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Oggi, 14 luglio, nel 1948, l'attentato a Togliatti. E dopodomani, 16, la vittoria di tappa di Bartali al Tour che contribuì a placare la piazza


L'attentato a Palmiro Togliatti e la vittoria di Gino Bartali al Tour de France sono due eventi storici intrecciati che si verificarono a pochi giorni di distanza nel luglio 1948, contribuendo insieme a evitare una possibile guerra civile in Italia.

Il 14 luglio 1948, alle ore 11:30, il segretario del Partito Comunista Italiano (PCI) Palmiro Togliatti fu colpito da quattro colpi di pistola mentre usciva da Montecitorio a Roma. L'autore dell'attentato fu lo studente di destra Antonio Pallante

L'evento scatenò immediatamente una violenta reazione: in tutta Italia, specialmente a Torino e Genova, decine di migliaia di persone scesero in piazza, le fabbriche furono occupate e la CGIL proclamò uno sciopero generale. Il clima sociale era al "calor bianco" e si temeva una vera e propria insurrezione armata, dato che molte armi erano ancora in circolazione dopo la Seconda Guerra Mondiale

Proprio mentre l'Italia precipitava nel caos, in Francia si stava svolgendo il Tour de France.
Il giorno successivo all'attentato, il 15 luglio 1948, nell'immaginaria tappa di riposo dei ciclisti, la carovana si trovò a confrontarsi con la notizia del ferimento di Togliatti. Nella tappa successiva, Cannes-Briançon (274 km, con la scalata dell'Izoard), il campione italiano Gino Bartali, allora 34enne e non dato come favorito, compì un'impresa epica. Attaccò in solitaria, staccando tutti i rivali (incluso il leader francese Louison Bobet) e vincendo la frazione, riducendo il distacco in classifica generale a poco più di un minuto

La vittoria di Bartali ebbe un impatto immediato sulla tensione politica: la notizia della sua vittoria, trasmessa via radio, avrebbe calmato le folle in piazza. Si racconta che alla Camera dei Deputati un esclamazione di un deputato ("Bartali ha vinto!") abbia placato il clamore e rasserenato gli animi

Secondo una versione molto diffusa (sebbene non completamente confermata storicamente), il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi avrebbe telefonato a Bartali chiedendogli di fare un'impresa per "distrarre" l'opinione pubblica e evitare la rivoluzione. Bartali avrebbe risposto affermativamente e si sarebbe impegnato al massimo

Bartali, che era già un'icona del mondo cattolico (avendo contribuito indirettamente alla vittoria della DC nelle elezioni di aprile 1948), divenne il "salvatore dell'Italia". La sua vittoria finale al Tour il 25 luglio 1948, dopo altre due vittorie di tappa, fu festeggiata da tutto il paese, superando le divisioni politiche

Sebbene alcuni storici ritengano che la portata dell'impresa di Bartali sia stata in parte ingigantita, è certo che il suo successo sportivo fornì un potente collante emotivo per un'Italia lacerata. Togliatti sopravvisse, invitò i comunisti alla calma e le tensioni si placarono, evitando il conflitto civile. Bartali vinse il suo secondo Tour (dopo 10 anni dal primo), divenendo un simbolo di unità nazionale oltre le divisioni ideologiche.

@Storia

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@storiaweb Due fotografie in bianco e nero affiancate. La foto a sinistra mostra il primo piano di una persona con gli occhiali, che indossa un abito scuro e una cravatta, con lo sguardo rivolto verso la sinistra dell'inquadratura. La foto a destra ritrae una persona in azione su una bicicletta, con il busto inclinato in avanti sopra il manubrio. Questa seconda immagine mostra la persona che indossa una maglia tecnica e pantaloncini sportivi, con uno sfondo scuro e indistinto.

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