E tu, chi sei quando nessuno ti vede?


Vuoi sapere chi sei davvero?
Non guardare quello che fai quando tutti ti vedono, ma quello che fai quando sei sicuro che non lo saprà nessuno.
Essere gentili quando qualcuno può ringraziarti è facile. Essere corretti quando rischi di essere scoperto pure.
Fare una buona azione e pubblicarla sui social? Fantastico. Hai fatto del bene e hai pure preso i like.
Ma cosa fai quando sparisce il pubblico?
Trovi qualcosa che non è tuo e nessuno ti vede o magari qualcuno commette un errore a tuo vantaggio e potresti tranquillamente stare zitto.
O ancora incontri una persona dalla quale non puoi ottenere assolutamente niente.
Magari hai fatto una promessa a te stesso che nessuno sa che hai fatto.
Che fai?
Perché siamo bravissimi a costruire l’immagine della persona che vorremmo essere, di quello gentile, corretto, empatico e che ha dei valori.
Poi chiudi Instagram e comincia l’esame vero, perché i valori non sono quello che scrivi nella bio, ma quello che fai quando rispettarli non ti porta nessun vantaggio.
E vale anche nel rapporto con te stesso.
Hai detto che avresti iniziato, che avresti smesso e che ti saresti preso cura di te.
Poi nessuno controlla.
E allora?
La mindfulness serve anche a diventare testimoni di noi stessi. Non per giudicarci continuamente, ma per accorgerci della distanza tra la persona che diciamo di essere e quella che scegliamo di essere.
Perché alla fine il carattere non si costruisce nei grandi discorsi.
Lo si fa in centinaia di piccole decisioni invisibili, quelle per cui nessuno applaudirà, metterà un like o saprà niente, tranne te.
E forse è proprio quella la persona davanti alla quale vale maggiormente la pena essere coerenti.
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