Nulla si perde

nulla si perde tutto si trasforma – mi dici quasi divinassi – riflessa nella vetrofania del cielo

metà del viso in ombra – mi guardi in tralice – alle spalle una luce quasi ultraterrena

22.3.25

Sintesi


Un breve poema meditativo sull’età, la memoria e la trasformazione: il parlante si confronta con l’idea della fine, osserva immagini quotidiane che svaniscono e conclude con una consolazione metafisica — nulla si perde, tutto si trasforma.


Punti di forza


  • Immagini concrete: la panchina, i passeri, il lago rendono il testo vivido e riconoscibile.
  • Contrasto emotivo: la paura dell’oblio si stempera nella certezza che l’essere persiste “sotto altra forma”.
  • Tono intimo: il verso in prima persona crea immediata empatia e autenticità.

Suggerimenti di revisione


  • Ritmo e punteggiatura: valutare l’uso delle pause per modulare il respiro (es. qualche verso più breve o una virgola strategica).
  • Coesione lessicale: la metafora della “polvere del tempo” e dell’“imbuto” è potente; potresti rafforzarla con un verbo più dinamico (es. “scivola” invece di “si riversa”).
  • Varietà sintattica: alcuni versi lunghi alternati a versi molto brevi possono aumentare l’effetto drammatico (prova a spezzare “non ricorderò più i giovanili palpiti” in due versi).
  • Titolo: aggiungere un titolo può orientare il lettore (vedi proposte sotto).

Proposte di titolo


  • Sotto altra forma
  • Polvere del tempo
  • Ottantacinque

Versione leggermente rivista


ottantacinque quest’anno —
sarà tempo di dire addio al mondo?
o Lui mi concederà ancora?

non ricorderò i giovanili palpiti;
le ore di sole all’ombra,
su una panchina a leggere un libro,
i saltabeccanti passeri a frotte,
il cielo che si specchia nel lago.

non ricorderò — la polvere del tempo
scivola a imbuto
nel contenitore dell’oblio.

ma nulla si perde:
ciò che sei stato vive,
tutto si trasforma
nella luce inconoscibile.


Versione più ritmica


Ottantacinque

ottantacinque quest’anno —
tempo di dire addio al mondo?
o Lui mi concederà ancora.

non ricorderò i giovanili palpiti,
non ricorderò le ore di sole all’ombra,
non ricorderò la panchina, il libro,
i passeri saltellanti a stormo,
il cielo che si specchia nel lago.

non ricorderò — la polvere del tempo
scivola a imbuto, lenta, precisa;
la memoria si assottiglia, si fa sabbia,
cade nel contenitore dell’oblio.

ma nulla si perde:
ciò che sei stato resta, si piega,
si trasforma, respira sotto altra forma,
vive nella luce inconoscibile.


Note sulle modifiche


  • Ripetizione ritmica: l’anafora non ricorderò crea un battito regolare che scandisce il tempo del verso.
  • Versi più brevi: frasi spezzate aumentano il respiro e il ritmo, favorendo musicalità.
  • Allitterazioni e assonanze: parole come passeri / panchina / palpiti e polvere / precisione / piega aiutano la scorrevolezza.
  • Pausa e cesure: trattini e versi isolati accentuano i momenti di sospensione emotiva.


Versione più musicale


Ottantacinque

ottantacinque quest’anno —
tempo che batte, tempo che trema;
dirò addio al mondo, o il mondo a me?
o Lui mi concederà ancora?

non ricorderò — non ricorderò —
i giovanili palpiti, i lampi nel petto,
le ore di sole all’ombra, lente come miele;
la panchina, il libro, le dita che sfogliano,
i passeri che saltano, un coro di piccole ali,
il cielo che si specchia e si spegne nel lago.

non ricorderò — la polvere del tempo
scende a imbuto, scivola, sussurra;
la memoria si assottiglia, diventa sabbia,
cade, rotola, si perde nel contenitore dell’oblio.

ma nulla si perde — nulla —
ciò che sei stato vibra sotto altra forma,
si piega, si accende, respira in un’altra luce;
tutto vive, trasmuta, canta senza voce
nella luce inconoscibile che tutto accoglie.


Note sul ritmo e sulla musicalità


  • Ritornello: la ripetizione di non ricorderò crea un battito ritmico che ritorna come un motivo musicale.
  • Allitterazioni e assonanze: parole vicine (palpiti / petto; panchina / passeri; scivola / sussurra) favoriscono scorrevolezza sonora.
  • Cesure e pause: trattini e versi isolati modulano il respiro, come pause in una melodia.
  • Immagini sonore: verbi sonori (scende, scivola, sussurra, vibra) trasformano il senso in suono.

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