la prima cosa che faccio quando c'è un nuovo post (non solo su slowforward ma anche su gammm, compostxt, pontebianco e differx) è mettere il titolo e il link su telegram: t.me/slowforward
poi penso a diffondere anche nei canali whapp e IG e fb, che non amo e spesso anzi detesto però mi permettono di raggiungere altre persone (e farle uscire=fuggire da whapp e IG e fb proprio grazie al & ai link che ci deposito). (è un po' come depositare dei candelotti di dinamite ACME da cartone animato: che fanno saltare fuori dallo schermo generalista Wile Coyote).
bisogna far scappare a gambe levate le persone dai (social) media mainstream.
mi scriveva poco fa un corrispondente su Mastodon che i link sono la bestia nera di Meta, tanto che su IG vengono boicottati (ma non nei canali IG!) e resi non cliccabili. dunque: benvenuta la bestia nera di Meta.
e benvenuto il lavoro sugli spazi indipendenti, come qui (noblogo) e come noblogs.org.
a proposito di quest'ultimo: sto su wordpress (dot com) con un blog e poi sito (dot net) dal remoto anno 2006 (prima slowforward è stato per tre anni – dal 2003 – su Splinder), MA:
ci sono voluti poi vent'anni per avere tre-quattrocento visitatori al giorno lì su slow, nonostante i materiali che in abbondanza posto in tema di scrittura di ricerca, musica e video sperimentali, opere verbovisive, annunci di mostre, annotazioni, citazioni, podcast, documentazione politica eccetera.
INVECE su noblogs.org, che comunque è a base Wordpress, la quantità di visitatori raramente è scesa (quasi da subito) sotto i cinquemila giornalieri.
ieri un picco di 140mila: differx.noblogs.org/2026/04/27…
l'indipendenza paga, insomma. be independent. (or, at least, try to).