Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Texas, il ballottaggio che potrebbe decidere il futuro del Senato


Il procuratore generale del Texas ha vinto i suoi ultimi due ballottaggi con margini superiori ai 25 punti. Ora sfida il senatore Cornyn per la nomination repubblicana al Senato, ma questa volta le condizioni sono diverse

Ken Paxton, procuratore generale del Texas, affronta il 26 maggio il senatore John Cornyn nel ballottaggio delle primarie repubblicane per il Senato degli Stati Uniti. La posta in gioco è alta e per capire cosa potrebbe succedere vale la pena guardare ai precedenti. Paxton ha già affrontato due ballottaggi nelle primarie repubblicane, nel 2014 e nel 2022, vincendoli entrambi con margini larghi. In un'analisi pubblicata sulla newsletter The Bellwether di Decision Desk HQ, il giornalista politico Patrick Svitek, veterano della politica texana, ripercorre quei precedenti per capire cosa possano dirci sulla sfida attuale.

Il 3 marzo scorso, alla chiusura delle primarie, nessuno dei due candidati ha ottenuto la maggioranza necessaria per vincere al primo turno. Paxton, arrivato secondo per un margine ridotto, ha subito evocato i suoi successi passati. "Non ho mai vinto con meno di 30 punti di scarto e non ho intenzione di cominciare adesso", ha detto nel suo discorso la sera delle primarie. Si è paragonato al senatore Ted Cruz, che nel 2012 arrivò secondo nelle primarie per il Senato prima di ribaltare il risultato nel ballottaggio contro il favorito dell'establishment, il vicegovernatore David Dewhurst.

Nel 2014 Paxton si candidò per la prima volta a procuratore generale, una carica rimasta vacante dopo che il titolare Greg Abbott aveva deciso di correre per la carica di governatore. Paxton, all'epoca senatore statale e figura di punta del movimento tea party, sconfisse il deputato statale Dan Branch con 26 punti di scarto, il 63% contro il 37%. Vinse nonostante uno svantaggio finanziario significativo: Branch aveva raccolto 2,8 milioni di dollari contro gli 1,9 milioni di Paxton. Elemento decisivo fu il quasi-endorsement di Ted Cruz, che in un discorso pubblico elogiò Paxton senza definirlo formalmente un endorsement. Quelle parole finirono comunque in diversi spot elettorali. Durante la campagna emerse anche un primo problema legale: il Texas State Securities Board sanzionò Paxton con una multa da mille dollari per aver sollecitato clienti per investimenti senza essere registrato. Branch provò a sfruttare l'episodio con uno spot dedicato, ma senza successo. L'affluenza, già bassa nelle primarie con il 9,4% degli elettori registrati, scese ulteriormente al 5,4% nel ballottaggio.

Otto anni dopo, nel 2022, Paxton cercava il terzo mandato da procuratore generale. Questa volta i suoi guai legali erano più gravi: era sotto accusa per frode sui titoli finanziari e l'FBI stava indagando su presunte irregolarità legate a un donatore. Ciononostante, poteva contare sull'endorsement di Donald Trump, arrivato già nel luglio 2021. L'avversario nel ballottaggio fu George P. Bush, commissario per le terre demaniali e ultimo membro della famiglia Bush ancora in carica. Lo scontro si rivelò impari: Paxton vinse il 68% contro il 32%, un margine di 36 punti. Ancora una volta l'affluenza calò drasticamente dal primo turno, passando dall'11,2% al 5,4%. E ancora una volta Paxton vinse nonostante avesse raccolto meno fondi dell'avversario. Bush faticò a capitalizzare sugli scandali di Paxton perché era lui stesso impopolare: secondo un sondaggio dell'Università del Texas dell'aprile 2022, un repubblicano su quattro aveva un'opinione negativa di Bush, contro appena il 7% che la pensava così di Paxton.

Svitek individua alcuni elementi ricorrenti nei successi di Paxton. Il primo è la capacità di ottenere endorsement di alto profilo che aiutano gli elettori a guardare oltre i suoi problemi legali: Cruz nel 2014, Trump nel 2022. Il secondo è l'abilità nel trovarsi di fronte avversari che offrono un contrasto netto. Nel 2022 il suo team lavorò attivamente per assicurarsi che fosse Bush, e non la giudice della Corte Suprema statale Eva Guzman, ad arrivare al ballottaggio. In queste primarie Paxton ha adottato la stessa strategia, lanciando un'ondata di spot negativi contro il deputato Wesley Hunt quando sembrava poter raggiungere il ballottaggio. Hunt, che aveva credenziali pro-Trump più solide di Cornyn, sarebbe stato un avversario più insidioso.

Ma la sfida del 2026 presenta differenze importanti. Per la prima volta Paxton arriva al ballottaggio da secondo classificato e da sfidante, non da titolare uscente della carica per cui compete. Cornyn scommette su due fattori. Il primo è che l'elettorato repubblicano texano non ha ancora visto una campagna pubblicitaria ben finanziata che metta in fila tutti gli scandali di Paxton. "Il giorno del giudizio sta arrivando", ha detto Cornyn la sera delle primarie. Il secondo è un'affluenza più alta del solito, trainata dalla presenza di numerosi altri ballottaggi, nove solo sul lato repubblicano per seggi al Congresso. "C'è troppo in gioco perché gli elettori texani restino a casa, e non mi aspetto che restino a casa", ha dichiarato.

La variabile più importante resta però Donald Trump. Il presidente ha detto il giorno dopo le primarie che avrebbe annunciato il suo endorsement "presto", ma a distanza di settimane non si è ancora pronunciato. La prospettiva di un endorsement sembra essersi allontanata dopo che i repubblicani hanno iniziato ad attaccare il candidato democratico, James Talarico, descrivendolo come troppo liberal per il Texas. Questo indebolisce l'argomento principale di Cornyn, cioè di essere il candidato con le migliori possibilità di battere Talarico alle elezioni generali. Il 22 marzo Trump ha scritto sui social media di ritenere che "qualsiasi essere umano" candidato contro Talarico vincerebbe.

Cornyn ha già speso decine di milioni di dollari in spot contro Paxton, in particolare sulla presunta infedeltà coniugale, costringendo Paxton a rispondere con spot positivi in cui compariva sua figlia. Eppure la popolarità di Paxton tra gli elettori repubblicani è rimasta stabile. Secondo i sondaggi dell'Università del Texas, la percentuale di elettori repubblicani con un'opinione negativa di Paxton è scesa dal 22% di dicembre 2025 al 18% di febbraio 2026. Un dato che suggerisce come gli attacchi di Cornyn non abbiano ancora prodotto l'effetto sperato.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Mediterraneo in Rosa


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

[table][tr][td]L'ammiraglia della Nuova Jolly Marine, l'NJ 850 XL, equipaggiata con un fuoribordo Honda BF350, accompagnerà il Mediterraneo in Rosa in tutte le tappe del tour 2026

[/td][/tr][/table]

[table][tr][td]Lo scorso dicembre, nel corso del Salone Nautico Internazionale di Roma, è stato presentato il nuovo Raid Mediterraneo in Rosa 2026, il viaggio solidale in gommone che unisce mare, prevenzione e impegno sociale a sostegno dell’Associazione Lorenzo Perrone ETS, realtà da anni attiva nel supporto gratuito ai pazienti oncologici e alle loro famiglie e nella prevenzione e tutela della salute.

Il Raid, organizzato da Nuova Jolly Marine, è un progetto biennale che ha come obiettivo principale la raccolta fondi a sostegno delle attività gratuite dell'Associazione e la sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione, portando il messaggio della salute e della solidarietà lungo le coste italiane, coinvolgendo territori, istituzioni e comunità locali.

Il calendario del Raid Mediterraneo in Rosa 2026
L’edizione 2026 prenderà ufficialmente il via il 12 giugno - dopo la partecipazione di uno degli equipaggi al femminile alla celebre gara Pavia-Venezia - con la conferenza stampa di presentazione nel centro storico di Chioggia, alla presenza di istituzioni, promotori e partner del progetto.

Il 13 giugno è previsto il taglio del nastro e la partenza ufficiale da Chioggia, da cui il gommone inizierà il suo viaggio lungo le coste italiane. Al momento inaugurale sarà presente Ludovica Robaudo, surfista, modella e influencer, che ricoprirà il ruolo di Madrina del Raid al taglio del nastro, portando la propria testimonianza personale e un messaggio di forza, consapevolezza e resilienza, pienamente coerente con i valori del progetto.

La prevenzione al centro del progetto
In questa edizione l'impegno per la prevenzione si concretizza: a Potenza Picena il weekend del 20 e 21 giugno sarà interamente dedicato alla prevenzione senologica, con l'organizzazione di visite gratuite accessibili alla cittadinanza promosse grazie al supporto di Hertz Marine.

Un secondo momento chiave dedicato alla prevenzione è in programma a metà settembre, con due appuntamenti distinti a Latina e a Roma – Ostia, presso il porto turistico.
In entrambe le sedi saranno organizzate visite gratuite per la prevenzione dei tumori della pelle e visite senologiche gratuite, rese possibili grazie alla collaborazione rispettivamente di IDI Istituto Dermatopatico dell’Immacolata e de "La Sapienza" Università di Roma.

Questi appuntamenti rafforzano la natura sociale del Raid, che non è soltanto navigazione, ma un vero e proprio percorso di sensibilizzazione, incontro e supporto concreto alle persone.

L’arrivo al Salone Nautico di Genova
Il Raid Mediterraneo in Rosa 2026 si concluderà, come ormai da tradizione, simbolicamente con l’arrivo al Salone Nautico di Genova, l’evento più iconico e rappresentativo della nautica italiana, palcoscenico ideale per dare massima visibilità al progetto, ai suoi valori e alla missione solidale che lo anima. All’arrivo a Genova sarà presente anche Maurizio Bulleri, campione di motonautica, giornalista e influencer, figura di riferimento nel panorama della nautica italiana e divulgatore apprezzato per la sua capacità di raccontare il mare e la passione per le barche a motore.

Il gommone e i partner tecnici
Per l’edizione 2026, Nuova Jolly Marine ha scelto il battello maggiore della gamma NJ, un NJ 850 XL motorizzato con il BF350, il top di gamma di Honda Marine, che accompagnerà il progetto lungo tutte le tappe del tour, garantendo affidabilità, sicurezza ed efficienza all'altezza dell'imbarcazione che spinge.

La partecipazione dei partner tecnici rappresenta un supporto fondamentale alla realizzazione del Raid, consentendo di concentrare l’attenzione e le risorse sugli obiettivi principali: prevenzione, raccolta fondi e sostegno all’Associazione Lorenzo Perrone ETS.

Un viaggio che unisce mare, persone e solidarietà
Il Raid Mediterraneo in Rosa 2026 si conferma così molto più di un evento nautico: è un’iniziativa itinerante di valore sociale, capace di unire il mondo del mare, le istituzioni e il tessuto sanitario in un progetto condiviso che mette al centro la salute delle persone e il supporto concreto ai pazienti oncologici e alle loro famiglie.

Il racconto del Raid Mediterraneo in Rosa 2026 potrà essere seguito attraverso i canali social ufficiali "Raid Mediterraneo in Rosa" a cura di Avanguardia studio creativo.

[/td][/tr][/table]Presentazione del Tour 2026 alla Fiera Internazionale di Roma

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Gli alleati di Trump lo accusano di essere troppo morbido sulle espulsioni


I falchi dell'immigrazione chiedono almeno un milione di rimpatri all'anno e lanciano la "Fase 2", ma la Casa Bianca frena in vista delle elezioni di metà mandato

La promessa elettorale più rumorosa di Donald Trump rischia di trasformarsi nel suo tallone d'Achille, e l'attacco non arriva dall'opposizione ma dalla sua stessa base. Un gruppo di conservatori radicali accusa il presidente di tradire l'impegno sulle espulsioni di massa, quello che alla convention repubblicana del 2024 aveva trasformato la platea in un mare di cartelli con la scritta "Mass Deportation Now".

A guidare la rivolta interna è la Mass Deportation Coalition, un coordinamento che riunisce think tank del Partito Repubblicano come la Heritage Foundation, gruppi di pressione più recenti come l'Immigration Accountability Project e diversi circoli di giovani repubblicani. A capo c'è Mike Howell, dell'Oversight Project ed ex funzionario del dipartimento della Sicurezza interna durante il primo mandato di Trump. "Il presidente ha ricevuto pressioni solo per abbassare i toni sull'applicazione delle regole", ha dichiarato Howell ad Axios. "La verità è che il primo anno non è stato un anno di espulsioni di massa. Si è deciso consapevolmente di andare prima dietro ai casi peggiori, il che è stata una deviazione dalla promessa centrale della campagna elettorale".

La coalizione chiede ora il passaggio a quella che chiama "Fase 2", con un obiettivo minimo di un milione di espulsioni all'anno. Secondo i dati citati dal gruppo, l'agenzia federale per l'immigrazione (Immigration and Customs Enforcement) ha eseguito circa 350.000 rimpatri nell'anno fiscale 2025, contro i 271.400 dell'ultimo anno dell'amministrazione Biden. Un aumento modesto, sostengono, considerando le enormi risorse impiegate. Non esistono cifre ufficiali su quante persone Trump abbia effettivamente espulso nel primo anno: il dipartimento della Sicurezza interna ha diffuso comunicati in cui rivendica oltre due milioni di "auto-espulsioni", ma l'agenzia non ha ancora presentato al Congresso il rapporto annuale. L'ufficio statistico del dipartimento, peraltro, non aggiorna il proprio sito dalla presidenza Biden, quando pubblicava i dati sui rimpatri ogni mese.

Il fronte interno repubblicano, secondo la coalizione, è spaccato. Stephen Miller, vice capo di gabinetto della Casa Bianca, è considerato un alleato naturale del gruppo, anche se i membri dichiarano di non averlo ancora incontrato. Alcuni parlamentari, come il deputato Chip Roy del Texas e il senatore Mike Lee dello Utah, vengono indicati come ancora allineati alla linea dura. Anche parte del personale del dipartimento della Sicurezza interna parteciperebbe a riunioni informali con la coalizione. Gli avversari, secondo Howell, sono quelli legati ai lobbisti e agli ex lobbisti nell'amministrazione, anche se ha preferito non fare nomi.

Mark Morgan, ex direttore dell'agenzia per l'immigrazione e della protezione doganale e delle frontiere, ha spiegato ad Axios la strategia: "L'obiettivo della coalizione è fornire a Trump quello che chiamiamo un fianco destro, per dirgli: signor presidente, sta ascoltando le persone sbagliate". A preoccupare i falchi è il sospetto che la Casa Bianca stia ammorbidendo la retorica sulle espulsioni di massa in vista delle elezioni di metà mandato, cedendo alle pressioni dei grandi donatori e dei gruppi industriali che preferiscono mantenere manodopera a basso costo. "Se Trump avesse detto in campagna elettorale quello che voleva l'industria, cioè 'terrò qui gli irregolari così avrete lavoro a buon mercato', non sarebbe alla Casa Bianca", ha sostenuto Howell.

La portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson ha respinto le accuse con una dichiarazione ad Axios: nessuno sta cambiando l'agenda sull'immigrazione e tutto il team del presidente è sulla stessa linea nell'applicazione delle sue politiche. La coalizione, dal canto suo, ha già iniziato a presentare le proprie ragioni ai parlamentari, all'amministrazione e alle agenzie competenti, e ha pubblicato un documento programmatico per il potere esecutivo con oltre una dozzina di proposte per intensificare i controlli. Morgan ha anche riferito che il numero di persone che attraversano il confine senza essere intercettate, i cosiddetti "got aways", è stato l'anno scorso tra 25.000 e 30.000, ma anche in questo caso mancano dati ufficiali della polizia di frontiera.

Lo scontro riflette una frattura profonda nel mondo conservatore americano. Da un lato i militanti della base, dall'altro i vertici del partito e i finanziatori. Howell l'ha sintetizzata così: "Le persone che alla convention tenevano i cartelli in platea, quelle sono la mia gente. Quelli nei palchi, no. È contro di loro che combattiamo".

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump attacca Meloni: "Sono scioccato, non vuole aiutarci"


Il presidente americano critica la premier italiana sulla crisi iraniana e la Nato, poi colpisce papa Leone e difende Orbán sull'immigrazione

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato la premier Giorgia Meloni in un'intervista telefonica esclusiva rilasciata al Corriere della Sera, accusandola di non voler collaborare con Washington nella crisi legata al programma nucleare iraniano. "Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo", ha dichiarato Trump alla corrispondente da New York Viviana Mazza, in una conversazione durata sei minuti e pubblicata il 14 aprile.

Trump ha aperto la telefonata rivolgendo lui stesso una domanda al Corriere, senza attendere quelle dei giornalisti: "Vi piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio?". Il presidente americano ha poi chiarito il motivo della sua irritazione: Meloni avrebbe comunicato che l'Italia non intende essere coinvolta nella questione iraniana, nonostante dipenda dal petrolio che transita dallo stretto di Hormuz. "Pensa che l'America dovrebbe fare il lavoro per lei", ha aggiunto Trump.

Trump ha rivelato al Corriere di non parlare con Meloni "da molto tempo" e ha spiegato il motivo del silenzio: "Perché non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell'arma nucleare. È molto diversa da quello che pensavo". Alla domanda sul fatto che Meloni abbia definito "inaccettabili" le sue parole sul Papa, Trump ha replicato: "È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha un'arma nucleare e farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti se ne avesse la possibilità". Il presidente americano ha anche rilanciato le critiche alla Nato: quando il Corriere gli ha chiesto se avesse domandato all'Italia l'invio di dragamine, Trump ha risposto di aver chiesto "di inviare tutto quello che vogliono, ma non vogliono perché la Nato è una tigre di carta".

L'intervista contiene anche un nuovo attacco a papa Leone XIV. Trump ha respinto l'appello del pontefice per la pace sostenendo che il Papa "non capisce e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo". Ha poi aggiunto: "Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese".

Trump ha infine allargato il discorso all'Europa intera, tornando sul tema dell'immigrazione. "L'immigrazione sta uccidendo l'Italia e tutta l'Europa", ha dichiarato, aggiungendo che il continente sta "distruggendo se stesso dall'interno" con le politiche migratorie e quelle energetiche. Commentando la sconfitta elettorale del primo ministro ungherese Viktor Orbán, Trump lo ha definito "un brav'uomo" che "ha fatto un buon lavoro sull'immigrazione" e che "non ha lasciato che la gente venisse a rovinare il suo paese come ha fatto l'Italia".

Le dichiarazioni di Trump arrivano in una giornata in cui Meloni, intervenendo al Vinitaly di Verona, aveva già preso diverse posizioni di rilievo. La premier aveva annunciato la sospensione dell'accordo di difesa con Israele, un memorandum del 2005 che regola la cooperazione militare tra i due paesi e si rinnova automaticamente ogni cinque anni. "In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell'accordo di difesa con Israele", ha detto Meloni. La sospensione è stata formalizzata con una lettera del ministro della difesa Guido Crosetto al suo omologo israeliano Israel Katz. Il governo israeliano ha minimizzato, sostenendo che il memorandum "non ha mai avuto un contenuto concreto".

Dal Vinitaly Meloni aveva anche risposto alle critiche di chi la accusa di subalternità verso Washington, proprio a proposito delle sue parole contro gli attacchi di Trump a papa Leone XIV: "Penso di essere stata molto chiara. Non so quanti altri leader le abbiano espresse. Ecco, questo per quelli che dicono che ci sarebbe una sudditanza".

La premier ha poi chiesto la sospensione del patto di stabilità europeo, avvertendo che sarebbe "un enorme errore di valutazione" sottovalutare l'impatto della crisi. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si era però detta contraria, invitando gli Stati a non peggiorare i livelli di deficit. La situazione dei conti pubblici italiani è complicata: l'Italia è in procedura di infrazione e si è impegnata a rientrare sotto il 3% di deficit, un obiettivo che secondo i dati Istat rischia di essere mancato per un solo punto decimale. Una sospensione del patto consentirebbe ai governi di fare ulteriore debito per finanziare sussidi e aiuti all'economia, ma indebolirebbe l'impalcatura delle politiche di bilancio europee.

Meloni si è mostrata scettica anche sulla possibilità di tornare al gas russo come soluzione alla crisi energetica, sostenendo che "la pressione sulla Russia è l'arma più efficace per costruire pace". Una posizione diversa da quella del presidente dell'Eni Claudio Descalzi, favorevole a riaprire le forniture da Mosca, e del vicepremier Matteo Salvini, anch'egli presente al Vinitaly e schierato per la riapertura dei rubinetti russi.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump è l'anticristo? Il mondo MAGA si rivolta contro il presidente


Dopo un'immagine in cui si raffigura come Gesù e gli attacchi al Papa, commentatori conservatori e pastori evangelici si rivoltano contro il presidente

Il fronte più fedele a Donald Trump si sta spaccando su un terreno inatteso: la religione. Come spiega Wired, nell'arco di pochi giorni, figure di primo piano dell'universo mediatico MAGA sono passate dal difendere il presidente come "l'eletto di Dio" all'accusarlo di essere l'anticristo, la figura che nella teologia cristiana si oppone a Cristo e la cui comparsa, secondo molti credenti, potrebbe annunciare la fine dei tempi.

Il punto di rottura è arrivato domenica sera, quando Trump ha pubblicato su Truth Social un'immagine generata con l'intelligenza artificiale che lo ritraeva vestito con una tunica bianca e una fascia rossa, mentre posava una mano irradiante luce dorata su un uomo in un letto d'ospedale. L'immagine, che evocava in modo esplicito Gesù Cristo, è stata cancellata dopo circa 14 ore, ma ha scatenato reazioni durissime tra gli stessi sostenitori del presidente. Durante una conferenza stampa lunedì, Trump ha negato che l'immagine lo ritraesse come Gesù, dicendo ai giornalisti che si trattava di una raffigurazione di sé stesso come medico.

L'ex deputata Marjorie Taylor Greene, una delle voci più note del movimento MAGA, ha scritto su X: "È più che una blasfemia. È uno spirito dell'Anticristo". Clint Russell, conduttore del podcast di destra Liberty Lockdown, ha aggiunto: "In 18 mesi sono passato dal votare Trump con esitazione a pensare che ci sia una buona probabilità che sia l'anticristo". Joel Webbon, pastore evangelico del Texas vicino all'estrema destra, ha scritto su X di credere che Trump sia "posseduto da un demone" e poche ore dopo ha condotto una diretta intitolata "Donald Trump è l'Anticristo?". Anche l'ordine dei Cavalieri Templari, organizzazione cristiana ispirata all'ordine militare medievale, ha condannato il post e chiesto scuse pubbliche.

La frattura non nasce dal nulla. Da oltre un decennio Trump e i suoi sostenitori usano retorica e immagini esplicitamente religiose per mobilitare la base elettorale. Ma nelle ultime settimane una serie di azioni del presidente ha accelerato lo strappo. Il commentatore conservatore Tucker Carlson, in un monologo di 43 minuti nel suo programma della scorsa settimana, ha suggerito che la guerra dell'amministrazione in Iran fosse anche una guerra contro la fede cristiana. Il video era una risposta a un post di Trump su Truth Social pubblicato il giorno di Pasqua, in cui il presidente minacciava di distruggere infrastrutture strategiche iraniane con un linguaggio volgare, chiudendo con la frase "Sia lode ad Allah". Carlson non ha mai pronunciato la parola "anticristo", ma molti, dal conduttore complottista Alex Jones agli utenti del subreddit DonaldTrump666, hanno interpretato il suo intervento come un'allusione diretta.

Si tratta di un cambio di rotta significativo per Carlson, che pur essendo diventato più critico verso l'amministrazione negli ultimi mesi, ha a lungo usato un linguaggio religioso a favore di Trump. Alla convention repubblicana del 2024 aveva attribuito la sopravvivenza del presidente all'attentato di Butler, in Pennsylvania, a un "intervento divino".

Lo scontro si è esteso anche ai rapporti con il Vaticano. Poche ore prima di pubblicare l'immagine che lo ritraeva come Gesù, Trump aveva attaccato Papa Leone XIV su Truth Social, definendolo "debole sul crimine e terribile in politica estera" e aggiungendo di non volere "un Papa che pensa sia giusto che l'Iran abbia un'arma nucleare". Il Papa non ha mai detto di volere un Iran nucleare, ma ha criticato duramente le azioni americane nel paese, definendo la guerra "atroce" e dichiarando che i leader responsabili del conflitto hanno "le mani piene di sangue".

Le tensioni con il Vaticano si erano già intensificate nei giorni precedenti, dopo la notizia di un incontro avvenuto a gennaio tra funzionari dell'amministrazione e il nunzio apostolico negli Stati Uniti, il cardinale Christophe Pierre. Durante la riunione, il sottosegretario alla Difesa Elbridge Colby avrebbe detto a Pierre che il Vaticano doveva allinearsi alle ambizioni militari di Trump o affrontarne le conseguenze, con un riferimento ad Avignone che suggeriva pressioni dirette sul Papa. La notizia è stata pubblicata dal Free Press. Il Dipartimento della Difesa ha confermato l'incontro ma ha definito i resoconti "esagerati e distorti". Anche l'ufficio stampa vaticano ha dichiarato che alcuni dettagli riportati erano "falsi", precisando che la riunione al Pentagono si era svolta nell'ambito della regolare missione del rappresentante pontificio.

Non è la prima volta che Trump irrita i cattolici con immagini generate dall'intelligenza artificiale. L'anno scorso, dopo la morte di Papa Francesco, il presidente aveva condiviso un'immagine che lo ritraeva come pontefice. Ma questa volta il contesto è diverso: i sondaggi di gradimento sono ai minimi storici e i repubblicani sono preoccupati per le elezioni di metà mandato.

Robert Jones, presidente e fondatore del Public Religion Research Institute, ha dichiarato a Wired che le ripetute autorappresentazioni messianiche di Trump hanno portato il movimento MAGA a un punto di rottura. Jones ha anche avvertito che si tratta di una mossa politicamente rischiosa: alle elezioni in cui Trump era candidato, circa sei cattolici bianchi su dieci hanno votato per lui. Alienare questi elettori, molti dei quali suoi sostenitori, potrebbe avere conseguenze serie.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile disponibile da maggio


MOVA introduce il primo sistema di pulizia smart modulabile del settore, una soluzione innovativa basata sull’intelligenza artificiale pensata per semplificare la gestione della casa
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

MOVA ha presentato la sua ultima linea di prodotti in occasione dell’evento di lancio europeo. Protagonista indiscusso è V70 Ultra Complete, il robot aspirapolvere di ultima generazione progettato per superare uno dei limiti più persistenti del settore: la pulizia dei bordi difficili da raggiungere e degli angoli nascosti.

Stiamo costruendo l’Universo Intelligente di MOVA - ha dichiarato Kurt Wang di MOVA - il nostro focus si sta spostando dai singoli prodotti alla formazione di un ecosistema interconnesso, passando dalla competizione sulle specifiche tecniche alla realizzazione di una concreta esperienza d’uso”.


V70 Ultra Complete: il primo robot aspirapolvere con un’estensione del mocio di 16 cm


Potenziato dal sistema MaxiReachX, V70 Ultra Complete è progettato per pulire anche le zone più difficili da raggiungere per i robot aspirapolvere tradizionali. Il sistema integra l’innovativa tecnologia MaxiReachX, progettata per portare la pulizia smart anche nei punti più difficili da raggiungere. L’estensione del mocio da 16 cm, combinata con il profilo ultrasottile del robot, consente di spingersi molto più in profondità negli spazi ristretti, garantendo una pulizia dei bordi fino a tre volte superiore rispetto agli standard tradizionali. Il sistema adattivo multi-angolare assicura inoltre movimenti precisi attorno a mobili e oggetti delicati. A completare la dotazione c’è l’estensione automatica della spazzola laterale da 12 cm, che si attiva quando i sensori rilevano angoli stretti o aree difficili da raggiungere, rimuovendo efficacemente polvere e sporco da bordi, angoli e zone solitamente trascurate. Grazie a questa combinazione avanzata, il robot riesce a infilarsi in spazi ristretti fino a soli 3,8 cm, superando i limiti finora considerati impossibili dal settore.

Polaroid Hi-Print: stampante fotografica per smartphone
Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Un’altra tecnologia di spicco è EcoCyclone, il sistema di raccolta della polvere senza sacchetto che riduce allo stesso tempo gli sforzi di manutenzione e l’impatto ambientale del robot, eliminando la necessità di ricambi monouso e supportando fino a cento giorni di utilizzo senza bisogno di interventi manuali. A livello di prestazioni complessive, V70 coniuga una potenza di aspirazione di 40.000 Pa, una capacità di superamento degli ostacoli fino a 9 cm, un sensore di navigazione retrattile e un riconoscimento di oltre 300 oggetti per la pianificazione intelligente del percorso. Rispetto ai precedenti modelli con ricarica rapida, la sua batteria da 6400 mAh con funzione Smart Resume consente una ricarica più veloce del 30% (in confronto al modello V50), garantendo una pulizia senza interruzioni anche in abitazioni di grandi dimensioni.
Z70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandiZ70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi

Z70 Ultra Roller Complete: lavaggio a rullo con acqua fresca


Al fianco di V70, debutta Z70 Ultra Roller Complete, il robot pensato per rispondere a un altro problema comune dei robot lavapavimenti: l’utilizzo di acqua sempre più sporca durante le pulizie. Sulla scia del modello di generazione precedente Z60 Ultra Roller Complete, Z70 introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi e le esigenze di pulizia più complesse. Passando dal semplice utilizzo di acqua alla circolazione continua ad alta pressione di acqua fresca, il robot offre una copertura ancora più estesa di bordi e angoli. Esso, infatti, si avvale di una configurazione di pulizia ottimizzata e della tecnologia MaxiReach con doppia estensione di spazzola e mocio, studiata per migliorare l’efficacia lungo pareti e zone difficili da raggiungere. I sensori laterali assicurano un rilevamento preciso dei bordi, mentre la compressione adattiva del rullo da 52 mm garantisce maggiore aderenza e un contatto sicuro con le superfici. Anche la mobilità è stata perfezionata, permettendo al dispositivo di superare ostacoli fino a 9 cm di altezza e di muoversi con maggiore fluidità tra soglie e ambienti complessi. Sul fronte delle prestazioni, il sistema beneficia di un incremento complessivo con autonomia aumentata del 30%, potenza di aspirazione fino a 36.000 Pa e pressione verso il basso di 18 N, assicurando una pulizia più uniforme ed efficace anche su superfici ampie.
Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzioneIl robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione

Robot pulitore per piscine Rover X10


Il progetto di espansione di MOVA per il 2026 porta l’automazione intelligente oltre i confini degli ambienti interni. Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione in un’unica soluzione autonoma, includendo raccolta delle impurità in superficie, risalita delle pareti, aspirazione del fondo, spazzolatura della linea di galleggiamento, pulizia dei gradini, navigazione negli angoli e gestione delle pendenze. Con una capacità di trattamento di 38.000 litri all’ora e una mappatura AquaScan a 360°, esso trasforma la gestione della piscina da un impegno laborioso a un piacere senza sforzo. Il sistema di spazzolatura EdgeDrive si adatta ai contorni della piscina, mentre l’intelligenza adattiva PoolNav calcola i percorsi ottimali attraverso terreni subacquei complessi. Dalla linea di galleggiamento al fondo, dalla superficie agli angoli, Rover X10 agisce come un ecosistema di manutenzione completo capace di rendere semplice e piacevole la cura degli esterni.
L’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-playL’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-play

Impianto fotovoltaico LumeGret


L’impianto fotovoltaico LumeGret completa la visione per il 2026 di MOVA abbattendo la barriera finale che si frappone allo stile di vita sostenibile: l’accessibilità. La serie è plug-and-play e non richiede installazioni complesse da parte di elettricisti, consentendo così il risparmio di tempo e denaro. La compatibilità di LumeGret con molteplici scenari, inoltre, rende il suo utilizzo ancora più semplice: bastano un balcone e una presa elettrica standard per installarlo in soli trenta minuti. Disponibile in due modelli scalabili - A2000 (1,92–9,6 kWh) e A4000 (4–20 kWh) - LumeGret è dotato di un sistema per l’ottimizzazione IA che massimizza l’autoconsumo di energia solare; inoltre, la tecnologia FluxCharge, per la ricarica adattiva di veicoli elettrici con potenza fino a 2,5 kW. A4000, è studiata per durare nel tempo con un’aspettativa di funzionamento di 20 anni, 10.000 cicli di ricarica e 10 anni di garanzia, dichiara il brand.
MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1

Stampante 3D Palette 300


Una delle evoluzioni più significative di MOVA è Palette 300, una stampante 3D multimateriale 12-in-1 che segna una nuova fase per l’azienda. Grazie al sistema di sostituzione automatica degli ugelli OmniElement, una tecnologia di alimentazione a doppio canale e una precisione di livello industriale pari a circa 0,02 mm, Palette 300 raggiunge una velocità di stampa di 800 mm/s con una riduzione degli scarti del 90% rispetto ai sistemi multimateriale convenzionali. I 53 sensori intelligenti e le quattro telecamere basate sull’IA consentono il rilevamento degli errori in tempo reale e la calibrazione automatica, mentre l’apposito contenitore per filamenti RFD‑6 garantisce un’essiccazione ottimale durante l’intero processo di stampa. Il sistema dispone inoltre di una piattaforma software integrata che permette di configurare, sezionare, stampare e controllare i propri dispositivi, per una soluzione davvero all-in-one.

Disponibilità


V70 Ultra Complete sarà disponibile in Italia a partire da maggio 2026.
La disponibilità degli altri prodotti, quali Z70 Ultra Roller Complete, Rover X10, Palette 300 e LumeGret Solar Power System, è prevista per il secondo trimestre dell’anno.


Polaroid Hi-Print: la stampante fotografica che porta le foto digitali oltre lo schermo


Il 2026 viene già definito “l’anno dell’analogico”, con i giovani che cercano sempre più attivamente modi per disconnettersi e recuperare tempo lontano dagli schermi. Con due terzi degli utenti tra i 18 e i 34 anni che dichiarano di essersi orientati verso prodotti analogici per ridurre l’uso dei dispositivi, il ritorno al “reale” è ormai in pieno corso.
La stampante fotografica Hi-Print 3x3 di PolaroidLa stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili
In linea con questo ritorno al tangibile, la nuova stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid permette di portare le foto digitali nel mondo reale. La stampante trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili. Può essere utilizzata anche come cornice, così da inserire la propria stampa preferita e averla sempre in bella vista. Grazie a cornici, sticker e template, ogni stampa è completamente personalizzabile: perfetta per journaling, decorare, fare un regalo o condividere momenti con gli amici.

Italiani spiano smartphone in pubblico: oltre il 50% ammette di farlo
Più del 50% degli italiani ammette di aver sbirciato lo smartphone di uno sconosciuto in pubblico. Un fenomeno diffuso, spesso guidato dalla curiosità, che solleva dubbi sulla sicurezza e sulla privacy digitale
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Le persone conservano sui loro telefoni tantissimi ricordi e momenti significativi: foto, screenshot, conversazioni, note… ma restano lì, chiusi dentro un dispositivo. Volevamo dare loro una nuova vita, renderli qualcosa che si può tenere in mano, esporre, vivere davvero. La Hi-Print 3x3 nasce proprio con questo obiettivo. È un design completamente nuovo per noi: una stampante che è anche una cornice, così i momenti più importanti possono stare sulla scrivania, essere condivisi con qualcuno che si ama o cambiare insieme al proprio umore. Non esiste nulla di simile sul mercato” ha commentato Stine Bauer Dahlberg di Polaroid.



La Hi-Print 3x3 è già disponibile sia su polaroid.nital.it sia presso i rivenditori selezionati al prezzo di 109,99 euro. Essa si aggiunge alla gamma Hi-Print, utilizza carta Polaroid Hi-Print 3x3 ed è compatibile con l’app Hi-Print per iOS e Android.

Polaroid Hi-Print 3x3 Photo Printer – 109,99 euro


La stampante e cornice per stampe quadrate che catturano l’attenzione.

I momenti più belli meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 3×3 Photo Printer, gli scatti preferiti diventano stampe quadrate di alta qualità, perfette per journaling, decorare i propri spazi o essere condivise con gli amici. La stampante funge anche da cornice, così da poter esporre facilmente l’ultima foto del cuore direttamente sul dispositivo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con template, sticker, meme e molto altro. Tutto il necessario per realizzare 10 stampe è incluso nella confezione, per iniziare subito. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 3×3 Paper.
La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampaLa creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa

Polaroid Hi-Print 2x3 Generation 2 Pocket Photo Printer – 99,99 euro


La stampante tascabile che rende i ricordi ancora più speciali.

I ricordi hanno tutto un altro valore quando si possono toccare con mano. Con Polaroid Hi-Print 2×3, trasformare le foto preferite dello smartphone in stampe vivide e di alta qualità è semplice e immediato. Questa stampante Bluetooth tascabile crea foto adesive pronte da condividere, esporre e portare sempre con sé. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con cornici, template, meme e molto altro, per rendere ogni scatto davvero unico. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 2×3 Paper.

Lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro più richieste
Un giovane su tre sogna una carriera nello sport. Dalla tecnologia ai nuovi ruoli digitali, ecco le 10 professioni del futuro che stanno trasformando il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Polaroid Hi-Print 4x6 Photo Printer – 149,99 euro


La stampante da scrivania per foto in formato cartolina

I ricordi meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 4×6 Photo Printer, i momenti più belli prendono vita in stampe nel classico formato cartolina — perfette per album, cornici o per trasformare una parete in uno spazio personale. Progettata per essere semplice da configurare e intuitiva da usare, rende la stampa immediata e senza sforzo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di arricchire le stampe con template, testi e sticker per un tocco ancora più personale. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 4×6 Paper.


Questa voce è stata modificata (7 ore fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Il blocco navale americano rischia di peggiorare l'economia mondiale


Il petrolio sale, le fabbriche rallentano in Asia, l'Europa frena. I Paesi del Golfo affrontano la crisi peggiore da decenni. E secondo le previsioni i prezzi dell'energia non torneranno ai livelli pre-bellici prima della fine del 2027

Il blocco navale imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani sta trasformando un conflitto regionale in uno shock finanziario globale che potrebbe rivelarsi più devastante della guerra stessa. A sostenerlo è il Wall Street Journal. Il blocco, che impedisce alle navi di entrare e uscire dai porti dell'Iran, drena ulteriore petrolio da un mercato già sotto pressione, prolunga la stretta sulle materie prime che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz e inietta un'incertezza significativa nell'economia mondiale.

I prezzi del petrolio sono saliti lunedì. L'alluminio ha raggiunto il massimo da quattro anni per il timore di una stretta prolungata sulle forniture provenienti da una regione che produce quasi un decimo dell'offerta mondiale di questo metallo industriale.

Lo shock petrolifero si sta già propagando in Asia. Alcune fabbriche hanno ridotto la produzione, un numero crescente di stazioni di servizio raziona il carburante e gli aeroporti della regione scarseggiano di cherosene senza soluzioni rapide all'orizzonte. Compagnie come Asiana Airlines, il secondo vettore sudcoreano, hanno sospeso temporaneamente oltre una dozzina di voli andata e ritorno verso Cina e Cambogia fino a maggio. Anche Vietnam Airlines ha tagliato i collegamenti. Il parlamento sudcoreano ha approvato nel fine settimana un pacchetto di emergenza da oltre 17 miliardi di dollari, che include sussidi in contanti fino a circa 400 dollari per i cittadini a basso reddito.

In Giappone, il colosso dei sanitari Toto ha bloccato lunedì gli ordini per unità da bagno prefabbricate a causa della carenza di nafta, un prodotto petrolchimico derivato dal greggio. Il Giappone, tra i primi Paesi colpiti dalla crisi della nafta, vede le onde d'urto raggiungere anche gli ospedali, dove i dirigenti sanitari chiedono con urgenza scorte nazionali di materie plastiche per uso medico, tra cui guanti chirurgici e siringhe per dialisi. La prima ministra Sanae Takaichi ha dichiarato di aver incaricato un gruppo di ministri di affrontare le carenze, ma ha negato una crisi grave, sostenendo che il Giappone dispone ancora di almeno quattro mesi di scorte di nafta. Le interruzioni nella fornitura di elio, intanto, potrebbero colpire l'industria dei semiconduttori in Corea del Sud e Malaysia.

Per i Paesi del Golfo il danno si preannuncia il peggiore da decenni. Molti esportatori di energia della regione non riescono a far arrivare le proprie forniture sui mercati. Il Qatar ha subito danni gravi ai suoi impianti di gas naturale liquefatto e le riparazioni potrebbero richiedere fino a cinque anni. La società di consulenza Rystad Energy stima che la ricostruzione delle infrastrutture energetiche danneggiate nell'intero Golfo potrebbe costare oltre 25 miliardi di dollari. Secondo Capital Economics, il prodotto interno lordo del Qatar si contrarrà del 13% quest'anno, quello degli Emirati Arabi Uniti dell'8% e quello dell'Arabia Saudita del 6,6%. Per avere un termine di paragone, durante la pandemia del 2020 il Pil del Qatar era sceso del 3,6%. La reputazione della regione come polo globale per affari e turismo ha subito un duro colpo: nelle ultime settimane sono stati cancellati eventi che andavano dalle conferenze finanziarie e sulle criptovalute alle gare di Formula Uno. Anche le infrastrutture tecnologiche strategiche, compresi data center di Amazon, sono state colpite.

In Europa, la crescita economica, già debole, sta rallentando ulteriormente. La Germania, la maggiore economia del continente, avrebbe dovuto registrare quest'anno la prima vera ripresa dalla pandemia grazie alla spesa finanziata dal debito. I principali istituti di previsione tedeschi hanno però tagliato le stime di crescita allo 0,6% dall'1,3%. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato lunedì che la chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz è "enormemente dannosa" per l'Europa. L'Unione Europea sta lavorando a misure come l'allentamento temporaneo delle regole sugli aiuti di Stato e il coordinamento degli acquisti di gas tra gli Stati membri.

Gli Stati Uniti, in quanto esportatori netti di energia, difficilmente subiranno carenze, ma l'aumento dei prezzi alla pompa colpisce i consumatori. Il presidente Trump ha ammesso domenica che i prezzi dell'energia potrebbero non scendere a breve e potrebbero essere ancora alti quando gli americani andranno a votare per le elezioni di metà mandato in autunno. La banca pubblica tedesca KfW ha avvertito in una nota recente che i prezzi del greggio probabilmente non torneranno ai livelli pre-bellici prima della fine del 2027.

Le ripercussioni politiche si fanno già sentire. In Irlanda agricoltori inferociti hanno bloccato strade, terminali di carburante e una raffineria per protestare contro il caro-energia. In India l'aumento del prezzo del gas da cucina ha aggravato il malcontento operaio: dopo che migliaia di lavoratori a contratto hanno protestato davanti alle fabbriche in uno Stato del nord, il governo locale ha aumentato il salario minimo del 35%, e presto le proteste si sono estese allo Stato confinante. In Ungheria gli elettori hanno inflitto domenica una vittoria schiacciante all'opposizione, ponendo fine a 16 anni di governo del primo ministro Viktor Orbán.

Le prospettive dipendono dalla durata della chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transitava un quinto del petrolio mondiale. Secondo UBS, se il transito resta limitato per altri due mesi la crescita globale si indebolirà e tornerà al trend precedente solo alla fine del 2028. Una chiusura più lunga sottrarrebbe un punto percentuale intero alla crescita mondiale e potrebbe provocare una recessione lieve negli Stati Uniti. L'impennata dei prezzi sta già alimentando l'inflazione, e probabilmente spingerà le banche centrali ad alzare i tassi di interesse. Tra i pochi vincitori potrebbe esserci la Russia, dove petrolio e gas rappresentano circa un quarto delle entrate pubbliche.

Hamzeh Al Gaaod, economista specializzato nella regione del Golfo, ha sottolineato che un Iran ostile resterà un rischio costante anche dopo la fine della guerra, un fattore che le imprese dovranno incorporare nei loro calcoli. Mujtaba Rahman, responsabile per l'Europa della società di analisi del rischio Eurasia Group, ha dichiarato al Wall Street Journal che le implicazioni sono "di portata molto ampia", perché il regime iraniano uscirà dal conflitto "temprato dalla battaglia e più radicale di quello precedente".

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Il comportamento di Trump riapre il dibattito sulla sua stabilità mentale


Ex alleati lo definiscono "pazzo" e "chiaramente insano". I sondaggi mostrano che la maggioranza degli americani lo ritiene sempre più instabile, ma la Casa Bianca respinge ogni critica

Le minacce di cancellare l'Iran, l'attacco al papa, le dichiarazioni sconnesse e le sfuriate notturne sui social media hanno riacceso con forza senza precedenti il dibattito sulla stabilità mentale del presidente Trump. A sollevare dubbi non sono più soltanto i democratici o i commentatori televisivi, ma ex collaboratori, ex alleati della destra e perfino generali in pensione, come ricostruisce il New York Times in un'analisi di Peter Baker pubblicata in prima pagina.

Marjorie Taylor Greene, ex deputata repubblicana della Georgia e fino a poco tempo fa sostenitrice del presidente, ha invocato il 25° Emendamento per rimuoverlo dall'incarico, dichiarando alla CNN che la minaccia di distruggere la civiltà iraniana "non è retorica dura, è follia". Candace Owens, podcaster di estrema destra, lo ha definito "un pazzo genocida". Alex Jones, il fondatore di Infowars noto per le sue teorie del complotto, ha detto che Trump "farfuglia e sembra che il cervello non funzioni granché bene".

Tra le voci critiche ci sono anche persone che hanno lavorato con Trump alla Casa Bianca. Ty Cobb, avvocato della Casa Bianca durante il primo mandato, ha dichiarato al giornalista Jim Acosta che il presidente è "un uomo chiaramente insano" e che la serie di post aggressivi pubblicati nel cuore della notte "evidenzia il livello della sua follia". Stephanie Grisham, ex portavoce della Casa Bianca di Trump, ha scritto sui social che "chiaramente non sta bene".

Trump ha risposto con un lungo post furioso sui social media, definendo i suoi critici "persone stupide" con "un basso quoziente intellettivo" e "PAZZI, ATTACCABRIGHE". Una replica che, nota il New York Times, non trasmetteva esattamente calma e stabilità.

I sondaggi confermano un'erosione della fiducia degli americani nelle capacità cognitive del presidente, che si avvicina agli 80 anni come il più anziano presidente mai insediato. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos di febbraio, il 61 per cento degli americani ritiene che Trump sia diventato più instabile con l'età e solo il 45 per cento lo considera "mentalmente lucido e in grado di affrontare le sfide", in calo rispetto al 54 per cento del 2023. Un sondaggio YouGov di settembre ha rilevato che il 49 per cento degli americani lo giudica troppo anziano per la presidenza, contro il 34 per cento di febbraio 2024.

La Casa Bianca ha respinto ogni critica. Il portavoce Davis Ingle ha dichiarato al New York Times che "la lucidità del presidente Trump, la sua energia senza pari e la sua accessibilità storica sono in netto contrasto con ciò che abbiamo visto negli ultimi quattro anni", riferendosi al declino fisico e mentale di Biden. I sostenitori del presidente inquadrano il suo comportamento come strategia, non come psicosi. Liz Peek, editorialista del Hill, ha scritto che "Trump sa esattamente cosa sta facendo" e che usa la pressione diplomatica e militare massimalista per contrastare l'Iran.

Trump, che nel primo mandato si definì "un genio molto stabile", ha liquidato le critiche rispondendo a un giornalista: "Non ne ho sentito parlare. Ma se è così, avrete bisogno di più persone come me, perché il nostro Paese veniva derubato sul commercio e su tutto finché non sono arrivato io".

Secondo il New York Times, nel secondo mandato Trump appare ancora meno contenuto. Usa più volgarità, parla più a lungo e fa affermazioni regolarmente scollegate dalla realtà. Continua a dire che suo padre è nato in Germania, quando in realtà nacque nel Bronx. Ha confuso la Groenlandia con l'Islanda. Si è più volte vantato di aver posto fine a una guerra inesistente tra Cambogia e Azerbaijan, due Paesi separati da quasi 6.400 chilometri, intendendo probabilmente Armenia e Azerbaijan. Ha dichiarato che il "nuovo presidente dell'Iran" è meno radicale dei predecessori, quando in realtà il presidente iraniano non è cambiato.

Prima dell'attacco a papa Leone XIV di domenica sera, seguito dalla pubblicazione e successiva cancellazione di un'immagine che lo ritraeva come Gesù, Trump aveva già suscitato sconcerto con le sue reazioni ai critici. Accusa chi lo contrasta di sedizione, un reato punibile con la morte. Ha affermato che il regista Rob Reiner, presunto ucciso dal figlio, sarebbe morto "a causa della rabbia provocata" dalla sua opposizione a Trump. Alla morte di Robert Mueller, ex direttore dell'FBI, ha commentato: "Bene, sono contento che sia morto".

Julian Zelizer, storico di Princeton, ha spiegato al New York Times che, a parte Nixon, "non c'è mai stato questo livello di preoccupazione nel tempo" sulla stabilità mentale di un presidente. Ma la situazione attuale supera anche il caso Nixon perché "tutto si svolge in pubblico" grazie ai social media e alla televisione via cavo. "Come presidente che ignora qualsiasi limite o senso del decoro, Trump si sente molto più libero, anche più di Nixon, di scatenare la sua rabbia interiore e di agire d'impulso".

Una differenza fondamentale rispetto al primo mandato è l'assenza di figure interne disposte a frenare il presidente. John Kelly, il suo capo di gabinetto più longevo nel primo mandato, arrivò perfino a comprare un libro scritto da 27 specialisti della salute mentale intitolato "The Dangerous Case of Donald Trump" per capire il suo capo, concludendo che era malato di mente. Oggi, osserva Zelizer, "quando fa quello che fa, tutti intorno a lui tengono gli occhi a terra e non dicono nulla. A differenza del primo mandato, non sembrano nemmeno manovrare dietro le quinte per fermarlo".

Il dissenso sulla destra, tuttavia, non ha raggiunto il Congresso, dove i repubblicani restano pubblicamente leali al presidente, né il gabinetto, che dovrebbe approvare qualsiasi invocazione del 25° Emendamento, rendendo questa ipotesi irrealizzabile. Ma secondo Zelizer esiste uno spazio politico per questo stile di leadership nella base repubblicana: "Cosa c'è di più anti-establishment di qualcuno che è disposto a essere fuori controllo?".

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Insta360 Snap: i nuovi schermi per selfie perfetti con la fotocamera posteriore


Insta360 presenta Snap, una nuova serie di schermi pensata per aiutare gli utenti a scattare selfie perfetti sfruttando la qualità superiore della fotocamera posteriore. Una soluzione pratica per creator e appassionati di mobile photography
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Insta360 ha annunciato Insta360 Snap, un monitor magnetico compatto per realizzare selfie e vlog di qualità superiore. La linea di prodotti include Snap Schermo per selfie e Snap Schermo per selfie con luce, che fornisce un'illuminazione regolabile per valorizzare le tonalità della pelle in qualsiasi scena.

Insta360 Snap: cos’è e come funziona


Gli smartphone sono dotati di fotocamere posteriori ottime, ma quasi tutti creano selfie con la fotocamera anteriore (nonostante la qualità inferiore) poiché con la posteriore è impossibile vedersi durante le riprese. Insta360 Snap è la soluzione: creato per i nano influencer, i vlogger e chi ama raccontare la vita di ogni giorno, trasforma il modo di riprendersi utilizzando la fotocamera posteriore dello smartphone per apparire sempre al meglio senza rinunciare alla praticità.
Il dispositivo si fissa magneticamente al retro dello smartphone e fornisce un'anteprima in tempo reale dei selfie
Invece di inquadrare alla cieca o ripetere riprese e scatti, con Insta360 Snap le persone possono vedersi in modo chiaro mentre utilizzano la migliore fotocamera del proprio smartphone.

• selfie migliorati: anteprima in tempo reale per selfie e vlog grandangolari con zoom da 0,5x con la fotocamera posteriore, sfruttando appieno la migliore risoluzione della fotocamera principale;

• illuminazione perfetta, ovunque: Insta360 Snap Schermo per selfie con luce è stato progettato in collaborazione con AMIRO, leader nel settore delle ottiche per il make-up professionale, e permette di regolare colore e luminosità per ottenere una luce uniforme in qualsiasi situazione, dai ristoranti poco illuminati alle finestre in controluce. Dalle clip GRWM (get ready with me) al volo ai vlog delle vacanze o i selfie di tutti i giorni, Insta360 Snap aiuta a ottenere la migliore qualità possibile dal proprio smartphone senza rinunciare al controllo.

AI e contenuti: perché i brand devono essere memorabili
L’intelligenza artificiale sta moltiplicando i contenuti online, ma la vera sfida per i brand è distinguersi. Essere memorabili è ciò che oggi fa davvero la differenza
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Le principali caratteristiche della nuova serie Insta360 Snap


Insta360 Snap è stato creato per adattarsi alla perfezione alle abitudini di ripresa delle persone, senza obbligarli a perdere tempo con configurazioni complesse o tutorial infiniti. Tra i punti di forza di Insta360 Snap spicca la semplicità d’uso in stile plug and play: grazie alla connessione USB-C via cavo non è richiesta alcuna associazione preliminare, il ritardo resta estremamente ridotto (circa 30 ms) e non bisogna preoccuparsi di batteria o ricarica. Basta collegarlo allo smartphone, agganciarlo e iniziare subito a registrare. Il touchscreen integrato replica lo schermo del telefono e consente di regolare impostazioni, controllare le funzioni principali e perfezionare l’inquadratura con rapidità. Presente anche una pratica modalità specchio, che ribalta l’anteprima per offrire una visuale più naturale durante i selfie, utile per sistemare capelli, make-up o espressione prima dello scatto. A completare il pacchetto c’è una compatibilità estesa: Insta360 Snap lavora sia con le app fotocamera native degli smartphone sia con molte app di terze parti dedicate a foto, video ed editing.



Design intelligente e ultraportatile


Pensato per chi è sempre in movimento, Insta360 Snap è compatto e veloce da montare. Dal punto di vista del design, Insta360 Snap punta su portabilità e praticità quotidiana. Il corpo ultra sottile e compatto, pensato per l’utilizzo con una sola mano, permette di riporlo facilmente in tasca o in una piccola borsa, rendendolo ideale per viaggi, vlogging e contenuti on-the-go. Interessante anche la cover protettiva 2 in 1, che protegge il display quando il dispositivo non viene utilizzato e può essere ribaltata durante le riprese per evitare tocchi accidentali sullo schermo dello smartphone. Completa l’esperienza l’attacco magnetico istantaneo: grazie ai magneti integrati, l’installazione è rapida e stabile, così basta agganciarlo, aprire l’app fotocamera e iniziare subito a creare contenuti.
Il corpo ultra sottile e compatto, permette di riporre il dispositivo facilmente in tasca o in una piccola borsaIl corpo ultra sottile e compatto, permette di riporre il dispositivo facilmente in tasca o in una piccola borsa

Disponibilità e prezzi


Insta360 Snap è disponibile su Amazon, su store.insta360.com e presso rivenditori selezionati in due edizioni:

• Insta360 Snap Schermo per selfie con luce - 95,99 euro;

• Insta360 Snap Schermo per selfie - 85,99 euro.

Apple iPhone 17e: prezzo, 256GB, MagSafe e novità
Apple presenta iPhone 17e con 256GB di base, MagSafe, fotocamere avanzate e prestazioni migliorate: ecco prezzo, novità e caratteristiche
TechpertuttiGuglielmo Sbano



Nell’era dell’AI tutti creano contenuti: perché i brand memorabili fanno la differenza


C’è stato un momento in cui uno spot non si limitava a solo occupare uno spazio tra un contenuto e l’altro, ma riusciva davvero a fermare lo sguardo. Esso ti bloccava a tavola mentre cenavi o ti faceva smettere di fare zapping; le immagini, il ritmo e la narrazione si combinavano in modo così preciso da lasciare una traccia che continuava a esistere nella nostra testa anche ore dopo, portandosi dietro curiosità, interesse e qualcosa su cui riflettere.

Aumentano i volumi, non l'efficacia


Oggi quel momento sembra lontano, osservano da NNZN Studios, casa di produzione che integra linguaggio cinematografico e intelligenza artificiale. Eppure il video non è mai stato così dominante: in Italia, il solo formato video digitale ha superato i 2,4 miliardi di euro, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell’intera raccolta pubblicitaria online. In parallelo, cresce anche la pressione a produrre contenuti in quantità sempre maggiori. Non sempre, però, l’aumento dei volumi coincide con un aumento dell’efficacia; infatti, diverse analisi di settore mostrano che una quota rilevante della spesa digitale finisce in campagne che non raggiungono il pubblico desiderato o non generano un impatto memorabile.

ASUS ExpertBook Ultra: laptop AI per professionisti
ASUS presenta il nuovo ASUS ExpertBook Ultra, un laptop pensato per i professionisti che combina prestazioni basate sull’intelligenza artificiale, design ultraleggero e sicurezza avanzata
TechpertuttiGuglielmo Sbano


In tutto questo c’è poi l’intelligenza artificiale che ha reso la produzione di contenuti sempre più accessibile, veloce e scalabile. Costruire ambientazioni complesse, generare immagini e montare sequenze è oggi possibile anche con risorse ridotte e tempi impensabili fino a pochi anni fa. Quindi, i contenuti aumentano ma il problema rimane lo stesso e, anzi, diventa ancora più impellente: in un flusso che non si ferma mai, cosa rimane davvero e riesce a suscitare emozioni?

Tre campagne iconiche che raccontano tre modi di costruire memoria


Per capire cosa significa davvero “restare nella memoria”, gli esperti di NNZN Studios hanno fatto un salto nel passato ripercorrendo alcune delle campagne pubblicitarie più iconiche della storia recente della comunicazione, che ancora oggi vengono citate, riconosciute e studiate:

  • Apple lancia il Macintosh con uno spot, andato in onda durante il Super Bowl del 1984, che rompe completamente le regole del periodo. Il regista Ridley Scott costruisce un racconto visivo ispirato a un immaginario distopico, un sistema uniforme e controllato spezzato da un gesto di rottura, senza quasi mai mostrare il prodotto. Il messaggio è totalmente culturale perché Apple non sta introducendo un computer, sta proponendo un'idea di libertà. Uno dei primi casi in cui la pubblicità smette di spiegare e diventa narrazione pura;
  • Nike fa qualcosa di simile, ma su un arco di tempo molto più lungo. Con "Just Do It" trasforma uno slogan in un sistema narrativo coerente, fino ad arrivare, per il trentesimo anniversario dello slogan, a scegliere come volto della campagna del 2018 Colin Kaepernick, il quarterback che si è inginocchiato durante l'inno americano per protestare contro la violenza della polizia. Le reazioni sono immediate e violente, ma il brand non fa un passo indietro, rimane coerente oltre la polemica e la campagna Dream Crazy diventa così uno dei casi migliori di “Brand activism”;
  • Chanel nel2004 investe circa 33 milioni di dollari per produrre No. 5 The Film, all'epoca lo spot più costoso della storia. Tre minuti diretti da Baz Luhrmann con Nicole Kidman come protagonista, costumi di Karl Lagerfeld, riprese ai Fox Studios di Sydney. Uno spot visivamente spettacolare che funziona proprio perché abbandona ogni logica pubblicitaria tradizionale: nessuna bottiglia in primo piano, nessuno slogan esplicito, solo una storia d'amore fugace a New York in cui il brand compare solo in chiusura.


“Guardando campagne come quella di Apple del 1984 o il film di Chanel, si capisce che il problema non era mai la produzione ma la visione - osserva Luca Macaluso di NNZN Studios - l'AI oggi rende possibile molte cose a livello tecnico, ma non sempre risponde alla domanda fondamentale: cosa un brand vuole dire e perché vale la pena dirlo”.


Il problema che l’IA non risolve da sola


Queste tre campagne appartengono a epoche e contesti diversi, eppure, tutte e tre condividono qualcosa che non dipende tanto dalla tecnologia usata per produrle, ma dal fatto che nessuna insegue l'attenzione nel breve periodo, la costruisce nel tempo, nessuna si adatta a un formato, lo definisce. La differenza, in tutti e tre i casi quindi sta a monte: nell'idea, nella direzione narrativa, nella chiarezza di cosa il brand voleva rappresentare. Oggi quell'approccio è più rilevante che mai, proprio perché il contesto si è complicato: l'Intelligenza Artificiale ha abbassato le barriere tecniche della produzione, ma questa stessa accessibilità ha livellato il risultato medio, perché, quando tutti possono produrre contenuti visivamente sofisticati, distinguersi sul piano tecnico diventa sempre più difficile.

Lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro più richieste
Un giovane su tre sogna una carriera nello sport. Dalla tecnologia ai nuovi ruoli digitali, ecco le 10 professioni del futuro che stanno trasformando il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano


La questione, quindi, non è usare o meno l'AI, ma capire come inserirla, evidenziano gli esperti. Le realtà creative che stanno ottenendo i risultati più interessanti non usano l'IA per moltiplicare i contenuti, ma per ampliare le possibilità espressive, rendendo accessibili soluzioni narrative che prima richiedevano strutture produttive ben più pesanti.

“Non utilizziamo l'AI per produrre più velocemente, ma per rendere raccontabili storie che prima erano fuori portata soprattutto per brand o aziende più piccole e con budget minori - aggiunge Macaluso - i brand che resteranno nella memoria nei prossimi anni non saranno quelli che hanno usato l'AI per primi, ma quelli che l'hanno usata per dire qualcosa di vero”.



Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Iran, Vaticano e Ungheria: Vance cerca di limitare i danni su tutti i fronti di Trump


Il numero due della Casa Bianca difende i negoziati di Islamabad, minimizza lo scontro con il Vaticano e giustifica il sostegno al premier ungherese sconfitto

Il vicepresidente JD Vance ha affrontato in un'unica intervista a Fox News i tre dossier più delicati della settimana per l'amministrazione Trump: lo stallo nei negoziati con l'Iran, lo scontro con papa Leone XIV e la sconfitta elettorale di Viktor Orbán in Ungheria. Su tutti e tre i fronti, Vance ha cercato di contenere i danni e rilanciare l'iniziativa della Casa Bianca.

Sul fronte iraniano, Vance ha respinto le ricostruzioni secondo cui i colloqui di pace tenuti nel fine settimana a Islamabad si sarebbero conclusi con un fallimento. "La palla è nel campo degli iraniani", ha detto il vicepresidente a Bret Baier. "Abbiamo fatto molti progressi. Si sono mossi nella nostra direzione, per questo diciamo che ci sono stati segnali positivi. Ma non si sono mossi abbastanza". Vance ha spiegato che il team negoziale iraniano presente in Pakistan non aveva l'autorità per chiudere un accordo e ha dovuto tornare a Teheran per ottenere l'approvazione della guida suprema o di altri vertici del regime.

Il nodo centrale dei negoziati resta la riapertura dello Stretto di Hormuz, la rotta petrolifera più importante al mondo che l'Iran ha di fatto bloccato durante il conflitto. Gli Stati Uniti hanno risposto con un'escalation: il presidente Trump ha annunciato un blocco navale di tutti i porti iraniani, ordinando alla marina di identificare e segnalare qualsiasi nave affiliata all'Iran che transiti nello Stretto. "Se gli iraniani vogliono praticare terrorismo economico, noi applicheremo un principio semplice: nessuna nave iraniana uscirà", ha dichiarato Vance. Il vicepresidente ha aggiunto che Washington mantiene il vantaggio sia militare che economico e che le due condizioni non negoziabili restano la rimozione dell'uranio arricchito dall'Iran e un sistema di verifiche per impedire che Teheran ottenga armi nucleari.

Nella stessa intervista, Vance si è trovato a gestire lo scontro esploso tra Trump e papa Leone XIV. Domenica il presidente aveva pubblicato su Truth Social un lungo attacco al pontefice, definendolo "debole sul crimine e pessimo per la politica estera". Trump aveva anche condiviso un'immagine generata dall'intelligenza artificiale che lo ritraeva come Gesù, salvo poi rimuoverla sostenendo di aver pensato che lo raffigurasse come un medico. Vance, convertito al cattolicesimo nel 2019, ha cercato di minimizzare. "Penso che in alcuni casi sarebbe meglio che il Vaticano si occupasse di questioni morali e di ciò che accade nella Chiesa cattolica, e lasciasse al presidente degli Stati Uniti la politica americana", ha detto. Sull'immagine, ha sostenuto che Trump "stava pubblicando una battuta" e l'ha rimossa quando ha capito che la gente non coglieva il suo umorismo. Papa Leone ha risposto ai giornalisti con toni ben diversi, come riportato dal New York Times: "Non ho paura dell'amministrazione Trump, né di parlare a voce alta del messaggio del Vangelo, che è ciò per cui credo di essere qui". Il pontefice ha aggiunto che continuerà a schierarsi contro la guerra, riferendosi al conflitto che coinvolge Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

Lo scontro con il Vaticano ha messo in luce anche alcune gaffe del vicepresidente. Come ha riportato il Free Press, alti funzionari del Pentagono hanno convocato a gennaio il cardinale Christophe Pierre, diplomatico vaticano, per comunicargli che gli Stati Uniti hanno il potere militare di fare "ciò che vogliono" e che Leone "farebbe meglio a schierarsi dalla loro parte". La settimana scorsa Vance ha ammesso di non sapere chi fosse Pierre, salvo poi correggersi quando un giornalista gli ha spiegato che si trattava dell'ambasciatore del Papa negli Stati Uniti.

Sul terzo fronte, Vance ha commentato per la prima volta la sconfitta di Orbán in Ungheria, ponendo fine a sedici anni di governo del premier nazionalista. Il vicepresidente si era recato a Budapest la settimana precedente per un comizio al fianco di Orbán, e Trump stesso aveva partecipato telefonicamente. "Non siamo andati perché ci aspettavamo una vittoria facile", ha detto Vance. "Siamo andati perché era giusto sostenere una persona che ci ha sostenuto per molto tempo". Ha definito l'eredità di Orbán "trasformativa", lodandolo come uno dei pochi leader europei disposti a sfidare la burocrazia di Bruxelles.

La sconfitta ungherese ha però aperto un dibattito sulla tenuta del movimento populista-nazionalista a livello globale. Johan Norberg, ricercatore del Cato Institute, ha commentato a Politico che il risultato "è imbarazzante e in un certo senso devastante" per l'amministrazione Trump. "Gran parte dell'attrattiva di questo movimento populista di destra era l'idea di avere il popolo dalla propria parte. Orbán rieletto più volte ne era il simbolo più potente. La sua cacciata con la maggioranza più ampia nella storia democratica dell'Ungheria è un colpo devastante a tutta quella narrazione". Steve Bannon, ex consigliere di Trump, ha scritto in un messaggio che la sconfitta di Orbán "dovrebbe essere un segnale d'allarme per novembre", in vista delle elezioni di metà mandato. Il senatore Mitch McConnell ha criticato apertamente l'amministrazione per aver investito il proprio prestigio in un'elezione parlamentare in un piccolo Paese dell'Europa centrale, scrivendo in un editoriale su Fox News che è "difficile capire come alcuni a destra pensassero che questo significasse mettere gli interessi dell'America al primo posto".

Un alleato politico di Vance, rimasto anonimo, ha dichiarato a Politico che il vicepresidente "deve essere consapevole dei parallelismi" tra le circostanze che hanno portato alla caduta di Orbán e un'America dove i sondaggi di Trump sono calati nelle ultime settimane, mentre la guerra con l'Iran ha fatto salire i prezzi dell'energia.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

I deputati Swalwell e Gonzales si dimettono dal Congresso


I due deputati, uno democratico e uno repubblicano, hanno annunciato le dimissioni per evitare un voto di espulsione bipartisan. La Camera mantiene gli stessi equilibri

Eric Swalwell, deputato democratico della California, e Tony Gonzales, deputato repubblicano del Texas, hanno annunciato lunedì che lasceranno il Congresso. Entrambi erano sul punto di affrontare un voto di espulsione dopo accuse di cattiva condotta sessuale che hanno travolto le rispettive carriere politiche nel giro di pochi giorni.

Swalwell, 45 anni, eletto per la prima volta nel 2012, ha comunicato la decisione con un post sui social media in cui ha negato le accuse di violenza sessuale definendole "false", ma si è scusato per "errori di giudizio". "Espellere chiunque dal Congresso senza un giusto processo, a pochi giorni da un'accusa, è sbagliato. Ma è anche sbagliato che i miei elettori mi vedano distratto dai miei doveri. Perciò intendo dimettermi", ha scritto. La settimana scorsa il San Francisco Chronicle e la CNN avevano pubblicato le accuse di una ex collaboratrice secondo cui Swalwell l'avrebbe aggredita sessualmente in più occasioni, anche quando era troppo ubriaca per acconsentire. La CNN aveva raccolto anche le testimonianze di altre tre donne che descrivevano diverse forme di cattiva condotta, incluso l'invio di foto intime non richieste. Swalwell non ha indicato una data precisa per le dimissioni. Con la sua uscita dal Congresso, l'indagine della commissione Etica della Camera, aperta proprio lunedì, si chiuderà automaticamente perché l'organismo ha giurisdizione solo sui membri in carica.

Poco più di un'ora dopo l'annuncio di Swalwell, Gonzales ha comunicato che intende depositare la propria lettera di dimissioni quando il Congresso tornerà in sessione, martedì. "C'è una stagione per ogni cosa e Dio ha un piano per ognuno di noi", ha scritto su X. Il deputato texano aveva già rinunciato il mese scorso alla candidatura per la rielezione dopo aver ammesso una relazione sentimentale con la sua collaboratrice Regina Santos-Aviles, che si è poi tolta la vita. Anche nel suo caso la commissione Etica aveva avviato un'indagine. Gonzales non ha specificato se lascerà il suo seggio già martedì o in un momento successivo. Secondo Politico, la deputata democratica del New Mexico Teresa Leger Fernandez ha fatto sapere che presenterà comunque una risoluzione di espulsione nei confronti di Gonzales se non si dimetterà con effetto immediato.

L'uscita simultanea di un democratico e un repubblicano non altera l'equilibrio della Camera, dove i repubblicani mantengono una maggioranza risicata. Questo dettaglio non è secondario: come ha riportato il Washington Post, la dirigenza repubblicana aveva evitato fino a quel momento di chiedere a Gonzales di dimettersi anche perché il suo seggio texano è considerato più competitivo per il partito. L'eventuale elezione suppletiva in Texas sarà indetta dal governatore repubblicano Greg Abbott. Il candidato repubblicano alle prossime elezioni generali è Brandon Herrera, attivista per i diritti sulle armi. Per i democratici corre l'avvocata e ex insegnante Katy Padilla Stout, che il partito ritiene abbia possibilità di vittoria nel distretto.

In California, il governatore Gavin Newsom avrà 14 giorni dalla data effettiva del seggio vacante per indire un'elezione suppletiva. Secondo la legge statale californiana, però, se il seggio si libera dopo la chiusura del periodo per le candidature, il governatore può decidere di non convocare un'elezione suppletiva. Il termine per le candidature era il 6 marzo, perciò Newsom potrebbe scegliere di non indirla. L'ufficio del governatore ha dichiarato che sta valutando la situazione.

La caduta di Swalwell è stata rapida. Appena una settimana fa, durante un evento pubblico a Sacramento, aveva negato con decisione qualsiasi accusa di comportamento sessuale inappropriato. Dopo la pubblicazione degli articoli venerdì, ha perso in poche ore il sostegno di colleghi che lo appoggiavano nella corsa a governatore della California, per la quale era tra i favoriti nel campo democratico. Ha sospeso la campagna domenica e annunciato le dimissioni dal Congresso lunedì. Il senatore dell'Arizona Ruben Gallego, suo amico, ha raccontato al New York Times di averlo chiamato subito dopo la pubblicazione dell'articolo del Chronicle per chiedergli di ritirarsi: "Quando leggi quell'articolo è molto chiaro, queste donne sono state vittime. Doveva uscire, doveva dimettersi". L'ex speaker della Camera Nancy Pelosi, che durante il suo mandato aveva affidato a Swalwell ruoli di primo piano, ha definito le dimissioni "una decisione intelligente" durante un evento alla George Washington University, aggiungendo di non aver mai saputo delle accuse prima della pubblicazione dei reportage.

Il caso Swalwell e Gonzales non è isolato. Come ha riportato Politico, alcuni deputati hanno proposto di forzare anche il voto per espellere la deputata democratica della Florida Sheila Cherfilus-McCormick e il deputato repubblicano Cory Mills, anch'essi della Florida, coinvolti in controversie etiche di natura diversa. Cherfilus-McCormick è l'unica deputata già formalmente riconosciuta colpevole di violazione delle regole etiche della Camera, in seguito a un'indagine sull'uso di fondi legati alla pandemia per favorire la propria campagna elettorale. La commissione Etica si riunirà il 21 aprile per decidere se debba essere espulsa, censurata o sottoposta ad altra sanzione. Mills è sotto indagine per una serie di accuse che includono violazioni nel finanziamento della campagna, irregolarità finanziarie e cattiva condotta sessuale. Entrambi negano le accuse.

La deputata repubblicana della Florida Anna Paulina Luna, che aveva guidato lo sforzo per espellere sia Swalwell che Gonzales, ha commentato su X: "Questa settimana abbiamo prosciugato parte della palude con le dimissioni di due membri del Congresso molto corrotti". La deputata repubblicana del Colorado Lauren Boebert ha scritto, sempre su X, che "niente di questa storia mi rende felice. Sono inorridita dal fatto che sua moglie e i suoi figli debbano affrontare tutto questo".

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

La rassegna stampa di martedì 14 aprile 2026


Gli Stati Uniti avviano il blocco navale dello Stretto di Hormuz per fare pressione sull'Iran, mentre dimissioni per scandali sessuali scuotono il Congresso e Trump si scontra con Papa Leone XIV

Questa è la rassegna stampa di martedì 14 aprile 2026

Gli Stati Uniti iniziano il blocco dello Stretto di Hormuz per fare pressione sull'Iran


L'amministrazione Trump ha dato il via al controverso blocco navale dello Stretto di Hormuz come strategia per aumentare la pressione economica sull'Iran e costringere Teheran a negoziare un accordo di pace. Il blocco mira anche a colpire gli alleati dell'Iran come la Cina, che dipendono dalle esportazioni petrolifere iraniane, mentre i mercati energetici globali mostrano crescente preoccupazione per le forniture.

Fonti: Semafor, WSJ, The Hill

Due membri del Congresso si dimettono per scandali sessuali


Il democratico Eric Swalwell della California e il repubblicano Tony Gonzales del Texas hanno annunciato lunedì le loro dimissioni dal Congresso in seguito ad accuse di cattiva condotta sessuale. Swalwell era candidato governatore della California prima di sospendere la campagna, mentre Gonzales aveva ammesso una relazione extraconiugale con un'assistente che si è poi suicidata.

Fonti: Bloomberg, The Hill, NYT

Trump si scontra con Papa Leone XIV e posta un'immagine controversa


Il presidente Trump ha attaccato Papa Leone XIV chiamandolo "debole sulla criminalità" e accusandolo di essere influenzato da Barack Obama, dopo che il pontefice ha criticato pubblicamente la guerra in Iran. Trump ha anche pubblicato e poi cancellato un'immagine generata dall'IA che lo ritraeva come una figura simile a Gesù Cristo, scatenando le critiche dei suoi sostenitori cristiani conservatori.

Fonti: WSJ, The Hill, NYT

Gli Stati Uniti e l'Iran valutano nuovi colloqui dopo il fallimento di Islamabad


Washington e Teheran stanno discutendo la possibilità di tenere un altro round di negoziati faccia a faccia per un cessate il fuoco a lungo termine, dopo che i colloqui a Islamabad guidati dal vicepresidente JD Vance non sono riusciti a produrre una svolta. L'amministrazione Trump ha proposto una "sospensione" di 20 anni di tutte le attività nucleari iraniane, anche se il presidente richiede garanzie che l'Iran non possa mai costruire un'arma nucleare.

Fonti: Bloomberg, NYT

Il primo ministro canadese Carney ottiene la maggioranza parlamentare


Il primo ministro canadese Mark Carney ha ottenuto un governo di maggioranza dopo che il suo Partido Liberale ha vinto due elezioni suppletive chiave, dando alla sua amministrazione la capacità di accelerare un'agenda economica incentrata sull'espansione delle esportazioni energetiche. La vittoria arriva in un momento critico per il Canada, che cerca di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti mentre le tensioni commerciali globali aumentano.

Fonti: Bloomberg, NYT

Wall Street affronta difficoltà nelle operazioni di fusione e acquisizione


Goldman Sachs ha avvertito che la sua pipeline di accordi si è ridotta, segnalando difficoltà per le prospettive di fusioni e acquisizioni nel mercato statunitense. Gli analisti si aspettano tuttavia che i profitti aziendali americani saranno sostenuti dal dollaro debole e dai piani fiscali e di spesa dell'amministrazione Trump, nonostante la guerra in Iran.

Fonti: Financial Times, Financial Times

Il segretario al Tesoro Bessent suggerisce prudenza sui tassi di interesse


Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che gli Stati Uniti dovrebbero "aspettare e vedere" prima di abbassare i tassi di interesse, affermando che la Federal Reserve sta "facendo la cosa giusta sedendosi e guardando" la guerra in Iran. Bessent ha anche confermato che un ordine esecutivo che richiede alle banche di raccogliere informazioni sulla cittadinanza dei loro clienti è "in corso".

Fonti: Semafor, Bloomberg

Gli investitori di OpenAI mettono in discussione la valutazione di 852 miliardi di dollari


Gli investitori di OpenAI stanno questionando la valutazione record dell'azienda di intelligenza artificiale da 852 miliardi di dollari mentre il CEO Sam Altman riorienta la strategia aziendale e Anthropic testa la sua leadership iniziale. Nel frattempo, un uomo del Texas è stato accusato di tentato omicidio per aver lanciato una molotov contro la casa di Altman a San Francisco.

Fonti: Financial Times, WSJ

Il governatore del Texas Abbott minaccia di tagliare 110 milioni di dollari alla polizia di Houston


Il governatore texano Greg Abbott ha minacciato di tagliare 110 milioni di dollari di finanziamenti alla polizia di Houston a causa di una disputa politica sull'ICE (Immigration and Customs Enforcement). L'ufficio di Abbott vuole che la città smetta di applicare una nuova ordinanza che governa come i suoi agenti si relazionano con l'agenzia federale per l'immigrazione.

Fonti: NYT

La Cina rafforza i controlli sulle esportazioni e limita le catene di approvvigionamento


Nuove regole cinesi stanno ostacolando le aziende straniere dal trasferire le catene di approvvigionamento fuori dalla Cina, con le multinazionali preoccupate che i regolamenti potrebbero permettere alle autorità di penalizzare le aziende e i dirigenti. La Cina ha triplicato l'uso di controlli sulle esportazioni negli ultimi cinque anni, sottolineando il potere di Pechino su catene di approvvigionamento cruciali, mentre le aziende cinesi stanno dominando le industrie high-tech globali.

Fonti: NYT, Financial Times, Financial Times

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Gli Apple smart glasses, Meta supera Google, il pieghevole grosso di Huawei


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Buon martedì,
questa settimana è arrivato un nuovo articolo di Bloomberg su questo autunno/inverno Apple, che a quanto pare avrà un'altra novità: gli smart glasses. Poi parleremo di Meta che supera Google in ricavi pubblicitari per la prima volta; vedremo il nuovo pieghevole "grosso" di Huawei, e tanto altro ancora. Buona lettura!

Sei nella versione free
Significa che non vedi il podcast, i commenti dell'autore, non hai accesso all'app, agli editoriali in anteprima e visualizzi la pubblicità.

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

audio-thumbnail


Intro + Prima notizia - Ep. 302 - Martedì 14 Aprile
0:00
/266.74229

Ascolta il podcast
I nostri supporter ascoltano il podcast mentre vanno a lavoro, fanno colazione o si preparano per iniziare la giornata.

Ascolta ora

Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Apple sta lavorando ai suoi smart glasses AI senza display


Tecnologia
Apple sta preparando occhiali senza schermo pensati per foto, video, chiamate, musica, notifiche e comandi vocali, collegati all’iPhone. Il progetto nasce dopo anni in cui l’azienda aveva puntato soprattutto sulla realtà aumentata con il Vision Pro, ma senza arrivare a un prodotto leggero/comodo e pronto per il mercato. Il lancio interno è previsto tra fine 2026 e inizio 2027, con arrivo nei negozi nel 2027. L’obiettivo è distinguersi con design proprietario, più varianti di montatura, materiali più curati e integrazione stretta con Siri e con l’ecosistema Apple.
~
Fonte: Bloomberg
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

"Senza display" dice tanto

Il display sulla lente di fatto è stato il...
[solo per supporter]

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

Meta supererà presto Google in entrate pubblicitarie per la prima volta


Business
Secondo la società di ricerca Emarketer, nel 2026 i ricavi pubblicitari digitali globali di Meta dovrebbero arrivare a 243,46 miliardi di dollari, superando i 239,54 miliardi previsti per Google, società del gruppo Alphabet. La previsione si basa su una crescita più rapida di Meta, sostenuta soprattutto da Advantage+, sistema che automatizza la creazione e la gestione delle campagne pubblicitarie, e dall’espansione degli spazi pubblicitari su WhatsApp e Threads.
~
Fonte: Reuters
Alternativa in italiano: non pervenuta

Leggi tutto

GENTILMENTE SPONSORIZZATI DA


Ghost


Che tu voglia inviare una newsletter, pubblicare articoli, creare il tuo sito web o semplicemente avere un luogo dove scrivere, Ghost è la scelta giusta.

Morning Tech usa Ghost e il nostro sogno è quello di vederlo diffuso di più in Italia. Il team di sviluppatori è fantastico, la tecnologia è open-source, solida, sicura e velocissima.

La community mondiale è grande: Ghost viene utilizzato da famosi giornali indipendenti come 404 Media, Tangle e Platformer.

Con Morning Tech hai uno sconto del 10% su qualsiasi piano tu voglia sottoscrivere, dai un'occhiata 👇
Scopri ora

Huawei lancia il trend dei pieghevoli "grossi" con il Pura X Max


Tecnologia
Il nuovo dispositivo pieghevole mostrato dalla cinese Huawei adotta un formato più largo del normale, sia sullo schermo interno che su quello esterno. Il pannello principale avrebbe un rapporto vicino a 16:11, quindi meno stretto dei pieghevoli attualmente in mercato. L’azienda indica il lancio per il 20 aprile, ma non ha ancora pubblicato la scheda tecnica completa. La vendita per adesso resterà limitata alla Cina.
~
Fonte: 9to5Google
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

OpenAI annuncia la prima sede permanente a Londra dopo l'interruzione del progetto UK Stargate


Intelligenza Artificiale
OpenAI ha preso in affitto a Londra uno spazio di circa 8.200 metri quadrati, in grado di ospitare 500 dipendenti, nel quartiere di King’s Cross, area dove operano anche gruppi come Google DeepMind, laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale di Google, e Meta. La notizia arriva pochi giorni dopo che OpenAI ha sospeso il progetto Stargate nel Regno Unito, legato a infrastrutture per l’IA, a causa di costi energetici elevati e troppi vincoli regolatori.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: non pervenuta

Leggi tutto

X di Elon Musk taglia i pagamenti agli utenti che pubblicano clickbait


Big tech
X ha cambiato le regole del programma che remunera alcuni utenti con una quota dei ricavi pubblicitari. Nikita Bier, responsabile prodotto della società, ha spiegato che sono stati ridotti i compensi agli account che ripubblicano rapidamente notizie altrui, usano formule come “breaking” o frasi "gonfiate" per attirare clic, oppure riempiono il flusso con molti post considerati di bassa qualità. L’obiettivo dichiarato è spostare gli incentivi verso contenuti originali e riconoscere meglio chi li crea per primo.
~
Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Letture interessanti


In lingua inglese.

Meta contrattacca!


mbi-deepdives.com (eng)

Il centro ha un pregiudizio


pocoo.org (eng)

Parliamo di LLM


b-list.org (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Il Kernel di Linux adesso accetta codice AI-generated, ma la responsabilità è tua


xda-developers.com (eng)

Anthropic sta valutando la possibilità di sviluppare i propri chip AI, secondo Reuters


cnbc.com (eng)

Secondo indiscrezioni, Meta starebbe lavorando a un motore di ricerca AI


mashable.com (eng)

Tool del giorno

Black Forest Labs


Questa è una delle poche realtà europee davvero competitive nell’AI generativa. Fondata da alcuni ricercatori dietro Stable Diffusion, ha raccolto 300 milioni di dollari a fine 2025 con una valutazione di 3,25 miliardi di dollari, attirando investitori e partner come Salesforce Ventures, Nvidia, Canva e Figma. Il suo prodotto di punta è il modello per generare immagini FLUX.

Link: blf.ai

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.


Apple sta lavorando ai suoi smart glasses AI senza display


In breve:


Apple sta preparando occhiali senza schermo pensati per foto, video, chiamate, musica, notifiche e comandi vocali, collegati all’iPhone. Il progetto nasce dopo anni in cui l’azienda aveva puntato soprattutto sulla realtà aumentata con il Vision Pro, ma senza arrivare a un prodotto leggero/comodo e pronto per il mercato. Il lancio interno è previsto tra fine 2026 e inizio 2027, con arrivo nei negozi nel 2027. L’obiettivo è distinguersi con design proprietario, più varianti di montatura, materiali più curati e integrazione stretta con Siri e con l’ecosistema Apple.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Apple AI Glasses Will Rival Meta’s With Several Styles, Oval Cameras
Also: The latest on the foldable iPhone.
BloombergMark Gurman

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Apple sta lavorando ai suoi smart glasses AI senza display


Competeranno con quelli di Meta.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Apple sta preparando occhiali senza schermo pensati per foto, video, chiamate, musica, notifiche e comandi vocali, collegati all’iPhone. Il progetto nasce dopo anni in cui l’azienda aveva puntato soprattutto sulla realtà aumentata con il Vision Pro, ma senza arrivare a un prodotto leggero/comodo e pronto per il mercato. Il lancio interno è previsto tra fine 2026 e inizio 2027, con arrivo nei negozi nel 2027. L’obiettivo è distinguersi con design proprietario, più varianti di montatura, materiali più curati e integrazione stretta con Siri e con l’ecosistema Apple.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Apple AI Glasses Will Rival Meta’s With Several Styles, Oval Cameras
Also: The latest on the foldable iPhone.
BloombergMark Gurman

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Meta supererà presto Google in entrate pubblicitarie per la prima volta


Grazie ad Advantage+ e a nuovi spazi pubblicitari.

In breve:


Secondo la società di ricerca Emarketer, nel 2026 i ricavi pubblicitari digitali globali di Meta dovrebbero arrivare a 243,46 miliardi di dollari, superando i 239,54 miliardi previsti per Google, società del gruppo Alphabet. La previsione si basa su una crescita più rapida di Meta, sostenuta soprattutto da Advantage+, sistema che automatizza la creazione e la gestione delle campagne pubblicitarie, e dall’espansione degli spazi pubblicitari su WhatsApp e Threads.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Reuters - Meta poised to surpass Google in digital ad revenue for first time, report says

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Huawei lancia il trend dei pieghevoli "grossi" con il Pura X Max


Per adesso solo in Cina.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Il nuovo dispositivo pieghevole mostrato dalla cinese Huawei adotta un formato più largo del normale, sia sullo schermo interno che su quello esterno. Il pannello principale avrebbe un rapporto vicino a 16:11, quindi meno stretto dei pieghevoli attualmente in mercato. L’azienda indica il lancio per il 20 aprile, ma non ha ancora pubblicato la scheda tecnica completa. La vendita per adesso resterà limitata alla Cina.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Huawei kicks off the wide foldable trend with Pura X Max ahead of iPhone, more
Huawei has shown off its next foldable, the Pura X Max, which has a super wide form factor we’re expecting…
9to5GoogleBen Schoon

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

OpenAI annuncia la prima sede permanente a Londra dopo l'interruzione del progetto UK Stargate


Nel quartiere di King's Cross.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


OpenAI ha preso in affitto a Londra uno spazio di circa 8.200 metri quadrati, in grado di ospitare 500 dipendenti, nel quartiere di King’s Cross, area dove operano anche gruppi come Google DeepMind, laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale di Google, e Meta. La notizia arriva pochi giorni dopo che OpenAI ha sospeso il progetto Stargate nel Regno Unito, legato a infrastrutture per l’IA, a causa di costi energetici elevati e troppi vincoli regolatori.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

OpenAI announces first permanent London office after halting UK Stargate project
In February, the company said it would make London its largest research hub outside of the U.S.
CNBCKai Nicol-Schwarz

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

X di Elon Musk taglia i pagamenti agli utenti che pubblicano clickbait


Vuole eliminare clickbait e content mill.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


X ha cambiato le regole del programma che remunera alcuni utenti con una quota dei ricavi pubblicitari. Nikita Bier, responsabile prodotto della società, ha spiegato che sono stati ridotti i compensi agli account che ripubblicano rapidamente notizie altrui, usano formule come “breaking” o frasi "gonfiate" per attirare clic, oppure riempiono il flusso con molti post considerati di bassa qualità. L’obiettivo dichiarato è spostare gli incentivi verso contenuti originali e riconoscere meglio chi li crea per primo.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Elon Musk’s X cuts payments to users who post clickbait
Platform says it will reward original creators as it penalises ‘aggregators’ for flooding timelines with ‘stolen posts’
The GuardianDan Milmo

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump avrà un quarto giudice alla Corte Suprema?


Il giudice conservatore Samuel Alito, 76 anni, non ha rivelato le sue intenzioni nemmeno agli amici più stretti. Il calendario elettorale pesa sulla decisione

Il futuro della Corte Suprema americana potrebbe decidersi nei prossimi mesi, e ruota attorno a una domanda a cui nessuno sa rispondere: il giudice Samuel Alito ha intenzione di ritirarsi?

Alito, che ha compiuto 76 anni questo mese, è il secondo giudice più anziano della Corte dopo Clarence Thomas, 77 anni. Da quando Trump è tornato alla Casa Bianca, le speculazioni su un suo possibile pensionamento si sono intensificate. Il presidente ha già nominato tre giudici nel suo primo mandato, e un'eventuale quarta nomina consoliderebbe la supermajoranza conservatrice per gli anni a venire. Le domande si sono fatte più pressanti nelle ultime settimane, man mano che i sondaggi di Trump sono peggiorati e la possibilità che i Democratici conquistino il Senato a novembre è cresciuta.

Secondo quanto riporta il New York Times, amici, ex colleghi e collaboratori del giudice sanno che Alito è consapevole del calendario politico e preferirebbe che fosse un presidente repubblicano a scegliere il suo successore. Nessuno di loro, però, è in grado di dire cosa farà. Parlando in forma anonima, le persone più vicine al giudice hanno detto al giornale che Alito non ha rivelato le sue intenzioni nemmeno agli amici, e che potrebbe non aver ancora preso una decisione definitiva.

A fine marzo, più di cento persone si sono riunite al National Constitution Center di Filadelfia per una cena formale in onore dei vent'anni di Alito alla Corte Suprema. Tra gli invitati c'erano ex collaboratori, accademici e una serie di giudici federali conservatori considerati possibili candidati a succedergli. Secondo diversi partecipanti, nessuno ha sollevato in pubblico la questione del pensionamento. La serata è però finita con un colpo di scena: Alito si è sentito male durante la cena ed è stato portato in ospedale, dove è stato curato per disidratazione. Il lunedì successivo era di nuovo al suo posto, tra i giudici più attivi nelle udienze sul tentativo dell'amministrazione Trump di limitare il diritto di cittadinanza per nascita.

Il calcolo politico dietro un'eventuale decisione è chiaro. I Repubblicani controllano 53 seggi al Senato, sufficienti per confermare un nuovo giudice. Se i Democratici dovessero vincere la maggioranza a novembre, Trump avrebbe serie difficoltà a far passare una nomina prima della fine del mandato. E se un Democratico vincesse le presidenziali, Alito sarebbe ultraottantenne prima che un altro repubblicano possa tornare alla Casa Bianca per scegliere il suo sostituto.

Molti osservatori vedono un precedente ammonitore nella scelta della giudice progressista Ruth Bader Ginsburg di non ritirarsi prima delle elezioni del 2016, quando il presidente Obama avrebbe potuto nominare il suo successore. Ginsburg morì in carica nel 2020 e Trump nominò al suo posto la conservatrice Amy Coney Barrett.

Ed Whelan, commentatore giuridico conservatore, aveva previsto il giorno dopo la rielezione di Trump nel 2024 che Alito si sarebbe ritirato nella primavera del 2025 e Thomas l'anno successivo. Ha detto al New York Times che le sue previsioni hanno suscitato forti obiezioni da parte degli alleati dei due giudici, e che ora sarebbe sorpreso se ci fosse un posto vacante quest'anno. Il motivo, secondo Whelan: ci sono molti casi importanti in corso e Alito ha "la possibilità di trovarsi in maggioranza in un modo che non poteva dare per scontato nei suoi primi dodici anni" alla Corte.

Nominato da George W. Bush, Alito è entrato alla Corte nel 2005 al posto della moderata Sandra Day O'Connor. Il suo contributo più significativo è stato la sentenza Dobbs v. Jackson Women's Health Organization del 2022, di cui ha scritto l'opinione di maggioranza: la decisione che ha ribaltato Roe v. Wade ed eliminato il diritto all'aborto a livello nazionale.

Chi cerca indizi sulle intenzioni del giudice osserva diversi segnali. Alito non ha ancora assunto il numero completo di quattro collaboratori per il prossimo anno, anche se è noto per finalizzare le assunzioni più tardi rispetto ai colleghi. Il suo primo libro, "So Ordered: An Originalist's View of the Constitution, the Court and Our Country", uscirà la prima settimana di ottobre, il giorno dopo l'inizio del nuovo anno giudiziario. Una tempistica che renderebbe complicato promuovere il volume restando in carica. Il columnist Elie Mystal ha scritto su The Nation che sembra proprio che "Alito non preveda di avere un vero lavoro il martedì in cui esce il suo libro". Le persone che lo conoscono bene, però, hanno detto al New York Times di non riuscire a immaginare il riservato giudice impegnato in un grande tour promozionale.

C'è anche il fattore familiare. La moglie Martha-Ann Alito non ha mai amato Washington, e nel 2024 disse che avrebbe avuto maggiore libertà di esprimere le proprie opinioni quando il marito si fosse "liberato di queste sciocchezze", in una registrazione fatta di nascosto da un documentarista alla cena annuale della Supreme Court Historical Society. Non è chiaro se si riferisse al possibile pensionamento del marito.

Akhil Reed Amar, professore alla Yale Law School e amico degli Alito, ha detto al New York Times di sperare che il giudice non si ritiri. "Penso che abbia ancora molto da offrire", ha dichiarato, aggiungendo però: "Potrebbe farlo".

Per quanto riguarda Clarence Thomas, la domanda è meno aperta: il giudice più anziano ha escluso nel corso degli anni l'ipotesi del pensionamento, dichiarando di voler restare in carica per decenni. Se mantenesse la parola, batterebbe il record di giudice più longevo nella storia della Corte Suprema entro la primavera del 2028.

L'amministrazione Trump non ha voluto commentare, ma Robert Luther III, professore alla Antonin Scalia Law School che contribuì alla selezione dei candidati giudiziari nel primo mandato, ha detto che l'ufficio del consigliere legale della Casa Bianca si prepara sempre a questa eventualità. "È un argomento ricorrente tra gli avvocati dell'amministrazione", ha dichiarato. Anche le organizzazioni progressiste si stanno attrezzando: Demand Justice sta pianificando una campagna multimilionaria per opporsi a eventuali nomine di Trump alla Corte Suprema.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump cancella il post con immagine generata dall’IA che lo ritraeva come Cristo


Il presidente ha rimosso l'immagine da Truth Social dopo le proteste dei suoi sostenitori conservatori e cristiani, che hanno definito il post "disgustoso" e "blasfemo". L'episodio arriva mentre Trump è in aperta polemica con Papa Leone XIV.

Donald Trump ha prima pubblicato un’immagine generata con l’intelligenza artificiale in cui appare come Gesù Cristo, poi l‘ha cancellata dopo una pioggia di critiche, arrivate anche dai suoi stessi sostenitori che l’hanno definita come blasfema.

Il post, condiviso su Truth Social e rimosso nel giro di un giorno, mostrava l’ex presidente mentre compiva un miracolo: davanti a lui un uomo malato su un letto d’ospedale, dalle sue mani una luce divina. Alle sue spalle, però, incombeva una figura demoniaca con le corna.

Si tratta di un dettaglio che non c’era nella versione originale. La stessa immagine era infatti circolata già a inizio febbraio su X, pubblicata dal commentatore conservatore Nick Adams. In quel caso, però, sullo sfondo compariva un soldato americano. Nella versione rilanciata da Trump, quel soldato era stato trasformato in una presenza demoniaca.

Le reazioni sono state immediate e durissime, soprattutto da parte di esponenti conservatori e religiosi. Riley Gaines ha scritto di non riuscire a capire il senso del post: “Cerca una reazione? Lo pensa davvero?”. Poi l’affondo: “Un po’ di umiltà gli farebbe bene. Dio non deve essere deriso”.

Ancora più netta Megan Basham, del Daily Wire, che ha definito l’immagine “vergognosa e blasfema”, chiedendo a Trump di rimuoverla e di chiedere perdono. Isabel Brown ha parlato di contenuto “disgustoso e inaccettabile”, accusando l’ex presidente di non comprendere un Paese che sta vivendo un ritorno alla fede cristiana. Steve Deace, volto di BlazeTV, ha liquidato tutto con una sola parola: “No”.

Le critiche non si sono fermate ai commentatori. Anche su Truth Social, piattaforma dove il dissenso nei confronti di Trump è estremamente raro, molti utenti hanno contestato la scelta.

Il caso esplode in un momento già teso per Donald Trump, impegnato in uno scontro aperto con Papa Leone XIV, il primo Papa americano della storia.

Il Pontefice, pur senza nominarlo direttamente, aveva parlato di una “illusione di onnipotenza” nella politica estera degli Stati Uniti, con riferimento chiaro alla guerra con l’Iran. Trump aveva replicato definendolo “debole sulla criminalità” e accusandolo di assecondare la sinistra radicale.

Da parte sua, Papa Leone XIV ha risposto, parlando con i giornalisti italiani, di non temere l’Amministrazione Trump e ha promesso di continuare a esporsi contro la guerra.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump parla di guerra, non di economia: i repubblicani temono per le elezioni di metà mandato


I dati di Politico mostrano che il presidente ha drasticamente ridotto i riferimenti al costo della vita nei suoi discorsi, mentre i democratici attaccano sui prezzi della benzina

Il presidente Trump doveva vendere agli americani la promessa di una nuova "età dell'oro" economica. La guerra con l'Iran ha stravolto i piani.

Un'analisi di Politico sui discorsi pubblici e i post su Truth Social del presidente, dal primo gennaio al 9 aprile, rivela un'inversione netta nelle priorità comunicative della Casa Bianca. A gennaio Trump parlava del costo della vita quattro volte più spesso di quanto parlasse di guerra e azioni militari. Da marzo, dopo l'inizio del conflitto con l'Iran il 28 febbraio, il rapporto si è ribaltato: i riferimenti alla guerra superano di oltre il doppio quelli all'economia. Prima della guerra, il costo della vita occupava circa il 10 percento dei discorsi presidenziali. Oggi è meno della metà.

Nessuno pretende che un presidente in tempo di guerra parli solo del prezzo delle uova. Ma i repubblicani erano preoccupati già prima del conflitto iraniano: troppi viaggi all'estero, troppo poco spazio ai temi che interessano il portafoglio degli elettori. Quando gli indici di approvazione di Trump hanno continuato a scendere, in gran parte per le preoccupazioni economiche, il presidente e il suo entourage avevano annunciato una serie settimanale di discorsi sul paese per risollevare l'umore degli americani, a partire da un evento in Iowa.

I dirigenti del partito temono ora che la guerra, con il suo effetto collaterale sull'aumento dei prezzi della benzina, abbia inflitto un danno permanente al messaggio economico del presidente. Quel messaggio era, a loro giudizio, l'unico argomento vincente con gli elettori. E il tempo per rimediare è quasi esaurito, anche se la tregua di due settimane con l'Iran dovesse reggere. Secondo gli strateghi repubblicani, il partito ha perso tre mesi cruciali prima delle elezioni di metà mandato, mesi in cui il presidente avrebbe dovuto parlare di un'economia che i suoi consiglieri speravano diventasse il tema portante di questa fase.

Il portavoce della Casa Bianca Kush Desai ha risposto a Politico elencando alcuni provvedimenti recenti, tra cui due ordini esecutivi sulla casa e il lancio del programma di farmaci a prezzo scontato TrumpRx. "Anche mentre agiva per neutralizzare la minaccia terroristica iraniana, il presidente Trump non ha mai perso di vista l'obiettivo di rimettere soldi nelle tasche degli americani che lavorano", ha dichiarato Desai, aggiungendo che l'amministrazione "continuerà a fare entrambe le cose contemporaneamente".

I democratici la vedono diversamente. Anche se negano che Trump stesse guadagnando terreno sul tema dell'economia prima della guerra, sostengono che il caos economico globale scatenato dal conflitto in Medio Oriente offre loro un argomento chiaro per attribuire al presidente la responsabilità dei prezzi alti. Lo stratega democratico James Carville ha detto a Politico che si tratta di un'opportunità rara in politica: il nesso tra le azioni del presidente e l'aumento dei prezzi è diretto e visibile. Secondo Carville, Trump ha preso decisioni che hanno limitato l'offerta di petrolio, facendo salire i prezzi.

L'analisi di Politico ha esaminato 86 tra discorsi e interventi pubblici e 1.287 post su Truth Social. I testi sono stati classificati con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, distinguendo i riferimenti al costo della vita, che include prezzi al consumo, tasse, potere d'acquisto, costo delle assicurazioni, e quelli alla guerra e alle azioni militari, inclusi il conflitto con l'Iran e la rimozione di Nicolás Maduro in Venezuela.

La legislazione repubblicana chiamata "One Big Beautiful Bill" era stata progettata con cura: alcune delle misure più popolari, come l'esenzione fiscale su mance, straordinari e pensioni, sarebbero entrate in vigore in primavera, proprio quando gli americani avrebbero iniziato a prestare attenzione alle elezioni di metà mandato. La prossima settimana scade il termine per la dichiarazione dei redditi: i rimborsi fiscali sono aumentati di circa l'11 percento rispetto all'anno scorso, eppure gli americani sono più pessimisti che mai sull'economia. Secondo un sondaggio di Politico del mese scorso, il costo della vita è la preoccupazione principale per quasi la metà degli elettori.

Il fronte più difficile per il messaggio economico del presidente è l'Ovest del paese, dove la benzina costa più che altrove. In Nevada il prezzo è di circa 5 dollari al gallone, in Arizona di 4,72. Sono stati in cui Trump ha in programma eventi la prossima settimana. Lo stratega repubblicano dell'Arizona Barrett Marson ha spiegato a Politico che in una società dove l'auto è indispensabile, come quella dell'Arizona, chi riempie il serbatoio due o tre volte a settimana vede azzerato in uno o due mesi il risparmio fiscale ottenuto dalla riforma.

I democratici hanno colto l'occasione. Il comitato elettorale del partito alla Camera sta diffondendo annunci digitali contro i repubblicani per l'aumento dei prezzi, con geolocalizzazione vicino ai distributori di benzina in tutti i 44 distretti nel mirino. Sulle pompe di benzina del paese sono comparsi adesivi con il volto di Trump e la scritta "L'ho fatto io", un richiamo diretto agli adesivi che i repubblicani usavano contro Biden.

La settimana prossima Trump andrà in Nevada, lo stato che ispirò la sua promessa di eliminare le tasse sulle mance, in quello che potrebbe segnalare un tentativo di riportare il discorso sull'economia. Ma non è chiaro se ci sia ancora tempo. Una fonte vicina alla Casa Bianca ha detto a Politico che gli elettori formano la loro opinione sull'economia di solito a luglio dell'anno elettorale. Mancano tre mesi.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Innovazione e Sostenibilità: Al via il progetto Green-Tech!


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Siamo orgogliosi di annunciare che la nostra realtà è tra i vincitori del bando "COLLABORA & INNOVA", un’importante iniziativa promossa da Regione Lombardia e cofinanziata dall’Unione Europea.

Con il progetto GREEN-TECH, ci poniamo l’obiettivo di trasformare il futuro del settore chimico-farmaceutico italiano attraverso l’applicazione di tecnologie all'avanguardia a basso impatto ambientale.

🧪 Il Progetto


GREEN-TECH mira a rafforzare l’intera filiera produttiva — dagli enti di ricerca ai produttori di farmaci finiti — puntando su una produzione di API (Active Pharmaceutical Ingredients) sempre più efficiente e sostenibile.

Il cuore dell’innovazione? L'integrazione tra chimica e Intelligenza Artificiale.

🤖 L’impatto dell’Intelligenza Artificiale


Grazie all'elevata automazione e all'uso di algoritmi avanzati, saremo in grado di:

  • Digitalizzare il funzionamento del processo produttivo per fare analisi mirate e Physics Informed
  • Generare modelli causali capaci di evolversi con i dati sperimentali raccolti.
  • Ottimizzare i processi produttivi.


🎯 Gli Obiettivi


La collaborazione con i nostri partner farmaceutici ci permetterà di raggiungere traguardi ambiziosi:

  • 📈 Aumento della resa e della purezza dei prodotti.
  • ⏱️ Riduzione dei tempi e dei costi di produzione.
  • 🌿 Sostenibilità ambientale: diminuzione dei rifiuti e dell'uso di reagenti tossici.

Progetto: GREEN-TECH – Applicazione di tecnologie innovative a basso impatto ambientale per lo sviluppo e l'ottimizzazione di processi chimici sostenibili.
Finanziato dal Programma regionale a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2021/2027 di Regione Lombardia (PR FESR 2021-2027).

#Innovazione #Sostenibilità #GreenTech #RegioneLombardia #FESR #AI #Pharma #Industria4.0 #RicercaESviluppo #ChimicaSostenibile


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

I sondaggi fatti con l'intelligenza artificiale non sono veri sondaggi


Aziende come Aaru, valutata un miliardo di dollari, usano chatbot al posto di persone reali per simulare l'opinione pubblica. Per i sondaggisti è un approccio inaffidabile.

I sondaggi fatti con l'intelligenza artificiale non sono veri sondaggi: usano chatbot al posto di persone reali per simulare l'opinione pubblica, ma non producono dati nuovi e non possono sostituire le indagini tradizionali. È la tesi di Eli McKown-Dawson, analista del Silver Bulletin, la newsletter di Nate Silver dedicata a elezioni, sondaggi e previsioni, in un'analisi approfondita su una tendenza che sta prendendo piede nel mondo delle ricerche di mercato e dei sondaggi politici: l'uso di modelli linguistici di grandi dimensioni, gli stessi che alimentano ChatGPT e Claude, per simulare le risposte di cittadini reali ai sondaggi d'opinione.

Il meccanismo, chiamato synthetic sampling o silicon sampling, funziona così: si prende un modello di intelligenza artificiale, gli si assegna un profilo demografico (per esempio una donna bianca laureata che vive nello Utah e guadagna 70 mila dollari l'anno) e gli si chiede di rispondere a una domanda di sondaggio. Si ripete il processo migliaia di volte con profili diversi e si ottiene un campione di risposte sintetiche. Le aziende specializzate, come Aaru e Electric Twin, usano versioni più sofisticate di questo sistema, arricchendo i profili con informazioni sulle abitudini di consumo mediatico o con dati proprietari sui clienti.

McKown-Dawson riconosce che la tecnica può replicare i risultati principali dei sondaggi reali in modo rapido ed economico, ma sostiene che questo non basta a farne un sostituto dei sondaggi tradizionali. Il motivo è concettuale prima che tecnico: un sondaggio raccoglie dati nuovi su ciò che le persone pensano, mentre il sampling sintetico è un modello predittivo che elabora informazioni già esistenti per stimare cosa direbbe un sondaggio. "Amiamo i modelli", scrive McKown-Dawson, "ma i modelli non sono sondaggi".

La distinzione non è solo accademica. La sondaggista Natalie Jackson, vicepresidente di GQR Insights, ha dichiarato a McKown-Dawson che "la politica dovrebbe tenersi alla larga" da questa tecnica perché l'obiettivo dei sondaggi è "rappresentare la voce delle persone". Il sondaggista democratico John Hagner si è detto "incredibilmente scettico" e ha aggiunto: "non credo sia ricerca. A quel punto stai chiedendo alla macchina di dirti quello che già credi".

Il problema dell'affidabilità emerge con chiarezza quando si guardano i risultati concreti. Il modello di Aaru, per le elezioni presidenziali del 2024, dava Kamala Harris in vantaggio in Michigan, Nevada, Pennsylvania e Wisconsin alla vigilia del voto, e le attribuiva il 50,5 per cento di probabilità di vittoria. Dopo la sconfitta di Harris, il cofondatore Cameron Fink ha detto a Semafor di essere soddisfatto perché i risultati rientravano nel "margine di errore", un concetto che McKown-Dawson definisce privo di significato quando applicato a un campione di agenti artificiali. Per confronto, il modello del Silver Bulletin assegnava a Harris il 48,2 per cento nello stesso periodo.

La ricerca accademica conferma i limiti della tecnica. Secondo McKown-Dawson, la maggior parte degli studi mostra che i modelli linguistici producono troppo poche risposte "non so", sovrastimano la popolarità di politici come Trump e Harris e non riescono a riprodurre le differenze di opinione tra gruppi demografici: il divario tra democratici e repubblicani, per esempio, risulta troppo piccolo. Hagner ha segnalato un problema simile: "gli esperimenti iniziali non riescono a far sì che i rispondenti sintetici siano altrettanto razzisti, sessisti o negativi quanto quelli umani".

Ben Warner, cofondatore di Electric Twin, ha offerto a McKown-Dawson una prospettiva più sfumata. Ha paragonato sondaggi e campioni sintetici a strumenti diversi nella stessa cassetta degli attrezzi e ha ammesso che il sampling sintetico "non è una sfera di cristallo". Alla domanda se il suo sistema sia più accurato di un sondaggio tradizionale nel prevedere il voto, Warner ha risposto "probabilmente no", ma ha sostenuto che può essere utile per la modellazione dell'affluenza alle urne.

Nonostante lo scetticismo degli esperti, il settore cresce. Aaru ha raggiunto una valutazione di un miliardo di dollari e lavora con clienti come EY e McDonald's. Anche grandi società di sondaggi come Qualtrics e Ipsos stanno sviluppando pannelli di dati sintetici. Axios ha già pubblicato a marzo risultati di Aaru senza specificare che i "cittadini" intervistati erano in realtà modelli di intelligenza artificiale. McKown-Dawson segnala anche un rischio parallelo: gli agenti artificiali potrebbero infiltrarsi nei sondaggi online reali, compromettendone l'integrità. La maggior parte dei sondaggi usa filtri per prevenirlo, ma le prove sulla loro efficacia sono contrastanti.

Nate Silver, che nel 2024 aveva definito il sampling sintetico "forse il peggior caso d'uso dell'intelligenza artificiale che abbia mai sentito", ha aggiunto una nota all'articolo del suo collaboratore. La sua tesi è che, paradossalmente, più l'intelligenza artificiale rende economica l'inferenza statistica, più aumenta il valore della raccolta di dati originali. Se gestisse una campagna elettorale, ha scritto Silver, investirebbe di più nel raggiungere campioni rappresentativi di elettori reali difficili da contattare, e poi userebbe analisti quantitativi, magari aiutati dall'intelligenza artificiale, per interpretare quei dati.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Gretchen Whitmer, da icona anti-Trump a governatrice conciliante


La democratica del Michigan, un tempo simbolo della resistenza anti-Trump, ha scelto la collaborazione con il presidente. Una strategia che divide il partito in vista delle elezioni del 2028

Gretchen Whitmer non vuole più litigare con Donald Trump. La governatrice del Michigan, che durante la pandemia divenne un'icona della resistenza democratica al punto da stampare su una maglietta gli insulti del presidente, ha cambiato radicalmente approccio nel secondo mandato di Trump. Ora cerca la collaborazione, evita lo scontro diretto e parla del presidente con cautela quasi chirurgica. Una trasformazione che divide i democratici e solleva interrogativi sul suo futuro politico, compresa una possibile candidatura alla Casa Bianca nel 2028.

A raccontare questa metamorfosi è un lungo ritratto pubblicato dall'Atlantic, firmato da Elaine Godfrey, che ha incontrato Whitmer tre volte negli ultimi mesi. Già dal primo incontro, lo scorso autunno, la governatrice evitava di pronunciare il nome di Trump, chiamandolo solo "il presidente". La critica più dura che si è concessa è stata lamentare che "questo caos costante sui dazi sta davvero danneggiando la nostra economia".

Il contrasto con il passato è netto. Quando nel 2020 Trump la liquidò come "la donna del Michigan", Whitmer trasformò l'insulto in slogan e lo indossò in televisione. Su Etsy si vendevano candele votive con il suo volto. Joe Biden la prese in seria considerazione come vicepresidente. Il soprannome "Big Gretch", nato da un rapper di Detroit, divenne sinonimo di grinta democratica. Oggi quella grinta sembra scomparsa, almeno in superficie.

La svolta è arrivata dopo la vittoria di Trump nel 2024, che in Michigan ha riportato i repubblicani al potere e posto fine alla maggioranza democratica nello Stato. Whitmer ha raccontato all'Atlantic di aver fatto un'analisi lucida della situazione: "Questo presidente è stato appena rieletto. Il mio stesso Stato lo ha rimandato alla Casa Bianca. Ho due anni. Cosa faccio con questi due anni?". Il giorno dell'insediamento di Trump, la governatrice gli ha scritto una lettera di congratulazioni, ha elogiato le sue parole sull'industria automobilistica e ha allegato il proprio numero di cellulare personale.

Da allora Whitmer ha incontrato Trump alla Casa Bianca tre volte, contro una sola volta durante l'intero primo mandato. Ha discusso di aiuti d'emergenza dopo una tempesta di ghiaccio, di un impianto di semiconduttori e di nuovi caccia per la base della Guardia Nazionale di Selfridge, in Michigan. Ma la visita dell'aprile 2025 si è trasformata in un episodio imbarazzante: attesa per un incontro privato, Whitmer si è ritrovata nell'Ufficio Ovale pieno di giornalisti, seduta accanto a Trump mentre firmava ordini esecutivi legati alle sue false accuse di brogli elettorali nel 2020. Quando una telecamera si è girata verso di lei, la governatrice si è coperta il volto con due cartelline blu. La foto ha fatto il giro del paese.

"È stata trascinata in una trappola", ha detto all'Atlantic Tommy Stallworth, consigliere di Whitmer ed ex parlamentare democratico. Ma per molti democratici quell'immagine è diventata il simbolo della risposta debole del partito a Trump. Un importante stratega democratico nazionale ha dichiarato all'Atlantic che l'episodio dimostra che Whitmer "non è la dura con un grande istinto politico che vi hanno fatto credere". Mark Brewer, ex presidente del Partito Democratico del Michigan, ha aggiunto: "Adoro Gretchen Whitmer. Ma mio Dio".

La distanza rispetto ad altri governatori democratici è evidente. J. B. Pritzker dell'Illinois e Gavin Newsom della California hanno passato l'ultimo anno ad attaccare apertamente il presidente. Anche Josh Shapiro della Pennsylvania, il cui Stato ha un profilo politico simile al Michigan, ha criticato l'amministrazione Trump con durezza, definendo J. D. Vance "profondamente e pateticamente debole". Whitmer, invece, ha mantenuto commenti vaghi e morbidi. Al Salone dell'Auto di Detroit ha difeso l'accordo commerciale Stati Uniti-Messico-Canada senza nominare Trump. Non ha rilasciato dichiarazioni dopo che un agente dell'Immigration and Customs Enforcement ha ucciso Renee Good a Minneapolis. "Non devo emettere un comunicato ufficiale su ogni singola cosa che accade", ha spiegato all'Atlantic.

Un ex collaboratore senior della governatrice, che ha chiesto l'anonimato, ha riferito all'Atlantic che alcuni democratici la vedono ormai come qualcuno che "quasi si umilia" e "trattiene i colpi" con Trump. Durante una riunione con il gruppo parlamentare democratico dello Stato, un deputato ha elogiato Whitmer per essere "Big Gretch" e una forte oppositrice di Trump. La governatrice ha respinto il complimento, definendo il soprannome una "persona" che altri le hanno cucito addosso.

Dietro questo cambiamento c'è anche una storia personale drammatica. Nell'estate 2020, un gruppo di uomini legati a una milizia chiamata Wolverine Watchmen pianificò di rapirla e forse ucciderla a causa delle restrizioni anti-Covid. Per settimane gli agenti federali monitorarono il gruppo mentre sorvegliava le residenze della governatrice. Il marito ricevette così tante minacce nel suo studio dentistico da dover andare in pensione anticipata. Le figlie adolescenti si rifiutarono di tornare nella casa estiva di famiglia. Lo scorso maggio Trump ha persino ventilato la possibilità di graziare alcuni dei responsabili del complotto. Whitmer ha raccontato all'Atlantic di averlo chiamato: "Ho detto: 'No, signor presidente, hanno avuto dei processi, ed è una cosa molto seria'". Per ora Trump non ha proceduto, ma "nulla è scritto nella pietra", ha ammesso la governatrice.

La strategia conciliante ha prodotto alcuni risultati concreti: il presidente ha concesso aiuti d'emergenza al Michigan e nuovi aerei per Selfridge, la Guardia Nazionale non è stata schierata a Detroit, e le operazioni dell'Immigration and Customs Enforcement nello Stato non sono state particolarmente aggressive. Dopo gli incontri alla Casa Bianca, il gradimento di Whitmer è salito. Ma l'impianto di semiconduttori tanto desiderato è saltato a causa dei dazi e di un cambio nella politica federale. "Non credo che abbia funzionato", ha detto Brewer all'Atlantic. "Ci ha dato qualche contentino".

Per il 2028 la questione è aperta. Un'organizzazione no-profit che la sostiene ha raccolto milioni di dollari e assunto ex collaboratori. Whitmer ha partecipato a eventi in Florida e Wisconsin, ha lanciato una newsletter su Substack e ha parlato alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, anche se è apparsa impreparata sulle domande di politica estera. Il consulente democratico James Carville ha dichiarato all'Atlantic che tra due anni Trump sarà "l'ultima persona di cui il paese vorrà sentir parlare" e che gli elettori premieranno chi, come Whitmer, ha privilegiato i risultati concreti sull'ideologia.

Il problema è che oggi i democratici cercano combattenti, non mediatori. Secondo un sondaggio del 2025 del Pew Research Center, una larga maggioranza degli elettori democratici ritiene che i propri leader non stiano lottando abbastanza contro Trump. Il sondaggista democratico Adam Carlson ha detto all'Atlantic che in una primaria affollata Whitmer "partirà in svantaggio, puntando molto sul proprio bilancio, e non so se basterà quando la gente è così rabbiosamente anti-Trump". Un importante consigliere di donatori democratici ha sintetizzato così all'Atlantic: "Non c'è più nessuna energia da dura in Gretchen Whitmer".

Alla domanda se si senta ancora a suo agio con il soprannome Big Gretch, la governatrice ha risposto con una punta di esasperazione: "Io sono Big Gretch. Big Gretch sono io. Mi farò sempre avanti per la gente del Michigan, anche quando il costo ricade su di me".

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Swalwell sospende la campagna per il governatore della California dopo le accuse di violenza sessuale


Il democratico Eric Swalwell si è ritirato dalla corsa per il prossimo governatore della California meno di 3 giorni dopo le prime accuse di aggressione sessuale. Nega le accuse ma ammette "errori di giudizio". Cresce la pressione bipartisan perché lasci anche il seggio al Congresso.

Il deputato democratico Eric Swalwell ha annunciato ieri la sospensione della sua campagna per diventare governatore della California, poco più di 48 ore dopo le prime rivelazioni su presunte aggressioni sessuali ai danni di una sua ex collaboratrice. Fino a quel momento, Swalwell era considerato uno dei favoriti nella corsa alla guida dello Stato.

"Ho deciso di sospendere la mia campagna da candidato governatore", ha scritto in un messaggio pubblicato su X. "Alla mia famiglia, al mio staff, agli amici e ai sostenitori chiedo profondamente scusa per gli errori di giudizio che ho commesso in passato. Combatterò le gravi e false accuse che mi sono state rivolte, ma questa è la mia battaglia, non quella di una campagna elettorale".

I am suspending my campaign for Governor.

To my family, staff, friends, and supporters, I am deeply sorry for mistakes in judgment I’ve made in my past.

I will fight the serious, false allegations that have been made — but that’s my fight, not a campaign’s.
— Eric Swalwell (@ericswalwell) April 13, 2026


Le prime rivelazioni erano arrivate venerdì, quando il San Francisco Chronicle aveva riportato che Swalwell avrebbe aggredito sessualmente una sua ex collaboratrice nel 2019 e nel 2024, in entrambi i casi quando la donna era troppo sotto effetto di alcool per prestare consenso. Anche la CNN ha poi riferito di 4 donne che accusavano Swalwell di molestie sessuali, tra cui una che lo accusava di stupro. Swalwell aveva respinto con decisione tutte le accuse, definendole "false". "Sono assolutamente false. Non è mai accaduto", aveva detto in un video pubblicato su X venerdì. Secondo la CNN, il legale del deputato aveva inoltre inviato lettere di diffida a diverse donne che lo accusavano di comportamenti scorretti.

Le smentite, però, non sono bastate a fermare quello che nel giro di pochi giorni si è trasformato in un rapido collasso della sua candidatura. Entro poche ore dalle rivelazioni del Chronicle e della CNN, entrambi i co-presidenti della sua campagna, i deputati Adam Gray e Jimmy Gomez, avevano chiesto a Swalwell di ritirarsi dalla corsa.

Anche Nancy Pelosi, figura di primo piano della politica californiana e nazionale, aveva affermato che Swalwell avrebbe dovuto farsi da parte, chiedendo che le accuse fossero "indagate in modo appropriato, con piena trasparenza e responsabilità". Alcuni membri dello staff del Congresso di Swalwell e della sua campagna elettorale avevano inoltre diffuso una lettera anonima in cui definivano i resoconti delle accuse "orribili, indegni di chi ricopre cariche pubbliche e un tradimento della fiducia di tutti i californiani", secondo quanto riportato da Politico.

Intanto, il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale ha fatto sapere di stare indagando sul deputato anche per una presunta assunzione illegale di una tata, mentre l’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan, guidato da Alvin Bragg, ha annunciato l’apertura di un’indagine sulle accuse di aggressione sessuale.

Prima delle nuove rivelazioni, Swalwell era considerato il favorito nelle primarie per la carica di governatore, grazie anche al sostegno ricevuto da parte di importanti organizzazioni sindacali. Dopo l’emergere delle accuse, gruppi come la California Teachers Association e la California Medical Association hanno annunciato il ritiro immediato del loro endorsement. "Il consiglio democraticamente eletto della CTA ha votato all’unanimità per ritirare il nostro sostegno al deputato Eric Swalwell nella sua campagna per governatore della California. Ritiriamo tutto il supporto", ha scritto la California Teachers Association su X.

CTA’s democratically elected board has voted unanimously to rescind our endorsement of Representative Eric Swalwell in his campaign for Governor of California. We withdraw all support.
— California Teachers Association (@WeAreCTA) April 11, 2026


Secondo diversi strateghi democratici, la corsa per il governatorato è ora tornata completamente aperta. Alcuni ritengono che il miliardario Tom Steyer e l’ex deputata Katie Porter possano beneficiare della nuova situazione, mentre altri, sentiti da The Hill, sottolineano come l’evoluzione della competizione resti altamente imprevedibile. Le primarie si terranno il 2 giugno.

Resta infine aperta anche la questione della permanenza di Swalwell al Congresso. Oltre al ritiro dalla corsa per il governatorato, il deputato sta affrontando richieste bipartisan di dimissioni dal suo seggio alla Camera. La deputata repubblicana Anna Paulina Luna ha già annunciato nel fine settimana che presenterà una mozione per espellerlo. Per approvare l’espulsione è però necessario il voto favorevole di due terzi della Camera, una soglia che richiede un consenso molto ampio.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Stretto di Hormuz, gli Usa avviano il blocco dei porti iraniani e Trump valuta nuovi attacchi


Dopo il fallimento dei colloqui di Islamabad, Washington alza la pressione su Teheran. Intanto il programma nucleare iraniano resta intatto e i Paesi del Golfo cercano sistemi di difesa alternativi contro la minaccia dei droni iraniani.

Gli Stati Uniti hanno avviato il blocco navale di tutti i porti iraniani nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman. L'operazione, annunciata dal Comando Centrale americano (CENTCOM), è scattata il 13 aprile e colpisce le navi di qualsiasi nazionalità in entrata e in uscita dalle zone costiere dell'Iran. Le imbarcazioni non iraniane e non dirette verso porti iraniani possono, invece, continuare a transitare nello Stretto di Hormuz.

La decisione arriva dopo il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, l'11 aprile. Le due delegazioni hanno negoziato per 21 ore senza raggiungere un accordo. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha precisato che i negoziati si sono concentrati sullo Stretto di Hormuz, sul programma nucleare, sulle riparazioni di guerra e sulla revoca delle sanzioni. L'Iran ha attribuito il fallimento al rifiuto americano di ridimensionare le proprie richieste. Il braccio di ferro sullo stretto si trascina dall'8 aprile, quando Trump ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane a condizione che Teheran riaprisse la rotta marittima. L'Iran ha rifiutato e a Islamabad la delegazione iraniana ha ribadito che lo Stretto resterà chiuso fino a un accordo complessivo per porre fine alla guerra.

Crisi nel Golfo Persico
Blocco navale Usa: l'assedio all'Iran e la corsa agli armamenti nel Golfo
Porti chiusi, negoziati falliti e arsenali svuotati — 13 aprile 2026

Blocco Nucleare Difese Cronologia

Il blocco in numeri

Golfo Persico
+ Golfo di Oman
Aree sotto blocco navale Usa

Tutti i porti iraniani sono bloccati. Solo le navi non iraniane e non dirette verso l'Iran possono ancora transitare nello Stretto di Hormuz.

21 ore
Durata dei colloqui falliti a Islamabad

Negoziati tenuti l'11 aprile su Hormuz, nucleare, riparazioni di guerra e revoca delle sanzioni. Nessun accordo raggiunto.

~20%
del greggio mondiale transitava da Hormuz

Lo Stretto resta chiuso a causa degli attacchi iraniani. L'Iran rifiuta di riaprirlo senza un accordo complessivo per porre fine alla guerra.

5 sett.
di guerra Usa-Israele contro l'Iran

Cinque settimane di bombardamenti hanno distrutto laboratori, centri di ricerca e impianti di arricchimento dell'uranio. Gli arsenali di difesa aerea regionali sono stati svuotati.

Temi sul tavolo a Islamabad
Stretto di Hormuz Programma nucleare Riparazioni di guerra Revoca sanzioni

Arsenale nucleare iraniano

~450 kg
Uranio arricchito al 60%

Vicino al grado bellico. Metà sepolto in un tunnel sotto il complesso nucleare di Isfahan. L'AIEA conferma che il materiale non è stato spostato da giugno 2025.

60%
Livello di arricchimento

A febbraio l'Iran aveva offerto di diluire dal 60% al 20%, allungando di qualche settimana i tempi per raggiungere il grado bellico. Ora le richieste iraniane potrebbero diventare più alte.

Siti e capacità sopravvissute

Isfahan — tunnel sotterraneo

Sito mai ispezionato. Contiene circa metà dell'uranio arricchito al 60%. Sepolto sotto un tunnel del complesso nucleare.

Montagna del Piccone — Natanz

Complesso di tunnel fortificati fuori dalla portata delle armi più potenti degli americani. Ospita centrifughe potenzialmente ancora operative.

Fordow e Natanz — già colpiti

Colpiti da bombe penetranti Usa nella guerra dei 12 giorni (giugno 2025). Laboratori e impianti di arricchimento distrutti, ma il know-how e parte delle centrifughe restano intatti.

La richiesta americana

Consegna dell'uranio arricchito
Priorità assoluta dei negoziatori Usa secondo la Casa Bianca

Vance: "Dobbiamo ancora vedere un impegno chiaro da parte iraniana a non cercare un'arma nucleare". L'Iran rifiuta, sostenendo che il suo programma nucleare ha scopi pacifici. Dopo aver resistito ai bombardamenti, Teheran alza le richieste.

Corsa agli armamenti nel Golfo

23 mld $
Vendite di armi Usa approvate per Emirati, Kuwait e Giordania

~20 Paesi
Già dotati di Patriot, ma le scorte sono state drenate dalla guerra in Ucraina

Chi compra da chi

لا إله إلا اللهمحمد رسول الله
Arabia Saudita

Contatta la Corea del Sud per il sistema M-SAM e il Giappone per intercettori Patriot. Ha firmato un accordo di cooperazione militare con l'Ucraina per droni intercettori e guerra elettronica.

Qatar

Ha firmato un accordo di cooperazione militare con l'Ucraina per droni e guerra elettronica, come Riyadh.

Emirati Arabi Uniti

Hanno chiesto a Seul ulteriori missili. Tra i destinatari del pacchetto da 23 miliardi di dollari approvato dall'Amministrazione Trump.

Regno Unito

Vertice d'emergenza vicino a Buckingham Palace. Il Ministro Pollard alle aziende presenti: "Cosa potete consegnare entro 30, 60 e 90 giorni?". Offerta di piccoli missili anti-drone della Cambridge Aerospace.

Soluzioni d'emergenza
M-SAM Patriot Droni intercettori Cambridge Aerospace Gatling Phalanx

Tocca un evento per i dettagli

Giu 2025
Guerra dei 12 giorni: Usa colpiscono Fordow e Natanz

Bombe penetranti americane su due siti nucleari. Circa 450 kg di uranio arricchito restano sotto le macerie. Israele colpisce strutture militari a Parchin e scienziati del programma nucleare.

Feb 2026
L'Iran offre di diluire l'uranio dal 60% al 20%

Proposta che avrebbe allungato solo di qualche settimana i tempi per il grado bellico. Gli esperti ritengono insufficiente la concessione.

Feb-Mar 2026
Inizio campagna militare Usa-Israele. Hormuz chiuso

Cinque settimane di bombardamenti su laboratori, centri di ricerca e impianti. L'Iran risponde chiudendo lo Stretto e attaccando la regione. Arsenali di difesa aerea svuotati.

8 Apr 2026
Trump propone cessate il fuoco di 2 settimane

Condizione: riapertura di Hormuz. L'Iran rifiuta, dichiarando che lo Stretto resterà chiuso fino a un accordo globale sulla guerra.

11 Apr 2026
Colloqui di Islamabad: 21 ore senza accordo

Negoziati su Hormuz, nucleare, riparazioni e sanzioni. L'Iran accusa gli Usa di non ridimensionare le proprie richieste. La priorità americana era la consegna dell'uranio arricchito.

13 Apr
Scatta il blocco navale Usa contro tutti i porti iraniani

Operazione annunciata dal CENTCOM. Colpisce navi di qualsiasi nazionalità in entrata e uscita. Trump: "Non permetteremo all'Iran di imporre un pedaggio". Teheran promette una risposta.

Elaborazione di Focus America su dati del New York Times, Wall Street Journal, AP, Axios · 13 aprile 2026

Secondo fonti citate dal Wall Street Journal, Trump sta valutando la ripresa di attacchi militari limitati contro l'Iran. Alla Casa Bianca si discute anche di attacchi su vasta scala, ma le fonti li considerano meno probabili per il rischio di destabilizzare ulteriormente la regione. Funzionari della Casa Bianca hanno dichiarato che il presidente sta "valutando tutte le opzioni aggiuntive" per fare pressione su Teheran, pur restando aperto a una soluzione diplomatica. Trump ha giustificato il nuovo blocco sostenendo che gli Stati Uniti non potevano permettere all'Iran di imporre una sorta di pedaggio sulle navi in transito, e ha annunciato che le Forze Armate americane bonificheranno lo Stretto dalle mine e risponderanno a qualsiasi attacco. Teheran ha risposto dichiarando che i tentativi americani sono "destinati al fallimento" e ha promesso l'impiego di "capacità finora inesplorate" delle proprie forze armate.

Il nodo più difficile resta però il programma nucleare. Cinque settimane di bombardamenti americani e israeliani hanno distrutto laboratori, centri di ricerca e impianti di arricchimento dell'uranio. Israele ha colpito strutture militari a Parchin e ucciso scienziati che si occupavano del programma nucleare. Gli Stati Uniti avevano già sganciato bombe penetranti sui siti di Fordow e Natanz durante la guerra di dodici giorni dello scorso anno. Eppure l'Iran conserva ancora gran parte di ciò che serve per costruire un'arma atomica: centrifughe, un sito sotterraneo a Isfahan mai ispezionato e circa 450 kg di uranio arricchito al 60%, vicino al grado bellico, metà dei quali sepolti in un tunnel sotto il complesso nucleare della stessa città. L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica conferma che il materiale non risulta spostato dallo scorso giugno. Teheran dispone anche di un complesso di tunnel fortificati nella cosiddetta Montagna del Piccone, vicino a Natanz, fuori dalla portata delle armi più potenti degli americani.

Anche il vicepresidente J.D. Vance ha indicato il nucleare come il cuore della disputa. "Dobbiamo ancora vedere un impegno chiaro da parte iraniana a non cercare un'arma nucleare e a non dotarsi degli strumenti per costruirla rapidamente", ha dichiarato dopo i colloqui falliti di Islamabad. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt aveva precisato che ottenere la consegna dell'uranio altamente arricchito era la priorità assoluta dei negoziatori americani. L'Iran ha sempre rifiutato di rinunciare al proprio programma, sostenendo che ha scopi pacifici.

A febbraio, secondo persone coinvolte nei negoziati, Teheran aveva offerto di diluire l'uranio dal 60% al 20%, allungando in questo modo di qualche settimana i tempi per raggiungere il grado bellico. Ma ora le richieste iraniane saranno più alte, ha spiegato al Wall Street Journal Eric Brewer, ex funzionario della Casa Bianca che ha lavorato sul dossier Iran durante la prima Amministrazione Trump: Teheran ha resistito ai bombardamenti e sa di avere ancora le carte in mano. Gli esperti ritengono quasi certo che l'Iran non abbia mai costruito una testata nucleare e che farlo senza essere scoperto sarebbe oggi molto difficile, data la penetrazione dell'intelligence americana e israeliana nel programma.

Le cinque settimane di guerra hanno però anche svuotato gli arsenali di difesa aerea di tutto il Medio Oriente. Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti cercano con urgenza sistemi alternativi a quelli americani, le cui consegne richiedono anni. Riyadh ha contattato la Corea del Sud per accelerare l'ordine del sistema missilistico M-SAM e si è rivolta al Giappone per i missili intercettori Patriot. Sia l'Arabia Saudita sia il Qatar hanno firmato accordi di cooperazione militare con l'Ucraina per droni intercettori e guerra elettronica. Gli Emirati hanno chiesto a Seul ulteriori missili.

L'Amministrazione Trump ha approvato vendite di armi per 23 miliardi di dollari a Emirati, Kuwait e Giordania, ma alcune forniture richiederanno anni. Il sistema anti aereo Patriot è, infatti, in dotazione a quasi 20 Paesi e le scorte sono già state drenate dalla guerra in Ucraina. Per tamponare l'emergenza, i Paesi del Golfo stanno così guardando anche a soluzioni più semplici e rapide: cannoni Gatling Phalanx, armi a proiettile montate su camion e piccoli missili della britannica Cambridge Aerospace progettati per abbattere droni. Al vertice organizzato il mese scorso in una caserma vicino a Buckingham Palace, il Ministro della Difesa britannico Luke Pollard ha chiesto alle aziende presenti: "Cosa potete consegnare entro 30, 60 e 90 giorni?".

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Polaroid Hi-Print: la stampante fotografica che porta le foto digitali oltre lo schermo


Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il 2026 viene già definito “l’anno dell’analogico”, con i giovani che cercano sempre più attivamente modi per disconnettersi e recuperare tempo lontano dagli schermi. Con due terzi degli utenti tra i 18 e i 34 anni che dichiarano di essersi orientati verso prodotti analogici per ridurre l’uso dei dispositivi, il ritorno al “reale” è ormai in pieno corso.
La stampante fotografica Hi-Print 3x3 di PolaroidLa stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili
In linea con questo ritorno al tangibile, la nuova stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid permette di portare le foto digitali nel mondo reale. La stampante trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili. Può essere utilizzata anche come cornice, così da inserire la propria stampa preferita e averla sempre in bella vista. Grazie a cornici, sticker e template, ogni stampa è completamente personalizzabile: perfetta per journaling, decorare, fare un regalo o condividere momenti con gli amici.

Italiani spiano smartphone in pubblico: oltre il 50% ammette di farlo
Più del 50% degli italiani ammette di aver sbirciato lo smartphone di uno sconosciuto in pubblico. Un fenomeno diffuso, spesso guidato dalla curiosità, che solleva dubbi sulla sicurezza e sulla privacy digitale
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Le persone conservano sui loro telefoni tantissimi ricordi e momenti significativi: foto, screenshot, conversazioni, note… ma restano lì, chiusi dentro un dispositivo. Volevamo dare loro una nuova vita, renderli qualcosa che si può tenere in mano, esporre, vivere davvero. La Hi-Print 3x3 nasce proprio con questo obiettivo. È un design completamente nuovo per noi: una stampante che è anche una cornice, così i momenti più importanti possono stare sulla scrivania, essere condivisi con qualcuno che si ama o cambiare insieme al proprio umore. Non esiste nulla di simile sul mercato” ha commentato Stine Bauer Dahlberg di Polaroid.



La Hi-Print 3x3 è già disponibile sia su polaroid.nital.it sia presso i rivenditori selezionati al prezzo di 109,99 euro. Essa si aggiunge alla gamma Hi-Print, utilizza carta Polaroid Hi-Print 3x3 ed è compatibile con l’app Hi-Print per iOS e Android.

Polaroid Hi-Print 3x3 Photo Printer – 109,99 euro


La stampante e cornice per stampe quadrate che catturano l’attenzione.

I momenti più belli meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 3×3 Photo Printer, gli scatti preferiti diventano stampe quadrate di alta qualità, perfette per journaling, decorare i propri spazi o essere condivise con gli amici. La stampante funge anche da cornice, così da poter esporre facilmente l’ultima foto del cuore direttamente sul dispositivo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con template, sticker, meme e molto altro. Tutto il necessario per realizzare 10 stampe è incluso nella confezione, per iniziare subito. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 3×3 Paper.
La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampaLa creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa

Polaroid Hi-Print 2x3 Generation 2 Pocket Photo Printer – 99,99 euro


La stampante tascabile che rende i ricordi ancora più speciali.

I ricordi hanno tutto un altro valore quando si possono toccare con mano. Con Polaroid Hi-Print 2×3, trasformare le foto preferite dello smartphone in stampe vivide e di alta qualità è semplice e immediato. Questa stampante Bluetooth tascabile crea foto adesive pronte da condividere, esporre e portare sempre con sé. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con cornici, template, meme e molto altro, per rendere ogni scatto davvero unico. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 2×3 Paper.

Lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro più richieste
Un giovane su tre sogna una carriera nello sport. Dalla tecnologia ai nuovi ruoli digitali, ecco le 10 professioni del futuro che stanno trasformando il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Polaroid Hi-Print 4x6 Photo Printer – 149,99 euro


La stampante da scrivania per foto in formato cartolina

I ricordi meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 4×6 Photo Printer, i momenti più belli prendono vita in stampe nel classico formato cartolina — perfette per album, cornici o per trasformare una parete in uno spazio personale. Progettata per essere semplice da configurare e intuitiva da usare, rende la stampa immediata e senza sforzo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di arricchire le stampe con template, testi e sticker per un tocco ancora più personale. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 4×6 Paper.


Oltre la metà degli italiani spia gli smartphone altrui in pubblico: il dato sorprendente sulla privacy


Una nuova ricerca di Samsung rivela che gli spazi pubblici in Europa sono diventati una sorta di “schermo condiviso”: il 59% degli italiani afferma di aver guardato accidentalmente il telefono di uno sconosciuto, indicando i mezzi pubblici come il luogo in cui è più probabile notare lo schermo altrui (56%). Quasi un italiano su quattro (24%) ammette di aver osservato il telefono di qualcun altro per curiosità, esponendosi così a contenuti privati che spaziano dalle foto personali ai dati bancari

DJI Avata 360: il drone FPV che rivoluziona il volo immersivo
DJI Avata 360 porta il volo FPV a un livello completamente nuovo grazie a un’esperienza immersiva a 360°. Ecco come funziona, cosa cambia rispetto ai droni tradizionali e perché potrebbe rivoluzionare il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Samsung ha intervistato 11.000 europei a supporto del lancio di Galaxy S26 Ultra, che introduce un Privacy Display integrato. Questa nuova tecnologia hardware rende i contenuti dello schermo visibili solo frontalmente, proteggendo la privacy dagli sguardi laterali senza compromettere l’esperienza visiva. Lo studio evidenzia, inoltre, un divario tra la percezione della privacy e la realtà anche in Italia: se il 59% ritiene che l’uso del proprio telefono sia privato anche in luoghi affollati, il 56% afferma che in pubblico è facile vedere lo schermo degli altri. Nonostante oltre un quarto delle persone ignori la situazione (26%) o distolga subito lo sguardo (30%), il 7% ammette di continuare a guardare con discrezione.

Dai messaggi al denaro: cosa c’è in gioco


Quasi la metà (48%) afferma di aver avuto la sensazione che qualcuno stesse guardando lo schermo del proprio telefono in pubblico. Solo il 25% considera l’uso dello smartphone in pubblico un’attività privata e sebbene i consumatori possano essere già consapevoli di questo rischio, i nuovi dati indicano che le informazioni visibili sono spesso inaspettatamente personali. Circa un terzo degli italiani (39%) dichiara di aver visto contenuti personali sul telefono di uno sconosciuto in pubblico, e il 28% afferma di aver visto qualcosa che riteneva non avrebbe dovuto vedere. I contenuti osservati più frequentemente includono:

  • Foto personali / galleria – 40%;
  • Volto o voce durante una videochiamata – 31%;
  • Messaggi personali (ad esempio del partner/coniuge) – 30%;
  • Notifiche o profili social – 24%;
  • Shopping online – 15%;
  • Notifiche o profili di app di dating – 9%;
  • Saldo bancario o dettagli del conto – 8%,

Queste situazioni sono generalmente involontarie e si verificano nella vita quotidiana. È proprio questo che crea un “pubblico accidentale”: persone che vedono ciò che compare sullo schermo di qualcun altro semplicemente perché è nel loro campo visivo, spesso senza avere altro da fare se non guardarsi intorno. Il 56% indica i mezzi pubblici come il contesto più frequente, seguiti dal 39% durante l’attesa in fila (ad esempio al supermercato o nei negozi) e dal 16% in bar, ristoranti o caffè.

Addio chiavi: Nuki Smart Lock apre la porta con un tap
Addio chiavi: con Nuki Smart Lock puoi aprire la porta di casa con un semplice tap, proprio come i pagamenti contactless. Ecco come funziona la serratura smart
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Una crescente attenzione alla protezione delle informazioni personali


Con l’aumentare della consapevolezza che gli altri possano vedere i contenuti dei loro schermi in pubblico, molte persone stanno cambiando il modo in cui utilizzano lo smartphone. Se solo il 7% dichiara di non fare nulla quando percepisce che qualcuno sta guardando il proprio schermo, il 40% afferma di smettere completamente di usare il telefono, e solo l’8% arriverebbe ad affrontare direttamente la persona. Per il timore che uno sconosciuto possa vedere ciò che appare sullo schermo, gli italiani dichiarano di aver evitato o rimandato attività come operazioni bancarie (54%), l’inserimento di codici di accesso o PIN (42%) e la lettura di messaggi privati del partner (42%). Questi comportamenti riflettono un cambiamento più ampio nel modo in cui viene percepita la privacy: non più soltanto come qualcosa da gestire tramite le impostazioni del dispositivo, ma anche come un aspetto influenzato dall’ambiente circostante.

Una priorità di Samsung


Con il Privacy Display di Samsung Galaxy S26 Ultra, gli utenti dispongono di un nuovo strumento per proteggere le proprie informazioni, affiancando queste buone pratiche quotidiane. La privacy è da tempo una priorità per Samsung e il Privacy Display rappresenta l’ultimo passo dell’azienda nel supportare le persone a mantenere riservati i propri dati nei momenti che contano davvero – con il supporto di sette anni di aggiornamenti di sicurezza per garantire una protezione duratura nel tempo. Lo studio ha inoltre evidenziato che il 44% degli intervistati evita di svolgere determinate attività negli spazi pubblici, segnalando una chiara esigenza di maggiore controllo da parte degli utenti sulla visibilità dei propri contenuti digitali.

Benjamin Braun di Samsung Europe, ha dichiarato: “il telefono è uno degli oggetti più personali che possediamo: custodisce foto, dati bancari, messaggi e molto altro. Utilizzo i mezzi pubblici quasi ogni giorno e l’ultima cosa che desidero è che la persona accanto a me veda cosa c’è sul mio schermo”


In un’epoca in cui lo smartphone è diventato un’estensione della nostra vita personale, episodi apparentemente innocui come uno sguardo fugace allo schermo altrui assumono un peso ben diverso. Essere consapevoli dei rischi e adottare semplici accorgimenti — come ridurre la visibilità dello schermo o utilizzare filtri privacy — può fare la differenza nel proteggere i propri dati. Perché, oggi più che mai, la sicurezza digitale passa anche dai piccoli gesti quotidiani.


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Trump attacca papa Leone XIV e pubblica una immagine IA che lo ritrae come Gesù Cristo


Il presidente accusa il pontefice americano di essere troppo liberale e si attribuisce il merito della sua elezione. Il papa aveva condannato la guerra in Iran come frutto di un "delirio di onnipotenza".
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il presidente Trump ha lanciato domenica sera un attacco senza precedenti contro papa Leone XIV, accusandolo di essere "debole sul crimine" e "disastroso in politica estera", in un lungo messaggio pubblicato sul suo social network Truth Social. Lo scontro tra i due americani più potenti del mondo segna un'escalation nel conflitto tra Casa Bianca e Vaticano sulla guerra in Iran.

Trump, di ritorno in aereo dalla Florida dove aveva assistito a un incontro di arti marziali miste a Miami, ha scritto di non volere "un papa che pensa sia accettabile che l'Iran abbia un'arma nucleare" e di non volere "un papa che critichi il presidente degli Stati Uniti". Sceso dall'Air Force One, ha ribadito ai giornalisti: "Non sono un fan di papa Leone. È una persona molto liberale". Poi ha aggiunto che il pontefice "a quanto pare approva il crimine".

L'attacco è arrivato dopo che Leone XIV, nel corso di una veglia di preghiera per la pace nella Basilica di San Pietro sabato sera, aveva pronunciato una delle sue più dure condanne della guerra condotta dagli Stati Uniti e da Israele in Iran e in Libano. Il papa aveva dichiarato che la fede è necessaria "per affrontare insieme questo momento drammatico della Storia" e aveva chiesto ai leader mondiali di sedersi "al tavolo del dialogo e della mediazione, e non al tavolo dove si pianifica il riarmo e si decidono azioni omicide". Leone XIV non aveva nominato Trump né gli Stati Uniti, ma il tono e il contenuto del suo discorso apparivano diretti al presidente americano e ai funzionari della sua amministrazione, che hanno giustificato la guerra anche in termini religiosi.

Nel suo messaggio, Trump è andato ben oltre la questione iraniana. Ha accusato il papa di essersi opposto all'operazione militare americana in Venezuela, dove l'amministrazione ha destituito il presidente Nicolás Maduro a gennaio. Si è poi attribuito il merito dell'elezione stessa di Leone XIV, scrivendo: "Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano". Secondo Trump, la Chiesa avrebbe scelto un papa americano, nato Robert Francis Prevost a Chicago, solo perché riteneva fosse il modo migliore per gestire i rapporti con il presidente. Trump ha anche elogiato il fratello del papa, Louis, per il suo sostegno al movimento MAGA, e ha concluso chiedendo a Leone XIV di "smetterla di corteggiare la sinistra radicale" e di "concentrarsi sull'essere un grande papa, non un politico".

Lo scontro tra i due si è intensificato nelle ultime settimane. Il 7 aprile, quando Trump aveva minacciato attacchi massicci contro centrali elettriche e infrastrutture iraniane dichiarando che "un'intera civiltà morirà stanotte", il papa aveva definito quelle parole "inaccettabili" e contrarie al diritto internazionale. A marzo, il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva invitato gli americani a pregare per la vittoria "nel nome di Gesù Cristo". Leone XIV aveva risposto avvertendo che Gesù "non ascolta le preghiere di chi fa la guerra, ma le respinge", e che "persino il Santo Nome di Dio, il Dio della vita, viene trascinato nei discorsi di morte".

Dopo l'attacco del presidente, diversi cardinali e alti prelati americani hanno preso le difese del pontefice. L'arcivescovo Paul Coakley, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, ha dichiarato di essere "amareggiato" dalle parole del presidente, sottolineando che "il papa non è un suo rivale, né è un politico. È il Vicario di Cristo". Il cardinale Robert McElroy, intervenuto alla trasmissione 60 Minutes della CBS, aveva definito il regime iraniano "abominevole", aggiungendo però che quella in Iran è "una guerra di scelta" e che gli Stati Uniti rischiano di entrare in un ciclo di "guerra dopo guerra dopo guerra". Il gesuita americano James Martin, scrittore ed editorialista per la rivista America, ha commentato sui social media che l'attacco di Trump è "senza freni, senza carità e anticristiano".

Secondo il Monde, anche i vescovi americani più conservatori, vicini ai valori del movimento MAGA, si sono mostrati critici sulla guerra in Iran e in Libano. La preghiera per la pace del papa è stata seguita da numerose diocesi e parrocchie americane, nonostante la maggioranza dei cattolici praticanti abbia votato per Trump nel 2024. Secondo i dati AP VoteCast, il presidente aveva ottenuto il 55% del voto cattolico.

Le tensioni tra Casa Bianca e Vaticano hanno anche un risvolto diplomatico. Secondo quanto riportato da diversi media americani, il sottosegretario alla Difesa Elbridge Colby avrebbe convocato il nunzio apostolico Christophe Pierre al Pentagono per spiegargli che la Chiesa cattolica dovrebbe schierarsi con gli Stati Uniti, avvertendo che il suo "paese ha il potere militare di fare ciò che vuole". Sia Washington che Roma hanno smentito la natura ostile dell'incontro, ma fonti anonime citate da diversi media ne confermano i toni aspri. Il vicepresidente JD Vance, cattolico, ha detto di non essere a conoscenza dell'incontro. Alcuni esponenti del clero americano sperano che la fede cattolica di Vance e del segretario di Stato Marco Rubio li renda più ricettivi ai messaggi del papa.

Christopher White, ricercatore associato all'università di Georgetown, ha spiegato che Leone XIV non si pone come un "anti-Trump": "La Chiesa non ha un esercito né un potere economico. Tutto ciò che ha è il suo potere morale". Come ha osservato padre James Martin, sempre al Monde, il fatto che papa Leone sia americano cambia le dinamiche: "Non si può più dire, come alcuni facevano con papa Francesco, che non capisce gli Stati Uniti. Quella scusa per non ascoltarlo non è più valida".

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Strike Silvertip


La scarpa da barca Silvertip è pensata per i pescatori che apprezzano prestazioni ma senza rinunciare allo stile. La tomaia combina pelle idrorepellente di alta qualità certificata Lwg con una fodera interna in maglia realizzata in filato Seaqual, contenente plastica marina riciclata. La tecnologia Aqua Sluice Gill garantisce un rapido drenaggio e riduce la ritenzione idrica per un comfort duraturo, mentre il plantare e la copertura in mesh incorporano materiali riciclati. La suola con tecnologia Solum Bio Tread assicura aderenza su diverse superfici, con allacciatura per una calzata sicura e stabile in tutte le condizioni. Silvertip è un'elegante scarpa da barca blu navy che offre una calzata perfetta per tutto il giorno, tutti i giorni, con un'aderenza eccezionale e una tecnologia di drenaggio ad asciugatura rapida.

strike-footwear.com

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Orbán sconfitto dopo 16 anni, un colpo per Trump e Putin


Il partito Tisza di Péter Magyar conquista una supermaggioranza di due terzi in parlamento. Affluenza record, reazioni entusiaste dall'Europa. Un colpo per Trump e per il Cremlino.

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha perso le elezioni parlamentari di domenica, ponendo fine a 16 anni consecutivi al potere. A sconfiggerlo è stato Péter Magyar, 45 anni, ex membro dello stesso partito di Orbán, Fidesz, che nel 2024 aveva rotto con il premier e aveva trasformato il partito Tisza in una forza politica capace di raccogliere consensi trasversali.

Con il 98,7% dei voti scrutinati, Tisza ha ottenuto circa il 53% dei consensi contro il 38% di Fidesz, conquistando 138 dei 199 seggi parlamentari. Si tratta di una supermaggioranza di due terzi che consente a Magyar di modificare la Costituzione e le leggi fondamentali, riscrivendo potenzialmente le regole che Orbán aveva plasmato a proprio vantaggio durante i suoi mandati. Fidesz ottiene 55 seggi e diventa il principale partito di opposizione, mentre il partito di estrema destra Mi Hazánk entra in parlamento con 6 seggi. La Coalizione Democratica, di centrosinistra, non ha superato la soglia di sbarramento del 5% e la sua leader Klára Dobrev ha annunciato le dimissioni.
Ungheria 2026 — Fine dell'era Orbán

Elezioni · Ungheria
Crollo di Orbán, Magyar conquista i due terzi
Risultati delle elezioni parlamentari — 12 aprile 2026

Parlamento Partiti Confronto Cronologia

199
seggi totali

Tisza 138

Fidesz 55

Mi Hazánk 6

Maggioranza semplice 100
Super-maggioranza ⅔ 133

79,6%
Affluenza record

8,1 mln
Aventi diritto

+5
Seggi Tisza oltre i ⅔

Tocca un partito per i dettagli

Tisza
Péter Magyar

138

53,07%
Voti di lista

138
Seggi vinti

Partito di centrodestra fondato nel 2024 da Péter Magyar, 45 anni, ex membro dell'entourage di Orbán. Ha conquistato la super-maggioranza dei due terzi, sufficiente a modificare la Costituzione. Primo viaggio all'estero: Varsavia, poi Bruxelles per sbloccare i fondi Ue.

Fidesz-KDNP
Viktor Orbán

55

38,43%
Voti di lista

55
Seggi vinti

Sconfitta storica dopo 16 anni al potere. Orbán ha definito il risultato "chiaro e doloroso" e ha promesso di servire il Paese dall'opposizione. Ha ringraziato i 2,5 milioni di elettori rimasti fedeli.

Mi Hazánk
László Toroczkai

6

5,83%
Voti di lista

6
Seggi vinti

Formazione di estrema destra, unico altro partito a superare la soglia di sbarramento del 5% e a entrare nell'Assemblea nazionale.

Percentuali di voto (liste nazionali)

Tisza Péter Magyar
53,07%

3.103.500 voti

Fidesz-KDNP Viktor Orbán
38,43%

2.247.606 voti

Mi Hazánk Toroczkai
5,83%

341.050 voti

Affluenza storica

2026

Record storico · 5.984.617 votanti

79,56%

2022

Ultima vittoria di Orbán

69,53%

1990

Prime elezioni libere

65,09%

Tocca un evento per i dettagli

Feb 2024
Lo scandalo che spacca Fidesz

Il caso del perdono concesso a un uomo coinvolto in abusi su minori travolge l'ex ministra Judit Varga. Magyar rompe pubblicamente con Orbán.

Giu 2024
Tisza conquista il 30% alle Europee

A pochi mesi dalla fondazione, il partito di Magyar ottiene un risultato storico alle elezioni europee, segnando il primo vero scossone all'egemonia di Fidesz.

Apr 2026
Affluenza record: 79,6%, mai così dal 1990

Alle 17 aveva già votato il 74,2%, superando l'affluenza totale del 2022 (69,5%). Lunghe file ai seggi di Budapest. Diversi partiti di opposizione si ritirano per favorire Tisza.

12 Apr, sera
Orbán ammette la sconfitta

"Il risultato è chiaro e doloroso". Il premier chiama Magyar per congratularsi della sua vittoria. Promette di servire il Paese dall'opposizione.

12 Apr, notte
Magyar: "Abbiamo liberato l'Ungheria"

Dal palco di piazza Batthyány a Budapest: "Gli ungheresi hanno detto sì all'Europa". Annuncia primo viaggio a Varsavia, poi Bruxelles per sbloccare i fondi Ue.

Entro maggio
Nuovo primo ministro entro 30 giorni

Il presidente Sulyok avvierà le consultazioni con i partiti eletti. Magyar è il candidato naturale alla guida del governo con la super-maggioranza dei due terzi.

Elaborazione di Focus America su dati dell'Ufficio elettorale nazionale ungherese · Risultati con il 98,93% delle schede scrutinate · 13 aprile 2026

Orbán ha ammesso la sconfitta a meno di tre ore dalla chiusura dei seggi, definendo il risultato "doloroso ma inequivocabile". "Ho fatto le congratulazioni al partito vincitore", ha detto ai suoi sostenitori a Budapest. "Serviremo la nazione ungherese e la nostra patria anche dall'opposizione".

L'affluenza ha raggiunto livelli senza precedenti: quasi l'80%, la più alta nella storia post-comunista dell'Ungheria. Il dato riflette sia la stanchezza verso Orbán sia la capacità di Magyar di mobilitare in particolare i giovani. Secondo un sondaggio citato dal Guardian, il 65% degli elettori sotto i 30 anni intendeva votare contro Orbán. Magyar ha costruito una coalizione che ha attratto sia conservatori delusi da Fidesz sia elettori tradizionalmente legati all'opposizione.

La campagna elettorale è stata aspra. Il governo Orbán ha utilizzato cartelloni pubblicitari generati con l'intelligenza artificiale per ritrarre Magyar come un pericolo per il Paese e un agente dell'Unione europea e del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. Ci sono state accuse di frodi, interferenze straniere, deepfake e persino un'operazione di compromissione in stile Cremlino ai danni di Magyar, secondo quanto riportato da Axios.

La sconfitta di Orbán ha un significato che va ben oltre Budapest. Il premier ungherese era l'alleato più stretto di Vladimir Putin all'interno dell'Unione europea, aveva ripetutamente bloccato o ritardato gli aiuti europei all'Ucraina e, più di recente, aveva posto il veto su un prestito da 90 miliardi di euro a Kiev. Secondo rivelazioni recenti citate dalla CBC, un alto esponente del governo Orbán condivideva regolarmente con Mosca il contenuto delle discussioni riservate dell'Ue. Bloomberg ha inoltre riferito che Orbán avrebbe telefonato a Putin nell'ottobre 2025 per offrirgli aiuto "in qualsiasi modo" nella guerra in Ucraina.

Il risultato è anche un colpo diretto per il presidente Trump, che aveva investito capitale politico nella rielezione di Orbán. Il vicepresidente JD Vance era volato a Budapest la settimana prima del voto per partecipare a un comizio in suo sostegno, definendo Orbán "uno dei pochi veri statisti in Europa" e chiedendo agli ungheresi di sostenerlo alle urne. Trump stesso era intervenuto telefonicamente durante l'evento, dichiarando: "Amo l'Ungheria e amo Viktor". Venerdì, il presidente aveva scritto su Truth Social promettendo di usare "tutta la potenza economica degli Stati Uniti" per rafforzare l'economia ungherese in caso di vittoria di Orbán. Dopo la visita di Vance, i mercati predittivi avevano peraltro ridotto le probabilità di una vittoria di Orbán, come riportato dal Daily Beast.

Il deputato democratico Hakeem Jeffries, leader della minoranza alla Camera, ha commentato: "L'autoritario di estrema destra Viktor Orbán ha perso le elezioni. I prossimi saranno i sostenitori di Trump al Congresso a novembre".

Magyar ha promesso di riparare i rapporti con l'Unione europea, combattere la corruzione e investire nei servizi pubblici trascurati. Nel suo discorso di vittoria, davanti a decine di migliaia di sostenitori lungo le rive del Danubio, ha dichiarato: "Stasera la verità ha prevalso sulle menzogne". Ha annunciato che il suo primo viaggio all'estero sarà a Varsavia, seguito da Vienna e Bruxelles, per sbloccare i fondi europei congelati, circa 17 miliardi di euro che Bruxelles aveva sospeso per le preoccupazioni sullo stato di diritto. Ha inoltre chiesto le dimissioni dei vertici della Corte suprema, della procura generale, dell'autorità per i media e dell'ufficio per la concorrenza, definendoli strumenti del potere orbániano.

Le reazioni europee sono state immediate e univoche. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha scritto su X: "L'Ungheria ha scelto l'Europa. L'Unione diventa più forte". Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron si sono congratulati con Magyar e hanno espresso il desiderio di collaborare. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha accolto il risultato con un messaggio che includeva la frase in ungherese "Ruszkik haza" ("Russi, andatevene"), uno slogan che risale alla rivolta del 1956 contro i sovietici. Anche la premier italiana Giorgia Meloni si è congratulata con Magyar, ringraziando al contempo "l'amico Viktor Orbán per l'intensa collaborazione negli anni".

Dalibor Rohac, ricercatore dell'American Enterprise Institute, ha dichiarato al Guardian che il messaggio delle elezioni è chiaro: "Il progetto ideologico di Orbán, e di Trump, ha avuto un test di 16 anni ed è stato un fallimento politico, economico e sociale spettacolare". Péter Krekó, direttore del think tank Political Capital di Budapest, ha avvertito che le aspettative saranno "enormi e sarà difficile mantenere alcune promesse elettorali a causa dei vincoli fiscali", ma ha sottolineato che Tisza ha vinto "contro ogni pronostico: l'aiuto degli Stati Uniti e della Russia, una massiccia macchina di disinformazione statale e tutte le istituzioni dello Stato a favore di Fidesz". Botond Feledy, analista geopolitico ungherese con sede a Bruxelles, ha detto al Guardian che il risultato rappresenta una lezione per gli altri leader populisti europei: "Non è così facile fare promesse alla gente quando il sistema non produce nulla, ed è impossibile costruire una realtà virtuale così lontana dalla realtà".

La transizione non sarà immediata. Fino alla formazione del nuovo parlamento a maggio, Orbán e Fidesz resteranno come governo provvisorio. Gli analisti avvertono che il cambiamento sarà probabilmente lento: in 16 anni Fidesz ha piazzato fedelissimi nella pubblica amministrazione, nella magistratura, nei media e nel settore imprenditoriale. Come risponderanno queste strutture al nuovo governo resta una domanda aperta.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

La rassegna stampa di lunedì 13 aprile 2026


Trump annuncia il blocco dello Stretto di Hormuz dopo il fallimento dei negoziati con l'Iran, attacca Papa Leone XIV mentre Orban perde le elezioni ungheresi

Questa è la rassegna stampa di lunedì 13 aprile 2026

Trump annuncia il blocco navale dello Stretto di Hormuz dopo il fallimento dei negoziati con l'Iran


Il presidente Trump ha annunciato che la Marina americana inizierà lunedì mattina il blocco dello Stretto di Hormuz dopo il fallimento dei colloqui di pace con l'Iran in Pakistan. La decisione arriva dopo 21 ore di negoziati infruttuosi e minaccia di espandere il conflitto alle acque internazionali, con i prezzi del petrolio che hanno superato i 100 dollari al barile.

Fonti: The Hill, Bloomberg, Financial Times

Trump attacca Papa Leone XIV per le critiche alla guerra in Iran


Il presidente Trump ha lanciato un attacco senza precedenti contro Papa Leone XIV sui social media, definendolo "troppo liberale" e "debole sul crimine" dopo le critiche del pontefice alla guerra in Iran. L'attacco mostra l'assenza di limiti nelle persone che Trump potrebbe prendere di mira, incluso il leader di 1,4 miliardi di cattolici nel mondo.

Fonti: New York Times, Bloomberg, Financial Times

Viktor Orban sconfitto dopo 16 anni al potere in Ungheria


Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha concesso la sconfitta elettorale a Peter Magyar, ponendo fine al suo regno di 16 anni. La vittoria schiacciante dell'opposizione potrebbe ridefinire i rapporti dell'Ungheria con l'Unione Europea, la Russia e l'amministrazione Trump, oltre ad allentare le tensioni con Bruxelles.

Fonti: New York Times, Bloomberg, Semafor

Eric Swalwell sospende la campagna per governatore della California per accuse di aggressioni sessuali


Il deputato democratico Eric Swalwell ha sospeso la sua campagna per governatore della California dopo che quattro donne lo hanno accusato di cattiva condotta sessuale e aggressioni. Il frontrunner democratico aveva ricevuto il sostegno di influenti gruppi politici nelle settimane precedenti alle accuse pubbliche.

Fonti: New York Times, The Guardian, The Hill

Trump minaccia la Cina con dazi del 50% se aiuta militarmente l'Iran


Il presidente Trump ha minacciato di imporre dazi "sconvolgenti" del 50% alla Cina se fornisce assistenza militare all'Iran, aumentando le tensioni tra le due maggiori economie mondiali. La minaccia arriva nel contesto del crescente sostegno cinese alle capacità energetiche dell'Iran durante il conflitto in Medio Oriente.

Fonti: Semafor

I prezzi del petrolio superano i 100 dollari mentre i mercati asiatici calano


I futures del petrolio hanno superato i 100 dollari al barile mentre i mercati asiatici sono in calo in vista del blocco americano dello Stretto di Hormuz. Il West Texas Intermediate ha raggiunto i 104 dollari, mentre il Brent ha seguito l'andamento al rialzo a causa delle crescenti tensioni geopolitiche.

Fonti: The Hill, Financial Times

L'ex direttore della CIA dice che il 25° Emendamento "è stato scritto pensando a Trump"


L'ex direttore della CIA John Brennan ha dichiarato che crede il 25° Emendamento "sia stato scritto pensando a Donald Trump", commentando le intense minacce del presidente verso l'Iran. I suoi commenti arrivano dopo che diversi democratici hanno spinto per la rimozione di Trump a seguito delle sue dichiarazioni bellicose.

Fonti: The Hill

Trump dice che i prezzi della benzina potrebbero non scendere prima delle elezioni di medio termine


Il presidente Trump ha inviato messaggi contrastanti su quanto tempo si aspetta che i costi rimangano alti, evidenziando i pericoli per il Partito Repubblicano alle prossime elezioni di medio termine. Alcuni membri del suo partito hanno espresso nuove preoccupazioni dopo i suoi commenti di domenica sui prezzi della benzina.

Fonti: New York Times

Bernie Sanders avverte che "il peggio deve ancora venire" in un discorso contro i miliardari


Il senatore Bernie Sanders ha lanciato un allarme sull'economia americana, avvertendo che "il peggio deve ancora venire" a meno che i lavoratori non superino una "classe dirigente" di miliardari. Sanders ha parlato a un raduno a Manhattan insieme al sindaco di New York Zohran Mamdani, che ha messo in guardia contro l'intelligenza artificiale che "sta arrivando per i posti di lavoro umani".

Fonti: The Guardian

La Federal Reserve potrebbe ridurre il suo bilancio per diminuire l'influenza sui mercati


Stanno arrivando numerosi suggerimenti su come la banca centrale americana può ridurre la sua influenza nei mercati finanziari attraverso la riduzione del bilancio. Le proposte mirano a limitare il ruolo della Fed nei mercati mentre l'istituzione cerca di normalizzare la politica monetaria dopo anni di interventi straordinari.

Fonti: Financial Times

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Missione Artemis II completata, la Francia sceglie Linux, Unitree R1 in vendita


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Buon lunedì,
settimana scorsa abbiamo seguito un entusiasmante ritorno di esseri umani in orbita lunare e oggi parleremo un po' dell'intera missione che è stato un grande successo. Poi discuteremo di Linux nella Pubblica Amministrazione francese; parleremo del robot umanoide Unitree R1 in vendita anche in Italia a un prezzo assurdamente basso, e tanto altro ancora. Buona lettura!

Sei nella versione free
Significa che non vedi il podcast, i commenti dell'autore, non hai accesso all'app, agli editoriali in anteprima e visualizzi la pubblicità.

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

audio-thumbnail


Intro + Prima notizia - Ep. 301 - Lunedì 13 Aprile
0:00
/190.007732

Ascolta il podcast
I nostri supporter ascoltano il podcast mentre vanno a lavoro, fanno colazione o si preparano per iniziare la giornata.

Ascolta ora

Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

La capsula Orion e i quattro astronauti sono rientrati sulla Terra


Spazio
Dopo un volo di 9 giorni, 1 ora, 32 minuti e 15 secondi, la capsula Orion della NASA, l’agenzia spaziale degli Stati Uniti, è rientrata nell’Oceano Pacifico con i quattro astronauti della missione Artemis II. Il passaggio più delicato è stato l’ingresso nell’atmosfera terrestre a circa 11 chilometri al secondo, pari a circa 38 mila chilometri orari. In questa fase lo scudo termico ha sopportato temperature intorno ai 3.000 gradi. La formazione di plasma attorno alla capsula ha causato un blackout delle comunicazioni di circa 6 minuti, un fenomeno che però era previsto.
~
Fonte: AstroSpace

Leggi tutto


Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.

Il governo francese sta rimpiazzando Windows con Linux


Politica
Il governo francese ha annunciato che trasferirà una parte dei computer della Pubblica Amministrazione da Windows a Linux, noto sistema operativo open source che può essere usato e adattato senza dipendere da un unico fornitore. L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti e avere più controllo su dati e infrastrutture digitali. Il passaggio inizierà con l'organico di DINUM, l’agenzia statale che coordina il digitale nella pubblica amministrazione francese.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

Non è la prima volta

Mesi fa la Francia ha già preso misure simili decidendo di sostituire Teams, il servizio per video...
[solo per supporter]


GENTILMENTE SPONSORIZZATI DA


Ghost


Che tu voglia inviare una newsletter, pubblicare articoli, creare il tuo sito web o semplicemente avere un luogo dove scrivere, Ghost è la scelta giusta.

Morning Tech usa Ghost e il nostro sogno è quello di vederlo diffuso di più in Italia. Il team di sviluppatori è fantastico, la tecnologia è open-source, solida, sicura e velocissima.

La community mondiale è grande: Ghost viene utilizzato da famosi giornali indipendenti come 404 Media, Tangle e Platformer.

Con Morning Tech hai uno sconto del 10% su qualsiasi piano tu voglia sottoscrivere, dai un'occhiata 👇
Scopri ora

Il robot umanoide R1 più economico di Unitree è in vendita in tutto il mondo


Robotica
La società cinese Unitree Robotics porterà dalla prossima settimana il robot umanoide R1 sui mercati esteri tramite AliExpress, la piattaforma internazionale di Alibaba, colosso cinese dell’e-commerce. L’operazione riguarda Stati Uniti, Europa, Giappone e Singapore e serve a misurare la domanda per macchine umanoidi a prezzo estremamente basso. In Cina infatti il modello R1 parte da 29.900 yuan, circa 4.370 dollari, pesa 27kg, è alto 123cm ed è orientato all'intrattenimento. Unitree nel 2025 ha spedito oltre 5.500 robot contro i 150 medi di Tesla e Figure.
~
Fonte: Interesting Engineering
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

Leggi tutto

OpenAI spiega il vantaggio su Anthropic in un memo agli azionisti


Big Tech
OpenAI ha inviato agli investitori una nota in cui sostiene di essere in vantaggio su Anthropic perché dispone, o prevede di disporre, di molta più capacità di calcolo, cioè la potenza di chip, server ed energia necessaria per addestrare i modelli e rispondere agli utenti. Secondo OpenAI, l’azienda punta a raggiungere 30 gigawatt entro il 2030, mentre stima per Anthropic circa 7-8 gigawatt entro la fine del 2027. Per OpenAI questo divario conta perché più calcolo permette di sviluppare modelli più avanzati e servire più clienti.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: non pervenuta

Leggi tutto

Il CEO di Amazon prende di mira Nvidia, Intel, Starlink e altri nella lettera annuale agli azionisti


Big tech
Nella lettera annuale agli azionisti, il CEO di Amazon Andy Jassy ha difeso un piano di investimenti da circa 200 miliardi di dollari nel 2026, concentrato soprattutto su AWS, la divisione cloud del gruppo. Il messaggio è che Amazon vuole ridurre la dipendenza da fornitori esterni e competere più direttamente con Nvidia, Intel e Starlink: spinge sui chip Trainium per l’intelligenza artificiale, sui processori Graviton per i server e su Amazon Leo, la rete internet satellitare il cui lancio commerciale è previsto per metà 2026. Jassy ha anche detto che Amazon ha già circa un milione di robot nei magazzini e vede un possibile futuro business anche in questo campo.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

Leggi tutto

Letture interessanti


In lingua inglese.

Senza titolo


samaltman.com (eng)

Come la Nasa ha creato il computer di Artemis II a prova di guasti


acm.org (eng)

Le persone che usano solo i chatbot non comprendono l'IA


x.com (eng)

Dentro la corsa contro il tempo per proteggere i cavi sottomarini dal sabotaggio


wsj.com (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

OpenAI punta a sfidare Anthropic con abbonamenti ChatGPT Pro da 100 dollari al mese


cnbc.com (eng)

I familiari dell'uomo ucciso nella sparatoria alla Florida State University faranno causa a ChatGPT e OpenAI


theguardian.com (eng)

Teslastarebbe sviluppando un nuovo veicolo elettrico più piccolo ed economico dopo aver interrotto la produzione del Model 2


electrek.co (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/aPriy8Iy040?…

Come i mercati predittivi hanno trasformato il mondo in un casinò


In questo bellissimo servizio di Bloomberg viene raccontato il trend in forte crescita dei mercati predittivi come Kalshi o Polymarket.

Vedi video su youtube.com (eng - 12:39)

Unisciti


I tuoi 5 minuti di notizie tech ogni giorno

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

No spam. Cancellati quando vuoi.


Il governo francese sta rimpiazzando Windows con Linux


In breve:


Il governo francese ha annunciato che trasferirà una parte dei computer della Pubblica Amministrazione da Windows a Linux, noto sistema operativo open source che può essere usato e adattato senza dipendere da un unico fornitore. L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti e avere più controllo su dati e infrastrutture digitali. Il passaggio inizierà con l'organico di DINUM, l’agenzia statale che coordina il digitale nella pubblica amministrazione francese.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

France to ditch Windows for Linux to reduce reliance on US tech | TechCrunch
France’s move to ditch Windows for Linux is its latest effort to reduce its reliance on American tech giants.
TechCrunchZack Whittaker

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Il governo francese sta rimpiazzando Windows con Linux


La Francia in prima linea per la sovranità digitale.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Il governo francese ha annunciato che trasferirà una parte dei computer della Pubblica Amministrazione da Windows a Linux, noto sistema operativo open source che può essere usato e adattato senza dipendere da un unico fornitore. L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti e avere più controllo su dati e infrastrutture digitali. Il passaggio inizierà con l'organico di DINUM, l’agenzia statale che coordina il digitale nella pubblica amministrazione francese.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

France to ditch Windows for Linux to reduce reliance on US tech | TechCrunch
France’s move to ditch Windows for Linux is its latest effort to reduce its reliance on American tech giants.
TechCrunchZack Whittaker

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Il robot umanoide R1 più economico di Unitree è in vendita in tutto il mondo


Costa intorno ai 5.000 dollari e si compra su AliExpress.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


La società cinese Unitree Robotics porterà dalla prossima settimana il robot umanoide R1 sui mercati esteri tramite AliExpress, la piattaforma internazionale di Alibaba, colosso cinese dell’e-commerce. L’operazione riguarda Stati Uniti, Europa, Giappone e Singapore e serve a misurare la domanda per macchine umanoidi a prezzo estremamente basso. In Cina infatti il modello R1 parte da 29.900 yuan, circa 4.370 dollari, pesa 27kg, è alto 123cm ed è orientato all'intrattenimento. Unitree nel 2025 ha spedito oltre 5.500 robot contro i 150 medi di Tesla e Figure.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Unitree’s cheapest R1 humanoid robot to debut in US via AliExpress
Unitree plans global launch of its $4,370 R1 humanoid robot via AliExpress, targeting U.S. and Europe markets.
Interesting EngineeringAamir Khollam

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

OpenAI spiega il vantaggio su Anthropic in un memo agli azionisti


È un vantaggio di potenza di calcolo.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


OpenAI ha inviato agli investitori una nota in cui sostiene di essere in vantaggio su Anthropic perché dispone, o prevede di disporre, di molta più capacità di calcolo, cioè la potenza di chip, server ed energia necessaria per addestrare i modelli e rispondere agli utenti. Secondo OpenAI, l’azienda punta a raggiungere 30 gigawatt entro il 2030, mentre stima per Anthropic circa 7-8 gigawatt entro la fine del 2027. Per OpenAI questo divario conta perché più calcolo permette di sviluppare modelli più avanzati e servire più clienti.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

OpenAI slams Anthropic in memo to shareholders as its leading AI rival gains momentum
OpenAI sent a memo to investors blasting chief rival Anthropic for “operating on a meaningfully smaller curve.”
CNBCAshley Capoot

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Il CEO di Amazon prende di mira Nvidia, Intel, Starlink e altri nella lettera annuale agli azionisti


Ha motivato i 200 miliardi di dollari di investimento.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Nella lettera annuale agli azionisti, il CEO di Amazon Andy Jassy ha difeso un piano di investimenti da circa 200 miliardi di dollari nel 2026, concentrato soprattutto su AWS, la divisione cloud del gruppo. Il messaggio è che Amazon vuole ridurre la dipendenza da fornitori esterni e competere più direttamente con Nvidia, Intel e Starlink: spinge sui chip Trainium per l’intelligenza artificiale, sui processori Graviton per i server e su Amazon Leo, la rete internet satellitare il cui lancio commerciale è previsto per metà 2026. Jassy ha anche detto che Amazon ha già circa un milione di robot nei magazzini e vede un possibile futuro business anche in questo campo.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Amazon CEO takes aim at Nvidia, Intel, Starlink, more in annual shareholder letter | TechCrunch
Andy Jassy’s annual shareholder letter reads something like a diss track to a wide range of competitors as he defends spending $200 billion in capex.
TechCrunchJulie Bort

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

La capsula Orion e i quattro astronauti sono rientrati sulla Terra


La missione è stata un successo completo.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In breve:


Dopo un volo di 9 giorni, 1 ora, 32 minuti e 15 secondi, la capsula Orion della NASA, l’agenzia spaziale degli Stati Uniti, è rientrata nell’Oceano Pacifico con i quattro astronauti della missione Artemis II. Il passaggio più delicato è stato l’ingresso nell’atmosfera terrestre a circa 11 chilometri al secondo, pari a circa 38 mila chilometri orari. In questa fase lo scudo termico ha sopportato temperature intorno ai 3.000 gradi. La formazione di plasma attorno alla capsula ha causato un blackout delle comunicazioni di circa 6 minuti, un fenomeno che però era previsto.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Artemis II si è conclusa! Rientrati sulla Terra la capsula Orion e i quattro astronauti
La missione Artemis II si è conclusa con successo nella notte italiana tra il 10 e l’11 aprile, quando la capsula Orion è rientrata sulla…
AstrospaceMariasole Maglione

Riassunto completo:


This post is for subscribers only


Become a member to get access to all content
Subscribe now

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Popolarità Trump, piccolo rimbalzo ma la situazione rimane critica (12 aprile)


Fisiologico respiro per l'approvazione di Trump, dopo un periodo nero; il dato è ora simile a quello di Biden, ma le nubi all'orizzonte sono ancora cupe.

Come ogni domenica, facciamo un resoconto sulla approvazione del presidente Trump, con i cambiamenti occorsi negli ultimi sette giorni.

Nella settimana che segna la tregua della guerra in medioriente, la popolarità di Trump gode di un piccolo rimbalzo, sebbene i sondaggi non tengano ancora conto degli ultimi sviluppi. Ad ogni modo, la situazione complessiva non cambia: siamo sempre ai livelli minimi della sua seconda presidenza ed ad uno dei punti più bassi di sempre per un presidente nella storia recente della politica americana.

Questo piccolo recupero va a compensare solo in minima parte quanto perso dall'inizio dell’operazione militare, ovvero circa 5 punti di net rating.

Il tasso di approvazione rimane pericolosamente intorno al 40%, con picchi negativi al 35%; bisogna risalire fino al 2017 per ritrovare una media simile. Nel mentre, il tasso di disapprovazione è schizzato al 57% circa, un livello record.

Nonostante la settimana sia contraddistinta dal segno "più", per il tycoon non sarà facile rialzarsi da questa situazione: dopo un fisiologico riassestamento, potrebbe tornare a scivolare ulteriormente in basso.

Il dato è lievemente peggiore rispetto alla media di Joe Biden nell’aprile 2022; questo significa che l’approvazione di Trump è la peggiore di qualunque presidente fino al giorno d’oggi dopo quasi quindici mesi di presidenza, ma la distanza col suo predecessore si è nuovamente affievolita.

Il net rating (la differenza tra tasso di approvazione e tasso di disapprovazione) rimane saldamente in territorio negativo sia per la media di RealClearPolitics (RCP), sia per quella del Silver Bulletin, sia per la nostra di Focus America.

Seguici anche su WhatsApp

Tutte le tre medie registrano un miglioramento rispetto a una settimana fa, con Focus America che rileva un dato più robusto rispetto ai pochi decimali di RCP e Silver.

Come già accennato, dopo quasi quindici mesi alla Casa Bianca, il gradimento di questo secondo mandato si colloca sotto rispetto ai primi quindici mesi del suo primo mandato e di Biden.

Sondaggi
L’approvazione di Trump e degli altri presidenti
Approvazione netta (approva − disapprova), per giorni dall’insediamento

Presidente
Trump II

Grafici Recap numerico

Facendo un paragone con il passato, grazie ai dati di Focus America, si nota come il dato di apprezzamento di Trump dopo 446 giorni di presidenza (-14,5 secondo la nostra media) sia il più basso tra tutti i presidenti USA dal secondo dopoguerra in avanti nello stesso periodo, indietro come detto anche rispetto al suo primo mandato, in cui era a -12.

Anche Joe Biden, comunque, con il suo -14,2 non brillava particolarmente dopo quindici mesi di presidenza.

Sul nostro sito trovate i grafici con il confronto con tutti i primi mandati degli altri presidenti, con una frequenza di aggiornamento pari a 8 volte al giorno.

Il tasso di approvazione di Trump oscilla tra il 40% e il 41%, mentre il tasso di disapprovazione si aggira intorno al 55%-57%, cifre vicine ai minimi del mandato di Joe Biden.

Nelle prossime settimane monitoreremo l’evoluzione di questa situazione, per cogliere se ci saranno ulteriori ripercussioni sui numeri con gli sviluppi della tregua con l’Iran.

Di seguito pubblichiamo una selezione delle rilevazioni dei migliori istituti rilasciate nel corso delle ultime due settimane. Di fianco alla casa sondaggistica scriviamo due numeri percentuali: il primo è il tasso di approvazione, il secondo quello di disapprovazione.

Ricordiamo che, stante la chiusura del sito FiveThirtyEight, abbiamo deciso di utilizzare i numeri del Silver Bulletin, il nuovo sito di Nate Silver, fondatore di 538.

Sondaggi
Gli ultimi sondaggi sulla popolarità di Trump
11 rilevazioni di 10 istituti — 12 aprile 2026

Sondaggi Metodo

Ordina per:Net ApprovalData fine

Legenda campioni

LV

Likely Voters · 1 sondaggio
Elettori probabili — campione più ristretto e affidabile

RV

Registered Voters · 4 sondaggi
Elettori registrati al voto

A

Adults · 6 sondaggi
Tutti gli adulti americani — campione più ampio

Affidabilità
LVRVA

Elaborazione di Focus America su dati dei sondaggi pubblici · Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2026

Il sito Silver Bulletin (che fa una propria media aggiustata di tutti i sondaggi, dandone un peso maggiore o minore in base al bias storico e al rating delle firme che li svolgono) segna una media generale di 39,6% (+0,2) - 56,6% (-0,3). In totale un net approval di -17 (+0,5).

Il sito RealClearPolitics, invece, che fa una selezione solo di alcuni sondaggi in base all'affidabilità di chi li esegue, segnala una media totale migliore: 41,5% (+0,6) - 56,6% (-0,3). In totale un rating di -15,1 (+0,9).

La media calcolata da noi di Focus America, invece, è di 40,7% (+0,8) - 55,3% (-1,6), con in totale un rating di -14,5 (+2,4). La metodologia utilizzata è specificata direttamente nella pagina del nostro sito dedicata ai sondaggi sulla popolarità di Trump.

Tracker
L’approvazione di Trump: tre medie a confronto
Andamento giornaliero dall’insediamento

Seleziona fonte
Confronto Silver Bulletin RCP FocusAmerica

Silver Bulletin

RealClearPolitics

FocusAmerica

Clicca qui per vedere i dati aggiornati in tempo reale della popolarità di Trump

Questa voce è stata modificata (2 giorni fa)

reshared this

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Museion e lo spirito del tempo presente - La turbolenza #8


Più che un museo troppo costoso, Museion è il punto di condensazione simbolica di un nuovo sentire culturale e politico.

La maggior parte delle persone non interpreta lo spirito del tempo, ne è attraversata. È lo spirito del tempo che agisce e si manifesta attraverso le loro parole e le loro azioni, non il contrario.

Proviamo a usare questa idea come cornice per leggere la solita, vecchia polemica su Museion.

Per gli altoatesini è una storia nota. Per tutti gli altri: Museion è il museo di arte contemporanea di Bolzano. Ha aperto all’inizio degli anni Zero e non è mai riuscito a conquistare davvero la maggior parte della città.

Le ragioni possibili sono molte: l’arte contemporanea può sembrare esoterica, il suo ambiente troppo snob, il territorio troppo conservatore. Ma il punto vero è un altro: quando un’istituzione culturale non viene sentita come propria, diventa un bersaglio più facile.

Da lì in poi, infatti, la polemica segue sempre lo stesso copione: Museion costa troppo e ha troppo pochi visitatori per giustificare l’investimento.

L’ultimo a brandire questa argomentazione è stato Christian Bianchi, assessore provinciale di recente passato a Forza Italia dopo più di un decennio di militanza leghista. Prima di lui, non più tardi di due anni fa, a sostenere la critica era stato l’allora consigliere comunale del PD Stefano Fattor.

L’insofferenza, come si vede, è bipartisan.

Ciò non vuol dire che sia condivisa all’unanimità. A difesa di Museion, negli ultimi giorni, si sono alzate diverse voci, e non di poco conto.

Il 4 aprile, in un post pubblicato sul suoprofilo Facebook, Zeno Oberkofler dei Verdi ha scritto che “Il Museion è più dei suoi incassi [...] si sta aprendo sempre più alla città e al mondo giovanile e sta diventando un punto di aggregazione molto importante per la nostra generazione: un luogo per una nuova scena culturale emergente in Alto Adige e catalizzatore di innovazione sociale.”

Gli hanno fatto eco anche l’assessore provinciale dell’SVP Achammer, che ha parlato di una polemica “quasi ciclica”, e il presidente della provincia Kompatscher, che definisce “molto populista, che non va bene” il modo in cui il suo stesso assessore ha impostato il discorso sul museo.

Per Kompatscher, Museion è un’istituzione capace di creare scambio, pensiero critico e innovazione.

Ed è vero; lo nota il sociologo Luca Fazzi e lo posso confermare anche io perché, negli ultimi anni, ho avuto modo di collaborarci come membro di Museion Art Club.

Un’esperienza che mi ha dato modo di conoscere il direttore di Museion - Bart van der Heyde - e la sua visione di quale sia il ruolo del museo come soggetto e attore dello spazio pubblico.

Per approfondirla puoi leggere l’intervista che gli ho fatto per Che Fare qualche anno fa.

“Il museo nello spazio pubblico contemporaneo.” su Che Fare
Un’intervista a Bart van der Heyde, direttore di Museion, a proposito del ruolo del museo come soggetto e attore nello spazio pubblico.
Flavio Pintarelli | Writer & StrategistFlavio Pintarelli


Leggi la mia intervista al direttore di Museion ⤴️

Esplora con me nuovi mondi.


Iscriviti a Strategie dell'Universo!

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

Una mail a settimana (più o meno). Ti cancelli quando vuoi.

Se non hai tempo di farlo adesso, per il ragionamento che sto facendo ti basta sapere che per van der Heyde il ruolo del museo non si limita alla conservazione e all’esposizione di opere d’arte, ma si allarga verso quella che si chiama “innovazione sociale”.

Per il suo direttore Museion è - o vuole diventare - una piattaforma capace di alimentare, amplificare e far evolvere le sottoculture urbane dell’Alto Adige.

Ad animarne gli eventi e le iniziative sono perciò persone, molto spesso ragazze e ragazzi della Gen Z, che gravitano intorno a diverse scene locali: quella dell’arte e del design, quella del clubbing e della techno, quelle street dello skate e dei graffiti e la scena queer.

Per semplificare - prendendo il termine in prestito dal lessico delle culture war, quella che Museion sta catalizzando intorno a sé è una serie di espressioni della woke culture altoatesina.

Un fatto rilevante non solo sul piano culturale, ma anche su quello politico.

Non credo sia stato un caso che, nel 2023, quando è riuscito a mobilitare la componente sociale e di sinistra del mondo di madrelingua tedesca per protestare contro la decisione dell’SVP di formare la giunta provinciale con Lega e Fratelli d’Italia, il movimento No Excuses abbia scelto proprio Museion come punto di concentramento per le proprie manifestazioni.

Dietro questa scelta - inedita e inusuale per la geografia della sinistra bolzanina - c’è proprio una sorta di affinità “spirituale” tra la visione del museo come moltiplicatore di cultura urbana e la componente più attiva e propositiva di quel movimento.

Dopotutto non è forse vero, come dicevamo all’inizio, che lo spirito del tempo agisce e si manifesta attraverso le parole e le azioni dei protagonisti della Storia, più che essere da loro interpretato?

Se è così, in filigrana, nella polemica contro Museion agitata da Bianchi oggi e da Fattor ieri possiamo leggere anche lo scontro che oppone il pensiero liberale (e diverse sue sfumature) alla woke culture, con i suoi differenti gradi di radicalità.

Ok, Flavio, ammettiamo che sia vero ma Achammer e Kompatscher non sono liberali anche loro? Eppure si sono schierati apertamente a favore dell'idea che Museion non sia solo un museo, ma qualcosa di più. Ci stai forse dicendo che l'SVP non è un partito liberale?

No, lo è. Solo che ha un problema più pressante da risolvere: mano a mano che il mondo cambia, il ruolo storico dell'SVP come partito di raccolta dell'elettorato di madrelingua tedesca si va esaurendo.

Presa in mezzo tra l'ascesa di una destra neoreazionaria locale e la comparsa di una sinistra dall'identità inedita e fortemente orientata ai diritti civili, l'SVP si trova a dover negoziare tra le componenti di un corpo sociale sempre più polarizzato in termini di idee e di valori.

Un gioco di equilibri in cui perdere la presa su una di queste componenti, per l'SVP può voler dire non riuscire a garantirsi la continuità nella gestione del potere e, di conseguenza, la sopravvivenza stessa.

Ancora una volta, sotto la superficie delle intenzioni esplicite, le dinamiche della politica altoatesina possono essere lette anche attraverso i meme globali che circolano nel nostro sistema nervoso digitale.

È l’azione incessante di questo flusso d’informazione che rende possibile - e accelera - le dinamiche di cambiamento in atto nella società sudtirolese.

Cambiare però, è importante specificarlo, non significa per forza cambiare per il meglio. Che la Storia proceda verso un progresso inevitabile è un’illusione prospettica. Se riusciamo ad abbandonarla, i segni delle trasformazioni in corso diventano più chiari e facili da scorgere.

🌪️ Che cos'è la turbolenza?


La turbolenza è il diario di lavoro di un libro su come la cultura globale si riflette nella politica altoatesina. Un modo per pensare in pubblico e condividere con te leggi gli appunti che prendo durante la strada.
Leggi anche le altre puntate della serie.

☕️ Mi offriresti un caffè? ☕️


Amo molto sorseggiarne uno o due durante la giornata, meglio ancora se in compagnia. Se ti piace quello che scrivo puoi offrirmene un donando 1€. Per farlo non devi far altro che cliccare il pulsante e seguire le istruzioni.
Offrimi un caffè!


Eravamo tremila: nuova ecologia antifa del Sudtirolo - La turbolenza #7


Se a quindici anni mi avessero detto che un corteo antifascista di 3000 persone avrebbe attraversato Bolzano non ci avrei creduto.

Invece è successo davvero.

Sabato scorso, 28 febbraio 2026, una porzione non indifferente della società civile altoatesina e sudtirolese è scesa in piazza per affermare la sua contrarietà alla retorica della remigrazione che, lo stesso giorno, nella piazza cittadina intitolata alla vittoria, veniva sostenuta da uno sparuto gruppo di fascisti.

Ma a guardarla bene, a guardarla standoci dentro, la folla in cui mi sono immerso sabato scorso non è solo una semplice porzione di società civile.

È qualcosa di più: è un’ecologia.

Proprio quelle di cui parla Rodrigo Nunes in Né verticale, né orizzontale, il saggio di teoria dell'organizzazione politica che ho potuto presentare qualche mese fa.

Lo dico perché davanti alla stazione c’erano i disobbedienti e gli anarchici. C’erano militantə da Trento e da Innsbruck. C’erano Amnesty, l’Anpi, i partiti di opposizione e il mondo cattolico.

C’era un tale che teneva un cartello su cui aveva scritto Patriot und Antifaschist e camminava due passi avanti all’ala sociale della SVP, a cui ha dovuto dare un segnale anche il presidente della provincia Arno Kompatscher.

Sì, c’era anche lui, nonostante da dieci anni governi la provincia insieme a partiti che al loro interno hanno esponenti attivi nei network remigrazionisti.

Poi c’era lo spezzone queer organizzato, i militanti propal e i collettivi antifascisti di valle.

Collettivi antifascisti di valle?

Non sapevo esistessero dei collettivi antifascisti di valle. Sarà perché sono vecchio e loro tutti dei pischelli, come mi ha spiegato un amico, ma è rassicurante sapere che ci sono dellə antifascistə lontano dalle città.

Nel corpo del corteo ho anche riconosciuto un blocco, informale ma coeso, che ho battezzato “brigata design”, perché era fatto di gente che conosco e gravita intorno all’università e alle industrie culturali e creative locali.

E poi c’erano le amiche e gli amici di una vita e, credimi, avevamo tutte e tutti le lucine negli occhi e quando ci incontravamo ci guardavamo come a dirci "no, non è reale. Dai, non può essere. Stiamo sognando."

Ma se un sogno lo fai in due - o in tre, o in tremila - non è più un sogno, è la realtà.

Vuoi esplorare nuovi mondi?


Iscriviti a Strategie dell'Universo

Iscriviti
Email sent! Check your inbox to complete your signup.

Una mail a settimana (più o meno). Ti cancelli quando vuoi.

Una realtà che ha radici lontane nel tempo. L’antifascismo sceso in piazza sabato scorso si è incubato nelle manifestazioni contro le aggressioni di Casa Pound degli anni ’10 del duemila, nei movimenti di resistenza climatica e nei brevi, intensi, giorni del movimento No Excuses che, alla fine del 2023, ha reso evidente il disagio con cui una parte del mondo tedesco ha accolto l’accordo di governo che l’SVP ha stretto con la destra italiana.

Esperienze nate da contesti di militanza diversi ma capaci di esprimere bisogni e necessità comuni, che si sono incontrati per la prima volta la scorsa estate, ballando uno di fianco all’altro al pride e riconosciuti - identici - in autunno, nelle piazze che hanno protestato contro l'operazione israeliana a Gaza.

Senza di loro la manifestazione di sabato scorso non avrebbe portato a Bolzano 3000 antifa supersoldiers , materializzando all'improvviso nelle sue strae l’antifascismo globale di chi chiude la porta di casa in faccia agli sbirri dell’ICE; quello praticato col fucile in braccio da chi resiste all’imperialismo, da qualsiasi campo esso provenga; e quello di chi si oppone, con ogni mezzo e ovunque nel mondo, al genocidio del popolo palestinese;

Per la prima volta dagli anni delle bombe, l’Alto Adige/Südtirol è sembrato esposto al respiro del mondo e la sua società è sferzata dalle polarizzazioni che lo dividono.

Se è vero che la storia procede per accumulazione di tendenze che diventano evidenti in caso di eventi straordinari, è difficile non vedere in quanto accaduto sabato almeno la possibilità di superare letture obsolete e rappresentazioni ormai esauste della società altoatesina e sudtirolese.

Entrambe le piazze - quella antifascista in modo più evidente e quella remigrazionista in modo più timido - sono, a loro modo, piazze interetniche.

Anche la remigrazione è un meme globale. Fa parte dell’arsenale di guerra culturale dell’estrema destra e va declinato sul piano locale, come accade in Germania, in Francia o in Svizzera.

Per questo motivo, oltre ai tricolori, nella piazza remigrazionista ha sventolato anche qualche bandiera sudtirolese. E, qualche settimana prima, storici esponenti della destra bolzanina sono andati a commemorare Andrea Hofer insieme agli Schützen, che hanno ricambiato il favore con endorsement di varia natura alle iniziative di quelli che, fino a qualche decina di anni fa, erano i loro nemici giurati.

Il mondo è cambiato. Lo sento nell'acqua. Lo sento nella terra. Lo sento nell'aria. Molto di ciò che un tempo era è perduto, perché nessuno ora vive che lo ricordi, fa dire Peter Jackson a dama Galadriel nel prologo del primo film del Signore degli anelli.

Anche il posto in cui vivo mi sembra cambiato. Può darsi sia il tramonto di quel Sudtirolo ideale eterno che sembrava non dover finire mai?

Non so dirlo con certezza. Ma se è di questo che si tratta, se è questo il processo che stiamo attraversando, allora quale momento migliore per prenderne coscienza e provare a costruirne una provincia diversa?

🌪️ Che cos'è la turbolenza?


La turbolenza è il diario di lavoro di un libro su come la cultura globale si riflette nella politica altoatesina. Un modo per pensare in pubblico e condividere con te leggi gli appunti che prendo durante la strada.
Leggi anche le altre puntate della serie.

☕️ Mi offriresti un caffè? ☕️


Amo molto sorseggiarne uno o due durante la giornata, meglio ancora se in compagnia. Se ti piace quello che scrivo puoi offrirmene un donando 1€. Per farlo non devi far altro che cliccare il pulsante e seguire le istruzioni.
Offrimi un caffè!


Questa voce è stata modificata (1 giorno fa)
Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Come Biden, Trump accusa gli americani di non apprezzare i suoi risultati


Il presidente insiste sul fatto che l'economia va meglio di quanto i cittadini pensino, mentre il gradimento crolla al 37 per cento dopo il peggior dato sull'inflazione del suo secondo mandato

Il peggior rapporto sull'inflazione del secondo mandato di Donald Trump ha costretto la Casa Bianca a una difesa a tutto campo. Il presidente e i suoi collaboratori hanno cercato di spostare l'attenzione su singoli miglioramenti, come il calo dei prezzi di alcuni beni, i tagli fiscali e la riduzione del costo dei farmaci, sostenendo che i critici guardano nella direzione sbagliata. È un copione che gli americani conoscono bene, perché lo stesso argomento ha accompagnato gli ultimi mesi della presidenza di Joe Biden, scrive il Washington Post.

Il parallelismo tra i due leader è sorprendente, considerato che hanno passato oltre un decennio ad attaccarsi a vicenda sulle rispettive politiche e sulla capacità di governare. Eppure entrambi condividono la stessa frustrazione: la convinzione che il pubblico americano non riconosca i risultati ottenuti. Trump ha ripetuto questo concetto in diversi discorsi in stile elettorale e apparizioni alla Casa Bianca nel corso dell'anno. "In un anno abbiamo preso un Paese morto e paralizzato", ha detto in un discorso alla nazione la settimana scorsa, aggiungendo di aver trasformato gli Stati Uniti nel "Paese più attraente del mondo". In un intervento a Clive, Iowa, a gennaio ha accusato i media di ignorare i suoi risultati più importanti: "Ho ottenuto la più grande riduzione di prezzo nella storia sui farmaci. Non riesco a far parlare questi di questo".

Biden usava lo stesso registro. Nell'ultimo mese della sua presidenza ha cercato di migliorare il giudizio della storia sul proprio mandato, insistendo sul fatto che il problema non fossero le politiche in sé, ma la capacità degli americani di percepirne i benefici. "So che per molti americani è stato difficile da vedere, e lo capisco", ha dichiarato il 4 dicembre 2024 alla Brookings Institution. "Ma credo fosse la cosa giusta da fare, non solo per tirare fuori gli americani dalla crisi economica causata dalla pandemia, ma per mettere l'America su un percorso più solido per il futuro".

Il fenomeno ha radici che vanno oltre le singole personalità. Tevi Troy, storico delle presidenze ed ex funzionario dell'amministrazione di George W. Bush, ha spiegato al Washington Post che i presidenti di ogni schieramento si sono sempre lamentati di non ricevere il giusto riconoscimento per politiche i cui benefici si manifestano lentamente. La novità, secondo Troy, è che l'opinione pubblica oggi si muove molto meno in risposta ai risultati concreti. In una nazione sempre più polarizzata, i grandi risultati legislativi o economici tendono a consolidare le opinioni esistenti anziché cambiarle. Per i presidenti, questo significa che un principio fondamentale della politica americana moderna si è incrinato: l'idea che i risultati, una volta ottenuti, vengano premiati. "Il motore dell'economia non è il governo", ha detto Troy. "Quello che succede sul campo detta l'andamento dell'economia, e un presidente non può controllarlo, e questo li frustra". Troy ha ricordato come i collaboratori di George H.W. Bush fossero convinti che Bill Clinton avesse incassato i meriti di una ripresa economica avviata dalle decisioni difficili del suo predecessore.

Trump ha anche rivendicato il merito a lungo termine dell'azione militare contro le ambizioni nucleari dell'Iran, ma quell'operazione ha avuto un costo pesante. I leader iraniani hanno bloccato lo Stretto di Hormuz, il traffico delle petroliere si è ridotto drasticamente, i mercati energetici globali sono stati sconvolti e gli alleati degli Stati Uniti si sono irritati. Un cessate il fuoco è stato dichiarato nei giorni scorsi, ma mostra già segni di fragilità. Le conseguenze economiche sono state gravi: l'inflazione è cresciuta al ritmo mensile più rapido degli ultimi quattro anni, alimentata dall'impennata dei prezzi della benzina. Per un presidente che ha promesso di abbassare i costi, si tratta di un problema politico serio, soprattutto con le elezioni di metà mandato di novembre all'orizzonte.

Le rivendicazioni di Trump non si fermano ai confini nazionali. Ha criticato il comitato del Nobel per la Pace per non avergli assegnato il premio, ha detto che il Canada "dovrebbe essere grato" per la protezione che deriva dalla vicinanza agli Stati Uniti e ha criticato a lungo gli altri membri della Nato per non aver contribuito abbastanza all'alleanza. Biden, dal canto suo, cercava più riconoscimento per aver guidato il Paese fuori dalla pandemia di Covid-19 e per aver evitato una recessione che molti economisti consideravano inevitabile.

I numeri raccontano una storia simile per entrambi. Il gradimento di Biden non è mai uscito dalla fascia bassa, nemmeno dopo l'approvazione del pacchetto di aiuti per la pandemia e di una legge bipartisan sulle infrastrutture. Trump non sta andando meglio: secondo una media dei sondaggi del Washington Post da marzo in poi, il 37 per cento degli americani approva il suo operato, mentre il 60 per cento lo disapprova, un livello vicino al punto più basso di entrambi i suoi mandati.

reshared this

Dopo tanto lavoro, Ghost ha finalmente attivato la federazione Activitypub (e non solo). Ma quali sono le newsletter e i blog italiani basati su #Ghost?

@Discussioni sul Fediverso italiano

Al momento questi sono quelli che abbiamo censito e che ricondividiamo per tutti gli interessati:

1) oradecima by Martino Wong: @oradecima by Martino Wong
2) Dungeonauta: @Dungeonauta
3) Monryse: @MonRyse
4) Mindthechart Intelligence: @MindTheChart Intelligence
5) Restworld: @Restworld Blog
6) Il Blog di Davide Benesso: @Davide Benesso: curiosità e automiglioramento
7) Gaming Review: @GamingReview.it
8) WPC Tech: @WPC Tech
9) The Submarine: @The Submarine
10) Manolo Macchetta: @Manolo Macchetta
11) Flavio Pintarelli: @Flavio Pintarelli | Writer & Strategist
12) Giovanni Bertagna: @Giovanni Bertagna - Blog

CONOSCI ALTRI BLOG E NEWSLETTER BASATI SU GHOST? ALLORA SEGNALACELI!

in reply to Zone di Transizione

sinceramente avrò poco più di 100 utenti al giorno e WordPress lo conosco abbastanza bene ormai (ci ho sviluppato anche qualche plugin). Ricominciare da zero, passare ad una vps, vuol dire spendere di più e dover re-imparare tutto da zero 😅
Questa voce è stata modificata (5 mesi fa)