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𝗜𝗟 𝗣𝗘𝗧𝗥𝗢𝗟𝗜𝗢 È 𝗩𝗘𝗡𝗘𝗭𝗨𝗘𝗟𝗔𝗡𝗢. 𝗜 𝟭𝟯 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗔𝗥𝗗𝗜 𝗛𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗔𝗦𝗜𝗟𝗢 𝗔 𝗪𝗔𝗦𝗛𝗜𝗡𝗚𝗧𝗢𝗡

Dopo l’operazione militare statunitense e la cattura di Nicolás Maduro, Washington ha assunto il controllo delle esportazioni petrolifere venezuelane.

Il Financial Times ha fatto i conti: da gennaio gli Stati Uniti hanno raccolto più di 13 miliardi di dollari dalla vendita del greggio venezuelano. Non necessariamente utili netti, ma ricavi finiti sotto la gestione americana. La destinazione completa di quel denaro, però, non risulta pubblicamente ricostruibile.

Nel decreto firmato il 9 gennaio, la Casa Bianca assicurava che quei fondi restavano p̲r̲o̲p̲r̲i̲e̲t̲à̲ ̲s̲o̲v̲r̲a̲n̲a̲ ̲d̲e̲l̲ ̲V̲e̲n̲e̲z̲u̲e̲l̲a̲, semplicemente custoditi nei conti del Tesoro statunitense. Successivamente Trump ha invece parlato dei consistenti benefici economici ottenuti dagli Stati Uniti.

Nella nuova grammatica imperiale, evidentemente, “custodire” e “guadagnare” sono diventati sinonimi.

Sul sito ufficiale venezuelano compare un solo trasferimento: s̲o̲l̲o̲ ̲3̲0̲0̲ ̲m̲i̲l̲i̲o̲n̲i̲ ̲d̲i̲ ̲d̲o̲l̲l̲a̲r̲i̲. Washington sostiene che altri miliardi siano stati utilizzati per stipendi, importazioni e aiuti, ma senza una rendicontazione pubblica dettagliata. Anche il deputato statunitense Joaquin Castro denuncia che il Congresso non dispone di informazioni complete.

Il petrolio è venezuelano.
Il conto corrente è americano.
L’estratto conto, invece, dev’essere coperto dal segreto di Stato.

È il colonialismo aggiornato alla versione digitale: non serve più piantare una bandiera sul palazzo presidenziale. Bastano un’operazione militare, un decreto del Tesoro e una conferenza stampa sulla «stabilità democratica».

Il punto non è trasformare Maduro in un santo. Il punto è capire quale diritto internazionale permetta a una potenza di catturare il presidente di un altro Stato, controllarne la principale fonte di reddito e poi chiedere al mondo di fidarsi sulla destinazione dei soldi.

E soprattutto: quale parola userebbero i nostri editorialisti se al posto degli Stati Uniti ci fossero Russia, Cina o Iran?

Don Chisciotte

Fonti: Financial Times, 22 luglio 2026; Casa Bianca, Executive Order 14373 del 9 gennaio 2026.