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Buttafuoco, l'unico intellettuale degno del nome a destra, interviene nuovamente nell'assurda polemica scatenata da governo e opposizioni sulla Biennale e mette il dito nella vera piaga dell'ipocrisia che sullo scontro di civiltà Occidente - Russia accomuna e ricompatta il fronte liberale (con quello dei nazionalisti):

"L’etica dovrebbe essere una condizione che unisce i giudizi diversi e non li separa, che individua un comune terreno e non uno standard alternativo. La democrazia alterando la propria valutazione produce sostanze tossiche nel proprio organismo e il liberalismo, la mamma che ha dato al nostro continente il principio e il destino di ciascuno nell’uguaglianza del diritto per ciascuno, adesso invece indossa la benda del totalitarismo (...).
Più che Putin temo che l’Occidente, le grandi borghesie di queste democrazie liberali, non abbiano ancora digerito il processo con cui la Russia ha fatto fuori da sola l’Unione Sovietica, ha prodotto nel suo seno la forza per liberarsi del proprio ingombrante passato senza il tutor occidentale. Poi, inutile che assegni la palma dell’ipocrisia a quei ceti politici, economici, anche culturali, che hanno goduto negli anni dell’ambito favore di Mosca e ora, con ribrezzo, ne sparlano".