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Oggi, 25 luglio, nel 1943: la caduta di Mussolini


L’estate del 1943 è un periodo drammatico per l’Italia. Le sconfitte militari in Africa (El Alamein, novembre 1942) e lo sbarco alleato in Sicilia (10 luglio 1943) mettono in luce l’incapacità del regime fascista di gestire la guerra. La popolazione è stremata dai bombardamenti, dalla fame e dalla repressione. Anche tra le élite — industriali, militari e monarchiche — cresce il malcontento verso Benito Mussolini, accusato di aver trascinato il Paese nel disastro.

Nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1943, il Gran Consiglio del Fascismo si riunisce (immagine) a Palazzo Venezia per discutere la situazione. Dino Grandi, ex ministro degli Esteri, presenta un Ordine del Giorno che chiede il ritorno del Re al comando delle Forze Armate, di fatto togliendo ogni potere a Mussolini. Il testo è una condanna indiretta del Duce, accusato di aver portato l’Italia al collasso.
Il voto è storico: 19 favorevoli, 7 contrari, 1 astenuto. Tra i favorevoli ci sono Galeazzo Ciano (genero di Mussolini), Emilio De Bono e Luigi Federzoni. Mussolini, consapevole della sconfitta, esclama: "Voi avete provocato la crisi del regime!".

Il 25 luglio 1943, Mussolini si reca a Villa Savoia per un colloquio con Vittorio Emanuele III. Il Re, che da tempo medita di liberarsi del Duce, lo informa del suo licenziamento e della nomina del maresciallo Pietro Badoglio a capo del governo. Mentre Mussolini esce da Villa Savoia, viene fermato dai carabinieri (immagine). La frase che gli viene attribuita è: "La commedia è finita".
La notizia viene diffusa alla radio alle 22:45 del 25 luglio: "Sua Maestà il Re e Imperatore ha accettato le dimissioni di Sua Eccellenza il Capo del Governo, On. Benito Mussolini, e ha nominato Capo del Governo il Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio".

La caduta di Mussolini non porta alla pace. Il governo Badoglio avvia trattative segrete con gli Alleati, e l’8 settembre 1943 annuncia l’armistizio. I tedeschi, che nel frattempo hanno occupato l’Italia, liberano Mussolini il 12 settembre e lo portano in Germania. Il 23 settembre viene proclamata la Repubblica Sociale Italiana (RSI), uno "Stato fantoccio" nel Nord e Centro Italia controllato dai nazisti.
L’Italia è ora divisa: al Sud i territori liberati dagli Alleati, al Nord la RSI e l’occupazione tedesca. Inizia così la guerra civile tra partigiani e "repubblichini", che durerà fino al 25 aprile 1945.

Fonti:

De Felice, R. (1974). Mussolini il Duce. Gli anni del consenso 1929-1936. Einaudi.
Bosworth, R. J. B. (2002). Mussolini. Arnold Publishers.
Archivio Centrale dello Stato, Verbali del Gran Consiglio del Fascismo.
Pavone, C. (1991). Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza. Bollati Boringhieri.
Paggi, L. (1997). La caduta del fascismo. Il Mulino.
Grandi, D. (1985). Il 25 luglio. Mondadori.
Ciano, G. (1948). Diario 1937-1943. Rizzoli.
Badoglio, P. (1946). L’Italia nella seconda guerra mondiale. Mondadori.
Montanelli, I., & Cervi, M. (1965). L’Italia della disfatta. Rizzoli.

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@storiaweb Una fotografia in bianco e nero ritrae un gruppo di persone sedute dietro una lunga tavola in una sala formale. Le persone sono disposte lungo il tavolo, che presenta vari documenti; alcuni individui indossano abiti scuri con decorazioni visibili sulle spalle o sul petto. Sulla destra, una persona siede a una scrivania separata e leggermente rialzata rispetto al gruppo principale. Le pareti della sala sono decorate con quadri incorniciati di diverse dimensioni e un vaso ornamentale è posto su un piedistallo a sinistra. Il pavimento presenta un tappeto con motivi complessi sotto la tavola.

Questa illustrazione in bianco e nero per la copertina del giornale "DOMENICA DEL CORRIERE" mostra un gruppo di persone davanti a un edificio con finestre ad arco. Al centro, un individuo in abito scuro e cappello interagisce con una persona in uniforme militare; sulla destra è visibile parte di un'auto d'epoca e sul bordo sinistro la sagoma di una persona che tiene un oggetto lungo simile a un fucile. Il testo in alto a sinistra riporta "No, io non credo che esista l'amore di Christine Kehler alle pagg. pagg. 10-19", al centro il titolo "DOMENICA DEL CORRIERE" e in alto a destra "Pedro Mantredini ha nostalgia di cultura servizio alle pagg. 23-33" 23-33". In basso a sinistra si legge "L'arresto di Mussolini".

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