COSA CI FANNO ANCORA LE TRUPPE ITALIANE IN MEDIORIENTE?


Tra il bailamme di notizie, alcune false e altre autentiche, che riguardano il Medio Oriente una notizia ha destato poca attenzione: la NATO ritira le proprie truppe dall’ Iraq.
Le forze armate dell’Occidente sono dislocate nella regione dal 2014, con il pretesto di lottare contro l’ISIS, quando il califfato aveva occupato parte della Siria e parte dell’Iraq.
Quanto questo fosse solo un pretesto lo si è visto il 7 febbraio 2018 quando l’aviazione nordamericana, con gli alleati, ha bombardato per molte ore le truppe del governo siriano che cercavano di liberare la zona petrolifera di Deir el Zor.
Il vero obiettivo, allora come ora, era il controllo delle risorse energetiche della regione. Dopo l’aggressione all’Iran le forze occidentale, che condividono caserme e strutture con quelle statunitensi, si sono trovate sottoposte a bombardamenti di rappresaglia da parte delle forze iraniane. Da qui la decisione di ritirare tutte le forze dall’Iraq, cosa che il governo ed il parlamento iracheno chiedevano da anni.
Nella regione sono presenti un migliaio di soldati italiani. Nel Kurdistan iracheno partecipano all’addestramento delle forze armate locali, in Kuwait è presente un reparto della Aeronautica Italiana, il cui aeroporto è stato bombardato causando la distruzione di un drone pesante Rapier ed il danneggiamento di due caccia Tyohoon, anche le forze dislocate in Iraq hanno subito attacchi.
Chiediamo al presidente Meloni ed al ministro Crosetto perché le nostre forze si trovino ancora lì e quale sia la missione a loro assegnata. Aspettiamo forse che rientrino in Patria avvolte nel Tricolore?