Cara Meloni, benzina a due euro....Che facciamo?
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Il prezzo della benzina in Italia si avvicina ai due euro al litro, con pesanti conseguenze per i bilanci familiari degli italiani. I media di regime puntano il dito contro il “regime” degli ayatollah rei di voler strangolare gli stati occidentali. Ma è veramente così? Nel febbraio di quest’anno, prima dell’aggressione di USA e Israele all’Iran, il prezzo del greggio si aggirava sui 71 dollari al barile e la navigazione nello stretto di Hormuz era libera. Dopo l’aggressione l’Iran ha dichiarato di vietare il passaggio attraverso quello stretto alle navi dei paesi complici dell’attacco. Le navi dei paesi amici o neutrali potevano passare anche se a volte era richiesto un pedaggio. Alcune navi che hanno ignorato il divieto sono state attaccate e danneggiate. Le quotazione del greggio sono salite alle stelle raggiungendo anche i 124 dollari al barile.
Giusto per buttare benzina sul fuoco gli USA hanno vietata la navigazione nel golfo Persico anche a quelle navi che gli iraniani lasciavano passare.
L’avventura bellica degli USA in Medio Oriente ha destabilizzato il mercato energetico mondiale, in particolare quello europeo.
Dopo l’imposizione di sanzioni alla Russia a seguito della guerra in Ucraina e la distruzione del gasdotto North Stream 2, l’Europa contava molto sulle importazioni dal Medio Oriente. Ora con lo stretto di Hormuz chiuso e parte degli impianti energetici distrutti dalle operazioni belliche le forniture dal Medio Oriente diventano sempre più aleatorie.
L’unico fornitore di energia rimangono gli USA. Ma con il fracking hanno costi di produzione molto più elevati, è quindi vitale per loro che il prezzo del prodotto rimanga alto, diversamente sarebbero fuori mercato. Si comprende così una delle ragioni all’origine dell’attacco all’Iran.
Per uscire dalla trappola l’unica via sarebbe riprendere a comprare prodotti energetici dalla Russia.
Ma lo può fare un governo che ha a cuore le condizioni di vita del propri cittadini, non quei servi che ci governano.