Il seguente componimento è nato da un momento di complessa "malinconia" per...


Il seguente componimento è nato da un momento di complessa “malinconia” per dover andare via da un posto che, anche se per poco, si era chiamato casa. Malinconia che chiamo complessa perchè le emozioni hanno il loro talento per mescolarsi e perdere le etichette.

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Il mondo da questo piccolo angolo, quaggiù. Mi sembra una fila di confini ordinati, plagiati dalla propagazione umana.

L'aria accarezza il suono di un campanello nella sera. Questo posto ha un profumo indecifrabile, fatto di legno rosa, dipinto ceruleo, e cielo giallo sfumato.

Lucine ritmiche si ripetono “io qui più non tornerò” mentre i pipistrelli sussurrano agli insetti, alle nuvole, che ne so.

Caro profumo, so che ti scorderò. Ma non scorderò mai il tuo essere stato primo senso di casa.

L'affetto che provo per le travi un po' sbilenche, il canarino di cui non esiste più il canto, ed i ricordi di sorriso dimenticati nel tumulto dei grilli.

Domani qualcun'altra avrà la mia vista, ma un po' diversa.

In questa casa dove ho visto due lati del silenzio, uno voluto, cercato e mai trovato; l'altro trovato e mai cacciato.


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