ENI FESTEGGIA LA GUERRA


La tragedia della guerra colpisce tutti, ma non chi ci riesce a lucrare sopra.
Se per gli italiani, la guerra in Iran (oltre alla sua tragedia) ha comportato un innalzamento insensato e spesso preventivo dei prezzi dei carburanti, che andranno a incidere anche su ogni bene trasportato su gomme e quindi andando ad aumentare di ogni prezzo, alcuni però riescono a festeggiare. A farlo sono le aziende collegate al settore dell’energia, tra cui spicca l’italiana ENI.
ENI ha presentato il nuovo piano strategico per il prossimo quinquennio, che prevede investimenti per 5 miliardi l’anno. Per il 2026, l’azienda proporrà un dividendo di 1,10 euro, in aumento di circa il 5%, e un programma di riacquisto di azioni proprie inizialmente fissato a 1,5 miliardi di euro. Se inoltre, sulla scia della guerra in Iran, il prezzo del petrolio rimarrà superiore a 90 dollari al barile, l’azienda distribuirà sotto forma di dividendo straordinario il 100% del flusso di cassa aggiuntivo. Una decisione che segue l’andamento delle azioni del colosso energetico, cresciute del 26% nell’ultimo mese. L'amministratore delegato Descalzi, interpellato sulla guerra in Iran ha minimizzato la portata delle potenziali conseguenze su ENI e tale comunicazione ha prodotto il decollo del titolo in borsa, che ha registrato un rialzo del 2,5%.
Così, mentre i cittadini italiani si trovano alle prese con l’aumento dei costi dell’energia – in particolare il caro carburante , ENI festeggia la guerra facendo utili record.