LA COALIZIONE EPSTEIN AFFONDA LA FREGATA DENA
L’affondamento della fregata Dena, silurata da un sommergibile della marina statunitense al largo di Sry Lanka, cambia completamente la prospettiva di quel conflitto. Come fu per la perdita dell’incrociatore argentino General Belgrano, silurato da un sottomarino britannico durante la guerra per le Malvinas, l’episodio esplicita l’intenzione della coalizione Epstein di continuare la guerra fino alla resa senza condizioni dell’Iran.
Non è la possibilità che l’Iran possa dotarsi di un armamento nucleare, non è l’arsenale di missili terra-terra iraniani che ha scatenato l’aggressione dei nordamericani. É un combinato tra la voglia dei S1onisti di avere le mani libere per poter finire il genocid1o in Palestina e puntare verso la grande Isr4ele e l’esistenza stessa di uno Stato che voglia perseguire una sua politica autonoma che non è accettabile dai nordamericani e impedisce, da parte loro, qualsiasi soluzione di compromesso.
Ipotesi avvalorata dalla notizia che milizie curde avrebbero iniziato l’invasione della parte nord-ovest del territorio iraniano. Notizia poi smentita, per ora, dagli iraniani e dagli stessi curdi.
Evidentemente l’amministrazione Trump intende ritagliare per i curdi il ruolo rivestito dell’UCK nell’aggressione della Serbia e quello dell’Alleanza del Nord in Afghanistan: fare il lavoro sporco e mettere “ boots on the ground” al posto di truppe nordamericane, eventualità che non sarebbe accettabile per l’opinione pubblica degli Stati Uniti.
È necessario che i popoli si mobilitino contro l’aggressione della coalizione Epstein all’Iran, in Europa, negli stessi Stati Uniti e in tutto il mondo. È necessario non lasciare le piazze a squallidi personaggi che sventolano bandiere dello scià e bandiere sioniste. Il Partito Comunista di Unità Popolare è disposto a marciare a fianco di chiunque intenda cercare di fermare questi venti di guerra che rischiano di travolgere.
Non è la possibilità che l’Iran possa dotarsi di un armamento nucleare, non è l’arsenale di missili terra-terra iraniani che ha scatenato l’aggressione dei nordamericani. É un combinato tra la voglia dei S1onisti di avere le mani libere per poter finire il genocid1o in Palestina e puntare verso la grande Isr4ele e l’esistenza stessa di uno Stato che voglia perseguire una sua politica autonoma che non è accettabile dai nordamericani e impedisce, da parte loro, qualsiasi soluzione di compromesso.
Ipotesi avvalorata dalla notizia che milizie curde avrebbero iniziato l’invasione della parte nord-ovest del territorio iraniano. Notizia poi smentita, per ora, dagli iraniani e dagli stessi curdi.
Evidentemente l’amministrazione Trump intende ritagliare per i curdi il ruolo rivestito dell’UCK nell’aggressione della Serbia e quello dell’Alleanza del Nord in Afghanistan: fare il lavoro sporco e mettere “ boots on the ground” al posto di truppe nordamericane, eventualità che non sarebbe accettabile per l’opinione pubblica degli Stati Uniti.
È necessario che i popoli si mobilitino contro l’aggressione della coalizione Epstein all’Iran, in Europa, negli stessi Stati Uniti e in tutto il mondo. È necessario non lasciare le piazze a squallidi personaggi che sventolano bandiere dello scià e bandiere sioniste. Il Partito Comunista di Unità Popolare è disposto a marciare a fianco di chiunque intenda cercare di fermare questi venti di guerra che rischiano di travolgere.