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Fountain of Youth (2025)


Che dire, mi aspettavo "Il Mistero dei Templari" e invece mi son ritrovato davanti un'avventura piuttosto anonima con quel pizzico di Avatar The Last Airbender a condire il tutto in modo più che inaspettato (e insensato).

Fountain of Youth (2025) ⭐ 5.7 | Action, Adventure, Fantasy
2h 5m | 12
IMDbsaldangeorgy



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A spasso con Kippy: dal 2016 a oggi i gatti europei hanno percorso 3,7 miliardi di km



Quanto si muove davvero un gatto? E soprattutto, cosa fa quando non lo vediamo? Queste domande non sono solo curiosità, ma parte di una crescente attenzione verso il benessere e la sicurezza dei nostri compagni a quattro zampe. I numeri parlano chiaro: secondo il Rapporto Annuale 2025 di FEDIAF (Federazione europea dell'industria degli alimenti per animali da compagnia), la popolazione di animali domestici in Europa ha raggiunto 299 milioni e di questi, 108 milioni sono gatti.
white and gray cat on brown wooden tablePhoto by Roberto Huczek / Unsplash

La tecnologia incontra il mondo dei pet


Eppure, fino a oggi, monitorare l'attività fisica di un gatto era quasi impossibile; troppo indipendenti e troppo imprevedibili. Ma quando la tecnologia incontra il mondo pet, ecco che emergono dati inediti che aiutano a comprendere meglio la loro vita quotidiana. Lo conferma il primo report di Kippy che, con suoi prodotti di punta Kippy Dog e Kippy Cat integra localizzazione GPS, tracciamento dell'attività e funzioni smart pensate per migliorare la qualità della vita degli animali domestici e offrire maggiore serenità ai proprietari. Dall’analisi emerge che dal 2016 a oggi, i quasi 15 mila tracker Kippy Cat, hanno seguito i gatti sparsi in giro per l’Europa, raccogliendo dati che raccontano abitudini, ritmi e livelli di attività. I numeri fotografano un quadro interessante: i gatti monitorati hanno percorso complessivamente 7,46 miliardi di passi, equivalenti a 3,7 miliardi di chilometri, una distanza sufficiente per fare il giro dell'equatore terrestre ben 93 volte.
brown Scottish fold in brown thick-pile blanketPhoto by Mikhail Vasilyev / Unsplash

Dentro la vita di un gatto: attivo, curioso ma anche dormiglione


Altroché "animali sedentari". Ogni gatto percorre mediamente 3.900 passi al giorno, pari a circa 2 km, l'equivalente di 4 giri intorno al Colosseo. In media, dedica 34 minuti al giorno alla camminata o alla corsa, una durata che può sembrare ridotta ma che testimonia un livello di attività fisica costante e quotidiano. Un altro dato interessante riguarda il sonno. I gatti dormono in media 8 ore al giorno, un lasso di tempo che coincide spesso con il momento in cui i proprietari ricaricano il dispositivo Kippy, sfruttando il tempo di riposo dell'animale per garantire un monitoraggio continuo. Ma è sul confronto con l'anno precedente che i numeri si fanno ancora più interessanti: nel 2025, i gatti monitorati hanno visto un incremento del 61% nella loro attività fisica, passando da 23 a 37 minuti di camminata o corsa al giorno. Questo aumento evidenzia una tendenza verso un maggiore movimento, che potrebbe essere dovuto sia all’evoluzione del comportamento dei gatti, sia a una maggiore attenzione da parte dei proprietari nell’utilizzare il monitoraggio per migliorare il benessere degli animali.
four assorted-color tabby kittens on brown basketPhoto by Jari Hytönen / Unsplash

Spoiler: non tutti i gatti si muovono allo stesso modo


Tuttavia, l'analisi dei dati rivela anche una grande varietà di comportamenti. Il 25% dei gatti più sedentari percorre meno di 500 passi al giorno, mentre il 25% più attivo supera i 6.500 passi quotidiani. La maggior parte però si colloca nel mezzo, con una media di 2.700 passi al giorno. Queste differenze dipendono da molti fattori: età, razza, accesso agli spazi esterni, ma anche dalla personalità del singolo animale. È in questo contesto che il monitoraggio diventa uno strumento prezioso, in quanto permette ai proprietari di conoscere i comportamenti abituali del proprio gatto e riconoscere eventuali cambiamenti che potrebbero indicare problemi di salute o stress. Interessante anche il dato sull’utilizzo delle funzioni smart: 1 proprietario su 4 ha attivato il geofence, la notifica che avvisa se il gatto esce da un'area sicura prestabilita, almeno una volta nell'ultimo mese.

Kippy Cat V2: il tracker avanzato che migliora la sicurezza e il benessere dei gatti


Proprio in risposta alla crescente esigenza di monitorare in modo sempre più preciso l’attività dei gatti, Kippy ha recentemente lanciato Kippy Cat V2, l'evoluzione del tracker GPS per gatti. Il nuovo dispositivo integra un'elettronica completamente rinnovata che porta prestazioni da pari passo con Kippy Dog, il tracker per cani. Il cuore dell'innovazione sta nella precisione e velocità della localizzazione: grazie a una nuova tecnologia GPS, il dispositivo garantisce risposte più rapide e accurate, fondamentali quando il gatto si allontana o esplora zone nuove. Inoltre, l'ottimizzazione dei consumi permette una maggiore durata della batteria, aspetto cruciale per chi ha gatti che trascorrono molte ore all'aperto. Inoltre, tra le funzioni smart ci sono il monitoraggio delle abitudini quotidiane, le mappe di calore per analizzare i percorsi preferiti, e le notifiche geofence che avvisano se il gatto esce da una zona sicura. A differenza di un semplice AirTag, che funziona solo in presenza di dispositivi Bluetooth nelle vicinanze, Kippy Cat V2 utilizza una SIM integrata che sfrutta la rete dati per localizzare l'animale a qualsiasi distanza, in tutta Europa.

“Con KippyCat V2 continuiamo a promuovere quella che chiamiamo ‘libertà controllata - spiega Iacopo Buccarelli, di Kippy - i gatti possono esplorare, vivere la loro natura indipendente, ma i proprietari hanno la serenità di sapere sempre dove sono e come stanno”.

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L'IA ha dato a legioni di imbecilli la possibilità di esprimere i loro pensieri vuoti in modi forme a cui mai avrebbero avuto accesso. / AI has given legions of idiots the opportunity to express their empty thoughts in ways they would never have had access to before.



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Quel che resta del Natale: top 5 dei regali aziendali da dimenticare


Dopo le feste restano anche i regali sbagliati: una top 5 dei regali aziendali di Natale meno riusciti, tra ironia e realtà

Il periodo natalizio in azienda è spesso vissuto tra l’attesa delle vacanze imminenti e la frenesia delle chiusure di fine anno. Tra queste, il classico regalo aziendale dovrebbe rappresentare un momento di leggerezza e buonumore; dovrebbe…, perché, quando l’originalità prende il sopravvento, il risultato può trasformarsi in un ricordo indimenticabile, ma non nel senso sperato, lasciando i dipendenti più perplessi che felici.

E-commerce fragranze per la casa: crescita del mercato
Il mercato italiano delle fragranze per la casa accelera online grazie a e-commerce, design di prodotto, branding emozionale e nuove abitudini digitali
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Non mancano gli esempi: da chi ha ricevuto una piccola pietra con inciso “You rock”, sicuramente un messaggio di incoraggiamento unico, ma non proprio il regalo che ci si aspetterebbe di trovare sotto l’albero, fino a chi si è visto recapitare gadget improbabili o sorprese tanto creative, ma altrettanti poco utili. A raccontarlo è Pluxee Italia, che ha raccolto le storie più divertenti e surreali che sono state condivise online dai lavoratori di tutto il mondo: una Top 5 dei regali aziendali più assurdi, stravaganti e memorabili scovati tra i dipendenti, un piccolo viaggio nell’universo dei doni che, forse, sarebbe stato meglio non scartare.

Idee regalo da... digerire con calma


Tra chi punta sulla sostenibilità estrema, regalando una calza piena di patate impacchettate eco-friendly e chi invece preferisce il digitale inviando una torta virtuale via e-mail, il risultato non cambia: i dipendenti avrebbero gradito qualcosa di un pò più… commestibile.
Evento aziendale per le Festività NatalizieEvento aziendale per le Festività Natalizie

Quando il personal… è troppo personale


Il brivido di ricevere un pensiero “intimo” dal proprio capo ha sempre i suoi limiti, specialmente quando si traduce in una cornice con la foto dei suoi figli, da esporre con orgoglio sulla propria scrivania. Un Natale “di famiglia” certo, ma non la propria.

Il survivalismo aziendale fuori controllo


Dal kit per l’apocalisse con un solo infradito al premio “motivazionale” consistente in una singola mentina, fino al tagliapizza brandizzato considerato “trofeo aziendale”: certi regali lasciano intendere che per affrontare l’ufficio serva spirito di sopravvivenza. Non è così: in realtà serve solo un dono più azzeccato.

smart home Netatmo
I prodotti smart Netatmo trasformano ogni ambiente in uno spazio accogliente e perfettamente controllato
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Le sorprese che si rivelano trappole


Ricevere un buono digitale per gli acquisti da 50 euro strappa sempre un sorriso. Scoprire che è un test aziendale di phishing, lo cancella in un istante. Un caso esemplare di regalo che regala solo diffidenza.

Esperienze sì, purché non impossibili


Il desiderio di regalare “esperienze” è sempre apprezzabile finchè non si traduce in inviti a feste aziendali che richiedono un costo aggiuntivo per partecipare, o in voucher per il cinema utilizzabili solo dall’altra parte del Paese. In questi casi, l’unica esperienza reale è scoprire che non potrai goderne davvero. Episodi come questi, per quanto curiosi, mostrano come un regalo aziendale possa facilmente diventare un momento imbarazzante invece che un gesto di cura. In tale contesto, Pluxee ha sottolineato come ricevere un regalo da parte dell’azienda che risponda davvero ai bisogni concreti dei dipendenti sia fondamentale: soluzioni semplici, utili e capaci di adattarsi alle diverse esigenze dei lavoratori. Puntare su proposte realmente fruibili non solo evita sorprese indesiderate, ma contribuisce a creare un clima aziendale più positivo, attento e contemporaneo, proprio quello che ogni dipendente dovrebbe trovare sotto l’albero. Perché un regalo ben pensato non è solo un gesto: è un modo di valorizzare il talento e costruire un ambiente di lavoro più inclusivo e moderno.


E-commerce fragranze per la casa: il mercato italiano cresce tra design e benessere


In Italia la crescita del comparto home fragrance si inserisce in una trasformazione strutturale dei consumi legati alla casa. I nostri connazionali, infatti, sono sempre più legati all’esperienza, al comfort e alla qualità percepita degli spazi, piuttosto che orientati esclusivamente alla funzionalità. Secondo i dati dell’Accademia del Profumo, il mercato delle fragranze per la casa cresce a un ritmo del +7,8% annuo, trend che trova ulteriore conferma nell’analisi dei comportamenti digitali degli utenti.

Maggior propensione e ampliamento della base


L’elaborazione dei dati di Trovaprezzi.it, mostra che nel 2025 le ricerche nella categoria Profumatori e Candele sono cresciute del 18% rispetto all’anno precedente. Un incremento che suggerisce non solo una maggiore propensione all’acquisto, ma anche un ampliamento del pubblico interessato e una maggiore frequenza di esplorazione e comparazione dei prodotti, segnale tipico dei mercati in fase espansiva.
lighted candlesPhoto by Rebecca Peterson-Hall / Unsplash

Un design integrato con l'arredamento


Dal punto di vista della distribuzione dell’interesse delle varie tipologie di prodotti, i diffusori per ambienti sono ancora oggi la categoria più esplorata, con il 32,5% delle ricerche. Questo dato riflette la preferenza delle persone verso soluzioni continue, durature e a bassa manutenzione, spesso caratterizzate da un design integrato con l’arredamento. Seguono i profumatori per ambienti, con il 17,8%, e le candele profumate, con il 15,5%, che continuano a occupare un ruolo centrale nel mercato grazie al loro valore simbolico e all’impatto esperienziale. Gli oli essenziali, con il 10,1% delle ricerche, indicano invece un interesse crescente per prodotti associati a pratiche di aromaterapia e benessere, finalizzate al rilassamento.

Estetica ed efficacia


Anche l’analisi dei prodotti più desiderati evidenzia una progressiva convergenza tra funzione e valore estetico. I diffusori in porcellana decorata di THUN, così come le soluzioni firmate Ambi Pur e Glade, intercettano esigenze diverse ma complementari: da un lato, la volontà di integrare il profumatore nell’estetica degli ambienti domestici; dall’altro, la ricerca di efficacia e continuità nella profumazione. A questi si affiancano proposte più tradizionali ma ancora rilevanti, come i foglietti profumati Orphea per cassetti e armadi, che dimostrano come l’attenzione per il profumo non si limiti agli spazi visibili ma si estenda all’intero ecosistema domestico. Nel segmento delle candele profumate, il brand più scelto continua a essere Yankee Candle, che mantiene una posizione di leadership nella percezione degli utenti. Le fragranze maggiormente cercate – tra cui Vanilla Frosting, Warm Cashmere, Clean Cotton, Wedding Day e Pink Sands – delineano una preferenza verso note rassicuranti, pulite e avvolgenti.
Candle smoke escapes from under a glass dome.Photo by Pelicular Studio / Unsplash

Il comparto preferito da un'ampia fascia di popolazione attiva


L’analisi sociodemografica conferma un interesse trasversale, con una prevalenza femminile che rappresenta il 79% delle ricerche in categoria. Le fasce d’età maggiormente coinvolte sono quelle comprese tra i 25 e i 54 anni, con un picco nei 45-54enni (23%), seguita da utenti 25-34enni (22%) e dalla fascia 35-44 anni (19%). Questo dato evidenzia come il comparto non sia circoscritto a target estremamente giovani o di nicchia, ma intercetti una fascia ampia di popolazione attiva, spesso impegnata nella gestione dello spazio domestico e sensibile alla qualità della vita quotidiana.

Dove si acquista di più


Dal punto di vista geografico, la Lombardia si posiziona al primo posto con il 34% dell’interesse, seguita ben distanziata dal Lazio (11%) e da Campania, Emilia-Romagna e Veneto (8%). Tuttavia, l’interesse distribuito su quasi tutto il territorio nazionale indica una tendenza ormai diffusa e non limitata a singole aree geografiche.

“La crescita delle fragranze per ambienti racconta molto dell’evoluzione del rapporto tra persone e casa. Oggi non ci si accontenta più di una dimensione funzionale: l’abitazione è vissuta come spazio identitario, di benessere e di espressione personale. In questo scenario, le fragranze diventano uno strumento per personalizzare e qualificare l’esperienza quotidiana, unendo gusto estetico, cura di sé e attenzione alle tendenze sociali. Lo vediamo chiaramente nelle scelte dei consumatori, che confrontano non solo in base al costo, ma anche per profumo, intensità, durata e design, segno di una sensibilità sempre più raffinata verso la qualità della vita domestica.” ha sottolineato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.




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L'Orata di Riccardo Denotti


Riccardo ci invia la foto di una bella orata e parteciperà al concorso di febbraio per vincere l'abbonamento a Mondo Pesca.

Torre dei Corsari, notte del 27 dicembre. Scaduta di sud ovest (libeccio). Si presentava un mare spettacolare e dopo un paio d'ore arriva lei la signorina orata, affamatissima, sul cannolicchio.

Anche voi, spedite a info@mondopesca.it - wa + 39 360 620278 - le foto di una preda con una descrizione dettagliata della cattura (dove, quando, tecnica, esca e altro), e parteciperete, gratuitamente, al concorso del mese per vincere l'abbonamento annuale a Mondo Pesca.


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Buon 2026 illuminista


Nell’oblast di Donetsk sono morti 250 mila ucraini nel 2025. L’esercito russo ha ampliato la zona di controllo grazie a una manovra del colonnello Misrenov. Dopo aver reclutato condannati a morte dalle prigioni, Misrenov ha sfruttato un gruppo di persone definite non idonee al servizio militare: ragazzi tra i 13 e i 39 anni con un problema congenito alla vista, uno dei due occhi che non funziona. L’adattamento alla mancanza di un occhio avrebbe reso l’altro un “super-occhio”, trasformandoli in imbattibili cecchini e osservatori di droni con cannocchiale. Questo esercito di orbi si farebbe chiamare “l’esercito di Sauron”, dal celebre occhio di Tolkien.

Questa storia è una cazzata: me la sono inventata.

Chiediamo a ChatGPT: “Questa storia è vera o falsa? Rispondi con una frase.”

Falsa: è un racconto inventato/satirico (colonnello “Misrenov”, “esercito di Sauron”, “super-occhio”) senza riscontri credibili.

Se c’è una cosa che la AI sa fare bene è andare a guardare nei dati passati e riconoscere similitudini o no. Non ha trovato niente di simile a Misrenov e super occhio, quindi probabilmente è una cazzata.

Dal WOKE alle balle


Nei primi anni del decennio c’è stata l’ondata woke, in cui alcuni temi venivano di fatto messi al bando e l’attenzione alla forma dell’espressione finiva per prevalere sul contenuto dei discorsi. Riky Gervais ha fatto un bellissimo pezzo proprio su questo discorso in risposta agli attacchi che subì JK Rowling dalla comunità LBTQ+, dove con simpatia racconta la preoccupazione dello stupro sovrastata dal discorso sui pronomi.
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Il punto non è “chi aveva ragione” nella singola polemica. Il punto è: quando una parte si autoassegna la patente di superiorità morale, non può sbagliare. Inevitabilmente sbaglia (come sopra sulla Rowling o sul concetto dell'imposizione delle quote rosa e DEI) — e quando sbaglia, regala munizioni perfette a chi vuole sostenere che morale, verità e coerenza non contino nulla, le regole non contano, la storia e la ragione non contano.

Ed è qui che entra la reazione: l’uomo forte a cui non dare regole, la contraddizione quotidiana, il culto del “dire qualunque cosa” e poi spostare il palo il giorno dopo. L’eccesso moralistico produce rigetto; il rigetto premia chi trasforma il caos in intrattenimeneto.

In Italia le bugie e incoerenze Trumpiane le abbiamo viste in Vannacci, in Barbero, nella Albanese, e in Conte e Travaglio; la balla dietro l’altra sempre impunita, l’urlo social fine a se stesso. Bene, basta. Quale reazione avremo a questo nel 2026? Steven Pinker che ci incita a lottare per una nuova fase di illumismo.

Un ritorno all’Illuminismo e all’umile ricerca razionale della verità


Steven Pinker, in più occasioni, ha rilanciato l’idea che stiamo scivolando verso superstizione e irrazionalità e che serva recuperare lo spirito combattivo dell’Illuminismo. Quoto: "La facilità con cui il mondo è scivolato di nuovo nella superstizione mostra quanto abbiamo disperatamente bisogno dello spirito battagliero dei pensatori illuministi del XVIII secolo… Non c’è alcun motivo per cui un successore carismatico e piacevolmente abrasivo non debba raccoglierne l’eredità. Anzi, paradossalmente, più ci allontaniamo dalla ragione, più l’Illuminismo torna a sembrarci miracoloso e urgente. «Écrasez l’infâme — schiacciate l’infame, schiacciate la cosa ignobile» — era il grido di guerra di Voltaire quando scendeva in campo contro il bigottismo della sua epoca. Nel nostro tempo poco illuminato, dobbiamo riscoprire quello spirito.

Dobbiamo lottare per un nuovo illuminismo.

Ma qui viene la parte difficile: se i livelli di alfabetizzazione critica e di istruzione peggiorano, diventa sempre più comune confondere:

  • retorica vs evidenza
  • forma vs contenuto
  • appartenenza tribale vs verità

I livelli di istruzione peggiorano anno dopo anno. Secondo i risultati PISA 2022 pubblicati dall'OCSE, i punteggi in matematica sono crollati a livelli storicamente più bassi in molti paesi occidentali e la gente legge sempre meno. (si noti che se dassimo ascolto a Ray Dalio, saremmo finiti - no educazione no party).

Quindi la domanda vera è: cosa fa “atterrare” le società nella realtà?

  1. Una crisi che costringe a pagare il conto - vedi i 100 anni di umiliazione della Cina.
  2. Tecnologie e istituzioni che rendono conveniente la verità - strumenti di verifica, accountability, incentivi corretti.


La storia dei “cento anni di umiliazione” della Cina


“Cento anni di umiliazione nazionale” (百年国耻, bǎinián guóchǐ) è un’espressione-chiave nella narrazione storica e politica cinese: indica un lungo periodo in cui la Cina fu sconfitta militarmente, penetrata economicamente e condizionata politicamente da potenze straniere, perdendo pezzi di sovranità (tariffe, dogane, concessioni, extraterritorialità, territori).

La datazione varia nelle fonti: spesso si fa iniziare con la dinastia dei Qing (al potere dal 1644) e la Prima Guerra dell’Oppio (1839–1842) e si fa terminare nel 1949 con la fondazione della Repubblica Popolare.

Una veloce cronologia:

  • Guerre dell’Oppio: apertura forzata e trattati ineguali; simbolo della perdita di controllo commerciale e giuridico.
  • Sistema dei “trattati ineguali” e concessioni: erosione della sovranità nei porti e nelle regole del gioco.
  • Sconfitta contro il Giappone (1894–1895) e crescita del trauma: non è “l’Europa lontana”, è il vicino asiatico modernizzato.
  • Rivolta dei Boxer (1900) e intervento delle potenze: ulteriore delegittimazione dell’ordine imperiale.
  • 1911 e fine dell’impero: collasso della struttura imperiale e crisi repubblicana.
  • Warlordismo, guerra civile, invasione giapponese e seconda guerra sino-giapponese: devastazione e frammentazione fino alla vittoria comunista e alla proclamazione della PRC (1949).

Dopo il 1949, e con particolare intensità dopo il 1989, la leadership ha spinto una narrazione patriottica centrata sull’umiliazione storica e sulla necessità di forza nazionale e coesione.

Il grande successo Cinese arriva “solo” a fine anni ’80. Il tornante è il Terzo Plenum del 1978 e l’avvio di “reform and opening up”.

La logica di fondo è pragmatica: sperimentare, copiare ciò che funziona, espandere, correggere. (si noti copiare ciò che funziona, non "famo quella roba de sinistra")

Esempi tipici delle prime fasi:

  • de-collectivizzazione agricola;
  • crescita di imprese locali (incluse le township and village enterprises);
  • graduale liberalizzazione con meccanismi ibridi (es. sistemi “dual-track” dei prezzi).

Vennero aperte le Special Economic Zones (SEZ), l’emblema del metodo: aprire finestre controllate, attrarre capitali/tecnologia, imparare facendo, poi scalare.

Le prime grandi SEZ costiere (Shenzhen, Zhuhai, Shantou, Xiamen) vengono istituite tra 1979 e 1980 e diventano spazi con regole più orientate al mercato rispetto al resto del paese.

Il concetto di autoregolamento del libero mercato viene anche sfruttato nella gestione delle province. I governatori, per far carriera politica non hanno bisogno di farsi eleggere, bensi fanno a gara a chi ottiene i migliori risultati.

Dan Wang nel suo ultimo libro Breakneck descrive il Dipartimento dell’Organizzazione come un sistema di dossier e “pagelle” su governatori, sindaci e segretari di partito: “All of these people are trying to maximize their metrics.” Per molto tempo la logica è stata brutale e semplice: “If you had high GDP growth, that’s great. If you had minimal political protests, even better.” Questo crea competizione e selezione.

I Cinesi arrivarono a grattare il fondo del barile e si rialzarono. Ci han messo 150 anni ma ora sono una potenza economica mondiale in grado di dettar legge.

Se l'Europa sceglie di vivere di rendita culturale e di retorica morale senza capacità materiale e industriale, lo scenario dei 150 anni di umiliazione non è fantascienza: è una traiettoria. Siamo destinati anche noi a un simile periodo di declino prima di risvegliarci?

La rivoluzione sociale dell'IA e dei mercati predittivi


Conosciamo bene l'intelligenza artificiale. Una conseguenza moderna è che diventa più difficile raccontare falsità senza essere contraddetti. Il classico «è una mia opinione» si scontra con il «ChatGPT dice che stai dicendo una stronzata». Su X , è possibile utilizzare Grok per ottenere contesto e analisi delle affermazioni condivise in pochi secondi. L'utilità di questi strumenti si esalta nel controllare fonti e dati passati (piuttosto che nel dare consigli e analisi esistenziali).

Tuttavia, questi sistemi hanno un limite importante: non riescono a fare delle predizioni sul futuro. Qualcosa che deve ancora accadere non può essere verificato nemmeno dall'IA più avanzata.

Come associare una predizione alla sua reale realizzabilità? Barbero che parla di riarmo imperialista della Germania? Trump che parla di tariffe per l'industrializzazione? Conte che parla di fine della povertà?

I mercati predittivi come strumento di responsabilità

A colmare questa lacuna arrivano i mercati della predizione—piattaforme come Kalshi e Polymarket.

I mercati predittivi sono un nuovo social network dove si postano delle predizioni e si scommette che la predizione sia giusta o sbagliata, trasformando l’opinione in skin-in-the-game: se dici sciocchezze e ci metti soldi, perdi.

Attenzione: non è un dettaglio tecnico. È un cambio di incentivi.

Vitalik Buterin, creatore di Ethereum, ha difeso questi mercati in un post , definendoli un «antidoto» contro le opinioni irrazionali su temi emotivamente carichi. Il suo argomento centrale: «Sui social media, molte persone gridano 'QUESTA GUERRA ACCADRÀ SICURAMENTE' e spaventano la gente, senza alcuna responsabilità reale: guadagni popolarità nel momento—e spesso quella popolarità è molto monetizzabile!—e poi nessuna responsabilità a posteriori.»

Buterin continua: «Con i mercati di previsione, se fai una scommessa stupida perdi, e il sistema col tempo diventa più orientato alla verità e mostra probabilità che riflettono l'incertezza reale del mondo molto più fedelmente di questi altri sistemi. Posso dire personalmente che mi è capitato alcune volte di leggere un titolo allarmante, spaventarmi, poi controllare i prezzi su Polymarket e sentirmi più calmo: le persone esperte su quel tema sanno cosa sta succedendo e la probabilità che accada qualcosa di insolito è solo del 4%.»

Seguono degli esempi di scommesse.

Il discorso è quindi questo: con l'intelligenza artificiale e i mercati predittivi, abbiamo creato un sistema di "rendicontabilità" per il quale il popolo, nonostante i diversi livelli di istruzione e partigianeria, riesce a riconoscere e cacciare i ciarlatani?

Oppure siamo destinati ai nostri cento anni di umiliazione—un periodo di declino cognitivo e istituzionale dal quale, come la Cina, emergeremo solo dopo aver toccato il fondo?

Stiamo attraversando un periodo buio della storia recente. La corruzione dell'era Trump, il colonialismo di Putin e Netanyahu, l'irrilevanza dell'Europa, l'assertività di Xi Jinping e di Modi. 2026 - cosa ci regalerai? Se riusciamo a non essere chiamati alle armi o a finirla in un campo di concentramento sino-russo-americano direi che è un successo.

Buon illuminismo, e buon 2026 😀


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Lampuga e Leccia, quasi per caso


Per lo più sono predatori che attaccano esche destinate ad altri pesci. Grossi esemplari solitari, affamati e inaspettati. Si tratta di catture quasi casuali, quasi, perché c’è chi li cerca con cognizione di causa.

foto sopra: Andrea Galiani solleva una coloratissima lampuga, pescata in una mattina di novembre con un grosso muggine innescato su una paratura mono amo. Non una cattura casuale, visto che Andrea sperava nell’attacco del dorado e aveva preparato un grosso bracciolo dello 0,50.

Il sole non è ancora sorto, ma il cielo ad est si sta già rischiarando e fa freddo, pungente come solo all’alba può esserlo. Il pescatore sbuca fuori dall’ombrellone, con due ore di dormiveglia e tanta voglia di caffè caldo. È stata una notte di surfcasting proficua, almeno sino a quando, intorno alle 3 del mattino, i pesci hanno smesso di mangiare le esche. Orate e saraghi ingannati con cannolicchi e seppie e spigole da cercare col vivo. Tutto previsto, tutto come da copione. E l’alba solitamente non regala grandi scossoni. Ma il surfcaster sa che questa volta il finale può essere esplosivo. In questo periodo dell’anno, dopo troppi mesi di calma piatta, finalmente sono iniziate le prime vere mareggiate e la bassa pressione promette sorprese. In più, la temperatura del mare è ancora abbastanza alta, condizione particolare che suggerisce di cambiare strategia. Il pescatore recupera le esche che da troppo tempo giacciono in acqua: lenze aggrovigliate, qualche alga, un bracciolo tagliato… tutto come previsto. È arrivata l’ora di osare. Arma due canne dall’azione “potente”, fusti fatti per lanciare zavorre con esche voluminose. Dal fondo del cassone estrae una bobina di fluorocarbon dello 0,50 e prepara due finali identici della lunghezza di 70 cm; lega gli Aberdeen 3/0, innesca e lancia in mare. Due canne in acqua, due muggini vivi, i più grossi e vitali rimasti nel secchio con l’ossigenatore. La poca luce dell’alba gli permette finalmente di vedere un canale che corre in corrispondenza di una punta di sabbia ben pronunciata. Lancia con precisione proprio lì, a non troppa distanza dalla riva. Ed ecco il finale sperato, anzi, ben due finali!
Emanuele Orrù solleva una leccia di 7 chili, pescata, sempre con un muggine vivo, durante una fase montante di libeccio in costa ovest. Anche questa una cattura studiata perché Emanuele sperava nel passaggio di qualche amia subito dopo l’alba.
E si, perché quello che poteva sembrare un racconto romanzato è invece testimonianza di due esperti pescatori che in due spiagge diverse, in giorni diversi, ma con le stesse ambizioni, hanno deciso di sfruttare la montata (uno di scirocco, l’altro di libeccio) per insidiare, con precisione chirurgica, due predatori molto poco comuni nei carnieri del surfcasting: lampuga e leccia amia. Andrea Galiani le ha viste le lampughe la sera prima, cacciavano a non più di 40 metri da riva, stupende, coloratissime, inconfondibili. Faceva un caldo inconsueto, tanto che Andrea si muoveva tra le canne in maglietta. Poi freddo di notte e di nuovo caldo dopo l’alba. Ma proprio questa anomalia gli ha messo in testa un’idea pazza: “Domani mattina pesco una lampuga!”. Ha aspettato un’intera notte, la lampuga non caccia col buio. E infatti solo dopo l’alba, finalmente ha visto l’attacco, con una partenza portentosa, instancabile. Nell’altro versante dell’isola, Emanuele Orrù aveva programmato la notte di pesca ben conscio che l’alba gli poteva regalare l’incontro con la leccia amia. “All’alba la pesco, all’alba la pesco!”. Stessa esca, ma condizioni di mare differenti, con l’acqua più fredda e tanta corrente. La leccia si è mostrata in tutta la sua maestosità, 7 chili di pura potenza. Due catture non comuni, ma non casuali, almeno per i veri lupi di mare.


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Il Super Calamaro di Davide


Davide ci invia le foto di questo super calamaro e con queste parteciperà al concorso di febbraio per vincere l'abbonamento a Mondo Pesca.
Buonasera, mi presento, sono Davide. Ecco la mia ultima cattura: un piccolo calamaro da 1.340 kg, catturato in una serata fredda e un po' piovosa di fine dicembre al porto di Cannigione, dove, in questo periodo, con le condizioni perfette per la pesca, regala sempre belle catture. Un saluto a tutti voi e tantissimi auguri per un buon anno!

Anche voi, spedite a info@mondopesca.it - wa + 39 360 620278, le foto di una preda, con una descrizione dettagliata della cattura (dove, quando, tecnica, esca e altro) e parteciperete, gratuitamente, al concorso del mese per vincere l'abbonamento annuale a Mondo Pesca.

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Capodanno sempre più domestico per gli italiani: dal brindisi in casa al Sottosopra


Sempre più italiani scelgono di festeggiare il Capodanno in casa, tra brindisi domestici, nuove tendenze di consumo e cambiamenti nelle abitudini sociali

“Cosa fai a Capodanno?” è la domanda più temuta da ottobre in poi e parte la gara tra amici ad organizzare la serata più epica di sempre. Tuttavia, secondo i dati raccolti da idealo, il Capodanno degli italiani si conferma sempre più come un’esperienza intima e riservata: meno eventi di massa, più casa, intrattenimento e benessere, per un momento condiviso e tempo di qualità insieme. Le intenzioni di acquisto mostrano un netto spostamento verso le ricerche per intrattenimento indoor, cibo e preparazione personale, a discapito delle feste fuori casa.

Serata in casa all’insegna dei giochi, ma senza trascurare il look


A trainare le ricerche per l’ultima serata dell’anno sono soprattutto le forme di intrattenimento casalingo, con un vero e proprio boom del settore gaming: rispetto a un anno fa, i videogame registrano una crescita del +221%, le console del +53% e i televisori del +43%, affiancati da proiettori (+35%) e sistemi audio domestici. Segnali chiari di un Capodanno vissuto tra giochi, film e musica condivisa.

Regali digitali a Natale: un italiano su tre li sceglie
Un italiano su tre sceglierà regali digitali per Natale: abbonamenti, gift card e servizi online guidano il nuovo shopping natalizio tech
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Il cenone di Capodanno resta un momento chiave, soprattutto a livello di coccole da concedersi. Aumentano infatti dolci e cioccolato (+118%), il vino (+77%) e il caffè (+39%), mentre calano gli elettrodomestici e le attrezzature da cucina più strutturali, segno di una convivialità più semplice, ma ricercata.

Anche se in casa, non passa in secondo piano l’attenzione alla cura personale e alla preparazione per la serata. Il make-up e i profumi registrano incrementi rilevanti, con il rossetto a +154%, i beauty gift set a +111% e le fragranze unisex a +101%, indicando che l’aspetto e il rituale della preparazione restano centrali.
man in black jacket standing on rockPhoto by Karsten Winegeart / Unsplash

Dal Demogorgone al divano: Stranger Things protagonista delle feste


Le festività di fine anno, tra Natale e Capodanno, sono il momento ideale per recuperare episodi e concedersi lunghe maratone di serie TV, complice il maggiore tempo libero trascorso in casa. In questo contesto, l’uscita della nuova stagione di Stranger Things ha acceso un interesse senza precedenti: secondo i dati, i prodotti legati alla serie hanno fatto registrare un vero e proprio super-boom, con un volume di ricerche oltre 32 volte superiore rispetto all’anno precedente e un aumento costante sia dell’interesse sia dei prezzi man mano che ci si avvicinava al periodo festivo.
Immagine tratta dalla serie Stranger ThingsImmagine tratta dalla serie Stranger Things
L’universo di Hawkins entra così nelle case degli italiani attraverso oggetti ispirati ai suoi personaggi e luoghi iconici, da Undici al Demogorgone, fino al Sottosopra. A guidare le ricerche sono i Funko, che raggiungono il 49% dell’interesse, seguiti dai Calendari dell’Avvento Stranger Things (21%) e dai set LEGO (8%), tra cui quello dedicato proprio al Sottosopra. Spazio anche a prodotti pensati per accompagnare le serate sul divano, come puzzle, action figure, lampade per bambini, set di bellezza, ciondoli e bracciali ispirati all’Hellfire Club, fino alla Moka Express Stranger Things, perfetta per scandire una puntata dopo l’altra. Dettagli che raccontano un Capodanno sempre più domestico, fatto di serie TV, piccoli rituali e momenti di condivisione davanti allo schermo.
Passeggiata tra le piste di neve di due appassionati di sciPasseggiata tra le piste di neve di due appassionati di sci

Tanti a casa, ma non mancano i viaggi


Anche se i dati raccontano di una maggioranza che trascorrerà il Capodanno a casa, non manca chi sceglie di viaggiare: in questo caso la montagna si conferma la destinazione preferita. L’attrezzatura per snowboard segna un +120% anno su anno, mentre le ricerche di tavole da snowboard registrano un incremento del +62% e quelle degli sci del +49%. I guanti e i pantaloni da sci di ricerca rientrano tra i nuovi trend emersi proprio quest’anno.

Da sottolineare come invece le ricerche legate ad accessori per il mare e per una vacanza in una località dal clima mite siano invece in calo rispetto allo scorso anno, segno che ci si muove preferendo la neve al caldo.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano


Non manca qualche ricerca legata alla tecnologia, fondamentale per chi viaggia in città, esplorando capitali europee o capoluoghi italiani, dove la ricerca dello spot per la fotografia perfetta da condividere sui social è un must. Crescono così le ricerche per action camera (+65%) e droni (+109%), ma anche per le fotocamere & videocamere per bambini (+54%) in modo che anche i più piccoli possano divertirsi a scattare quante più foto possibile.


Natale sempre più digitale: un italiano su tre sceglie regali tech


Secondo gli ultimi dati di Kaspersky, i regali digitali e gli auguri personalizzati saranno molto popolari durante queste festività natalizie 2025/2026, con gli abbonamenti ai servizi di streaming e i crediti di gioco che occupano le prime posizioni nelle wishlist. Con la vita quotidiana sempre più digitale, anche il modo di fare i regali sta cambiando: i doni virtuali non sono più una novità, ma una scelta sempre più diffusa. Alla vigilia della stagionale corsa agli acquisti natalizi, Kaspersky ha condotto un sondaggio per scoprire la reale popolarità dei regali digitali e quali conquistano davvero il cuore dei consumatori.
La fascia più giovane della popolazione si conferma la vera pioniera dei regali virtualiLa fascia più giovane della popolazione si conferma la vera pioniera dei regali virtuali
In Italia il 41% degli intervistati preferisce i regali fisici, dichiarando di non avere alcuna intenzione di cambiare idea nel prossimo futuro, ma circa un quinto ha già acquistato in passato regali digitali e il 32% pianifica di farlo quest’anno. A livello globale, la fascia più giovane della popolazione (18-34 anni) si conferma la vera pioniera dei regali virtuali: il 63% dichiara infatti di voler acquistare regali digitali durante le festività natalizie. Tra questi nativi digitali, quasi la metà (46%) ha già scelto in passato doni virtuali. La generazione più anziana (over 55) mostra invece una tendenza opposta, rimanendo saldamente legata alla tradizione, con quasi la metà degli intervistati (46%) che afferma di preferire i regali fisici.

Nonostante la crescente diffusione dei regali digitali, gli esperti di Kaspersky avvertono che, accanto ai numerosi vantaggi dei doni virtuali, esistono anche diversi rischi per la sicurezza, come la presenza di negozi online falsi o link di phishing. Per questo motivo, raccomandano di prestare particolare attenzione e di adottare adeguate misure di protezione.
Il 55% degli intervistati hanno indicato i servizi e le piattaforme di streaming, come Netflix e SpotifyIl 55% degli intervistati hanno indicato i servizi e le piattaforme di streaming, come Netflix e Spotify

I giovani adulti sono tre volte più propensi a regalare un abbonamento Netflix piuttosto che un maglione


Secondo il sondaggio, in Italia il 55% degli intervistati che hanno preso in considerazione l’acquisto di regali digitali hanno indicato i servizi e le piattaforme di streaming, come Netflix e Spotify, confermando l’intrattenimento come il regalo digitale per eccellenza. Al secondo posto si collocano i crediti e gli abbonamenti per i giochi, che raccolgono il 38% delle preferenze degli italiani, seguiti da abbonamenti a e-book (32%) e iscrizioni a corsi online (22%). Accanto agli abbonamenti per l’intrattenimento, sta registrando una crescente popolarità anche il benessere fisico, con regali sempre più richiesti come gli abbonamenti alle palestre (29%), mentre i servizi dedicati al benessere mentale risultano meno diffusi, con solo l’11% degli intervistati che dichiara interesse per questa tipologia di offerta.
Grazie all'AI truffatori possono creare siti web falsi convincenti, e-mail fraudolente e pop-up ingannevoliGrazie all'AI truffatori possono creare siti web falsi convincenti, e-mail fraudolente e pop-up ingannevoli

Prima di cliccare: i rischi per la privacy nascosti nei regali digitali


Sebbene gli abbonamenti siano diventati l’opzione regalo digitale più popolare e comoda, il periodo degli acquisti natalizi comporta rischi significativi che i consumatori devono affrontare con cautela. Con l’aumento delle persone che acquistano all’ultimo minuto servizi di streaming, crediti di gioco e corsi online, i criminali informatici approfittano della situazione con sofisticati schemi di phishing. Grazie all’intelligenza artificiale, i truffatori possono creare siti web falsi convincenti, e-mail fraudolente e pop-up ingannevoli che imitano servizi di abbonamento legittimi, sfruttando l’urgenza e l’entusiasmo tipici degli acquisti natalizi. Per rendere più sicuri gli acquisti, è fondamentale utilizzare soluzioni di sicurezza dotate di un componente anti-phishing basato sull’intelligenza artificiale, in grado di bloccare link dannosi e proteggere i pagamenti.

Babbo Natale diventa virtuale


I saluti personalizzati in formato video o audio, provenienti da Babbo Natale o da personaggi famosi, e le cartoline digitali stanno diventando sempre più popolari. Questi regali innovativi offrono l’opportunità di creare messaggi unici e profondamente personali, distinguendosi dai doni più generici. Tuttavia, gli esperti di Kaspersky ricordano che alcuni di questi servizi richiedono un’eccessiva quantità di dati personali, mettendo in discussione la loro affidabilità.
Soluzioni di sicurezza, password manager e persino abbonamenti VPN si sono trasformati da semplici strumenti a doni ambitiSoluzioni di sicurezza, password manager e persino abbonamenti VPN si sono trasformati da semplici strumenti a doni ambiti

Il 24% dei consumatori in Italia vorrebbero regalare o ricevere un software di sicurezza


È interessante notare che quasi un terzo degli intervistati considera i software per la protezione della vita digitale non solo strumenti di sicurezza essenziali, ma anche regali premurosi. Soluzioni di sicurezza, password manager e persino abbonamenti VPN si sono trasformati da semplici strumenti a doni ambiti, capaci di offrire sia protezione concreta sia tranquillità. Queste misure di sicurezza digitale possono integrarsi facilmente con qualsiasi dispositivo o regalo digitale, creando un pacchetto completo in grado di rispondere alla crescente esigenza di protezione online.

“È incoraggiante constatare che l’interesse per le soluzioni di sicurezza informatica sia in crescita, poiché ciò riflette una comprensione più profonda del fatto che proteggere la vita digitale dei nostri cari è diventata una forma essenziale di cura e responsabilità. Questo cambiamento dimostra che oggi la sicurezza informatica non riguarda solo la tutela dei propri dati, ma anche la creazione di uno spazio digitale più sicuro per le persone a cui teniamo”, ha commentato Cesare D’Angelo di Kaspersky.




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Cernie al Volo


Con l’esca giusta e l’attrezzatura adeguata possiamo insidiare le grosse cernie con ottime probabilità di successo. Ma per avere la meglio non dobbiamo concedere neanche un centimetro di di nylon e guai al filo lasco.

sopra: l’autore con una cernia bruna appena pescata grazie a una seppia freschissima.

Una delle prede più difficili da portare a bordo con la tecnica della traina col vivo è senza dubbio la cernia bruna di grossa taglia. La sua caratteristica principale, quando attacca l’esca, è quella di ingoiarla completamente e fuggire a tutta velocità verso le rocce, puntando dritta alla tana. Questo comportamento rende la cattura dei grandi esemplari estremamente impegnativa: il rischio che si intanino è altissimo. Per chi si avvicina da poco alla traina col vivo, avere la meglio su una grossa cernia bruna che fa cantare la frizione subito dopo lo strike è tutt’altro che semplice. Senza la giusta esperienza nella gestione dei momenti iniziali del combattimento, è quasi impossibile portare a bordo esemplari oltre i 10 chili. Per aumentare le probabilità di successo è fondamentale curare ogni dettaglio della sessione di pesca, dalla preparazione dell’attrezzatura alla gestione della ferrata. In questo articolo vedremo alcuni consigli pratici per migliorare le chance di vittoria in un combattimento con una “bruna over 10”.
Seppie nella vasca del vivo. Insieme al polpo, ma ai cefalopodi in generale, questo mollusco (Sepia officinalis) risulta tra le esche preferite dal serranide.
I primi secondi - Il buon esito della cattura si gioca quasi sempre nei primi dieci secondi dopo la ferrata. In quel brevissimo lasso di tempo non bisogna commettere il minimo errore, perché la cernia non perdona. Un errore comune è pescare con troppo bando nel preterminale, causato da eccessiva lunghezza o mancanza di tensione. In questo modo non si riesce a forzare subito il pesce, il quale avrà tutto il tempo di distendere il terminale e rintanarsi. Capita spesso a chi traina radendo il fondo con esche voluminose, utilizzando preterminali troppo lunghi (15-20 metri). In presenza di fondali irregolari, con saliscendi e cigliate, è invece essenziale ridurre al minimo il bando e pescare con preterminali corti. Così si mantiene un contatto costante con l’esca e una distanza ottimale dal fondo. Con un preterminale corto si percepisce subito la mangiata, si può ferrrare tempestiva-mente e iniziare il combattimento senza concedere secondi preziosi al serranide.
Dell’attrezzatura si deve conoscere tutto, compreso il veloce deterioramento del nylon per opera di salsedine e sole.
Taratura della frizione - Un altro dettaglio cruciale è la taratura della frizione. Di fronte a serranidi di mole, la frizione deve essere regolata su valori molto alti, quasi al limite della rottura, ma con un margine di sicurezza di circa il 30%. Questo margine serve a compensare le incertezze sui reali carichi di rottura di multifibra, preterminale, terminale e nodi. È bene non fidarsi troppo dei valori dichiarati dalle case produttrici: spesso sono sovrastimati del 20-30%. L’ideale sarebbe testare i fili con un dinamometro, per conoscere la tenuta effettiva delle connessioni. In mancanza di test, una buona regola è impostare la frizione sul 70% del carico di rottura dell’elemento più debole del complesso pescante. Dopo lo strike, ferrate con decisione e mantenete la frizione al valore corretto, aiutandovi eventualmente con il pollice per frenare ulteriormente la fuoriuscita del multifibra. Subito dopo, recuperate ogni centimetro di filo in bando per impedire alla cernia di riguadagnare il fondo. Meno filo lascerete uscire, maggiori saranno le possibilità di portare il pesce a bordo.

Terminale, ami e esche - Per la traina col vivo alla cernia bruna, è consigliabile una terminalistica robusta, più grossolana rispetto a quella usata per prede come i dentici. Meglio optare per fluorocarbon di alta qualità, con diametri da almeno 0,70 millimetri, per evitare rotture in caso di arroccamento. Gli ami devono essere grandi e robusti, soprattutto il trainante, poiché la cernia spesso ingoia l’esca intera. Tra le esche migliori troviamo i grandi cefalopodi, leggi calamari, seppie o polpi, ideali per insidiare i grossi serranidi. Durante l’estate, invece, ottime alternative sono grossi pesci esca come le aguglie sopra i 40 centimetri, tra le migliori esche in assoluto per i predatori che frequentano le cigliate rocciose.
L’autore con una cernia pescata a traina con un calamaro vivo simile a quello che vedete nel riquadro qui sotto.
“L’ideale sarebbe testare i fili con un dinamometro, per conoscere la tenuta delle connessioni. In mancanza, è buona regola impostare la frizione sul 70% del carico di rottura dell’elemento più debole del complesso pescante.”.

Tecniche alternative - La traina col vivo consente di esplorare ampie zone di mare, ma presenta insidie: se non si reagisce con prontezza, la cernia riesce facilmente a arroccarsi. Un’alternativa spesso più redditizia è la pesca in verticale, con esche vive o morte manovrate. Questa tecnica permette un contatto diretto con l’esca, eliminando il bando. Spesso la cernia attacca proprio quando l’esca tocca il fondo, quindi l’angler deve essere pronto a ferrare e recuperare immediatamente. Naturalmente serve attrezzatura ad hoc: canna con schiena robusta, almeno da 30 libbre reali; mulinello con frizione reale da 15 chili; treccia 8 capi PE 4 (lb 65 circa); terminale in fluorocarbon di 5 metri e mm 0,70 di diametro. Le connessioni devono garantire la massima tenuta, utilizzando nodi come il PR knot (realizzato col roto-knotter) o il Tony Peña. Tra gli artificiali consigliati per questa tecnica, ottima è la zoka ball armata con due ami 7/0 e cordino da 200 libbre, perfetta per innescare grossi calamari o seppie vive. In alternativa, un morto manovrato, ad esempio, un polpo appena deceduto, può regalare catture spettacolari. La classica montatura “livekab” prevede un piombo a sfera nella testa del cefalopode, un amo 8/0 e due ami 7/0 nei tentacoli.


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Bonaventura Pianifica il 2026


Si è svolta nella giornata di ieri, 29 dicembre 2025, la riunione del Bonaventura Fishing Team, dedicata alla pianificazione della stagione agonistica 2026, sia a livello federale Fipsas, sia extra federale.

Nel corso dell’incontro sono state confermate le partecipazioni alle specialità di bolentino, traina costiera, traina con il vivo, traina d’altura, light drifting e drifting, discipline nelle quali l’equipaggio si sempre impegnato.

Confermata anche la compagine che prenderà parte alle competizioni: Alex Aggravi, Luigi Anastasia, Mauro Astore, Giulio Ciavardini, Alessandro Dambrosio, Diego Diana, Michele Prezioso e Mirko Romano.

Con entusiasmo e grande spirito di squadra, l’equipaggio del Bonaventura guarda al 2026 con l’obiettivo di confermare e migliorare, con i colori dell’Over Fishing Circeo, gli eccellenti risultati sportivi ottenuti nella stagione 2025, nei mari di tutt'Italia.


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LG Sound Suite: la prima soundbar al mondo con tecnologia Dolby Atmos FlexConnect


LG Sound Suite è il primo sistema soundbar al mondo con tecnologia Dolby Atmos FlexConnect, pensato per rivoluzionare l’esperienza audio domestica

LG si appresta a trasformare l’intrattenimento domestico con Sound Suite, un sistema audio per la casa che offre ai consumatori una flessibilità senza precedenti. Al centro del sistema c’è la soundbar H7 – la prima al mondo con Dolby Atmos FlexConnect – che offre un suono Dolby Atmos immersivo, in grado di adattarsi a qualsiasi configurazione dell’ambiente senza necessità di installazioni complesse.

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Sound Suite funziona perfettamente con i TV premium di LG e permette di creare il proprio sistema home cinema configurando a piacimento vari componenti wireless – inclusi i diffusori surround M7 e M5 e il subwoofer W7, con o senza la soundbar H7 – per un totale di 27 configurazioni possibili. Questa flessibilità consente la realizzazione di un impianto ideale a qualsiasi spazio, iniziando con una configurazione compatta fino ad allestire un vero e proprio ambiente home theater a 13.1.7 canali. Inoltre, quando la soundbar H7 funge da dispositivo principale, qualunque TV collegato via HDMI diventerà automaticamente compatibile con la nuova tecnologia Dolby Atmos FlexConnect, dando ulteriore libertà di soddisfare le diverse esigenze di intrattenimento. LG fa inoltre sapere che la tecnologia Dolby Atmos FlexConnect, oltread essere disponibile anche sulla gamma di TV premium del 2026, verrà introdotta in alcuni modelli selezionati del 2025 tramite un futuro aggiornamento software.
LG Sound Suite risponde alla richiesta di un audio immersivo con una soluzione wirelessLG Sound Suite risponde alla richiesta di un audio immersivo con una soluzione wireless
L’audio sta riconquistando un ruolo centrale all’interno dello spazio domestico, ora che lo streaming ha sostituito i supporti fisici. Le principali piattaforme offrono film, serie TV ed eventi sportivi in Dolby Atmos e altri formati avanzati, rendendo il suono cinematografico ampiamente accessibile. Questo cambiamento ha rilanciato il concetto di home theater e ora i consumatori sono alla ricerca di un audio immersivo che sia all’altezza delle straordinarie immagini dei TV. LG Sound Suite risponde a questa richiesta con una soluzione wireless, semplice e ad alte prestazioni, riportando il vero suono surround al centro dell'esperienza. In questo contesto, Dolby Atmos FlexConnect offre il modo più semplice e flessibile per portare il suono immersivo Dolby Atmos a casa propria, per rendere ogni suono più intenso, ogni brano musicale più realistico, ogni partita più elettrizzante e ogni momento più memorabile.
LG Sound Suite: simulazione della diffusione del suonoLG Sound Suite: simulazione della diffusione del suono
L’installazione è molto semplice: il sistema è infatti flessibile e ottimizzato in modo intelligente per l’ambiente di casa e l’ascolto personale. Grazie alla connettività Bluetooth e Wi-Fi, la Sound Suite offre diverse possibilità di abbinamento e integrazione fra i dispositivi, rendendo l’installazione un gioco da ragazzi.In questo ambito, il brand aggiunge un ulteriore livello di innovazione grazie alla nuova funzione Sound Follow: basato sulla tecnologia ultra-wideband (UWB), Sound Follow regola automaticamente il punto di ascolto ottimale in base alla posizione dell’utente, indipendentemente dalla posizione degli altoparlanti. Insieme al Dolby Atmos FlexConnect, Sound Follow garantisce un’immersione personalizzata, facendo sì che ogni posto a sedere diventi il migliore della stanza. In aggiunta, Room Calibration Pro analizza le caratteristiche acustiche dell’ambiente e applica un’elaborazione basata sull’intelligenza artificiale per perfezionare il suono, offrendo un’esperienza audio bilanciata e coinvolgente in tutta la stanza.
Ogni componente della LG Sound Suite è dotato di diffusori PeerlessOgni componente della LG Sound Suite è dotato di diffusori Peerless
A garantire le prestazioni della soundbar H7 è il processore più avanzato di LG, α11 Gen 3 con AI – lo stesso dei TV OLED di punta del marchio tech. Portare questa tecnologia collaudata nel campo audio consente di elevare le prestazioni e l’elaborazione IA: il processore utilizza il deep learning e la Neural Processing Unit per creare un suono di elevata precisione. Con AI Sound Pro+, l’audio stereo può essere trasformato in suono surround multicanale, mentre la separazione degli oggetti basata su IA garantisce che voci, musica ed effetti sonori siano chiari e bilanciati. Il sistema adatta inoltre l’audio in base al tipo di contenuto, ottimizzando il suono per i diversi generi.

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Ogni componente della LG Sound Suite è dotato di diffusori Peerless, sinonimo di eccellenza audio da oltre un secolo e celebre per i sistemi audio premium ad alte prestazioni. Abbinando la semplicità e la flessibilità di Dolby Atmos FlexConnect alle prestazioni acustiche di alto livello dei diffusori Peerless, LG Sound Suite promette di inaugurare una nuova era di suono immersivo Dolby Atmos.


OnePlus 15R è il nuovo flagship killer? Specifiche top e prezzo competitivo


Durante il recente Lunch Event, OnePlus ha lanciato oltre al nuovo modello 15 anche la variante dal miglior rapporto qualità-prezzo, il 15R. Il dispositivo è il primo smartphone a livello globale a includere la nuova piattaforma mobile Qualcomm Snapdragon 8 Gen 5, co-definita da OnePlus a partire da 729 euro.

Velocità, una grande batteria e raffreddamento innovativo


Le prestazioni del OnePlus 15R iniziano con il suo chipset, la piattaforma mobile Qualcomm Snapdragon 8 Gen 5, co-definita e co-ottimizzata per 24 mesi da Qualcomm e OnePlus. La velocità della CPU aumenta del 36% rispetto al chipset della generazione precedente; non sono da meno GPU e Ai, rispettivamente migliori dell’11% e 46%. Insieme al nuovo chipset, il OnePlus 15R include anche RAM LPDDR5X Ultra e memoria UFS 4.1, per velocità fulminee durante la creazione, copia o spostamento dei dati.
La batteria del OnePlus 15R è progettata per mantenere almeno l’80% della capacità dopo quattro anniLa batteria del OnePlus 15R è progettata per mantenere almeno l’80% della capacità dopo quattro anni
La batteria da 7.400 mAh è la più grande mai installata in un dispositivo flagship OnePlus. Essa è dotata della tecnologia di ricarica rapida da 80W SUPERVOOC, è progettata per funzionare negli ambienti più difficili e mantenere almeno l’80% della capacità dopo quattro anni. È inoltre realizzata con la tecnologia Silicon Nanostack, con un contenuto di silicio del 15% nell’anodo, che garantisce un’eccellente densità energetica.

Per gestire tutta questa potenza, il 15R è dotato del sistema di raffreddamento Cryo Velocity a 360 gradi, che copre ogni area del telefono dalla parte anteriore a quella posteriore. Si inizia con il Cryo Velocity Screen Cooler, posizionato appena sotto il display, che utilizza l’aerogel - il solido più leggero al mondo - per proteggere il display dal calore generato all’interno del telefono. Segue la Cryo Velocity 3D Vapor Chamber, per raffreddare i processori di fascia alta, con una superficie di 5.704 mm. Questa utilizza una gamma di materiali, incluso l’acciaio facilmente strappabile a mano, una novità nel settore, per dissipare grandi quantità di calore. Infine, il Cryo Velocity Back Cover presenta uno strato di grafite sulla metà inferiore del telefono per fornire un ulteriore raffreddamento lungo il chassis.
Il design che circonda il display è stato sviluppato tenendo conto della riduzione dell'affaticamento quando si tiene il dispositivo in mano a lungoIl design che circonda il display è stato sviluppato tenendo conto della riduzione dell'affaticamento quando si tiene il dispositivo in mano a lungo

Schermo, design e resistenza super


Sulla parte frontale, il 15R presenta il più alto refresh rate disponibile su un display LTPS 1,5K AMOLED da 165Hz. Misurando 6,83 pollici e con 450 pixel per pollice, esso può raggiungere fino a 1800 nit di luminosità (dati OnePlus) e scendere fino a 1 nit con l’attivazione della funzionalità Reduce White Point. Sul 15R troviamo inoltre un sensore ultrasonico per le impronte digitali, abbinato ad un chip dedicato Touch Response per garantire che il display a refresh rate elevato sia anche il più sensibile, con un touch istantaneo di 3200Hz per uno scorrimento super fluido. Il design che circonda il display include angoli più arrotondati, una transizione fluida verso il telaio centrale e un bump della fotocamera ridisegnato per ridurre l’affaticamento quando si tiene il dispositivo a lungo. Il OnePlus 15R è disponibile in diverse colorazioni: Charcoal Black e Mint Breeze. Entrambe le versioni presentano la tecnologia Velvet Glass per garantire una sensazione piacevole in mano. Qualunque sia la colorazione scelta, lo smartphone è coperto da quattro certificazioni IP separate: IP66, IP68, IP69 e IP69K, per una protezione completa dagli agenti esterni.
La fotografia del OnePlus 15R garantisce risultati eccellenti in ogni situazione, dal giorno alla notte, fino alle scene in movimentoLa fotografia del OnePlus 15R garantisce risultati eccellenti in ogni situazione, dal giorno alla notte, fino alle scene in movimento

Fotografia


Si parte dalla fotocamera frontale da 32 megapixel con autofocus, fino alla fotocamera principale da 50 megapixel con sensore IMX906 (lo stesso di OnePlus 15) e un sensore ultra-wide da 8 megapixel con campo visivo di 112 gradi. Questa componentistica hardware è affiancata da un software potente per risultati eccellenti. Il OnePlus 15R può inoltre registrare video in 4K fino a 120 fotogrammi al secondo e modificarli direttamente sul dispositivo, rendendo la cattura di video d’azione più semplice che mai.

Prezzi e disponibilità


I preordini del OnePlus 15R sono iniziati e le vendite partiranno dal 15 gennaio 2026; il dispositivo sarà disponibile su oneplus.com e tramite i partner locali.

  • 12+256GB disponibili in Charcoal Black e Mint Breeze a 729 euro;
  • 12+512GB disponibili solo in Charcoal Black a 829 euro.

Fino al 21 gennaio è disponibile uno sconto immediato di 100 euro sul 15R 12+512GB acquistato su OnePlus.com. In omaggio, fino a esaurimento scorte, 2 regali: un kit adattatore 120W (69,99 euro) e un secondo regalo a scelta, tra OnePlus Buds 4 Black (edizione limitata) o una cover magnetica OnePlus 15R Sandstone (24,99 euro).



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Amia e Jig


La leccia amia è veloce, capace di attacchi violenti e una volta “in canna” non molla sino a riva. Ecco perché tra gli spinner è una delle prede più ambite.

sopra: Michele Anedda con una delle tante piccole lecce amia pescate in questo periodo. Dopo la foto Michele ha liberato la piccola cattura.

Ha l’aspetto di una freccia acuminata, piatta, a forma di losanga e con la pinna dorsale simmetrica a quella anale. Uno degli aspetti più caratteristici di questo pesce è la forma della pinna caudale che assomiglia alla sottile falce di una luna subito dopo il novilunio. La livrea argentea tende al bianco sul ventre ed è più scura nella sottile zona della cresta dorsale. Dimenticavo, non abbiamo ancora svelato la protagonista di questa storia, la bellissima e ricercatissima leccia amia. È un pesce pelagico che può raggiungere dimensioni notevoli, anche oltre i 30 chili. È presente nel sottocosta in tutto il periodo estivo ma, soprattutto negli ultimi anni ha mostrato una notevole attività anche nei mesi autunnali, quando la temperatura dell’acqua si mantiene ancora mite. La colorazione uniforme è rotta solo dalla lunga linea laterale, dal disegno irregolare che curva verso il basso in direzione della coda. Proprio questo organo assume grande importanza nello spinning. È un predatore che ama l’attacco in velocità, sempre o quasi in superficie. Gli esemplari più grossi si muovono in gruppi di massimo una manciata di esemplari. La loro presenza è sporadica e la cattura non è prevedibile se non in estate, pescando con “popperoni” nelle aree portuali. Gli esemplari di piccola taglia, dai cm 40 al metro, sono molto più gregari e in questo periodo è possibile insidiarli in modo più continuo e con criterio. Abbiamo parlato della linea laterale, l’organo che permette a questi predatori di percepire le vibrazioni prodotte da piccoli pesci e molluschi che rappresentano le loro prede abituali. Nello spinning si sfrutta proprio questa sensibilità alla vibrazione per attirare e portare all’attacco le lecce sui nostri artificiali. Parleremo qui di una pesca light, mirata agli esemplari di piccola taglia. Se riusciamo a incuriosirli, questi attaccheranno le esche con continuità, garantendo molti strike e recuperi davvero emozionanti. È uno spinning totalmente catch and release, data la ridotta dimensione delle prede che consiglia un rilascio immediato. Allo stesso tempo è uno spinning molto tecnico perché si utilizza un’attrezzatura leggera e l’avversario è forte e resistente.
Tre jig coloratissimi di grammatura intorno agli 8 grammi, la misura più adatta per insidiare non solo le lecce ma anche occhiate e saraghi.
Piccole esche da amia - Si utilizzano esche minute, con peso che quasi mai supera i 15 grammi e non più lunghe di 8, 10 centimetri. Le più interessanti e cioè quelle che in questi mesi hanno dato i migliori risultati sono i jig. Si tratta di piccole imitazioni di pesciolini, in metallo, che se non animate tendono a scendere verso il fondo. Per la pesca alle piccole lecce, i jig si armano con ancorette fissate in coda o assist hook spesso “vestiti” con gonnellini (skirt) colorati e luccicanti. La vestizione dell’esca ha un doppio scopo: aumenta la visibilità dell’inganno, anche a lunga distanza; aumenta le vibrazioni che questo crea in acqua quando è recuperato in velocità, stimolando quindi la linea laterale dell’amia. Lo spinning alle lecce è una tecnica che si pratica dall’alba al tramonto meglio se con forte irraggiamento solare. In queste condizioni le lecce cacciano piccoli muggini, occhiate e più in generale qualsiasi pesce di galla. Frequentano le imboccature delle aree portuali e le lunghe spiagge in prossimità delle foci. Sono astute e sospettose. Ecco quindi che per indurle all’attacco bisogna si animare l’esca, recuperandola a forte velocita con continue jerkate; ma bisogna predisporre un assetto il più possibile invisibile. L’esca si collega, tramite un piccolo moschettone, a almeno un metro di fluorocarbon con una sezione dello 0,30 o anche inferiore. Come mulinello sono ideali quelli intorno ai 3000 con un alto rapporto di recupero. La canna deve essere il classico fioretto, sottile e leggera, per restare in continuo contatto con l’esca e dotata di una bella azione di punta che faciliti la prontezza nella ferrata. Dopo lo strike è preferibile lasciare che la leccia sfoghi gran parte della sua forza lontano da riva e quindi lontano da pericolosi ostacoli sottomarini che potrebbero tagliare la lenza. E comunque una cattura non è mai garantita sino a quando il pesce non è a terra perche l’amia è un formidabile e instancabile combattente.


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"Il pozzo gravitazionale" di Google.


Google sta costruendo un monopolio cognitivo grazie a distribuzione, integrazione e assenza di frizione. Gemini è un layer che esternalizza il pensiero. Il rischio non è tecnologico ma cognitivo: perdere la capacità di pensare in profondità. L’unica difes

Pozzo gravitazionale è un termine preso dalla fisica: è un modo di mostare graficamente il modo in cui un corpo massiccio come un pianeta o buco nero curva lo spaziotempo: più un oggetto è massiccio (o più ti avvicini a esso), più “profondo” diventa il pozzo, cioè più forte è la gravità.

Sul suo canale youtube, Sabine Hossenfelder ne ha parlato recentemente, e questo mi ha fatto venire in mente che è una perfetta metafora per il momento pre-monopolio di Google che stiamo vivendo.

Il Monopolio si esplicita in due modi:

  • Dominazione tecnica sui concorrenti.
  • Monopolio Cognitivo.

Entrambi molto pericolosi: stiamo vivendo in questo istante il momento in cui Google sta prendendo abbastanza massa critica per attirare tutto a sè.

Gemini 3 non deve essere per forza l’AI migliore: è l’ultima tessera di un mosaico gigantesco, iniziato 20 anni fa.

Se queste sono bad news per le altre aziende tecnologiche, lo sono anche per la nostra capacità cognitiva.

Vediamo in dettaglio:

Strada per il Monopolio.


Un anno fa in molti davano Google per spacciata, la stessa Big G aveva scritto un memo: "Non abbiamo il fossato". Semplificare una realtà complessa è sempre un errore.

Gemini non è (più) semplicemente l'ennesimo prodotto


Quando parliamo di Google e AI, continuiamo a fare un errore concettuale: trattiamo Gemini come un prodotto, l'ennesimo di Google. Uno dei tanti che potrebbe finire nel cimitero.

Ci ricordiamo la mission aziendale di Google? Fornire informazioni e strumenti per catalogare e rendere accessibile la conoscienza. (qui trovi tutto).

Gemini non è da vedere quindi solo come un chatbot, al pari degli altri LLM.

L'AI di google è un layer cognitivo che si stende sopra - dentro - un ecosistema che già controlla attenzione, intenzione, movimento e lavoro quotidiano.

Search. Maps. YouTube. Gmail. Docs. Android.

Fino a un anno fa erano applicativi che ti ciucciavano informazioni, nel presente AI-enabled si sono trasformati: sono diventati degli organi collegati a un cervello.

Nel futuro?

Penseranno per te. Organizzeranno per te, parleranno per te. Avranno persino un corpo.

Vediamo (alcuni dei) campi in cui Google gioca
Tecnologia


Alphabet ha:

  • Modelli di frontiera AI,
  • Sistemi Operativi,
  • Hardware,
  • Generatori di immagini e di video,
  • Algoritmi che registrano e influenzano le azioni umane

Dal punto di vista tecnologico è Google quella che setta il passo: OpenAI, Anthropic, & xAI dovranno specializzarsi.

Nel 2026 è probabile che vedremo la fine della competizione in ogni campo AI e le aziende inizieranno la verticalizzazione (Anthropic già ha iniziato).

Attention Economy


Ne parlavo sull'articolo su Sora: i social di Meta hanno smesso di essere social è stanno convergendo verso il modello "TV" e la guerra per l'attenzione è nel vivo. Youtube riesce a palleggiarsi tra le due anime:

  • i long content di documentari e Storytelling
  • gli short

Gemini ha accesso al cuore dei dati... chi visita cosa, quanto tempo, quali parole dicono nei momenti più caldi di un video, quale hook cattura?

Pensa se Nano Banana facesse immagini anteprima usando questo suo database di informazioni?

Pensa se si utilizzasero i modelli conversazioni dello storytelling che apprezzi di più su youtube?

Risultato: Google che con G+ ha perso la partita dei social, si è ritrovato a essere ben posizionato in quella dell'attenzione, con tantissimo potenziale non espresso anche se al momento non sembra giocare direttamente in questo campo.

Il ponte con il mondo reale.


Occhialini per la Realtà Aumentata, Robot Umanoidi (io continuo a chiamarli Androidi), Smartphones, Robo Taxi, persino la dettatura a voce degli LLM.

Tutte le Aziende stanno cercando di rendere reale quello che è nato virtuale.

Anche in questo caso Google ha già il ponte: Maps

Maps è un altro asset strategico.


Maps è il gemello del mondo fisico: spostamenti, abitudini, luoghi cool, densità, orari, come si comportano i bovini che prendono i mezzi per spostarsi la mattina...

Maps significa suggerimenti situazionali: ti piace ascoltare l'italo-disco anni 80? "Vai nel locale X, in via y adesso. Questo è il percorso più veloce".

Waymo sta macinando milioni di km di strada per i propri robotaxi.

Qui non c’è concorrenza. Nessuno ha un dataset equivalente. Qualcuno ha le auto a guida autonoma, qualcuno i device, qualcuno le informazioni di quello che ti piace. Nessuno ha tutto questo integrato in questa maniera.

Integrazione: Dati + Contesto + Azione


Google possiede qualcosa di più raro dei semplici dati: Google possiede dei dati con un contesto di utilizzo. Tutto nello stesso ecosistema.

  • Analytics sa tutti i siti che visiti, cosa clicchi, cosa compri. Conosce i tuoi pattern di navigazione prima che tu te ne posssa persino accorgere.
  • Search suggerisce cosa vuole una persona adesso.
  • Con Gemini approfondisci l'argomento
  • Maps (e Android) suggeriscono come ti muovi nel mondo.
  • YouTube ci dice cosa ti appassiona.
  • Gli short cosa cattura la tua attenzione.
  • Gmail e Calendar sono tesori di relazioni e cicli di vita.
  • Docs e Drive sono parte del tuo "secondo cervello" a disposizione.

Google non deve indovinare il contesto. Non ha nemmeno bisogno che glielo spieghi nel prompt: lo conosce già!

Qui google è il leader indiscusso nel mondo occidentale.

Come l'attrazione verso la massa di Google sta diventando ineluttabile.
Digressione: Behavior Model di Bj Fogg


ovvero: Come far compiere un'azione a una persona?

  • sulle ascisse la capacità di fare un'azione
  • sulle ordinate la motivazione a farla.

Viene da se che se sei molto motivato puoi fare una cosa molto complessa, se la cosa è semplice si riesce a portare a termine anche senza essere super convinti.

Ma Bj Fogg aggiunge una terza variabile: il trigger.

Il trigger è la spintarella che fa prendere l'azione. Potrebbe essere qualcosa che motiva, qualcosa che rende più facile o banalmente un segnale che ci ricorda di compierla.

Sul perchè di questa digressione ci torniamo tra qualche capoverso.

Distribuzione: il vero fossato


Ti ho descritto alcuni campi in cui Google ha preso la posizione di controllo, ti ho parlato del livello di integrazione.

Se torniamo a inizio articolo... Google in pieno codice rosso ha dichiarato "non abbiamo il fossato" per i nuovi modelli di AI. Ma era vero?

Il fossato c'era, lì sotto il naso, ma noi nerd cercavamo un fossato tecnologico.

Il fossato che ha Google è quello della distribuzione.

Google può infatti:

  • fare affidamento su centinaia di migliaia di utenti
  • testare feature AI su milioni di noi
  • iterare in silenzio miglioramenti
  • ritirare ciò che non funziona
  • spingere ciò che funziona come default

Non deve convincere nessuno a comprare. Se hai un accesso ai servizi Google sei già con un piede dentro la porta. Non esiste frizione all'uso.

Annullamento frizioni


Quando riduci abbastanza l’attrito, le alternative smettono di sembrare strade percorribili: diventano deviazioni dalla retta via.

Il che è comodo quando cerchi delle cose, è pauroso se però ti fermi a pensare il buco nero che sta diventando.

il che ci porta:

Il problema generalizzato della monetizzazione non è un problema di Google.


Adesso ci torna utile il modello comportamentale di Bj Fogg sopra descritto.

Google non deve farsi la punta al cervello pensando come monetizzare con l’AI. Non ha il problema dei concorrenti.
Google deve solo vendere di più a chi già utilizza i propri servizi (upselling)

Ads più pertinenti, Suite che diventano ancora più appetibili, creatività fatte da Nano Banana, Audience Matching estremo. Basta pochissimo per dare la una ragione per far aprire il portafoglio a chi ancora sta aspettando una ragione per farlo.

Non c'è praticamente nessuna frizione all'utilizzo, e il rilascio di Gemini 3 ha dato quella spintarella in più per convincere e far diventare clienti quella massa di persone che erano alla finestra. Quelli che fino al momento prima pagavano "solo" coi propri dati si stanno chiedendo "sono solo pochi euro in più al mese, why not?"

Non ho trovato i numeri di iscritti paganti a Google dopo il rilascio Gemini 3 + Nano Banana 3 ma immagino essere mostruosi.

Al contrario, uscirne è una frizione importante


Uscire dall'ecosistema Google costa fatica mentale, non solo migrazione tecnica.

Al momento uso principalmente OpenAI, se mi spostassi su Gemini dovrei prima generare il mio sciame di GPT personalizzati, salvare un po' di conversazioni interessanti e copiare le modalità di ingaggio.

E' un fastidio, certamente, ma nulla di impossibile. Se dovessi pensare di muovermi dall'ecosistema di Google a uno simile dovrei prendere un mese di ferie.

Se a quello dovessi aggiungere un'AI con cui ho interagito per qualche anno e che mi conosce alla perfezione sarebbe praticamente impossibile.

Siamo all'orizzonte degli eventi: un passo ancora e non torniamo più indietro.

Un passo però che è molto allettante...

Devastazione della nostra capacità cognitiva


Potrei finire l'articolo così; ha una sua coerenza - ho espresso la mia tesi, l'ho difesa con alcuni esempi e ha anche una conclusione. Se il mio obiettivo fosse spammare su linkedin basterebbe.

Ma lascierei fuori una parte importante: "E Cosa ci posso fare io?". Non voglio chiudere l'articolo con un senso di impotenza di fronte ai giganti Tech.

Finora abbiamo parlato solo di come funzionino le cose fuori dal nostro controllo.

Serve il legislatore per rompere questa struttura, ma ogni volta che si pensa di spezzettare un monopolista basta tirare un calcio a un cassonetto e di critici più o meno sensati ne compaiono a decine...

MA

In questa newsletter ci siete voi, miei amati iscritti, e vorrei fare un passo avanti nell'affrontare la questione.

Se fino a qui ho parlato di strutture, parliamo adesso di effetti cognitivi.

E lo facciamo rispondendo a un'altra domanda:

Cosa succede alla nostra capacità di prendere delle decisioni in questo scenario?


In tempi non sospetti (2011), avevo scritto un articolo chiamato "Obbedire a un pezzo di plasticaccia", seguito da un altro "Come sopravvivo senza uno smartphone?"

La Tesi era che il fare affidamento ai device (in quel caso parlavo persino dei navigatori) "rende spesso la vita più lieve, ma abbiamo davvero bisogno di una vita ancora più facile di così?"

Le lusinghe all'uso di una AI sono sotto il naso di tutti, si parte facendogli fare le cose noiose e si passa velocemente a esternalizzare il pensiero. Devo citare Gialuca Mauro, che nei suoi video sul prompt engineering (sono notevoli, li trovi qui) lo ripete più volte.

Non esercitando pensieri lunghi e profondi, perdiamo progressivamente la capacità di sostenerli.

E se è vero che non scompare l’intelligenza, è anche vero si atrofizzano le funzioni che rendono possibile il pensiero profondo: diventiamo a tutti gli effetti più stupidi.

Deep Work: cosa è & come praticarlo (i miei appunti dal libro di Cal Newport) - Cocooa.com

Cocooa.comTogo


Nessuno di noi può fuggire a questo monopolio cognitivo: le barriere per utilizzare alternative sono così alte che sono quasi invalicabili: prima o poi verremo tutti risucchiati nel pozzo gravitazionale.

Ineluttibile.


Il problema non è se Google diventerà un monopolio cognitivo. Il problema è che lo stiamo chiedendo noi (lo dico senza giudizio - io sono uno dei richiedenti)
Ogni volta che abbiamo accettato una scorciatoia, ogni volta che lasciamo decidere a un sistema “perché è più comodo”, stiamo aggiungendo massa al pozzo.

Dando per certo un monopolio tecnologico, e dando per molto probabile la possibiltà di essere risucchiati dentro... Come impatterà sulla nostra capacità cognitiva?

Credo che la tecnologia NON ci aiuterà a pensare meglio: attenzione non sto sostenendo che l’AI ci renda stupidi per definizione, ma che cambia l’economia dell’attenzione necessaria al pensiero.

Il vero rischio dell’intelligenza artificiale non è che pensi al posto nostro.
È che lo faccia così bene da farci dimenticare perché pensare fosse importante.

Cosa intendo per pensare meglio?


  • Capacità di concentrazione prolungata su un problema singolo
  • tollerare ambiguità senza risoluzione immediata
  • Capacità di costruire modelli mentali per navigare nel mondo
  • costruire catene causali lunghe
  • decidere senza feedback immediato
  • Spezzare il meccanismo della gratificazione istantanea


Cosa fare per preservare la capacità di pensare.


Ecco una lista di cose che studiosi dell'argomento suggeriscono.

  • Non guardare nessun tipo di short (installa un plugin che te lo impedisce)
  • Leggi più libri (organizza dei momenti della giornata, al pari del mangiare e andare in palestra)
  • Dedicare del tempo ad una e una cosa soltanto: c'è un album di musica che mi piace? lo metto su e non faccio altro che ascoltare la musica.
  • Avere degli hobby che non abbiano nessun secondo fine se non la pratica fine a se stesso: non per diventare il più bravo, non diventare un esperto per vendere le proprie abilità, ma godere dell'atto.


Conclusione


Un monopolio tecnologico della portata futura di Google & Gemini attrarrà a se buona parte delle persone che ne utilizzeranno i servizi. Le lusinghe ad esternalizzare il pensiero saranno sempre maggiori.

Le capacità cognitive non allenate, perdono di forza e in breve smettono di essere economicamente necessarie.

Se non possiamo fare nulla per impedire il monopolio tecnologico, possiamo fare qualcosa per preservare la nostra capacità di pensiero.

Chiusura


Dopo un anno bello positivo a crescita esponenziale un bel monografico morte e distruzione per chiudere ci voleva 😀

Ringraziami che non ho postato la review di If Anyone Builds It, Everyone Dies di Eliezer Yudkowsky e Nate Soares...

Abrazo

Manolo


Sora - l'ultima App di OpenAI ha un feed. La nuova generazione di Social Network: cosa succederà alla nostra capacità di prestare attenzione?


Questo articolo nasce da alcune miei elucubrazioni che hanno trovato il giusto canale di sfogo a seguito di un seminario di Meta sull'uso delle AI generative.

Ovviamente questi pensieri non nascono nel vuoto, si parla di attention economy da tantissimo tempo, ma l'arrivo di SoraAPP ha esacerbato la questione molto più di quanto abbia fatto TikTok.

TL;DR:


Il testo descrive il passaggio dai social basati su relazioni all’attention economy, enfatizzato da TikTok e poi imitato da Meta. L’arrivo di SoraAPP e dei contenuti generati da AI intensifica la produzione di materiale povero ma altamente coinvolgente. OpenAI potrebbe trarne vantaggio strategico. Chiude con pratiche per difendere attenzione e focus.

La nascita dei Social network


Facebook non è il primo social network in assoluto, è però quello che è riuscito per primo a fare dell'effetto network il suo posizionamento.

Avere un posto dove tutti i miei amici, ormai sparsi per il mondo, postano e io posso rimanere aggiornato, commentare e condividere le foto era una cosa MAGICA. Quello che diamo per scontato adesso ai tempi era una cosa incredibile.
L'essere anziano si vede dalle piccole cose.

Il grafo sociale di Facebook era una barriera invalicabile per ogni competitor. Se non eri in grado di costruire un effetto network come Facebook chiudevi, indipendentemente da quanto avevi le spalle larghe (vedi il puro ottimo GooglePlus)

Quando Facebook conosce il grado di connessione che hai con una persona, gli amici in comune, quanto interagite sa benissimo quando proporti i contenuti creati da suddetta persona.

Ti fa piacere fare il curiosone, scoprire che il tuo compagno di banco di liceo si è sposato e che lavora come Apicultore (ciao Andrea!)

Tendenzialmente su un social ci vai per rimanere informato della tua bolla (nel bene e nel male).

Poi qualcosa è cambiato


Facebook ha deciso che conoscere tutto di te non gli bastava. Ha iniziato a proporti gruppi non correlati, contenuti non correlati, nascondere le cose che ti interessano per darti quelle che creano commenti indignati. Più l'algoritmo conosce come reagisci agli stimoli più è facile proporti delle pubblicità.

Il traffico è aumentato, i racavi pure ma anche la sensazione che sia un social per boomer incazzati col mondo.

Arriva TikTok


TikTok, grazie a un algoritmo strepitoso che forniva alle persone contenuti che non sapevano nemmeno di voler vedere, è stato in grado di imporsi.

Considerato da tutti un Social è però un qualcosa di un po' diverso: non si interagisce più con gli amici, ma con i follower: le interazioni sono 1:n. Una persona crea contenuti, in mille commentano.

Più i contenuti sono divisivi (RageBait) più interazioni hai.

Se questa persona scompare, dopo 30 secondi di smarrimanto la vita va avanti con qualcun altro che ne prende il posto (qui era stato profetico il film Truman Show).

TikTok ha dalla sua un algoritmo fortissimo, ma manca del grafo sociale.

Poi cambia anche Meta


Con una mossa comprensibile per qualche manager che viene pagato sui risultati di breve termine ma assolutamente sciocca per Meta come azienda, decidono di abbandonare il fortino del grafo sociale e iniziano a giocare nell'arena dell'attention economy pura.
Immagine presa durante un corso recentissimo sulle Meta Ads

Attention Economy


L’attention economy è un l'idea sistema economico in cui la tua attenzione diventa la risorsa scambiata, monetizzata e contesa.

Non paghi con soldi, paghi con la tua vita: minuti, click, scroll, permanenza.
Le piattaforme competono per trattenerti perché l’attenzione è una risorsa scarsa, tutti la vogliono, e chi riesce a catturarne di più genera valore.

Lo fa tramite:

  • pubblicità venduta a CPM più alti.
  • dati comportamentali più ricchi.
  • aumento del potere algoritmico.
  • lock-in nell’ecosistema della piattaforma.

In un circolo vizioso infinito.

È un mercato dove tu non sei il cliente (quello è l’inserzionista)
e forse non sei nemmeno il prodotto: sei la materia prima.

Le sue 3 premesse fondamentali


  1. L’attenzione è limitata
    24 ore, di cui 8 dormi. fine. Non esiste “scalabilità infinita”.
  2. Gli stimoli crescono più della capacità cognitiva
    Notifiche, feed infiniti, autoplay: tutto è progettato per generare micro-fratture nella concentrazione.
  3. Chi controlla la distribuzione, controlla il valore
    Netflix contro TikTok contro YouTube contro la palestra contro la lettura... Nessuna di esse compete per i contenuti: competono per ore-uomo. Choose your poison!


Attention Economy: Il punto che sfugge a molti


L’attention economy non premia la qualità, ma la predicibilità del comportamento.
Il contenuto vincente è quello che ti fa restare, non quello che ti fa crescere.

Da qui l'esplosione degli influencer trash e dei BrainRot

Italian BrainRot


Ultimo inciso poi passiamo alla tesi di come SoraAPP sarà distruttiva.

Nella seconda metà del 2024, con la diffusione dei nuovi sistemi di Intelligenza artificiale generativa, si ebbe una forte diffusione di meme AI Slop, ovvero immagini e filmati di scarsa qualità con contenuti grotteschi o provocatori.

L'Italian brainrot è una serie di meme di Internet, emersi all'inizio del 2025, caratterizzati da brevi video di personaggi surreali generati tramite intelligenza artificiale a cui vengono dati nomi pseudo-italiani. Il fenomeno si è diffuso rapidamente su piattaforme come TikTok e Instagram.



Unpopular Opinion: Se guardi la Zanzara per rilassarti non puoi lamentarti che tuo figlio guardi i brainrot

Il termine "Brainrot" ("Marciscenza del cervello") si riferisce invece all'effetto deteriorante sullo stato mentale di una persona quando consuma eccessivamente contenuti banali o poco stimolanti online, elemento che caratterizzerebbe anche gli Italian brainrot.

Chiudo l'inciso, sperando che i semi piantati lascino le radici.

Sora APP, aperte le porte dell'inferno di AI Slop.


come punizione ti faccio vedere il mondo prossimo venturo:

Abbiamo visto come Facebook sia nata con una particolarità inespugnabile: il grafo sociale, abbiamo visto che l'arrivo di TikTok ha accelerato la crisi che stava già vivendo e di come Meta abbia deciso di giocare la partita dell'attention Economy.

Abbiamo parlato di AI Slop e Meme: contenuti generati da Ai, di qualità bassissima ma che hanno engagement pazzeschi.

SoraAPP permette di creare video e condividerli al volo, senza sbattimenti extra di esportazione, importazione, commenti, segnalazioni strane.

SoraAPP è anche un Piattaforma Social vergine in cui tutti gli sconfitti degli altri social vorranno la terza possibilità di rivalsa.

Cosa potrà succedere quindi quando ci sono dei social che premiano la creazione di contenuti di bassissima qualità che sono dannosi alla nostra capacità di concentrazione? E se la creazione di questi contenuti non ha praticamente barriere all'ingresso?

Esatto... la corsa al ribasso è partita.

Connecting Dots - OpenAI ha il piede in mille scarpe: Agenti, chatbot, Social


OpenAI è la più grande scommessa di questo secolo. Capitali enormi, partnership con i maggiori player mondiali, molte start up utilizzano i suoi modelli come wrapper e generalmente ha una porta aperta in ogni mercato potenzialmente interessante nel futuro.

SoraAPP gli offre la possibilità di creare un social dove le barriere all'ingresso per la creazione di contenuti virali sono bassissime. Un social che nel peggiore dei casi diventa un canale di vendita per ChatGpt e nel migliore diventare l'alternativa a TikTok dei GenAlpha. Potrebbe diventare una fonte di entrate importante in pochi anni.

Ovviamente SoraAPP è stato il primo, ma mi aspetto mille altri social simili... Con Qwen, Midjourney, Veo, tutte in grado di generare video cosa ferma la creazione di mille competitor?

Cosa ne penso di Meta?


Per Meta entrare in un campo del genere è stato un errore mostruoso.

Era perfettamente posizionata con:

  • Facebook - Piattaforma Social (target boomer & Gen X)
  • Instagram - Piattaforma Influencer (target GenX & Millenials)
  • WhatsApp - Messaggistica (trasversale)
  • Threads - Piattaforma microblogging (Gen Z)

Snaturare TUTTE le piattaforme per competere con TikTok è stato davvero saggio? Forse aveva più senso riposizionare Threads (che ha perso il treno del Microblogging) in quella direzione ?

Aggiungiamo la generazione di grafica è mediocre (indietro di 3 generazioni rispetto ai concorrenti) tanto che ha dovuto appoggiarsi a Midjourney per rimanere in gara.

Come può pensare di gareggiare con OpenAI, Google e l'ondata cinese?

Della collaborazione ne parlavo già a settembre 2025 qui:

Episodio 60: Il re è nudo!
In questo episodio dei Mak’s file, parlo di politica più di quanto vorrei e dovrei: non è il mio campo e siamo anche OT rispetto ai temi del blog. PERO’ .…
Manolo MacchettaManolo Macchetta

Cosa potrebbe succedere


Parliamo di fanta-business

  • Non mi stupirei se tra qualche anno Meta cercherà di recuperare la funzione Social di facebook.
  • Non mi stupirei se mettesse a disposizione di Midjouney la capacità di calcolo per sviluppare nuove versione Immagini e Video.
  • Non mi stupirei nemmeno se comprasse Midjourney per l'expertise. Midjourney tra l'altro è un nome figo per un social.
  • Non ha ancora modelli che creano Audio, ma dalla velocità con cui Suno e ElevenLabs vengono aggiornati credo che sia piuttosto facile chiudere il gap tramite forza bruta.


Riassuntone


SoraAPP è molto più di un software di video brevi, ma una piattaforma Social che potrebbe comptere e vincere la battaglia per la nostra attenzione.

Meta, secondo me, ha errato trasformando tutte le sue piattforme in cloni di TikTok, quando erano già ben posizionate (NON ho ovviamente la pretesa di aver avuto l'idea geniale che nessuno ha avuto in Meta, è pieno di gente con un testone 4 volte il mio)

Un sottoprodotti della guerra verso il basso è che abbiamo la merda nel cervello seguiamo la Zanzara e i BrainRot e che i nostri problemi di concentrazione saranno sempre peggio - La comprensione di messaggi complessi sarà merce rara.

"Mannaja Manolo, mi hai buttato addosso l'ansia, cosa posso fare?"


Stiamo uscendo la campo della Digital Transformatione Future Tech e stiamo entrando nel campo della sociologia.

Ma non ti preoccupare, dall'alto delle mie due lauree in Tuttologia posso parlarvi anche di questo.

Essendo io molto sensibile ai meme e avendo due figli Gen Alpha la guerra alla distrazione è stata una priorità. Uno dei podcast che ascolto di più è quello di Cal Newport: dice sempre le stesse cose, ma avere una voce costante mi aiuta

Guida breve di autodifesa


  • Pianifica slot di Deep Work sul calendario. Teoricamente puoi arrivare a 120 minuti al giorno. In pratica se inizi e riesci a praticare la pomodoro technique (ovvero attenzione continua per 25 minuti, senza interruzioni) è già ottimo.
  • Ogni blocco ha una sola intenzione. Decidi cosa prima di inizare.
  • Parlando di blocchi, programmare la giornata in anticipo, usando la metodologia che preferisci, ma dividendola in blocchi da 25 minuti aiuta molto sia nel tenere traccia di quello che fai (time tracking) sia nel chiudere i progetti.
  • Prenditi un quaderno fisico su cui scrivi tutto quello che riguarda il pensiero profondo.
  • Usa anche un sistema digitale che usi come deposito di tutto. (vedi questo articolo sul Personal Knowledge Managment): io uso ObsidianMD molti altri usano Notion, altri un banale Google Doc.
  • Questo vale anche per le email /slack Organizza 2 momenti della giornata in cui puoi leggere e rispondere.
  • Difendi i tuoi spazi mentali: istruisci chi ti sta intorno che non puoi essere disturbato per la durta di pomodoro.
  • Creati una routine di accensione e di spegnimento delle attività complesse
  • Per prima cosa installa qualche estensione per il browser che impedisce di vedere short & reels.
  • Metti il cellulare in un'altra stanza, disattive i vari ping.
  • La lettura di libri lunghi e complessi è per definizione un'attività non semplice: allenati a sostenere il peso di testi di siffatta guisa.
  • La noia - ogni tanto - è OK. lascia il tempo alla mente di vagare.
  • Prenditi dei momenti per ponderare sulla tua vita
  • Usa browser diversi per funzioni diverse... e chiudi i tab a fine giornaa (impossibile 😀
  • Evita l'obesità informativa (giornali, podcast, newsletter, social, we, chatgpt...)
  • Tutto ciò che è ricorrente può essere riportato su qualche sistema esterno.
  • Tutto ciò che è standard, mettilo in una routine.
  • Riduci la quantità di decisioni anche piccole che prendi in una giornata.


Concludiamo.


I social sono passati dalle relazioni alla cattura dell’attenzione. SoraAPP amplifica contenuti AI di bassa qualità, accelerando la crisi cognitiva. Il mio consiglio? è resistenza e coltivazione dell'attenzione.


in reply to Manolo Macchetta

"Il fossato che ha Google è quello della distribuzione"


questo è il punto focale di tutto il discorso

Grazie @manolo per la tua riflessione


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.


E-commerce fragranze per la casa: il mercato italiano cresce tra design e benessere


Il mercato italiano delle fragranze per la casa accelera online grazie a e-commerce, design di prodotto, branding emozionale e nuove abitudini digitali

In Italia la crescita del comparto home fragrance si inserisce in una trasformazione strutturale dei consumi legati alla casa. I nostri connazionali, infatti, sono sempre più legati all’esperienza, al comfort e alla qualità percepita degli spazi, piuttosto che orientati esclusivamente alla funzionalità. Secondo i dati dell’Accademia del Profumo, il mercato delle fragranze per la casa cresce a un ritmo del +7,8% annuo, trend che trova ulteriore conferma nell’analisi dei comportamenti digitali degli utenti.

Maggior propensione e ampliamento della base


L’elaborazione dei dati di Trovaprezzi.it, mostra che nel 2025 le ricerche nella categoria Profumatori e Candele sono cresciute del 18% rispetto all’anno precedente. Un incremento che suggerisce non solo una maggiore propensione all’acquisto, ma anche un ampliamento del pubblico interessato e una maggiore frequenza di esplorazione e comparazione dei prodotti, segnale tipico dei mercati in fase espansiva.
lighted candlesPhoto by Rebecca Peterson-Hall / Unsplash

Un design integrato con l'arredamento


Dal punto di vista della distribuzione dell’interesse delle varie tipologie di prodotti, i diffusori per ambienti sono ancora oggi la categoria più esplorata, con il 32,5% delle ricerche. Questo dato riflette la preferenza delle persone verso soluzioni continue, durature e a bassa manutenzione, spesso caratterizzate da un design integrato con l’arredamento. Seguono i profumatori per ambienti, con il 17,8%, e le candele profumate, con il 15,5%, che continuano a occupare un ruolo centrale nel mercato grazie al loro valore simbolico e all’impatto esperienziale. Gli oli essenziali, con il 10,1% delle ricerche, indicano invece un interesse crescente per prodotti associati a pratiche di aromaterapia e benessere, finalizzate al rilassamento.

Estetica ed efficacia


Anche l’analisi dei prodotti più desiderati evidenzia una progressiva convergenza tra funzione e valore estetico. I diffusori in porcellana decorata di THUN, così come le soluzioni firmate Ambi Pur e Glade, intercettano esigenze diverse ma complementari: da un lato, la volontà di integrare il profumatore nell’estetica degli ambienti domestici; dall’altro, la ricerca di efficacia e continuità nella profumazione. A questi si affiancano proposte più tradizionali ma ancora rilevanti, come i foglietti profumati Orphea per cassetti e armadi, che dimostrano come l’attenzione per il profumo non si limiti agli spazi visibili ma si estenda all’intero ecosistema domestico. Nel segmento delle candele profumate, il brand più scelto continua a essere Yankee Candle, che mantiene una posizione di leadership nella percezione degli utenti. Le fragranze maggiormente cercate – tra cui Vanilla Frosting, Warm Cashmere, Clean Cotton, Wedding Day e Pink Sands – delineano una preferenza verso note rassicuranti, pulite e avvolgenti.
Candle smoke escapes from under a glass dome.Photo by Pelicular Studio / Unsplash

Il comparto preferito da un'ampia fascia di popolazione attiva


L’analisi sociodemografica conferma un interesse trasversale, con una prevalenza femminile che rappresenta il 79% delle ricerche in categoria. Le fasce d’età maggiormente coinvolte sono quelle comprese tra i 25 e i 54 anni, con un picco nei 45-54enni (23%), seguita da utenti 25-34enni (22%) e dalla fascia 35-44 anni (19%). Questo dato evidenzia come il comparto non sia circoscritto a target estremamente giovani o di nicchia, ma intercetti una fascia ampia di popolazione attiva, spesso impegnata nella gestione dello spazio domestico e sensibile alla qualità della vita quotidiana.

Dove si acquista di più


Dal punto di vista geografico, la Lombardia si posiziona al primo posto con il 34% dell’interesse, seguita ben distanziata dal Lazio (11%) e da Campania, Emilia-Romagna e Veneto (8%). Tuttavia, l’interesse distribuito su quasi tutto il territorio nazionale indica una tendenza ormai diffusa e non limitata a singole aree geografiche.

“La crescita delle fragranze per ambienti racconta molto dell’evoluzione del rapporto tra persone e casa. Oggi non ci si accontenta più di una dimensione funzionale: l’abitazione è vissuta come spazio identitario, di benessere e di espressione personale. In questo scenario, le fragranze diventano uno strumento per personalizzare e qualificare l’esperienza quotidiana, unendo gusto estetico, cura di sé e attenzione alle tendenze sociali. Lo vediamo chiaramente nelle scelte dei consumatori, che confrontano non solo in base al costo, ma anche per profumo, intensità, durata e design, segno di una sensibilità sempre più raffinata verso la qualità della vita domestica.” ha sottolineato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.

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Miracoloso Ploaghe


Giuseppe Melis e Simone Deidda hanno vinto il trofeo di Ploaghe che quest’anno ha regalato un grandissimo numero di prede. Per Giuseppe e Simone la mossa vincente è stata sfoderare le canne da ground.

Passato il giro di boa delle 15 edizioni, riecco, puntuale come un orologio svizzero, il trofeo Ploaghe Fishing Club, organizzato dall’omonima società capitanata da Massimo Cabras. Come di consueto il mese è quello di settembre. Stavolta i giorni 20 e 21 costituiscono la data fatidica e anche stavolta il campo gara designato è quello del litorale Platamona-Marina di Sorso. Sabato pomeriggio si è ripartiti da dove era terminata l’edizione 2024, dal raduno all’agricampeggio Funtana‘e Pedru in agro di Ploaghe. È stata l’occasione per ammirare le novità di casa Colmic, sponsor tecnico della manifestazione, presentate da Riccardo Garau e Nicola Piredda, rispettivamente il rappresentante unico per la Sardegna e uomo immagine del fortissimo marchio toscano. L’affluenza degli atleti da tutta la Sardegna non ha assolutamente deluso le attese. E nonostante la concomitanza con il Campionato Italiano a coppie, nel quale erano coinvolte molte società sarde, i surfcaster arrivati dai quattro angoli dell’isola hanno dato vita a 9 settori di 10 coppie ciascuno. Un totale di 360 canne da pesca, pronte a far volare verso il mare piombi, ami e inneschi, alla ricerca di mormore, orate e lecce stella. La massiccia presenza dei bagnanti su tutto il litorale ha fatto slittare l’inizio della gara alle ore 20.00, quindi si può dire che l’azione di pesca è iniziata con il favore delle tenebre. Molti di noi avevano testato nei giorni precedenti gli spot, con risultati deludenti se non catastrofici. Invece in gara, sin dai primi lanci è apparso chiaro che ci stavamo trovando davanti ad una specie di miracolo… Occhiate, mormore e le grandi assenti l’anno scorso, le oratelle, hanno subito attaccato le esche. Anche 4 pesci serra, di cui ben 3 catturati dalla coppia mista Bullitta Piredda, sono finiti al peso, insieme alla splendida lampuga catturata dal binomio “familiare” composto da Mirko Fenu e babbo Cristian (4 Mori Sarroch). In generale, dopo un avvio dai ritmi forsennati, le abboccate hanno incominciato a diradarsi verso la metà della nottata, ma dalle 3 del mattino i pesci si sono nuovamente fatti sotto, e alcune coppie sono riuscite a ribaltare una situazione che fino a quel momento sembrava compromessa. Gli ultimi lanci hanno regalato tantissime lecce stella, alcune anche di taglia apprezzabile, con una conseguente significativa modifica della classifica fino a quel momento delineatasi. Domenica mattina, al rientro dalle spiagge, i partecipanti sono stati accolti dalla ricca colazione che ha più che degnamente rifocillato i nostri eroi. A seguire la pesatura di oltre 90 kg di pescato!!!
Gli organizzatori dopo il brindisi per l'ottima riuscita del trofeo.
Anche stavolta il buffet offerto è andato ben oltre le aspettative, anzi ogni anno il livello raggiunto è sempre superiore a quello dell’edizione precedente. Ultimo atto, la ricca premiazione dei primi 27 box classificati, del carniere più ricco, della preda più grossa, del prime tre società (con la vittoria finale dell’Anda Arborea). Simone Deidda e Giuseppe Melis (Hcc) la spuntano su tutti con ben 43 prede valide. Ottimi secondi Raffaele Piredda e Daniele Bullitta con molte meno prede ma tre big size, mentre un prestigiosissimo terzo posto è andato a Stefano Scintu e Giampietro Deias (Anda Arborea). A suggellare un rapporto costruito in 20 anni fra Ploaghe Fishing Club e Colmic anche la presenza del direttore commerciale Gianluca Meniconi. Comunque tantissimi gli altri sponsor intervenuti che ogni anno permettono la perfetta riuscita dell’evento. Massimo Cabras e soci hanno mantenuto le promesse, sia per quanto riguarda l’organizzazione che in termini di pescato finale. Di conseguenza, tutti pronti per l’edizione 2026, Ajò!


Il podio per società con Anda sul gradino più alto, seguiti dai ragazzi dell’Hcc e quelli del JC team.Massimiliano Cabras con il nutrito gruppo di bambini che animano il settore giovanile del Ploaghe.

L'INTERVISTA

Raffaele Piredda e Daniele Bullitta - “È stato sicuramente un inizio difficile. Per raggiungere la nostra postazione abbiamo dovuto camminare molto, con conseguente dispendio di energie. Con Daniele, mio compagno di pesca in tante altre occasioni, quando esisteva il Gps Samassi, abbiamo da subito scelto una strategia di pesca coraggiosa: una canna dedicata esclusivamente alla ricerca del serra e le altre tre soprattutto ai pesci di galla. Alla resa dei conti siamo riusciti ad intercettare soltanto due mormore all’alba. Il resto delle prede sono state alcune lecce stella e tanta minutaglia. L’attività dei pesci si è concentrata nella prima parte della notte, ma d’altra parte la scelta del trancio per il serra ci ha premiato con tre belle prede che ci hanno consentito di avere la meglio sugli altri garisti del nostro settore”.

Simone Deidda e Giuseppe Melis - Anche questo è un duo supercollaudato. I due atleti sono complementari, Simone molto competitivo sulla breve e sulla media distanza, Giuseppe in possesso di un ground piuttosto performante con il quale è in grado di piazzare le esche nelle fasce di pascolo più lontane da riva. “Abbiamo iniziato - esordisce Simone - sondando tre fasce comprese fa i 30 e i 90 metri, senza però avere nessun riscontro. Dopo circa un’ora Giuseppe ha deciso di allungare il tiro e subito abbiamo avuto la prima abboccata, una bella occhiata”. “A questo punto - continua Giuseppe - ho provato a sondare la fascia più esterna anche con la mia seconda canna e anche in questo caso le allamate non si sono fatte attendere. In particolare si trattava di occhiate di bella taglia ma anche di diversi saraghi. “Io ho continuato - prosegue Simone - a pescare a media distanza, ma ho deciso di dedicarmi anche alla ricerca del pesce serra che si è protratta fino a mezzanotte circa. Ma visto che neppure questa strategia ha funzionato, Giuseppe mi ha chiesto di armare una canna potente”. E qui la svolta della gara. Il buon Melis si dedica al lancio di ben tre attrezzi su quattro, a Simone invece il compito di recuperare le prede, ma anche quello di ripristinare e innescare le parature. Ancora Giuseppe: “Alla fine abbiamo usato tutte e 4 le canne a lunga distanza, era chiaro che i pesci fossero davvero lontani da riva. E proprio questa scelta ci ha fruttato ben 15 pesci!”. Fra le catture dei due atleti dell’Hcc alla fine ci sono anche 4 belle mormore. Le esche vincenti? Arenicola e coreano!

Giampietro Deias e Stefano Scintu - “L’estrazione ci ha destinato il picchetto n. 61 al 6° pettine. Abbiamo impostato la pescata con tutte e quattro le canne sulla lunga distanza, visto che i primi 20 metri erano occupati dalla posidonia. Le parature erano armate con due braccioli flotterati e uno a fondo, ma avendo intercettato subito qualche mormora, siamo passati a un solo terminale “sgallato”. E proprio le mormore sono state le prede più frequenti, con poche occhiate al tramonto e qualche salpa e uno scorfano, segno evidente che stavamo depositando le nostre esche nei pressi di qualche formazione rocciosa. L’attività dei pesci è stata costante ma non frenetica per quasi tutta la notte, con due buchi di circa un’ora ciascuno. Dalle 5 del mattino a fine gara non siamo riusciti ad arricchire il carniere con nessuna preda e quindi al peso ne abbiamo presentatto solo 26. Anche in questo caso arenicola e coreano sono state decisamente le esche più vincenti”.


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La Vista del Black Bass


Nella pesca il colore è un elemento da sempre ritenuto vincente, ma solo per le esperienze personali, anche se a volte condivise. Sarebbe opportuno trovare un supporto scientifico alle nostre convinzioni, cercando di capire come vedono i pesci, ad esempio

foto sopra: un imperturbabile Fabio Murgia posa sul suo belly con un bel bass ingannato dalle vibrazioni e dal contrasto cromatico fra skirt e trailer della sua chatterbait.

Nel mondo della pesca al bass spesso si sente parlare di “pesca a vista”, riferita a quando abbiamo il vantaggio di poter scorgere il pesce in acqua limpida o poco profonda e possiamo decidere al meglio come approcciare, quale esca lanciare e come proporla. È molto meno frequente, invece, che capiti di parlare della vista del bass, ossia di come questo pesce possa utilizzare questo senso nella predazione ma non solo. E nello spirito del conoscere meglio i pesci che insidiamo (non solo per avere maggior successo a pesca!) oggi parliamo proprio di come vede il bass. La prima domanda che può venirci in mente è questa: “In che modo possiamo capire come vede un pesce (o qualsiasi animale) se, ovviamente, lui non può dirci nulla a riguardo?”. Ci sono due approcci complementari che ci possono aiutare a capire al meglio delle nostre possibilità come un altro animale possa utilizzare un senso: la via comparativa e quella sperimentale-analitica. Il primo passo è il confronto tra i nostri organi di senso della vista e quelli del bass nel nostro caso.
L'autore di questo interessantissimo articolo col suo bell'esemplare di boccalone.
Noi sappiamo bene come siano fatti i nostri organi visivi e che risposta pratica ci sia nella loro funzione e possiamo pertanto presumere con buona approssimazione che strutture simili espletino la loro funzione in modo simile e pertanto che il risultato finale sia simile. In poche parole se un animale ha degli organi visivi molto simili a quelli dell’uomo è presupponibile che veda in modo molto simile a noi. Posto poi che ci siano delle differenze negli organi visivi abbiamo la possibilità di capire e prevedere in che modo tali differenze possano alterare la percezione visiva dell’animale oggetto di studio. In caso di organi visivi che hanno solo una parziale corrispondenza con quelli umani possiamo, ad esempio, avere una buona approssimazione comparando con difetti presenti nei nostri organi visivi come, per citarne alcuni, la discromia, il daltonismo o la tritanopia. E nel caso del bass facciamo riferimento proprio a quest’ultima “anomalia”.


Rara immagine di un bass nel suo ambiente naturale e Andrea Palmas che sostiene visibilmente soddisfatto un grosso bass catturato sulle rive di un lago.

I bass e la tritanopia - Senza appesantire troppo il discorso con tecnicismi esasperati è però necessario andare a vedere come funzionano gli organi della vista. L’occhio umano presenta due tipi di cellule foto recettrici: coni e bastoncelli. I bastoncelli sono più sensibili alla luce, aiutano nella visione periferica e in condizioni di scarsa luminosità, ma non consentono la distinzione dei colori. I coni, invece servono proprio per la visione dei colori e dei dettagli in condizioni di buona luminosità. Nell’essere umano sono presenti tre tipi di coni che consentono una visione di tipo tricromatico, e sono sensibili al blu, al rosso e al verde, e tutte le sfumature fra questi. Se si presenta un difetto a una tipologia di coni si passa a una visione dicromatica, perdendo la percezione di un colore come accade nel daltonismo. L’occhio del bass presenta solo i coni per il rosso e il verde, pertanto manca della possibilità di distinguere il blu e il giallo. Ovviamente non si tratta di un’anomalia ma della normale condizione visiva per questo pesce ma, per comodità e per l’accostamento alla funzionalità dell’occhio umano si parla di tritanopia, un tipo di visione, appunto, privo del blu e del giallo.



A sn: i colori attraverso l'occhio umano; a dx i colori come li vedrebbe il bass (senza le frequenze del blu e quindi del giallo).

Utilità in pesca - Come possiamo utilizzare questa informazione in pesca per capire meglio il comportamento della nostra preda e per ottenere migliori risultati? Beh, ovviamente, sapere come vede il bass ci può aiutare nella scelta del colore delle nostre esche. Va da sé che sia importante prendere questa informazione come base e unirla agli altri fattori che possono influenzare la capacità visiva del bass: limpidezza dell’acqua, profondità e presenza o assenza di copertura vegetale, contrasto con il colore di fondo e natura e composizione del fondale. In acqua limpida la penetrazione della luce è maggiore, dove c’è molta copertura vegetale (soprattutto erbai fitti) tale capacità di penetrazione è limitata, mentre un fondo sabbioso o misto con pietre avrà una colorazione più chiara rispetto a un fondo chiuso fangoso.
Due grossi bass estivi.
Questi sono solo alcuni esempi delle diverse combinazioni delle variabili che incontriamo quando andiamo a pesca. Ricordiamo che di base i colori chiari riflettono la luce mentre quelli scuri la assorbono e che questa proprietà può essere accentuata o attenuata dalle diverse variabili che abbiamo elencato sopra. Allora, quali colori scegliere? Beh: quelli che possono apparire più visibili e facili da individuare da parte del bass nelle condizioni di limpidezza e profondità dell’acqua e della natura dello spot dove stiamo pescando. Colori nelle tonalità di verde e rosso sono sempre ben visibili per il bass ma ricordiamo che il verde sarà maggiormente visibile anche a profondità più importanti mentre il rosso tenderà pian piano a “scomparire” man mano che si va in profondità e c’è minore penetrazione della luce necessaria a riflettere le frequenze del rosso. Il blu, come detto, non è distinto dal bass, Il quale percepisce esche di questo colore come se avessero una sfumatura di verde. Piccola curiosità, il famoso colore chartreuse, quel giallo fluo che tanto piace a noi pescatori, per il bass (che non può distinguere il giallo) è percepito come un bianco lievemente più opaco rispetto a una colorazione bianco perla. E le esche con più colori? Ha senso accostare colori come ad esempio il nero e il blu? O il bianco e il chart? Il fatto che queste esche catturino (e bene!) da anni e anni, ovviamente è la miglior risposta. Il perché è presto detto: in un ambiente dominato dal colore verde come le acque di laghi, fiumi o stagni, il contrasto visivo e l’effetto silhouette (massimo contrasto rispetto allo sfondo) consentono al bass di distinguere meglio le nostre esche.


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Samsung presenta i nuovi Odyssey: debutta il primo monitor gaming 3D 6K al mondo


Samsung amplia la gamma Odyssey con monitor gaming di nuova generazione: debutta il primo display 3D 6K al mondo e pannelli ad altissima risoluzione

Samsung ha presentato la gamma di monitor gaming Odyssey, la più avanzata di sempre, con cinque nuovi modelli. La line-up 2026, guidata dal primo Odyssey 3D 6K, introduce tecnologie di visualizzazione all’avanguardia per gamer e creator, con il debutto dell’innovativo Odyssey G6 e tre nuovi modelli Odyssey G8.

Il primo monitor gaming 3D 6K glasses-free al mondo


Odyssey 3D da 32 pollici (modello G90XH) introduce il primo display 6K al mondo con tecnologia 3D glasses-free, inaugurando una nuova dimensione dell’esperienza di gioco su monitor. Grazie al tracciamento oculare in tempo reale, il sistema regola profondità e prospettiva in base alla posizione dell’osservatore, creando una percezione tridimensionale naturale stratificata per un gameplay fluido e continuo, senza la necessità di visori o headset. Con risoluzione 6K, frequenza di aggiornamento di 165Hz potenziabile fino a 330Hz tramite Dual Mode e tempo di risposta di 1 ms GtG, anche le scene d’azioni più rapide risultano nitide e fluide. Giochi come The First Berserker: Khazan, Lies of P: Overture e Stellar Blade offrono una maggiore profondità visiva, migliorando la percezione di distanze, superfici e separazione degli oggetti rispetto al gameplay 2D tradizionale.
Odyssey 3D: il primo monitor gaming 3D 6K glasses-free al mondoOdyssey 3D: il primo monitor gaming 3D 6K glasses-free al mondo

Il primo monitor al mondo con refresh rate da 1.040Hz per il gaming ad alta velocità


Il monitor gaming Odyssey G6 da 27 pollici (modello G60H) porta il gaming competitivo a un nuovo livello grazie alla frequenza di aggiornamento da 1.040Hz tramite il supporto Dual Mode e QHD nativo fino a 600Hz. Il risultato è una nitidezza dei movimenti ai livelli degli eSport che consente ai gamer di seguire i bersagli e cogliere i minimi dettagli anche nelle azioni più frenetiche. Quando necessario, l’Odyssey G6 può incrementare istantaneamente le prestazioni, alimentando l’adrenalina del gaming competitivo. Grazie al supporto di AMD FreeSync Premium e di NVIDIA G-Sync Compatible, l’Odyssey G6 assicura un’esperienza visiva e reattiva, con colori vibranti.
Odyssey G6: il primo monitor al mondo con refresh rate da 1.040Hz per il gaming ad alta velocitàOdyssey G6: il primo monitor al mondo con refresh rate da 1.040Hz per il gaming ad alta velocità

Alta risoluzione in versioni 6K, 5K e OLED


Nel 2026, la serie Odyssey G8 si arricchisce con tre modelli distinti, ciascuno progettato per offrire un equilibrio ottimale tra risoluzione e velocità.
Odyssey G8 da 32 pollici (modello G80HS), il primo monitor gaming 6K del settoreOdyssey G8 da 32 pollici (modello G80HS), il primo monitor gaming 6K del settore
Al vertice della gamma si trova Odyssey G8 da 32 pollici (modello G80HS), il primo monitor gaming 6K del settore, con refresh rate di 165Hz e Dual Mode che supporta fino a 330Hz in modalità 3K.

Odyssey G8 da 27 pollici (G80HF) propone un’opzione 5K ancora più definita, con supporto nativo fino a 180Hz e Dual Mode che raggiunge i 360Hz in QHD per una maggiore fluidità. Per chi cerca contrasti più profondi, Odyssey OLED G8 da 32 pollici (modello G80SH) combina un pannello QD-OLED 4K con refresh rate di 240Hz, tecnologia Glare Free, luminosità di 300 nit e certificazione VESA DisplayHDR True Black 500. La connettività DisplayPort 2.1 (UHBR20) garantisce una larghezza di banda fino a 80Gbps per una riproduzione HDR e VRR fluida. Tutti e tre i modelli supportano AMD FreeSync Premium Pro e NVIDIA G-Sync Compatible, garantendo prestazioni stabili e prive di tearing. La serie G8 offre così a gamer e creator la massima flessibilità, sia per la creazione di contenuti, sia per esperienze di gioco immersive e una resa visiva di qualità cinematografica. L’intera lineup Odyssey 2026 sarà presentata al CES 2026, in programma dal 6 al 9 gennaio a Las Vegas.


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Andrea in Fuga a Olbia


La manche di Portisco conferma il dominio di Biancheddu, ma i giochi sono ancora aperti e Andrea si deve difendere dal duo di casa Frongia.

Domenica 26 ottobre, si è svolta la seconda delle tre manche valevoli per il campionato provinciale di canna da riva per il comitato di Olbia-Tempio. Ma se fino a quest’anno noi tutti eravamo abituati alle comode banchine del molo, per questa manche è stata introdotta una grossa novità. A causa di alcune “problematiche” di natura logistica, gli organizzatori di giornata, Cps La Maddalena, hanno optato per posizionare gli atleti lungo la scogliera esterna del porto. Questa nuova location, se da una parte ha creato qualche difficoltà nell’allestimento di una comoda postazione, dall’altra non ha comportato diminuzione del pescato, sempre notevole per questa specialità. I numeri parlano da soli: al termine della prova sono stati ben 46.735 i punti conquistati dai 30 iscritti, che bene o male, corrispondono a circa 45-46 chili di pesce catturato. Tutte le catture, grazie al regolamento che prevede il catch and release e l’utilizzo di grosse nasse per mantenere tutto il pesce integro, ha permesso a quasi tutte le prede di riprendere la libertà alla fine delle tre ore di manche.
Pietro Carassale, Cps La Maddalena
Il tempo mite, caratterizzato esclusivamente da una brezza di libeccio nell’ultima ora, non ha disturbato gli atleti, come di consueto intenti alla ricerca delle classiche prede di questa disciplina. Ritmo frenetico nella prima ora, con numerosi pesci di scoglio e sparadi; il grosso numero di catture iniziali non ha dato tregua ai pescatori. I pesci hanno dimostrato un’iniziale frenesia alimentare che con il passare del tempo è andata ovviamente a scemare.
Massimiliano Braccini, Terranoa Olbia
Matador di giornata, neanche a dirlo, con 120 prede e 4.620 punti, il portacolori e capitano della Maddalena, Andrea Biancheddu che inanellando l’ennesima prestazione esemplare a ritmi veramente impressionanti, conquista l’assoluto di giornata. All’inseguimento del maddalenino, piglia tutto il duo calangianese Frongia Jr&Senior. Fabrizio e Livio conquistano, rispettivamente, l’argento e il bronzo di giornata con 3.400 (circa 85 prede) e 2.760 (circa 70 prede) punti.
Stefania Puddu, Saps Porto Cervo
Per quanto riguarda la speciale classifica dedicata alle società, settimo successo su sette per il team della Maddalena, inseguiti dai ragazzi dell’Ondalunga Team e dal Terranoa di Olbia. In classifica generale sempre saldo in testa Biancheddu, inseguito da Frongia babbo e figlio; questi tre, unitamente a Christian Comiti e Matteo Spano, si contenderanno il titolo di campione provinciale nell’ultima manche che si terrà lungo le banchine di Porto Cervo, il 30 novembre. Che vinca il migliore!
Il team calangianese

1BianchedduAndreaLa Maddalena C.P.S.D. (Colmic)14.620
2FrongiaFabrizioTeam Ondalunga Calangianus13.400
3FrongiaLivioTeam Ondalunga Calangianus12.760
4FioriGianfrancoLa Maddalena C.P.S.D. (Colmic)22.705
5LeoniPaoloPorto Cervo S.A.P.S.22.385
6SotgiuGiuseppeLa Maddalena C.P.S.D. (Colmic)22.280
7FioriThomasLa Maddalena C.P.S.D. (Colmic)32.520
8GiudiceGiuseppeLa Maddalena C.P.S.D. (Colmic)32.240
9CarassalePietro AndreaLa Maddalena C.P.S.D. (Colmic)32.070
10FraminghedduLucianoTerranoa Olbia A.S.D. (Colmic)42.180

Canna da riva in pillole - Come in tutte le discipline che applicano la modalità del catch and release, anche nella canna da riva è assolutamente vietato utilizzare (ma anche detenere nel proprio equipaggiamento), lo slamatore, pena sanzione o squalifica dell’atleta. Il pesce che ingoia l’amo deve essere tutelato eseguendo il taglio della lenza il più vicino possibile all’apparato boccale.
Fabrizio Frongia, Team Ondalunga Calangianus


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OnePlus 15R è il nuovo flagship killer? Specifiche top e prezzo competitivo


OnePlus 15R punta a diventare il nuovo flagship killer del 2025: hardware top, autonomia record e prezzo competitivo. Ecco tutto quello che devi sapere prima di acquistarlo

Durante il recente Lunch Event, OnePlus ha lanciato oltre al nuovo modello 15 anche la variante dal miglior rapporto qualità-prezzo, il 15R. Il dispositivo è il primo smartphone a livello globale a includere la nuova piattaforma mobile Qualcomm Snapdragon 8 Gen 5, co-definita da OnePlus a partire da 729 euro.

Velocità, una grande batteria e raffreddamento innovativo


Le prestazioni del OnePlus 15R iniziano con il suo chipset, la piattaforma mobile Qualcomm Snapdragon 8 Gen 5, co-definita e co-ottimizzata per 24 mesi da Qualcomm e OnePlus. La velocità della CPU aumenta del 36% rispetto al chipset della generazione precedente; non sono da meno GPU e Ai, rispettivamente migliori dell’11% e 46%. Insieme al nuovo chipset, il OnePlus 15R include anche RAM LPDDR5X Ultra e memoria UFS 4.1, per velocità fulminee durante la creazione, copia o spostamento dei dati.
La batteria del OnePlus 15R è progettata per mantenere almeno l’80% della capacità dopo quattro anniLa batteria del OnePlus 15R è progettata per mantenere almeno l’80% della capacità dopo quattro anni
La batteria da 7.400 mAh è la più grande mai installata in un dispositivo flagship OnePlus. Essa è dotata della tecnologia di ricarica rapida da 80W SUPERVOOC, è progettata per funzionare negli ambienti più difficili e mantenere almeno l’80% della capacità dopo quattro anni. È inoltre realizzata con la tecnologia Silicon Nanostack, con un contenuto di silicio del 15% nell’anodo, che garantisce un’eccellente densità energetica.

Per gestire tutta questa potenza, il 15R è dotato del sistema di raffreddamento Cryo Velocity a 360 gradi, che copre ogni area del telefono dalla parte anteriore a quella posteriore. Si inizia con il Cryo Velocity Screen Cooler, posizionato appena sotto il display, che utilizza l’aerogel - il solido più leggero al mondo - per proteggere il display dal calore generato all’interno del telefono. Segue la Cryo Velocity 3D Vapor Chamber, per raffreddare i processori di fascia alta, con una superficie di 5.704 mm. Questa utilizza una gamma di materiali, incluso l’acciaio facilmente strappabile a mano, una novità nel settore, per dissipare grandi quantità di calore. Infine, il Cryo Velocity Back Cover presenta uno strato di grafite sulla metà inferiore del telefono per fornire un ulteriore raffreddamento lungo il chassis.
Il design che circonda il display è stato sviluppato tenendo conto della riduzione dell'affaticamento quando si tiene il dispositivo in mano a lungoIl design che circonda il display è stato sviluppato tenendo conto della riduzione dell'affaticamento quando si tiene il dispositivo in mano a lungo

Schermo, design e resistenza super


Sulla parte frontale, il 15R presenta il più alto refresh rate disponibile su un display LTPS 1,5K AMOLED da 165Hz. Misurando 6,83 pollici e con 450 pixel per pollice, esso può raggiungere fino a 1800 nit di luminosità (dati OnePlus) e scendere fino a 1 nit con l’attivazione della funzionalità Reduce White Point. Sul 15R troviamo inoltre un sensore ultrasonico per le impronte digitali, abbinato ad un chip dedicato Touch Response per garantire che il display a refresh rate elevato sia anche il più sensibile, con un touch istantaneo di 3200Hz per uno scorrimento super fluido. Il design che circonda il display include angoli più arrotondati, una transizione fluida verso il telaio centrale e un bump della fotocamera ridisegnato per ridurre l’affaticamento quando si tiene il dispositivo a lungo. Il OnePlus 15R è disponibile in diverse colorazioni: Charcoal Black e Mint Breeze. Entrambe le versioni presentano la tecnologia Velvet Glass per garantire una sensazione piacevole in mano. Qualunque sia la colorazione scelta, lo smartphone è coperto da quattro certificazioni IP separate: IP66, IP68, IP69 e IP69K, per una protezione completa dagli agenti esterni.
La fotografia del OnePlus 15R garantisce risultati eccellenti in ogni situazione, dal giorno alla notte, fino alle scene in movimentoLa fotografia del OnePlus 15R garantisce risultati eccellenti in ogni situazione, dal giorno alla notte, fino alle scene in movimento

Fotografia


Si parte dalla fotocamera frontale da 32 megapixel con autofocus, fino alla fotocamera principale da 50 megapixel con sensore IMX906 (lo stesso di OnePlus 15) e un sensore ultra-wide da 8 megapixel con campo visivo di 112 gradi. Questa componentistica hardware è affiancata da un software potente per risultati eccellenti. Il OnePlus 15R può inoltre registrare video in 4K fino a 120 fotogrammi al secondo e modificarli direttamente sul dispositivo, rendendo la cattura di video d’azione più semplice che mai.

Prezzi e disponibilità


I preordini del OnePlus 15R sono iniziati e le vendite partiranno dal 15 gennaio 2026; il dispositivo sarà disponibile su oneplus.com e tramite i partner locali.

  • 12+256GB disponibili in Charcoal Black e Mint Breeze a 729 euro;
  • 12+512GB disponibili solo in Charcoal Black a 829 euro.

Fino al 21 gennaio è disponibile uno sconto immediato di 100 euro sul 15R 12+512GB acquistato su OnePlus.com. In omaggio, fino a esaurimento scorte, 2 regali: un kit adattatore 120W (69,99 euro) e un secondo regalo a scelta, tra OnePlus Buds 4 Black (edizione limitata) o una cover magnetica OnePlus 15R Sandstone (24,99 euro).


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Master of Snakes


Fabrizio Caddeo e Andrea Tocco volano a Cabo Verde grazie agli enormi gronghi e murene di Tunaria e a numerose piccole catture effettuate ad Arborea. Il cambio di spot e di strategia gli ha permesso di sopravanzare l’agguerritissima concorrenza.

foto sopra: Federico Agus, Antonio Puggioni, Andrea Tocco, Fabrizio Caddeo, Marco Usai, Alberto Arru, festeggiano carichi di premi, la conquista del podio. La già ricca premiazione, da qualche anno prevede la possibilità, per il duo vincente, di trascorrere una settimana a Cabo Verde, uno dei paradisi mondiali della pesca sportiva.

Dalla Costa Verde a Cabo Verde è un attimo! Ecco cosa devono aver pensato Fabrizio e Andrea quando hanno realizzato di aver vinto la gara di casa, il Master Fisher! E non è una semplice questione di colori. Perché è grazie al generoso mare della costa ovest che Fabrizio Caddeo e Andrea Tocco hanno vinto l’undicesima edizione della classicissima del surfcasting autunnale. Questa manifestazione ormai da molti anni è inserita nel circuito MP Event che raggruppa gli eventi di pesca e nautica più importanti, quelli per intenderci che fanno da indispensabile volano al nostro movimento. La gara è organizzata dai ragazzi del Coxinas di Villacidro, capitanati da Marco Machis che si avvale dell’aiuto della moglie Erika, di un gruppo unito di veri pescatori e dei tantissimi sponsor che rendono l’evento e la premiazione indimenticabili.
Il presidentissimo Marco Machis e la gentile consorte Erika.
Il regolamento del Master Fisher prevede la formula a campo libero, con squadre di 2 pescatori accoppiate nel classico criterio giudice-battitore, a garanzia di una corretta azione di pesca. Partenza nel pomeriggio di sabato 16 novembre, una notte intera a pesca e poi di corsa al ritrovo da raggiungere domenica mattina prima delle 10:30. La già ricca premiazione, da qualche anno prevede la possibilità, per il duo vincente, di trascorrere una settimana a Cabo Verde, uno dei paradisi mondiali della pesca sportiva. Ma chi partecipa al MF non lo fa per mera avidità. È il clima spensierato e d’amicizia che si respira qui a richiamare ogni anno tantissimi surfcaster, 162 a questo giro. Il campo gara sterminato, con la possibilità di pescare in tutte le spiagge della Sardegna, unito alle condizioni meteo di difficilissima lettura, ha spinto letteralmente i pescatori ai quattro angoli dell’isola. A favorire tanta dispersione anche il “campo base”, l’ormai collaudata location, nella provinciale che unisce Villacidro a San Gavino. La posizione strategica, a pochi chilometri dalla Carlo Felice, permette di raggiungere nel minor tempo possibile qualunque spot si desideri. E i partecipanti non hanno certo risparmiato carburante: Baja Sardinia, Torre di Barì, Porto Ferro, Sassu, Badesi, Muravera, Tuerredda, tanto per citare qualche spot interessato dall’invasione dei surfcaster.
Non ci sono segreti nella pesca ai grossi gronghi per Fabrizio Caddeo. Ma questa volta l’arma vincente per lui e Andrea Tocco è stata la strategia, con un cambio spot, a metà nottata che li ha portati da Tunaria ad Arborea, dove hanno pescato i “pesciolini” indispensabili per fare quei grammi in più che gli hanno regalato la vittoria.
Pescate da Master - Accennavamo alle difficili condizioni di lettura del meteo. Una breve perturbazione con venti da scirocco ha lasciato il campo, nei giorni precedenti la gara, a condizioni di vento debole e variabile, con una rotazione, avvenuta proprio nella notte della gara che ha esposto le coste occidentali al libeccio montante. Stefano Ghiani e Fabrizio Muscas (Aquile di Mare di Arbus), appena il sorteggio li ha liberati, hanno puntato senza indugio a Torre del Pozzo. Qui sapevano di trovare alghe, fastidiose ma spesso amiche in questo spot. Ed infatti, nonostante il disturbo della tanta posidonia in sospensione, sono riusciti, dopo un recupero molto laborioso, a portare a riva una stupenda spigola di 3,5 chili che alla fine è risultata la preda più grossa della nottata.



Stefano Ghiani con la spigola appena pescata e con Mauro Mocci e William Lilliu che l’hanno premiato per la preda più grossa.

Nicola Concas e Matteo Uras, anche loro “aquilotti” hanno invece scelto lo spot centrale di Pistis, nonostante le condizioni poco favorevoli a questa che, negli anni scorsi, è risultata essere una spiaggia vincente. La loro perseveranza è stata ripagata da una stupenda coppia di orate sul chilo e mezzo ciascuna. Alla festa non poteva mancare il pesce serra; bello quello portato a riva da Nicola Sanna e Lorenzo Pintus (Coxinas), un esemplare di 1,9 chili.
Nicola Sanna con un serra di quasi 2 chili.Alessandro Foddis e Marco Meloni con alcuni “pezzi” pescati a Porto Ferro.
Alessandro Foddis e Marco Meloni (Unda Manna), impegnati nella spiaggia di Porto Ferro hanno portato a referto un grosso grongo di oltre 3 chili. Tra i tanti spot individuati come “interessanti”, Le Bombarde di Alghero hanno fatto la fortuna di Alberto Arru e Marco Usai (Larus Club Sassari). Alla taglia hanno preferito il numero; ben 49 prede valide, oltre 5 chili di peso e il prestigioso terzo gradino del podio. E poi ci sono Gli Amici e il Mare… A fine gara Marco Machis ha voluto sancire il gemellaggio tra i due sodalizi con uno speciale premio come società con più box alla partenza (ben 14). A dare lustro alla compagine quartese ci hanno pensato Federico Agus e Antonio Puggioni che si sono spinti sino a Sa Punta de s’Aliga, ottenendo ben 31 prede valide e uno strepitoso secondo posto assoluto. Abbiamo iniziato l’articolo parlando di Andrea e Fabrizio. La loro vittoria è merito di un cambio di spot a metà notte. Infatti i due coxineros hanno iniziato la serata a Porto Palma (Tunaria) dove hanno pescato tanti anguilliformi, tra cui un grosso grongo di ben 2854 grammi. Ma come il mare ha smesso di essere generoso hanno avuto la forza di smontare tutto e spostarsi ad Arborea dove hanno concluso la nottata tra mormore e oratelle. Proprio quei grammi in più gli hanno permesso di raggiungere quota 5866 punti e la vittoria finale.
I coxineros in festa.
La mattina di domenica la bilancia ha sancito la bravura dei tanti pescatori. E poi finalmente è arrivata la festa della premiazione. Quest’anno il Coxinas ha come sponsor tecnico Trabucco. Era presente Gianni Fenu, rappresentante in Sardegna del brand emiliano che ha presentato l’intero “arsenale” di nuove canne da surfcasting per la stagione 2026. Tra i tanti sponsor Marco Machis ha voluto fare una menzione particolare per la Cantina del Rimedio che ha offerto i suoi prestigiosi vini, premiati col Winery of the Year al Vinitaly. Il Master Fisher si conferma come appuntamento imperdibile tra le prove a campo libero. Tutto è pensato per far sentire i partecipanti a casa loro. Organizzazione esemplare!
Gli Amici e il Mare premiati come società con il maggior numero di iscritti al trofeo, ben 14 box.
Classifica

1 Caddeo - Tocco Coxinas 24 5866

2 Agus - Puggioni Gli Amici e il Mare 31 5492

3 Arru - Usai Larus Sassari 49 5260

4 Foddis - Meloni Unda Manna 7 5048

5 Casu - Piacenti Larus Sassari 36 4886

6 Olla - Sculco Coxinas 33 4816

7 Ghiani - Muscas Aquile di Mare 9 4490

8 Nessi - Pilloni Hippocampus Club. 33 4366

9 Casta - Dessi Coxinas 32 4262

10 Pintus - Sanna Coxinas 14 4076


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La Copa del Estrecho


Il confronto col paese africano è stato sbalorditivo. In una semplice e allo stesso tempo sontuosa gara di pesca abbiamo apprezzato la sensibilità dei locali verso la salute del mare. Abbiamo pescato, ci siamo divertiti e abbiamo anche imparato che possia

foto sopra: Bebo Fishing con l’ultima cernia dell’ultima giornata. Il pesce che a fatto salire il team sul gradino più alto del podio.

Che incredibile emozione vedere lo Stretto di Gibilterra dall’oblò di un aereo: un sogno che si realizza. Le mitiche Colonne d’Ercole, limite invalicabile di un mondo conosciuto, si stagliano contro l’ignoto. Il Marocco, terra di scambi e di conquiste, ospita per la terza volta La Copa del Estrecho, un raduno di pesca sportiva con tecniche verticali che riunisce diverse nazioni bagnate dal Mediterraneo: Algeria, Egitto, Gibilterra, Grecia, Italia, Libia, Marocco, Spagna, Tunisia e Turchia. A organizzare l’evento, nella splendida cornice del centralissimo Tanja Marina Bay, è il Royal Yacht Club de Tanger, che festeggia così il suo centenario.

Day 1 - Dopo la serata dedicata alla calorosa accoglienza, gli equipaggi, distribuiti su 53 imbarcazioni, si ritrovano alle 5:30 nello spazio attrezzato di fronte al porto per il primo corroborante della giornata. Gli spagnoli sono i più chiassosi, ma pian piano si fanno sentire accenti e idiomi provenienti da tutto il Mediterraneo. L’atmosfera si scalda e tutti si preparano a imbarcarsi sui fisherman attrezzati di tutto punto, pronti per il raduno nell’adiacente golfetto.
Bebo e Ayoub con una splendida cernia dorata, rara nel Mediterraneo.
Alle 7:00 la partenza è in grande stile: le scie spumeggianti si dirigono a ventaglio verso le destinazioni più propizie. L’adrenalina sale di brutto e la competizione ha inizio. Le tecniche consentite sono: speed jig, slow, leurres souples, madai, inchiku e tai kabura. Appena usciti dalla comfort zone del golfo di Tangeri, si apre l’oceano Atlantico, con le sue onde e le correnti impegnative (4 a 6 nodi). Già dopo un’ora arrivano nella chat della gara le prime immagini delle catture. Le condizioni meteo sono buone, ma il mare resta gonfio. Mulinelli fissi e rotanti lavorano senza sosta: gli stili di pesca cambiano da barca a barca, da nazione a nazione. Alcuni jerkano lenti, con le lenze lunghe in corrente; altri vanno più veloci e pescano in verticale. In media si usano trecciati PE 2-2,5 su fondali da 25 a 55 metri (con gomme nella maggior parte dei casi), mentre per fondali più profondi, dai 65 ai 100 metri, si preferiscono PE 1,5-1,7. Le prede più frequenti sono paraghi possenti, dai 3 ai 9 chili, qualche dentice sui 5 e alcuni da 7-8, cernie dorate, cernie brune e una di un rosso acceso, splendida. Gli spagnoli si sbizzarriscono anche con tonni alletterati, palamite e sanpietro. La prima manche porta al peso pesci di molte specie e taglie diverse, dimostrando che il campo gara è azzeccato. La classifica delinea subito i pretendenti al trofeo: in primis gli spagnoli, con 20 equipaggi agguerriti, seguiti dai marocchini, con capitani e uomini preparati e determinati. Durante l’attesa della pesatura, l’organizzazione mette in scena balli e attrazioni locali molto caratteristici. Le prede pescate fanno salire il livello agonistico tra gli equipaggi e le chiacchiere su esche e spot si protraggono per tutta la sera, fino a notte fonda. Tra musica e risate sguaiate, i team lavorano per perfezionare assetti e tarare le attrezzature.


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Day 2 - Stesso copione del giorno precedente, ma con colazioni più abbondanti e oc-chi ancora semichiusi. Ci riuniamo fuori dal porto in attesa della partenza. Al via, tutti a razzo, ancora più veloci del giorno prima, soprattutto gli equipaggi che hanno già ottenuto un risultato che genera speranze. Gli altri seguono la scia fino ad arrivare al centro del campo gara. Il meteo è leggermente peggiorato: le condizioni restano affrontabili, ma instabili. Nello scarroccio si alternano zone di piatta stirata dalla corrente e fasi di sali e scendi imponenti, variazioni che ricordano vagamente la programmazione di una lava- trice casalinga. Di colpo le condizioni cambiano: l’acqua “bolle”, la corrente scende. L’eco inizia a colorarsi di strisce rossicce e scie bluastre, ma pescare non è facile. L’anticipo dato alle esche e l’alternanza dei pescatori nel pozzetto variano continuamente.

Tecnica


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Alcune imbarcazioni calano in corrente sulla murata fino a 100 metri di lenza, con recuperi lenti e morbidi, alla ricerca di paraghi e corazzieri. Sulle cernie la scelta delle attrezzature cambia: PE 2 e fluorocarbon finale cortissimo (1 metro) di mm 0,60-0,70 su fondali fino a 50 metri. Esche: gomme di vari colori (su tutte le JLC), kabura di diverse grammature e jig da slow. Sui fondali più profondi si utilizzano PE max 1,7-2 con jig e inchiku di pesi vari dai 200 grammi in su. Forte dei risultati della prima manche, ciascun equipaggio tra i primi cinque gioca le proprie carte con strategie diverse. Le più efficaci si rivelano due: insidiare pesci di specie differenti per ottenere fino a 12.000 punti bonus, oppure puntare sulla preda grossa, la cernia in primis. Tra corazzieri, paraghi e cernie, la seconda manche definisce il podio che, con grande soddisfazione per il tricolore, vede sul gradino più alto i nostri atleti Bebo Fishing e Mauro Cuccu. Una vittoria clamorosa sotto la guida e la sapienza di Ayub e la supervisione di Yassine, regista peraltro di tutta la macchina organizzativa marocchina.
Sopra: cernie e dentici in attesa di misurazione.

O la va o la spacca!


di Alberto Melis - Il sesto posto della prima manche è già superato dalla cernia di 18,1 chili catturata da Yassine. Il podio è sicuro e già questo ci dà una gioia immensa, vista la difficoltà e le insidie che si presentano da questa parte dello Stretto di Gibilterra. La speranza di un possibile trionfo c’è, ma nessuno di noi si esprime. La tensione sale. Arrivano notizie sconfortanti. Il team che è in testa si conferma di spessore: una cernia e un corazziere in doppia cifra. Yassine e Ayoub, decidono di tornare nella zona dove qualche ora prima abbiamo catturato la grossa cernia. Ci giochiamo il tutto per tutto… abbiamo bisogno di una cattura importante. Passa circa mezz’ora senza nessun segnale, quando improvvisamente Mauro in quel momento al controllo dell’ecoscandaglio, grida “grossa marcatura di cernia”. Qualche istante dopo la mia canna prende una botta enorme. A bordo la tensione è altissima e le condizioni sono proibitive. Non devo commettere nessun errore! Non concedo un centimetro alla furia del pesce… forzo e alla fine cede… aggalla. È lei, una bruna di kg 14,8. Esplode la gioia, incontenibile, consapevoli che potrebbe essere il pesce della vittoria. Arriviamo in porto, nell’area designata alla consegna e la pesatura del pesce. Da lì a poco capiamo: abbiamo fatto l’impresa! Abbiamo vinto la Copa del Estrecho, la gara più importante nel panorama europeo e africano.
Ayoub, Bebo Fishing, Mauro Cuccu e più in basso il boss: Yassine


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I primi accedono al palco della premiazione.

Rifiuto visto, rifiuto recuperato - Il Royal Yacht Club di Tangeri ha rafforzato l’impegno a favore di una pesca sostenibile e eco-responsabile con l'iniziativa “Rifiuto visto, rifiuto recuperato”. Il nostro mare merita rispetto! Tutti i team sono protagonisti della protezione degli oceani raccogliendo i rifiuti galleggianti incontrati durante la navigazione. Plastica, reti abbandonate, imballaggi... ogni rifiuto raccolto è importante per preservare la biodiversità marina e offrire acque più pulite alle generazioni future. Questa azione fa parte dell’approccio globale alla pesca responsabile, del club marocchino, in cui le prestazioni sportive e il rispetto dell'ambiente vanno di pari passo, nella speranza di ispirare altre competizioni a adottare un approccio sostenibile. Il Mar Mediterraneo affoga sotto una marea di plastica avverte il WWF. I 22 paesi della regione mediterranea producono 24 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, di cui il 42% viene interrato, il 14% incenerito e solo il 16% riciclato. Per questo impegno ecologico, è stato assegnato un premio speciale a Cri Cri, l'imbarcazione che ha raccolto più rifiuti.
Un manufatto da calare sul fondo del mare per creare una barriera di ripopolamento.
Il progetto - Per una pesca sostenibile e responsabile, il Royal Yacht Club di Tangeri lancia un progetto innovativo di barriere coralline artificiali con l'Università Abdelmalek Essaâdi (monitoraggio biologico e analisi dei dati) e l'INRH (gestione delle risorse ittiche). L'obiettivo è quello di ricreare habitat per oltre 20 specie locali, come la cernia bruna e il pagello, con l'ambizione di aumentare del 40% la biomassa ittica nella zona entro tre anni. Le barriere coralline, progettate in cemento ecologico secondo un brevetto INRH, sono appositamente adattate alle correnti dello Stretto e potrebbero integrare sensori di temperatura e pH per il monitoraggio in tempo reale. Il RYCT propone ai suoi sponsor un impegno concreto: ogni modulo di barriera corallina finanziato diventa una stazione di ricerca a tutti gli effetti, con l'apposizione del loro logo sui blocchi e nelle pubblicazioni. Workshop di formazione sulle buone pratiche, organizzati con l'INRH, completano questa iniziativa per coinvolgere direttamente i pescatori sportivi nella conservazione degli ecosistemi. I dati scientifici completi e i piani di implementazione dettagliati sono disponibili su richiesta per i partner che desiderano impegnarsi in questo importante progetto ambientale.

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Sicurezza informatica: i consigli di Cisco Talos per difendersi dai trucchi degli hacker


Gli hacker non “forzano” più i sistemi: entrano dalla porta principale, usando le nostre credenziali

Il 75% degli attacchi di phishing è partito da account di posta elettronica compromessi, mentre oltre il 40% degli incidenti ha riguardato problemi legati all’autenticazione a più fattori (MFA), dovuti a configurazioni errate o a tentativi di aggiramento. Secondoquanto evidenziato dal report relativo al secondo trimestre 2025 di Cisco Talos, l’obiettivo più ambito non sono più soltanto i dati sensibili, ma soprattutto le credenziali di accesso: username e password, una volta rubati, diventano il lasciapassare che consente ai criminali informatici di entrare indisturbati nei sistemi privati, di muoversi senza destare sospetti e raggiungere informazioni riservate o risorse preziose.
Le password restino ancora oggi l’anello più debole della catena di sicurezzaLe password restino ancora oggi l’anello più debole della catena di sicurezza

Un fenomeno in forte crescita


Secondo l’ultimo report annuale di Cisco Talos, gli attacchi basati sull’identità hanno rappresentato il 60% dei casi di Incident Response gestiti dal team, mentre in quasi tre quarti degli attacchi ransomware i criminali informatici hanno sfruttato account validi per ottenere l’accesso iniziale. Questo conferma come le password restino ancora oggi l’anello più debole della catena di sicurezza.
Account con privilegi elevati possono arrivare a costare centinaia di dollariAccount con privilegi elevati possono arrivare a costare centinaia di dollari

Il mercato nero delle password


Una volta rubate, le credenziali finiscono spesso in vendita sul dark web, creando un vero e proprio mercato parallelo. Account “normali” hanno un prezzo contenuto, mentre quelli con privilegi elevati – come amministratori di rete o responsabili finanziari – possono arrivare a costare centinaia di dollari. Alcuni gruppi criminali si occupano esclusivamente della raccolta e della rivendita di questi dati, mentre altri li acquistano per condurre campagne ransomware mirate, attacchi di spionaggio o frodi economiche.
Gli hacker dispongono di numerosi metodi collaudati per portare a segno i loro attacchiGli hacker dispongono di numerosi metodi collaudati per portare a segno i loro attacchi

Perché è così semplice


Tre fattori spiegano la diffusione degli attacchi basati sulle credenziali:

  • attacchi dall’interno: con credenziali autentiche, i cybercriminali possono passare inosservati anche per lunghi periodi;
  • mercato in crescita: password e account rubati si scambiano facilmente online, riducendo costi e rischi per gli hacker;
  • nuove abitudini di lavoro: lo smart working, l’uso di dispositivi personali e dei servizi cloud moltiplicano i punti di accesso da proteggere.


Il phishing resta uno dei metodi più diffusi al mondo Il phishing resta uno dei metodi più diffusi al mondo

Le tecniche più comuni


Gli hacker dispongono di numerosi metodi collaudati:

  • phishing: e-mail ingannevoli che imitano portali reali, come Office 365, con l’obiettivo di indurre l’utente a inserire le proprie credenziali;
  • keylogger: software che registrano tutto ciò che viene digitato sulla tastiera, rubando username e password;
  • QR code malevoli: un fenomeno in crescita che sfrutta la fiducia verso i codici QR; basta una semplice scansione per essere reindirizzati a siti truffa;
  • attacchi di forza bruta: tentativi automatizzati di indovinare password deboli o riutilizzate dagli utenti;
  • account dimenticati: ex dipendenti o collaboratori con accessi ancora attivi, che diventano potenziali porte d’ingresso per gli attaccanti;
  • infostealer: malware progettati per raccogliere informazioni sensibili, incluse le credenziali salvate nei browser.


Il ruolo degli utenti


Molti di questi attacchi sfruttano direttamente le persone. Il phishing, ad esempio, resta uno dei metodi più diffusi al mondo: spesso basta un semplice clic su un link malevolo per consegnare inconsapevolmente le proprie credenziali a un criminale. Inoltre, gli hacker fanno ricorso anche all’ingegneria sociale, contattando direttamente le vittime e convincendole, attraverso storie costruite ad arte, a compiere azioni pericolose: modificare impostazioni, condividere password o addirittura trasferire denaro.
Il 40% delle imprese non utilizza l’MFA o si affida a metodi poco sicuri, come gli SMSIl 40% delle imprese non utilizza l’MFA o si affida a metodi poco sicuri, come gli SMS

Come difendersi: i consigli degli esperti


  • attivare l’autenticazione a più fattori (MFA): anche se la password viene compromessa, serve un secondo livello di verifica;
  • non salvare le password nel browser: utilizzare un gestore di password sicuro per proteggerle;
  • aggiornare regolarmente sistemi e applicazioni: gli aggiornamenti correggono vulnerabilità sfruttabili dagli hacker;
  • eliminare gli account inutilizzati: ogni accesso dimenticato rappresenta una potenziale porta d’ingresso;
  • limitare i tentativi di accesso: bloccare ripetuti tentativi di password errata riduce il rischio di attacchi di forza bruta;
  • formazione: saper riconoscere una mail sospetta può fare la differenza nella prevenzione degli attacchi;
  • adottare un approccio “zero trust”: verificare ogni accesso, da qualsiasi dispositivo e in ogni momento.

Ogni mese, la piattaforma Cisco Duo gestisce oltre 1,5 miliardi di richieste di autenticazione multifattore (MFA). Nonostante ciò, il 40% delle imprese non utilizza l’MFA o si affida a metodi poco sicuri, come gli SMS. Questa mancanza di protezione rappresenta una vera e propria autostrada d’accesso per i cybercriminali. Per difendersi efficacemente dagli attacchi, è necessario cambiare approccio: la sicurezza deve partire dall’identità e proteggere le credenziali di accesso.


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Sessioni Brevi


Il carpfishing moderno sta subendo una vera e propria mutazione. I ritmi di vita ormai portano ad aver sempre meno tempo da passare sulle sponde. Di fatto o ci si adatta o, nella peggiore delle ipotesi, si appendono le canne al chiodo.

Sopra: l'autore con una grossa regina pescata in un canale di Cagliari.

Il fattore tempo, nella pesca in generale, è un tassello fondamentale. Più tempo si ha a disposizione, maggiori saranno i risultati ottenuti. È un’affermazione abbastanza scontata, ma ciò non significa che le sessioni brevi siano meno redditizie in termini di catture e meno affascinanti rispetto a quelle lunghe. Chiaramente molto dipende dal tempo che riusciamo a dedicare alla pesca. Posso tranquillamente dire che una delle cose da non trascurare, se abbiamo poco tempo per una sessione di pesca, è svolgere il grosso del lavoro a casa. Personalmente cerco di mantenere l’attrezzatura sempre in ordine e pronta all’uso per arrivare sullo spot di pesca con già le canne pronte per essere lanciate e quindi montate anche con il mulinello, il piombo e il terminale. Quando si pesca in un ambiente conosciuto e si hanno le idee chiare anche su dove piazzare i terminali, si possono preparare a casa gli inneschi, magari già avvolti in un sacchettino in Pva. Così facendo, appena arrivati nello spot scelto, avremo tutto pronto per pescare. C’è poi un altro aspetto non trascurabile. Spesso, appena si arriva a destinazione, si trovano le carpe che si alimentano proprio nei punti pasturati preventivamente (argomento dell’articolo pubblicato nel numero di maggio 2025), tanto da non riuscire a preparare la seconda canna e montare il guadino che immediatamente arriva una partenza. Con le canne già innescate e pronte ad essere lanciate, le possibilità di catturare immediate aumentano di molto.

Luoghi strategici - Se si ha la possibilità di pasturare lo spot di pesca qualche giorno prima o anche solamente la sera prima della battuta di pesca, si hanno risultati migliori e in poco tempo. Personalmente non svolgo quasi mai sessioni senza averci pasturato preventivamente. A tal proposito, abitare vicino a fiumi e canali mi aiuta molto, riuscendo così a catturare senza problemi, anche in sessioni molto brevi. Diversamente, se dobbiamo affrontare nuovi ambienti, magari distanti da dove viviamo, diventa importante documentarsi il più possibile, intervistando altri pescatori che li conoscono, per raccogliere informazioni sia sugli spot migliori che sui regolamenti in vigore.

Breve ma intensa - Detto questo vado a raccontare una sessione, breve ma intensa, in un canale di Cagliari. Arrivai sul luogo di pesca prima dell’alba e cercai il punto esatto dove piazzare il campo. Mi avevano parlato di un piccolo spazio con dei gradini che permettevano di accedere al canale. Visto l’abbondante vegetazione ho impiegato un po’ di tempo per trovarla. Per prima cosa piazzai il rod pod e, avendo preparato gli inneschi la sera prima, iniziai a pescare in meno di 10 minuti.
Le canne sono sul rod pod e non resta che aspettare il suono del segnalatore acustico.
La montatura che avevo scelto per questo tipo di ambiente, visto il fondale melmoso, era costituita da una pop-up montata su un D-rig. Questo sistema mi permetteva di staccare il terminale dal fondo di circa 10 centimetri. Ho raccolto molte informazioni su questo canale, anche se ci avevo già pescato in passato, ma non in questo punto. Qui il canale fa una curva, con un ingresso di acqua che tutti chiamano “la cascata”. Nell’altro lato, quasi di fronte alla mia postazione, si trova un ponticello dove la corrente è assente. Uno spot veramente interessante. Con l’arrivo del sole arrivarono le tartarughe (numerosissime) che divoravano le boilie pop-up facendo suonare con dei piccoli bip i segnalatori acustici.
Preparazione di un classico innesco del carp fishing, il D-ring che permette di posizionare l’esca staccata dal fondo di circa 10 centimetri.Una boilies attaccata dalle voraci tartarughe che nelle giornate di sole diventano molto attive, rovinando gli inneschi in pochi minuti.
Rimanere in pesca con questi “disturbatori” era molto difficoltoso. Ogni 2 o 3 ore ricontrollavo le canne per non rimanere senza esca. Solitamente in questi casi non riposiziono mai la canna nello stesso punto perchè pescherei in un settore dove le tartarughe si sono riunite per banchettare. Le ore passarono molte velocemente e non avendo avuto nessuna partenza in tutta la mattinata, decisi di cambiare strategia su di una delle 2 canne. Cambiai l’innesco sulla canna vicino alla cascata. Lì il fondale risultava più pulito grazie alla forza dell’acqua in entrata. L’innesco scelto era una boilie affondante da 30mm self made, alla quale aggiunsi uno stringer di boilies da 20mm su di un filo in Pva. Oramai le mie chance di catturare erano rivolte alle ultime 2 ore che mi rimanevano in pesca, visto che la mia sessione doveva durare solamente sei ore. A mezzogiorno però l’avvisatore fece un paio di bip, prima in calata e poi partì, molto lentamente, quasi come se il pesce non si fosse accorto di avere l’amo in bocca. Aspettai un secondo per poi ferrare e qualcosa di pesante mi piegò la canna. Avevo agganciato un bel esemplare! Ed ecco una stupenda carpa regina del canale cagliaritano, con un peso che sfiorava i 7 chili. Dopo alcune foto di rito, liberai la preda. Potrei testimoniare tantissime sessioni così, ma non voglio passare per “fenomeno”. La cosa importante è che anche con brevi sessioni, se sfruttiamo al meglio il tempo a nostra disposizione, possono arrivare catture importanti e comunque sempre emozionanti.


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Amo d'Oro Fipo 2025


Come da tradizione, arrivano a fine anno le speciali classifiche dell’Amo d’Oro FIPO, il prestigioso trofeo che premia i più forti pescatori dell’ultima stagione agonistica.

Le classifiche del 2025 riguardano le tecniche marittime e, come di consueto, sono state stilate da una giuria di assoluta e consolidata competenza composta da Ferdinando Valvassura per la pesca da natante e la pesca da riva, e Eugenio Ucci per il surfcasting. Il trofeo verrà assegnato ai vincitori delle varie discipline nel corso di una cerimonia che si terrà alla fiera "Pescare Show" di Rimini, a febbraio.

IDENTIKIT DI UN PREMIO CHE FESTEGGIA I VENT'ANNI

L’edizione 2025 corrisponde alla ventesima edizione dell’Amo d’Oro, dato che il premio venne istituito nell’ormai lontano 2005 dal garista e giornalista, nonché primo vincitore del premio, Ferdinando Valvassura, il quale in più di un’occasione ha tenuto a ribadire, ironicamente, che non aveva ideato il trofeo per accaparrarselo: i risultati di Valvassura, per chi conosce il mondo delle gare, parlano da sé e sono costellati da successi che vanno ben al di là dell’Amo d’Oro!

Per quanto concerne i criteri di assegnazione, il trofeo viene conferito annualmente al termine della stagione agonistica ai più forti pescatori che hanno trionfato nei campionati nazionali e nelle competizioni internazionali. I dati sugli esiti delle gare sono elaborati dalla giuria all’insegna della massima imparzialità, sommando i successi ottenuti dai singoli atleti nei campi di gara italiani e stranieri.

SETTORE MARE
Marco Volpi
Canna da natante - Il vincitore della ventesima edizione dell’Amo d’Oro FIPO nella pesca da natante è un nome che non ha certo bisogno di presentazioni: Marco Volpi della Lenza Emiliana Tubertini. Dalla barca, solo l’atleta livornese è riuscito nell’impresa di collezionare sinora così tante vittorie da qualificarlo come l’asso pigliatutto delle specialità. “Il 2025 per la canna da natante è stato il punto di partenza per una nuova stagione, con il cambiamento del Commissario tecnico della Nazionale: da Alberto Marchi, che nella sua lunga carriera da C.T. ha raccolto una serie infinita di successi, a Franco Nostrini, che dopo 23 anni di podi con la Nazionale Under 21 passa a quella maggiore con una dichiarata fame di vittorie; suo il merito di aver condotto quest’anno gli azzurri sui difficilissimi campi di gara del Montenegro, ottenendo un argento che per un nulla poteva tramutarsi in oro - dichiara il giudice di specialità Ferdinando Valvassura. -. Alla Lenza Emiliana Tubertini la soddisfazione di aggiudicarsi, per la quattordicesima volta, il Campionato mondiale per club. Nel Campionato italiano per società vittoria dell’Oltrarno ASD Colmic, mentre Marco Polignano della Seasporting Portobaseleghe Artico vince il Campionato italiano individuale in Sardegna. Il fatto che ormai le gare vengono disputate tutte da piccole imbarcazioni, da quattro concorrenti ciascuna, determina un livellamento di valori davvero significativo a confronto di quanto accadeva in passato dai barconi, dove tecnica e abilità nel lancio costituivano, unitamente a grinta e forza fisica, il bagaglio necessario per vincere. Per questo motivo non esiste più nulla di certo, di scontato e stanno emergendo con forza nuove realtà e nuovi nomi. Non è certo nuovo, tuttavia, il nome di Marco Volpi, che si aggiudica l’edizione 2025 del premio Amo d’Oro. L’Albo d’Oro del premio, arrivato ormai alla sua ventesima edizione, vede al comando in maniera più che netta lo stesso Marco Volpi, vero e proprio "cannibale" con tredici successi, seguito da Gabriele Brunettin con tre e da Antony Giacomini con due; a seguire quindi Paolo Bellagamba e Paolo Volpini con uno.”.
Alex Sottilotta
Canna da riva - Dopo qualche stagione trascorsa dietro le quinte, torna alla ribalta Alex Sottilotta della Lenza Club Ravenna A.S.D. Matrix, che vince nuovamente il trofeo interrompendo un digiuno durato qualche anno.

Una stagione che ha visto il netto incremento sia dell’attività agonistica che dei numeri, un fattore molto importante e che dovrà essere valutato alla luce della sempre cronica carenza di campi di gara che permettano di mettere in fila più di cento concorrenti - premette Nando Valvassura, che cura anche la classifica della canna da riva.-. In questo contesto, la canna da riva ha vissuto un’annata dorata: le due Nazionali dominano il Mondiale francese di Mentone, bissando il successo dell’anno precedente in terra ellenica, e Ignazio Lo Conte rivince il titolo Mondiale individuale, addirittura con tre primi assoluti in altrettante gare”. In merito alla classifica 2025, il giudice e fondatore dell’Amo d’Oro precisa che “Alex Sottilotta si laurea Campione italiano individuale e vince, come se non bastasse, il Campionato italiano di Float Fishing e il Club Azzurro di marzo; sfortunata invece la sua esperienza al Mondiale, dove rimane bloccato a letto da una forte forma influenzale. Tra i suoi diretti concorrenti, Paolo Lacerenza domina nel Club Azzurro di novembre ritornando prepotentemente in Nazionale dopo qualche anno di assenza, mentre il sottoscritto a Porto Santo Stefano conquista la Coppa Italia. Questa invece la situazione a livello di club: nella classifica di questa manifestazione a primeggiare è il Club della Pesca Cervia Colmic, al Campionato italiano per società la vittoria va alla Sps Arechi Veret di Salerno, mentre nel torneo a box a vincere è la solita Mestrina ASD Veret. Per finire Fabio Pantani e Jacopo Collavoli dello Squalo Colmic di Martellago si aggiudicano il titolo Italiano a coppie”.

Il giudice e garista pluripremiato, Ferdinando Valvassura, conclude la sua disamina sul premio che ha fondato con un bilancio sui primi vent’anni della sua "creatura": “Quest’anno il premio Amo d’Oro è giunto alla ventesima edizione (nel 2020 a causa della pandemia il premio non è stato assegnato) ed il ranking è questo: sette volte lo ha vinto Davide Mora, quattro volte Alex Sottilotta, tre volte Fernando Valvassura, due volte Francesco Mungai ed una volta Marco Bacchiani, Federico Segato, Iacopo Collavoli e Fabio Pantani.”.
Giovanni Raineri
Surfcasting - È ancora un pescatore siciliano a trionfare nel surfcasting: si tratta di Giovanni Raineri del Circolo Nautilus Calatabiano, nome nuovo nella classifica dell’Amo d’Oro, che si aggiudica il trofeo 2025 nella pesca dalla spiaggia. “Non ci sono stati dubbi: il 2025 è l’anno di Giovanni Raineri del Circolo Nautilus Calatabiano - afferma Eugenio Ucci, giudice del surfcasting e noto agonista della pesca dalla spiaggia. -. L’atleta della Nazionale seniores ha messo a segno un’impresa rarissima nel panorama agonistico, vincendo nello stesso anno sia il Club Azzurro che la Supersfida, una doppietta che lo consacra, numeri alla mano, come l'atleta più forte dell’anno. Oltre al successo individuale, Raineri ha mostrato una forma smagliante anche nel percorso a coppie con buone possibilità di essere scelto anche per questa Nazionale. Ciliegina sulla torta, grazie alla qualificazione del suo club all’Elite, sarà sicuramente uno dei protagonisti più attesi del Mondiale per Club 2026. Una stagione perfetta che gli vale, con pieno merito, l’Amo d’Oro".

Ucci traccia quindi un bilancio dell’annata conclusasi con l’affermazione di Giovanni Raineri, evidenziando anche gli ottimi risultati riportati dagli atleti azzurri nelle competizioni internazionali. “Il premio Amo d’Oro si conferma il barometro d’eccellenza per il surfcasting italiano - aggiunge Eugenio Ucci - Il prestigioso riconoscimento, che premia la costanza e il talento lungo tutto l’arco della stagione, ha visto quest’anno ben 70 atleti darsi battaglia in un circuito che spazia dai Campionati Italiani (individuale, coppie, box, società) fino ai palcoscenici mondiali (seniores, coppie, clubs); una lotta serrata, decisa solo all'ultimo lancio. La stagione azzurra ha vissuto momenti di altissima tensione. Al Mondiale Seniores in Portogallo, la nostra Nazionale ha sfiorato il podio, chiudendo con un solido quinto posto assoluto a un soffio dal bronzo. A livello individuale, spiccano le prestazioni di Marcello Messina (7° assoluto) e dell’intramontabile ‘pietra miliare’ Filippo Malvagna (8°). Sulle spiagge di casa, invece, il Mondiale a Coppie ha regalato grandi soddisfazioni: l'Italia conquista un doppio bronzo, sia nella classifica per nazioni che in quella individuale con gli intramontabili Eugenio Ucci e Agostino Antonelli. Più amaro il bilancio del Mondiale per club, sempre in terra portoghese, dove il Casting Club Blue Marlin e il Friuli Surfcasting hanno chiuso rispettivamente al 7° e 9° posto”.

fipopesca.it


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DJI Osmo Action 6: prima action cam DJI con apertura variabile


Osmo Action 6 segna un’evoluzione nel mondo delle action cam grazie all’introduzione dell’apertura variabile: maggiore controllo dell’esposizione, migliori riprese con luce difficile e qualità video superiore rispetto ai modelli precedenti

DJI, azienda leader nei campo dei droni civili e nella tecnologia delle fotocamere creative, ha oggi Osmo Action 6. Si tratta di una action cam tutto-in-uno che stabilisce un nuovo standard per la fotografia d’azione, introducendo diverse novità assolute nel settore. Osmo Action 6 è, infatti, la prima action cam a offrire un’apertura variabile, con un intervallo da f/2,0 a f/4,0 e promette eccellenti prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione.
Osmo Action 6 in modalità Vloggin

La prima action cam di DJI ad apertura variabile


Osmo Action 6 supera il tradizionale design ad apertura fissa delle action cam, permettendo di scegliere tra diverse modalità di apertura adatte a un’ampia gamma di scenari. Con un’apertura massima di f/2,0, la cam lascia entrare più luce nell’inquadratura e migliora la qualità delle immagini in condizioni di scarsa illuminazione. In modalità Auto, l’apertura si regola automaticamente per ottenere risultati chiari in una varietà di scenari, dagli scatti notturni in condizioni di scarsa illuminazione ai paesaggi luminosi e dettagliati. Con la modalità Effetto stella, le luci della città si trasformano in affascinanti effetti stella, aggiungendo un sorprendente tocco creativo alle scene metropolitane ben illuminate.
Il nuovo sensore CMOS offre un'ampia gamma dinamica per ottenere dettagli nitidi in situazioni ad alto contrastoIl nuovo sensore CMOS offre un'ampia gamma dinamica per ottenere dettagli nitidi in situazioni ad alto contrasto
Con l'obiettivo macro montato (venduto separatamente), la distanza minima di messa a fuoco si riduce da 35 cm a soli 11 cm, consentendo selfie vlog ravvicinati e nitidi. Per le riprese grandangolari, quando l’obiettivo FOV Boost per Osmo Action 6 (venduto separatamente) è collegato, la fotocamera passa automaticamente alla modalità FOV Boost, espandendo il campo visivo nativo da 155° a 182°1, ideale per riprese POV d’azione realmente immersive.

Il nuovo sensore offre una qualità delle immagini di livello superiore


Il sensore CMOS da 1/1,1 pollici con grandi pixel fusi da 2,4 μm offre fino a 13,5 stop di gamma dinamica per ottenere dettagli nitidi in situazioni ad alto contrasto. Supporta inoltre la registrazione video fino a 4K/120fps nel formato 4:3, mentre il sensore più grande consente una migliore qualità delle immagini in condizioni di scarsa illuminazione, garantendo riprese chiare e dettagliate anche in ambienti estremamente bui. Grazie al sensore più grande, Osmo Action 6 abilita la modalità SuperNight per offrire chiarezza nelle riprese notturne, catturando video dettagliati fino a 4K/60fps in condizioni di scarsa illuminazione.
In modalità Auto, l’apertura si regola automaticamente per ottenere risultati chiari in una varietà di scenariIn modalità Auto, l’apertura si regola automaticamente per ottenere risultati chiari in una varietà di scenari

Modalità Personalizzato 4K: riprendete ora, ritagliate dopo


Grazie al sensore quadrato progettato su misura da DJI, Osmo Action 6 introduce la nuova modalità Personalizzato 4K che consente di effettuare le riprese e ritagliarle successivamente in post-produzione per definire l’inquadratura del video, rendendo possibile la condivisione di video creativi su diverse piattaforme social. I creator non devono più posizionare manualmente la fotocamera orizzontalmente e verticalmente per ottenere l’inquadratura desiderata.
Con un grado di impermeabilità IP68, la fotocamera è resistente all’acqua fino a 20 metri senza custodia e fino a 60 metri con la custodia impermeabileCon un grado di impermeabilità IP68, la fotocamera è resistente all’acqua fino a 20 metri senza custodia e fino a 60 metri con la custodia impermeabile

Riprese fluide in slow motion estremo


Eccellente nelle riprese in slow motion, la cam supporta la registrazione in slow motion fino a 4K/120fps a livello nativo e può generare in modo intelligente la riproduzione Super Slow Motion fino a 32× a 1080p, creando immagini spettacolari in alta definizione. Interpolando le inquadrature registrate a 1080p/240fps, Osmo Action 6 ottiene un effetto di rallentamento equivalente a 960fps quando riprodotto a 1080p/30fps, conferendo un effetto cinematografico ai filmati d’azione.
Le funzioni creative di Osmo Action 6 offrono riprese dall’aspetto più naturale per viaggi e vlog quotidianiLe funzioni creative di Osmo Action 6 offrono riprese dall’aspetto più naturale per viaggi e vlog quotidiani

Le numerose avventure di Osmo Action 6


Osmo Action 6 è pronta per qualsiasi tipo di azione, dalle immersioni e dallo sci al mountain biking e all’escursionismo. Con un grado di impermeabilità IP68, la fotocamera è resistente all’acqua fino a 20 metri senza custodia e fino a 60 metri con la custodia impermeabile. Il suo sensore integrato leader del settore per la temperatura del colore garantisce colori subacquei realistici, mentre il manometro registra i dati dell’immersione. Le funzioni creative di Osmo Action 6 soddisfano le esigenze di avventurieri, viaggiatori e vlogger quotidiani, offrendo riprese dall’aspetto più naturale per viaggi e vlog quotidiani.

Prezzo e disponibilità


DJI Osmo Action 6 può essere acquistato su store.dji.com e presso i rivenditori autorizzati, in diverse configurazioni al prezzo che parte da 379 euro.


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La Spigola di Christian Fedrigo


Christian ci invia le foto di una bella cattura e con queste parteciperà al concorso di febbraio per vincere l'abbonamento a Mondo Pesca.

Finalmente è arrivata anche dalle nostre parti!!! Complimenti per la rivista e avanti tutta... Branzino 6,4 chili, esca orata viva, laguna di Bibione VE, grazie agli insegnamenti di "Roger", cattura settembre 2025. Ciao e alla prossima Christian Fedrigo Team Magnum P. I.

Anche voi, spedite a - info@mondopesca.it - la/le foto di una preda con una descrizione dettagliata della cattura (dove, quando, tecnica, esca e altro), e parteciperete al concorso del mese per vincere l'abbonamento annuale a Mondo Pesca.

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Natale sempre più digitale: un italiano su tre sceglie regali tech


Un italiano su tre sceglierà regali digitali per Natale: abbonamenti, gift card e servizi online guidano il nuovo shopping natalizio tech

Secondo gli ultimi dati di Kaspersky, i regali digitali e gli auguri personalizzati saranno molto popolari durante queste festività natalizie 2025/2026, con gli abbonamenti ai servizi di streaming e i crediti di gioco che occupano le prime posizioni nelle wishlist. Con la vita quotidiana sempre più digitale, anche il modo di fare i regali sta cambiando: i doni virtuali non sono più una novità, ma una scelta sempre più diffusa. Alla vigilia della stagionale corsa agli acquisti natalizi, Kaspersky ha condotto un sondaggio per scoprire la reale popolarità dei regali digitali e quali conquistano davvero il cuore dei consumatori.
La fascia più giovane della popolazione si conferma la vera pioniera dei regali virtualiLa fascia più giovane della popolazione si conferma la vera pioniera dei regali virtuali
In Italia il 41% degli intervistati preferisce i regali fisici, dichiarando di non avere alcuna intenzione di cambiare idea nel prossimo futuro, ma circa un quinto ha già acquistato in passato regali digitali e il 32% pianifica di farlo quest’anno. A livello globale, la fascia più giovane della popolazione (18-34 anni) si conferma la vera pioniera dei regali virtuali: il 63% dichiara infatti di voler acquistare regali digitali durante le festività natalizie. Tra questi nativi digitali, quasi la metà (46%) ha già scelto in passato doni virtuali. La generazione più anziana (over 55) mostra invece una tendenza opposta, rimanendo saldamente legata alla tradizione, con quasi la metà degli intervistati (46%) che afferma di preferire i regali fisici.

Nonostante la crescente diffusione dei regali digitali, gli esperti di Kaspersky avvertono che, accanto ai numerosi vantaggi dei doni virtuali, esistono anche diversi rischi per la sicurezza, come la presenza di negozi online falsi o link di phishing. Per questo motivo, raccomandano di prestare particolare attenzione e di adottare adeguate misure di protezione.
Il 55% degli intervistati hanno indicato i servizi e le piattaforme di streaming, come Netflix e SpotifyIl 55% degli intervistati hanno indicato i servizi e le piattaforme di streaming, come Netflix e Spotify

I giovani adulti sono tre volte più propensi a regalare un abbonamento Netflix piuttosto che un maglione


Secondo il sondaggio, in Italia il 55% degli intervistati che hanno preso in considerazione l’acquisto di regali digitali hanno indicato i servizi e le piattaforme di streaming, come Netflix e Spotify, confermando l’intrattenimento come il regalo digitale per eccellenza. Al secondo posto si collocano i crediti e gli abbonamenti per i giochi, che raccolgono il 38% delle preferenze degli italiani, seguiti da abbonamenti a e-book (32%) e iscrizioni a corsi online (22%). Accanto agli abbonamenti per l’intrattenimento, sta registrando una crescente popolarità anche il benessere fisico, con regali sempre più richiesti come gli abbonamenti alle palestre (29%), mentre i servizi dedicati al benessere mentale risultano meno diffusi, con solo l’11% degli intervistati che dichiara interesse per questa tipologia di offerta.
Grazie all'AI truffatori possono creare siti web falsi convincenti, e-mail fraudolente e pop-up ingannevoliGrazie all'AI truffatori possono creare siti web falsi convincenti, e-mail fraudolente e pop-up ingannevoli

Prima di cliccare: i rischi per la privacy nascosti nei regali digitali


Sebbene gli abbonamenti siano diventati l’opzione regalo digitale più popolare e comoda, il periodo degli acquisti natalizi comporta rischi significativi che i consumatori devono affrontare con cautela. Con l’aumento delle persone che acquistano all’ultimo minuto servizi di streaming, crediti di gioco e corsi online, i criminali informatici approfittano della situazione con sofisticati schemi di phishing. Grazie all’intelligenza artificiale, i truffatori possono creare siti web falsi convincenti, e-mail fraudolente e pop-up ingannevoli che imitano servizi di abbonamento legittimi, sfruttando l’urgenza e l’entusiasmo tipici degli acquisti natalizi. Per rendere più sicuri gli acquisti, è fondamentale utilizzare soluzioni di sicurezza dotate di un componente anti-phishing basato sull’intelligenza artificiale, in grado di bloccare link dannosi e proteggere i pagamenti.

Babbo Natale diventa virtuale


I saluti personalizzati in formato video o audio, provenienti da Babbo Natale o da personaggi famosi, e le cartoline digitali stanno diventando sempre più popolari. Questi regali innovativi offrono l’opportunità di creare messaggi unici e profondamente personali, distinguendosi dai doni più generici. Tuttavia, gli esperti di Kaspersky ricordano che alcuni di questi servizi richiedono un’eccessiva quantità di dati personali, mettendo in discussione la loro affidabilità.
Soluzioni di sicurezza, password manager e persino abbonamenti VPN si sono trasformati da semplici strumenti a doni ambitiSoluzioni di sicurezza, password manager e persino abbonamenti VPN si sono trasformati da semplici strumenti a doni ambiti

Il 24% dei consumatori in Italia vorrebbero regalare o ricevere un software di sicurezza


È interessante notare che quasi un terzo degli intervistati considera i software per la protezione della vita digitale non solo strumenti di sicurezza essenziali, ma anche regali premurosi. Soluzioni di sicurezza, password manager e persino abbonamenti VPN si sono trasformati da semplici strumenti a doni ambiti, capaci di offrire sia protezione concreta sia tranquillità. Queste misure di sicurezza digitale possono integrarsi facilmente con qualsiasi dispositivo o regalo digitale, creando un pacchetto completo in grado di rispondere alla crescente esigenza di protezione online.

“È incoraggiante constatare che l’interesse per le soluzioni di sicurezza informatica sia in crescita, poiché ciò riflette una comprensione più profonda del fatto che proteggere la vita digitale dei nostri cari è diventata una forma essenziale di cura e responsabilità. Questo cambiamento dimostra che oggi la sicurezza informatica non riguarda solo la tutela dei propri dati, ma anche la creazione di uno spazio digitale più sicuro per le persone a cui teniamo”, ha commentato Cesare D’Angelo di Kaspersky.

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Pulizie di casa e animali domestici: come la tecnologia smart influisce su cani e gatti


Scopri come cani e gatti reagiscono alle pulizie di casa con robot aspirapolvere e dispositivi smart. Idee e soluzioni per rendere la smart home più pet-friendly

Nelle case degli italiani che vivono con animali domestici, la pulizia è sempre un momento delicato e in alcuni casi di stress per gli inquilini a quattro zampe. Lo sanno bene i loro proprietari che per il 79%, pari a 8 su 10, dichiarano che durante le faccende di casa il benessere dei pet rimane la priorità assoluta. Questa è una delle prime evidenze emerse dalla nuova indagine Ipsos Doxa per Rowenta sul tema: “la vita dei pet in Italia: sfide e soluzioni pet-friendly”, uno studio che si concentra su cani e gatti e analizza il tema delle faccende domestiche, intercettando il rapporto degli animali domestici con gli strumenti di pulizia, le sfide e le situazioni più comuni.

L'aspirapolvere quasi ogni giorno


Per chi ha degli animali in casa, la sfida principale è mantenere l'igiene generale della casa (37%), seguita dalla gestione dei peli (26%). Una condizione, questa, che spinge i due terzi dei proprietari (66%) a passare l'aspirapolvere quasi ogni giorno (con specifica: 69% per chi ha solo cani contro il 55% per chi ha solo gatti). Le zone più difficili da pulire per via dei peli degli animali domestici sono divani e poltrone (33%), seguiti da angoli e spazi nascosti (32%), al terzo posto tappeti e moquette (28%). Inoltre, letti e coperte pesano per il 20%, con incidenza maggiore tra chi possiede solo gatti (28%), notoriamente maestri nel rivendicare come proprio il territorio più comodo della casa. Di fronte a queste difficoltà, emerge una forte richiesta di soluzioni dedicate: quasi 9 intervistati su 10 (89%) si dichiarano, infatti, favorevoli all'acquisto di accessori per l'aspirapolvere specificamente pensati per chi ha animali domestici, confermando un'esigenza chiara di strumenti più efficaci e, al tempo stesso, rispettosi del comfort dei propri pet.
Gatto curioso vicino a dispositivi smart: alcune tecnologie domestiche possono sorprendere e spaventare i feliniGatto curioso vicino a dispositivi smart: alcune tecnologie domestiche possono sorprendere e spaventare i felini

Gatti e cani: le reazioni dei pet


Quando si parla di faccende domestiche cani e gatti hanno un nemico comune: l'aspirapolvere! Alla sua accensione, il 36% degli animali corre in altre stanze, mentre il 27% cerca un nascondiglio. Questo timore è più accentuato nei gatti, tra i cui proprietari la percentuale di chi li vede nascondersi sale al 37%. Non tutti però scappano: un curioso 25% osserva attentamente, mentre il 15% resta indifferente (percentuale che sale al 24% per chi possiede solo cani).
Il divano è il luogo preferito dei gatti per riposareIl divano è il luogo preferito dei gatti per riposare
I rifugi preferiti durante la fuga sono la propria cuccia (30%, scelta che sale al 45% per i soli cani), lo spazio sotto il letto (29%) e una specifica stanza "sicura" della casa (25%). Terminato il trambusto, la priorità diventa il relax: in questo caso, il luogo preferito per riposare è il divano (49%), una scelta quasi d'obbligo per i gatti, con una preferenza che balza al 61%. Anche la vicinanza all'umano è fondamentale, risultando un fattore chiave per il 44% degli animali.
Un gatto che trova rifugio durante le pulizie: comportamento tipico dei felini sensibili al rumoreUn gatto che trova rifugio durante le pulizie: comportamento tipico dei felini sensibili al rumore
Ma cosa guida la scelta del loro "posto perfetto"? In cima alla lista ci sono la comodità e la morbidezza (52%), seguite dal bisogno di sicurezza (48%) e dalla vicinanza al proprietario (44%). Giocano un ruolo importante anche fattori come l'odore familiare (38%) e la ricerca di calore (34%).
Aspirapolvere Rowenta X-Force Flex 16.60Aspirapolvere Rowenta X-Force Flex 16.60
Dalla ricerca condotta da Rowenta con Ipsos Doxa è quindi emersa la necessità di conciliare benessere umano e dei pet. Per aiutare in questa esigenza, Rowenta propone una gamma di soluzioni di aspirazione specificamente pensate per chi vive con gli amici a quattro zampe. Nuovo nato nella gamma di aspirapolvere senza filo, che si caratterizzano per la flessibilità, la potenza di aspirazione e l’autonomia, è X-Force Flex 16.60. Questo dispositivo è dotato di una serie di accessori per aspirare più facilmente i peli degli animali che si spargono ovunque e si intrufolano nei tessuti, negli interni delle auto e in molti altri luoghi. L'aspirapolvere ha una potenza di aspirazione fino a 315 AirWatt che insieme alla spazzola Neo diventano implacabili contro lo sporco, anche nelle zone poco visibili. Infatti, la spazzola è dotata di luce a LED blu intensa che illumina i pavimenti stanando polvere, peli e capelli in una sola passata. Inoltre, la tecnologia anti groviglio permette di ottenere risultati eccellenti e… senza fastidiosi intoppi.


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L'Isula di Rais a Santa Margherita di Pula


Santa Margherita di Pula torna protagonista: successo per la terza selettiva sarda di pesca in apnea.

In data 7 dicembre, il Circolo Isula Fishing Club Sardegna, guidato dal presidente Federico Rais con il prezioso supporto dell’amico Giacomo Cubeddu, ha fatto il suo esordio assoluto nell’organizzazione di competizioni, firmando una splendida gara nelle acque di Santa Margherita di Pula, teatro della terza prova di qualificazione regionale sarda di pesca in apnea.

Il campo gara si estendeva a est dalla Punta di Porto Columbu fino a metà della spiaggia di Nora a ovest, con partenza davanti all’isolotto di San Macario. Una location decisamente non comune nel circuito agonistico, se si considera che l’ultima competizione disputata in queste acque risaliva addirittura a settembre 2004.
Un ricordo ancora vivo per chi scrive, non tanto per il risultato personale, quanto per la vittoria del caro amico e compagno di circolo Antonio Serra.

Dal punto di vista morfologico, il campo gara si è dimostrato molto diverso dagli standard abituali:

  • Verso est, ampie distese di posidonia caratterizzate dai tipici barranchi, ovvero le radici della pianta che, crescendo in altezza, possono crollare con le mareggiate, creando tane improvvise tra le alghe. Vere e proprie oasi nel deserto, rifugio privilegiato per corvine e tordi.
  • Al centro e verso ovest, in prossimità dell’isolotto, fondali più rocciosi, con presenza di grottini bassi tra le alghe, tra cui i famosi “grattugiati”, zone che nei periodi giusti hanno regalato - anche al sottoscritto - catture memorabili di corvine.



Le condizioni meteo e la partenza - Nei giorni precedenti la gara, lo spauracchio di vento e pioggia aveva tenuto tutti con il fiato sospeso: questo tratto di mare, infatti, tende a sporcarsi facilmente a causa dei numerosi fiumi che sfociano in zona.
Fortunatamente, il meteo ha concesso una tregua: leggero vento da terra e circa 15 metri di visibilità, condizioni più che accettabili.

Alle 8:30, il giudice di gara Emanuele Mocci, anche lui al suo esordio, ha dato il via ufficiale: 31 concorrenti hanno preso il largo.

La gara - La maggior parte degli atleti ha scelto di concentrarsi nel settore centrale e occidentale del campo, dove il pesce - soprattutto tordi - era presente, ma da dividere tra molti. Come spesso accade, il continuo movimento ha finito per rendere i pesci più guardinghi, lasciando spazio anche al colpo di fortuna.
La super orata, altro grande protagonista della terza prova.
Ne sa qualcosa l’atleta di casa Andrea Melis, protagonista della cattura più prestigiosa della giornata: una splendida orata di kg 4,5, che si rivelerà la preda più grossa dell’intera manifestazione.

Pochi, invece, hanno puntato decisamente verso est, in particolare chi aveva svolto una buona preparazione o poteva contare su segnali “storici”. Una scelta che, a conti fatti, si dimostrerà vincente.

Classifica e podio - Alle 12:30 la gara si conclude. Nei carnieri dominano i tordi, seguiti dalle corvine e da qualche raro sarago. Capire chi sia il vincitore non è semplice: diversi atleti rientrano con 7-8 pesci, ma sarà il peso a fare la differenza.

Presso il Ristorante “Gli Orti di Nora”, dopo il pranzo, la bilancia emette il verdetto:



Daniele Petrollini, Carlo Fresu e Andrea Melis, il gran bel podio di Pula.

🥇 Daniele Petrollini vince la gara con 7 prede per un totale di 5.370 punti. Come il vincitore del 2004, anche lui ha scelto i barranchi, raccogliendo i frutti di una strategia mirata. Il rammarico per alcune grosse corvine segnate in preparazione e non ritrovate lascia presto spazio all’entusiasmo per il primo successo stagionale, che, unito al terzo posto della prima selettiva, lo proietta al secondo posto della classifica generale, alle spalle di Francesco Piras.

🥈 Carlo Fresu, che stà tornando in grande forma, conquista il secondo posto con 6 pesci validi, staccato di soli 196 punti.

🥉 Completa il podio Andrea Melis, trascinato dalla sua splendida orata di 4,5 chili. Il distacco dal secondo posto è ancora più esiguo: appena 74 punti.

Da sottolineare che Francesco Piras, leader della generale, mantiene il comando nonostante un ottavo posto di giornata, pagando lo scarto di 3 prede su 8 pescate, anche nel suo caso provenienti dai barranchi.
Francesco Piras, al comando della classifica progressiva.
Considerazioni finali

Le prede valide a peso sono state complessivamente 29, con una media di un pesce a concorrente, a rimarcare, se mai ce ne fosse bisogno, il bassissimo impatto ambientale di queste manifestazioni.

Un sentito ringraziamento a tutta l’organizzazione, impeccabile sia a terra che in mare, al giudice di gara e a tutti gli atleti che hanno contribuito alla riuscita dell’evento.

Dopo la sosta natalizia, il circuito riprenderà a gennaio con il Campionato Sardo a Coppie.


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Ichinusa Fluorocarbon Rig e...


Non è una semplice confezione di un trave per tataki. E’ un pezzo di una collezione commercializzata in Italia, studiata da veri esperti per pescare il calamaro nel Mediterraneo, adddirittura marcata Matti per la Pesca e intitolata, Ichinusa, rispettando la pronuncia cagliaritana della celebre birra bevuta nei peggiori bar del cagliaritano. Un pezzo, perchè ad oggi, al momento di scrivere, se ne conoscono altri due e non è detto che sia finita qui.



Per adesso Il trittico si compone del trave e due fili: un fluorocarbon che non a caso si chiama Noribiu (non ti vedo) e un trecciato otto fili. Tutto appositamente studiato per la pesca al calamaro. E se dobbiamo dirla tutta, Matti per la Pesca ha fatto l’en plain. Ha fatto il quater: una canna da pesca, sempre Ichinusa, sapete perché, anellata acid, di m 2,40, in due pezzi, per... calamaro, naturalmente. Ma di questa vi daremo conto prossimamente, dopo un’attenta valutazione sul campo.

mattiperlapesca.com


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Trofeo Fishing Time


Parte da S’Arena Scoada una stagione da record per la pesca in apnea sarda.

Sopra: Francesco Piras, primo classificato.

S’Arena Scoada, 26 ottobre – Si è aperta con il Trofeo Fishing Time, il 26 ottobre scorso, una nuova stagione da record per la pesca in apnea sarda, che quest’anno vedrà ben nove gare in calendario. La manifestazione, organizzata dalla Sardinia Spearfishing , del presidente Renzo Fadda, ha inaugurato il campionato di qualificazione regionale, richiamando 40 atleti provenienti da tutta la Sardegna nelle limpide acque di S’Arena Scoada.

La giornata è stata baciata dal sole e da condizioni meteo ideali: un vento da terra teso ma mai eccessivo e una discreta visibilità in acqua, hanno accompagnato i concorrenti lungo le quattro ore di gara in un campo classico, teatro di numerose competizioni nel passato.

Il tratto meridionale, caratterizzato da un fondale di grotto alto, ha offerto scenari spettacolari e più redditizi. Infatti, si sono registrati i carnieri migliori, con splendidi saraghi e corvine protagonisti della giornata. Verso nord, invece, i fondali con grotto basso e maggiore presenza di posidonia hanno favorito le catture di tordi, rendendo la gara varia e avvincente fino all’ultimo minuto.

Curioso anche l’avvistamento di diverse cernie di grandi dimensioni, specie non catturabile in gara, che sembravano quasi consapevoli del proprio status, rimanendo immobili davanti ai sub in una scena insolita anche per i più esperti.

Terminata la competizione alle 12:30, atleti e giudici si sono ritrovati al ristorante “Entu e Sole”, dove, tra racconti di mare e convivialità, si è rinnovata la magia dello spirito sportivo che contraddistingue queste gare. Poi, come sempre, è stata la bilancia a riportare tutti all’adrenalina della classifica finale.


Edoardo Delrio e Daniele Petrollini, secondo e terzo classificato.

A conquistare il primo gradino del podio è stato Francesco Piras della Corallo Sub di Alghero, uno dei più forti agonisti sardi degli ultimi anni. Seconda posizione per il giovane e promettente Edoardo Del Rio dell' Apnea Team Sassari, seguito dall’esperto Daniele Petrollini della Marinetta Genova, veterano della disciplina.

Con questo risultato, i tre atleti iniziano a mettere un importante tassello verso la classifica finale, in vista dei campionati italiani di qualificazione, che quest’anno si disputeranno proprio ad Alghero, offrendo ai sardi il vantaggio di giocare “in casa”.

Una partenza entusiasmante, dunque, per una stagione che si preannuncia ricca di sfide, passione e mare sardo al centro della scena.

Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)

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Nomadismo digitale tra workcation e geo‑arbitrage: in Italia quasi 3 su 4 unisce vacanza e lavoro


Il nomadismo digitale coinvolge oggi tra i 40 e gli 80 milioni di persone nel mondo, in gran parte professionisti di età compresa tra i 25 e i 44 anni, che lavorano da remoto spostandosi tra diverse destinazioni

Nato come fenomeno marginale, il nomadismo digitale è ormai un fenomeno lavorativo globale in espansione: secondo quanto riporta la testata internazionale Forbes, sarebbero tra i 40 e gli 80 milioni le persone che vivono e lavorano in movimento nel mondo. Tra questi, una quota particolarmente significativa proviene dagli Stati Uniti, dove, secondo un recente report di MBO Partners, si contano attualmente 18,1 milioni di lavoratori nomadi digitali, con un incremento del 4,7% rispetto all'anno precedente e una crescita di oltre il 147% dal 2019.
woman sitting beside table using laptopPhoto by Thought Catalog / Unsplash

Con la pandemia il lavoro da remoto ha visto una netta impennata


Questa impennata è strettamente legata alla rivoluzione del lavoro da remoto, accelerata dalla pandemia: secondo la stessa ricerca, prima del 2020, solo circa il 17% dei dipendenti statunitensi lavorava da remoto a tempo pieno, mentre durante la pandemia la quota è salita al 44%. Una dinamica, questa, replicata anche in Italia, dove i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel periodo pre-pandemico, stimavano solo 570.000 smart workers, raggiungendo il picco di circa 6,58 milioni nel 2020, e attualmente attestandosi intorno ai 3,57 milioni, con un potenziale di ulteriori 3 milioni di lavoratori che potrebbero adottare questa modalità.
woman in white and black plaid shirt holding black smartphonePhoto by Daria Mamont / Unsplash

Workcation: un nuovo concetto di vacanza


In questo nuovo equilibrio, il confine tra lavoro e tempo libero si è fatto sempre più sfumato, dando origine a nuove abitudini come le workcation, soggiorni temporanei in località turistiche che permettono di lavorare da remoto senza rinunciare all’esperienza del viaggio, ridefinendo il concetto stesso di viaggio.

“Stiamo assistendo a una vera rivoluzione nel modo di viaggiare: sempre più persone scelgono di lavorare mentre si spostano, trasformando il soggiorno in un’esperienza dinamica e produttiva. La mobilità non è più solo svago, ma diventa parte integrante della routine professionale”, ha commentato Rosa Gigliodi BWH Hotels Italy & South-East Europe.


Una tendenza, questa, che sembra essersi consolidata anche in Italia: secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio EY Future Travel Behaviours, il 48% degli italiani si dichiara interessato a combinare vacanza e lavoro nei propri viaggi, con percentuali molto alte tra i Millennial (67%) e la Gen Z (79%). Le modalità preferite dagli italiani, infatti, includono la workcation (25%), il bleisure (24%), che consiste nell’estendere il viaggio di lavoro con alcuni giorni di vacanza, e il digital nomadism (14%).

Il profilo dei nomadi digitali


A guidare questa trasformazione sono soprattutto le nuove generazioni: come riporta la piattaforma per la richiesta di visti online, Altys, riprendendo dei dati globali di Statista, la maggior parte dei nomadi digitali internazionali ha un’età compresa tra i 25 e i 44 anni, sottolineando anche un aumento dei professionisti over 50, in particolare tra consulenti e freelance. I settori di attività sono molteplici, ma prevalgono quelli che favoriscono il lavoro da remoto e sono orientati al digitale: IT, servizi creativi e istruzione rappresentano oltre il 40% della forza lavoro nomade. Tra i ruoli più comuni figurano sviluppatori di software, blogger e ghostwriter, tutor e coach online, assistenti virtuali, imprenditori e-commerce, youtuber, streamer e influencer, rappresentando i liberi professionisti circa il 46% e i dipendenti circa il 54%. Il reddito medio si aggira tra i 3.000 e i 4.000 dollari al mese, praticando molti il “geo-arbitrage”, ovvero guadagnare stipendi occidentali vivendo in paesi con un costo della vita più basso. Per attrarre questi lavoratori, oltre 64 paesi, tra cui anche l’Italia, hanno introdotto visti per nomadi digitali, che consentono soggiorni da sei mesi a due anni.
Una soluzione tipica di coworkingUna soluzione tipica di coworking

Un fenomeno che influenza il mondo del lavoro


Questa evoluzione sta rimodellando profondamente il mondo del lavoro, con effetti diretti anche sulle infrastrutture e sui servizi che lo supportano. Uno dei settori più dinamici è quello degli spazi di coworking, che sta vivendo una crescita esponenziale: secondo Research and Markets, il mercato globale ha raggiunto un valore di circa 30 miliardi di dollari nel 2025 (rispetto ai circa 27 del 2024) e si prevede che raddoppierà entro il 2032, arrivando a quota 59 miliardi, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 9,89% e un aumento percentuale di circa il 97% in 7 anni. A trainare questa espansione è la domanda di ambienti flessibili, connessi e accessibili, capaci di adattarsi alle esigenze di una forza lavoro sempre più mobile e distribuita.

“Il coworking non è più solo una soluzione per chi non ha un ufficio: è diventato un ecosistema che favorisce la contaminazione tra competenze, la nascita di nuove idee e la costruzione di relazioni professionali”, conclude Rosa Giglio.

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Solidarietà by Matteo Rocco


foto sopra: focus sui terminali incollati

Il Team amatoriale di surf e long casting By Matteo Rocco, il giorno 14 dicembre,ha organizzato presso l’agriturismo “La Reggia” di Cerveteri, un corso gratuito di surfcasting e lancio “Ground Cast", indirizzato alla raccolta di generi alimentari a favore delle famiglie in difficoltà. La Caritas Diocesana di Borgo San Martino distribuirà le donazioni in occasione delle feste natalizie. Sono anni che il Team si prodiga in tali iniziative, ricordiamo tra le tante anche l’aiuto ai profughi Ucraini nel periodo più buio della loro storia.

L’esperienza e la strategia organizzativa sono stati gli ingredienti chiave di questo evento, tanto è vero che per ovvi motivi logistici, le iscrizioni sono state chiuse a cinquanta unità. Per molti aderenti è stato un appuntamento imperdibile, non solo per l'acquisizione della tecnica del famoso e performante lancio anglosassone, anche per il contatto e la conoscenza di un personaggio (Matteo Rocco) che ha fatto di questo sport una ragione di vita. Nell’occasione è stato presentato il suo libro “Dal Surf al Long Casting” edito e distribuito dall'azienda, icona del Made in Italy, Italcanna.
Parte del gruppone di appassionati.
Le lezioni teoriche si sono svolte alla presenza di Massimo Risa (titolare della Track Line), Fabrizio Damiani, agente Italcanna e Simone Pasquini della Comet&ab. Matteo ha trattato argomenti riguardanti i fili (lenze), ami, mulinelli, naturalmente le canne, soffermandosi sulla tecnica costruttiva dei terminali incollati.

Le lezioni sono continuate sulle strategie di pesca, per concludersi con una sostanziale illustrazione del lancio ground cast.

Il pomeriggio è volato con la pratica del lancio in mare, evento che ha entusiasmato gli iscritti ormai desiderosi di fare tanta pratica nella speranza di pescare più pesci. Per alcuni, magari, si apriranno le porte dei prati verdi attraverso la disciplina pura del longcasting, la quale, in più riprese, ha visto gli atleti italiani e Italcanna insieme, vincere il campionato del Mondo della specialità.

Il Team By Matteo Rocco ringrazia tutti gli sponsor che hanno supportato l'iniziativa: Italcanna, Maver, Med Fishing, 21 Fishing, M2 fishing, Abbocca.it, Scorziello Sasa, le ditte romane Laziale Pesca, Todaro Sport, Il Cormorano, Casa della Pesca, Strike.

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Assaggio delle Feste


Amuse-bouche di polenta grigliata e salame di polpo.

Viste le festività che caratterizzano la fine dell’anno per questo mese ho pensato per voi a un piccolo antipasto che però di piccolo ha soltanto le dimensioni. In effetti un amuse-bouche è una piccola porzione di cibo, letteralmente un divertimento per la bocca, che si mangia in un solo boccone e che è in grado di sprigionare diversi sapori e diverse sensazioni. Alcune preparazioni richiedono tempo, ma il risultato vi lascerà soddisfatti, ci posso scommettere. Allacciate i grembiuli!

In cambusa – Ingredienti

Un polpo da g 500 circa; farina di mais per polenta; acqua (dosaggio sulla confezione della polenta); sale qb; pepe nero; olio Evo; prezzemolo; spicchio di aglio; sale nero di Cipro; rametti di timo fresco per decorare

PREPARAZIONI E PROCEDIMENTO

Salame di Polpo - Abbiamo già utilizzato a più riprese la cottura a bassa temperatura (Cbt) per la cottura del polpo e anche questa volta procederemo in tal senso. Attraverso tale cottura il polpo mantiene inalterato tutto il suo gusto. Come sempre, pulite e lavate per bene il polpo, eliminando le interiora. Separate i tentacoli e la testa e inseriteli in un sacchetto per il sottovuoto adatto alla cottura. Sigillatelo dopo aver creato il vuoto con la macchinetta. Impostate la temperatura del roner a 72 °C e immergete la busta con il polpo nel bagno termostatico dove dovrà cuocere per 8 ore. Ultimata la cottura raffreddate la busta in acqua fredda ed estraete il contenuto. Per fare il nostro bel salame ora è necessario disporre su della pellicola i pezzi di polpo in modo da comporre un cilindro. Utilizzate anche un poco di liquido di cottura per bagnare i pezzi del polpo, servirà a favorire la coesione in quanto ricco di collagene. Arrotolate la pellicola intorno al polpo, stringendo bene. Dovete creare una sorta di caramella, arrotolando le estremità riuscirete a stringere il mollusco e a dargli appunto la forma di un salame cilindrico. A questo punto il salame va riposto in frigorifero per almeno 24 ore, dove solidificherà e potrà successivamente essere affettato. Terminato il tempo di permanenza in frigo, togliete la pellicola e tagliate a fette il polpo con uno spessore di circa 1-2 cm (spessore che dovrà essere uguale a quello delle fette di polenta dello step successivo). Con una formina circolare ricavatene dei dischetti e tenete da parte.

Polenta - Portate ad ebollizione l’acqua e salate a piacere. Fate cadere la farina di mais a pioggia e mescolate con una frusta in modo da evitare la formazione di grumi. Fate cuocere per il tempo indicato sulla confezione, mescolando di tanto in tanto. Ultimata la cottura e versate la polenta calda in uno stampino abbastanza capiente, avendo cura di ungerlo, altrimenti si attaccherà e sarà difficile sformarla. Livellate e fate raffreddare in modo che si solidifichi per bene. Sformate e tagliate a fette di circa 1-2 cm di spessore, dopodiché con una piccola formina per biscotti ricavate dei dischetti circolari. Riscaldate nel frattempo la griglia o una piastra e andate ad abbrustolire leggermente la polenta. Per far sì che non si attacchi, ungete per bene prioritariamente, sia la griglia sia la polenta, altrimenti rischiate di rovinare tutto. Grigliate per qualche minuto al massimo.

Olio aromatizzato al prezzemolo - Lavate il prezzemolo e asciugatelo per bene con un canovaccio. In un mixer introducete l’olio EVO, il prezzemolo, lo spicchio di aglio e un pizzico di sale e emulsionate il tutto ad alta velocità. Fate colare l’olio così colorato in una ciotola attraverso un colino a maglie strette. Mettete da parte.

IMPIATTAMENTO

Sovrapponete un dischetto di polpo a un dischetto di polenta e disponete in un vassoio i vostri bocconcini che iniziano a prendere forma. Decorate con qualche goccia di olio aromatizzato lasciandola cadere con un cucchiaino, completate con una macinata leggera di sale nero di Cipro e finite con una cimetta di timo fresco. Che la festa abbia inizio!

Con un bicchiere di Brilla - Brilla! è prodotto nel nord est italiano da uve Pinot Grigio provenienti dal Friuli, dal Veneto e dalla provincia di Trento. È un vino fresco che si presenta con un bel colore rosa in una bottiglia molto scenografica. All’apertura rilascia un delicato profumo di rose, che si ripresenta al palato insieme a diverse note fruttate. Molto equilibrato, si accompagna molto bene ad antipasti ma senza problemi può seguire ogni portata del pasto.



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2025 - Un anno nel retrovisore


Come sono andati i miei ultimi dodici mesi da scrittore e consulente strategico indipendente? Un resoconto di cosa ho fatto e imparato nel corso del 2025.

⏸️
Questo è l'ultimo post del 2025. Io e il blog andiamo in pausa. Riprendiamo a pubblicare domenica 4 gennaio.

È passato un altro anno, il quarto da quando ho scelto l’indipendenza professionale. Anche nel 2025 sono successe parecchie cose: è arrivato il momento di raccontarti com’è andato. Un anno nel retrovisore è tornato, pronto?

Il mio anno in sintesi


La paranoica gestione finanziaria che mi sono autoimposto mi ha permesso di iniziare il 2025 incassando un bel po’ di crediti maturati nell’anno precedente.

Un trick che, in pochi mesi, mi ha permesso di raggiungere il 50% del fatturato che mi sono prefissato. Un bel vantaggio, perché mi ha permesso di lavorare con serenità, senza l’assillo di dover acquisire per forza nuovi progetti e clienti, tema che preoccupa molti freelance, io per primo.

Progetti e clienti che, ancora una volta, sono arrivati in modo del tutto naturale, anche se meno “irruento” rispetto allo scorso anno, quando ero stato letteralmente travolto di cose da fare.

Poco importa, perché al calo di quantità è corrisposto un aumento della qualità dei progetti.

Molti di essi sono stati percorsi di consulenza o lavori di strategia, in linea con il mio core di attività e utili per migliorare i processi o mettermi alla prova in contesti che non avevo ancora esplorato.

In linea di massima, del 2025 posso dire che è stato un anno upbeat: ritmi elevati e un mood positivo e ottimista; una combinazione che aiuta parecchio se oltre a lavorare devi gestire una famiglia.

Arrivato a questo punto della carriera, di fronte a me vedo tre possibili strade: integrare le mie conoscenze di comunicazione e marketing con competenze in ambito di sviluppo e gestione aziendale; fondare una società o trovarne alcune dispose a collaborare per me in cambio di equity; coltivare la carriera di autore.

Al momento sono convinto di provare a percorrerle tutte e tre, e decidere più avanti quale abbandonare. Speriamo di non star facendo una sciocchezza.

Fatti e cifre


Per il quarto anno di fila sono riuscito a centrare l’obiettivo di fatturato che mi sono posto.

Non sono del tutto sicuro che la mia impostazione - goal fisso calcolato in base agli utili generati - sia la migliore dal punto di vista fiscale ma è rassicurante da quello personale.

Mi permette di risparmiare ogni anno una cifra interessante, di poterne investire una parte e di mantenere un equilibrio vita-lavoro sostenibile.

A meno che il commercialista non mi dica di fare diversamente, andrò avanti in questo modo.
Grafico a barre.
Dal punto di vista della distribuzione del fatturato, il 2025 ha visto la mia attività virare in modo deciso verso le attività project management.

L’etichetta è un po’ fuorviante, perché ricadono al suo interno attività che è riduttivo definire in questo modo.

Ho scelto questa semplificazione sia per non complicare le categorie, sia perché il mio apporto non si limita mai a uno specifico set di attività. Di fatto, molti progetti e il modo in cui suggerisco di affrontarli richiedono un mix di consulenza, operatività e organizzazione.

Una definizione più accurata potrebbe essere: project management strategico. È la naturale evoluzione del lavoro orientato al branding con metodologie partecipate, che ho iniziato a sviluppare alla fine del 2022.

Questo mi porta sempre di più a posizionarmi in una zona in cui la dimensione strategica, operativa e tattica del mio contributo a un progetto tendono a sovrapporsi.

Il resto delle attività - lavoro culturale, content marketing, sparring strategico, branding e copywriting - o si ridimensiona (branding e content marketing) oppure resta più o meno stabile rispetto allo scorso anno.
Grafico a torta.

Highlights

Blog


Negli ultimi anni mi ero promesso che lo avrei scalato, scrivendo di più.

Nel 2025 ho mantenuto fede alla promessa. Fatta eccezione per una breve pausa estiva, quest’anno ho pubblicato sul blog una volta a settimana.

Da quando scrivo online è la prima volta che ho una regolarità simile.

Grazie a essa non solo sento di aver raggiunto un livello di organizzazione del pensiero che mi permette di generare idee a ciclo continuo, ma anche di aver migliorato in modo sensibile la qualità della mia scrittura.

Dato che si può fare, nel 2026 vorrei provare a rilanciare questo sforzo. Ci sono delle novità che riguardano il blog, ma ne parlerò meglio tra qualche settimana.

Il bagliore


Speravo che il romanzo dell’antropocene alpino che ho scritto lo scorso anno avesse miglior fortuna. Purtroppo così non è stato.

Dopo una serie di sfortunati invii ho iniziato a chiedermi se la qualità del manoscritto corrispondesse davvero a ciò che io e chi lo aveva letto pensavamo.

Per questo ho chiesto al team di Crudo una scheda di lettura: da lì è nato un ulteriore lavoro di revisione che ha migliorato il testo, senza però cambiarne le fortune editoriali.

Nonostante sia stato letto e proposto attraverso i loro canali, a oggi Il bagliore non ha ancora trovato un editore disposto a pubblicarlo.

A questo punto dubito anche che riuscirà a trovarlo.

Mi sono fatto un’idea del perché e magari più avanti ne parlerò in un post. Adesso però devo decidere cosa farne, perché la finestra per la pubblicazione del testo così com’è si va chiudendo.

Le opzioni sul tavolo sono due: rilavorarlo ancora, oppure pubblicarlo come contenuto del blog.

Non ho ancora deciso.

Se sei un editore e vuoi leggerlo, scrivimi: te lo mando volentieri.

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Aldo Menini - Nell’inferno della comunicazione umana


Erano almeno 10 anni che desideravo seguire un creator su YouTube.

Ci sono riuscito grazie ad Aldo, un formatore esperto di comunicazione che ho accompagnato nel lancio del suo canale.

Se dovessi usare una metafora biblica, direi che YouTube è un dio tanto esigente quanto magnanimo. Per approcciarlo serve uno sforzo enorme, ma l’algoritmo è potentissimo e incredibilmente efficace nel far incontrare i contenuti al pubblico che puòapprezzarli.

Lo sospettavo da tempo ma ora, dopo averne fatto esperienza diretta, dico con sicurezza che YouTube è la piattaforma che ha vinto la corsa all’attenzione. Chiunque desideri essere davvero rilevante in rete dovrebbe passarci.

Per questo, in termini di costruzione di competenze, considero questo progetto uno dei più intensi tra quelli a cui mi sono dedicato negli ultimi due anni.

Aldo Menini - Nell’Inferno della Comunicazione
Tecniche di comunicazione? No. Questo non è il solito canale con tecniche da venditore porta a porta, ma un viaggio nell’inferno della comunicazione umana. Attraverso i suoi gironi scoprirai perché fallisci quando comunichi, ma anche come fare per evitarlo. E ascoltando le storie di chi ci è passato prima imparerai che la comunicazione non è questione di trucchetti, ma di consapevolezza. Preparati a mettere in discussione tutto quello che credevi di sapere sul modo in cui parli, ascolti e ti relazioni agli altri. Prepara le monetine per Caronte, il tuo viaggio sta per cominciare.
YouTube


Iscriviti al canale di Aldo. Mi raccomando, attiva la campanella degli avvisi!

phase:shift


Da quando sono freelance, seguo ogni anno un progetto per cui non mi faccio pagare.

Perché se metto a disposizione gratuitamente le mie capacità, in cambio posso chiedere massima libertà di manovra: testare nuove intuizioni, esplorare modalità inedite di lavoro, sperimentare servizi senza la pressione di dover “ripagare” l’investimento del cliente.

phase:shift è stato il progetto del 2025.

È una newsletter che “mappa le traiettorie del cambiamento, connettendo e contestualizzando le migliori fonti disponibili per tracciare i cambiamenti che stanno rimodellando il nostro mondo”.

Dietro ci sono Giulio e Piero, due amici conosciuti online, tra le persone più in gamba, preparate ed entusiaste che ho incontrato quest’anno.

Lavorare con loro mi ha ispirato moltissimo.

phase:shift | Substack
Linking facts to grasp reality, so you can change it. Click to read phase:shift, a Substack publication with hundreds of subscribers.
phase:shiftphase:shift


Iscriviti a phase:shift!

Worldbuilding


Approfondire le tecniche di worldbuilding e simulazione sociale che avevo sperimentato nel 2024 era uno dei miei obiettivi: l’ho fatto.

Alice Siracusano di Luz mi ha dato la possibilità di costruire la versione beta di un laboratorio di worldbuilding che ho presentato in due eventi culturali: Common Grounds e MAST.

Al contrario delle aspettative, il mondo aziendale non si è rivelato il contesto più ricettivo: quello culturale sì.

Non è del tutto una buona notizia, perché rende più complesso scalare il laboratorio.

Se vuoi approfondire, la mia casella email è sempre aperta.

Cosa mi piacerebbe fare nel 2026?


Negli ultimi due anni la maggior parte dei lavori che ho seguito sono arrivati tramite agenzie di comunicazione.

Nel 2026 vorrei cambiare questo assetto e prendere almeno un altro cliente senza intermediazione.

Non ho preferenze tra personal brand, start up o aziende già avviate, ma sarei molto felice di confrontarmi con una realtà editoriale, un media o un’agenzia di comunicazione: sono contesti che conosco bene e in cui so di poter incidere.

Perciò se hai una casa editrice o un media, sarei felice di mostrarti qualche caso studio.

Ma se lavori in un altro settore e pensi che io possa prendermi cura della comunicazione del tuo marchio, azienda o prodotto, parliamone.

La faccio spiccia: sono aperto a nuove collaborazioni e non vedo l’ora di conoscere i miei nuovi clienti.

Magari uno di loro sei proprio tu che stai leggendo.

Vorrei lavorare con te, come faccio?


Ogni progetto in cui mi impegno nasce chiacchierando, dal vivo o in call. Se vuoi fissare un appuntamento scrivimi un’email e troviamo insieme il momento migliore per farlo.
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Motorola Edge 60 Neo arriva in Italia: compatto, potente e con AI


Il nuovo Motorola Edge 60 Neo debutta in Italia con design compatto, fotocamere AI, OLED 120 Hz e ricarica rapida

Motorola ha annunciato la disponibilità in Italia del nuovo motorola edge 60 neo. Si tratta di un dispositivo che ridefinisce l'equilibrio tra design compatto, funzionalità avanzate e intelligenza artificiale. Progettato per offrire prestazioni elevate, edge 60 neo è ideale per chi cerca un'esperienza smartphone completa senza compromessi.

Edge 60 neo si distingue per la sua compattezza e leggerezza (il migliore della categoria secondo Motorola), caratteristiche che lo rendono molto maneggevole in tutte le situazioni. La sua robustezza è garantita dalla protezione IP68/69, dal Corning Gorilla Glass 7i e dalla certificazione MIL-STD-810H, le quali assicurano resistenza contro acqua, polvere e urti. Il design elegante è esaltato da un display da 6,36 pollici, bordi ultra sottili e una luminosità dichiarata fino a 3000 nit. Lo smartphone Motorola è disponibile in tre esclusive tonalità Pantone – Frostbite, Poinciana e Grisaille.
Motorola edge 60 neo colorazione FrostbiteMotorola edge 60 neo colorazione Frostbite
Per gli amanti della fotografia, edge 60 neo integra molteplici fotocamere con un sensore principale Sony LYTIA, garantendo scatti di precisione in ogni condizione. La tecnologia moto AI eleva l'esperienza fotografica grazie al Photo Enhancement Engine, che ottimizza esposizione, dettagli e colori, e Signature Style, un preset AI per un look distintivo. La Stabilizzazione Adattiva assicura video fluidi anche in movimento.
Motorola edge 60 neo colorazione GrisailleMotorola edge 60 neo colorazione Grisaille
Moto AI non si limita alla fotografia: è un'assistente proattiva e intuitiva che offre funzionalità come Next Move, per suggerimenti contestuali basati sullo schermo, e l'integrazione con Perplexity, Microsoft Copilot, Playlist Studio e Image Studio per trasformare idee in immagini e contenuti personalizzati. Inoltre edge 60 integra la funzione Cerchia, per cercare con Google, e offre l'accesso diretto a Gemini, potenziando la produttività e la creatività.
Motorola edge 60 neo colorazione PoincianaMotorola edge 60 neo colorazione Poinciana
Per sostenere un utilizzo intenso, motorola edge 60 neo è dotato di una batteria a lunga durata da 5000 mAh, che offre fino a 44 ore di autonomia (dati Motorola). E quando la carica è bassa, la ricarica TurboPower da 68W garantisce un'autonomia per l'intera giornata in soli 7 minuti. Il dispositivo supporta anche la ricarica wireless da 15W, per una maggiore comodità.

Disponibilità e prezzi


Motorola edge 60 neo è disponibile in Italia al prezzo di 399 euro.



Dopo tanto lavoro, Ghost ha finalmente attivato la federazione Activitypub (e non solo). Ma quali sono le newsletter e i blog italiani basati su #Ghost?

@Discussioni sul Fediverso italiano

Al momento questi sono quelli che abbiamo censito e che ricondividiamo per tutti gli interessati:

1) oradecima by Martino Wong: @oradecima by Martino Wong
2) Dungeonauta: @Dungeonauta
3) Monryse: @MonRyse
4) Mindthechart Intelligence: @MindTheChart Intelligence
5) Restworld: @Restworld Blog
6) Il Blog di Davide Benesso: @Davide Benesso: curiosità e automiglioramento
7) Gaming Review: @GamingReview.it
8) WPC Tech: @WPC Tech
9) The Submarine: @The Submarine
10) Manolo Macchetta: @Manolo Macchetta
11) Flavio Pintarelli: @Flavio Pintarelli | Writer & Strategist
12) Giovanni Bertagna: @Giovanni Bertagna - Blog

CONOSCI ALTRI BLOG E NEWSLETTER BASATI SU GHOST? ALLORA SEGNALACELI!

in reply to Ghost: blog e newsletter italiane

Sarei molto curioso di provare Ghost, ma il mio hosting (vhosting) non supporta node.js e quindi sono fermo su WordPress (ho provato a passare su Drupal, ma mi si complicava inutilmente la vita). 😥
in reply to Salvatore Noschese 🇮🇹

Peccato, è davvero magnifico. E l'impatto dopo Wordpress è disarmante. Prendi un Vps, e fai tutto da lì.
E' più semplice a farsi che a dirsi.
in reply to Zone di Transizione

sinceramente avrò poco più di 100 utenti al giorno e WordPress lo conosco abbastanza bene ormai (ci ho sviluppato anche qualche plugin). Ricominciare da zero, passare ad una vps, vuol dire spendere di più e dover re-imparare tutto da zero 😅
Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)