Un altro libro molto interessante, sempre ambientato nella preistoria come “Before Adam” di Jack London di cui ho raccontato in precedenza, è “Il Destino Degli Eredi” (The Inheritors), del 1955, del Premio Nobel per la letteratura William Golding, lo stesso autore del più famoso “Il Signore Delle Mosche”.
In questa storia l’autore ci costringe, anche tramite una scelta linguistica audace e sperimentale che punta più sulle immagini che sulle parole, ad adottare il punto di vista di una piccola famiglia estesa di Neanderthal nell’epoca in cui, verso la fine della loro affascinante storia evolutiva, incontrarono per la prima volta i cugini Homo Sapiens. I Neanderthal più primitivi ma anche più sensibili e rispettosi, i Sapiens più evoluti dal punto di vista tecnologico e intellettuale ma, secondo il romanziere britannico, anche più violenti, spietati e degradati moralmente. Una specie di riproposizione del mito del buon selvaggio quindi, traslato nel passato più arcaico. E però chissà come sono andate davvero le cose. Giova ricordare comunque che effettivamente come esito fatale di quell’incontro, insieme anche a fattori climatici e ambientali concomitanti, i Neanderthal finiranno per estinguersi del tutto, qualcosa come 40.000 anni fa, lasciando noi Sapiens a regnare incontrastati su tutto il pianeta. Eppure la scienza ci dice anche che alcuni tratti di quella specie ormai estinta è rimasta dentro noi uomini e donne moderne, sotto forma di qualche punto percentuale di dna, che i Neanderthal ci hanno lasciato in eredità durante molti millenni di incontri, interazioni, relazioni e una convivenza più o meno pacifica (non sappiamo bene) tra medio oriente ed europa.
Una delle immagini più suggestive del romanzo: quando si scopre che la vecchia della piccola banda in cammino, quella che procede più adagio e misurando ogni passo, in realtà custodisce un piccolo fuocherello di braci dentro un contenitore di argilla secca nascosto tra le vesti; unica speranza di sopravvivenza, il fuoco vivo quando non si sa come accenderlo da zero, in un mondo ancora sotto l’artiglio delle glaciazioni.
Consiglio questa lettura, anche se non sempre facile per via dello stile, se volete passare un giorno da Neanderthal e riflettere sulle porcate che la civilizzazione senza dubbio si è portata dietro 👌😚
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