punto 1. nella vita bisognerebbe avere un briciolo di onestà. questo implica capire che quasi sempre sono problemi complessi e articolati e ricercare la soluzione facile non può funzionare. e questo è uno dei bias cognitivi tipici dei complottisti: ricondurre tutto alla ricerca del cattivo di turno (non l'unico bias). punto 2. ammesso e non concesso che in qualche modo indiretto la terra, il creato e tutto siano una qualche forma di creazione divina, cosa improbabile ma non del tutto impossibile, anche questa ipotesi merita di essere valutata. e razionalmente pure in questo caso dovrebbe apparire evidente un certo grado di complessità. e questo implica qualcosa. mettere l'uomo al centro della creazione e ritenere che tutti i mali del mondo dipendano dall'operato umano è sbagliato nella stessa misura di chi fa il fatalista e sostiene che siamo nelle mani di dio e che alla fine sia tutto causa di precise scelte "divine". il mondo andrebbe osservato attentamente in ogni suo aspetto prima di trarre delle conclusioni. e poiché non esiste solo l'uomo, l'osservazione non può prescindere ad esempio dall'osservazione del mondo animale non umano (il mondo animale INCLUDE l'uomo). personalmente ritengo l'universo sadico e crudele indipendentemente dall'operato umano, che poi nel suo piccolo e in ambito locale, trova sicuramente modo di auto infliggersi numerose (e localmente significative) sofferenze aggiuntive. come se non bastasse avere già l'universo contro. per certi versi le creature viventi dovrebbero unirsi sotto una forma di solidarietà condivisa e onnipervasiva. credo che una blanda forma di pietà condivisa esista già, anche se la creatura meno cosciente di tutto questo è guarda caso proprio l'uomo, causa arroganza credo.