The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Marco Cappato il 25 aprile al Catania Book Festival all’incontro “Credere Disobbedire Combattere”

Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, sarà protagonista di un incontro pubblico dedicato al suo libro “Credere Disobbedire Combattere”, pubblicato da Rizzoli.

📍 Auditorium C. Marchesi Palazzo della Cultura, Catania📅 25 aprile 2026🕘 Ore 21:15 Qui per il biglietto del festival


L’appuntamento, moderato da Leandro Perrotta giornalista di “La Sicilia”, sarà un’occasione per approfondire i temi che che da anni segnano l’impegno politico e civile di Cappato: la disobbedienza civile, la difesa dei diritti, la libertà di scelta e il rapporto tra iniziativa individuale e cambiamento collettivo.

L’incontro, offrirà uno spazio di confronto pubblico su battaglie che riguardano la democrazia, l’autodeterminazione e la responsabilità personale e politica.L’incontro è a ingresso libero, previo acquisto del biglietto per il festival disponibile a questo link

L'articolo Marco Cappato il 25 aprile al Catania Book Festival all’incontro “Credere Disobbedire Combattere” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Irene Pellizzone con la Cellula Coscioni Monza a Desio per l’incontro “Liberi fino alla fine. Lo Stato del fine vita in Italia”

📍 Sala Pertini, via Lombardia Desio📅 27 aprile 2026🕘 Ore 21:00
prenotazione necessaria al seguente link


La Cellula Coscioni Monza partecipa a Desio all’incontro pubblico “Liberi fino alla fine. Lo Stato del fine vita in Italia”, un momento di confronto dedicato alla situazione del fine vita nel nostro Paese, tra diritti riconosciuti, ostacoli ancora presenti e battaglie politiche e giuridiche aperte.

Interverranno Riccardo Magi, deputato e segretario di +Europa; Alfredo Bazoli, senatore del Partito Democratico; Irene Pellizzone, avvocata e membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni. Modera Alessandra Palma, giornalista.

Necessaria prenotazione a seguente link

L'articolo Irene Pellizzone con la Cellula Coscioni Monza a Desio per l’incontro “Liberi fino alla fine. Lo Stato del fine vita in Italia” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Bari organizza l’incontro “Fine vita. Difendere i diritti conquistati”

📍 Sala Ex Tesoreria, Comune di Bari, Corso Vittorio Emanuele II 84, Bari📅 16 aprile 2026🕟 Ore 16:15


All’interno della cornice della mobilitazione nazionale sul fine vita la Cellula Coscioni Bari organizza l’incontro pubblico “Fine vita. Difendere i diritti conquistati”.Interverranno, nella prima parte dedicata alle criticità della legge del Governo: N. Sisto, coordinatore della Cellula Coscioni Bari; N. Grasso, professore di Diritto costituzionale all’Università del Salento e assessore alla legalità e trasparenza del Comune di Bari; F. Bellino, professore ordinario di Filosofia morale e Bioetica.

Nella seconda parte, dedicata alla disciplina regionale del suicidio medicalmente assistito, prenderanno parte: N. Sisto, coordinatore della Cellula Coscioni Bari; F. Spaccavento, presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Puglia; M. La Ghezza, capogruppo M5S del Consiglio regionale della Puglia; L. Palmisano, vicesegretario regionale del PD Puglia.

L’incontro sarà introdotto e moderato da R. Schena, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, e rappresenterà un momento di confronto pubblico su diritti già acquisiti e ostacoli ancora presenti. Sarà inoltre possibile firmare l’appello contro la legge sul fine vita del Governo, che minaccia di cancellare quanto ottenuto fin qui.

L'articolo La Cellula Coscioni Bari organizza l’incontro “Fine vita. Difendere i diritti conquistati” proviene da Associazione Luca Coscioni.

La Cellula Coscioni Vicenza-Padova organizza l’incontro “Liberi subito Veneto”


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Vicenza-Padova organizza l’incontro “Liberi subito Veneto”

📍 Villa Tacchi, viale della Pace 89, Vicenza
📅 Venerdì 17 aprile 2026
🕡 Ore 18:30


Nella corniche della mobilitazione nazionale sul fine vita la Cellula Coscioni Vicenza-Padova organizza a Vicenza l’incontro pubblico “Liberi subito Veneto”, interverranno Elena Ostanel, consigliera regionale del Veneto per Alleanza Verdi e Sinistra; Diego Silvestri, membro del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni; Matteo D’Angelo, disobbediente civile dell’Associazione Luca Coscioni.

Sarà un momento di confronto pubblico per fare il punto sulla situazione in Veneto ma anche per firmare l’appello contro la legge sul fine vita del Governo, che minaccia di cancellare quanto ottenuto fin qui.

L'articolo La Cellula Coscioni Vicenza-Padova organizza l’incontro “Liberi subito Veneto” proviene da Associazione Luca Coscioni.

Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Difendiamo la Corte Penale Internazionale!
Domani parte il “satyagraha” in difesa della Corte . Sarò in digiuno di dialogo con Von der Leyen, e manifesteremo con Eumans alle 13 a Bruxelles davanti alla Commissione europea per chiedere di bloccare le sanzioni di Trump contro la Corte. Il 16 sarò alla manifestazione di Milano.

Oltre 100 persone parteciperanno al digiuno a staffetta da qui fino al 17 luglio, e ci saranno presidi in tantissime città europee.

In New Mexico prosegue il sostegno alle terapie psichedeliche


Testo preparato con Peppe Brescia


Dopo la legge che nel 2025 ha aperto agli utilizzi medici della psilocibina, il New Mexico sembra sempre più intenzionato a investire nella ricerca riguardo le molecole psichedeliche.

Approvando il bilancio statale per il prossimo anno fiscale, la governatrice Michelle Lujan Grisham ha autorizzato uno stanziamento pubblico destinato ad agevolare l’accesso alle terapie assistite con psilocibina per le fasce di popolazione con redditi bassi. La misura prevede un finanziamento di circa 630mila dollari destinato al Psilocybin Treatment Equity Fund, un fondo creato nell’ambito del Medical Psilocybin Act allo scopo di evitare che i costi, spesso molto elevati, rendano di fatto le terapie un privilegio per pochi.

Il fondo verrà suddiviso in due tranche: uno stanziamento da 150mila dollari andrà a confluire direttamente nel Psilocybin Treatment Equity Fund, mentre i rimanenti 480mila dollari copriranno ulteriori spese per l’accesso equo. Parallelamente, è stata deliberata anche una dilazione fino al termine dell’anno fiscale 2027 in merito all’attuazione del finanziamento di un milione di dollari pianificato al fine di supportare il programma di ricerca sulla psilocibina affidato al Dipartimento della Salute.

Per quanto riguarda l’erogazione dei servizi, i legislatori del New Mexico hanno privilegiato un approccio molto rigoroso: le terapie saranno somministrate esclusivamente in contesti clinici controllati, con la supervisione di professionisti qualificati.

Secondo uno schema canonico in questo tipo di studi, il modello di trattamento verrà strutturato attorno a una sessione preparatoria, una sessione di somministrazione e una successiva sessione di integrazione.

Al Dipartimento della Salute spetterà invece la responsabilità di definire le linee guida per la formazione di medici e produttori, nonché la supervisione riguardo dosaggi, luoghi di somministrazione approvati e protocolli di produzione e conservazione. I funzionari statali rilasceranno inoltre le licenze ai produttori per la coltivazione di funghi e la lavorazione della psilocibina.

La psilocibina sintetica continuerà invece a essere considerata una sostanza illecita.

La decisione, oltre che a segnare l’ennesima apertura in merito alle terapie psichedeliche, pone al centro del dibattito il tema dell’equità in ambito sanitario, aspetto che costituisce uno degli elementi di innovazione del programma. Il fondo che servirà a coprire i costi delle terapie per i pazienti non sarà dunque strutturato in base alle possibilità economiche, ma a determinati requisiti circa il reddito, garantendo un ampliamento della possibile platea di persone candidabili ai trattamenti.

Come sottolineato dal senatore democratico Jeff Steinborn, tra i principali sostenitori della proposta, “una parte importante della nostra legge statale è stata la creazione di un fondo di equità, per garantire che tutti i cittadini del Nuovo Messico che soddisfano i requisiti per il programma possano accedervi, non solo coloro che dispongono di risorse finanziarie.

Da sottolineare come l’inserimento del Psilocybin Treatment Equity Fund all’interno del bilancio statale non si è rivelato un processo automatico. Inizialmente, infatti, non era previsto che il finanziamento rientrasse nel provvedimento generale: a rivelarsi decisive sono state le pressioni e le manifestazioni pubbliche portate avanti da parte di associazioni, operatori sanitari e attivisti, evidenziando il ruolo di primo piano svolto da società civile e professionisti del settore.

Oltre ad attivare un fondo per i pazienti, il New Mexico ha inoltre previsto ulteriori risorse, da destinare alla ricerca scientifica: una parte del budget dello Stato, pari a 150mila dollari, sarà così finalizzata a finanziare alcuni studi sull’efficacia della psilocibina nel trattamento dell’ansia nei pazienti terminali, condotti dall’Università del New Mexico.

Come annunciato dalle autorità sanitarie statali nel Dicembre del 2025, l’intenzione è quella di dare avvio al programma entro la fine del 2026, giocando dunque d’anticipo rispetto alle scadenze previste dal piano di bilancio.

L’obiettivo conclusivo è quello di istituire un modello sanitario che, facendo base su una facilitazione nell’accesso alle cure e sull’investimento nella ricerca, si proponga come sostenibile e basato sulle evidenze scientifiche, approfondendo rischi, benefici, e metodologie di utilizzo nel sistema sanitario.

Stando a Denali Wilson, direttore del supporto strategico dell’associazione Healing Advocacy Fund, “il fatto che l’Università del New Mexico, con i suoi esperti locali, esamini così attentamente come dovrebbe essere questo modello di assistenza, fornirà informazioni davvero significative alle decisioni che prenderemo in merito alla struttura del programma statale”.

La decisione del New Mexico riflette un cambiamento più ampio, relativo alla crescente apertura verso la medicina psichedelica, all’interno di un contesto globale sempre più colpito e sensibile riguardo le questioni relative alla salute mentale e a fronte di una crescente inefficacia delle terapie tradizionali dichiarata dai pazienti.Del resto, l’interesse verso le terapie psichedeliche sembrerebbe confermato dall’avanzamento di ulteriori azioni legislative in realtà come lo Stato del Massachusetts e la King County di Washington. Nel primo caso, il Parlamento statale ha approvato due proposte di legge finalizzate all’istituzione di programmi piloti per il trattamento con psilocibina, nel secondo il Consiglio Metropolitano della King County ha votato una mozione che inserisce le azioni di contrasto al consumo personale di psilocibina tra le priorità amministrative più basse, con l’obiettivo di limitare la criminalizzazione e, allo stesso tempo, investire nella ricerca.

L'articolo In New Mexico prosegue il sostegno alle terapie psichedeliche proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Bari a Bisceglie per l’anteprima del film “Un colpo alla vita” di Massimiliano Tedeschi

📍 Cinema Politeama, Via Montello 2, Bisceglie
📅 30 maggio 2026
🕣 Ore 20:45


La Cellula Coscioni Bari sarà presente a Bisceglie per l’anteprima del film “Un colpo alla vita”, diretto da Massimiliano Tedeschi e presentato dall’Associazione Culturale Filmax.

Il film, interpretato da Simona Rutigliano e Nicola Losapio, affronta temi che toccano da vicino il valore della vita, della dignità e delle scelte personali, inserendosi in una riflessione pubblica che richiama anche il dibattito sul fine vita e sui diritti delle persone.

L'articolo La Cellula Coscioni Bari a Bisceglie per l’anteprima del film “Un colpo alla vita” di Massimiliano Tedeschi proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Pordenone organizza a San Vito al Tagliamento l’incontro “Al confine della vita”

📍 Sala Consiliare, Piazza del Popolo 38, San Vito al Tagliamento
📅 Venerdì 17 aprile 2026
🕕 Ore 18:00


Nell’ambito della mobilitazione nazionale sul fina vita la Cellula Coscioni Pordenone sarà a San Vito al Tagliamento per l’incontro pubblico “Al confine della vita”, dedicato ai temi del testamento biologico, delle cure palliative e dell’aiuto alla morte volontaria.

Interverranno Antonio Loperfido, Associazione Il Gabbiano, Roberto Scopelliti, medico palliativista Hospice San Vito e Gabriele Isola Guidugli, coordinatore Cellula Coscioni Trieste e Gorizia.Porteranno inoltre i saluti Alberto Bernava, Sindaco del Comune di San Vito al Tagliamento e Gino Gregoris, Presidente dell’Associazione Il Gabbiano.

L’iniziativa, promossa con il patrocinio del Comune di San Vito al Tagliamento e con il coinvolgimento dell’Associazione Il Gabbiano, rappresenta un’occasione di informazione e confronto pubblico su temi che riguardano i diritti delle persone, la libertà di scelta e gli strumenti disponibili nel percorso di fine vita.

L'articolo La Cellula Coscioni Pordenone organizza a San Vito al Tagliamento l’incontro “Al confine della vita” proviene da Associazione Luca Coscioni.

Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Meloni critica Trump, ma la sua strategia dipende ancora da lui.

Quello che sta facendo Meloni è come aggrapparsi a un salvagente bucato. Ma la vera domanda è, davvero non abbiamo altra scelta tra Trump e Xi Jinping?
Una risposta affermativa secondo me c'è, ve la darò domani mattina nella mia newsletter: marcocappato.substack.com/

Questa voce è stata modificata (5 giorni fa)

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Milano organizza l’incontro “Il testamento biologico e le scelte sui trattamenti sanitari nel fine vita” a Milano

📍 Sala Consiliare del Municipio 9, via Giuseppe Guerzoni 38, Milano
📅 Venerdì 17 aprile
🕕 Ore 18:00


La Cellula Coscioni Milano organizza a Milano l’incontro informativo gratuito aperto al pubblico “Il testamento biologico e le scelte sui trattamenti sanitari nel fine vita”, per approfondire il tema del biotestamento e dell’autodeterminazione nelle decisioni sanitarie.

Interverranno:
Anita Pirovano, Presidente del Municipio 9 e psicologa;
Cristiana Zerosi, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatrice Cellula Coscioni Milano
Loredana Tavolaro, avvocata, Cellula Coscioni Milano;
Paola Gobbi, infermiera.

L’iniziativa rappresenta un’occasione di informazione e confronto pubblico sulle Disposizioni anticipate di trattamento, sul diritto di scegliere in materia di cure e sul valore della consapevolezza nelle decisioni che riguardano il fine vita, con l’obiettivo di rendere più accessibili strumenti e diritti che riguardano tutte e tutti.

L'articolo La Cellula Coscioni Milano organizza l’incontro “Il testamento biologico e le scelte sui trattamenti sanitari nel fine vita” a Milano proviene da Associazione Luca Coscioni.

In Lombardia arriva il secondo caso di suicidio assistito: è il quattordicesimo in Italia


“Nuovo rinvio in Senato, il Governo ritiri la legge che cancella i diritti. Al via la mobilitazione nazionale”


Si è verificato in Lombardia il secondo caso di aiuto alla morte volontaria fornito dal Servizio Sanitario Nazionale, il quattordicesimo a livello nazionale. Dopo “Serena”, cittadina lombarda, affetta da sclerosi multipla progressiva, che ha posto fine alle sue sofferenze a gennaio 2025, un’altra persona ha chiesto al Servizio Sanitario e ottenuto l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Intanto, l’Associazione Luca Coscioni si prepara a raccogliere nuovamente le firme in Lombardia, insieme a Lazio, Piemonte e Calabria sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare Liberi Subito, per garantire l’applicazione delle sentenze della Corte costituzionale sul “suicidio assistito”.

L’Associazione Luca Coscioni attualmente sta seguendo, sul piano giuridico e medico, la situazione di dieci persone in tutta Italia che hanno fatto richiesta di accesso all’aiuto alla morte volontaria.

Intanto, in Senato, la discussione sulla proposta di legge sul fine vita promossa dalla maggioranza è stata nuovamente rinviata. Proprio in questi giorni è partita la mobilitazione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni per chiedere al Governo il ritiro definitivo del testo, presentato nove mesi fa e da allora fermo all’esame del Senato senza alcun avanzamento. Fino al 19 aprile, in tutta Italia ci saranno banchetti informativi, dove volontarie e volontari informeranno i cittadini e raccoglieranno adesioni all’appello pubblico. L’iniziativa coinvolge oltre 100 appuntamenti in più di 80 città italiane.

“Mentre il Parlamento resta fermo, è partita la nostra mobilitazione nazionale con oltre 100 iniziative in più di 80 città italiane per chiedere il ritiro definitivo di un testo che indebolisce diritti già riconosciuti. Dopo l’ennesimo rinvio a data da destinarsi del dibattito in Senato, chiediamo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di fare un passo indietro e lasciare il Parlamento libero di discutere una legge che non cancelli i diritti già stabiliti dalla Corte Costituzionale e che garantisca davvero la libertà di scelta delle persone. Se il testo del Governo fosse già stato in vigore, ad esempio, la persona che ha ottenuto l’aiuto alla morte volontaria in Lombardia si sarebbe vista opporre un rifiuto, così come le altre 13 persone che sono finora state aiutate a morire”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

L'articolo In Lombardia arriva il secondo caso di suicidio assistito: è il quattordicesimo in Italia proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 MUNICIPIO III di Roma, Via Umberto Fracchia 45 – Roma🗓 Mercoledì 15 aprile 2026🕡 Dalle 08:30 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Roma, in collaborazione con il MUNICIPIO III di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017
Accesso libero, per maggiori informazioni cellularoma@associazionelucacoscioni.it

L'articolo La Cellula Coscioni di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico proviene da Associazione Luca Coscioni.

Massimo Rossi a Oggiono per l’incontro della Cellula Coscioni Lecco “fine vita e libertà di scelta”


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Massimo Rossi a Oggiono per l’incontro della Cellula Coscioni Lecco su fine vita, DAT e libertà di scelta

📍 Sala Consiliare, piazza Garibaldi 14, Oggiono
📅 Mercoledì 15 aprile 2026
🕘 Ore 21:00


La Cellula Coscioni Lecco organizza a Oggiono l’incontro pubblico “Fine vita e libertà di scelta. Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), il biotestamento in Comune”, una serata informativa dedicata a chiarire cosa sono le DAT, come si redigono e dove si depositano.

Tra i protagonisti dell’iniziativa ci sarà Massimo Rossi, avvocato cassazionista e difensore di Marco Cappato nei processi relativi ai casi di DJ Fabo e Davide Trentini. Insieme a lui interverranno Sergio De Muro e Simone Galimberti, coordinatori della Cellula Coscioni Lecco, e Virgilio Meschi, medico e presidente della Cellula Coscioni Lecco.

L’incontro sarà introdotto da Chiara Narciso, sindaca del Comune di Oggiono, e rappresenterà un’occasione di informazione pubblica e confronto sui diritti delle persone nelle scelte di fine vita, con particolare attenzione agli strumenti già oggi disponibili.

L'articolo Massimo Rossi a Oggiono per l’incontro della Cellula Coscioni Lecco “fine vita e libertà di scelta” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

A Milano il convegno “Una dose di realtà. Salute mentale e terapie psichedeliche: cosa si fa in Svizzera, cosa si può fare in Italia”

📍 Ex Fornace – Alzaia Naviglio Pavese, 16, Milano e online
📅 Sabato 9 maggio 2026
🕒 Ore 08:45 – 17:00
È necessario registrarsi QUI per assistere in presenza o online. Si riconoscono 8 crediti ECM alle professioni sanitarie interessate tramite il provider Spazio IRIS


Il convegno, nato dalla sinergia dell’Associazione Luca Coscioni con la Cellula Coscioni Milano e diverse realtà scientifiche e istituzionali (SIPSSoP, Studio Aegle, AltraPsicologia.it e con il patrocinio del Municipio 6 del Comune di Milano), vuole attraverso un confronto tra l’avanguardia normativa svizzera e le potenzialità della ricerca italiana, fornire ai professionisti e alla cittadinanza una visione basata sul rigore scientifico e sul rispetto del diritto alla cura, analizzando come queste sostanze stiano passando da oggetti di stigma a strumenti a sostegno della salute mentale. Il convegno, che vede la direzione di Mauro Toffetti, psicologo e coordinatore della Cellula Coscioni di Milano, e il coordinamento scientifico di Caterina Bartoli, medico chirurgo, si articolerà nei seguenti panel tematici:

  • Psicoterapia Psichedelica: Stato dell’arte e modelli clinici a confronto.
  • Cornici Regolative: Un confronto tra normativa, accesso e sperimentazione.
  • La Voce dei Pazienti: Esperienze terapeutiche con psichedelici.
  • Formazione e Supervisione: La figura del terapeuta psichedelico.
  • Ricerca, Neuroscienze e Prospettive Future: Analisi degli sviluppi scientifici e prospettive attese.

Qui il programma completo

L'articolo A Milano il convegno “Una dose di realtà. Salute mentale e terapie psichedeliche: cosa si fa in Svizzera, cosa si può fare in Italia” proviene da Associazione Luca Coscioni.

Giornata mondiale del Parkinson, l’appello di Maurizio: “L’Italia cancelli il divieto di ricerca sulle cellule staminali embrionali che darebbe speranza a tanti come me”


A vent’anni dalla sua approvazione, la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita presenta ancora molti divieti discriminatori. Tra i divieti ancora in vigore c’è quello che non consente di donare alla ricerca gli embrioni (più correttamente “blastocisti”, ossia agglomerati di cellule tutte uguali, che sono chiamate cellule staminali embrionali, e che sono la prima fase dello sviluppo dell’embrione vero e proprio, che si forma solo dopo l’impianto in utero) non idonei a una gravidanza. Oggi vengono crioconservati all’infinito, eppure potrebbero essere più utili alla ricerca scientifica per dare vita a nuove terapie.

Per questo, nella giornata mondiale del Parkinson, Maurizio Fravili, 68enne che ne è affetto, insieme alla Associazione Luca Coscioni, chiede la la rimozione di questo divieto, a causa del quale tantissime persone affette da malattie incurabili sono oggi private della speranza di cura.

Come ricorda Maurizio nel suo video appello, in Svezia e in altri Paesi stanno sperimentando cure con cellule staminali embrionali anche contro il morbo di Parkinson. I primi risultati sono molto promettenti, ma in Italia, se un ricercatore facesse lo stesso, rischierebbe fino a 6 anni di carcere e 150.000 euro di multa. Le parole di Maurizio nel video:

Il Parkinson è una malattia che spegne il corpo lentamente. Colpisce le cellule nervose e compromette l’autonomia, la qualità della vita e la libertà. Camminare è sempre più difficile. Ci sono giorni in cui tutto diventa faticosissimo. Ho persino paura di tenere in braccio i miei nipoti. Mentre io peggioro, la scienza nel mondo sta facendo progressi enormi. Così, quella che potrebbe diventare una cura, da noi è un crimine. A me non sembra giusto.

Dobbiamo decidere se vogliamo essere il Paese che difende i divieti o quello che difende le persone. Per questo vi invito a unirvi a me nella richiesta di cancellare questo divieto assurdo, e dare una speranza di cura a chi oggi non ne ha.

IL VIDEO DI MAURIZIO


youtube.com/embed/pqR_uUIdj8Y?…


L’Associazione Luca Coscioni su questo tema ha promosso una petizione che chiede al Parlamento italiano di approvare una legge che permetta di donare alla ricerca scientifica gli embrioni non idonei a una gravidanza, così da superare le attuali limitazioni della Legge 40/2004 e favorire lo sviluppo di nuove terapie, nel rispetto del diritto alla scienza e delle indicazioni internazionali e costituzionali.

Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, dichiarano: “Nella Giornata mondiale del Parkinson facciamo nostra la richiesta di Maurizio, condivisa ampiamente dalla comunità scientifica internazionale: basta divieti che negano la speranza! Da vent’anni la legge 40 impedisce di utilizzare per la ricerca gli embrioni non idonei a una gravidanza, che vengono lasciate inutilizzate mentre potrebbero contribuire a trovare cure per malattie gravi come il Parkinson. Nel resto d’Europa la ricerca va avanti, in Italia rischia il carcere. La Corte costituzionale, con la sentenza 84 del 2016, ha già evidenziato che un divieto assoluto è inadeguato e ha chiamato il Parlamento a intervenire per bilanciare i diritti in gioco. Da allora sono passati quasi dieci anni senza alcuna risposta. È una scelta politica, non scientifica. E continua a colpire i malati. Chiediamo al Parlamento di cancellare subito questo divieto e permettere la donazione alla ricerca. L’Italia deve decidere: difendere un’ideologia o dare una possibilità di cura a chi soffre”.

L'articolo Giornata mondiale del Parkinson, l’appello di Maurizio: “L’Italia cancelli il divieto di ricerca sulle cellule staminali embrionali che darebbe speranza a tanti come me” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Bari organizza una serata informativa sul fine vita a Bari

📍 Cabaret Voltaire 1916, via A. Volta 35, Bari📅 Mercoledì 15 aprile 2026🕘 Ore 21:00–23:00


La Cellula Coscioni Bari organizza nell’ambito della mobilitazione nazionale sul fine vita una serata informativa, sarà un’occasione di incontro e confronto pubblico sui temi dell’autodeterminazione, della libertà di scelta e dei diritti nel fine vita

Nel corso della serata sarà anche possibile firmare l’appello contro la proposta di legge del Governo sul fine vita, che, se approvata, eliminerebbe i diritti conquistati fino ad ora grazie alle azioni di disobbedienza civile e alla sentenza “Dj Fabo – Cappato” della Corte costituzionale.

L'articolo La Cellula Coscioni Bari organizza una serata informativa sul fine vita a Bari proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Firenze a Montalcino per l’incontro “Scegliere per sé”

📍 Associazione OCRA, via Boldrini 4, Montalcino (SI)📅 Venerdì 17 aprile 2026🕡 Ore 18:30


La Cellula Coscioni Firenze, in collaborazione con il Circolo ARCI Montalcino, promuove l’incontro pubblico “Scegliere per sé”: una serata informativa aperta a tutte e a tutti dedicata ai temi del fine vita, delle Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) e della morte medicalmente assistita.

L’iniziativa, che vedrà la partecipazione di Felicetta Maltese, coordinatrice della Cellula Coscioni Firenze, rappresenta un’importante occasione di confronto e approfondimento su diritti, libertà di scelta e autodeterminazione, con l’obiettivo di fare chiarezza sugli strumenti che riguardano da vicino ogni persona.

L'articolo La Cellula Coscioni Firenze a Montalcino per l’incontro “Scegliere per sé” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni di Milano organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 Vicolo Calusca 10 (angolo Corso di Porta Ticinese 106) – Milano🗓 Mercoledì 15 aprile 2026🕡 Dalle 18:30 alle 20:30


La Cellula Coscioni di Milano, in collaborazione con il Municipio 1 del Comune di Milano, organizza un nuovo appuntamento dello sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).Servizio su prenotazione scrivendo a: cellulamilano@associazionelucacoscioni.it

L'articolo La Cellula Coscioni di Milano organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Torino a Carmagnola per l’incontro “Fine vita. Un diritto negato, tra diritti da difendere e ancora da conquistare”

📍 Biblioteca di Carmagnola, via Valobra 102, Carmagnola, Torino📅 Mercoledì 15 aprile 2026🕣 Ore 20:30


La Cellula Coscioni Torino, organizza a Carmagnola l’incontro pubblico “Fine vita. Un diritto negato, tra diritti da difendere e ancora da conquistare”, dedicato al tema dei diritti nel fine vita e delle libertà che ancora oggi, per molte persone, restano solo parzialmente riconosciute o non accessibili.

Interverranno Davide Di Mauro, Coordinatore della Cellula Coscioni Torino, Paola Angela Stringa, Giurista per le libertà Associazione Luca Coscioni ed Elisa Pittori, Medico di Medicina Generale Valdese.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con AVS, vuole offrire un momento di informazione e confronto pubblico sui diritti già acquisiti e su quelli ancora da conquistare in materia di fine vita.

L'articolo La Cellula Coscioni Torino a Carmagnola per l’incontro “Fine vita. Un diritto negato, tra diritti da difendere e ancora da conquistare” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Torino a Caselle per l’incontro “Diritti e fine vita. Lo stato della legge sulle DAT a 9 anni dall’approvazione”

📍 Nuovo Municipio, Sala dei Sindaci, via Torino 99, Caselle (TO)📅 14 aprile 2026🕘 Ore 21:00


La Cellula Coscioni Torino, insieme al Comune di Caselle, promuove l’incontro pubblico “Diritti e fine vita. Lo stato della legge sulle DAT a 9 anni dall’approvazione”, un momento di approfondimento dedicato al bilancio dell’applicazione della legge sul biotestamento e alle questioni ancora aperte sul terreno dei diritti e dell’autodeterminazione.

Apriranno l’iniziativa con i saluti istituzionali Gerlando Bontà, Assessore alle Pari Opportunità ed Erika Santoro, Presidente della Commissione Pari Opportunità, ed interverranno Davide Di Mauro, Coordinatore della Cellula Coscioni Torino, Avv. Paola Angela Stringa, Giurista per le libertà Associazione Luca Coscioni e il Dott. Gabriele Naddeo, Notaio.

L’incontro sarà l’occasione per fare il punto sullo stato della legge sulle DAT a nove anni dalla sua approvazione, riflettendo sulla sua concreta attuazione, sugli strumenti di tutela già disponibili e sulla necessità di continuare a rafforzare la conoscenza e l’esigibilità dei diritti nel fine vita.

L'articolo La Cellula Coscioni Torino a Caselle per l’incontro “Diritti e fine vita. Lo stato della legge sulle DAT a 9 anni dall’approvazione” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Vicenza-Padova a Rubano per l’incontro “Fine vita: scelte e diritti”

📍 Biblioteca di Sarmeola di Rubano, Viale Po 16, Rubano
📅 Martedì 14 aprile 2026
🕣 Ore 20:30


La Cellula Coscioni Vicenza-Padova dell’Associazione Luca Coscioni, insieme al Comune di Rubano e alla Banca del Tempo di Rubano – Rete Solidale APS-ETS, promuove l’incontro informativo “Fine vita: scelte e diritti”, dedicato ad approfondire i principali strumenti normativi e i temi più attuali legati all’autodeterminazione nel fine vita.

Interverranno Diego Silvestri e Alessandra De Gregorio per la Cellula Vicenza – Padova.

Nel corso della serata si parlerà di biotestamento (DAT) e pianificazione condivisa delle cure (PCC), del ruolo delle cure palliative, della sentenza 242/2019 sul caso Cappato/Dj Fabo e del tema della morte medicalmente assistita, fino ad arrivare al confronto sulla proposta di legge regionale sul fine vita.

L'articolo La Cellula Coscioni Vicenza-Padova a Rubano per l’incontro “Fine vita: scelte e diritti” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Marco Cappato al Festival della Scienza di Trento per l’incontro “Diritti e libertà fino alla fine”

Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà al Festival della Scienza di Trento nell’incontro dal titolo “Diritti e libertà fino alla fine. Chi decide? Dignità, cura e scelte nella malattia”.

📍 Sala InCooperazione, Via Giovanni Segantini, 10, Trento 📅 Mercoledì 15 aprile 2026🕢 Ore 19:30


Insieme a Marco Cappato, interverrà Marco Annoni della Fondazione Umberto Veronesi. Al centro del confronto ci saranno il rapporto tra cura e autodeterminazione, il valore dell’ascolto, il diritto a un’informazione chiara e la necessità di mettere al centro la persona, la sua storia e le sue volontà.

L’incontro si inserisce nel programma del Festival, che si terrà dal 9 al 19 aprile, e sarà l’occasione per approfondire il confine tra cura e libertà in un dialogo pubblico su etica e responsabilità che tocca da vicino i diritti delle persone nel percorso di malattia.

Evento gratuito su prenotazione al seguente link

L'articolo Marco Cappato al Festival della Scienza di Trento per l’incontro “Diritti e libertà fino alla fine” proviene da Associazione Luca Coscioni.

La tua cartella clinica? Gratis, subito e completa, secondo la Corte di Giustizia europea


Con la sentenza del 26 ottobre 2023 (causa C-307/22), la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha fissato un principio che troppe strutture sanitarie continuano a ignorare o aggirare: ogni paziente ha diritto a ottenere gratuitamente una prima copia integrale della propria cartella clinica, senza dover spiegare perché la vuole.

Il caso era apparentemente tecnico — un dentista tedesco che pretendeva il rimborso delle spese di copia dal proprio paziente — ma il principio sancito dalla Prima Sezione della Corte è di portata generale e vale in tutta l’Unione, Italia compresa. Il paziente DW sospettava di essere stato vittima di un errore medico e chiedeva la documentazione per valutare un’eventuale azione legale. Il medico FT si era rifiutato di consegnarla gratuitamente, invocando la normativa tedesca. La Corte ha dichiarato quella normativa incompatibile con il GDPR.

Il principio: nessun motivo richiesto, nessun costo ammesso


Il cuore della sentenza sta nell’interpretazione combinata degli articoli 12(5) e 15(1)(3) del Regolamento UE 2016/679 (GDPR). Il paziente-interessato non è tenuto a giustificare la propria richiesta: che voglia controllare le diagnosi, valutare una responsabilità medica o semplicemente ricostruire la propria storia clinica, il diritto alla copia gratuita sussiste in ogni caso. Il considerando 63 del GDPR — che richiama finalità di consapevolezza e verifica della liceità del trattamento — non può restringere un diritto che il testo normativo non subordina ad alcuna motivazione. I considerando, ricorda la Corte, non hanno valore giuridico vincolante.

La copia deve essere inoltre fedele e integrale: non una sintesi, non una rielaborazione del medico, ma la riproduzione completa di diagnosi, referti, esami, pareri e terapie. Una compilazione sommaria, avverte la Corte, rischia di omettere dati rilevanti o di renderli incomprensibili, tradendo lo scopo stesso del diritto di accesso.

Come esercitare il diritto: istruzioni pratiche


Per esercitare questo diritto in Italia è sufficiente un’istanza scritta — anche via PEC o raccomandata — indirizzata al Titolare del trattamento (la struttura sanitaria, il medico di medicina generale, il professionista privato). Non occorre un avvocato né un modulo specifico. Il riferimento normativo da citare è duplice.

Sul versante europeo: articolo 15, paragrafo 3, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 5, del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), come interpretati dalla Corte di Giustizia UE nella sentenza del 26 ottobre 2023, C-307/22, FT c. DW. Sul versante nazionale, il Garante per la protezione dei dati personali ha più volte confermato — da ultimo nelle FAQ pubblicate sul proprio sito — che il diritto di accesso ai dati sanitari rientra pienamente nel GDPR, che il titolare deve rispondere entro trenta giorni, e che la prima copia è gratuita. In caso di diniego o di richiesta di pagamento per la prima copia, il paziente può presentare reclamo al Garante (garante.privacy.it) oppure ricorrere all’autorità giudiziaria ordinaria.

Un modello di richiesta efficace potrebbe aprirsi così: «Ai sensi e per gli effetti dell’art. 15 del Regolamento UE 2016/679 e della sentenza CGUE C-307/22 del 26.10.2023, il/la sottoscritto/a chiede copia integrale della propria cartella clinica relativa al ricovero/trattamento del [data], a titolo gratuito, in quanto prima richiesta di accesso ai propri dati personali oggetto di trattamento. Ai sensi dell’art. 12(5) GDPR nessun costo può essere addebitato per la prima copia.»

Cosa cambia per le strutture sanitarie


Per ospedali, ASL, cliniche private e singoli professionisti il messaggio è netto: addebitare costi per la prima copia della cartella clinica viola il GDPR, anche se una norma nazionale lo prevede, anche se quella norma è anteriore al Regolamento. L’unica eccezione riguarda le richieste «manifestamente infondate o eccessive» — onere della prova a carico del titolare — e le copie ulteriori rispetto alla prima.

L'articolo La tua cartella clinica? Gratis, subito e completa, secondo la Corte di Giustizia europea proviene da Associazione Luca Coscioni.

Francesco Marinucci reshared this.

È partita la nostra mobilitazione nazionale in oltre 100 piazze e 80 città: chiediamo al Governo di ritirare la proposta di legge sul fine vita


Filomena Gallo: “Già 20 persone hanno ottenuto il via libera al suicidio assistito: con questa legge non lo avrebbero avuto”

Marco Cappato: “Il Governo vuole fermare un diritto perché ha finalmente iniziato a funzionare. Meloni ritiri la legge per lasciare il Parlamento libero di decidere”


È partita la mobilitazione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni per chiedere al Governo Meloni il ritiro definitivo della proposta di legge sul fine vita presentata 9 mesi fa – in occasione dell’incontro della Premier col Papa – e da allora all’esame del Senato senza alcun avanzamento.

Fino al 19 aprile, volontarie e volontari saranno presenti con banchetti e iniziative in 80 città distribuite in tutte le Regioni italiane, per un totale di oltre 100 appuntamenti tra piazze, università e luoghi pubblici con l’obiettivo di informare e raccogliere adesioni all’appello pubblico.
↓ LA MAPPA DEI BANCHETTI ↓


google.com/maps/d/embed?mid=1I…

Attenzione: la mappa è in continuo aggiornamento. Se hai problemi di visualizzazione CLICCA QUI


Mentre in Parlamento resta bloccata la proposta di legge del Governo Meloni che restringe drasticamente i diritti oggi esistenti, cresce nel Paese la richiesta di regole chiare sul fine vita.

In assenza di una legge nazionale, resta infatti in vigore quanto stabilito, con valore di legge, dalla Corte costituzionale con la sentenza sul caso Cappato–DJ Fabo, e le successive sentenze, che hanno stabilito il diritto di accedere l’aiuto al suicidio da parte del Servizio sanitario nazionale in presenza di specifiche condizioni.

“In Italia grazie alla sentenza della Consulta 20 persone hanno già ottenuto il via libera dal Servizio sanitario nazionale, in 14 hanno effettivamente avuto accesso all’”aiuto alla morte volontaria, spesso dopo lunghi percorsi giudiziari”, ha dichiarato Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Nessuna di queste avrebbe potuto farlo se la proposta di legge del Governo fosse stata in vigore: invece di semplificare, introduce ostacoli che renderebbero l’accesso di fatto impossibile. Nel dettaglio, la proposta: elimina il ruolo dei medici del Servizio sanitario nazionale, sostituendoli con un comitato di nomina governativa; limita l’accesso ai soli pazienti dipendenti da macchinari; svuota di valore le disposizioni anticipate di trattamento; introduce l’obbligo di passaggio in tribunale anche in presenza dei requisiti”.

“Dopo i primi 3 anni dalla sentenza della Corte costituzionale del 2019, durante i quali nessuno aveva ottenuto accesso all’aiuto alla morte volontaria, dal 2021 le persone hanno iniziato a vedere riconosciuti i propri diritti”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. “Dal primo caso di Federico Carboni nel luglio 2022 si è arrivati a 6 persone nel 2025 e già 4 persone sono state aiutate a morire dal Servizio sanitario nazionale nei primi 3 mesi del 2026. È proprio perché la sentenza della Corte costituzionale ha iniziato a essere applicata dal Servizio sanitario che il Governo ora tenta di bloccare l’applicazione con una legge. Si tratta di una scelta politica precisa: non essendo più riusciti a bloccare totalmente l’applicazione della sentenza della Consulta con l’ostruzionismo, il Governo ha tentato di intervenire legislativamente, senza però finora riuscirci Chiediamo alla Presidente del Consiglio di ritirare questa proposta, che non ha consenso nemmeno nella maggioranza, ed è di ostacolo alle e ai Parlamentari per finalmente discutere del tema liberi da disciplina e vincoli di partito e coalizione.”

Con la mobilitazione in corso, l’Associazione Luca Coscioni rilancia tre richieste: il ritiro del testo governativo; l’avvio di un confronto parlamentare libero anche sulla base della proposta di legge popolare “Eutanasia Legale”; l’adozione, da parte delle Regioni, di procedure certe e tempi rapidi per garantire i diritti già riconosciuti.

L'articolo È partita la nostra mobilitazione nazionale in oltre 100 piazze e 80 città: chiediamo al Governo di ritirare la proposta di legge sul fine vita proviene da Associazione Luca Coscioni.

La Cellula Coscioni di Orvieto organizza un evento in piazza in occasione della mobilitazione nazionale sul fine vita


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni di Orvieto organizza un evento pubblico in piazza in occasione della mobilitazione nazionale sul fine vita

📍 Piazza della Repubblica, Orvieto (TR)📅 Domenica 12 aprile 2026🕔 Ore 17:00


La Cellula Coscioni di Orvieto, in occasione della mobilitazione nazionale sul fine vita, organizza un tavolo di raccolta firme e di approfondimento. L’iniziativa infatti sarà arricchita da un momento di confronto pubblico a cui interverranno:

  • Gilda Angelino, Associazione Nova
  • Roberta Palazzetti ,Consigliera comunale
  • Maddalena Pimponi, psicologa

L’evento sarà anche un’occasione concreta di partecipazione grazie alla raccolta firme a sostegno dell’appello contro la legge sul fine vita del governo.

L'articolo La Cellula Coscioni di Orvieto organizza un evento in piazza in occasione della mobilitazione nazionale sul fine vita proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Mario Riccio, interviene in collegamento a “Dalla medicina ippocratica alla morte medicalmente assistita, come è cambiato il rapporto fra medico e paziente?”

📍 Aula A3 (P. Greco), Campus Luigi Einaudi, Torino📅 17 aprile 2026🕑 Ore 14:00–16:00


Nell’ambito del corso di Filosofia del Diritto II – Bioetica del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, per l’anno accademico 2025/2026, si terrà una lezione dedicata al tema “Dalla medicina ippocratica alla morte medicalmente assistita, come è cambiato il rapporto fra medico e paziente?” organizzata in collaborazione con la Cellula Coscioni di Torino

Interverrà in collegamento Mario Riccio, medico anestesista, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, che nel 2006 aveva assistito Piergiorgio Welby e poi alcuni pazienti che fino a oggi hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito e componente della Consulta di Bioetica.

L’incontro è riservato ai soli iscritti al corso

L'articolo Mario Riccio, interviene in collegamento a “Dalla medicina ippocratica alla morte medicalmente assistita, come è cambiato il rapporto fra medico e paziente?” proviene da Associazione Luca Coscioni.

Liste d’attesa: “La piattaforma di Agenas è ferma, servono 130 anni per raggiungere gli standard”


QUI è possibile scaricare il modulo per richiedere visite ed esami nei tempi previsti per legge


I dati più recenti pubblicati da Agenas (aggiornati a dicembre 2025 ma diffusi solo il 15 gennaio 2026, con tre mesi di ritardo) mostrano un sistema sostanzialmente fermo. La percentuale di cittadini che accetta la prima proposta di prenotazione per le visite passa dal 34,7% al 34,9% in sei mesi: un miglioramento minimo, pari a 0,2 punti. Ancora peggio gli esami, che scendono dal 40,4% al 39,9%. A fronte di un obiettivo normativo del 90%, il divario resta enorme. Con questo ritmo, per le visite servirebbero oltre cento anni per raggiungere lo standard previsto, mentre per gli esami l’obiettivo si allontana. Non solo: il ritardo nella pubblicazione dei dati indebolisce la trasparenza e rende più difficile intervenire. Più che un miglioramento, emerge un sistema bloccato, incapace oggi di garantire tempi di accesso adeguati ai cittadini.

In occasione della Giornata mondiale della salute, l’Associazione Luca Coscioni denuncia la problematica situazione delle liste d’attesa nel Servizio Sanitario Nazionale, aggravata dalla opacità e dalle anomalie della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa gestita da Agenas.

Secondo l’analisi dell’Associazione, la piattaforma, attiva dal giugno 2025, fornisce dati limitati, cumulativi e poco significativi, senza distinzione tra Regioni, aziende sanitarie o strutture. Le informazioni sui tempi di attesa e sulle prenotazioni sono incomplete e spesso difficili da interpretare: in alcuni casi vengono sommate prestazioni gratuite e a pagamento, e percentuali e valori assoluti non sempre coincidono, rendendo impossibile valutare correttamente il rispetto dei tempi previsti dalla legge.

I dati ufficiali elaborati dall’Associazione mostrano un quadro allarmante: tra gennaio e settembre 2025 il rispetto dei tempi di legge è stato del 41,9% per gli Esami e del 35,8% per le Visite, con violazioni rispettivamente del 58,1% e del 64,2% dei casi. Considerando tutte le prenotazioni insieme, solo il 39,9% dei cittadini ha ricevuto la prestazione nei tempi massimi previsti.

“In pratica – dichiarano Filomena Gallo, Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e il Professor Marcello Crivellini, docente di Analisi e Organizzazione di Sistemi Sanitari al Politecnico di Milano e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni – oltre il 60% dei cittadini è condannato a un limbo di attesa senza certezze, con la possibilità di rivolgersi al privato a pagamento o rinunciare alle cure. Non è accettabile. Per questo motivo chiediamo al Ministro della Salute e a tutti i Presidenti di regione di controllare e intervenire con misure adeguate sul proprio territorio, anche di tipo sanzionatorio rispetto a situazioni in violazione di legge, nonché di attivarsi immediatamente per fornire e rendere pubblici per i cittadini i dati mancanti sulla Piattaforma. Solo così sarà possibile avere un quadro chiaro e trasparente della situazione al fine di proporre ed attuare le soluzioni necessarie di lungo termine per rendere il diritto alla cura realmente fruibile”.

Per aiutare i cittadini, l’Associazione mette a disposizione sul proprio sito un modulo scaricabile per richiedere il percorso di tutela nei casi di ritardo, che garantisce la prestazione entro i tempi massimi, in regime di intramoenia o presso altra struttura convenzionata, senza costi aggiuntivi oltre al ticket.

L’Associazione invita inoltre tutti i cittadini a segnalare eventuali difficoltà o inadempienze scrivendo a info@associazionelucacoscioni.it, così da poter valutare eventuali azioni legali o iniziative di tutela collettiva.

L'articolo Liste d’attesa: “La piattaforma di Agenas è ferma, servono 130 anni per raggiungere gli standard” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Firenze a Campi Bisenzio per l’incontro “Diritti e doveri: diritto alla vita indipendente”

📍 Sala del Consiglio Comunale, Piazza Dante, Campi Bisenzio📅 Mercoledì 8 aprile 2026, 🕠 ore 16


La Cellula Coscioni di Firenze in collaborazione con Auser Campi Bisenzio e con il patrocinio del Comune di Campi Bisenzio, terrà un incontro dedicato al tema “Diritti e doveri: diritto alla vita indipendente”.

Interverrà Felicetta Maltese, coordinatrice della Cellula Coscioni Firenze.

L’iniziativa rappresenta un momento di confronto pubblico su un tema centrale per la libertà e l’autodeterminazione delle persone.

Ingresso libero.

L'articolo La Cellula Coscioni Firenze a Campi Bisenzio per l’incontro “Diritti e doveri: diritto alla vita indipendente” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni di Rimini organizza uno sportello sulle DAT


📍Ospedale “Ceccarini” di Riccione, Viale Frosinone, Riccione (RN)
📅 Giovedì 9 aprile 2026
🕠 Dalle ore 09:00 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Rimini grazie alla collaborazione con AUSL Romagna organizza uno sportello informativo dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), per approfondire i propri diritti sul fine vita e sul testamento biologico. Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017 e quali strumenti sono disponibili per l’autodeterminazione nelle scelte di cura. Un’occasione aperta a tutte e tutti per conoscere, capire e fare scelte consapevoli.

Per maggiori info cellularimini@associazionelucacoscioni.it

L'articolo La Cellula Coscioni di Rimini organizza uno sportello sulle DAT proviene da Associazione Luca Coscioni.

Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

C'è un paradosso che vale la pena notare in questa nuova guerra del petrolio. Il conflitto sta devastando il mercato del fossile ma sta anche, involontariamente, accelerando la transizione energetica.
Abbiamo di fronte un'opportunità, ma ora sta ai governi non sprecarla.
Ne parlo nella mia nuova newsletter, che esce sabato mattina su Substack.
Qui il link: substack.com/@marcocappato

reshared this

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Felicetta Maltese interviene a Firenze all’incontro “Accompagnare il fine vita”

📍 Sala ex Leopoldine, Piazza Tasso, Firenze📅 Giovedì 9 aprile 2026🕒 Ore 16:00 – 18:00


Felicetta Maltese, coordinatrice della Cellula Coscioni Firenze, interverrà all’incontro “Accompagnare il fine vita”, nell’ambito del ciclo di iniziative “Affrontando la terza e quarta età”, promosso da SPI-CGIL insieme a realtà del territorio.

Insieme a Felicetta Maltese interverranno Angela Scaglione, avvocata del Foro di Firenze; Francesco Pizzarelli, responsabile sociosanitario AUSER Firenze; Grazia Mieli, psicologa e cofondatrice della Fondazione Italiana di Leniterapia; Luciana Coen, scrittrice e poetessa; e Paolo Aglietti della segreteria provinciale SPI-CGIL Firenze.

L’incontro sarà coordinato da Anna Marie Speno della Segreteria SPI-CGIL e rappresenta un’occasione di confronto aperta alla cittadinanza sui temi del fine vita, tra diritti, cura e accompagnamento.

L'articolo Felicetta Maltese interviene a Firenze all’incontro “Accompagnare il fine vita” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Molise promuove a Isernia l’incontro pubblico “Il biotestamento: cosa è e come si fa”

📍 Biblioteca “Michele Romano”, Piazza Santa Maria delle Monache, Isernia📅 Giovedì 9 aprile 2026🕒 Ore 17:00


La Cellula Coscioni Molise, in collaborazione con Auser Isernia, promuove l’incontro pubblico “Il biotestamento: cosa è e come si fa”, dedicato a informare cittadini e cittadine sugli strumenti di autodeterminazione nelle scelte di cura.

L’iniziativa si aprirà con i saluti del professor Franco Capone, presidente del Circolo Auser di Isernia. Interverranno Mino Dentizzi, geriatra e Cellula Coscioni Molise, e Viviana Mastrobuoni, coordinatrice della Cellula Coscioni Molise. L’incontro sarà moderato dal dottor Ettore Dell’Anna.

L’evento rappresenta un’occasione di informazione e confronto aperta alla cittadinanza per conoscere meglio i propri diritti

L'articolo La Cellula Coscioni Molise promuove a Isernia l’incontro pubblico “Il biotestamento: cosa è e come si fa” proviene da Associazione Luca Coscioni.

Negli USA l’unione laica delle forze sugli psichedelici fa progressi


Testo preparato con Peppe Brescia


La riforma delle norme sugli utilizzi medici delle molecole psichedeliche negli USA continua a costituire un terreno di dibattito comune a gli schieramenti. A fine Marzo, un gruppo di senatori “bipartisan” ha avanzato una proposta di legge che punta a istituire linee guida per agevolare lo sviluppo dei trattamenti psichedelici per i veterani militari.

Il testo è stato promosso dai repubblicani Tim Sheehy e John Boozman e dai democratici Tammy Duckworth e Ruben Gallego.

La proposta di legge vede inoltre il sostegno di organizzazioni come Iraq and Afghanistan Veterans of America, Disabled American Veterans e Psychedelic Medicine Coalition.

La misura, denominata Veterans Health Administration Novel Therapeutics Preparedness Act, non dispone indicazioni dirette in merito all’accesso diffuso a queste terapie, è piuttosto finalizzata alla creazione più rapida ed efficace possibile delle condizioni per l’integrazione delle molecole psichedeliche all’interno del sistema sanitario destinato ai reduci, previa piena approvazione regolatoria.

Secondo l’intento dei promotori, è prevista la creazione di un cosiddetto Ufficio per le Terapie innovative all’interno del Dipartimento per gli Affari dei Veterani, con funzioni di coordinamento della ricerca, di sviluppo delle linee guida cliniche e della formazione del personale sanitario.

La creazione dell’Ufficio persegue inoltre l’obiettivo di garantire che il Dipartimento per gli Affari dei Veterani (VA) rimanga costantemente aggiornato circa le modifiche legislative approvate dalla Food and Drug Administration (FDA), secondo uno schema definito di monitoraggio e valutazione.

In ogni distretto regionale del VA verrebbe istituito almeno un centro per contribuire allo sviluppo di un modello nazionale per l’iniziativa, oltre a un Comitato Consultivo dei Veterani, composto da veterani, esperti e professionisti sanitari.

Per quanto riguarda le questioni normative e gli iter di eventuale riclassificazione delle sostanze, verrebbe attivato un coordinamento tra VA e varie agenzie federali, come il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti, i Centri per Medicaid e Medicare, il Dipartimento della Difesa, la Drug Enforcement Administration e, appunto, la FDA.

Al VA spetterebbe infine il compito di presentare al Congresso una relazione annuale sui progressi compiuti.

L’aspetto su cui la proposta legislativa cerca di intervenire si collega inoltre alla volontà di evitare che il sistema sanitario si trovi impreparato nel momento dell’approvazione di nuove terapie. Allo stesso tempo, il provvedimento è teso a facilitare la ricerca su sostanze che, come nel caso di psilocibina, MDMA e ibogaina, hanno dimostrato rilevanti potenzialità per il trattamento di patologie a fronte delle quali le terapie convenzionali faticano a mostrarsi risolutive, come nel caso del disturbo da stress post-traumatico o della depressione resistente.

Secondo il parere degli esperti, il provvedimento può essere inquadrato come l’inizio di una fase di transizione orientata a costruire una base scientifica solida nell’ambito di un’interlocuzione sempre più stretta tra mondo accademico, esponenti istituzionali e membri degli apparati militari.

È quanto afferma Amy Rising, attivista per la salute mentale dei veterani: “Nel corso dell’ultimo anno c’è stato uno sforzo silenzioso ma significativo per riunire le voci giuste – clinici, veterani, ricercatori e politici – per riflettere su cosa significhi concretamente un’implementazione responsabile”.

La presentazione del Veterans Health Administration Novel Therapeutics Preparedness Act si integra con altri progetti legislativi, sovrapponibili nei contenuti.

Un testo presentato a inizio Marzo dallo stesso Gallego e dal senatore repubblicano David McCormick prevederebbe infatti la creazione di cosiddetti “centri di eccellenza” all’interno delle strutture del VA, in grado di facilitare l’accesso ai trattamenti psichedelici.

Il progetto verrebbe finanziato mediante uno stanziamento annuo di 30 milioni di dollari.

Si tratta di uno schema analogo a quello delineato dai deputati Lou Correa e Jack Bergman – democratico il primo repubblicano il secondo, i quali nell’aprile del 2025 hanno introdotto un disegno di legge ancora in attesa dell’approdo in Aula. Questo insieme di iniziative suggerisce l’esistenza di una strategia più ampia e coordinata.

Secondo Melissa Lavasani, fondatrice della Psychedelic Medicine Coalition, la proposta di legge “apre la strada al passaggio da piccoli studi frammentari a uno sforzo federale coordinato incentrato su prove, sicurezza e risultati concreti per i veterani. In altre parole, crea un percorso credibile per stabilire se i trattamenti assistiti da sostanze psichedeliche debbano entrare a far parte dell’assistenza standard”.

Stando a Lavasani, per il resto della popolazione la misura contribuirà ad ogni modo a “definire il modello per la somministrazione sicura e su larga scala di questi trattamenti.”

Come anticipato, il carattere bipartisan dell’iniziativa assume una valore particolarmente significativo alla luce della polarizzazione dello scenario politico statunitense.

Appare evidente come negli USA la medicina psichedelica si stia progressivamente liberando da anacronistiche letture ideologiche, trovando posto crescente all’interno dell’agenda sulla salute pubblica.

Per i veterani, questa evoluzione potrebbe tradursi, nel tempo, in nuove opportunità terapeutiche.

L'articolo Negli USA l’unione laica delle forze sugli psichedelici fa progressi proviene da Associazione Luca Coscioni.

Diritti sospesi dei bambini nati da gravidanza per altri: la Cassazione porta il caso alle Sezioni Unite


Qualche settimana fa abbiamo raccontato la storia di un bambino di sei anni, in Puglia, che attende ancora la trascrizione completa del proprio certificato di nascita formato all’estero, dove è nato a seguito di una procedura di fecondazione assistita con gravidanza per altri (GPA). Una storia che non è un caso isolato, ma che racconta una discriminazione che colpisce molti bambini nati all’estero attraverso percorsi legali di gravidanza per altri.

Ma nei giorni scorsi la Prima Sezione civile della Corte di Cassazione ha adottato un’ordinanza interlocutoria che potrebbe segnare un punto di svolta: ha infatti rimesso la questione alle Sezioni Unite, riconoscendone la “particolare importanza” e ponendo al centro i diritti fondamentali dei minori coinvolti.

Il punto chiave è chiaro: i giudici mettono in discussione l’idea che il solo ricorso alla gravidanza per altri – anche quando avvenuta in Paesi dove è legale – possa giustificare la compressione dei diritti del bambino. Il bilanciamento tra ordine pubblico e diritti fondamentali non può tradursi in una penalizzazione del minore.

L’ordinanza evidenzia infatti come l’attuale soluzione – l’adozione in casi particolari – non garantisca una tutela piena. In particolare, non consente al bambino di ottenere autonomamente il riconoscimento del rapporto genitoriale e lascia tutto alla volontà dell’adulto, creando situazioni di incertezza e vulnerabilità.

Ma c’è un passaggio ancora più rilevante. La Cassazione richiama esplicitamente il principio secondo cui il giudizio sulla condotta dei genitori non può ricadere sui figli. È lo stesso principio che, in passato, ha portato al superamento del divieto di riconoscimento dei figli nati da incesto: anche in quel caso, una condotta ritenuta illecita non poteva giustificare la negazione dello status filiationis. Il messaggio è forte: i bambini non possono essere discriminati per il modo in cui sono venuti al mondo.

Per questo la Corte apre alla possibilità di un diverso modello, fondato su un accertamento giudiziale concreto, proprio come oggi avviene per i figli nati da incesto, capace di garantire il superiore interesse del minore e il principio di uguaglianza tra tutti i figli. Un modello che potrebbe finalmente colmare il vuoto di tutela oggi esistente.

Ora la parola passa alle Sezioni Unite. Da quella decisione dipenderà se il nostro paese continuerà a lasciare questi bambini in una zona grigia, privati di diritti fondamentali come il pieno riconoscimento del rapporto genitoriale, oppure se verrà finalmente affermato un principio semplice ma decisivo: i diritti dei figli sono inviolabili, sempre.

L'articolo Diritti sospesi dei bambini nati da gravidanza per altri: la Cassazione porta il caso alle Sezioni Unite proviene da Associazione Luca Coscioni.

La psilocibina nel trattamento della depressione, per il professor Pettorruso “vogliamo uno strumento importabile nella pratica clinica”


Per la prima volta in assoluto, l’Italia ha avviato uno studio circa l’efficacia della psilocibina nell’ambito del trattamento della depressione resistente, studio condotto dal Polo Universitario di Chieti-Pescara. La sperimentazione, che è stata anche al centro del convegno Ricerca Scientifica, Realtà Clinica, Impieghi Terapeutici e Implicazioni Regolatorie, organizzato dall’Associazione Luca Coscioni, proprio a Chieti, durante gli scorsi 6-7 marzo, ha preso ufficialmente avvio lo scorso 4 febbraio con la prima somministrazione del farmaco presso il Reparto di Psichiatria dell’Ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Il professor Mauro Pettorruso, psichiatra tra i coordinatori dello studio ed ospite dell’incontro, ha offerto una panoramica sulla ricerca che al momento è nella fase iniziale.

La ricerca sulla psilocibina a cosa mira?


Il nostro studio ha l’obiettivo di testare l’azione antidepressiva della psilocibina in un gruppo di pazienti che hanno sofferenze molto intense, legate alla depressione farmacoresistente. Nel nostro studio recluteremo persone che non rispondono ai trattamenti farmacologici, le quali hanno alle spalle mesi di depressione – in alcuni casi anche anni, senza che ci sia stato un effettivo beneficio dalle cure in atto. Il disegno dello studio si comporrà di una serie di indagini che permetteranno di valutare l’efficacia e la sicurezza di un trattamento con la psilocibina, randomizzando i pazienti su due bracci. Alcuni riceveranno psilocibina, altri invece riceveranno un placebo, ma ai pazienti ai quali verrà somministrato un placebo sarà dato un trattamento con un’altra metodica, la stimolazione magnetica transcranica. In questo modo verrà garantita a tutti i soggetti la possibilità di trarre beneficio dalla partecipazione a questo trial clinico.

Quindi uno studio randomizzato in doppio cieco?


Il formato randomizzato in doppio cieco è considerato il gold standard contemporaneo per poter approvare un trattamento che consente di controllare l’effetto placebo, che costituisce un effetto tangibile e misurabile attraverso il quale la partecipazione ad un soggetto e la speranza di cura stesse risultano essere artefici di un beneficio già nel soggetto stesso. In questo caso il nostro studio ha l’obiettivo di controllare questo effetto placebo attraverso metodi di randomizzazione e attraverso quello che è il doppio cieco: noi non sappiamo, nel momento in cui andiamo a misurare gli effetti, qual è il trattamento che il paziente ha ricevuto. Ciò permette allo sperimentatore di non rimanere influenzato da quella che potrebbe essere una sua preferenza. Lo stesso meccanismo vale per il paziente.

Quali sono le aspettative e i principali punti di interesse della ricerca?


Al momento abbiamo reclutato i primi quattro soggetti che sono stati quindi trattati, non conoscendo se il trattamento è stato appunto con psilocibina o con il placebo. Quello che possiamo dire oggi è che non abbiamo riscontrato effetti collaterali di rilievo, quindi in questi primi quattro soggetti stiamo osservando un ottimo profilo di sicurezza del trattamento e anche un notevole miglioramento della possibilità di gestione clinica rispetto a quanto ci attendevamo. Non siamo i primi nel mondo a sperimentare questo trattamento: i pionieri sono stati gli inglesi, ci sono stati poi studi americani, recentemente è stato pubblicato un articolo tedesco sull’utilizzo della psilocibina. In generale in questi contesti è stato necessario mettere insieme un setting di cura intensiva piuttosto importante. Una delle ambizioni del nostro studio è anche provare a semplificare quella che può essere la gestione clinica dei soggetti che assumono psilocibina e provare quindi a rendere questo trattamento uno strumento che possa essere più facilmente importabile nella pratica clinica.

Ci sono altri esempi di studi simili all’interno del contesto europeo e in che modo la comunità europea si sta approcciando a questo tipo di terapie?


Ci sono diversi studi in corso, non soltanto nell’ambito del trattamento della depressione: ci sono studi che riguardano per esempio il trattamento del disturbo d’uso di alcol o il disturbo post-traumatico da stress. Credo che l’essere parte del contesto europeo, insieme al contributo fondamentale di AIFA, ci abbia agevolato nell’ottenere l’approvazione per questo studio. Eravamo molto preoccupati da quello che poteva essere l’iter burocratico di approvazione, che non è stato semplice ma che ha permesso di arrivare all’avvio del trial con tutte le garanzie che servono per dare la massima sicurezza ai pazienti. Ad oggi gli altri studi stanno principalmente testando il potenziale di queste molecole che per tanti anni erano state messe da parte principalmente per motivazioni ideologiche. C’è chi parla di “rinascimento psichedelico” perché appunto la ricerca nell’ambito degli psichedelici era stata molto attiva negli anni ‘70, ma si era interrotta in maniera quasi brutale per motivazioni politiche, e da lì completamente abbandonata. In un certo senso, stiamo quindi assistendo a una ripartenza.

Ci sono altri Stati che al momento stanno portando avanti studi comparabili con quello italiano?


In Canada si stanno sviluppando degli studi con un approccio concettuale simile al nostro, così come negli Stati Uniti, in Germania e in Inghilterra, dunque sono diverse le energie che nel mondo si stanno muovendo in questo ambito. Diciamo che le domande scientifiche più urgenti riguardano i meccanismi di azione e non più la sicurezza, su cui ormai c’è un dato consolidato. L’altra questione riguarda un aspetto piuttosto importante da chiarire, ovvero l’effettiva applicabilità in un contesto di sistema sanitario nazionale.

L'articolo La psilocibina nel trattamento della depressione, per il professor Pettorruso “vogliamo uno strumento importabile nella pratica clinica” proviene da Associazione Luca Coscioni.

Archiviato il procedimento contro Marco Cappato per aver accompagnato in Svizzera Elena e Romano: il commento di Filomena Gallo


Quando l’11 marzo la giudice per le idagini preliminari (GIP) di Milano, la dottoressa Sara Cipolla, ha disposto l’archiviazione del procedimento nei confronti di Marco Cappato per l’aiuto prestato a Elena e a Romano, accompagnati in Svizzera dove hanno potuto accedere al suicidio medicalmente assistito, è apparso chiaro che la GIP ha riconosciuto e applicato quanto affermato dalla Corte costituzionale con la sentenza 66/2025, secondo cui il requisito del trattamento di sostegno vitale non può essere interpretato in modo restrittivo.

Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e alla guida del collegio di difesa che ha seguito la difesa di Marco Cappato, ha analizzato il decreto di archiviazione del procedimento.

Perché questo decreto si rivela così importante?


Si tratta di un decreto di grande importanza perché ci dice una cosa molto chiara: quando si parla di fine vita, il diritto non può essere applicato in modo rigido. La Corte ha evidenziato che in riferimento al trattamento di sostegno vitale l’interpretazione deve essere effettuata in modo da tenere presente le condizioni della persona. Il giudice guarda alla realtà concreta della persona, in questo caso Romano ed Elena, che sono stati aiutati a ottenere il rispetto della propria libera scelta in Svizzera. Il giudice, nel guardare alla realtà concreta della persona, si riporta al giudicato costituzionale, perché è stata proprio la Corte costituzionale a essere chiamata sul caso per cui c’è stato il decreto di archiviazione. La Corte costituzionale ha precisato nella propria decisione che quel trattamento di sostegno vitale che viene rifiutato dalla persona malata equivale a un requisito che esiste in base a un’indicazione medica.

Quindi non erano in corso trattamenti di sostegno vitale?


Ricordiamo che Romano aveva rifiutato la PEG, così come Elena – malata oncologica cui era stata prospettata una nuova chemioterapia con finalità esclusivamente palliative – aveva rifiutato il trattamento. In entrambi i casi si è trattato di una legittima scelta, prevista proprio dalla nostra Carta costituzionale all’articolo 32 secondo comma. Quindi, anche se non erano in corso trattamenti di sostegno vitale, il rifiuto della previsione proposta dal medico ne costituisce un equivalente. Nel provvedimento il giudice richiama anche una celebre riflessione attribuita a Seneca: non è il semplice vivere che conta, ma il vivere bene. Il valore dell’esistenza non si esaurisce cioè nella mera conservazione biologica della vita, ma si collega alla qualità dell’esistenza, alla dignità della persona.

Un aspetto da sottolineare riguarda il suo impatto politico: in che modo questo decreto può avere effetti anche su altri casi simili?


Il decreto offre un orientamento chiaro, spostando l’attenzione dalla forma alla sostanza, cioè la condizione reale delle persone. Ciò può aiutare a evitare che i diritti già riconosciuti restino solo sulla carta, e può inoltre agevolare la loro effettiva attuazione. Il dispositivo va nella direzione giusta: rendere concreti i diritti che oggi esistono già, ma che devono essere resi davvero accessibili alle persone.

Il Senato deve esaminare una proposta di legge presentata dal governo proprio sul tema del fine vita. Qual è il tuo commento su questo testo?


Il mio commento è che questo disegno di legge non afferma diritti, li toglie. Non riconosce i diritti che già sono in vigore e restringe l’accesso all’aiuto alla morte volontaria modificando il requisito di dipendenza da trattamenti di sostegno vitale in dipendenza da trattamenti sostitutivi di funzioni vitali. Significa che solo chi dipende da strumentazioni può accedere alla morte assistita, ma la Corte non ha scritto questo nelle sue decisioni. Anzi, proprio con la sentenza 135/24 ha chiarito la portata del requisito. Resterebbero inoltre anche escluse molte delle persone che oggi soffrono di più, come i malati oncologici. Il disegno di legge esclude il Servizio sanitario nazionale dalle verifiche e dall’assistenza alle persone, mentre la Corte conferma in ogni sua decisione che tutto deve avvenire all’interno di esso. Infine c’è un altro aspetto problematico: l’istituzione di una commissione unica nazionale che non sappiamo come farà a effettuare le verifiche a seguito di richieste e che arrivano da tutta Italia, oltre alla sospensione delle volontà espresse nel testamento biologico in caso di aggravamento delle condizioni di salute durante il periodo di verifica delle stesse. Pertanto si agisce in totale violazione del diritto all’autodeterminazione, secondo una scelta politica chiara affermare l’indisponibilità della vita. La conclusione è che se il testo divenisse legge ritorneremo nei tribunali per difenderci da una legge ingiusta ma intanto ci saranno persone malate discriminate e costrette a soffrire o ad andare all’estero per vedere rispettata la propria volontà.

Per contrastare questo arretramento dei diritti individuali l’Associazione Luca Coscioni sarà presente nelle piazze italiane con una mobilitazione annunciata dal 6 al 19 aprile. Ci potresti presentare l’iniziativa?


Dal 6 al 19 aprile saremo in piazza per dire una cosa semplice: questi diritti non si toccano e non possono essere cancellati cin una legge. La Corte costituzionale ha già riconosciuto e affermato diritti fondamentali in base alla nostra Carta costituzionale e la stessa prevede che le sentenze della Corte non sono modificabili. Chiediamo quindi al Governo di fermarsi e al Parlamento di ascoltare le persone, di non ignorarle, perché non si tratta di ideologia, ma della libertà di scegliere fino alla fine della propria vita, senza essere costretti a soffrire o a fuggire in un altro paese. L’Associazione Luca Coscioni ha anche raccolto le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare – proposta ferma in commissione in Senato: può essere un buon testo per legiferare in modo rispettoso di tutti i diritti fondamentali. Le leggi giuste tutelano le volontà di ognuno senza imporre scelte, ma definendo un quadro normativo di rispetto e tutela.

L'articolo Archiviato il procedimento contro Marco Cappato per aver accompagnato in Svizzera Elena e Romano: il commento di Filomena Gallo proviene da Associazione Luca Coscioni.

Ridare dignità conquistando autonomia, Ada Covino racconta il progetto Lucilla


Mi chiamo Ada, ho 45 anni e da quando ho scoperto di avere la SLA ho perseguito l’idea di vita dignitosa fino in fondo. Supportata dalla mia famiglia e dall’Associazione Luca Coscioni ho combattuto per ottenere il diritto di scelta sulla mia vita. Il mio non è stato un gesto di resa, ma una certezza che quando il mio corpo cederà alla malattia io possa dire basta. È la garanzia contro un destino che per me è inaccettabile.

Ma fino a quel momento ho intenzione di preservare il mio corpo e la mia dignità con ogni mezzo. Ho messo insieme tutto il mio bagaglio di vita e il mio ingegno per costruire una vita autonoma, una vita in cui sono ancora io a decidere per me. Uso un metodo che scompone la difficoltà in problemi tecnici e li risolve utilizzando tecnologia e oggetti esistenti, adattati alla mia disabilità. Attraverso l’organizzazione e l’ottimizzazione delle ore assistenziali ho raggiunto un livello di autonomia che mi permette, nonostante la disabilità grave, di gestire da sola acquisti, pagamenti, utenze, comunicazioni, firmare documenti, organizzare il servizio assistenziale, stare da sola di notte e per molte ore durante il giorno, controllare la tv e utilizzare accessori smart. Dignità attraverso la responsabilizzazione, nella disabilità si tende a delegare spesso non per condizione di incapacità ma per mancanza di strumenti o di un’organizzazione adeguata.

Può spiegare il Progetto Lucilla?


Lucilla è un metodo. Nasce dalla mia esperienza diretta con la SLA e da una necessità concreta: costruire una vita autonoma dentro una condizione che tende a toglierla. Non è solo un insieme di soluzioni né un adattamento passivo alla malattia. È un approccio che parte dall’analisi delle difficoltà, le scompone in problemi e costruisce soluzioni pratiche per risolverli. Ogni azione che si perde può essere ripensata, semplificata o sostituita. L’obiettivo non è facilitare la vita sostituendo la persona, ma restituire controllo, protagonismo attivo e responsabilità sulla propria vita. Lucilla funziona perché non si basa su strumenti straordinari, ma sull’uso intelligente di ciò che esiste: tecnologia, oggetti comuni, organizzazione.

Non è solo il mio modo di vivere la malattia, ma un metodo replicabile, che può essere adattato alle esigenze di chiunque si trovi in una condizione di disabilità.

Un esempio?


Il primo esempio che mi viene in mente è la spesa e la gestione dei pasti e della dispensa. La delega della spesa si trasforma velocemente in delega della scelta dei pasti, che in breve diventano sempre più ripetitivi e rapidi. Io il pasto me lo godo perché lo scelgo, lo lavoro e lo creo.

Attraverso il puntatore ottico faccio la spesa online, programmando la consegna nelle fasce orarie in cui non sono sola. L’operatrice, man mano che sistema le cose, aggiorna le giacenze di frigorifero e congelatore. Ho acquistato una lavagna in sughero che utilizzo come bacheca organizzativa: le liste vengono affisse e le cose utilizzate scalate. In questo modo, dalla mia postazione, ho la visuale su mobili che non posso aprire, in qualsiasi momento e senza dover chiedere aiuto. Quando sono sola posso “vagare” virtualmente tra le corsie del negozio, con i miei tempi, senza fretta. Decido cosa comprare tra i prodotti che consumo abitualmente, sfizi o novità. Creo ricette saporite e varie, tenendo conto delle mie difficoltà e dei miei fabbisogni nutrizionali, aiutandomi con l’intelligenza artificiale. I miei operatori prendono la ricetta direttamente dalla stampante e si divertono a testarla. Attraverso il riappropriarmi di un dovere e di un piacere, risparmio ore di assistenza che posso impiegare nelle mansioni che non posso svolgere da sola. Anche qui il principio è lo stesso: non affidare ad altri, ma riorganizzare.

Acquisti online, quindi la tecnologia ha una parte importante nel Progetto Lucilla?


La tecnologia è il cuore al servizio del cervello. Nella rivoluzione informatica che stiamo vivendo, grazie anche all’intelligenza artificiale, alla tecnologia smart e alla domotica, oggi abbiamo strumenti alla portata di tutti. Non parliamo di fantascienza, ma di un sistema che utilizza strumenti obsoleti oppure non sfrutta al massimo la tecnologia esistente. Inizialmente il progetto è nato per dimostrare che il comunicatore ottico migliora la qualità della vita dei tetraplegici a prescindere dall’uso della parola. Un presidio che viene fornito come strumento sostitutivo della parola, mentre se usato correttamente in molte occasioni sostituisce mani e gambe.

Il Progetto Lucilla ha anche un risvolto molto pratico?


Il metodo evolve nella mia quotidianità, il prossimo passo è metterlo a disposizione di tutti. Attraverso la creazione di una pagina social, una rubrica multimediale di contenuti che, attraverso video e post, affronta le reali difficoltà della vita quotidiana con la malattia. Un format che non si basa su nostalgia e compassione, ma dà a chi lo desidera una bussola per orientarsi nella vita con una nuova prospettiva.

Cosa significa per te il Progetto Lucilla?


Personalmente è diventato uno scopo: trasformare l’esperienza peggiore della mia vita nella cosa migliore che ho fatto. Il mio retaggio non sarà deciso dalla malattia, voglio essere la crepa da cui nasce un fiore nel cemento.

L'articolo Ridare dignità conquistando autonomia, Ada Covino racconta il progetto Lucilla proviene da Associazione Luca Coscioni.

Primo Corso italiano di Alta Formazione in Integrazione Psichedelica


Il percorso è rivolto a medici, psichiatri, psicologi e psicoterapeuti ed è valido per ottenere i crediti ECM per la formazione professionale obbligatoria. QUI la presentazione con Emily Clancy, la vicesindaca di Bologna, città in cui si terranno le iniziative.

In un momento in cui le terapie assistite con psichedelici si stanno sempre più proponendo come come promettente frontiera innovativa in merito alla salute mentale, nasce in Italia il primo Corso di alta formazione in Integrazione Psichedelica, promosso da Illuminismo Psichedelico Academy il gruppo che nel 2025 ha lanciato il primo Master in Terapie Assistite con Psichedelici mai tenuto in Italia.

Illuminismo Psichedelico Academy è un progetto di formazione lanciato dall’Associazione Illuminismo Psichedelico, nata dall’esperienza dell’omonimo podcast prodotto dall’Associazione Luca Coscioni e condotto da Federico di Vita, il primo in Italia completamente dedicato alla psichedelia.

Il Corso è un percorso unico nel suo genere e si rivolge a medici, psichiatri, psicologi e psicoterapeuti per formare professionisti capaci di accompagnare in modo competente e consapevole l’integrazione delle esperienze psichedeliche. Le attività consentono di ottenere i crediti ECM per la formazione professionale obbligatoria.

Il corso si terrà a Bologna e rappresenta un altro passo nello sviluppo di competenze cliniche avanzate in un ambito in rapida evoluzione, perseguendo un approccio multidisciplinare che unisce psicologia, neuroscienze e visione umanistica, oltre a conoscenze specifiche rispetto alle sostanze psichedeliche.

Un corso innovativo e già concretamente applicabile


Sempre più persone intraprendono esperienze psichedeliche in contesti terapeutici, ludici, psiconautici, spirituali o cerimoniali. Per questo cresce il bisogno di figure competenti, capaci di offrire ascolto, accompagnamento, e strumenti per integrare l’esperienza nella vita quotidiana.

L’integrazione psichedelica è il processo attraverso cui si dà il senso a un’esperienza in uno stato espanso di coscienza e la si traduce in scelte concrete nella propria esistenza. Si tratta di una pratica relazionale e trasformativa, che richiede sensibilità e preparazione. Come sottolinea lo psicologo Michele Metelli, tra i docenti del corso, “l’integrazione psichedelica trasforma l’esperienza in cambiamento reale nella vita quotidiana. Senza integrazione, anche le esperienze più profonde restano incomplete”.

Gli psichedelici possono indurre stati di profonda rivelazione e neuroplasticità. Tuttavia, senza uno sforzo consapevole e un supporto clinico per ancorare le intuizioni emerse durante un’esperienza in stato espanso nella vita quotidiana, i benefici svaniscono rapidamente nel tempo. L’esito di un’esperienza psichedelica non dipende mai solo dalla molecola. Gli psichedelici agiscono come “amplificatori aspecifici”, secondo una definizione dello psichiatra Stanislav Grof, lavorando grazie a tre elementi fondamentali: la sostanza; il set, o stato mentale e il setting, ovvero il contesto sia sociale che culturale, in cui avviene l’assunzione. Un’esperienza potente, se non integrata, può generare meccanismi di difesa disfunzionali.

Il Corso di alta formazione in Integrazione Psichedelica nasce per offrire competenze teoriche e pratiche a professionisti che desiderano lavorare sul confine tra esperienze in stato espanso e vita ordinaria. Il corso permetterà di comprendere le fasi e le esigenze del processo di integrazione e sviluppare strumenti clinici, relazionali e creativi per accogliere chi ha fatto esperienze psichedeliche, offrendo uno spazio di confronto e supervisione su casi reali.

“Illuminismo Psichedelico Academy amplia la sua offerta formativa con un nuovo corso dedicato all’integrazione psichedelica, oggi uno dei campi più concreti, attuali e già praticabili nel panorama italiano – spiega la psicoterapeuta Sara Ballotti, direttrice di Illuminismo Psichedelico Academy e tra i docenti del corso – in questo ambito, Illuminismo Psichedelico rappresenta una realtà con esperienza consolidata, avendo promosso negli anni i cerchi di integrazione come spazio qualificato di ascolto, condivisione ed elaborazione. Proprio perché non riguarda la somministrazione di sostanze, ma il lavoro successivo di accompagnamento e riduzione del rischio, l’integrazione è uno dei pochi interventi già oggi pienamente legali e realizzabili”.

Tra gli elementi distintivi del percorso anche l’attenzione alla dimensione antropologica e culturale delle esperienze psichedeliche. “Nei contesti sciamanici tradizionali non esiste il concetto di integrazione così come viene inteso in ambito occidentale – aggiunge l’antropologo e docente del corso Alfonso Romaniellol’esperienza con sostanze enteogene, infatti, è già inscritta in un dispositivo simbolico-rituale che ne orienta il significato, attraverso miti, pratiche e cornici culturali condivise. Una parte del corso sarà dedicata all’esplorazione degli usi tradizionali, per comprendere come diverse culture hanno storicamente elaborato e strutturato queste esperienze, offrendo chiavi di lettura utili anche per il dibattito contemporaneo sull’integrazione psichedelica”.

Da persona che fa politica mi fa molto riflettere che l’Oms stimi che la depressione sarà la malattia più diagnosticata al mondo entro il 2030, e penso che come società dobbiamo necessariamente farci molto più carico collettivamente della salute mentale di quanto non sia stato fino a oggi, uscendo dai tabù, sperimentando nuove terapie e approcci e aumentando la riduzione del danno. Sono contenta che si possa fare partendo da Bologna che è sempre stato un territorio interessato all’innovazione e all’integrazione sociosanitaria”, ha concluso la vicesindaca di Bologna Emily Clancy in occasione della presentazione online del Corso.

Struttura, docenti e iscrizioni


Il corso prenderà il via il 20 e 21 giugno a Bologna (negli spazi in via Zanardi 230/2), avrà una durata di 7 mesi per un totale di 100 ore e includerà 5 weekend formativi in presenza, sessioni di mentoring a distanza e la partecipazione al convegno annuale di Illuminismo Psichedelico. Il corso è accreditato con gli ECM per la formazione continua delle professioni sanitarie, e rilascia 33,8 crediti formativi per medici, psichiatri, psicologi e psicoterapeuti.

Le attività si avvalgono di un team di docenti esperti e riconosciuti nel panorama italiano, che comprende oltre a Michele Metelli, psicologo transpersonale e punto di riferimento in Italia per la Respirazione Olotropica, Sara Ballotti, psicoterapeuta e direttrice didattica di Illuminismo Psichedelico Academy e Alfonso Romaniello, antropologo e post doc all’università di Guadalajara in Messico, anche lo psichiatra Piero Cipriano e gli psicoterapeuti Samuele Giovagnini e Stefano Roti.

Il corso prevede una formula early bird a 2.500 euro entro il 31 maggio e una formula rateizzata a 3.000 euro. Sono inoltre previste tre borse di studio, secondo le modalità indicate sul sito. La formazione in presenza si terrà a Bologna in via Zanardi 230/2. Tutte le informazioni si trovano QUI.

L'articolo Primo Corso italiano di Alta Formazione in Integrazione Psichedelica proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

A Voghera la proiezione del documentario “Lasciatemi morire ridendo” con la Cellula Coscioni Pavia

📍 Cinema Arlecchino, via XX settembre, 92 – Voghera (PV)📅 9 aprile 2026🕒 Ore 21:00


A Voghera la proiezione del documentario “Lasciatemi morire ridendo”, diretto da Massimiliano Fumagalli dedicato alla storia di Stefano Gheller, seconda persona in Italia – e prima in Veneto – ad aver ottenuto legalmente il diritto al suicidio medicalmente assistito senza dover lasciare il suo paese.

Al termine della proiezione sarà presente in sala il regista Massimiliano Fumagalli insieme a rappresentanti della Cellula Coscioni Pavia, per un momento di confronto con il pubblico sui contenuti del film e sulle questioni etiche, giuridiche e sociali legate al diritto di scegliere sul proprio fine vita.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Associazione “L’Ostello dei Fiori Parlanti”, de Il Bocciolo APS, dell’Associazione Insieme, della CGIL Pavia e della S.O.M.S. di Voghera APS

L'articolo A Voghera la proiezione del documentario “Lasciatemi morire ridendo” con la Cellula Coscioni Pavia proviene da Associazione Luca Coscioni.