I sindacati negoziano le condizioni del nostro sfruttamento; solo il comunismo può porvi fine


L'articolo che segue è dei nostri compagni americani dell'IWG e benché si riferisca, nello specifico, al mondo sindacale degli USA, le considerazioni sul sindacalismo hanno valore generale, al di là di ogni confine nazionale.

Quello del sindacalismo americano è un mondo caleidoscopico fatto d'una miriade di sigle e siglette divise non soltanto per categoria, ma anche per area geografica, molto spesso apartititche e “apolitiche” (cioè non riconducibili direttamente a un partito, ma hanno comunque una connotazione politica, va da sé), con tutt'altra struttura e inquadramento nell'ordinamento giuridico rispetto ai sindacati europei. Mentre in Italia (e in forme più o meno simili anche in Europa), la Triplice gestisce col suo velenoso monopolio il rinnovo del CCNL di categoria, con pieno riconoscimento da parte dello Stato, lasciando la competizione con i sindacati di base alle lotte per contratti locali e aziendali, tale centralizzazione è assente negli Stati Uniti.

I lavoratori di tutto il mondo e di quasi tutti i settori sentono nuovamente la necessità di lottare contro gli attacchi al nostro tenore di vita. I sindacati, organismi che costituiscono una parte importante della storia della nostra classe, sono i primi a offrirci un modo per incanalare collettivamente questa lotta. Ma se guardiamo oltre le fasi iniziali della lotta di classe, la storia delle lotte sindacali assume contorni meno rosei. La storia della lotta di classe ha dimostrato che i sindacati si sono gradualmente integrati nell’apparato di pianificazione dello Stato durante le ultime due guerre mondiali.
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