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Secondo me questo è un ottimo momento per ripassarsi i grandi classici della letteratura distopica. Con i tempi che corrono, sia da una parte all'altra dell' Atlantico, magari aiuta a sviluppare un po’ di utili anticorpi 🙂

E così durante le ultime corsette, grazie a un audio-libro come se ne trovano molti online perché ormai è un'opera di pubblico dominio, mi sono divertito a ripassare il capolavoro di George Orwell 1984, del 1948. L’avevo letto da ragazzo e devo dire che mi aveva colpito molto. Decisamente formativo. E’ uno di quei libri che ti mette un germe dentro il cervelletto che poi rimane per sempre. Del resto penso sia difficile che possa lasciare indifferente chicchessia, per diverse ragioni. Non ho potuto fare a meno di notare, per esempio, la grande modernità. Sia dal punto di vista stilistico, dato che è molto sofisticato, sia dal punto di vista delle riflessioni sull’autoritarismo, che rimangono a tutt’oggi molto valide, e anzi, più che mai considerando certi piani inclinati che si stanno azionando sia nella “terra dei liberi” come anche dalle nostre parti. Per non parlare di altri luoghi in cui stavano belli avanti già da decenni. Per esempio non c’è dubbio che oggi più che mai ci sono monitor ovunque di ogni dimensione che vomitano propaganda a rotta di collo. E peggio mi sento, nell’altro senso di marcia, esistono strumenti di così alta efficacia e pervasività, tali che neanche Orwell avrebbe mai osato immaginare, che sono perfettamente in grado di spiarci ovunque, perfino nei più intimi pensieri. Anche i passaggi su quelle gu3rr3 infinite che coinvolgono lontane terre contese tra un continente e l’altro, località dai nomi per lo più impronunciabili, ostilità che spesso hanno più la funzione di compattare il fronte interno e giustificare certe strutture coercitive del potere, ebbene, non offrono molto appigli alla situazione attuale?! Per non parlare della negazione sistematica di ogni evidenza empirica, alla quale stiamo assistendo continuamente proprio in questi ultimissimi giorni, di fronte a immagini e video che dovrebbero inchiodare date persone alle loro responsabilità, mentre invece vengono sistematicamente negati da narrazioni contrarie a qualsiasi aderenza alla realtà. Il famoso 2+2 fa 5 del romanzo.

Una cosa che mi ha fatto flashare di questa lettura sono dei rimandi nettissimi ad altri libri che ho letto di recente. Tipo quando il torturatore O’Brian dice a Winston che se vuole una rappresentazione realistica della condizione dell'umanità deve immaginare la suola di un grosso stivale che preme contro una faccia, per sempre, senza scampo. Un rimando abbastanza noto e naturale, vista l’analogia, al romanzo distopico “Il Tallone Di Ferro” di Jack London, che pure avevo appena finito di leggere. Meno noto e prevedibile invece il secondo rimando che ho scovato, ossia quando O’Brian dice a Winston che se lui davvero si considera un vero essere umano allora è “l’ultimo uomo della sua specie sulla terra” e che loro invece, gli uomini fedeli al partito, sono “gli eredi”, ossia quelli che spietatamente prenderanno il posto della vecchia umanità. Questo in pratica è il soggetto preciso preciso, anche se traslato nell’epoca preistorica e ambientato tra i pacifici Neandethal e i più progrediti ma spietati Sapiens, del romanzo “Il destino Degli Eredi” di William Golding, che per puro caso avevo appena finito di leggere pochi giorni fa. Pazzesco quando una lettura tira l’altra e scopri che sono così collegate tra loro, e che anche gli stessi autori si erano letti e influenzati a vicenda 😮

Comunque, già che ci stavo immerso dentro ho visto anche la trasposizione cinematografica del romanzo, uscita proprio nel 1984, del regista Michael Radford, lo stesso che poi fece anche Il Postino. Be’, come spesso succede è solo un’ombra sbiadita del romanzo. Visivamente molto bello, molto potente, e anche le atmosfere sono perfette, però insomma, vale più che altro come una bella didascalia del romanzo. Se uno vedesse il film senza aver letto il libro non so quanto capirebbe del messaggio originale di Orwell, probabilmente poco, e di certo non farebbe lo stesso effetto profondo. Vorrei vedermi anche la trasposizione del 1956 ma chissà se si trova in giro, e comunque credo che sia ancora meno all'altezza, addirittura mi risulta che cambiarono il finale, inserendo un "happy ending", per non turbare troppo il pubblico americano. Figuriamoci 🤣

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