è vero che la scienza si basa su verifiche dei fatti, ma che nonostante questo non sempre riesce a interpretare correttamente e fino in fondo i fatti analizzati e verificati. spesso le sperimentazioni verificato fatti "parziali" nel panorama completo della complessità della realtà, e le conoscenze sono comunque incomplete per definizione. scegliere una conoscenza parziale o una fantasia? io scelgo la conoscenza parziale, l'unica che abbiamo. anche perché la scienza è al momento l'unico strumento di analisi oggettivo di cui dispone l'umanità, e l'unico strumento utile ad acquisire le informazioni in base alle quali prendere le proprie decisioni. chi accusa la scienza di sostenere spesso una cosa e poco dopo il contrario non tiene conto di alcune cose: 1) la scelta delle fonti: è chiaro che se ascolti sia la fonte serie che quella farloccona, indistintamente, senza alcuna capacità di distinzione, il dato inevitabilmente oscillerà, è ovvio che succede; 2) succede anche che si credano alcune cose che vengano poi smentite da studi seri successivi. ma la risposta è non credere più a niente? affidarsi alla magia e alla superstizione? esattamente quanto è funzionale un piano B di chi critica la scienza che non suggerisce un'alternativa valida? per come la vedo io, a voler essere razionali (e non esserlo non ha mai risolto più problemi di quelli che ha creato), è molto semplice capire quale sia l'unica cosa sensata da fare. nel momento in cui è dato per certo un fatto scientifico è direi saggio comportarsi seguendo quello. e se un giorno cambierà faremo saggiamente un'altra cosa. non piace cambiare? non piace questa cosa? ma oggettivamente che alternativamente ci sono? passare direttamente alla fantasia sarebbe la soluzione?