𝗕𝗥𝗨𝗫𝗘𝗟𝗟𝗘𝗦 𝗛𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗧𝗥𝗨𝗜𝗧𝗢 𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗧𝗘𝗦𝗧𝗔. 𝗢𝗥𝗔 𝗟𝗔 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗠𝗔 “𝗘𝗦𝗧𝗥𝗘𝗠𝗜𝗦𝗠𝗢”
In Germania un sondaggio YouGov ha portato AfD al 29%, nove punti sopra la CDU-CSU del cancelliere Merz.
In Francia Marine Le Pen viene accreditata fra il 34% e il 35,5% al primo turno delle presidenziali, mentre nessuno degli avversari raggiunge il 20%.
Naturalmente a Bruxelles sono “preoccupati”.
Non per la Germania che perde occupazione industriale.
Non per la produzione manifatturiera tedesca, diminuita ogni anno dal 2022.
Non per le imprese tedesche che nel 2025 hanno investito oltre 7 miliardi di euro in Cina, il 55,5% in più rispetto all’anno precedente.
Sono preoccupati per gli elettori.
Perché gli elettori, quando votano male, diventano improvvisamente vittime della disinformazione.
Nel frattempo l’Unione europea e i suoi Stati membri dichiarano di aver destinato complessivamente 211,3 miliardi di euro all’Ucraina e agli ucraini.
Poi presentano Readiness 2030: fino a 800 miliardi di nuova capacità di spesa militare.
Una splendida dimostrazione di autonomia strategica europea, con un piccolo dettaglio: l’Europa importa dalla Cina il 98% dei magneti alle terre rare di cui ha bisogno e il 100% delle terre rare pesanti.
In pratica ci riarmiamo contro i nostri avversari geopolitici ordinando i componenti a uno dei nostri principali avversari geopolitici.
È il celebre moschetto europeo con etichetta “Made in Shenzhen”.
Sul fronte digitale il copione non cambia.
Il DSA aumenta i poteri di controllo sulle grandi piattaforme. Il portafoglio europeo d’identità digitale dovrà essere messo a disposizione entro la fine del 2026. Le regole temporanee chiamate “Chat Control” sono state prolungate fino al 2028, consentendo alle piattaforme di effettuare volontariamente determinate scansioni delle comunicazioni, anche se nell’attuale compromesso i servizi cifrati end-to-end restano esclusi.
Non occorre inventare una dittatura digitale già compiuta.
Basta osservare l’infrastruttura che viene montata, regolamento dopo regolamento, sempre con le migliori intenzioni e sempre nella stessa direzione.
AfD e Le Pen non sono un fulmine caduto sull’Europa.
Sono il prodotto politico di stagnazione economica, costi energetici, perdita industriale, immigrazione mal gestita, riarmo a debito e istituzioni che rispondono al dissenso spiegando ai cittadini che non hanno capito.
Bruxelles non ha creato un “mostro”.
Ha preparato il terreno, ha piantato il seme, ha acceso la serra e adesso convoca una commissione d’inchiesta perché la pianta è cresciuta.
Von der Leyen può anche continuare a mostrarsi preoccupata.
Gli elettori europei sembrano esserlo molto più di lei.
E, soprattutto, hanno ancora una matita in mano.
Don Chisciotte