissima. Se avete letto l'anteprima saprete quanto questo gioco sia davvero squisito e quanto incarni tutto ciò che dà speranza per quanto riguarda l’esplorazione spaziale: cooperazione, avventura e una sana dose di stranezza. Nei fatti è un cooperativo PvE in cui riplasmare gli ambienti (il focus di Astroneer) è ancora la chiave. Divertimento assicurato per chi cerca un’avventura cooperativa da giocare con gli amici o online.


Crushed in Time è il meta puzzle game dell’estate


Se lo immaginate come la Settimana Enigmistica in versione difficile, avrete un compagno eccellente per passare il tempo

Crushed in Time è un videogioco punta e clicca con due twist: il primo è che non si clicca, si allunga, (ovvero tutte le interazioni sono basate sul fatto che ogni oggetto nel gioco è elastico e può essere manipolato usando il mouse); il secondo è il suo approccio meta narrativo al mondo dei videogiochi.

Come vi raccontavamo nell’anteprima, i due protagonisti sono Sherlock e Watson, in missione per trovare un personaggio scomparso all’interno del loro stesso videogioco. Crushed in Time, infatti, è un viaggio nel tempo attraverso le fasi di sviluppo di sé stesso, e un modo creativo e arguto di raccontare, anche attraverso gli enigmi, come nasce un videogioco.

La storia raccontata (e completamente doppiata in inglese) è interessante e spinge ad andare avanti, nonostante alcuni picchi di complessità negli enigmi che potrebbero far sopraggiungere un po’ di frustrazione. Fortunatamente, a schermo è sempre presente un sistema di aiuti opzionali che chi gioca può attivare quando non riesce a procedere. In un paio di casi è capitato che questi ultimi non fossero molto d’aiuto, ma in generale fanno bene il loro lavoro.

Il gameplay allungabile è il maggior fattore di attrattiva del gioco perché rimescola completamente le carte del genere punta e clicca per offrire un motore per enigmi complesso e che dà soddisfazione quando funziona. Solo nel primo livello bisogna attaccare del miele a una lettera per farla scendere dal soffitto e dare uno schiaffo a Holmes per convincerlo a schiodarsi dalla sua poltrona.

Il gioco dura tra le 6 e le 7 ore, il giusto secondo noi perché le meccaniche di base sono sette, e sul finale iniziano a vedersi strutture degli enigmi già viste. É scontato che il genere punta e clicca deve piacere a chi si avvicina al gioco, altrimenti il disagio è garantito. Crushed in Time sa benissimo cos’è e dove vuole andare in termini di direzione artistica e narrativa, cercare di farvelo piacere non vi aiuterà.

I personaggi, le situazioni, le svolte narrative e persino la struttura di alcuni enigmi sono sapientemente sempre a un passo dallo scatenare la rabbia di chi gioca. Draw Me a Pixel ha immaginato un titolo capace di soddisfare il bisogno di logica dei suoi utenti e ha calibrato (con giusto un paio di eccezioni) con precisione i suoi puzzle proprio per far scattare in chi gioca prima la curiosità, poi la determinazione, e infine la soddisfazione.

Se avete la pazienza di aspettare l’uscita su iOS e Android, vi consiglio queste piattaforme per godervelo al meglio. Il motivo è che durante le nostre sessioni su PC, stimoli esterni in abbondanza tolgono la mente dalle stato di concentrazione richiesto per decifrare un enigma. In viaggio (lo abbiamo testato in treno) o in momenti di tempo che si vuole riempire, invece, Crushed in Time è stato un balsamo perché il livello di concentrazione richiesto ci ha permesso di isolarci a sufficienza dall’ambiente circostante.

É complesso, è spassoso (le discussioni tra Sherlock e Watson sono sempre pungenti), è bello da vedere (ma non così incredibile che andrebbe sprecato su uno schermo più piccolo), e dà soddisfazione. Se siete alla ricerca di enigmi interessanti, una storia intrigante e un piacevole passatempo, Crushed in Time è il gioco che fa per voi, soprattutto se i dietro le quinte del game development vi incuriosiscono.


Witchspire: il survival con la stregoneria per i fan di Witch Hat Atelier


Se vi siete recentemente ossessionati con la serie anime di Coco e Qifrey, questo Survival crafting potrebbe riempire bene le pause tra un episodio e l’altro

Le streghe vanno di moda quest’anno e, come sempre, ci sono prodotti più o meno di qualità che cavalcano il trend, o lo intercettano essendo in lavorazione da diversi anni. Witchspire appartiene alla seconda categoria: ha appena fatto il suo debutto in early access ed è in cantiere da diverso tempo.

É esattamente il punto di incontro tra l’estetica pop delle streghe (cappelli a punta, magie colorate, scope volanti e famigli) e il genere immortale e instancabile dei Survival crafting, in cui bisogna migliorare personaggio ed equipaggiamento prendendo dal mondo circostante le risorse necessarie. Se vi siete recentemente ossessionati con la serie anime con protagonisti Coco e Qifrey, Witch Hat Atelier, questo Survival crafting potrebbe riempire bene le pause tra un episodio e l’altro

Witchspire inizia con una protagonista lontana dal suo gruppo di amici che, in una sorta di tutorial distribuito, deve imparare a sopravvivere nei pressi della Witchspire, una struttura magica antica che si è risvegliata ed è entrata in contatto con chi gioca tramite un sogno mistico.

I primi passi, dopo aver creato il personaggio e aver scelto a che fazione magica appartenere (noi abbiamo scelto gli storici-bibliotecari ovviamente), iniziano con l’esplorazione. La prima ricompensa è il famiglio che non fa solo da animale da compagnia ma è la fonte di abilità speciali e ultimate. Il combattimento è semplice, è a oggetti singolo e c'è una discreta mobilità tra doppi salti e schivate con immunità.

Il sistema di progressione è tutto a tema magico e traduce in chiave “stregoneria” gli elementi classici del genere, dallo strumento per tagliare gli alberi al roster di armi, fino alle classiche stazioni per la base. All’andare avanti della storia si sbloccano nuove magie e nuove abilità per il famiglio e la cosa più interessante del gioco è che è possibile collezionare una miriade di famigli. Sconfiggendo le creature sparse per il gioco c’è una possibilità che si attivi l’opzione di domarle per farle entrare nel vostro parco-famigli.

Il sistema, come il comparto grafico, è ancora un po’ grezzo visto che il gioco è in early access, ma ci sono davvero tante creature (draghi, criceti infuocati ecc…) di cui innamorarsi. Envar Games ha capito il suo pubblico e ha progettato un esperienza per farlo contento anche grazie a una conversione efficace di meccaniche consolidate in un’atmosfera con cui avrebbero relativamente poco a che fare.

Witchspire è un gioco accessibile, cooperativo e molto personalizzabile una volta sbloccata la scopa (su cui volare) e abbastanza elementi per costruire una bella base rifornita. Se vi piacciono le atmosfere magiche e il flusso di gioco di un survival crafting, troverete in Witchspire un ottimo compagno di giochi.

Una sola raccomandazione: se siete incuriositi solo dall’aspetto di creature-collecting, invece, vi raccomando di guardare un bel po’ di gameplay prima di acquistarlo. Bisogna interagire molto con il motore di gioco survival per avere le risorse necessarie a catturare e collezionare. Il sistema dei famigli è ben fatto ma non è il fulcro del gioco, è quell’aggiunta che distingue il titolo dal resto del panorama survival, oltre alla sua ambientazione.


Non dimenticare di dare un ascolto alla nuova puntata di [REDACTED] Podcast, lo show settimanale in cui io, Francesco Lombardo e Cecilia Ciocchetti analizziamo le notizie più importanti della settimana in fatto di gaming e esport.
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Ci vediamo alla prossima lettera,
Riccardo "Tropic" Lichene


Starseeker: Astroneer Expedition è un gioco dolcissimo - la prova


Prima di iniziare a raccontarvi di Starseeker: Astroneer Expedition devo togliermi dai piedi alcuni di voi: se vi è piaciuto Astroneer (il survival di culto uscito nel 2016) abbandonate queste pagine e correte a provare la beta di Starseeker che è appena partita. É aperta a tutti, è su tutte le piattaforme e ha a disposizione una fetta importante delle prime ore di gioco che vi farà innamorare di nuovo dell'universo creato da System Era Softworks ed edito da quei malandrini di Devolver Digital.

Ora che il principale target di pubblico è stato avvisato, ed è rimasto solo chi di Astroneer non ha mai sentito parlare, permettetemi di presentarvi uno dei giochi più dolci che abbia provato negli ultimi cinque anni.

Starseeker (lo chiamerò così d'ora in poi) è un titolo fantascientifico, cooperativo ed esplorativo in cui i membri di una stazione spaziale devono portare a termine degli importanti incarichi di ricerca scientifica. Questi consistono nel raccogliere materiali, esplorare biomi, realizzare ricette di crafting e tutta una serie di altri incarichi piccoli e grandi.

Per rendere le cose un tantino emozionanti, System Era ha introdotto delle meccaniche ad estrazione: niente pvp o robe simili, se non riuscirete a tornare alla vostra astronave prima che vi finisca l'ossigeno, perderete le risorse accumulate. L'obiettivo? Guadagnare reputazione con i vari vendor della stazione spaziale per sbloccare nuovi strumenti e personalizzazioni. In più ci sarà un sistema di obiettivi di server (ciascuno dei quali ospiterà fino a 60 giocatori tutti sulla stessa stazione spaziale) a cui tutti contribuiranno con le loro missioni.

La beta è limitata e io l'ho potuta provare solo per due giorni, ma è evidente che lo spirito tanto buffo quanto determinato di Astroneer va a comporre la maggior parte delle fondamenta del titolo. Starseeker è un gioco dolce sia perché le sfide che mette davanti a chi gioca non sembrano mai insormontabili, sia perché non ci sono veri e propri nemici. La fauna dei pianeti che andrete a esplorare non va sottovalutata, ma non c'è un cattivo, un piano per distruggere l'universo o chissà quale rischio: c'è una missione spaziale, con i suoi pericoli, che i suoi astronauti vogliono superare tutti insieme.

La condivisione e la cooperazione sono ubique: le risorse raccolte dalla squadra sono condivise, le informazioni scoperte sulla mappa sono condivise e "lo spirito è sempre e comunque quello della collaborazione" ha detto Adam Bromell, co-fondatore e creative director di System Era Softworks. "La nostra priorità è sempre stata quella di creare un'esperienza avvicinabile, senza stress e tranquilla", un ideale che riflette non solo le origini di Astroneer, ma anche l'ethos di tutta System Era.

Meccanicamente, ad essere protagonista è di nuovo la tecnologia di manipolazione del terreno che ha fatto di Astroneer un classico. Potrete riplasmare caverne e interi paesaggi alla ricerca di risorse o esplorando per completare le vostre missioni. Non c'è il comparto di basebuilding di Astroneer, al contrario c'è una fortissima enfasi sul raggiungere obiettivi comuni e riuscire in una grande impresa.

Essendo una beta devo aspettare ad esprimere un giudizio sul prodotto finito (che dovrebbe arrivare entro l'anno); quello che posso dire è che, con la sua dolcezza, Starseeker mi ha fatto divertire e stare bene in un mondo, quello dei live service, dominato da competizioni, paragoni, punteggi e pessimismo. Se anche voi siete alla ricerca di una piccola oasi dove fare amicizia, vi raccomando di provare la beta gratuita e su tutte le piattaforme appena partita.


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File Epstein, con Nancy Mace hanno perso la rielezione tre dei quattro repubblicani ribelli


La deputata è arrivata solo quinta alle primarie per il governatore della South Carolina. Prima di lei anche Marjorie Taylor Greene si è dimessa, mentre Thomas Massie ha perso le sue primarie contro un candidato voluto da Trump. Resiste solo Boebert.

La deputata repubblicana Nancy Mace è arrivata quinta alle primarie del suo partito per la carica di governatore della South Carolina. Con la sua sconfitta, tre dei quattro repubblicani della Camera che avevano forzato la pubblicazione dei file su Jeffrey Epstein sono ormai fuori, o quasi, dalla politica elettiva.

Mace aveva firmato, insieme ad altri tre colleghi, la petizione che ha obbligato la Camera a votare sulla pubblicazione dei documenti relativi al finanziere morto in carcere. Quella firma ha messo i quattro in rotta di collisione con il presidente Donald Trump, il cui nome compare più volte nei file e che si è opposto a lungo alla trasparenza promessa dalla sua stessa Amministrazione. Trump ha sempre negato qualsiasi illecito legato a Epstein e ogni accusa di condotta sessuale impropria.

La fine dei quattro firmatari


Gli altri firmatari sono già usciti di scena, o sono vicini a farlo. Marjorie Taylor Greene, deputata della Georgia, si è dimessa dal Congresso all'inizio dell'anno dopo ripetuti scontri con Trump su Epstein e su altri dossier. Thomas Massie, deputato del Kentucky e tra i promotori della petizione, ha perso il mese scorso le primarie contro uno sfidante fortemente sostenuto dall'attuale presidente.

Resiste solo Lauren Boebert, deputata repubblicana del Colorado. Trump l'ha presa di mira, ma troppo tardi perché uno sfidante potesse candidarsi contro di lei. Boebert corre, dunque, senza avversari alle primarie ed è nettamente favorita per la rielezione a novembre in un distretto solidamente repubblicano.

La caduta dei tre è stata persino più rapida di quella dei repubblicani che votarono per l'impeachment di Trump dopo l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Quei parlamentari erano 17, tra Camera e Senato. Dopo la sconfitta alle primarie del senatore della Louisiana Bill Cassidy il mese scorso, al massimo 3 resteranno ancora al Congresso il prossimo anno.

Ridurre tutto ai file Epstein, però, sarebbe semplicistico. Greene e Massie si erano scontrati con Trump anche su molti altri fronti e il comportamento spesso eccentrico di Mace potrebbe aver pesato sugli elettori almeno quanto la vicenda Epstein. La deputata ha raccolto appena il 12% ed è arrivata terza persino nella sua zona, la contea di Charleston.

File Epstein · Conseguenze su Primarie 2026

Il prezzo di una firma: che fine hanno fatto i repubblicani che hanno votato per i file Epstein


4 deputati repubblicani hanno costretto la Camera a votare sulla pubblicazione dei documenti su Jeffrey Epstein, sfidando il presidente Donald Trump. Dopo la sconfitta di Nancy Mace alle primarie per il prossimo governatore della South Carolina, 3 di loro sono fuori — o quasi — dalla politica elettiva.

Firmatari
4

vs

Ancora in corsa
1

Deputati che hanno forzato il voto sulla pubblicazione dei file

Solo Lauren Boebert resta favorita per la rielezione a novembre

Greene
Georgia

Massie
Kentucky

Mace
South Carolina

Boebert
Colorado

Esplora in dettaglio
1 I quattro 2 La primaria 3 Il confronto 4 Il paradosso

Uno per uno

4 firme contro Trump, 3 carriere politiche finite o sospese


La petizione che ha obbligato la Camera a votare sulla pubblicazione dei file ha messo i firmatari in rotta di collisione con il presidente, il cui nome compare più volte nei documenti. Tocca ogni scheda per i dettagli.

MG

Marjorie Taylor Greene
Georgia · Camera

Dimessasi

Si è dimessa dal Congresso a gennaio 2026, dopo ripetuti scontri con Trump sui file Epstein e su molti altri dossier. Era stata per anni uno dei volti più riconoscibili del movimento MAGA.

TM

Thomas Massie
Kentucky · Camera

Sconfitto

Tra i promotori della petizione, ha perso a maggio le primarie contro uno sfidante fortemente sostenuto da Trump, che aveva organizzato contro di lui una campagna durissima.

NM

Nancy Mace
South Carolina · candidata governatrice

Sconfitta

Ha lasciato il seggio alla Camera per correre da governatrice ed è arrivata quinta e ultima con il 12,1% il 9 giugno. E' finita al terzo posto persino nella sua contea, quella di Charleston. Trump le ha negato l'endorsement, andato invece alla vicegovernatrice Pamela Evette.

LB

Lauren Boebert
Colorado · Camera

In corsa

Trump l'ha presa di mira, ma troppo tardi perché uno sfidante potesse registrarsi contro di lei. Corre senza avversari alle primarie ed è nettamente favorita a novembre in un distretto solidamente repubblicano.

South Carolina · 9 giugno

Quinta e ultima: il risultato di Mace alle primarie per governatore


Nessun candidato ha superato il 50%: la vicegovernatrice Pamela Evette, sostenuta da Trump, e il procuratore generale Alan Wilson si giocheranno la nomination al ballottaggio del 23 giugno.

Pamela EvetteEndorsement Trump · al ballottaggio

28,9%

Alan WilsonAl ballottaggio

26,2%

Ralph Norman

17,1%

Rom Reddy

14,2%

Nancy MaceQuinta su cinque

12,1%

Al ballottaggio del 23 giugno
Nancy Mace
Altri candidati

Mace attribuisce la disfatta alla battaglia sui file Epstein: "Ho votato per pubblicare i file Epstein e ho perso consensi per questo". Ma anche il suo stile spesso eccentrico potrebbe aver pesato sugli elettori.

Il precedente

Una caduta persino più rapida di quella dei repubblicani che hanno votato a favore dell'impeachment


Dopo l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, 17 parlamentari repubblicani votarono per l'impeachment o la condanna di Trump. La loro uscita di scena ha richiesto 5 anni. Per i firmatari della petizione Epstein sono bastati pochi mesi.

Repubblicani a favore dell'impeachment
2021 → 2026 · 5 anni

Dopo la sconfitta del senatore Bill Cassidy alle primarie in Louisiana, al massimo 3 su 17 resteranno al Congresso il prossimo anno.

Firmatari della petizione Epstein
2025 → 2026 · pochi mesi

1 su 4 resta ancora in corsa: Lauren Boebert, salvata solo dai tempi tecnici delle candidature in Colorado.

Ancora in carica o in corsa
Fuori dalla politica elettiva, o quasi

La battaglia nata in casa MAGA

Puniti per una battaglia che la base trumpiana aveva invocato per anni

Da sopravvissuta, ho scelto di difendere i miei principi e di oppormi all'insabbiamento. E a quanto pare ho scelto male, se l'obiettivo era vincere un'elezione.
Nancy Mace, riconoscendo la sconfitta · 9 giugno 2026

Come si è ribaltata la situazione

1

Per anni

Figure di primo piano del mondo MAGA — l'attuale direttore dell'FBI Kash Patel, il suo ex vice Dan Bongino, il vicepresidente JD Vance — hanno alimentato l'idea di uno scandalo Epstein da svelare, capace di far crollare un intero sistema.

2

2025

4 deputati repubblicani hanno firmato la petizione che ha obbligato la Camera a votare la legge sulla pubblicazione dei documenti. Trump, il cui nome compare più volte nei file, si è opposto a lungo alla trasparenza promessa dalla sua stessa Amministrazione.

3

2026

Molti elettori MAGA si allineano alla linea minimizzatrice del presidente e nei sondaggi si dicono sempre più soddisfatti della sua gestione del caso. Di converso, i firmatari della petizione pagano alle urne la battaglia che la base stessa aveva chiesto loro di intraprendere in passato.

Il messaggio per il Partito Repubblicano è netto: chi sfida Trump mette a rischio la propria carriera, anche quando porta avanti una battaglia invocata in passato dalla sua stessa base.

Fonti Risultati ufficiali primarie South Carolina (9 giugno 2026) · CNN, AP, NBC News, PBS · Trump ha sempre negato qualsiasi illecito legato a Epstein. Aggiornato all'11 giugno 2026.

"Ho scelto male, se l'obiettivo era vincere"


Mace, tuttavia, è convinta che la battaglia sui file Epstein le sia costata cara, anche perché avrebbe spinto Trump a sostenere la vicegovernatrice Pamela Evette, che si è invece qualificata per il ballottaggio. "Ho votato per pubblicare i file Epstein e ho perso consensi per questo", ha detto la deputata riconoscendo la sconfitta. "Da sopravvissuta, ho scelto di difendere i miei principi e di oppormi all'insabbiamento. Ho scelto di schierarmi contro gli stupratori di bambini". Poi ha aggiunto: "E a quanto pare ho scelto male, se l'obiettivo era quello di vincere un'elezione".

Il paradosso è che la richiesta di pubblicare i file era nata proprio nel mondo trumpiano. Figure come l'attuale direttore dell'FBI Kash Patel, il suo ex vice Dan Bongino e il vicepresidente JD Vance avevano alimentato per anni l'idea di uno scandalo da svelare che avrebbe fatto crollare un intero sistema. Dopo la fine del 2025, però, molti elettori MAGA si sono allineati alla linea minimizzatrice di Trump e nei sondaggi si sono detti sempre più soddisfatti della gestione del caso. Il messaggio per il Partito Repubblicano è netto: chi sfida Trump mette a rischio la propria carriera, anche quando porta avanti una battaglia che la base stessa aveva invocato in passato.

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Congresso Usa: appello a Israele per rimuovere le restrizioni ai pazienti oncologici di Gaza


Nella lettera a Rubio la richiesta di facilitare il trasferimento dei malati verso centri specializzati

Secondo quanto riportato da Quds News Network (QNN), oltre sessanta membri del Congresso degli Stati Uniti hanno rivolto un appello all'amministrazione americana affinché solleciti Israele a rimuovere le restrizioni che limitano l'uscita dalla Striscia di Gaza dei pazienti oncologici palestinesi, consentendo loro di accedere a cure specialistiche e salvavita presso strutture ospedaliere situate al di fuori dell'enclave.

L'iniziativa è stata formalizzata attraverso una lettera indirizzata al Segretario di Stato statunitense Marco Rubio e sottoscritta da 62 parlamentari, tra cui 51 membri della Camera dei Rappresentanti e 11 senatori. Tra i firmatari figurano i senatori Bernie Sanders e Chris Van Hollen, oltre ai rappresentanti Madeleine Dean e Greg Casar.

Nel documento, i legislatori chiedono all'amministrazione del presidente Donald Trump di favorire l'evacuazione medica dei bambini malati di cancro e dei loro accompagnatori, garantendo al tempo stesso il loro diritto a fare ritorno nella Striscia di Gaza una volta concluse le cure. I firmatari sostengono che l'accesso alle prestazioni sanitarie non dovrebbe essere ostacolato da procedure autorizzative che, secondo la loro valutazione, stanno impedendo a numerosi pazienti di ricevere trattamenti essenziali.

La richiesta arriva in un contesto di forte deterioramento del sistema sanitario di Gaza. Secondo le stime delle Nazioni Unite, circa 11.000 pazienti oncologici vivono attualmente nell'enclave palestinese. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha inoltre segnalato che una larga parte delle infrastrutture sanitarie della Striscia ha subito danni o distruzioni nel corso del conflitto iniziato nell'ottobre 2023, compromettendo gravemente la capacità del territorio di fornire assistenza specialistica.

Nella lettera si evidenzia come le evacuazioni mediche autorizzate finora siano risultate inferiori alle necessità effettive della popolazione. I parlamentari citano dati delle Nazioni Unite secondo cui numerosi pazienti avrebbero atteso per lunghi periodi l'autorizzazione al trasferimento sanitario, con conseguenze potenzialmente fatali in diversi casi.

Tra le proposte avanzate dai firmatari vi è la creazione di un corridoio medico dedicato che consenta ai pazienti di spostarsi da Gaza verso altre aree dei Territori palestinesi per ricevere cure specialistiche. La lettera sottolinea inoltre che diverse strutture sanitarie della Cisgiordania e di Gerusalemme Est sarebbero disponibili ad accogliere i malati provenienti dalla Striscia, offrendo servizi non attualmente disponibili all'interno dell'enclave.

I parlamentari chiedono anche garanzie per la futura ricostruzione delle infrastrutture sanitarie di Gaza e ribadiscono l'urgenza di assicurare cure immediate ai pazienti oncologici. Secondo quanto riportato nel documento, l'approvazione delle richieste di evacuazione da parte delle autorità israeliane rappresenterebbe il principale elemento necessario per consentire ai malati di raggiungere i centri di trattamento.

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Mondiale 2026, debutto ad alta tensione: tre espulsioni nella gara inaugurale tra Messico e Sudafrica


Cartellini rossi e numerosi interventi del Var segnano l'esordio con le decisioni arbitrali al centro del dibattito

Non soltanto il risultato e i primi verdetti del campo. La partita inaugurale del Mondiale 2026 tra Messico e Sudafrica è stata caratterizzata soprattutto da una serie di episodi arbitrali che hanno acceso il dibattito dell'incontro. A fare notizia sono infatti le tre espulsioni complessive comminate dall'arbitro brasiliano Wilton Sampaio, un dato che rappresenta un record per una gara d'esordio nella storia della Coppa del Mondo.

Secondo quanto riportato dall'agenzia Adnkronos, il match si è trasformato in una sfida particolarmente nervosa nella ripresa, con le decisioni del direttore di gara e gli interventi del Var che hanno avuto un impatto determinante sullo sviluppo dell'incontro. Il Sudafrica ha concluso la partita con nove uomini, mentre il Messico ha terminato in dieci, in una serata che ha visto il tema disciplinare diventare protagonista assoluto.

Il primo episodio chiave arriva al 50'. Con il Messico avanti nel punteggio, Gutierrez viene lanciato in profondità e viene fermato fallosamente da Sithole al limite dell'area di rigore. Sampaio, valutando l'intervento come chiara occasione da rete interrotta irregolarmente, estrae il cartellino rosso diretto nei confronti del difensore sudafricano, lasciando i Bafana Bafana in inferiorità numerica per gran parte del secondo tempo.

La situazione per la formazione africana si complica ulteriormente negli ultimi minuti di gara. All'83', dopo una revisione al monitor su segnalazione del Var, l'arbitro decide di espellere Zwane per una manata giudicata come condotta violenta durante un contrasto con un avversario. Una decisione che riduce il Sudafrica a nove uomini e che contribuisce ad alimentare le discussioni sulle valutazioni arbitrali della serata.

Nel recupero arriva anche il terzo cartellino rosso della partita. Al 92', il difensore messicano Montes interviene su un avversario lanciato verso la porta e viene sanzionato con l'espulsione diretta per aver negato una potenziale occasione da gol. Una decisione che porta anche il Messico a chiudere l'incontro in inferiorità numerica.

Dopo tanto lavoro, Ghost ha finalmente attivato la federazione Activitypub (e non solo). Ma quali sono le newsletter e i blog italiani basati su #Ghost?

@Discussioni sul Fediverso italiano

Al momento questi sono quelli che abbiamo censito e che ricondividiamo per tutti gli interessati:

1) oradecima by Martino Wong: @oradecima by Martino Wong
2) Dungeonauta: @Dungeonauta
3) Monryse: @MonRyse
4) Mindthechart Intelligence: @MindTheChart Intelligence
5) Restworld: @Restworld Blog
6) Il Blog di Davide Benesso: @Davide Benesso: curiosità e automiglioramento
7) Gaming Review: @GamingReview.it
8) WPC Tech: @WPC Tech
9) The Submarine: @The Submarine
10) Manolo Macchetta: @Manolo Macchetta
11) Flavio Pintarelli: @Flavio Pintarelli | Writer & Strategist
12) Giovanni Bertagna: @Giovanni Bertagna - Blog

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in reply to Zone di Transizione

sinceramente avrò poco più di 100 utenti al giorno e WordPress lo conosco abbastanza bene ormai (ci ho sviluppato anche qualche plugin). Ricominciare da zero, passare ad una vps, vuol dire spendere di più e dover re-imparare tutto da zero 😅
Questa voce è stata modificata (7 mesi fa)