Barriere architettoniche, il Comune di Capri è stato condannato per condotta discriminatoria verso i disabili


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Per il Tribunale di Napoli la mancata adozione del P.E.B.A. costituisce una condotta discriminatoria


Con la sentenza n. 8190/2026 resa pubblica lo scorso 18 maggio, il Tribunale di Napoli, decima sezione civile, Giudice dott.ssa Maria Corvino, ha condannato il Comune di Capri per condotta discriminatoria collettiva nei confronti delle persone con disabilità a causa della mancata adozione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.), nonché a causa del ritardo con cui l’ente comunale ha realizzato gli interventi necessari al fine di rendere accessibili i Giardini di Augusto.

Su ricorso promosso dall’Associazione Luca Coscioni e da Christian Durso il Tribunale di Napoli, con una sentenza che ha pochissimi precedenti, ha stabilito che la mancata adozione e approvazione del P.E.B.A. da parte della Città di Capri rappresenta una condotta discriminatoria indiretta attuata in forma collettiva nei confronti delle persone con disabilità.

Per il Tribunale, infatti, la mancata rilevazione e classificazione delle barriere architettoniche presenti sul territorio comunale, con la conseguente mancata pianificazione degli interventi finalizzati alla loro graduale rimozione, comprime i diritti delle persone con disabilità all’inclusione, alla mobilità e all’accessibilità e fruibilità degli edifici pubblici, nonché dei luoghi e degli spazi urbani pubblici. Per il Tribunale questa mancata programmazione degli interventi finalizzati alla rimozione delle barriere può incidere negativamente, in una città come Capri, anche su migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo.


Nel corso del giudizio è stato inoltre accertato che solo dopo il nostro ricorso, ossia a febbraio 2025, i Giardini di Augusto sono stati resi accessibili anche alle persone con disabilità grazie alla installazione di due montascale. L’enorme ritardo con cui il Comune di Capri ha realizzato queste opere rappresenta una discriminazione indiretta nei confronti del Sig. Christian Durso, persona con disabilità motoria che si sposta con l’ausilio della sedia a ruote.

La Città di Capri pertanto dovrà risarcire il danno da discriminazione cagionato al Signor Durso versandogli la somma di seimila euro. Il Comune di Capri è stato infine condannato a cessare il comportamento discriminatorio mediante l’adozione, entro i prossimi 12 mesi, del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche.

“È una delle poche condanne per condotta discriminatoria emessa in Italia nei confronti di un Comune a causa della mancata adozione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche – dichiara l’avvocato Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni – Nonostante la legge n. 41/1986 e la successiva legge n. 104/1992 impongano a tutte le amministrazioni comunali di dotarsi di un P.E.B.A., ad oggi sono pochissimi gli enti locali che lo hanno fatto. Grazie a questa ordinanza emessa dal Tribunale di Roma, da oggi sarà dunque possibile rivolgersi alla giustizia civile per costringere i Comuni a monitorare e a censire tutte le barriere architettoniche e sensoriali presenti sui loro territori e a programmare nel tempo gli interventi necessari alla loro rimozione”.

“Il Tribunale di Napoli ha emesso una condanna significativa contro il Comune di Capri, colpevole di aver impedito per anni alle persone con disabilità come me di accedere ai celebri Giardini di Augusto – dichiara Christian Durso. Il Comune di Capri ha ignorato per anni le mie diffide e si è attivato concretamente solo dopo l’avvio della nostra azione legale. Questa sentenza ci ricorda innanzitutto che il diritto all’accessibilità e all’inclusione sociale non possono ammettere deroghe o ritardi ingiustificati”.

➡ QUI tutte le nostre iniziative in materia di lotta alle barriere architettoniche


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