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di Marcello Veneziani
Non chiamatelo almeno โattacco preventivoโ: bombardare lโIran รจ stata unโaggressione premeditata e deliberata, non scaturita da alcuna minaccia imminente. LโIran non voleva la guerra e non pensava di usare armi di distruzione contro Israele e non perchรฉ sia un paese di pacifisti innocui ma perchรฉ sapeva che un attacco a Israele avrebbe decretato la distruzione dellโIran e la fine del regime. Che รจ avvenuta comunque, anche in mancanza di unโazione aggressiva di Teheran. Certo, il regime degli ayatollah รจ repressivo e liberticida, una parte della popolazione, non sappiamo se maggioritaria, lo sostiene e unโaltra lo detesta. Non sappiamo davvero quale delle due sia maggioritaria e quanto sia estesa la zona grigia nel mezzo. Non sappiamo quanto sia reale la rappresentazione che ne viene data in occidente e quanto la protesta sia autoctona e genuina o manovrata, sobillata dallโesterno. Ma ci fa inorridire un ordine mondiale imposto con la forza delle armi e la prepotenza dei capi; un impero che decide in modo unilaterale chi merita di stare sulla faccia della terra e chi no, e un paese che puรฒ impunemente da anni colpire i paesi vicini. Un imperatore prepotente affiancato da un criminale di guerra, sterminatore di popolo, che decidono a loro insindacabile e irreparabile giudizio chi sono i Criminali da uccidere e quelli invece che sono amici e alleati. Trump e Netanyau stanno mettendo a rischio il pianeta, lโequilibrio internazionale e stanno legittimando con le loro azioni di guerra altri soprusi e altre aggressioni nel mondo. Speriamo che lโattacco non si estenda e non inneschi altri conflitti interni e internazionali.
E lโItalia? Cosa volete che possa fare, รจ stata tenuta allโoscuro di tutto, come una minorenne. Continua a pettinare le bambole delle leggi elettoraliโฆ
Marcello Veneziani