2SAMUELE - Capitolo 10
Peccato di Davide (10,1-12,31)1Dopo questo, morì il re degli Ammoniti e Canun, suo figlio, divenne re al suo posto. 2Davide disse: “Manterrò fedeltà a Canun, figlio di Nacas, come suo padre la mantenne a me”. Davide mandò alcuni suoi ministri a consolarlo per suo padre. I ministri di Davide andarono nel territorio degli Ammoniti. 3Ma i capi degli Ammoniti dissero a Canun, loro signore: “Forse Davide intende onorare tuo padre ai tuoi occhi, mandandoti dei consolatori? Non ha piuttosto mandato da te i suoi ministri per esplorare la città, per ispezionarla e perlustrarla?”. 4Canun allora prese i ministri di Davide, fece loro radere la metà della barba e tagliare le vesti a metà fino alle natiche, poi li rimandò. 5Quando l'annunciarono a Davide, egli mandò qualcuno a incontrarli, perché quegli uomini si vergognavano moltissimo. Il re fece dire loro: “Rimanete a Gerico finché vi sia cresciuta di nuovo la barba, poi tornerete”.6Gli Ammoniti, vedendo che si erano attirati l'inimicizia di Davide, mandarono ad assoldare ventimila fanti di Aram Bet-Recob e di Aram Soba, mille uomini del re di Maacà e dodicimila uomini della gente di Tob. 7Quando Davide sentì questo, mandò Ioab con tutto l'esercito dei prodi. 8Gli Ammoniti uscirono e si disposero a battaglia all'ingresso della porta della città, mentre gli Aramei di Soba e di Recob e la gente di Tob e di Maacà stavano da parte, nella campagna.9Ioab vide che il fronte della battaglia gli era davanti e alle spalle. Scelse allora un corpo tra i migliori d'Israele, lo schierò contro gli Aramei 10e affidò il resto dell'esercito a suo fratello Abisài, per schierarlo contro gli Ammoniti. 11Disse: “Se gli Aramei saranno più forti di me, tu mi verrai a salvare; se invece gli Ammoniti saranno più forti di te, verrò io a salvarti. 12Sii forte e dimostriamoci forti per il nostro popolo e per le città del nostro Dio. Il Signore faccia quello che a lui piacerà”.13Poi Ioab con la gente che aveva con sé attaccò battaglia con gli Aramei, i quali fuggirono davanti a lui. 14Quando gli Ammoniti videro che gli Aramei erano fuggiti, fuggirono davanti ad Abisài e rientrarono nella città. Allora Ioab tornò dalla spedizione contro gli Ammoniti e venne a Gerusalemme.15Gli Aramei, vedendo che erano stati sconfitti da Israele, si riunirono insieme. 16Adadèzer mandò a chiamare gli Aramei che erano al di là del Fiume e quelli giunsero a Chelam; Sobac, comandante dell'esercito di Adadèzer, era alla loro testa. 17La cosa fu riferita a Davide, che radunò tutto Israele, attraversò il Giordano e giunse a Chelam. Gli Aramei si schierarono di fronte a Davide e si scontrarono con lui. 18Ma gli Aramei fuggirono davanti a Israele: Davide uccise degli Aramei settecento cavalieri e quarantamila fanti; colpì anche Sobac, comandante del loro esercito, che morì in quel luogo. 19Tutti i re vassalli di Adadèzer, quando si videro sconfitti da Israele, fecero la pace con Israele e gli rimasero sottoposti. Gli Aramei non osarono più venire a salvare gli Ammoniti.
__________________________Note
10,4 fece loro radere la metà della barba: il trattamento inflitto ai ministri di Davide è segno di mancanza di fiducia, ma esprime al contempo il realismo politico dei capi Ammoniti (v. 3).
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Approfondimenti
1-5. Nel quadro di un'accorta politica estera (cfr. 1Sam 22,3-4; 2Sam 3,3) Davide invia i suoi ambasciatori a porgere le condoglianze per la morte di Nacas re degli Ammoniti (cfr. 1Sam 1-11) che lo aveva aiutato contro Saul (v. 2), ma il giovane e inesperto figlio del defunto accusa gli inviati di Davide di essere spie e li respinge, schernendoli gravemente. Davide cerca di non esasperare la situazione (v. 5) ma la reazione scomposta degli Ammoniti – accortisi troppo tardi della sciocchezza commessa (v. 6) – lo costringe ad intervenire (v. 7). Il c. 10 riprende e sviluppa l'accenno del c. 8 (vv. 3-8.12) alle guerre contro gli Ammoniti e gli Aramei e al contempo introduce la narrazione del peccato di Davide (cc. 11-12).
2. «mandò... a fargli le condoglianze»: lett. «Mandò... a consolarlo» (cfr. 1Re 5,15).
3. «la città»: è la capitale ammonita Rabba (11,1; 12,26). Anche nel nome odierno (Amman) conserva il ricordo del popolo che l'abitò anticamente.
4. «barba... vesti...»: sono il distintivo dell'onore e del prestigio personale di chi le porta (cfr. 1Sam 18,4). Plutarco (Vita di Agesilao) cita il costume spartano di umiliare i soldati fuggiti dalla battaglia mandandoli in giro con le vesti rattoppate e la barba rasa a metà.
6-14. Cronaca della prima delle due campagne, svoltesi in due o tre anni successivi (11,1), contro gli Ammoniti e i loro alleati Aramei titolari di alcuni piccoli regni situati al nord, presso le sorgenti del Giordano. Alla mobilitazione avversaria Davide risponde inviando a Rabba Ioab e «tutto l'esercito dei prodi», ossia il fior fiore della sua piccola armata (cfr. 23,8-39: i gibbōrîm). L'esercito popolare sarà chiamato alle armi solo più tardi (v. 17). Resosi conto della manovra di accerchiamento predisposta dai nemici, Ioab attacca per primo i mercenari Aramei; la loro subitanea fuga induce anche gli Ammoniti a desistere dalla battaglia. L'episodio mette in luce un aspetto finora inedito del carattere di Ioab, uomo senza scrupoli (cfr. 3,24-29; 11,14-25; 20,4-13). Dinanzi al pericolo esorta Abisai al coraggio «per le città del nostro Dio» e alla sottomissione al suo beneplacito (v. 12). Tale sensibilità religiosa posta sulle labbra di un uomo cinico come lui può forse sorprendere; d'altra parte solo Dio «conosce il cuore di ogni uomo» (1Re 8,39; cfr. Ger 17,10). Bisogna solo prenderne atto e far tesoro dell'insegnamento ricevuto.
6. 1Cr 19,7 notifica che gli Aramei posero il campo «di fronte a Madaba», circa 30 km a sud di Rabba. Non era raro che il concentramento delle truppe avvenisse in una località relativamente distante da quella prevista per la battaglia (cfr. 1Sam 4,1; 29,1).
15-19. Il secondo episodio della guerra contro gli Aramei non corrisponde a quello narrato da 8,3-8, anche se il personaggio principale è lo stesso. Adad-Ezer vuol tentare la rivincita e prende l'iniziativa di coordinare le forze aramee, ma stavolta è Davide in persona a guidare le milizie Israelite e ad infliggergli la sconfitta decisiva. La morte del comandante in capo Sobak rende sufficientemente l'idea del disastro (cfr. 1Sam 31,6). D'ora in poi gli Aramei saranno vassalli d'Israele.
17. «Chelam»: si trovava in una zona imprecisata della Transgiordania, forse nella regione di Galaad all'altezza del lago di Genesaret. Alcuni la identificano con l'Alema di 1Mac 5,26. 1Cr 19,17 sostituisce il nome – forse perché ormai caduto in disuso e incomprensibile – con il pronome ’ālēhem (= [giunse] “presso di loro”).
(cf. ANGELO LANFRANCHI, 2Samuele – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)