Nessuno mi toglie dalla testa che il dietrofront di Venturini sulla moschea sia da una parte soltanto un teatrino ad uso e consumo degli elettori più boccaloni e dei consiglieri di maggioranza più integralisti, dall'altra l'ennesimo tassello della strategia comunicativa che utilizza contenuti che riescono a parlare alla pancia dei cittadini per distogliere l'attenzione da altri problemi (un po' il "flood de zone" di Steve Bannon, ma in saòr).
Sbaglierò, ma sono sicuro che la moschea si farà e che il via libera arriverà in tempi brevi.
Nel frattempo, il sindaco con le sue dichiarazioni getta benzina sul fuoco, assecondando la narrazione che vede i Bangla come principali responsabili dell'abbandono dei rifiuti (e quindi cerca di coprire così la gestione lacunosa del fenomeno, radicato notoriamente anche nei quartieri "bianchi") e dice fondamentalmente che questi musulmani non sono così ben integrati da meritarsi la moschea.
Sarà interessante capire come avverrà la valutazione del grado di integrazione nei prossimi mesi e quali strumenti metterà in campo l'amministrazione comunale per favorirla.
Sicuramente le dichiarazioni del sindaco e di buona parte della maggioranza non creano terreno fertile per lo scopo e anzi alimentano l'islamofobia dilagante.
Ripetiamolo assieme: l'islamofobia, oltre ad essere uno strumento utile per costruire consenso, indebolire rivali e rafforzare narrazioni securitarie, funziona spesso come un meccanismo di divisione della classe lavoratrice.
Agisce, come tutte le forme di razzismo, come uno strumento strutturale del sistema capitalistico per dividere i lavoratori e giustificare lo sfruttamento economico.
Avete notato anche voi come una buona parte della destra (dai politici agli influencer, ai profili falsi e ai soliti bot) sia andata fuori di testa al solo sentire la parola SCIOPERO?
djpanini
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