GIORNO DELLA VITTORIA L’ARMATA ROSSA VINCE IL MOSTRO NAZISTA


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Nelle prime ore del 9 maggio 1945, a Berlino, il feldmaresciallo Wilhelm Keitel, firmò la resa di tutte le truppe tedesche di terra, mare ed aria nelle mani del Maresciallo Georgij Konstantinovič Žukov, comandante del 1° Fronte Bielorusso. Finiva così quella spaventosa carneficina, iniziata dai nazisti con l’invasione della Polonia nel settembre 1939, che aveva causato più di 60 milioni di morti e ridotto l’Europa un cumulo di macerie. Di quei morti quasi 27 milioni erano cittadini sovietici.
Ora dopo 81 anni i discendenti degli sconfitti del 1945, fatti fuggire in America dagli Alleati Occidentali, hanno rialzato la testa e sono giunti a governare diversi Paesi dell’Occidente collettivo. Il tentativo di riscrivere la storia è ormai smaccato. Il tentativo di sminuire il ruolo dell’Unione Sovietica nella sconfitta del Nazifascismo cerca di esplicitarsi nell’immaginario collettivo non potendo però poggiare su elementi storici concreti.
Cominciò Benigni con i carri armati statunitensi che liberavano il lager di Auschwitz. Per finire con l’Unione Europea che ha parificato il comunismo al nazismo.
Ma noi non dimentichiamo. Siamo consapevoli che è stata principalmente l’Armata Rossa a distruggere la macchina bellica nazista. Siamo consapevoli che la nostra libertà è dovuta il larghissima parte al sacrificio dei popoli sovietici.
Per questa ragione saremo presenti alle celebrazioni della Vittoria che ci sarannno in molte località italiane, anche in memoria di soldati sovietici che combatterono a fianco del nostri partigiani.
Le nostre bandiere saranno assieme a quelle sovietiche, quelle partigiane e le Bandiere della Vittoria.
Con gratitudine e per la conservazione della memoria perché tutto questo non accada nuovamente.