Caso di Paola, Filomena Gallo annuncia: “Ammessi in Consulta tre malati discriminati sui sostegni vitali”
La Corte costituzionale ha ammesso l’intervento di tre persone direttamente coinvolte nella questione che sarà esaminata il prossimo 23 giugno: Roberto, malato oncologico affetto da una patologia irreversibile a cui la ASL ha negato l’accesso al suicidio medicalmente assistito, e Carlo Gentili e Marco Gentili, persone affette da SLA che chiedono di non essere escluse da questo diritto qualora in futuro decidessero di ricorrervi.
La vicenda nasce dal caso di Paola, una donna di 89 anni affetta da Parkinson in stato avanzato, accompagnata in Svizzera nel 2023 da Marco Cappato, Felicetta Maltese e Virginia Fiume per accedere al suicidio assistito. Pur essendo lucida, consapevole e affetta da una malattia irreversibile che le provocava sofferenze ritenute intollerabili, Paola non poteva accedere al suicidio medicalmente assistito in Italia perché non dipendeva da alcun trattamento di sostegno vitale, uno dei requisiti previsti dalla sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale.
Proprio questo requisito è al centro del giudizio. Secondo il GIP di Bologna che ha rimesso la questione alla Consulta, potrebbe infatti determinare una discriminazione tra persone che vivono condizioni di sofferenza analoghe: alcune possono accedere al suicidio medicalmente assistito perché dipendono da macchinari o trattamenti salvavita, altre ne sono escluse pur essendo affette da patologie irreversibili e sofferenze altrettanto gravi.
Commentando la decisione della Corte, Filomena Gallo, codifensore di Marco Cappato 23 giugno davanti alla Corte costituzionale, e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni ha dichiarato: “La decisione della Corte riconosce che le persone direttamente coinvolte dagli effetti della normativa vigente sono portatrici di un interesse qualificato a partecipare al giudizio costituzionale e a far sentire la propria voce su questioni che riguardano la dignità della persona, l’autodeterminazione terapeutica e i diritti fondamentali. Attendiamo ora l’esame del merito della questione il 23 giugno, confidando che la Corte possa assicurare una tutela effettiva e non discriminatoria dei diritti delle persone affette da patologie irreversibili, indipendentemente dalla loro dipendenza da trattamenti di sostegno vitale”.
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