viene abbastanza naturale condannare l'umanità. chi o uscendo per strada, o leggendo quello che avviene nel mondo, o sapendo quello che le nazioni fanno, in coscienza potrebbe mai assolvere l'umanità se dotato di coscienza? nessuno. magari giusto qualche individuo, e spesso basandosi su informazioni incomplete. però stiamo trascurando una cosa: la condanna si basa esclusivamente ed inevitabilmente partendo da valori umani. non è una condanna che viene da valori alieni, da un pianeta alieno, da una specie non umana, basandosi su valori e cultura non umana. questo denota a modo suo un certo valore di grandezza, anche se non ne saprei definire una specifica funzione o utilità. auto-condannarsi è credo in natura non comune. noi tendiamo ad assumere che gli animali della terra abbiano una sorta di valore comune. ma probabilmente ogni specie privilegia se stessa, e senza sentirsi in colpa, senza pensare che questo dovrebbe decretare la propria distruzione. perlomeno per quel che sappiamo. la complessità animale non umana, continuamente estesa ed espansa dagli studi degli etologi, ci dice che si, noi siamo molto più simili al resto degli animali di quello che pensiamo, anche come potenzialità funzionale, ma anche che non necessariamente ci siano valori e valori condivisi, alla gaia. le guerre non avvengono solo tra umani, lo stupro non è solo umano, il sesso non è solo a scopo procreativo, e molti de fenomeni che tradizionalmente escludiamo per il cosiddetto mondo animale in realtà è dovuto a credenze ottocentesche. questo a cosa ci porta? a niente. solo che il mondo è dannatamente complicato, e noi non dovremmo cercare di semplificare, ma abbracciare e cercare di comprendere la complessità. per la nostra salvezza, o anche solo per sapere che cazzo di posto abbiamo nel mondo.