Negoziati Russia-Ucraina del 2022: confermato il sabotaggio Nato
"Persino Victoria Nuland, ex sottosegretaria di Stato americana per gli affari politici e referente per l'Ucraina nell'amministrazione Obama, ha affermato che i negoziati di Istanbul sono falliti quando delle 'persone al di fuori dell'Ucraina' hanno messo in discussione l'accordo".
“Oleksandr Chalyi, ex viceministro degli Esteri e membro del team negoziale, afferma che le delegazioni ‘hanno redatto il cosiddetto Comunicato di Istanbul. Eravamo molto vicini, tra metà e fine aprile, a far finire la guerra con una soluzione pacifica’. Aggiunge che Putin ‘ha dimostrato un sincero impegno per trovare un compromesso realistico e raggiungere la pace’. Putin, afferma, ‘ha fatto tutto il possibile per raggiungere un’intesa con l’Ucraina’ e ‘voleva veramente trovare una soluzione pacifica’. Chalyi afferma che i due team negoziali ‘erano riusciti a trovare un compromesso molto concreto’ e che Putin aveva ‘deciso personalmente di accettare il testo di quel comunicato'”.
Quanti hanno rivelato tale denegata realtà concordano sul fatto che a mandare in fumo l’accordo fu il premier britannico Boris Johnson, inviato a Kiev dalla Nato a tale scopo.
Sawka ricorda come Ukrainska Pravda abbia “riportato che il 9 aprile 2022 Johnson si recò a Kiev per dire a Zelensky che con Putin ‘era necessario continuare a fare pressione, non negoziare’ e che, sebbene l’Ucraina fosse pronta a firmare un’intesa con la Russia, ‘l’Occidente non era altrettanto pronto’. Arakhamia ha confermato la notizia, affermando: ‘Al nostro ritorno da Istanbul, Boris Johnson giunse a Kiev e disse che non avremmo firmato assolutamente niente e che dovevamo semplicemente combattere'”.