Domani, in Veneto va al voto “Liberi subito”


Saranno presenti anche Cristina Gheller, sorella di Stefano, e Marco Cappato per rappresentare i 9mila veneti che avevano firmato la proposta di legge

Cappato: “Abbiamo fiducia nei Consiglieri, chiediamo che la proposta sia approvata integralmente”. Dalle 9.45 alle 11.oo è organizzato un presidio


L’Associazione Luca Coscioni sarà domani in Consiglio regionale del Veneto per seguire la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, arrivata all’esame dell’Aula dopo la mobilitazione in grado di raccogliere le oltre 9.000 firme necessarie al deposito in Commissione.

La proposta nasce dalla necessità di garantire che il percorso previsto dalla sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale possa essere attuato attraverso procedure uniformi e senza ingiustificati ritardi, evitando che l’accesso al suicidio medicalmente assistito dipenda da procedure differenti da territorio a territorio. Il Veneto è stata la prima Regione a discutere una proposta di legge popolare sul fine vita, il 16 gennaio 2024 il testo è stato respinto in Aula per un solo voto, ma non è decaduto e, con la nuova legislatura, è tornato all’esame della Commissione Sanità.

Il testo resta quello di iniziativa popolare, ma sono stati preparati emendamenti per adeguarlo ai paletti fissati dalla Corte costituzionale sulle leggi di Toscana e Sardegna. In particolare, viene superato il termine fisso di venti giorni per la verifica iniziale, sostituito dall’obbligo di procedere “senza ingiustificati ritardi” e secondo tempi compatibili con le condizioni cliniche del paziente.

In Veneto, dal 2019, sono state presentate circa venti domande di accesso al suicidio medicalmente assistito e tre sono state autorizzate: un dato che conferma la necessità di regole trasparenti, responsabilità definite e garanzie effettive per le persone malate, le famiglie e gli operatori sanitari.

Marco Cappato: “Abbiamo fiducia che le persone componenti del Consiglio regionale del Veneto non vorranno perdere questa occasione storica per schierarsi dalla parte di chi vuole esercitare il proprio diritto, già in vigore in Italia, ad essere aiutato a decidere sul proprio corpo, sul proprio dolore e sulla propria vita, senza dover subire come un tortura delle scelte imposte da altri. Chiediamo che la nostra proposta di legge di iniziativa popolare sia approvata integralmente, senza cedere a tentativi di svuotarla o renderne più difficoltosa l’applicazione”.

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