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Il 2 agosto di 46 anni fa, 10.25 del mattino, la stazione ferroviaria di Bologna è devastata dallo scoppio di una bomba che uccide 85 persone e ne ferisce altre 200


La strage di Bologna del 2 agosto 1980 rimane il più grave attentato terroristico nella storia dell'Italia repubblicana.
L'esplosione, avvenuta alle 10:25 nella sala d'attesa della stazione centrale, fu attribuita alla strategia della tensione e legata a gruppi neofascisti.

Il percorso giudiziario della strage di Bologna è stato lungo e complesso, caratterizzato da decenni di indagini, depistaggi e processi che hanno coinvolto esecutori materiali, mandanti e chi ha ostacolato le ricerche della verità.

La Cassazione ha confermato in via definitiva la responsabilità dei terroristi dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR)


Valerio Fioravanti e Francesca Mambro: condannati all'ergastolo nel 1995 come esecutori materiali dell'attentato. Nonostante la condanna, hanno sempre negato la loro colpevolezza

Luigi Ciavardini: condannato all'ergastolo nel 2007, era minorenne al momento dei fatti.

Gilberto Cavallini: condannato all'ergastolo in via definitiva nel 2020 per concorso nella strage, avendo fornito supporto logistico.

Paolo Bellini: ex "primula nera" di Avanguardia Nazionale, condannato all'ergastolo in via definitiva nel luglio 2025 come ulteriore esecutore materiale, confermando la matrice neofascista dell'attentato.

I mandanti e la "strage di secondo livello"


Le indagini hanno rivelato un "secondo livello" di responsabilità legato alla Loggia massonica P2 (Propaganda Due) e ai servizi segreti deviati. Sebbene molti protagonisti di questo livello siano morti prima del processo, alcuni sono stati comunque giudicati.

Licio Gelli (Grande Maestro della P2), Francesco Pazienza, e gli ufficiali dei servizi segreti Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte sono stati condannati per depistaggi (10 anni per Gelli e Pazienza, pene minori per gli altri).

La sentenza ha sancito che l'ideazione della strage sarebbe stata della P2 con l'aiuto dei "servizi" deviati.

@Storia

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@storiaweb Una fotografia in bianco e nero mostra una scena presso una stazione ferroviaria con un lungo treno passeggeri e un grande cumulo di detriti in primo piano. Il mucchio di macerie è composto da molti mattoni e pietre spezzate sparsi sul terreno. Diverse persone sono distribuite nell'area, alcune vicino ai binari e altre tra i detriti; alcuni individui indossano cappelli o uniformi. Un'insegna appesa a una struttura riporta il testo "RISTORANTE" sulla riga superiore e "BAR-TAVOLA-CALDA" su quella inferiore. inferiore. Sulla sinistra, un treno è fermo accanto a una banchina dove una persona si trova vicino a un pilastro.

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