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Bloch e le fake news cento anni dopo: le riflessioni di Andrea Bosio


Marc Bloch (1886 – 1944) storico, militare e partigiano francese, ed il suo libro La guerra e le false notizie, sono oggetto delle riflessioni di Andrea Bosio nella sua newsletter su Substack.
Bloch partecipò alla I^ Guerra Mondiale, approfondendo in suoi scritti l'aspetto della disinformazione e della propaganda.
Bloch racconta la guerra come “una sorta di vasto esperimento naturale […]: un immenso esperimento di psicologia sociale di inaudita ricchezza”⁴ e pone al centro di questo esperimento proprio le false notizie.
la guerra è officina di false notizie e terreno fertile per la loro propagazione; questo è dovuto alla disposizione dell’animo umano, vulnerabile alle emozioni più forti, e c’è poco come la guerra - che mette in discussione la vita stessa - con la capacità di sollevare le emozioni più forti.
La riflessione di Bloch sulle false notizie è attualissima. Le false notizie e la loro propagazione non sono questione solo di informazioni, disponibilità e raziocinio: sono, sostanzialmente, l’esito di processi che caratterizzano le società umane, perchè un nostro aspetto emotivo è ineliminabile dalla cultura. Per chi si attendeva, grazie a Internet, un mondo senza disinformazione, la delusione è bruciante. Arrendersi all’inevitabilità delle fake news, però, sarebbe un errore analogo al ritenerle eliminabili definitivamente e farebbe un grosso torto all’intera riflessione di Bloch.

labuonastoria.substack.com/p/3…


All'Università della Sorbona a Parigi vi è questa targa che ricorda Marc Bloch
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