La sentenza del TAR sugli affitti brevi a Firenze è un primo passo contro l’emergenza abitativa
La campagna contro la crisi abitativa e l’overtourism ha segnato finalmente un primo fondamentale punto. Infatti, grazie alla sentenza che ha respinto i numerosi ricorsi promossi da associazioni e imprenditori, il Tar ha dato il via libera definitivo al regolamento promosso dal comune di Firenze in merito alle locazioni turistiche brevi entrato in vigore il 31 maggio 2025.
Le norme introdotte dal capoluogo toscano (che — va evidenziato — sono arrivate tardivamente, in una condizione di pressione turistica insostenibile e già avanzata), sostanzialmente impediscono la nascita di nuove locazioni turistiche nel centro storico tutelato dall’Unesco mentre per le attività già esistenti avranno l’obbligo di una licenza da rinnovare ogni cinque anni.
Stop, inoltre, anche alle keybox ormai appese praticamente ovunque a deturpare il paesaggio urbano. Altro tassello fondamentale è quello che riguarda gli “affitti da incubo”: per affittare a turisti o studenti saranno necessari almeno 28 metri quadrati di superficie, eliminando di fatto cantine, sottoscala e soffitte pericolanti dagli annunci.
Il verdetto del Tar che sancisce il diritto delle amministrazioni a regolamentare per evitare che le nostre città diventino “pittoresche scenografie senz’anima” a causa della progressiva espulsione dei cittadini dal centro in favore del turismo mordi e fuggi, deve ora avere risonanza in tutti i comuni che presentano lo stesso problema di Firenze.
Si può e si deve agire localmente senza dover attendere una legge nazionale che sicuramente il governo Meloni non appronterà. Per il nostro territorio è vitale che le città tornino ad essere popolate nei loro centri. Una città viva è una città sicura, accogliente ed inclusiva.
Gli strumenti legali ora ci sono. Serve, come sempre, la volontà politica di agire in difesa dei cittadini che quotidianamente abitano le nostre città, riportando la casa al centro delle politiche delle amministrazioni e non più pensata solo come fonte di ricchezza estrattiva in favore dei fondi multiproprietari e delle big del business dell’alloggio.
Per quanto riguarda Firenze, serve poi un allargamento a tutto il comune, per evitare ulteriori bolle speculative, e un impegno forte, sostenuto da un investimento economico importante, per rimettere a posto le centinaia di alloggi popolari che ne hanno bisogno.
Sarebbe il minimo, indispensabile.
Marco Dall’Asta
Abitare Possibile
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