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"se #Mozilla fosse davvero il massimo della trasparenza riguardo alle sue pratiche di raccolta dei dati, perché verresti a sapere di #FirefoxSuggest da un articolo come questo invece di leggerlo chiaramente da un popup di #Firefox?"
Di Chris #Hoffman su #HowToGeek https://www.howtogeek.com/760425/firefox-now-sends-your-address-bar-keystrokes-to-mozilla/

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Se si toglie all'utente una piccola libertà di autogestione alla volta, quand'è che l'open-source diventa uguale al software proprietario?

https://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_sorite
ovviamente non è giusto mettere sullo stesso piano le politiche di Mozilla con quelle di altri giganti del web che sviluppano browser solo per completare la filiera dell'estrazione e sfruttamento dei dati.
Ma bisogna sempre fare attenzione alle divinità venerate, soprattutto quando sono divinità minori, perché alcune tra esse possono diventare improvvisamente volubili e capricciose...

Bevilacqua Gustavino reshared this.

Esatto: non è tutto loro quello che luccica! Basta ricordare cos'è successo recentemente a Audacity.

Inoltre non si può continuare a invocare la "protezione dell'utente" per privare chi saprebbe dove mettere le mani della possibilità di farlo.

Mettere un flag di avvio in modo che lanciando /usr/bin/firefox --Advanced-Skilled-Developer-Mode si sblocchi tutto metterebbe comunque abbastanza al sicuro da chi pigia tasti a caso perché non ha capito la domanda.
E, a seguire, ecco il toot di @aral

https://mastodon.ar.al/@aral/107070299249803289
Non vedi nessun popup semplicemente perché è attivo solo nel Nord America
https://dday.it/redazione/40762/firefox-suggerisce-siti-sponsorizzati-nella-barra-degli-indirizzi-al-momento-solo-in-usa-ma-si-puo-disattivare
la domanda tra virgolette infatti è posta al pubblico statunitense. Il problema in sé invece ha una portata più ampia e riguarda la comunicazione aziendale
a mio avviso il problema è ancora più generale: chi paga? In altre parole ci sono delle alternative per finanziare un progetto complesso come un browser moderno? (e no, le donazioni non sono una risposta valida 😁)
#brave ha trovato un modo per farlo, anche se non mi convince troppo. Sembrerò un po' socialista, ma l'unica soluzione per un progetto così "strutturale" come quello di uno strumento di accesso al web è di far finanziare dall'Unione Europea un fork di Chromium o di Firefox
Perché tu hai mai avuto modo di leggere il bilancio societario di Brave? :) E' verosimile che il grosso dei guadagni arrivi anche per Brave dagli accordi con i motori di ricerca.

Per il resto, lo Stato nei computer anche no ;) https://www.youtube.com/watch?v=Mjca1H8QIm

E comunque quei fondi al momento non esistono, dunque che si fa?
sì, beh... Comprendo questa perplessità verso lo stato, ma tieni conto che c'è più "stato" di quanto tu creda dietro allo sviluppo del software libero o della crittografia o degli strumenti di anonimizzazione.

Giacomo reshared this.

Infatti io ad esempio non mi fido di TOR ne di AES ;) Seriamente, come viene spiegato in quel video, è bene che lo Stato stia lontano dall'informatica perché ha poteri esclusivi preclusi ai privati e soprattutto non è detto che se oggi puoi fidarti del tuo stato, sia lo stesso tra 10 anni.
ma per la navigazione anonima, cosa usi? E per la crittografia?
Onestamente per le banali cose che faccio io su Internet non sento il bisogno di navigare in anonimo. Per la crittografia esistono molte alternative ad AES (es. Blowfish/pgp), ma anche li la uso solo per poche informazioni di lavoro.
anche per quello che faccio io, TOR non serve assolutamente. Ma lo utilizzo comunque spesso perché utilizzarlo aiuta ad aumentare il rumore per chi attraverso tassonomie e incroci di dati può identificare gli utenti TOR
inoltre c'è una insistente campagna contro lo "stato" da parte di molti esperti ( @quinta su tutti o Flora, che però seguo sempre con di fastidio perché troppo teatrale per i miei gusti) ed è giusto in linea di principio. Ma senza dimenticare che le BigTech, quando si tratta di scegliere tra interessi del cittadino e quello dello Stato, scelgono sempre la seconda opzione
Il problema è quello che ho accennato nella risposta precedente. Ammettiamo che oggi ci si possa dello stato attuale e delle sue leggi. Possiamo essere certi che sarà ancora così tra 5/10/20 anni? I dati raccolti possono essere conservati all'infinito ed informazioni oggi innocue potrebbero diventare oggetto di discriminazione. Ripeto, lo Stato nel PC no. Gli Stati facciano le leggi su concorrenza privacy ed antitrust, non il software.
*ci si possa FIDARE ;)
come ti ho detto, condivido la diffidenza vs lo stato, ma se uno Stato o la UE si limita a finanziare lo sviluppo di un sistema FOSS, magari attraverso istituti indipendenti, non vedo gravi problemi rispetto a finanziamenti occulti o business model opachi

@quinta
Io invece ho in mente almeno un caso poco edificante dello Stato finanziatore: RedFlag Linux

Oppure, prova ad approfondire da chi sono finanziate le varie app di messaggistica alternative a WA...

Non si tratta di diffidenza; è semplicemente un sano principio si precauzione per separazione :)
non ne so nulla: approfondirò. Grazie per il suggerimento

@quinta
Però....se si trattasse di opensource, il codice dovrebbe essere esaminabile, quindi che porcherie potrebbero fare se il codice è visionabile ? Comprendo la diffidenza, ma TOR ad esempio è nata dall'esercito USA o qualcosa di simile (Stato, CIA, boh non ricordo quale ente esattamente ma penso la US army)
beh, proprio dall'esercito no, ma di certo poteva essere molto utile ai dissidenti di paesi nemici; diciamo comunque che l'Open Technology Fund, agenzia governativa negli Stati Uniti, ha finanziato tecnologie di sicurezza e condivisione FOSS come TOR, Globaleaks, OONI, LetsEncrypt, Tails, NoScript, LEAP.
In un certo senso si può affermare che senza l'o.t.f. l'internet libera non esisterebbe

@miriamgreco@quinta
Una delle cose che mi ha sempre stupito (in senso negativo) è la scarsa cultura istituzionale verso le tecnologie open: non mi pare in Italia ci siano progetti opensource di rilievo. Una distro Linux pensata per le scuole italiane, o per la P.A. ecc. Insomma almeno un tentativo di non dover dipendere da corporations estere.
è vero: le amministrazioni pubbliche anzi osteggiano l'adozione di soluzioni Open, malgrado esista una legge che renda obbligatorio operare un'analisi comparativa prima di acquisire soluzioni proprietarie! Quanto la scuola, è un disastro: Se ci pensi, l'epica iniziativa https://iorestoacasa.work è nata in seno ai volontari del PGP Linux di Fabriano

@miriamgreco@quinta
Mi domando quali siano i motivi dietro tale ostilità : forse l'idea che essendo una soluzione a pagamento se qualcosa si rompe puoi chiamare qualcuno, un pò come quando si rompe l'ascensore. Ma per l'opensource potrebbero tranquillamente creare dipartimenti interni di assistenza, o creare società che si occupano di dare assistenza ecc.
O ci sono altri motivi ? Scarsa cultura informatica ? Pigrizia ?
mi sono tantissimi motivi: il fatto che la Lobby BigTech abbia più di un partito di riferimento in Parlamento; ma non dimentichiamo il piccolo cabotaggio delle gare vinte da piccole società informatiche che non sono altro che rivenditori mi soluzioni closed che, onestamente, sono molto più facilmente vendibili di quelle Open (ma molto tanto); infine, per i prodotti Office, semplice pigrizia nell'utilizzo delle interfacce cui si è abituati da anni

@miriamgreco@quinta
poi, sarebbe interessante anche fare un'analisi di carattere sociologico psicologico e medico, sul fatto che la maggior parte delle persone che adorano l'open source e che se ne dicono sinceramente evangelizzatori, siano onestamente persone quasi sempre incompatibili con l'ambito della vendita, della promozione, della comunicazione, della politica 🤣🤣🤣
(con rare eccezioni, vero @quinta?)
@miriamgreco
eh sì il marketing in ambito opensource è decisamente carente. Per esempio il Tuxedo l'ho scoperto solo tramite video su youtube di canali su linux. Zero pubblicità su siti ecc.
Che poi....oggi usare un desktop linux è decisamente facile. Molte applicazioni oramai hanno raggiunto buoni livelli (libreoffice, dartable, kdenlive, krita, openshot, inkscape ecc. ) Insomma per una scuola ce ne sarebbe d'avanzo. E non conosco le app per l'apprendimento...
l'avvicinamento all'open source, almeno nel mio istituto, avviene piano piano. Nel male dell'emergenza sanitaria hanno scoperto Moodle che stiamo usando ancora adesso e mi hanno piacevolmente sorpreso. Solo quest'anno sono riuscito a ottenere il via libera per inserire l'uso di software open source nel mio programma di laboratorio creativo al liceo artistico.

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per curiosità in quale tipo di istituto superiore hanno adottato Moodle?
Io faccio l'ITIS indirizzo informatica e usiamo Moodle da qualche anno (oltre che Roundcube e NextCloud).

Pare che adesso vogliano farci passare a prodotti Google però...

Informa Pirata reshared this.

scioperate pacificamente! A maggior ragione visto che sono/siete già abituati ad applicativi opensource
siamo una piccola scuola paritaria con diversi indirizzi: liceo scientifico, artistico, linguistico e altri tecnici @andre123@informapirata@quinta@miriamgreco
Non direi... i tassi di adozione di Linux in Italia sono sopra la media. Anche OpenOffice è molto presente. Il problema è che chi dovrebbe ispirare queste scelte a sua volta si perde nelle solite guerre di religione. E sentirsi direi un giorno che A è perfetto ed il giorno dopo che bisogna passare a B perché c'è stato un fork è semplicemente inconcepibile per chi con pc vorrebbe solo lavorarci.
Ecco Miriam, per esempio questo non lo sapevo (linux); mentre ho notato che libreoffice è invece abbastanza adottato. Quanto alle guerre di religione, sono purtroppo una piaga del mondo Linux (la distro A è ottima, la B è evil, il software tale fa schifo ecc.). Compilare all by yourself : come condannare linux all'estinzione. E lo capirei...io adoro Linux, ma compilarmelo from scratch anche no. Non sono un programmatore...il pc mi serve per fare delle cose.
Appunto! avere il sorgente non serve a nulla se non puoi essere certo che il binario che installerai deriva da quel sorgente :)
Eh tecnicamente hai ragione, ma appunto con questa logica dovremmo allora produrre i processori in house per esser certi della loro sicurezza...non ne usciremmo più.
Ma guarda che questa non è un'idea strampalata! Anzi... 😁

@miriamgreco
Cose come compilare e simili... alla fine non c'è davvero differenza per l'utente finale come uso. Di vero è che una Debian, Manjaro, Fedora etc, hanno alcuni tools diversi e quelli rendono l'esperienza dell'utente diversa in generale, e mi concentro su questo se qualcuno mi chiede che cosa usare come Linux.
a proposito di esperienza d'uso, mi sono accorto solo recentemente di questo progetto e sono rimasto colpito dalla accuratezza grafica ed ergonomica
https://www.tromjaro.com/it/

Iswyrm reshared this.

>>>> Tromjaro sembra davvero curata graficamente !

@iswyrm >> eh certamente, altrimenti manda il link al mitico "linux from scratch" e vedrai cosa ti rispondono 😂
Se voglio essere cattivo consiglio la Gentoo, perché quella in aggiunta ha un manuale che ti confonde le idee quando provi ad installarla la prima volta ;)
Gentoo non l'ho mai digerita, francamente ! Arch mi piace già molto di più, ma essendoci Manjaro, viva la pigrizia 😂
Tecnicamente c'è una distro linux pensata per le scuole di lingua italiana della provincia di Bolzano (FUSS), e anche sodilinux mi pare abbia preso qualcosa da del lavoro che era stato finanziato con fondi pubblici (che poi però erano finiti)

2 people reshared this

fuss sostituita da uindos grazie all'illuminata amministrazione provinciale secondo cui ci si doveva allineare alle "dotazioni" delle scuole di lingua tedesca
è stato deciso di sostituirla con windows, ma non è ancora stato fatto un piano per implementare effettivamente questa sostituzione: l'ultima notizia che ho è che nelle scuole c'è ancora fuss.

però la situazione di limbo in cui si trova ha fermato abbastanza lo sviluppo e gli aggiornamenti della stessa.
in realtà mi riferivo anche al fatto che Manjaro è sviluppata in Francia, suse in Germania , ma da noi non mi pare esistano progetti simili. Ok magari si riadatta Ubuntu per qualche uso specifico, ma non credo esista una distro sviluppata in Italia.
ma sia Manjaro che Suse sono sviluppate da aziende a cui capita di essere state fondate da francesi|tedeschi e quindi essere in Francia|Germania.

Non mi risulta che siano progetti specificatamente francesi|tedeschi per qualche ragione intrinseca.

E di distribuzioni sviluppate totalmente da zero ce ne sono ben poche, la maggior parte sono derivate di debian[esc]bdwaqualcosa d'altro, ci sta che non ce ne sia una specificatamente italiana.
Certamente, e magari sbaglio io, ma ho l'impressione che tutto il settore legato alle nuove tecnologie non sia vivacissimo in Italia.
e adesso ho nella testa una voce che canticchia “per fare tutto ci vuole un de-bi-an”

Content warning: earworm

e comunque avete notato? I renziani sono sicuramente dei fautori del software libero ma, vedi che sfiga, ogni volta che si avvicinano a una qualche amministrazione, a tutti i progetti FOSS succede sempre qualcosa di brutto... 😒
Ogni tanto mi chiedo: sarà mica che c'è qualcuno che affossa i progetti a sw libero, con l'obiettivo preciso di far ricadere la colpa e di gettare discredito su quell'area politica?

@quinta@KinmenRisingProject@miriamgreco@andre123

Bevilacqua Gustavino reshared this.

Io penso che di solito, dove la politica mette mano, negli ultimi 30/40 anni specialmente, sono disastri...anzi epic fail per dirla come gli americani. Ma io sono old school, molto old.
Per inciso, il progetto fuss non è in ottime condizioni di salute, ma non è del tutto morto, se conoscete qualcuno che possa essere interessato val la pena provarla e/o contattarli.

disclaimer: per lavoro ho scritto codice per fuss, e anche se in questo momento non ci sto lavorando, ci sono affezionata :)
C'è codice closed persino nel kernel di Linux... Ed in ogni caso ognuno dovrebbe compilarsi il software dai sorgenti dato che non è possibile collegare univocamente un binario ad un sorgente. Quanti sarebbero in grado di farlo?
Oibò, chi finanzia Jami?
https://jami.net/

Ed Element?
https://element.io/

Lo stato finanzia strade e ferrovie, può finanziare anche la scrittura di infrastrutture informatiche pubbliche.

È già in PC e cellulari da decenni, in effetti, solo non è uno Stato europeo che noi possiamo sperare di influenzare con un voto democratico.

Ed in effetti oltre a sorvegliarci uno per, estrae profitti dalle nostre economie attraverso i nostri dati.

Lo stato dovrebbe finanziare lo sviluppo di software libero (o almeno open source) nell'interesse pubblico.

Ma dovrebbe anche porre condizioni legali stringenti alla sua diffusione, per evitare quello che potremmo definire inquinamento cibernetico.

Una condizione ad esempio potrebbe essere un limite superiore alla complessità di un singolo programma / libreria. Ad esempio un numero massimo di branch logici tale da permettere lo studio del componente in meno di una settimana. Oppure una suite di test con branch coverage totale e documentazione human readable di ciascun test. Oppure ancora il divieto assoluto di trasmettere dati non tecnicamente necessari per soddisfare una esplicita richiesta dell'utente.

I browser web mainstream sono tutti da buttare, comunque.

Non sono evoluti, sono artificiosamente complicati.

È 20 anni che il WHATWG (e #Mozilla) serve #Google.

@informapirata@quinta
finché li usano in 7* in tutto il mondo, li posso finanziare anch'io. Parliamo di app con centinaia di milioni di utenti che però incredibilmente sono sempre gratuite e non si sa bene come paghino dipendenti, server e banda...

* ovviamente è un'iperbole ;)
#Jami è un progetto #GNU che offre chat e videoconferenza peer-to-peer con cifratura end-to-end ed è sviluppato da una piccola azienda canadese che fornisce servizi ed un server di orchestrazione (opzionale) per le organizzazioni che necessitano di sincronizzare i client durante una videoconferenza.

Durante i lock-down francesi, ha avviato una sperimentazione con il governo francese presso un centinaio di scuole per la didattica a distanza.

#Matrix (ed il client multipiattaforma #Element) è un protocollo opensource federato che veicola lo scambio di messaggi, audio e video fra utenti con cifratura end-to-end.

Entrambi sono meno noti di #WhatsApp, #Signal o #Telegram semplicemente perché non hanno la forza commerciale di questi colossi e perché tendenzialmente i sistemi centralizzati (come #Google, #Facebook, #Twitter etc) che amplificano la visibilità dei loro pari, minimizzano invece la visibilità di competitor che oltre a sfidare il proprio market share, sfidano la narrativa del network effect attaccando il cuore del loro business model.
Perché non ci può essere pubblicità targettizzata senza accurate profilazioni psicologiche individuali costruite sulla base dei dati personali sottratti agli utenti.
E non si può sottrarre impunemente quei dati se il software che gli utenti usano è libero (o almeno open source) e se quei dati non passano dal tuo server.

@informapirata

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Sono abbastanza "addentro" all'argomento da non avere bisogno del riassuntino. Secondo me ti sei perso il senso del discorso di questo 3d
Sostanzialmente sostieni che non ci sono alternative ai #GAFAM (browser, chat etc...)

O che le alternative in realtà possono essere persino peggiori (RedFlag Linux, allusioni ai finanziatori occulti delle alternative a WhatsApp etc...)

Inoltre escludi lo stato/UE come possibile finanziatore alternativo perché lo stato è cattivo, le aziende private no (ILVA? Eternit? Delle malefatte di Google e Facebook si potrebbe parlare per giorni!)

Insomma se io fossi Schmidt sarei fiero del lavoro svolto con te! 😉

@informapirata
Confermo, ti sei perso il senso di questo discorso. Ma se a te piace credere che esistano filantropi che danno gratis servizi da milioni di dollari o se a te piace l'idea dell'internet di stato, chi sono io per farti cambiare idea? Del resto l'internet cinese funziona molto bene...
🤣

@paolo non è che ti cresce un milione di dollari?

@informapirata
Ebbene si, lo confesso. Non so come spendere i milioni di Euro che ho accumulato e quindi offro servizi gratuitamente. @miriamgreco@informapirata
A casa mia si chiama buttarla in caciara... Ma se davvero pensate che ospitare 95 utenti sia come ospitarne mezzo miliardo (= Telegram) va bene anche così.
@miriamgreco qui il punto è scardinare la narrativa che vede la centralizzazione, ovviamente gestita dai privati in cambio dell' estrazione dei dati personali di tutti, come l'unica soluzione praticabile. Infatti, all'interno di quel paradigma, nessuna soluzione del fediverso è sostenibile (e purtroppo l'istanza mastodon.social è una contraddizione in termini che non aiuta a porre il problema in termini corretti).
La soluzione è ovviamente quella di disporre di migliaia di istanze, tematiche o locali, e queste potrebbero davvero essere finanziate dallo Stato pur in un regime di indipendenza garantita e di affidabilità in termini di privacy. Sarebbe molto più intelligente come mossa rispetto a interventi a fondo perduto come il bonus facciate ho il bonus bicicletta.

@Paolo Vecchi@Shamar@informaPirata
Detta così, suona molto simile alla richiesta degli editori di una "tassa sulle ADSL/Fibra" per finanziare i loro giornali online. Che andrebbe pagata anche da chi non li legge.

E una volta istituito questo fondo pubblico, ovviamente sarebbe a disposizione anche degli estremisti di destra o di sinistra che siano, perché la legge non può che essere neutrale. No, continua a non piacermi

/segue
il problema della posta elettronica è che non consente una gestione visuale è immediata dei contenuti multimediali. A quel punto molto meglio il vecchio strumento del forum, no?

@informapirata@poliverso.org@paolo@Shamar
Direi di no. Il forum è centralizzato per definizione. La mail è federata per progetto. Come dicevo basta una app come Delta Chat per rendere l'esperienza della posta elettronica molto simile a quella che sò di WhatsApp.

Il problema è che probabilmente agli utenti non interessa dividersi in piccoli gruppi...
/segue

se la logica è decentralizzare e raggruppare per piccoli gruppi allora esiste già il più aperto dei social network, la posta elettronica che è interoperabilità per definizione e che tramite il paradigma dei gruppi di discussione offre una comunicazione molti a molti.

aggiungici una client in stile messenger come DeltaChat ed il gioco è fatto. Con costi infinitamente minori

/segue
/segue
ma se la mail non è più attraente è probabilmente dovuto al fatto che i social netwok hanno creato un modo di interazione più coinvolgente di cui il #Fediverso non fa altro che replicare le caratteristiche aggiungendoci attenzioni diverse verso privacy ed apertura.

/segue
/segue

Esistono numerosi progetti e raccomandazioni europee per il sostegno al software opensource. Credo che quello sia il canale più adatto per sostenere questi progetti.

Ma trasformare il fediverso in un carrozzone pubblico come Alitalia, anche no.

Ovviamente per quella che è la mia opinione

/fine
non si tratta di trasformarlo in un carrozzone, ma di lavorare affinché le risorse territoriali Possono organizzarsi anche grazie al finanziamento di quello che non sarebbe altro che la versione virtuale dei contributi alle associazioni che prestano servizio nel territorio.
PS: In quel caso mi pare abbastanza semplice distinguere associazioni sociali gruppi di neonazisti

@informapirata@poliverso.org@paolo@Shamar
Magari fosse così facile distinguere i buoni dai cattivi...
ho detto che va fatto, non ho mai detto che sia facile 😁
(semplice≠facile; semplice è individuare i fascisti, il difficile è fare in modo che qualche politico in cerca di consenso non cerchi di fargli avere soldi...)
@informapirata@poliverso.org@paolo@Shamar
Il problema è che non puoi ragionare da militante. Devi ragionare da giurista e trovare uno schema che sia giuridicamente costituzionale. Non puoi decidere a tuo piacere chi è nella legalità e chi no.
"semplice≠facile"

Vedo che mi copi le battute eh...

BRAVO continua!

@miriamgreco@informapirata@paolo
Guarda, i costi di un hosting per Mastodon che serva poche persone sono talmente contenuti (https://masto.host/pricing/) che una qualsiasi organizzazione con un paio di decine di iscritti non dovrebbe avere problemi a sostenerli. Magari anche utilizzando una parte dei contributi che già riceve

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interessante, poi mi vado a vedere che servizi fornisce. Piuttosto sai se esiste qualcosa del genere anche per friendica?

@informapirata@poliverso.org@paolo@Shamar
Che io sappia no :( Friendica probabilmente è ancora troppo di nicchia...
diciamo che per friendica, prima di pensare a un servizio del genere, bisognerebbe lavorare su un'interfaccia di moderazione appena decente. Ma che dico appena decente... bisognerebbe-lavorare-su-un'interfaccia-punto! 😁 😄 🤣

@informapirata@poliverso.org@paolo@Shamar
per arginare un utente di friendica purtroppo oggi esistono solo due strumenti per un amministratore:
1) eliminarlo grattandolo via dall'istanza
2) provare a contattarlo come farebbe un qualsiasi altro utente e chiedergli di moderarsi da solo 😭😭😭

@informapirata@poliverso.org@paolo@Shamar
Io ho la fortuna di essere il proprietario dei miei server sui quale ospito diversi servizi ed organizzazioni e visto che ho capacità a disposizione mi posso permettere di offrire diversi servizi gratuitamente.
Esempio: https://joinup.ec.europa.eu/collection/open-source-observatory-osor/news/bigbluebutton

L'infrastruttura di Telegram è decisamente più grande della mia e capisco che adesso devono iniziare a monetizzare in quanto Durov non può finanziare il progetto di tasca sua all'infinito.

@Shamar@informapirata
Il fediverso oggi è composto da persone come me e da tanti che tirano fuori di tasca loro i soldi per affittare dei server.
Questo è sostenibile per alcuni finquando i volumi ed i costi non diventano troppo elevati poi devono fare delle scelte.
Durante un incontro con la commissione europea sul finanziamento dei progetti Open Source ho proposto di iniziare a far spostare obbligatoriamente una percentuale dei budget delle licenze proprio all'Open Source. @Shamar@informapirata

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Il modo più semplice per finanziare il Fediverso sarebbe quello che gli utenti supportino i provider direttamente ma sappiamo che il 95%, e più, degli utenti di software Open Source e di servizi Cloud non contribuisce ai progetti ne in modo economico ne con il volontariato.
Lo vedo anche con LibreOffice dove con 250M di utilizzatori la percentuale che dona o partecipa attivamente è purtroppo molto bassa.
Hai per caso delle proposte per aiutare il fediverso? @Shamar@informapirata
il sistema però già esiste ed è quello che è stato già attualmente approvato per Le piattaforme partecipative

@miriamgreco@Shamar

https://mastodon.uno/@informapirata/107139944069320239
Anche a ma pare logico che il servizio lo paghino gli utenti. Ma se questi non sono disposti a farlo o non ritengono che il valore del servizio valga il denaro speso, non si può pensare che debba subentrare sempre il pubblico. Se non c'è interesse, i progetti chiudono. E' sempre stato così. Tra l'altro io non avrei problemi ad accettare nel fediverso forme di pubblicità etica, per dire.
eh... Purtroppo la mancanza di qualsivoglia messaggio pubblicitario infatti non va vista come una caratteristica del fediverso, quanto più di una impuntatura ideologica...

@paolo@Shamar
Nessuno ti vieta di crearti un'istanza per spammer, se ritieni.

Verrà probabilmente bloccata da tutti, ma tanto... i tuoi clienti mica lo sanno! 🤣

@miriamgreco@paolo
sarebbe una grande idea! Infatti è stata ampiamente adottata da Facebook per "gestire" i propri inserzionisti 🤣🤣🤣

@miriamgreco@paolo
l'"internet di stato" è cosa diversa dal software libero GPL sostenuto da un finanziamento pubblico. La prima cosa è una scatola nera con controllo governativo di cui ignori l'attività, il secondo è un codice aperto che rimane tale, e quindi controllabile e impermeabile alle backdoor "by design", un codice che può essere finanziato dalla Spectre o da Belzebù, ma comunque garantisce le libertà fondamentali del software.
c'era un articolo di Arturo di Corinto apparso qualche mese fa che faceva notare proprio come il corretto concetto di sovranità digitale si stesse trasformando, nelle pieghe di questo PNRR-ENTUSIASMO, in una sorta di sovranismo digitale in cui la regola base è: usiamo lo stesso software chiuso (e USA) di prima Ma Con la differenza che gli appalti li facciamo vincere alle aziende di Stato senza gara 😂
Di fatto, da Hearthbleed in poi, tutti sanno che il mito (neoliberista) dei "mille occhi che scovano tutti i bug" è una favola della buona notte.

#Chromium è open source e ogni anno ha più vulnerabilità annuali i livello 9+ che tutta l'offerta di #Microsoft.

Non cambia una fava se sono vulnerabilità introdotte scientemente o meno, sono backdoor in attesa di essere exploitate.

Il fatto che il software sia open source è condizione necessaria ma NON sufficiente affinché serva i cittadini: deve essere semplice, anche a costo di non essere facile.

Altrimenti le 4 libert๠si riducono a privilegi elitari.

____

¹ e nota: solo per i liberisti la libertà si riduce alla possibilità di scegliere fra le offerte disponibili. Per questo fingonobdi avercela con i monopoli: rendono evidente l'idiozia di questa riduzione.
In una società democratica esiste anche la libertà di creare, di esplorare, etc...

@miriamgreco@informapirata
per software complessi come un browser un CODICE "semplice" non esiste, anche se il software è molto usabile. Una backdoor (accesso segreto) non è una vulnerabilità (difetto). Usare software libero (e non semplicemente open source) significa fidarsi della comunità di sviluppatori che lo controlla. Se non ti fidi puoi sempre controllare tu, pagare qualcuno che controlli per te o usare quel codice per creare ed esplorare, impossibile con software proprietario.

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La complessità di un browser non la ordina il dottore.

Un browser (o un sistema operativo o..) non è un fenomeno naturale come la gravità, che possiamo studiare, ma dobbiamo accettare come è.

È un artefatto umano.

Esistono browser che un programmatore può studiare e comprendere completamente in una settimana o un mese¹.

Ma software come #Chrome o #Firefox sono intenzionalmente progettati per vanificare le 4 libertà.

NON È VERO che puoi pagare qualcuno per studiarlo se non ti fidi di Google (che controlla entrambi, Mozilla è solo la loro PR geek-friendly).

NON puoi.
NON hai i fondi necessari.

E anche se hai le competenza (io le ho), non avrai mai il tempo (a meno di essere assunto per 2 o 3 anni da terzi per farlo, ma è estremamente improbabile)

Di fatto dunque i browser ed i sistemi operativi mainstream sono indistinguibili da software proprietari per la stragrande maggioranza delle persone.

Perché non PUOI scegliere di fidarti: sei COSTRETTO a fidarti.

E di chi?

Di Google. 🤦‍♂️

Che controlla (insieme a #Microsoft, #Amazon, #Cloudflare, #Facebook...) gli standard che regolano il web.

Una backdoor poi è del tutto indistinguibile da una vulnerabilità, soprattutto quando il software in questione esegue automaticamente codice arbitrario inviato da terze parti che possono personalizzarlo targettizzando un singolo utente.

Come fanno i browser mainstream, appunto.

Insomma, attenzione all'open washing: la situazione è molto peggiore di quanto sembri proprio perché le persone non hanno il coraggio o gli strumenti tecnici e critici per guardare in faccia la realtà.
____

¹ https://www.netsurf-browser.org/

@miriamgreco@informapirata
pagare tutti, anche un solo euro al mese, per assicurare il mantenimento del progetto
difficilissimo a farsi, in un mondo in cui il tuttogratis è diventato il principio su cui si basa tutto il mercato del software generalista rivolto al consumatore

@miriamgreco
Tieni conto che l'utente medio si fa riempire il PC di ogni pestilenza possibile ed immaginabile per non pagare pochi euro l'anno per software di cui ha bisogno. Pensi davvero che pagherebbero per un browser? Specie quando i concorrenti sono tutti gratuiti? Io non ci farei molto affidamento....
intendo l'utente più attento e consapevole. Il software è fatto da persone e queste devono essere pagate se si dedicano completamente ad un prodotto o ricompensate in altro modo se lo fanno nel tempo libero. Questo lo capiscono in pochi, gli altri li trovi su faccialibro a pensare che Zuckerberg abbia messo su tutto agratisse perché loro potessero mostrare al mondo le foto dei loro gattini o sparare ca**ate da bar.
ma "l'utente più attento" non costituisce un mercato così ampio.
Del resto chi mai non preferirebbe allevare maiali onnivori e ingordi piuttosto che maiali schizzinosi e ortoressici che si cibano solo di ghiande fresche e carrube stagionate in arche scolpite a mano in legno di sambuco?

@miriamgreco
Con il contributo economico degli utenti consapevoli mi sa che Mozilla non ci pagherebbe neppure l'hosting... Del resto non esistono progetti di dimensioni analoghe che si reggono sulle donazioni degli utenti. Ci sarà un motivo? ;)
si, il mio pensiero era un po' utopico, ma così monopoli o oligopoli hanno gioco facile.
Non è un problema sperare in un sistema migliore, resta il fatto però che in sua assenza si gioca con le regole esistenti
tra l'altro è nella nella documentazione del supporto: https://support.mozilla.org/en-US/kb/navigate-web-faster-firefox-suggest#firefox:win10:fx93

Non mi pare che lo stiano tenendo nascosto. Certo per il sito che ha pubblicato l'articolo è più funzionale urlare al complotto 🤣
diciamo che è più facile che l'utente tipo legga un articolo divulgativo, di quanto non possa verificare le nuove caratteristiche dell'ultima release...
Non proprio. Il fatto che non sia stato adottato in Europa, non cambia nulla sulla politica commerciale poco trasparente adottata da Mozilla in nord America

@miriamgreco
come ho già risposto altrove io aspetto di leggere notizie tecniche, dei professinisti dell'informazione mi fido come quelli del meteo.

Sicuramente i dati sono anonimizzati come facevano con gli altri servizi, infatti salta fuori che è solo per gli utenti US e che è opt-in

https://www.reddit.com/r/technology/comments/q4n5h6/comment/hg22ugv/?context=3
@Daniele Scasciafratte 🇮🇹@informaPirata@Open Source Italia che sia opt-in (e non opt-out) è già buono. Io sinceramente mi sono spaventata e ho riportato firefox alla versione 62, con l'idea di non aggiornarlo più
beh stiamo esagerando.

Come spiegato qui https://www.quippd.com/writing/2021/10/10/firefox-suggest-an-anatomy.html

Si disattiva ma non è tanto diverso da altri, Mozilla poi non salva il dato ma lo passa in un proxy che anonimizza.

CIoè la 62 è del 2018 e siamo nel 2021 è come usare IE6.
browser e sistemi di messaggistica è sempre meglio tenerli aggiornati all'ultima versione. Per carità, potrebbe esserci sempre qualche brutta sorpresa nell'aggiornamento, Ma le sorprese che riservano le versioni non aggiornate potrebbero essere peggiori... 😁

@sabrinaweb71@opensource
non è una bella cosa, ma ci facevo caso proprio dopo aver letto l'articolo, in Italia ancora non funziona (per fortuna!)
si, per l'Europa, non sembrerebbe affatto previsto
Meno male ! Che poi....basterebbe mettere un'opzione la prima volta che lanci Firefox che chiede se vuoi partecipare o meno....non ci sarebbe nulla di terribile se fossero più trasparenti.
nel dubbio uso Librewolf, e Mull da mobile. Non uso brave solo perché voglio ostinarmi ancora a sperare di non vedere sorgere il monopolio di blink, ma ormai sembra mancare così poco...

https://f-droid.org/packages/us.spotco.fennec_dos
si ma magari si puo disattivare questo servizio.
Fortunatamente il servizio riguarda solo il pubblico nordamericano. Il problema è che puoi disattivarlo, ma per disattivarlo dovreste prima sapere che il servizio ce l'hai e al momento la comunicazione non è chiara.
ouch.
Per capire la differenza tra centralizzazione e decentralizzazione chiediti che differenza c'è tra monopolio e libero mercato con offerta diversificata, tra grande distribuzione alimentare e piccole attività commerciali, tra multinazionali e piccole imrpese, tra la politica col partito unico e il pluralismo di diverse offerte politiche. In una parola la differenza è la libertà di scelta, gestione e azione.