Sui bambini nati all’estero, la Cassazione rimette alle Sezioni Unite il caso dei certificati di nascita trascritti in alcuni Comuni e rifiutati in altri


Filomena Gallo commenta: “Le Sezioni Unite sono chiamate a chiarire se l’attuale sistema garantisca una tutela effettiva dei diritti dei minori nati all’estero attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistita con gravidanza per altri.”


Sui certificati di nascita validi all’estero e trascritti in alcuni Comuni italiani ma rifiutati in altri, la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite una questione di massima importanza: la tutela dello status filiationis di minori nati all’estero da genitori italiani e già titolari, secondo la legge dello Stato di nascita, di un rapporto di filiazione pienamente valido.

Il caso nasce dalla vicenda di una famiglia pugliese e di un bambino di quasi sei anni che, pur titolare di un rapporto di filiazione validamente costituito nello Stato di nascita, in Italia si è visto negare dall’ufficiale di stato civile la trascrizione integrale del certificato di nascita formato all’estero.

Il rapporto di filiazione è sorto in un Paese dove è legale accedere alla fecondazione assistita con gravidanza per altri. La Procura della Repubblica in Italia ha accertato che la coppia non ha commesso alcun reato secondo la legge italiana e i genitori non sono mai decaduti dalla responsabilità genitoriale. Nonostante ciò, il Comune di residenza e il tribunale hanno ritenuto che l’ordine pubblico impedisca la trascrizione completa dell’atto di nascita. Secondo questa impostazione, la madre dovrebbe adottare il proprio figlio. Eppure, a pochi chilometri di distanza dal Comune di residenza della famiglia, in altri Comuni i certificati, formati all’estero, vengono trascritti integralmente. Il ricorso è stato presentato dai genitori del minore, assistiti dall’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, insieme a un ampio collegio di studio e difesa, composto dalle avvocate Natalia Paoletti, Ginevra Paoletti, Francesca Re, Alessia Cicatelli e dagli avvocati Pierpaolo Cavazzino e Angelo Calandrini.

Nell’ordinanza di rimessione la Cassazione chiarisce che non è chiamata a pronunciarsi sulla liceità della tecnica procreativa utilizzata, ma sulla diversa questione giuridica relativa alla tutela dei diritti del minore e al riconoscimento degli effetti di uno status di filiazione validamente formato all’estero, in una situazione nella quale i genitori non hanno mai perso né limitato la responsabilità genitoriale e il rapporto familiare è effettivo e continuativo.

La Corte richiama inoltre la giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo cui i figli non possono subire limitazioni nei loro diritti a causa delle scelte procreative degli adulti e deve essere sempre garantita una tutela effettiva dell’identità e della vita familiare del minore.

La Cassazione chiarisce un punto essenziale: non è in discussione la tecnica procreativa, ma i diritti e la tutela di un minore che vive con i propri genitori e che da sei anni attende il riconoscimento pieno del proprio status di figlio riconosciuto all’estero ma non trascritto in Italia, nonostante il fatto che i genitori non sono mai decaduti dalla potestà genitoriale”, dichiara l’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Il problema che emerge da questo caso è anche istituzionale: atti di nascita identici vengono trascritti in alcuni Comuni e rifiutati in altri, con il risultato che lo status di figlio può dipendere dal luogo di residenza. Le Sezioni Unite sono ora chiamate a chiarire come l’ordinamento debba garantire una tutela effettiva dei diritti dei minori quando il rapporto di filiazione è già riconosciuto nello Stato di nascita.


L’Associazione Luca Coscioni continuerà a impegnarsi, nelle aule di tribunale e nel dibattito pubblico, affinché nessun bambino venga discriminato per il modo in cui è nato e il diritto italiano sia pienamente conforme ai principi costituzionali e internazionali di tutela dell’infanzia.

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