Violenta una tredicenne ed esce dopo 48h perché è pentito.

Non ci sono parole, solo tanta rabbia e un senso di impotenza spaventoso.
A Torino un uomo di 42 anni muove le mani addosso a una ragazzina di appena 13 anni dentro il suo minimarket. Ci sono le telecamere che riprendono tutto, c’è la prova schiacciante, la Procura chiede il carcere.
Risultato? Il GIP (si sempre loro) lo scarcera dopo 48 ore. La motivazione? Perché si è detto “dispiaciuto” e perché, secondo il giudice, il “trauma dell’arresto” basta come lezione. Gli è stato dato solo l'obbligo di firma.

Ok.

Ma stiamo scherzando? Il trauma dell’arresto per l’aggressore?! E il trauma indelebile di una ragazzina di 13 anni dove lo mettiamo?
Che messaggio stiamo mandando? Che basta dire "scusa, sono pentito" per cancellare una violenza e tornarsene a casa liberi come prima?
Le forze dell'ordine fanno il loro lavoro, le vittime trovano il coraggio di denunciare, e poi la giustizia cancella tutto con un colpo di spugna. È inaccettabile. Non ci si può sentire al sicuro in un Paese dove chi commette un abuso si salva con due parole di circostanza.
#Giustizia #Torino #Vergogna #TutelaMinori #Inaccettabile

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