in reply to simona

vedi... tu parli di "forza esterna". in tempi di fascismo in rinascita pure una frase così innocente può sembrare pericolosa. ma il problema è culturale. e la cultura non si improvvisa. l'assenza di cultura produce alimenta la non cultura e un baratro sempre più profondo. la cultura non è conoscenza dei classici della letteratura. la cultura è essere cittadini partecipi del mondo ed aver capito quel minimo che permette di distinguere cosa è importante e cosa no, cosa ci distingue e cosa ci unisce. lo "spaesamento" derivante dalla mancanza di cultura produce paura e reazioni istintive. e pare ovvio rifiutare il diverso come una minaccia. eppure è una reazione autodistruttiva. sinceramente non so come si inverta questa tendenza e non mi pare che la governance di destra stia promuovendo la circolazione di idee e la cultura. magari lo faceva pure male la sinistra per quei 5 anni su 30 in cui è stata al governo. eterni governi di destra che producono solo delirio e deserto.
in reply to simona

@simona Per "forza esterna" non alludo certo all'intervento dell'uomo forte, ci mancherebbe; quell'idea è lontanissima anni luce da me. Quello che penso è che si debba trovare la forza e il modo di uscire da una bolla in cui, come osservi, c'è uno spaesamento collettivo. Sono spaesati gli studenti, gli insegnanti, la capacità di coalizzarsi è ridotta a zero per decreto o per razzismo e xenofobia indotti e pubblicizzati; questa è la più grande truffa ai danni degli sfruttati che, guardandosi con sospetto, non comprendono di essere nella stessa barca, mentre gli oligarchi gozzovigliano. Come si fa a ricucire il tessuto di una società ridotta così? Non ho risposte, solo domande, solo flebili speranze, ahimé, in non so nemmeno io cosa.
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