Tra le ultime dimore dei grandi, quella di Vincent occupa un posto particolare.
Visitare il piccolo albergo dove trascorse i suoi ultimi 70 giorni, calcare i sentieri che ogni giorno percorreva, rivedere gli scenari dei quadri (più di 80!) che vi dipinse, appoggiando forse il cavalletto proprio a lato di questa pietra, o in quel piccolo spiazzo nel terreno...
Riconoscere le radici degli ultimi alberi che dipinse, poche ore prima di tornare (ferito a morte) in quella stanzetta spoglia dove avrebbe agonizzato ancora due giorni...
Vederlo riposare sotto una coltre di edera accanto all'amato fratello Theo, proprio di fronte al campo di grano dove un volo di corvi (reali o forse sognati) aveva gettato nella sua anima l'ombra dell'ineluttabile...
Passare anche solo qualche ora a Auvers-sur-Oise è qualcosa che tocca nel profondo.
Sicuramente un ricordo che rimarrà e che si legherà in me ai versi di Don McLean:
And when no hope was left in sight
On that starry, starry night
You took your life as lovers often do
But I could have told you Vincent
This world was never meant for one as
Beautiful as you